Archive | gennaio 30, 2010

La carne è debole. Il premier pure

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La carne è debole: il premier sotto scacco

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di Marcella Ciarnelli

tutti gli articoli dell’autore

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Complotto

Una parola che evoca oscure trame e possibili vittime inconsapevoli. Rivelazioni. Informazioni sussurrate che diventano di pubblico dominio. Dossier per un ricatto. Una parola stampata in copertina da “Panorama”, settimanale di famiglia, sulla faccia di Patrizia D’Addario, la escort barese che ha registrato e raccontato il suo incontro con il Cavaliere sul lettone di Putin. Annuncia clamorose ricostruzioni il periodico berlusconiano su quello che è davvero stato il Grazioli-gate, la denuncia sostanziata da una iniziativa giudiziaria della Procura di Bari (che ha smentito) nei confronti nel clan variegato dei possibili partecipanti: giornalisti, politici, magistrati e, ovviamente, signore disinvolte e disponibili. Capaci, queste ultime, di colpire lì dov’è il punto debole del premier. L’attrazione per le donne, giovani o meno giovani, purché belle.

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La maxi cimice

Torna dunque d’attualità la tesi del complotto. Fu una strada già percorsa all’inizio di questa storia per cercare di trovare una giustificazione ad una debolezza che, riguardando il capo del governo, sarebbe stato più opportuno venisse assecondata con più accortezza. A ben ricordare, l’ombra delle spie si era già allungata su palazzo Grazioli quando Berlusconi annunciò anni fa, con un’enfasi eccessiva, di aver trovato nel suo studio una “cimice” dalle dimensioni eccessive.

E visto che la sollecitazione a parlarne arriva dall’interno sarà il caso di seguire la ricostruzione berlusconiana dell’affaire. Che assume le sembianze di un’operazione strategica internazionale. Un Watergate senza Potomac ma con le cime di rapa, in cui si ipotizza l’intervento di “burattinai” al servizio e al soldo, è la deduzione senza prove di “Panorama”, di personaggi che animano «il campo avverso al Popolo delle libertà». Nella Bari connection sarebbero implicate dodici persone tutte manovrate dal Giampi Tarantini cui viene però tolto il ruolo di «grande organizzatore» per essere declassato a esecutore di ordini dall’alto. L’agente «selezionata» Patrizia D’Addario non avrebbe dovuto solo «portare a termine una missione» ma essere una vera e propria «arma non convenzionale manovrata da ben più potenti politici». La nostra agente a Bari Vecchia, non all’Avana, insomma, vista come protagonista, non si sa quanto consapevole, di un’operazione screditamento del premier non solo in Italia ma anche all’estero. Un’operazione condotta fin nell’intimità di Palazzo Grazioli. Tra le lenzuola di Berlusconi dove l’agente D’Addario è riuscita ad infilarsi con una preoccupante facilità. Preoccupante, se la tesi del complotto, per di più internazionale, dovesse avere un qualche riscontro, non solo per il diretto protagonista, ma per tutti. Cosa può aver ascoltato o registrato l’infiltrata? E sono state rese note tutte le notizie acquisite tra una doccia e l’altra? E,ancora, furono nell’occasione mimetizzate “cimici” poi raccolte da altre agenti, in incontri successivi? Dov’è tutto questo materiale, se c’è? E quando uscirà fuori?

I viaggi del mistero

Di domanda in domanda si potrebbero ridurre al ridicolo le azioni di tutti gli 007 che hanno affollato i film di spionaggio in qualunque parte del globo fossero ambientati. E sì, perché la D’Addario, sempre nella ricostruzione del settimanale avrebbe compiuto un viaggio a Doha, capitale del Qatar, per trasferire là una somma ingente. Mentre gli inquirenti starebbero dedicando particolare attenzione al altri misteriosi viaggi «in Francia, Spagna, Brasile, Gran Bretagna, Cina ed Emirati Arabi». Trasferte, scrive sempre “Panorama” che sarebbero state gestite «da alcuni intermediari internazionali, diretti a loro volta da politici italiani rimasti nell’ombra». L’aspetto più inquietante dell’ipotesi avanzata a mezzo stampa è proprio questo. Se dovesse essere verificato che notizie compromettenti per il capo del governo italiano siano uscite dall’Italia e siano pervenute a servizi segreti di altri Stati, anche di paesi potenzialmente ostili, quale potrebbe essere la conseguenza logica? Che il premier è ricattabile. Sull’onda di una debolezza personale. «A me sembra una cosa non credibile», dice Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, fino a qualche giorno fa membro del Copasir. «Potrebbe rientrare in un disegno che tende a sviare l’opinione pubblica dal giudizio che si è formata sulla vicenda. Ma se le cose stessero veramente così, e mi sbagliassi, si riaprirebbe la questione della sicurezza del premier e della sua oggettiva ricattabilità».

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30 gennaio 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=94388

Terrore in Iran, altri sedici alla sbarra. L’opposizione: “Ora basta esecuzioni”

30/1/2010 (14:47) – TENSIONE DOPO L’IMPICCAGIONE DI DUE GIOVANI

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Terrore in Iran, altri sedici alla sbarra. L’opposizione: “Ora basta esecuzioni”

Continua il giro di vite del regime. Ma Mussavi e Karrubi non cedono: “Manifestazione verde l’11 febbraio”

Mehdi Karroubi

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TEHERAN
In Iran regna un «clima di terrore».
E’ il grido di allarme dei due leader politici dell’ opposizione iraniana, Mirhossein Mussavi e Mehdi Karrubi, due giorni dopo l’impiccagione di due oppositori e in occasione, oggi, dell’apertura di un nuovo processo contro altri 16 manifestanti antigovernativi.
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In vista delle celebrazioni per il 31esimo anniversario della Rivoluzione islamica khomeinista l’11 febbraio, malgrado una diffida da parte dei Guardiani della Rivoluzione, l’opposizione su internet si dà nuovamente appuntamento in piazza: una sfida implicitamente raccolta da Mussavi e Karrubi, secondo i quali processi e impiccagioni sono un deterrente del regime per «dissuadere la gente dal manifestare l’11 febbraio». I 16 imputati comparsi oggi in una aula di tribunale sono accusati delle proteste contro la controversa rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad lo scorso 12 giugno.
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Cinque di loro sono accusati di “Moharebeh” (guerra contro Dio), imputazione passibile di condanna a morte, gli altri di disturbo dell’ordine pubblico e attentato alla sicurezza nazionale. Erano stati arrestati dopo i sanguinosi disordini scoppiati tra forze di sicurezza e oppositori il 27 dicembre, nella ricorrenza religiosa sciita dell’Ashura, causando almeno otto morti. Il nuovo processo si apre due giorni dopo l’impiccagione dei primi due oppositori condannati nei processi dei mesi scorsi. Si tratta di due attivisti monarchici condannati a morte come «mohareb» (nemico di Dio). «Condannando le recenti impiccagioni, Mussavi e Karrubi hanno chiesto che la situazione dei prigionieri sia esaminata in conformità con la legge», scrive Sahamnews, il sito del partito di Karrubi. Secondo i due leader riconosciuti del «movimento verde», «le impiccagioni hanno lo scopo di creare un clima di terrore per dissuadere la gente dallo scendere in piazza il prossimo 11 febbraio». Un appuntamento, dicono Mussavi e Karrubi, al quale «popolazione» deve «partecipare in massa».
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Prevedendo la nuove sfida, oggi il comandante dei Guardiani della Rivoluzione di Teheran ha messo ha messo in guardia le opposizioni: «Non consentiremo in alcun circostanza al “movimento verde” di farsi vivo… Di certo non assisteremo a nulla del genere, ma anche se una minoranza volesse tentare qualcosa, ci saremo noi ad affrontarla con decisione», ha detto il generale Hossein Hamedani. Oggi ha fatto sentire la sua voce anche il potente ex presidente Akhbar Hashemi Rafsanjani, considerato oppositore moderato e un pragmatico che ha tuttora un ruolo di rilievo nel regime, che ha invitato tutte le parti alla moderazione e ad astenersi da ogni violenza in occasione delle celebrazioni per la festa della Rivoluzione islamica, «che non servirebbero ad altri che ai nemici» dell’Iran.
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VIRILITA’ & DINTORNI – Dalle lacrime delle donne al “Io ce l’ho più lungo!”. E quando ‘lui’ non funziona

VIRILITA’ & DINTORNI

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La virilità sta nelle lacrime di una donna?

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di Lisa Ginzburg
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In Giappone va a ruba il DVD di un film composto di giovani belle ragazze che per motivi diversi, piangono. Lo comprano quasi esclusivamente uomini. Dichiarano che vedere le lacrime delle donne torna a farli sentire potenti, virili. Aumenta la loro autostima. Se molti di questi uomini vivono crisi di prestazione sessuale o ansia da conquista, assistere alla debolezza femminile ecco ridà loro sicurezza.

Il mondo si dice – e sembrerebbe – andare avanti, ma i rapporti di potere che presiedono agli scambi tra i due sessi pare siano sempre uguali. Se le donne vogliono trovare uomini disposti ad amarle e proteggerle, devono mostrarsi vulnerabili. Se i maschi desiderano conquistare una femmina, quel che conta è che possano sentirsi più forti di lei.

Finiremo col convincerci che tutto debba restare così? Che, come si dice, “tutto cambia perché nulla cambi”? Certe solitudini (di donne e di uomini) cui assistiamo, così come il destino fallimentare di molti incontri sentimentali, per come avvengono di questi tempi, sembrerebbero dire proprio questo. Anche se io e tante e tanti come me ci ostiniamo a credere che le cose possano essere un poco diverse, un poco più evolute. Magari con uomini che si innamorano delle donne perché invece le vedono ridere.

unpostoalcuore@ilmessaggero.it

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89433&sez=UNPOSTOALCUORE

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Nella clinica del sesso

Disfunzioni erettili, quando la pillola è un tabù

Disfunzioni erettili, quando la pillola è un tabù

Quanti sono i maschi con problemi di erezione che non sopportano affatto che la loro virilità possa dipendere da una pillola?

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A CURA DI CARLA PILOLLI – 27/01/2010

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Quanti sono  i maschi con problemi di erezione che non sopportano affatto che la loro virilità possa dipendere da una pillola? Per i sessuologi sono più numerosi di quanto si creda. Il fatto che il medico prescriva loro quei farmaci usati contro l’impotenza  li fa sentire meno uomini, non più padroni della propria erezione, ma schiavi della pillola che diventa un tabù.

A farli uscire da questo stato di inferiorità dovrebbe provvedere la partner facendo sentire di nuovo maschio il suo uomo, attraverso quelle arti che vengono definite appunto «femminili». Ma capita spesso che poiché uno degli elementi fondamentali del sesso è la capacità di suscitare desiderio ed eccitazione nel partner, molte donne, guardino con sospetto le terapie per la disfunzione erettile, come spiega il prof Emmanuele A. Jannini, titolare del corso di sessuologia medica all’Università de l’Aquila. Pensano che un trattamento farmacologico provochi erezioni, indipendentemente dal desiderio. E vivono come una sorta di dipendenza psicologica la necessità di far rapidamente seguire all’assunzione di un farmaco a breve durata, l’atto sessuale. Innanzitutto c’è da dire che bisognerebbe sfatare la credenza che la pillola abbia un effetto immediato e che funzioni in modo automatico.«Se è vero che una parte delle impotenze è provocata da stress, è anche vero che la stessa terapia, se obbliga a una programmazione molto stretta, può essere fonte di stress-osserva il prof Emmanuele A. Jannini, spiegando che  non è così per il Tadalafil (Cialis), un inibitore della fosfodiesterasi di tipo 5 di nuova generazione . «La sua particolare formula chimica, diversa da ogni altra molecola in commercio, gli permette di legarsi stabilmente alla fosfosdiesterasi, impedendo a questo enzima, che «distrugge» l’erezione, di agire. La sua prolungata durata d’azione ne fa un «farmaco intelligente», a misura di coppia, che permette il recupero della naturalezza dell’atto sessuale. Liberi di non programmare, potrebbe essere lo slogan. E questo anche grazie a un’altra particolarità: è l’unico, in questa classe di inibitori della forsfodiesterasi, a poter essere assunto anche dopo aver mangiato e bevuto.

Una sessualità spontanea e naturale dopo una cena a lume di candela è così favorita. Per questo in un  articolo scientifico che ho pubblicato con il Prof. Wagner dell’Università di Copenaghen sulla rivista Idrugs, l’abbiamo classificato come farmaco «armonioso». Cioè particolarmente rispettoso delle dinamiche della sessualità umana. Cialis agisce, infatti, fino a 36 ore dall’assunzione. I medici consigliano di assumerlo 2-3 volte a settimana, a coprire 7 giorni su 7, lasciando così intatta la spontaneità dell’amore».   Bisogna sapere poi  che questi farmaci fanno effetto solo se l’uomo è eccitato. «Per questo- dice l’esperto- io spesso consiglio alle coppie di fare il «test del quotidiano». Se lui prende la pillola e poi si mette a leggere il giornale, non succede niente. Ma se la sua partner lo stuzzica il risultato è completamente diverso. Facendo il paragone con un’automobile, la donna è l’acceleratore, mentre le pillole per l’impotenza, si limitano a togliere il freno a mano.»

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fonte:  http://www.diariodelweb.it/Articolo/Salute/?d=20100127&id=127076

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Certo che funziona, da naturopata posso consigliarlo. Ma sul ‘Cordyceps sinensis‘ provvederemo, nei prossimi giorni, a fornirvi un articolo che approfondisce meglio il tema.

mauro

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Il fungo della virilità: funziona?

fungo della virilità

Oggi parliamo del fungo della virilità, lo conoscete? Probabilmente ne avete sentito parlare anche voi dato che durante le feste è stato registrato un boom delle ordinazioni di questo impareggiabile afrodiasiaco. Il fungo della virilità in realtà si chiama ‘Cordyceps sinensis‘ ed è un fungo che cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa 6 settimane. Questo fungo è un parassita delle larve di piccole falene bianche che poi in estate diventa tipo l’erba, infatti secondo la leggenda le pecore che brucavano quest’erba erano più forti e sane.

Questo fungo oltre a migliorare la vita sessuale ha tante altre azioni benefiche ad esempio migliora l’efficenza del sistema immunitario, aiuta a combattere il freddo, fa dimagrire, tiene lontana la depressione, ha un’azione energizzante e combatte l’invecchiamento.

Il Cordyceps sinensis sembra un vero elisir ma c’è da fidarsi? Innanzitutto lo potete acquistare via internet oppure in erboristeria, io vi consiglio quest’ultima, essendo in un negozio certamente è un prodotto sottoposto a controlli scrupolosi e che sottostà a determinate regole inoltre dato che sono comunque prodotti naturali è bene non rischiare, perchè sotto la voce “prodotti naturali” ci mettono praticamente di tutto.

La cosa interessante è che le capsule di Cordyceps sinensis rispetto alla pillola blu (il viagra) hanno un’azione un pò diversa, in entrambi i casi lo scopo è migliorare la vita sessuale, però mentre il viagra ha un effetto legato all’assunzione momentanea, il fungo della virilità migliora la situazione anche a lungo termine, gli effetti man mano diventano migliori e anche duraturi. Il segreto pare risieda nel bilanciamento dei linfociti Th1 e Th2.

Qualcuno di voi l’ha provato? Pensate di provarlo?

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04 gennaio 2010
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«Io ce l’ho più lungo», sfida “osè” al mercato finisce in rissa a Bari

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di LUCA NATILE
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BARI – La virilità è una questione di centimetri, esibiti senza vergogna insieme a sogliole, gamberi e frutti di mare sulla bancarella di un mercato rionale. Giovedì mattina un pimpante pescivendolo cinquantunenne ha pensato bene di esibire i gioielli di famiglia accanto alla merce esposta nel mercatino rionale di via Montegrappa, sfidando alcuni suoi degni compari a prendere atto, centimetro alla mano, di quanto madre natura lo avesse dotato. L’esibizione ha scandalizzato alcune massaie intente a scrutare tra le bancarelle e mandato su tutte le furie il vicino di bancone, Giovanni Sedicina, 28 anni che dopo aver preso a schiaffoni il collega esibizionista, rimproverandolo di far fuggire la clientela, si è armato di una Smith Wesson calibro 38.
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L’intervento dei carabinieri del Nucleo radiomobile provinciale al comando del luogotenente Giuseppe Remini ha impedito che la rissa degenerasse in tragedia e che quello sfoggio dei gioielli di famiglia venisse punito a pistolettate. Morale della storia, Sedicina è finito in galera e con lui Angelo Tanzi e Saverio Spano, entrambi ventenni e incensurati che lo avrebbero aiutato a nascondere l’arma al sopraggiungere dei carabinieri.
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Non l’ha fatta franca il pescivendolo, denunciato per favoreggiamento: quando i militari lo hanno interrogato lui ha tenuto la bocca chiusa (come finalmente anche la patta dei pantaloni) evitando di fornire elementi per incriminare il suo castigatore. In realtà non ce n’è stato bisogno.
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I carabinieri dopo la rissa hanno trovato Giovanni Sedicina nel locale di via Doberdo che utilizza come deposito per la sua bancarella e la merce (generi alimentari e articoli per la casa). Durante la perquisizione hanno scovato una seconda pistola. La prima l’aveva addosso Angelo Tanzi che sulla sua Volkswagen Golf, parcheggiata nei pressi di via Montegrappa nascondeva sette proiettili.
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In base alla ricostruzione fatta dai militari Sedicina gliela avrebbe affidata per farla sparire e Saverio Spano avrebbe cercato di aiutarlo prima che i militari li bloccassero entrambi. Stando alla ricostruzione dei militari il pescivendolo dopo averle prese di santa ragione dal Sedicina nei panni del castigatore di costumi e difensore della pubblica moralità, si sarebbe armato di un coltellaccio insidiando il vicino che per difendersi si sarebbe allontanato per tornare subito dopo armato di pistola.
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Dopo aver assistito alla scioccante esibizione dei «centimetri» in libertà, le massaie del mercatino di via Montegrappa hanno visto con terrore i due uomini affrontarsi con le armi in pugno. Se il primo colpo di scena aveva provocato imbarazzo, il secondo ha generato un fuggi- fuggi generale. Qualcuno ha pensato bene di telefonare alla sala operativa dei carabinieri che in pochi minuti sono piombati sul posto, notando nella confusione i due ragazzi che cercavano con passo svelto di abbandonare la scena del reato. Non ci sono riusciti e così sono scattate le manette. Ad inchiodare i protagonisti della rissa le testimonianze della gente del quartiere.
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09 gennaio 2010
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Addio metrosexual, nel 2010 piace l’uomo pigro e romantico: modello Clooney

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Qual è il maschio ideale del 2010? Secondo Stefano Benemeglio, padre dell’Ipnosi Dinamica e fondatore dell’Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche, se fino a poco tempo fa era il modello ‘uomo che non deve chiedere mai’, oggi si impone un nuovo stile: quello del «maschio sentimentale», un uomo che sa ascoltare e che ama le coccole.


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Nel 2010 il modello da seguire è George Clooney: insomma un maschio un po’ pigro e meno aggressivo. Mentre è fuori moda la virilità in mostra, i modi bruschi e l’atteggiamento da dominatore. Insomma è definitivamente chiusa l’era del machismo, irrimediabilmente out il rude maschio latino. Oggi neppure il maschio MetroSexual, termine coniato nel 1994 dal giornalista britannico Mark Simpson per definire un uomo ossessionato dalla moda e dal look, tipologia ben rappresentata dal calciatore David Beckham o dall’attore Jude Law, fa più tendenza così come non la fa il suo alter ego che ha dominato nel 2009: l’HeteroPolitan, caratterizzato da un fisico da macho e da modi da bravo ragazzo.


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L’evoluzione del maschio metropolitano conosce oggi l’avvento del «maschio sentimentale»: un uomo nuovo, passionale, virile, caratterizzato da eleganza e stile, che coltiva interessi intellettuali e rapporti umani, che è sicuro di sé ma non supponente. È virile, elegante e deciso a ottenere la qualità in ogni sfera della vita. Questa è la definizione che ne da Stefano Benemeglio, illustrando come siamo oggi di fronte ad un processo che sta portando uomo e donna ad avvicinarsi e a scambiarsi i ruoli. «Con un uomo che sa comunicare sempre meglio con le donne e soprattutto ascoltarle, che pensa alla famiglia, alle coccole e perfino alle faccende di casa. Un uomo che non si sente meno maschio solo perché sente il bisogno di coccolare il partner» sostiene Stefano Benemeglio.

I tempi cambiano e anche i maschi evolvono. Un po’ vecchio stile, il «maschio sentimentale» non perde occasione per affermare senza tentennamenti la sua eterosessualità. È interessato alla politica e al mondo degli affari, è pragmatico e conserva un atteggiamento critico nei confronti della vita. «Ma è anche vero che il “maschio sentimentale” si sente un po’ insicuro» puntualizza Stefano Benemeglio. Così un numero sempre maggiore di uomini ricorre all’aiuto dell’ipnosi per superare le difficoltà nel sesso, ma anche nelle relazioni personali, nell’amore e nel lavoro.

Macho addio: secondo Stefano Benemeglio,
fondatore dell’Accademia Internazionale delle
Discipline Analogiche

l’uomo ideale del 2010 è il «maschio sentimentale»

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26 gennaio 2010

fonte:  http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/uomo_pigro_romantico260110.html


SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE – Palamara: magistrati uniti nella protesta / Popolo Viola in sit-in, distribuite 500 copie della Costituzione / Alfano: i magistrati non rispettano il Parlamento

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ANNO GIUDIZIARIO: PALAMARA, MAGISTRATI UNITI NELLA PROTESTA

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(AGI) – Roma, 30 gen. – “La magistratura italiana ha dato prova questa mattina di essere compatta e unita nella protesta”. E’ quanto ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, incontrando i giornalisti a Roma dopo la protesta simbolica nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che ha visto almeno una cinquantina di magistrati abbandonare la sala nel momento in cui ha preso la parola il rappresentante del Governo Franco Ionta, responsabile del Dap. “E’ stata una giornata – ha detto Luca Palamara – molto importante per la magistratura italiana, che ha dato in maniera composta, ma ferma, una grande risposta”. Palamara ha inoltre voluto sottolineare che in tutte le corti d’appello italiane questa mattina e’ stato dato spazio solo al rappresentante distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati per “far parlare una sola voce”. “In numerose citta’ – ha detto ancora Palamara – come Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo e altre realta’ minori, c’e’ stata una massiccia adesione a un gesto che voleva essere solo un segnale di dissenso, non ad una persona, ma a una politica. Inutile polemizzare con chi e’ uscito dall’aula o meno, queste sono inutili polemiche, anche se l’avesse fatto un solo magistrato era comunque un segnale”. (AGI) .

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fonte:  http://www.agi.it/news/notizie/201001301833-cro-rt10072-anno_giudiziario_palamara_magistrati_uniti_nella_protesta

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Popolo Viola in sit-in, distribuite 500 copie della Costituzione

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ROMA (30 gennaio) – Diverse centinaia di persone hanno manifestato davanti alla Prefettura di Roma, in piazza Santi Apostoli, per «salvare la costituzione dagli attacchi del Governo».

Nel corso del sit-in, organizzato dal Popolo Viola della Capitale, sono state distribuite 500 copie della Costituzione. «Berlusconi dimissioni» e «il popolo viola prende la parola», gli slogan della protesta iniziata dalle tre del pomeriggio scandita da letture e interventi di esponenti della società civile, professori universitari e personaggi dello spettacolo. I politici presenti (come Stefano Pedica dell’Idv, Angelo Bonelli dei Verdi o Vincenzo Vita del Pd), sono i benvenuti ma di prendere la parola non se ne parla: come stabilito nel No B-Day, anche oggi, quello resta un privilegio dei cittadini. «Attraverso una semplice consultazione del sito della Camera – spiega Francesca A., dei Viola – ci siamo resi conto di quanto è in pericolo la nostra Costituzione. Ci sono proposte di modifica che vanno a incidere sui suoi principi fondamentali».

«La Mussolini, ad esempio – aggiunge Rossella A. – vorrebbe aggiungere nell’articolo 1 il riconoscimento delle radici cristiane della nostra civiltà; per l’articolo 2 c’è chi propone la garanzia del diritto alla vita. In più si vorrebbero ampliare le immunità parlamentari, già notevoli, e favorire le scuole private incidendo sull’articolo 33».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=26112&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

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Alfano: i magistrati non rispettano il Parlamento. Il popolo viola torna in piazza

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Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha inaugurato questa mattina a L’Aquila il nuovo anno giudiziario, dove i magistrati, per bocca di Giovanni Canzio, presidente della Corte d’Appello della città, avevano annunciato che sarebbero rimasti nell’auditorium al momento dell’intervento del ministro, al contrario dei loro colleghi che, in tutte le altre parti d’Italia, hanno abbandonato, per protesta contro i progetti di riforma del Governo, la cerimonia quando hanno preso la parola i rappresentanti del Ministero.

“Voglio sottolineare – ha commentato Alfano – il grande rispetto per le istituzioni e la sensibilità dimostrata”.
Diversi magistrati presenti, comunque, hanno scelto di portare alla cerimonia una copia della Costituzione, come consigliato dall’Associazione Nazionale Magistrati.
“L’Anm è la casa di tutti i magistrati, – aveva detto ieri Luca Palamara, presidente dell’Associazione – vi aderiscono tutti i magistrati italiani, è l’orgoglio della magistratura. Domani manifesteremo un disagio sentito da tutta la magistratura, parlando con una sola voce“.

Alfano, dopo le polemiche di ieri quando aveva annunciato che i magistrati non fermeranno le riforme del Governo, è tornato anche oggi ad attaccare quella maggioritaria parte della magistratura che ha espresso forti dubbi su provvedimenti quali il processo breve, il legittimo impedimento e la divisione delle carriere, accusandola di voler contrapporsi al Parlamento.

“Quando le obiezioni – ha detto – si sposano ai riconoscimenti appaiono più credibili, quando sono cieche sono meno credibili. […] Alcuni magistrati si sono mostrati fino ad ora poco rispettosi del Parlamento“.

In centinaia di piazze italiane, intanto, si stanno tenendo i presidi, indetti dall’Associazione Articolo 21 e dal Popolo Viola, per la salvaguardia della Costituzione Italiana dagli attacchi, verbali e legislativi, del Governo.
“Proteggiamo – si legge nel volantino diffuso di fronte alle Prefetture – la Costituzione italiana per difendere i diritti fondamentali e inviolabili di tutti: lavoro, sovranità popolare, uguaglianza, cultura, informazione“.

“E’ giusto e doveroso scendere in piazza al fianco del Popolo Viola – ha detto Paolo Ferrero, a nome della Federazione della Sinistra, che ha aderito alla giornata di mobilitazione – perché bisogna difendere la Costituzione contro le manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi, a partire dal nuovo Lodo Alfano, e contro i proclami irresponsabili di ministri come Brunetta che arrivano a chiedere la cancellazione dell’art. 1 della Costituzione”.

Mattia Nesti

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30 gennaio 2010

fonte: http://www.newnotizie.it/2010/01/30/alfano-i-magistrati-non-rispettano-il-parlamento-il-popolo-viola-torna-in-piazza/

Avviso meteo della Protezione civile, in arrivo freddo e nevicate a quote basse

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immagine tratta da: http://blogdemocratici.ning.com/

Maltempo: in arrivo freddo e nevicate a quote basse

Avviso meteo della Protezione civile, gelo dalla Scandinavia

30 gennaio, 18:29
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(ANSA) – ROMA – Da stasera giu’ i termometri e neve anche in pianura. Lo indica un avviso di avverse condizioni meteo della Protezione civile. Causa del maltempo una perturbazione proveniente dalla Scandinavia. Previste precipitazioni sparse sulla Sicilia, anche a carattere di rovescio o temporale, con scariche elettriche e forti raffiche di vento. Da domani sera, nevicate dal nord al sud del Paese fino a quote basse. Da lunedi’ gelate al centro-nord.
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Bergamo, perde il lavoro e si dà fuoco: Gravissimo operaio di 35 anni / Sale la disoccupazione, triplica la Cassa

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Bergamo, perde il lavoro e si dà fuoco: gravissimo operaio di 35 anni

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BERGAMO (30 gennaio) – Un operaio rimasto senza lavoro ha tentato il suicidio dandosi fuoco con una tanica di benzina. L’uomo si trova ora ricoverato al Centro grandi ustionati di Verona, in condizioni gravissime. A dare l’allarme due operai e una passante che hanno cercato in tutti i modi di spegnere le fiamme.

Il dramma a Brembate, nel Bergamasco.
L’operaio, 35 anni, sposato, due mesi fa aveva perso il lavoro perchè la ditta presso cui lavorava, a Zingonia, era fallita. L’uomo era caduto in uno stato di sconforto. Questa mattina ha raggiunto in auto la zona industriale di Brembate e una volta sceso si è cosparso di benzina, dandosi fuoco. Alla scena hanno assistito due operai e una donna che passava di lì in auto. La signora è riuscita a spegnere le fiamme usando un estintore che aveva in macchina, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco e dei sanitari. Del caso si stanno occupando i carabinieri della Compagnia di Treviglio (Bergamo).

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=89512&sez=HOME_INITALIA

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I dati di Confindustria e Cgil

Sale la disoccupazione, triplica la Cassa

Senza lavoro il 10,1% degli italiani. In un anno 918 milioni di ore di Cig, il dato più alto di sempre

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ROMA – A dicembre il tasso di disoccupazione in Italia, comprensivo dei cassintegrati, è salito al 10,1%, in linea con quello europeo. Lo calcola il Centro studi di Confindustria parlando di «trend ascendente». «A dicembre – si legge nella Congiuntura flash – la percentuale di imprese che si attendeva una riduzione del numero di addetti (28,6%) era ancora nettamente superiore a quella che prevedeva un incremento (9,7%), benchè si fossero stabilizzate le opinioni sulle condizioni operative aziendali».

CASSA INTEGRAZIONE RECORDLa Cgil ha invece diffuso il rapporto sulla Cassa integrazione nel 2009, da cui emerge che dall’ottobre 2008 al dicembre 2009 le ore di Cig (tra ordinaria e straordinaria) autorizzate sono state oltre 1 miliardo. Nel solo 2009 – spiega il sindacato di corso Italia – c’è stato il maggiore ricorso alla Cig di sempre, con oltre 918 milioni di ore (+311% sul 2008). Dallo studio della Cgil emerge che la sola cassa ordinaria nel 2009 ha totalizzato oltre 578 milioni di ore, con un aumento del 410,37% sull’anno precedente, con alcuni grandi settori, anche in termini occupazionali, come quello Trasporti e comunicazioni e quello Metallurgico, che hanno visto un incremento rispettivamente di +1.025% e +1.245%. Il settore Meccanico ha aumentato la richiesta del +703% per un totale di quasi 300 milioni di ore.

LA «STRAORDINARIA»È cresciuta anche la cassa integrazione straordinaria (+209%), in particolare nella seconda parte dell’anno, anche con un raddoppio di ore sui mesi precedenti, raggiungendo i livelli attuali di erogazione di quella ordinaria: «Il risultato – spiega la Cgil – è segno di un peggioramento degli aspetti strutturali della crisi industriale ma anche il frutto dell’entrata in vigore della nuova normativa che ha introdotto la possibilità, una volta completate le 52 settimane di cassa ordinaria, di continuare la sospensione dal lavoro in regime di straordinaria». Quanto alle regioni che hanno totalizzato un maggiore ricorso alla Cig ordinaria, si segnalano la Lombardia con 182 milioni di ore per un aumento del 627%, l’Emilia Romagna (+813%), l’Abruzzo (+618%), il Piemonte (+532%), il Veneto (+567%) e le Marche (+482%).

RIPERCUSSIONI SUI REDDITI«La Cassa integrazione – sottolinea la segretaria confederale della Cgil, Susanna Camusso – ha permesso di contenere, fino ad oggi, in parte i riflessi della crisi sull’occupazione e per questo resta essenziale intervenire per prolungare i massimali di quella ordinaria, come fondamentale obiettivo immediato per fermare i licenziamenti». Le ore di Cig hanno coinvolto un numero di lavoratori che ha superato il milione: per costoro i riflessi della loro condizione sul reddito sono stati molto pesanti. Nel rapporto si calcola che l’ammanco nelle loro tasche è di oltre 3 miliardi e 300 milioni mentre se consideriamo il valore assoluto, ovvero le zero ore, la minore disponibilità economica peggiora ulteriormente ed è di oltre 3 miliardi e 700 milioni (sempre considerando valori e perdite medie sugli stipendi). Ovvero, ogni lavoratore se è stato in Cig ordinaria o straordinaria in relazione ad un periodo di 25 settimane, ha perso tra i 3.000 e i 3.500 euro, mentre un lavoratore che è stato a zero ore per tutto l’anno ha perso tra i 7.500 e gli 8.000 euro. «L’alto ricorso alla Cig – fa notare ancora la Camusso – ha rappresentato nello stesso tempo una difesa dagli effetti della crisi produttiva ma anche il risultato di una crisi profonda che ha investito il nostro apparato produttivo».

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30 gennaio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/economia/10_gennaio_30/disoccupazion-cassa-integrazione-confindustria-cgil_5a1a98c8-0da5-11df-829b-00144f02aabe.shtml

CULTURA – L’occhio di Vivian, la bambinaia, rivela la triste America di strada

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LA STORIA

L’occhio di Vivian, la bambinaia
rivela la triste America di strada

Vivian Maier è morta, in disgrazia, lo scorso anno. Per tutta la vita aveva fotografato americani medi per le strade dello shopping con uno sguardo triste. Dopo la sua morte un collezionista ha comprato all’asta 40mila negativi, 15mila da sviluppare, e ha pubblicato il suo tesoro su un blog. Presto un libro e una mostra

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di BENEDETTA PERILLI

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L'occhio di Vivian, la bambinaia rivela la triste America di  strada Vivian Maier

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ANZIANE impellicciate che guardano stizzite l’obiettivo, uomini con i cappelli che fumano sigari, bambini che piangono accuditi da mammine eleganti. Venti anni di storia americana, fotografata per le strade di Chicago rigorosamente in bianco e nero con una macchina Rolleiflex medio formato, tornano alla luce, online, grazie a un collezionista fortunato. L’autrice di questi mirabili scatti, esempi preziosi di street photography, è la francese Vivian Maier: arrivata negli Stati Uniti negli anni ’30, impiegata prima come commessa e poi come bambinaia, morta in disgrazia nel 2009 e solo oggi celebrata come una fotografa di successo. Ha scattato ininterrottamente fino agli anni ’90 per poi conservare migliaia di negativi mai stampati tutti per sé, senza mostrarli mai a nessuno. Ma nel 2007, a causa di alcuni pagamenti insoluti, parte della  produzione di Vivian viene ceduta, insieme ad altri mobili d’epoca, chiusa in un armadietto di archiviazione.
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I mobili vengono messi all’asta e 40mila negativi, dei quali circa 15mila ancora all’interno di rullini non sviluppati, vengono acquistati per poche centinaia di dollari da John Maloof, fotografo per passione e agente immobiliare per professione, in cerca di materiale fotografico per la scrittura di un libro sui quartieri di Chicago. È lui a decidere di far conoscere al mondo l’opera di Vivian pubblicando parte delle immagini acquisite sul blog Vivian Maier – Her discovered work. Sboccia così, a metà tra la leggenda e la virtualità, il mito di Vivian Maier, la fotografa del mistero della quale si conoscono rare notizie biografiche e il cui viso si intravede solo in alcuni autoscatti.

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Nata in Francia il 1 febbraio 1926, la ragazza arriva negli Stati Uniti negli anni ’30 e vive per alcuni anni a New York lavorando come commessa in un negozio di caramelle. Dagli anni ’40 in poi si trasferisce a Chicago, dove viene assunta come bambinaia in una famiglia del North Side. Appassionata di cinema europeo, impara l’inglese andando a teatro, veste abiti e scarpe da uomo e indossa grandi cappelli. Una donna che non amava parlare, così la ricordano gli impiegati nello storico negozio di apparecchiature fotografiche di Chicago Central Camera, e i suoi ultimi giorni li ha trascorsi in una casa pagata dai tre ragazzi che aveva accudito fino agli anni ’60. Sono loro, raggiunti da Maloof in un tentativo di ricostruire la biografia della fotografa, a raccontare di una donna misteriosa, socialista, femminista e anti-cattolica, che scattava fotografie in continuazione.
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Maloof aveva cercato di contattarla circa un anno dopo l’acquisizione della collezione, dopo aver scoperto il suo nome, scritto a penna con una accurata grafia di altri tempi, a margine di una busta porta negativi. Digitando le parole Vivian Maier su Google aveva trovato però solo un annuncio mortuario. “Vivian Maier, nata in Francia e residente a Chicago negli ultimi 50 anni è morta serenamente lo scorso lunedì  –  recitava così il necrologio apparso su un quotidiano locale – Seconda madre di John, Lane e Matthew. Uno spirito libero che ha magicamente toccato le vite di chi la conosceva. Critica cinematografica e straordinaria fotografa”.
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L'occhio di Vivian, la bambinaia rivela la triste America di  strada
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Paradossalmente la donna era morta il giorno prima dell’inizio delle ricerche di Maloff. La storia di Vivian, dei suoi soggetti che a tratti ricordano l’asperità dei personaggi di Diane Arbus, dei suoi rullini non sviluppati e della sua tecnica unica, diventa per lui quasi un’ossessione. L’agente decide di comprare una Rolleiflex come quella di Vivian e di scendere per le vie di Chicago per ripercorrere le sue tracce. Capisce così il valore di quegli scatti, la difficoltà di cogliere quelle espressioni, e decide di pubblicare l’opera online. In attesa di scrivere un libro sulla fotografa del mistero.
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Una storia in continua evoluzione che non smette di affascinare i centinaia di blogger che visitano il sito dedicato alla Maier Lì, una sezione speciale dal titolo Unfolding the mistery of Vivian Maier, ovvero svelare il segreto di Vivian Maier, raccoglie le poche informazioni e invita i visitatori a contattare l’autore in caso di altre notizie sulla donna. E mentre tutti i negativi sono stati scansionati ci sono ancora circa 600 rullini che attendono di essere sviluppati. Nella collezione acquisita da John solo un paio di immagini sono state stampate in piccolo formato da Vivian, quanto basta per  pensare che nelle volontà della fotografa non ci fosse l’idea della divulgazione e dell’esposizione di questi incredibili scatti.
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30 gennaio 2010
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