Archivio | febbraio 25, 2010

Il giallo del “lettino” di Berlusconi

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SARA’ VERO, NON SARA’ VERO? (OGGI CI TRAVESTIAMO DA DAGOSPIA)

Anche se..

Più che del lettino di Napoleone Berlusconi avrebbe bisogno del lettino dello psicoanalista

mauro

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Scoop di Novella 2000: il presidente del Consiglio ha acquistato e fatto modificare un letto appartenuto a Napoleone ma troppo piccolo per lui. Palazzo Chigi smentisce

Fotogallery
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«Un letto appartenuto a Napoleone, naturalmente stile impero, con intarsi di bronzo e baldacchino sorretto da colonne sormontate da aquile»: è questo il mobile più pregiato che l’antiquaria romana Anna Maria Quattrini ha raccontato a Novella 2000 di aver venduto a Berlusconi. «Quel letto, sul quale spero abbia fatto sogni d’oro, provocò la nostra prima lite. Berlusconi, infatti, dando ascolto alle parole di un artigiano che avevo incaricato di allargare il letto, mi disse di sospendere i lavori. “Se non si riesce a modificarlo, non si preoccupi, lo regalerò a mio figlio».

Lo scoop sull’acquisto però non può entrare in altri dettagli, a cominciare dal prezzo a cui è stato acquistato: la Quattrini non può aggiungere una parola di più all’intervista «personalmente approvata» dal presidente del Consiglio. Per cercare di capire come sia possibile trovare un simile pezzo sul mercato – un esempio identico a quello descritto si trova all’isola d’Elba e appartenne alla sorella Paolina – e soprattutto se non sia un delitto modificarlo i giornalisti di Novella 2000 si sono rivolti a degli esperti.

Tutti hanno chiesto i restare anonimi, tranne la coordinatrice del Museo napoleonico di Roma, Giulia Gorgone. Di pezzi appartenuti al Bonaporte sul mercato ne esistono e cita la sciabola usata nella battaglia di Marengo il 14 giugno del 1800 battuta all’asta per 4,8 milioni di euro. D’accordo anche gli altri studiosi: i mobili ci sono ma hanno prezzi inestimabili. Quanto poi alla modifica è tutto un altro discorso. Pareri unanimi. «Non mi esprimo perché sarei sgradevole» ha commentato un importante storico dell’antiquario.

«La notizia sull’acquisto di un letto appartenuto a Napoleone – ha replicato Palazzo Chigi in una secca nota di smentita – è destituita di ogni fondamento». Dopo il lettone a tre piazze di Putin e il lettino, segato e ingrandito, appartenuto a Napoleone cos’altro avrà in mente il cavaliere? Intanto, precisa sempre Novella, sta facendo arredare Villa Gernetto, suo ultimo acquisto (ad Arcore ci sarebbero PierSilvio e la Toffanin), senza badare a spese: solo la tenuta è costata 75milioni, il ripristino del verde 946mila euro, gli arredi 811mila euro (esclusi i pezzi d’antiquariato). E se la sciabola ne è costata quasi cinque milioni di euro figurarsi un letto a baldacchino.

Libero News

fonte:  http://notizie.libero.it/primopiano/letto-berlusconi-napoleone-ne74.phtml

SCUOLA – Sorpresa, salta liceo musicale: l’annuncio della Gelmini ai sindacati

Saranno solo 11: cade di fatto un pezzo della riforma proprio nella sua più vantata novità
La Cgil caustica: “Avevamo capito male”. Da domani la possibilità di iscrizione per 500mila

Sorpresa, salta liceo musicale l’annuncio della Gelmini ai sindacati

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di SALVO INTRAVAIA

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Prima ancora di vedere la luce, cade il primo pezzo della riforma Gelmini. E una delle novità in assoluto annunciate dal governo in pompa magna rimane per il prossimo anno al palo. I licei musicali e i licei coreutici saranno attivati col contagocce: 11 classi in tutta Italia. Quanto basta per comprendere che da domani, 26 febbraio, i 500 mila studenti delle terze medie potranno di fatto scegliere soltanto fra 5 licei (classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico e artistico) e non più sei.
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Ad annunciarlo, dopo l’incontro tra i tecnici del ministero dell’Istruzione e i sindacati di ieri, è la Fcl Cgil. “Avevamo capito male!”, commentano sarcasticamente da via Leopoldo Serra. “Nell’incontro che si è tenuto ieri presso il ministero dell’Istruzione, l’amministrazione  –  spiegano  –  ha formalmente comunicato alle organizzazioni sindacali che l’anno prossimo saranno attivati non 40 classi di liceo musicale e 10 di liceo coreutico, ma, rispettivamente, dieci e una”. Non è esattamente la stessa probabilità di vincere 500 mila euro col Gratta e vinci, ma la probabilità di entrare in una di quelle classi per il mezzo milione di ragazzini in procinto di scegliere come proseguire gli studio è davvero risicata: una su 2 mila. Saranno infatti 250/300 i fortunatissimi.
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La ragione della marcia indietro è legata ad una questione tecnica: “Alla ripartizione delle classi si provvede in sede di intesa con la Conferenza unificata sul dimensionamento della rete scolastica”, ma “l’intesa non è stata stipulata”. Così, il ministero ha deciso di partire con le sperimentazioni di liceo musicale e coreutico già “attivate con decreto ministeriale” in 11 scuole. L’elenco delle scuole che potranno attivare i licei musicali e i licei coreutica sarà diffuso su internet il primo marzo. Edc è facile comprendere che coloro che vorranno frequentarlo, visto che sarà a numero chiuso, dovranno sobbarcarsi una costosa trasferta. Oppure, rinunciarvi.
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25 febbraio 2010
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Gheddafi invoca la jihad contro la Svizzera

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L’appello alla guerra santa da parte del leader libico  arriva al culmine della controversia
con Berna sulla ‘lista nera’ che include lo stesso colonnello

Gheddafi invoca la jihad
contro la Svizzera

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 Gheddafi invoca la jihad  contro la Svizzera Il minareto della moscheda di Zurigo

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TRIPOLI – Il leader libico Muammar Gheddafi ha fatto appello alla jihad (guerra santa) contro la Svizzera per il referendum contro i minareti nel Paese, approvato dalla popolazione elvetica. Gheddafi fa riferimento alla consultazione che ha avuto luogo a fine novembre, e che ha stabilito, con una maggioranza del 57,5 per cento, il divieto di costruire nuovi minareti.
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“Dobbiamo proclamare con tutti i mezzi il Jihad contro l’infedele e apostata Svizzera”, ha dichiarato Gheddafi in un discorso a Bengasi per l’anniversario della nascita di Maometto. Per il leader libico la guerra santa “contro la Svizzera, il sionismo, contro l’aggressione straniera non è terrorismo. Qualunque musulmano nel mondo che abbia fatto accordi con la Svizzera è un infedele (ed è) conto l’Islam, contro Maometto e il Corano”.
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La Svizzera e la Libia hanno tuttavia un terreno di scontro molto più caldo: i contrasti tra i due Paesi sono esplosi infatti quando la Confederazione Elvetica ha deciso di inserire nella lista nera di Schengen i nomi di 188 alti dirigenti libici, tra cui anche quello del colonnello Gheddafi, inasprendo la crisi con tripoli scoppiata nell’estate del 2008, quando il figlio di Gheddafi, Hannibal, fu arrestato a Ginevra con l’accusa di aver maltrattato i suoi domestici.
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Alcuni giorni fa Italia e Malta hanno rivolto alla Svizzera un appello per l’abolizione della suddetta lista nera, e per l’apertura di una negoziazione con la Libia. Ma oggi la Svizzera ha ribadito il suo no, e si è difesa  dall’accusa di aver usato l’accordo di Schengen a fini politici, per risolvere la sua controversia con la Libia. “Noi siamo membri dello spazio Schengen e come ogni altro membro noi abbiamo il diritto di applicare queste disposizioni”, ha detto il ministro della Giustizia svizzero Eveline Widemer-Schlumpf, al termine di una riunione a Bruxelles con il ministri degli Interni dei ventisette membri dell’Unione Europea.
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Widemer-Schlumpf si è in particolare difesa dalle accuse lanciate dal ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni, il quale poco prima aveva detto ai giornalisti che non si può usare questo strumento di cooperazione internazionale “per risolvere controversie bilaterali come quella tra Berna e Tripoli”.
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25 febbraio 2010
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Tra la Maddalena e L’Aquila: Un G8 da 500 milioni di euro / I televisori e i cd d’oro: L’elenco dei costi più incredibili

In edicola con L’Espresso
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Un G8 da 500 milioni

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di Primo Di Nicola
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Tra la Maddalena e L’Aquila speso oltre mezzo miliardo per tre giorni di vertice. Con appalti affidati ai soliti amici. Ecco la lista di tutti gli sprechi della megalomania del premier

L’ex arsenale militare ristrutturato per ospitare il G8

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VIDEO ESCLUSIVO La busta ‘profetica’ sugli appalti di Fabrizio Gatti
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Il vertice G8 più caro della storia: oltre mezzo miliardo di euro per soli tre giorni di riunioni. Una follia mediatica per assicurare una platea tra i grandi della Terra al capo del governo Silvio Berlusconi nel momento di massima crisi per lo scandalo Noemi. Cinquecentododici milioni 474 mila euro, per la precisione, è la somma finale pagata dagli italiani per quel summit trasferito a L’Aquila dall’8 al 10 luglio 2009. E, mentre i terremotati abruzzesi soffrivano nell’afa delle tendopoli, gli uomini di Guido Bertolaso spendevano 24 mila euro in asciugamani, 22 mila 500 euro in ciotoline Bulgari d’argento, altri 350 mila per televisori Lcd e al plasma e 10 mila euro per i bolliacqua del the. Alla faccia degli intenti frugali, che avevano convinto a rinunciare alle strutture della Maddalena per testimoniare la solidarietà dei Grandi alle vittime del sisma, non si è risparmiato su nulla.

Il gran banchetto Eppure per dotare l’isola sarda di alberghi, sale conferenze, porti e giardini erano già stati bruciati 327 milioni 500 mila euro. Fondi che ora gli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze rileggono in una chiave diversa, descrivendoli come il banchetto di una “cricca” tutta presa dalla spartizione di appalti senza concorrenza e senza trasparenza. I magistrati hanno arrestato i protagonisti di quelle opere: Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola, ai vertici della struttura di Bertolaso che ha gestito l’affare, e il costruttore rampante Diego Anemone, dominus di queste opere. Ma lo stesso numero uno della Protezione civile è sotto inchiesta, come altri tecnici e imprenditori impegnati nei cantieri sardi. Tutte le opere della Maddalena sono diventate inutili quando il premier ha deciso di cambiare scenario e spostare la riunione internazionale all’Aquila, tra le macerie e i senzatetto. Una mossa di grande effetto mediatico, che ha ridotto a zero il rischio di manifestazioni no global e ha anche azzerato l’agenda dei lavori, sottraendo in nome del lutto il premier al rischio di insuccessi diplomatici o di imbarazzi per lo scandalo di escort e festini presidenziali. Il tutto a carissimo prezzo: altri 184 milioni 974 mila euro bruciati per le tre giornate abruzzesi. In tutto, appunto, oltre mezzo miliardo: il tributo dei contribuenti italiani al vertice più folle, costoso e inutile della storia recente. E come nell’assegnazione delle opere della Maddalena, anche scorrendo la lista dei lavori per l’Aquila le sorprese abbondano.

Ci sono anzitutto i soliti noti del ristretto giro di Palazzo Chigi e che tra i clienti privilegiati di tutti gli eventi internazionali non mancano mai. Come Relais le jardin che per oltre un milione di euro si è aggiudicata la fornitura del servizio di catering per i banchetti organizzati per i capi di Stato. Solo che Relais non è una società qualsiasi: appartiene alla famiglia di Stefano Ottaviani, sposato con Marina Letta, figlia di Gianni, l’onnipotente sottosegretario alla presidenza del Consiglio. O come la Triumph dell’immancabile Maria Criscuolo, incaricata dei materiali per giornalisti e delegazioni estere e del servizio di interpretariato con un compenso di un milione 250 mila euro.
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Colpo Grosso Altro caso in cui i legami con la presidenza del Consiglio contano eccome è quello di Mario Catalano. Famoso come scenografo di “Colpo grosso”, la prima scollacciatissima trasmissione andata in onda sulle tv private negli anni Ottanta, Catalano è già stato premiato dal Cavaliere a inizio legislatura con una ricca consulenza a Palazzo Chigi dove cura l’immagine del premier e gli eventi pubblici in cui è coinvolto. Ma evidentemente la prebenda non basta ed ecco infatti Catalano accorrere tra le macerie dell’Aquila per le performance del presidente. Con l’incarico di verificare, vai a capire perché proprio lui, la piena applicazione della legge 626 che regola la sicurezza sul lavoro. Il tutto per altri 92 mila euro.

Chi invece ha conquistato a sorpresa la vetrina del G8 è Giulio Pedicone, titolare della Pedicone Holding e della Las Mobili, azienda abruzzese che fabbrica attrezzature per uffici. Imprenditore venuto dal niente, Pedicone ha visto la sua carriera coronata dal vertice dove la Las è stata chiamata direttamente e senza alcuna gara a fornire mobili per circa 300 mila euro. Gli uomini di Bertolaso non ammettono dubbi sul fatto che ciò è avvenuto «dopo un’approfondita indagine di mercato». Altrettanto sicuro però è che della Pedicone Holding, titolare del 64 per cento della Las, dal 2007 è sindaco supplente Gianni Chiodi, commercialista con studio a Teramo in società con Carmine Tancredi (a sua volta cugino di Paolo, senatore del Pdl), ma soprattutto presidente della Regione Abruzzo dal dicembre 2008 e commissario delegato all’emergenza terremoto e alla ricostruzione.

In alto le bandierine Il legame con il governatore è solo una delle note singolari in una lista della spesa sterminata. Dei circa 185 milioni divorati dal summit, 52 milioni 666 mila euro sono stati utilizzati da Bertolaso in parte per investimenti in «infrastrutture tecnologiche» e il resto in «spese di funzionamento » ossia per forniture e servizi, dalla ristorazione alle bandierine per le auto. Altri 43 milioni 807 mila euro se ne sono andati invece per rimborsare gli interventi fatti da altre amministrazioni, come la Guardia di Finanza che ha ospitato la sede del G8, o il Provveditorato alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna che ha curato l’adeguamento della scuola sottufficiali e del minuscolo aeroporto di Preturo assieme alla realizzazione della strada per Coppito. Infine ulteriori 88 milioni 500 mila euro sono stati stanziati dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti ai dicasteri della Difesa e degli Interni, oltre alle Capitanerie di porto, per finanziare la cupola protettiva che ha difeso quei tre giorni di incontri: una triplice barriera di sicurezza in cielo, mare e terra.

Immergersi nella lunga catena di 145 fatture saldate dalla Protezione civile per l’evento fa scoprire più di una nota stonata. Lussi e sprechi che poco si addicono a un vertice spostato tra i terremotati in nome della sobrietà e della solidarietà. In una regione che aveva pianto almeno 308 morti per il sisma e doveva restituire una vita dignitosa a 80 mila senzatetto, i gadget delle grandi occasioni paiono affronti. Trascurando le ciotoline d’argento Bulgari gentile omaggio per i capi di Stato, si va dalle 60 penne “edizione unica” fornite da Museovivo al costo di 26 mila euro e utilizzate dai leader solo per apporre il loro prezioso autografo sui trattati. Ci sono poi la fornitura di poltrone Frau per le sedute di quei tre giorni e costate 373 mila euro; gli addobbi floreali per 63 mila euro; la pellicola protettiva per il rivestimento degli ascensori (9 mila); i portablocchi notes forniti dalla rinomata Pineider al prezzo di 78 mila euro.

Premier in primo piano E non è finita. Si possono forse trascurare le grosse commesse nelle quali primeggiano Selex e Seicos (Finmeccanica) per le forniture tecnologiche relative alla sicurezza (oltre 18 milioni di euro) con la centrale di coordinamento delle forze schierate, Telecom per gli apparati telefonici(12 milioni) e Limelite per la realizzazione dell’areagiornalisti (altri 2 milioni)? E poi: Studio Ega per l’accoglienza e prenotazioni alberghiera delle delegazioni (2 milioni e mezzo); Tecnarr per l’allestimento della sala conferenze (quasi 2 milioni); Semeraro per gli arredi (1 milione 700 mila euro); Composad per i frigoriferi e altri arredamenti (1 milione 500 mila euro); Jumbo grandi eventi per le prenotazioni e il trasporto delle delegazioni (1 milione 200 mila euro). Per non parlare della D and d lighting & truck, sponsorizzatissima a Palazzo Chigi per soddisfare tutte le esigenze sceniche e televisive del premier: al G8 è stata premiata con una commessa di un milione 700 mila euro per la fornitura di attrezzature tecniche.

Insomma, una vera abbuffata. Nella quale si sommano pure le spese per il logo della manifestazione (22 mila euro); le prese elettriche; i pennoni portabandiere e le bandiere (155 mila); 30 distruggi-documenti come nei film di 007 (13 mila euro); asciugamani elettrici; stampe (126 mila); tessuto e divise per steward e hostess (18 mila euro); altre divise non meglio specificate (54 mila euro) e persino la fornitura di tessuto e adesivi per personalizzare le transenne dentro e fuori la caserma di Coppito e i contenitori per la raccolta differenziata. Altra follia da oltre 20 mila euro.

Ma gli aspetti suggestivi non sono finiti. Una “spesa infrastrutturale” di Bertolaso viene considerata la copertura (anche con fondi extra budget G8, non è chiaro) di una lacuna da sempre lamentata dai guidatori sull’autostrada Roma-Aquila- Pescara da anni gestita in concessione da Carlo Toto, l’ex proprietario di AirOne. Il problema? Su questa autostrada era pressoché impossibile ascoltare Isoradio, la rete Rai con le notizie in tempo reale sul traffico. Ma alla vigilia del G8 ecco entrare in azione Bertolaso. Certo ai pendolari abruzzesi costretti a fare la spola con la capitale pesava viaggiare senza le informazioni sul traffico. E qualcuno deve avere pensato che anche i cortei blindati dei Grandi avevano bisogno dei bollettini sulle code lanciati da Onda verde: così Isoradio è stata installata lungo tutta l’autostrada dalle cento gallerie a spese della Protezione civile. Un regalo a Toto che vanifica l’accordo tra Rai e società autostradali che pure obbligherebbe la prima a reperire le frequenze e le seconde a garantire l’acquisizione e la manutenzione degli impianti.

Scuola modello Singolare anche la sorte dei quasi 29 milioni rimborsati dalla Protezione civile per le spese di “investimento” eseguite da altre amministrazioni pubbliche. Ben 23 milioni se ne sono andati per gli interventi nella scuola sottufficiali delle Fiamme Gialle. In questa caserma serrata da alte mura che si sviluppano su oltre due chilomentri per 45 ettari si sono concentrati i lavori per creare gli ambienti del vertice inclusa la ristrutturazione di 1.090 stanze nelle quali hanno soggiornato i leader e i loro staff. Sono stati ritinteggiati la decina di edifici che la compongono; è stata installata una rete in fibra ottica; sono stati sistemati oltre 120 mila metri quadrati di verde; piantati alberi ad alto fusto; le camere sono state arredate al top, dotandole di tv, telefoni e ogni altro tipo di comfort (di cui adesso godrebbero i senzatetto del sisma). Ma ci sono stati pure i lavori radicali negli impianti: l’adeguamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica, la manutenzione delle apparecchiature da cucina e persino la messa a punto della pressione dell’acqua.

Soldi ben spesi? I restauri in genere valorizzano gli investimenti immobiliari. Ma qui è diverso. La caserma non è di proprietà dello Stato: con le cartolarizzazioni volute dal vecchio governo Berlusconi per reperire denaro fresco per le casse pubbliche, è stata venduta nel 2004 e appartiene ora a un pool di banche e istituzioni finanziarie come Immobiliare Sgr spa, Imi, Barclays Capital, Royal Bank of Scotland e persino Lehman Brothers. A loro lo Stato paga ogni anno 13 milioni di euro di affitto. Un canone ragguardevole, che nel 2009 si è arricchito anche dei vantaggi conseguenti ai faraonici lavori di adeguamento pretesi dall’impresa B&B Berlusconi-Bertolaso sulla struttura.

Opere dispendiose a fronte delle quali la proprietà non si è lasciata intenerire. Il pool ha preteso dalla Protezione civile due regali polizze assicurative. Una per la completa copertura dei rischi infortuni dei partecipanti al vertice (Ati Willis spa, 50 mila euro): non fosse mai che Obama scivolasse dalle scale. L’altra polizza per risarcire gli eventuali attacchi terroristici alla caserma nonostante caccia supersonici, missili terra-aria e migliaia di uomini in armi. Non solo, a G8 terminato hanno ottenuto il totale ripristino dei luoghi, ossia il ritorno delle sale da summit al loro compito di scuola militare costato altri 4 milioni di euro. Con tanti saluti ai terremotati aquilani che continuano a protestare per le carenze della ricostruzione e vogliono rimuovere da soli le macerie.

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I televisori e i cd d’oro
L’elenco dei costi più incredibili

Le spese globali per il vertice e una selezione dei contratti più singolari

Costo G8 Maddalena:
327.500.000 euro
Costo G8 l?Aquila:
184.974.178 euro
Costo complessivo G8 Maddalena + l’Aquila:
512.474.178 euro
Fornitore Oggetto Importo in Euro (incluso IVA)
SPAZIALE SPLENDY G.I.L. SRL
Fornitura accappatori e asciugamani
24.420,00
PINEIDER SPA
Fornitura materiale vario (album, sottomano da scrivania, portablocchi cartelle)
78.163,20
MUSEOVIVO
Fornitura 60 penne edizione unica
26.000,05
POLTRONE FRAU SPA
Fornitura sedute a noleggio
373.233,30
FORCING SRL, MIB SRL, FIDANZIA SRL
Fornitura pennoni e bandiere
175.576,80
RUFFOLO SILVIA GRAFICA EDITORIALE
Fornitura, declinazione e utilizzo logo G8
21.600,00
COGEDA SISTEMI
Fornitura cartucce toner
12.733,20
ELCOMAN SRL
Fornitura n. 30 distruggidocumenti
12.852,00
MEDIAMERKET SPA, CIFONI DOMENICO SRL, UNIEURO-CTE GROUP SRL, TECNOVISIONI SRL
Fornitura televisori Lcd e noleggio plasma
347.348,00
BULGARI ITALIA SPA
Fornitura 45 ciotoline in argento
22.500,00
FRATERNITAS SRL
Fornitura megafoni
3.895,20
LANIFICIO FRATELLI CERRUTI SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
13.555,20
LANIFICIO ORMEZZANO SPA
Fornitura tessuto per divise steward e hostess
5.184,00
ANNALISA COLLEZIONI SRL
Fornitura tessuto per divise (non specificate)
54.000,00
PUBBLILASER SRL
Fornitura tessuto con logo per personalizzazione transenne
23.442,05
FIORI E PIANTE di Tontoranelli Daniela, DEMI MONDE SRL
Fornitura addobbi floreali
64.020,00
ARTERIA SRL
Fornitura servizio trasferimento scultura “Il Guerriero di Capestrano” da Chieti a sede G8 L’Aquila
11.122,80
ARTERIA SRL
Servizio aggiuntivo per sollevamento scultura “Il guerriero di Capestrano”
4.056,00
BORGHI INTERNATIONAL
Trasporto opere d’arte
36.000,00
NOLOSTAND SPA
Fornitura posacenere
10.200,00
PUBBLILASER SRL
Rivestimento ascensori con pellicola vinilic
9.072,00
ISTITUTO GRAMMA, CENTRO RICERCHE MUSICALI, ORTO ONIRICO SRL, AGORA’ SRL
Realizzazione progetto “A city to listen to – L’Aquila per il G8”
193.996,00
TOTALE
1.468.969,80

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VIDEO ESCLUSIVO La busta ‘profetica’ sugli appalti di Fabrizio Gatti

L’ITALIA DEL MALAFFARE Nel Pantheon delle bustarelle di G.Di Feo e S. Maurizi

SPECIALE La nuova Tangentopoli

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25 febbraio 2010

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/un-g8-da-500-milioni/2121668&ref=hpsp

Padova, da 10 anni imprenditore ospita 4 famiglie rom: «Ero povero come loro»

Padova, da 10 anni imprenditore ospita 4 famiglie rom: «Ero povero come loro»

Ha comprato le roulotte che sono parcheggiate nel piazzale del suo mobilificio. È stato ribattezzato “re degli zingari”

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PADOVA (25 febbraio) – «Visto che posso fare qualcosa, lo faccio. Io ero povero come loro». Si chiama Gianni Tonin l’imprenditore padovano di San Giorgio in Bosco che nel piazzale del suo mobilificio ospita quattro famiglie rom. Tonin, ex camionista diventato imprenditore dopo un brutto incidente, non si limita ad ospitarli: ha comprato le roulotte e paga le bollette. Grazie a lui le quattro famiglie hanno avuto la residenza e i loro bambini vanno a scuola.

Dove adesso sorge la sua fabbrica, una volta c’erano solo campi: «Con i miei genitori vivevamo in una baracca in mezzo alle terre dei contadini – racconta l’imprenditore -. Rubavo le galline e le uova per mangiare». Nella sua azienda con oltre 100 dipendenti lavorano italiani, romeni, turchi, brasiliani e per quello che fa da 10 anni per le quattro famiglie nomadi lo hanno soprannominato il “Re degli zingari”.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92728&sez=HOME_INITALIA

Il mostro del Circeo, Angelo Izzo: «Misi una bomba a casa Moravia, pensavamo di essere dei samurai»

Izzo: «Misi una bomba a casa Moravia, pensavamo di essere dei samurai»

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ROMA (25 febbraio) – Uno dei mostri del Circeo, Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, ha deposto per alcune ore come testimone al processo per la strage di piazza della Loggia. Izzo si è mostrato divertito e compiaciuto nel racconto delle proprie gesta durante gli anni di piombo.

«Fui espulso – ha detto – a 15 anni dalla sezione dell’Msi per una storia di motorini rubati che portavo nella sede. Ricordo d’aver incendiato l’auto di Arrigo Levi e d’aver messo una bomba nel portone della casa di Moravia. Ero uno di quelli su cui si poteva contare. Nel 1972 ho commesso due omicidi. Pensavamo d’essere dei samurai».

Izzo ha anche detto d’aver conosciuto, a un funerale, Delfo Zorzi, uno degli imputati nel processo. Il pm Francesco Piantoni gli ha chiesto soprattutto di quanto appreso in carcere. Ha quindi riferito di quando Gianni Guido, altro condannato per la strage del Circeo, gli aveva raccontato di quanto saputo da Ermanno Buzzi sulla strage di piazza della loggia. Buzzi disse a Guido di aver avuto un ruolo nell’eccidio. L’ex neofascista ha riferito quanto sentito da Sergio Latini, suo compagno di cella che aveva ottenuto un permesso per sposarsi a Bergamo. «Quando tornò dal matrimonio – ha detto Izzo – mi disse di aver incontrato Ferri. Quest’ultimo gli aveva confidato che Buzzi avrebbe parlato in appello e bisognava riferire a Concutelli che gli andava tappata la bocca». Buzzi venne ucciso a Novara da Tuti e Concutelli e assolto, da morto, dalle accuse relative alla strage. Izzo tornerà a Brescia, per riprendere la deposizione, l’11 marzo prossimo, il giorno successivo alla celebrazione del suo matrimonio.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92733&sez=HOME_INITALIA

Gabii, svelata la reggia dei Tarquini. Archeologi: testimonianza unica in Italia

Gabii, svelata la reggia dei Tarquini
Archeologi: testimonianza unica in Italia

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Riportata alla luce tra settembre e dicembre 2009, la costruzione risale al sesto secolo a.C.


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ROMA (25 febbraio) – Gli archeologi la considerano una testimonianza unica e straordinaria. In tutta Italia ne esistono forse una decina di esempi. E’ stata riportata alla luce a Gabii, venti chilometri a sud di Roma la casa del rex della città antica. I muri delle stanze sono integri, un particolare quasi senza precedenti per l’epoca, e la dimora è composta da tre stanze non comunicanti tra loro che, con tutta probabilità erano affacciate su un grande portico e che erano gli ambienti della casa destinati al culto. I muri erano intonacati e dipinti. Sotto il pavimento in pietra sono state ritrovate intatte, le fosse di sacrifici rituali fatti per inaugurare il cantiere. In cinque di queste i corpi di altrettanti bimbi nati morti. «Non si tratta di sacrifici umani», precisano concordi il sovrintendente archeologo Angelo Bottini e il professor Marco Fabbri. Indizio però che si trattava di una casa molto importante.

Gli archeologi della sovrintendenza di Roma e quelli dell’università di Tor Vergata che insieme l’hanno riportata alla luce tra settembre e dicembre 2009 sono convinti che si tratti della casa dei Tarquini a Gabii, una reggia costruita nel sesto secolo a.C., forse su un edificio preesistente. Era una reggia sfarzosa con un tetto decorato da statue e da un fregio in terracotta riconducibile alla famiglia dei Tarquini.

L’ipotesi è che vi abitasse il figlio di Tarquinio il Superbo, Sesto Tarquinio. Ma forse la residenza era della famiglia già nei decenni precedenti. «Di certo -dichiarano Fabbri e Bottini – c’è che quella casa regale ad un certo punto venne distrutta o meglio, venne smontato il tetto monumentale e gli ambienti vennero seppelliti fino a lasciare solo un tumulo di pietre. Una fortuna. Perchè proprio quel seppellimento ha consentito alla reggia di arrivare praticamente intatta fino a noi».

Costato fino ad oggi 60mila euro lo scavo deve ora continuare. Si spera di trovare il tetto e gli altri ambienti della regia. «Cercheremo di stanziare altre risorse», dichiara il sottosegretario Francesco Giro. «La speranza – conclude Bottini – è che si possa continuare a scavare. E che proprio qui, nello scenario meraviglioso di Gabi, si possa allestire un grande parco archeologico».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92717&sez=HOME_ROMA