Archivio | febbraio 12, 2010

MILLEPROROGHE & DEMOCRAZIA (che non c’è più) – Il governo incassa la fiducia. Condono ‘preventivo’ per i manifesti abusivi delle elezioni di marzo 2010

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Condono preventivo elezioni marzo 2010: cioè, io ho tanti soldi, inondo i muri con il faccione del mio candidato e vinco le elezioni pagando una penale di 1000 euro al comune interessato. Io. Indovina chi è?

Il governo incassa la fiducia sul milleproroghe

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Il governo ha incassato la fiducia chiesta in Aula al Senato sul decreto milleproroghe con 160 sì, 119 no e 2 astenuti. A favore ieri sera hanno votato Pdl, Lega ed Mpa, contrari Pd, Idv, Udc e Alleanza per l’Italia. Il testo ora passa alla Camera, che avrà solo 2 settimane di tempo per il via libera definitivo al provvedimento. Quella votata è stata la ventottesima fiducia dall’inizio della legislatura. Il cuore del provvedimento è rappresentato dal doppio binario per la riapertura dello scudo fiscale, al quale il maxiemendamento ha aggiunto l’obbligo di comunicazione al Parlamento entro il 15 giugno di tutti i numeri dell’operazione di emersione dei capitali dall’estero. Arriva anche la proroga gli sfratti al 31 dicembre 2010 e slittano fino al 31 dicembre 2015 le concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative.

Per l’opposizione è una manovra finanziaria camuffata. Forti i toni dell’opposizione nelle dichiarazioni di voto. «Non é un decreto di proroga termini ma una manovra finanziaria camuffata», ha detto Gianpiero d’Alia, capogruppo dell’Udc al Senato. Per la capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro «ogni giorno si sperimenta una forzatura rispetto alla Costituzione» e si registra «un grave scadimento del ruolo del Parlamento, delle sue prerogative, del rapporto con il governo». È stata «incomprensibile e inaccettabile la decisione del governo di mettere la fiducia su emendamento interamente sostitutivo del provvedimento e di farlo su un testo significativamente diverso da quello della commissione», ha detto il senatore del Pd, Enzo Bianco. Ma anche la Lega Nord ha votato la fiducia senza entusiasmo. «Restano tanti nodi irrisolti, la crisi c’é e dovremo tornarci», ha detto il senatore del Carroccio Massimo Garavaglia. Sì convinto del Pdl alla fiducia. «Sosteniamo l’operato di questo governo», ha detto in aula il senatore Gabriele Boscetto.

Sbloccati i crediti con le Asl. Fuori dal maximendamento sono rimasti la riapertura del condono edilizio e i fondi per l’editoria, ma anche la norma i rimborsi ai piccoli azionisti Alitalia, l’aumento delle accise sui tabacchi, il giro di vite sulla deducibilità delle svalutazioni su crediti per le banche. Fuori anche la possibilità per le regioni di “proseguire” con i piani di rientro dal deficit della sanità per altri tre anni. Dentro lo sblocco dei pignoramenti dei crediti nei confronti delle Asl in quelle regioni che hanno un piano di rientro dal deficit sanitario: grazie allo stopo di 2 mesi e non più di un anno le impresew fornitrici del SSn potranno avviare le procedure.

Si può indicare sulla carta d’identità la disponibilità alla donazione di organi. Diventa, poi, facoltativa l’indicazione nella carta di identità della propria volontà sull’espianto degli organi in caso di morte. È stata modificata questa previsione del maxi-emendamento al milleproroghe frutto, secondo il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini, frutto di un errore materiale da parte del governo nella scrittura del testo.

Nuovo condono per i manifesti elettorali abusivi. Arriva l’ennesino condono, stavolta preventivo, sui manifesti elettorali abusivi. Le violazioni, comprese quelle compiute nel corso delle elezioni regionali di marzo, potranno essere sanate entro il 31 maggio 2010 versando mille euro al comune per una o più violazioni compiute.

Cinque per mille: entro aprile si riparano errori formali. Prorogato al 30 aprile 2010 il termine per integrare le domande del 5 per mille presentate da enti di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, associazioni e fondazioni riconosciute, associazioni sportive dilettantistiche, per gli anni 2006, 2007 e 2008.

Zone franche in versione “Prodi”. Per le zone franche rimangono le agevolazioni fiscali previste dal governo Prodi, con il tetto di spesa fissato in 100 milioni per 2 anni. Entro la fine del 2010 il decreto attuativo.

Stretta sul personale della Pubblica amministrazione. Stretta sull’organico della pubblica amministrazione e degli enti pubblici non economici, con lo scopo di garantire risparmi di spesa per 300-400 milioni. Le norme “salva-precari” della scuola sono prorogate all’anno scolastico 2010-2011.

Sospensione dei tributi in Abruzzo con coperta corta. Secondo i senatori del Pd, Giovanni Legnini e Luigi Lusi, secondo i quali, riguardo alla sospensione dei tributi per le popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile dello scorso anno, «il Governo non ha previsto la copertura della sospensione dei tributi e dei contributi per il periodo gennaio-giugno 2010 e i cittadini abruzzesi a luglio saranno i più tartassati del mondo perché dovranno pagare le tasse correnti e quelle sospese». Il governo ha assicurato tramite il sottosegretario all’Economia Luigi Casero, che il governo interverrà in un altro provvedimento per evitare che gli abruzzesi siano costretti a un “salasso” fiscale. I terremotati, che hanno le imposte bloccate fino al 30 giugno 2010, dal 1° luglio potrebbero essere costretti a versare all’erario i pagamenti sospesi, le tasse correnti oltre al saldo dei mancati versamenti da aprile a novembre 2009. (N.Co.)

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12 febbraio 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/02/milleproroghe-voto-fiducia-senato.shtml?uuid=4ae34a60-172a-11df-972b-87f1cf8f94fe&DocRulesView=Libero

CLAMOROSO – Nuove rivelazioni di Ciancimino junior: “Mio padre intervenne per non far liberare Moro”

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Nuove rivelazioni di Ciancimino junior
“Mio padre intervenne per non far liberare Moro”

https://i0.wp.com/www.lavelina.it/nuovosito/foto/partiti/margherita/zaccagninimoro.jpgMoro e Zaccagnini

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PALERMO – “Nel 2000 mio padre mi disse che i cugini Salvo e l’on. Rosario Nicoletti, ex segretario della Dc siciliana, si erano rivolti a Salvo Lima dicendo di essere in grado di dare indicazioni sul luogo in cui era tenuto prigioniero Aldo Moro”.

E’ una delle ultime rivelazioni rese da Massimo Ciancimino ai pm di Roma confluite nel processo al senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Le carte sono state inviate alla Dda di Palermo perchè contengono anche dichiarazioni su Dell’Utri e i pm del capoluogo le hanno inviate al pg che sostiene l’accusa nel processo al senatore.

“In seguito – prosegue Ciancimino jr. – a mio padre era stato chiesto di impedire la liberazione dello statista dal segretario della Dc Zaccagnini attraverso Attilio Ruffini. Analoga richiesta gli era giunta da appartenenti a Gladio, nella cui struttura mio padre era inserito, e dai servizi segreti”.

“Mio padre – conclude il testimone – mi ha detto di avere incontrato Pippo Calò che gli disse che era stato interessato per individuare il covo di Moro, attività che aveva svolto servendosi dei suoi amici della banda della Magliana e che aveva consentito di stabilire che Moro era in via Gradoli. Disse a Calò che non si sarebbe più dovuti intervenire per la liberazione.

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12 febbraio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/02/12/news/nuove_rivelazioni_di_ciancimino_junior_mio_padre_intervenne_per_non_far_liberare_moro-2269210/?rss

Cucchi, i genitori: «Ora basta, stanno accadendo fatti gravissimi»

Cucchi, i genitori: «Ora basta,
stanno accadendo fatti gravissimi»

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ROMA (12 febbraio) – «Finora siamo stati in silenzio, ora non possiamo più tollerare questa situazione. Non abbiamo parole per quanto sta accadendo, sono fatti gravissimi che ci portano a non capire che cosa stiano facendo i consulenti medici nominati dalla Procura». A parlare sono i genitori di Stefano Cucchi, il detenuto di 31 anni finito in carcere il 15 ottobre scorso e morto una settimana dopo nell’ospedale Sandro Pertini. «Trapelano da loro – spiegano Giovanni e Rita Cucchi – informazioni su improbabili e ridicoli referti secondo i quali una frattura sarebbe una malformazione e l’altra pregressa. Ora ci viene riferito dai nostri consulenti dell’esistenza di nuove lastre del Fatebenefratelli, che documenterebbero la frattura coccigea, oltre a quella di L3. Non occorre essere professori per accorgersi della loro esistenza. I medici del Fatebenefratelli le hanno subito individuate e diagnosticate e per quelle hanno tentato di curare Stefano».

«La Tac è stata effettuata da mesi – proseguono i genitori di Stefano Cucchi – e noi continuiamo a spendere centinaia di euro per ritirare cd che non contengono ciò che serve ai nostri consulenti. La prima autopsia è stata fatta così bene che si è dovuto farne una seconda, proprio per consentire gli accertamenti radiologici. Vorremmo che qualcuno ci spiegasse perchè non riusciamo ad avere la Tac e le fotografie effettuate in sede di seconda autopsia». «Abbiamo chiesto ai pm, per i quali continuiamo ad avere fiducia e rispetto – concludono – di interrompere le operazioni peritali finchè non ci verrà consegnata la Tac. È stato asportato un pezzo di nostro figlio e i nostri consulenti non sono ancora in grado di stabilire dove prelevare il tessuto per l’esame istologico. Adesso basta! Chiediamo che si ponga fine a questa situazione che, se non avesse a che fare con la morte di nostro figlio, definiremmo una pagliacciata. Che cosa succederà lunedì?». Alludendo, con ogni probabilità, alla possibile conclusione degli accertamenti medico-legali.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=91112&sez=HOME_ROMA

MILANO – Pennisi (Pdl) lascia, spuntano altre tangenti

Pennisi lascia, spuntano altre tangenti

Il consigliere comunale Mirko Pennisi in una immagine d’archivio

La Finanza scopre altre “mazzette” versate al consigliere comunale Pdl

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MILANO
Chi è andato a trovarlo nel carcere
di San Vittore, come Antonella Maiolo, sottosegretario della Regione Lombardia, lo descrive «abbacchiato e un pò confuso». Milko Pennisi, consigliere comunale milanese del Pdl, arrestato ieri in flagranza a due passi da Palazzo Marino mentre intascava una mazzetta da 5 mila euro, seconda tranche di una tangente da 10 mila, si è dimesso oggi dalla presidenza della commissione urbanistica.
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Grazie a quella carica, secondo l’accusa, aveva sbloccato una pratica edilizia in cambio di denaro. Intanto, i finanzieri e i poliziotti della sezione della polizia giudiziaria, coordinati dai pm di Milano Grazia Pradella, Laura Pedio e Tiziana Siciliano, stanno analizzando l’ingente mole di documenti e file sequestrati al politico e alla sua segretaria, Silvana Rezzani, indagata anche lei in concorso per concussione, ma che, nell’interrogatorio di ieri sera, avrebbe fornito spiegazioni credibili agli inquirenti. Proprio dai documenti sequestrati, tra cui molte carte trovate nell’ufficio di Pennisi a Palazzo Marino e in quello della Fondazione Stelline (Pennisi fa parte del cda), e nei 5 computer e quattro palmari acquisiti dagli investigatori, ci sarebbero, a quanto si è appreso, tracce di altri versamenti in favore del consigliere comunale. A riguardo, gli inquirenti starebbero anche analizzando i conti personali di Pennisi, che è difeso dagli avvocati Antonio e Giovanni Bana.
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Nell’ interrogatorio di ieri sera l’ex presidente della commissione urbanistica avrebbe ammesso di aver intascato la “mazzetta”, nel corso dell’incontro con Mario Basso, rappresentante legale della società immobiliare Style, organizzato dagli inquirenti dopo la denuncia presentata in Procura dall’imprenditore. I pm hanno formulato oggi la richiesta di convalida dell’ arresto che domani verrà trasmessa all’ufficio gip e l’interrogatorio di garanzia dovrebbe tenersi domenica. Nell’ambito dell’inchiesta, è stato anche perquisito lo studio dell’architetto milanese Giulio Orsi, ex dirigente del Comune di Milano e in passato responsabile dello sportello edilizia. Il professionista non risulta però indagato. È possibile che nei prossimi giorni Pennisi, che avrebbe negato altri episodi di concussione, venga interrogato di nuovo dai pm e che vengano ascoltati anche altri imprenditori che potrebbero essere stati concussi. E sempre, stando a quanto è filtrato, per lo sblocco di pratiche edili, come quella dell’imprenditore Basso relativa a una palazzina da costruire in via Broglio, in zona Bovisa.
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Intanto, il sindaco di Milano Letizia Moratti si è augurato che Pennisi «dia le dimissioni dagli incarichi che sono comunali o collegati al Comune». Attraverso i suoi legali, il politico ha fatto sapere che sta valutando di dimettersi anche dalla carica di consigliere comunale.
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12 febbraio 2010
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Roma, la truffa dei protesti: 200 euro per ridare verginità a migliaia di debitori

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Roma, la truffa dei protesti: 200 euro per ridare verginità a migliaia di debitori

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Scoperta banda di specialisti: dodici arresti e 450 denunce
La Finanza: accertamenti su giudice della sezione fallimentare

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di Luca Lippera
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ROMA (12 febbraio) – L’inchiesta è solo agli inizi e non è solo un modo di dire. La Guardia di Finanza ipotizza l’esistenza di una banda che avrebbe restituito “verginità” a migliaia di protestati avendo come fulcro la sezione fallimentare del Tribunale civile.

Dodici persone, tra cui un ex cancelliere, due impiegati del Comune di Roma e tre funzionari della Camera di Commercio, sono state messe agli arresti domiciliari. Altre 450 sono state denunciate. L’ipotesi dell’accusa è che venissero chiesti «attorno ai duecento euro» per ogni decreto che attestava falsamente la ritrovata solvibilità dei debitori. Ma i decreti sono ovviamente emessi dalla magistratura e le Fiamme Gialle stanno cercando di capire se e quanto uno o più giudici fossero coinvolti nella presunta truffa. Il giro, stando agli accertamenti del Nucleo di Polizia Tributaria, guidato dal generale Vito Augelli, era vorticoso.

Migliaia di debitori nell’elenco dei protestati avrebbero fatto rotta su Roma da tutta Italia sapendo che c’era un sistema agevole per far “ripulire” la propria situazione. Il danno è nell’ordine di almeno venti milioni di euro. Grazie ai decreti di riabilitazione emessi dal Tribunale, persone che non offrivano alcuna garanzia hanno continuato a chiedere mutui e prestiti alle banche. Hanno seguitato a pagare merce sulla parola. Ma poi, ovviamente, sono spariti con i soldi o semplicemente hanno detto di non poter più onorare gli impegni. Le indagini, coordinate dalla procura, sono portate avanti dal Gruppo per la tutela del mercato, dei beni e dei servizi guidato dal tenente colonnello Francesco Vizza. Gli investigatori ritengono che «il fulcro del sistema» fosse un ex cancelliere della sezione fallimentare: Vincenzo Costanzo, 67 anni, in pensione per raggiunti limiti di età e per motivi di salute dalla scorsa estate.

L’uomo, di Roma ’70, nella periferia sud, ha negato attraverso la moglie qualunque responsabilità. «È un’accusa folle ha detto la donna che nasce dalle calunnie di una persona che cerca di discolparsi». Avrebbero fatto parte del meccanismo anche due funzionari dell’Ufficio Protesti della Camera di Commercio di Roma, uno dei quella di Frosinone, due impiegati di anagrafe nei Municipi III e XVI, nonchè i titolari di alcune società di servizi e di tipografie romane. La banda ammesso che di banda si tratti aveva il compito di fornire tutti i documenti necessari all’emissione del decreto di riabilitazione: dichiarazioni di creditori che attestavano il pagamento dei vecchi titoli di credito, la falsa attestazione della residenza dei protestati a Roma (condizione necessaria a far sì che se ne occupasse la sezione fallimentare di viale Giulio Cesare), assegni e cambiali fasulli, le cosiddette ”levate di protesto” con le firme, anch’esse, false di notai. I due impiegati del Comune avrebbero fornito i documenti di residenza, i titolari delle stamperie le copie dei timbri necessari ai documenti.

La Guardia di Finanza ha specificato che l’indagine è partita proprio da una segnalazione della Camera di Commercio di Roma. «Alcuni dirigenti dicono in via dell’Olmata, sede del comando romano si sono resi conto che qualcosa non andava. La prima segnalazione è arrivata un anno e mezzo fa. L’indagine è stata complessa». I riabilitati, dopo la “plastica facciale finanziaria, potevano accedere di nuovo al credito. Le dodici persone agli arresti domiciliari sono accusate, a vario titolo, di falso ideologico, corruzione, omissione di atti d’ufficio, rivelazione del segreto. L’inchiesta riguarda ovviamente anche tutti quelli che la riabilitazione l’hanno pagata e ottenuta. «Riteniamo aggiungono alle Fiamme Gialle che il singolo decreto costasse molto di più se bisognava l’importo sotto protesto era più alto della media. Per pagare tutta questa gente servivano introiti corposi». Ma ora le indagini puntano a un eventuale ”secondo livello” oltre a quello dei manovali.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=91104&sez=HOME_ROMA

ALLA FELTRINELLI DI NAPOLI – Casalesi, raid contro la Capacchione. La giornalista: «Un fatto inspiegabile»

Casalesi, raid contro la Capacchione
La giornalista: «Un fatto inspiegabile»

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Blitz dei familiari del superlatitante Iovine alla presentazione di un libro su Giuseppe Setola alla libreria Feltrinelli di Napoli

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NAPOLI (12 febbraio) – C’erano anche alcuni familiari di Antonio Iovine, il superlatitante del clan dei Casalesi, alla presentazione ieri sera del libro «’O cecato», dedicato a Giuseppe Setola, il boss autore della strage di Castelvolturno poi arrestato.

Nella sala affollatissima della libreria Feltrinelli, a Chiaia, si sono infilati un cugino della primula rossa e la moglie, tutt’e due provenienti da San Cipriano d’Aversa. Una circostanza passata inosservata ed emersa solo a fine presentazione quando l’uomo si è avvicinato a Rosaria Capacchione, la giornalista del «Mattino» che vive da tempo sotto scorta proprio per le gravi minacce subite dai Casalesi.

Poche frasi ma in modo deciso e risentito, per alcuni recenti articoli scritti dalla cronista a proposito di uno degli esponenti della famiglia Iovine, Riccardo, arrestato dai carabinieri perché sorpreso insieme a Setola durante il blitz dell’anno scorso.

Parole chiare, inequivocabili, con un significato ancor più sinistro per il luogo e la circostanza: una sala affollata (peraltro con numerosi esponenti delle forze dell’ordine, in divisa e in borghese) per la presentazione di un libro dedicato al killer sanguinario, diventato il simbolo mediatico dei Casalesi. Peraltro, alla presentazione del libro c’era un altro personaggio simbolo della lotta al clan, il magistrato Raffaele Cantone, anche lui sotto scorta. Sia Cantone, sia Capacchione presentavano il libro «’O cecato», scritto da un’altra giornalista del «Mattino», Daniela De Crescenzo. Un libro, edito da Tullio Pironti, che in poche settimane ha avuto un significativo successo, con affollate presentazioni itineranti organizzate in Campania. Il libro intreccia le vicende dell’assassino e quelle della sua potenziale vittima, Gaetano Vassallo, che per sfuggirgli passa dalla parte dello Stato e racconta come la camorra, complici imprenditori e politici, abbia avvelenato la Campania.

Intorno a Setola e Vassallo si muovono tanti personaggi che con il proprio impegno riescono a mettere in scacco il killer: magistrati, carabinieri, poliziotti, commercianti che denunciano. Nella sala della Feltrinelli molti esponenti della società civile, diversi giornalisti, il capo della Procura della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore alcuni magistrati e tanti giovani. La presenza dei due membri della famiglia Iovine è passata inosservata fino all’incontro con Capacchione. Non è escluso, a questo punto, che ci fossero altri soggetti dello stesso gruppo.

«Sono sconcertata, perché non riesco a interpretare chiaramente un fatto che non capisco». «L’uomo che si è avvicinato a me – dichiara la giornalista del Mattino – l’avrò incontrato tante volte a Caserta ma non mi ha mai detto niente. Mi chiedo perché sia venuto a Napoli a comprarsi il libro e a contestare il contenuto di articoli che risalgono ad oltre un anno fa», aggiunge la Capacchione. Un atteggiamento che «turba e che è difficile interpretazione».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=91119&sez=HOME_INITALIA

BRISTOL, U.K. – «Sei diventato nonno», e lui si sveglia dal coma

«Sei diventato nonno»
e lui si sveglia dal coma

http://www.wiltsglosstandard.co.uk/resources/images/1199645/?type=displayDavid Russell, con la moglie e la foto della nipotina Edie

È successo all’ospedale di Bristol, in Inghilterra. L’uomo era caduto da un tetto

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ROMA – Ci sono notizie che «rimettono al mondo». Come nel caso di David Russell, un allevatore di Gloucester, nel Sud Ovest dell’Inghilterra, uscito dal coma dopo due settimane alla notizia di essere diventato nonno. L’uomo, 60 anni, ha subito un delicato intervento al cervello per la rimozione di un grumo di sangue formatosi dopo la caduta da un tetto di una stalla, dove Russell era intento a fare dei lavori. Trasportato d’urgenza, via elisoccorso, al Frenchay Hospital di Bristol, è stato operato immediatamente, ma subito dopo l’intervento è entrato in coma. La moglie Helen, 57 anni, racconta che i medici le avevano lasciato ben poche speranze. Semmai fosse uscito dal suo «sonno», David avrebbe riportato gravi danni cerebrali.

IL RISVEGLIO Ma Helen non si dà per vinta e quando nasce la loro prima nipotina, la piccola Edie, sussurra nell’orecchio del marito la buona notizia, pregandolo di destarsi dal coma. «Ha iniziato a muoversi – racconta la donna sulle pagine del “Daily Mail” – ha aperto gli occhi e ne ha strizzato uno verso di me. È incredibile: tutto è iniziato quando gli ho detto che era finalmente diventato nonno». Momenti che l’uomo oggi non ricorda affatto. «Ma è fantastico – spiega lui – avere incontrato Edie e averla potuta ringraziare per avermi salvato la vita». L’uomo – che appare sorridente sul sito online del quotidiano britannico, con la moglie al suo fianco e una foto che ritrae la piccola Edie tra le mani – ha visto la sua nipotina per la prima volta al Gloucester Royal Hospital, dove si sta sottoponendo a una terapia riabilitativa. (Fonte Agenzia AdnKronos Salute)

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12 febbraio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_12/risveglio-coma_6c265b94-17d0-11df-b8a8-00144f02aabe.shtml

L’immagine è tratta dall’articolo Baby news woke coma grandad David Russell

dal sito in lingua inglese http://www.wiltsglosstandard.co.uk