Tradotti in 7 lingue: Online i fumetti sull’attualità iraniana

Tradotti in sette lingue. Nuove puntate tre volte alla settimana

Online i fumetti sull’attualità iraniana

La cronaca dei fatti in Iran si diffonde via internet: dalle 18 di venerdì 19 febbraio è online il sito Zahrasparadise.com, una graphic novel sull'attualità iraniana

La cronaca dei fatti in Iran si diffonde via internet: dalle 18 di venerdì 19 febbraio è online il sito Zahrasparadise.com, una graphic novel sull’attualità iraniana

La storia parte dal 16 giugno dello scorso anno, data della rivolta in strada dopo l’elezione di Ahmadinejad

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Nell’ospedale è un via vai di feriti. Corpi sanguinanti, donne che gridano. Fuori continuano gli scontri, e la gente sui tetti grida: «Allah Akbar!!! Allah Akbar!!!». Tehran, 16 giugno 2009. Cronaca di pochi mesi orsono, il primo giorno di protesta di quello che sarà il Green Movement, il movimento antigovernativo iraniano. Cronaca che diventa fumetto, e si diffonde via internet: dalle 18 di venerdì è online il sito, una graphic novel sull’attualità iraniana, tradotta in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, olandese, arabo, farsi, italiano), con nuove puntate ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 12, ora di New York.

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ZAHRA – Il fumetto parte dalla storia vera (cambiano solo i nomi) di Zahra, una donna iraniana, che quel giorno di giugno, ormai da ore, non ha notizie di suo figlio. Lo cerca dovunque, mentre divampa la rivolta successiva alla proclamazione dei risultati elettorali. Ha vinto Ahmadinejad, ma la gente in strada protesta, e intanto Zahra cerca Mehdi, 19 anni, e non lo trova. Zahra’s Paradise è una produzione dell’americana First Second (gruppo Mcmillian), e ancora prima di partire il sito-fumetto era già un successo: in Spagna se l’è accaparrato Norma Comics, in Francia Casterman, e in Italia Rizzoli Lizard, il cui editor, Simone Romani, spiega: «L’anno prossimo, l’11 febbraio, il fumetto uscirà in volume in contemporanea mondiale, in occasione del 32esimo anniversario della rivoluzione kohmeinista».

AUTORI – Ma chi sono gli autori? «Si firmano Kahlil e Amir, nomi di fantasia, per motivi di sicurezza: entrambi hanno parenti in Iran. Kahlil è un disegnatore iraniano, esperto nel campo del cartooning politico, basti pensare che le sue cose sono pubblicate da 1.700 testate nel mondo. Amir è un americano di origine iraniana, giornalista e attivista per i diritti umani». Che novità ci aspettano nel seguito? «Al sito parteciperanno molti autori e blogger vicini alla causa iraniana: una fra tutte il premio nobel Shirin Ebadi». Ma si mormora anche della partecipazione quasi certa di Marjane Satrapi, l’autrice del fumetto Persepolis (Lizard, 2002), che poi divenne film nel 2007: proprio lei aveva concesso a una coppia di studenti iraniani di riadattare alcune sue strisce per raccontare l’omicidio di Neda Agha-Soltan, la studentessa iraniana colpita a morte durante le proteste del 20 giugno 2009.

ATOMICA E DIRITTI – «Secondo l’opinione di molti», dice Mark Siegel, direttore editoriale di First Second, «il regime iraniano preferisce che l’attenzione del mondo si focalizzi sui negoziati nucleari invece che sui crimini contro l’umanità. Proprio perché restituisce a questi ultimi l’attenzione che meritano. Zahra’s Paradise non può essere classificata come opera di mera osservazione: qui l’arte gioca un ruolo attivo, partecipativo, diviene una voce che si aggiunge al coro di voci che risuona nelle strade e sui tetti dell’Iran». E così è per la storia dei desaparecidos di quel giugno a Tehran: in quei giorni si parlava di 2 mila scomparsi. Una storia sepolta nel nulla. Che ritorna a fumetti, tre clic a settimana. E davvero nessuno può dire come finirà.

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Alessandro Trevisani
19 febbraio 2010(ultima modifica: 20 febbraio 2010)

fonte:  http://www.corriere.it/cultura/10_febbraio_19/fumetti-iran-online_6b3e6e86-1d81-11df-b33e-00144f02aabe.shtml

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About Zahra’s Paradise

E così, uno scrittore persiano, un disegnatore arabo e un redattore ebreo entrano in una stanza…

Sembra l’inizio di una barzelletta sentita mille volte, e invece è quello di un’avventura editoriale insolita e senza precedenti. Abbiamo il piacere di offrirvi una serie a fumetti online in inglese, farsi, arabo, francese, italiano e spagnolo… e ben presto in altre lingue. First Second Books – in associazione con Rizzoli Lizard in Italia, Casterman in Francia e Norma Editorial in Spagna – è orgogliosa di presentare Zahra’s Paradise di Amir e Khalil.

Ambientato subito dopo le elezioni-truffa del 2009 in Iran, Zahra’s Paradise è la storia romanzata della ricerca di Mehdi, un giovane manifestante scomparso nei gulag della Repubblica Islamica. Mehdi è svanito in quella zona di penombra al di fuori della legge in cui non esiste il diritto di habeas corpus. E non sarà grazie alla legge che il suo ricordo riuscirà a sopravvivere, bensì grazie all’impegno e al coraggio di una madre che rifiuta di consegnare il figlio al suo destino, e alla tenacia di un fratello (un blogger) che combinerà cultura e tecnologia per esplorare e far deflagrare quella terribile assenza: il vuoto in cui Mehdi è precipitato.

Zahra’s Paradise cala personaggi di fantasia in contesti ed eventi reali: la sua storia nasceva, e chiedeva di essere raccontata, esattamente mentre il mondo diventava testimone – tramite YouTube, Twitter e vari blog – di quanto non poteva più essere tenuto nascosto.

L’autore, Amir, è un iraniano-americano, attivista per i diritti umani, giornalista e documentarista. Ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, in Canada, in Europa e in Afghanistan. Molti suoi saggi e articoli sono apparsi sulla stampa internazionale.

Il valore artistico del disegnatore, Khalil, è ben noto ed apprezzato. Scultore e ceramista, disegna fumetti fin da quando era ragazzo. Zahra’s Paradise è il suo primo graphic novel.

Amir e Khalil sognavano da tempo di lavorare insieme, ma è attraverso Zahra’s Paradise, che attinge ai loro talenti come se vi si fossero preparati per tutta la vita, che i due sentono di aver finalmente risposto al richiamo della loro epoca.

I due autori, per ovvie ragioni politiche, hanno scelto l’anonimato.

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fonte:  http://www.zahrasparadise.com/lang/it/about

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