Archivio | febbraio 27, 2010

Lambro, altre sostanze nel fiume, manifestazione di protesta di Legambiente. Bertolaso: “Tutto sotto controllo”

Lambro, il giorno della protesta

Una catena umana cui hanno partecipato 300 persone per protestare contro l’inquinamento del Lambro. L’ennesimo del fiume che attraversa Milano. E il più grave degli ultimi anni che ha portato una gigantesca macchia di petrolio fino al Po. Ecco le immagini scattate tra gli uomini, le donne e i bambini che hanno aderito all’iniziativa promossa da Legambiente

Preoccupazione per un nuovo versamento non identificato nel Monzese
Il capo della Protezione civile rassicura: “Entro lunedì ‘paziente’ guarito”

Lambro, altre sostanze nel fiume
Bertolaso: “Tutto sotto controllo”

Giornata di proteste ambientaliste contro il disastro ecologico

.

 Lambro, altre sostanze nel fiume Bertolaso: "Tutto sotto  controllo"
.

MILANO – Ancora allarme sul fiume Lambro dove da quasi un’ora sono state segnale macchie di liquido non ancora identificato. Sono immediatamente intervenuti i tecnici provinciali e quelli della protezione civile. La nuova ondata di sostanza non identificata è partita da Triuggio, pochi chilometri da Monza. E mentre le chiazze oleose si avvicinano sempre più al delta del Po, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso rassicura: “Il paziente è ancora in convalescenza, e già da lunedì potrebbe essere dichiarato guarito”. Il “paziente” è il grande fiume, su cui da giorni scorrono migliaia di tonnellate di idrocarburi.
____________________________________________________________
LE FOTO DELLA PROTESTA

____________________________________________________________
.
La maggior parte del carburante riversato nel Lambro martedì scorso dall’azienda Lombarda Petroli si trova ancora confinata alla diga sul Po di Isola Serafini, fra Piacenza e Cremona. Ma parte dell’olio conbustibile (il 10 per cento circa) viaggia verso l’Adriatico. Per difendere il delta sono state posizionate lungo il tratto emiliano e veneto del fiume diverse barriere galleggianti, dopo che quelle allestite nei giorni scorsi sono state in parte spazzate via dalla corrente. Anche sul rischio per la salute nel Ferrarese, dove l’acqua potabile viene prelevata dal Po, Bertolaso è ottimista: “Dai prelievi fatti – dice – sinora risultano concentrazioni di idrocarburi non preoccupanti”.
.
Nonostante le rassicurazioni della protezione civile, la preoccupazione resta alta. La Procura di Rovigo ha aperto un fascicolo per indagare sui possibili danni dell’ondata nera sul territorio. E intanto, in una jungla di accuse reciproche, si cercano i responsabili dei presunti ritardi nei soccorsi che avrebbero consentito alla gigantesca massa oleosa (almeno 2.500 metri cubi) di raggiungere il Po. Il maggiore obiettivo delle accuse è la Lombardia, “che ha fallito, non riuscendo a fermare il carburante sul Lambro”, come ha detto l’assessore al Turismo della Regione Veneto, Franco Manzato.
.
Sul fronte della polemica sulla gestione lombarda dell’emergenza sul Lambro si registra anche l’attacco del candidato presidente della Regione del Pd, Filippo Penati, al governatore Roberto Formigoni: “Il piano di emergenza – dice – è scattato con 48 ore di ritardo”. Se il Pirellone si difende sostenendo la tempestività degli interventi, Bertolaso taglia corto: “Se ci sono stati errori nei soccorsi – dice – lo accerterà la magistratura”. Intanto, il prefetto di Lodi Peg Strano Materia spiega che “non ci sono stati ritardi, semmai abbiamo evitato interventi inutili”.
.
Lunedì Bertolaso incontrerà i presidenti di Emilia Romagna e Veneto, e l’obiettivo è quello di dichiarare chiusa la fase di emergenza.
.
La protesta. E oggi è stato anche il giorno della protesta ambientalista sul disastro ecologico del Lambro. In mattinata una catena umana di oltre 300 persone, secondo la cifra fornita da Legambiente, ha abbracciato simbolicamente il fiume. Con cartelli, striscioni, uomini, donne e tanti bambini si sono sistemati lungo la riva e poi sono passati sull’altra riva attraverso uno dei tanti ponticelli. All’iniziativa lanciata da Legambiente e sottoscritta tra gli altri dal regista Ermanno Olmi, hanno aderito numerose associazioni ambientaliste.
.
Nel pomeriggio un centinaio di militanti delle associazioni ambientaliste di Monza e della Brianza si è radunato oggi pomeriggio davanti alla ‘Lombarda Petroli’ di Villasanta, la raffineria dalla quale ignoti sabotatori hanno provocato la fuoriuscita del gasolio. Alcuni manifestanti erano travestiti da uccelli anneriti dal petrolio, come le anatre e i cormorani che vivono lungo i due corsi d’acqua. Erano presenti delegazioni di Legambiente, dei Verdi, l’Associazione parchi del Vimercatese, Sinistra ecologia e libertà e il Partito democratico. Hanno portato la loro solidarietà anche associazioni ecologiste del cremonese. Gli ambientalisti hanno protestato anche contro il progetto di costruire ad Arcore, a pochi chilometri da Villasanata e in aree comprese nel Parco Valle Lambro, un complesso residenziale da parte dell’immobiliare della famiglia Berlusconi.
.
27 febbraio 2010
.

Cile, allarme tsunami per terremoto / Le Hawaii pronte al peggio. Piano di evacuazione

Cile, allarme tsunami per terremoto

https://i2.wp.com/newsimg.bbc.co.uk/media/images/44240000/jpg/_44240283_tent_ap416.jpg

.

Sono oltre 122 i morti accertati finora dopo il terribile terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter che ha colpito stanotte il Cile vicino alla costa centro-meridionale, secondo quanto comunicato dal presidente cileno Michelle Bachelet, facendo tremare gli edifici e provocando blackout nella capitale Santiago, che si trova a più di 300 chilometri dall’epicentro. Ma il bilancio è destinato a salire: si parla di 180 morti. Il sisma è stato mille volte più forte di quello di Haiti.

L’agenzia di monitoraggio Usa per i maremoti nel pacifico, il Pacific Tsunami Warning Center, ha detto che il sisma ha generato uno tsunami che si sta dirigendo verso l’Isola di Pasqua, dove in questi minuti è in corso un’evacuazione verso le zone più alte. L’Isola, che si trova a circa 3.600 km dalla costa pacifica del Cile, è abitata da circa 3.800 persone. E poco dopo l’onda anomala ha invaso tutto il Pacifico, raggiungendo anche le isole Fernandez,  come la località di Juan Bautista, nota come l’isola di Robinson Crusoe. Mentre in serata l’onda di maremoto è attesa alle Hawaii.

Il centro ha lanciato un allarme tsunami per il Cile e il Perù, e un’allerta per Ecuador, Colombia, Panama, Costa Rica e l’Antartide.
Il terremoto ha colpito a 90 chilometri a nordest della città di Concepcion a una profondità di 55 chilometri alle 3:34 ora locale (le 7:34 in Italia). Un terremoto di magnitudo 8 od oltre è classificato un«grande» terremoto in grado di causare danni «tremendi», secondo il sito dell’Usgs. Per la precisione, il terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio scorso era di magnitudo 7.0, mentre quello che colpì L’Aquila l’anno scorso è stato 30mila volte meno forte in termini di energia liberata, secondo le valutazioni di Enzo Boschi, il presidente dell’Istituo nazionale di geofisica e vulcanologia.

La zona colpita oggi dal terremoto – spiega Boschi – è una zona storicamente sismica: poco più a sud a Valdivia si verificò nel
maggio del 1960 il terremoto più più forte mai registrato al mondo, di magnitudo 9.5. Quello di stanotte è comunque il
terremoto più forte dopo quello di Sumatra del 2004 di magnitudo 9.3 registrato negli ultimi anni.

Il terremoto di questa notte
comunque non è collegato al sisma che ha colpito Haiti: “La terra – avverte Boschi – è sismica, il nostro pianeta è sismico, i terremoti ci sono e ci saranno sempre. La terra è fatta così: va accettato, non ci si può stupire o dimenticare, quello che si deve fare è costruire nei posti giusti e nella maniera giusta e invece l’uomo ignora questa verità e continua a fare finta di niente, fino alla prossima tragedia. E anzi più la popolazione aumenta, più si concentra, e nelle zone fortemente antropizzate si moltiplicano i rischi”.

Il ministero degli Esteri sta verificando la situazione in Cile. Ci sono circa 39.000 cittadini italiani nel paese sudamericano, contando coloro che hanno il doppio passaporto, ma si stima che siano centinaia di migliaia le persone che hanno ascendenze nell’emigrazione italiana.

La Casa Bianca sta seguendo da vicino la situazione in Cile. “Stiamo monitorando la situazione da vicino, tra cui la questione dello tsunami», ha detto il portavoce del presidente Barack Obama, Robert Gibbs. «I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con il popolo cileno. Siamo pronti ad aiutare in queste ore di bisogno», ha aggiunto.

«Questo terremoto significa un duro colpo alla società cilena. Prima di tutto voglio condividere il dolore dei familiari delle 122 persone che hanno perso la vita in seguito al terremoto», ha dichiarato il presidente eletto del Cile Sebastian Pinera, incontrando i giornalisti.

Chiuso, almeno per le prossime 24 ore, l’aeroporto nella capitale Santiago, che pure si trova a oltre 300 chilometri dall’epicentro.
Il canale Tv Cile ha riferito che è crollato un palazzo di 15 piani a Concepcion, città duramente colpita dal sisma, dove si sono aperte voragini nelle strade, gli edifici hanno perso fuoco e importanti ponti autostradali sono crollati. Attorno a uno di questi ponti si vedono molte vetture capovolte.

.

27 febbraio 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=95609

____________________________________________________________

http://celebrating200years.noaa.gov/transformations/tsunami/image1_650.jpg

Le Hawaii pronte al peggio. Piano di evacuazione

.

Svegliati dalle sirene alle 6 del mattino locali, poco prima dell’alba, gli abitanti dell’ arcipelago delle Hawaii, nel bel mezzo del Pacifico, si sono immediatamente preparati all’allarme tsunami, con il timore che onde di oltre due metri di altezza potessero investire aree popolose come Hilo, sull’isola di Hawaii (quella più a sud), o Kahului, a Maui, l’isola centrale. L’onda anomala è attesa per le 22.19 ora italiana (le 11 locali).

A Washington la Casa Bianca si è detta pronta a intervenire appena possibile per aiutare il Cile colpito dal terremoto, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nato alle Hawaii dove ha vissuto per anni, si è recato nella Situation Room a metà giornata per seguire la situazione minuto per minuto, visti i timori per l’arcipelago. Ci sono infatti dei precedenti: lo tsunami del 1946 provocò 159 morti; quello del 1960, causato come oggi proprio da un terremoto in Cile, fece 61 vittime. Le tv locali, come la Khnl, affiliata alla Nbc, hanno dedicato tutte le loro trasmissioni in diretta all’allarme tsunami, segnalando al pubblico la chiusura dell’aeroporto di Hilo, uno dei principali, e delle maggior strade nei pressi delle coste.

I grandi magazzini locali, come la maggior parte di quelli della catena Costco, hanno aperto i battenti all’alba, per essere in grado di offrire i beni di prima necessità: acqua, riso e carta igienica.

File ordinate hanno iniziato a formarsi nelle stazioni di servizio sin dalla prima mattina, mentre le autorità esortavano gli abitanti delle aree a rischio a preparasi a evacuare le case per recarsi nei rifugi, con alimenti per 5-7 giorni. Per le Hawaii (e le Samoa americane), il Pacific Tsunami Warning Center Usa ha lanciato un allarme tsunami, mentre per le aree pacifiche degli Stati Uniti (dalla California allo Stato di WAshington), oltre che per la Colombia Britannica, in Canada, si tratta di un semplice avvertimento, con la possibilità di onde fino a mezzo metro, che non dovrebbero fare troppi danni.

L’ambasciata italiana di Washington è «mobilitata per assicurarsi che i 250 connazionali che vivono alle Hawaii siano assistiti in una possibile evacuazione». Il sistema di allerta alle Hawaii è molto efficiente e in pochi minuti la popolazione riuscirebbe a raggiungere le alture.

La situazione al momento è tranquilla
e l’ambasciata, in raccordo con l’Unità di crisi della Farnesina, segue gli sviluppi  dell’annunciato arrivo dello tsunami attraverso i collegamenti con il console onorario.
.

27 febbraio 2010
.

SALUTE & AMBIENTE – I ‘veleni’ ci mutano le misure del pene / L’Informa-pene

A causa degli estrogeni diffusi nei materiali e nell’ambiente

I veleni che mutano le misure dell’uomo

https://i2.wp.com/nuke.peneamorefantasie.com/Portals/0/pene%20lungo.jpg

La lunghezza del pene, valutata a riposo, è diminuita mediamente di quasi un centimetro, negli ultimi 60 anni

.

MILANO — L’argomento è un po’ imbarazzante, ma la ricerca è ricerca: uno studio dell’Università di Padova ha appena concluso che le «misure» maschili si stanno riducendo e la lunghezza del pene, valutata a riposo, è diminuita mediamente di quasi un centimetro, negli ultimi sessant’anni. Da 9,7 centimetri (secondo i dati del rapporto Kinsey del 1948 relativi a oltre 2.700 maschi che, è bene sottolineare, erano americani e forse non confrontabili al 100 per cento con gli italiani) a 8,9, la media rilevata in oltre 2000 diciottenni veneti dall’équipe del patologo Carlo Foresta dell’Università di Padova, responsabile del Centro regionale di crioconservazione dei gameti.

PROBLEMA SERIO Il problema è serio, al di là di facili battute: la causa di questa situazione è l’inquinamento ambientale. Che comincia a creare danni all’apparato riproduttivo già nell’utero materno. «Diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e detergenti — spiega Foresta in occasione del convegno in corso ad Abano Terme sulla Medicina della riproduzione — possono agire in due modi: riducendo l’attività degli ormoni maschili androgeni o mimando l’attività degli estrogeni femminili». E dal momento che la dimensione di pene e testicoli è determinata dagli androgeni, un calo di questi ultimi porta alle conseguenze che si possono immaginare.

MODIFICAZIONI DELL’ASPETTO MASCHILE «Ma il problema è anche un altro — continua Foresta —. Un alterato equilibrio ormonale, dovuto a una ridotta attività degli androgeni, determina non solo una riduzione delle dimensioni del pene, ma anche modificazioni morfologiche del corpo maschile. L’armonia e le proporzioni del corpo, infatti, sono determinate dagli ormoni. I giovani del terzo millennio diventano più alti perché hanno le gambe sempre più lunghe. Questo è un altro effetto dello squilibrio ormonale da inquinamento». I ragazzi di oggi stanno assumendo una struttura fisica molto diversa da quella che avevano cento anni fa e che li fa sempre più assomigliare alle donne.

.

Adriana Bazzi
abazzi@corriere.it
27 febbraio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_27/veleni-riducono-lunghezza-pene-maschile_332abf5c-235a-11df-8195-00144f02aabe.shtml

Casa, protesta contro gli sgomberi: in otto si arrampicano sul Colosseo

https://i2.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20100227_colosseo2.jpg

.

ROMA (27 febbraio) – Otto persone, tra attivisti dei movimenti per la casa e sgomberati da una scuola di Centocelle, si sono arrampicati sul Colosseo. «Chiediamo un incontro immediato con il sindaco Alemanno – dice uno degli attivisti che fa parte del gruppo dei senza casa sgomberati qualche giorno fa dalla ex-scuola Tommaso Grossi di Centocelle – non scenderemo fino a che non avremo risposta».

Gli otto attivisti protestano contro gli sgomberi e contro il piano casa del sindaco Alemanno che non risolve l’emergenza abitativa. Sullo storico anfiteatro i manifestanti hanno esposto due striscioni inneggianti al diritto alla casa: «Mentre il piano casa va piano le nostre vite scorrono veloci», si legge su uno dei due teli. «Una casa una vita», recita l’altro.

Sotto il Colosseo,intanto, si sono radunati un centinaio di attivisti che manifestano in solidarietà. «Questa amministrazione non sta facendo nulla per risolvere l’emergenza casa – spiega Luca Fagiano, del coordinamento Lotta per la casa -, intanto la crisi morde e le persone che non hanno un tetto sono costrette ad occupare edifici abbandonati e poi ad essere sgomberate. Protestiamo contro le risposte a suon di manganello che si danno alle legittime proteste dei cittadini».

.

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92918&sez=HOME_ROMA

POLITICA, UNA VIA AL FEMMINILE – Islanda, è l’ora di Johanna la vichinga

Su «IO DONNA» / La «donna del destino» ha ereditato una nazione finita in bancarotta

Islanda, è l’ora di Johanna la vichinga

http://thewordwarrior.files.wordpress.com/2009/01/medium_johanna_sigurdardottir_vef_2003488892.png?w=320&h=482&h=482

«Il Paese è stato rovinato dall’eccesso di testosterone dei turbocapitalisti». Parla la premier: c’è una via femminile

.

«Se sono la donna del destino?». Johanna, Santa Johanna come gli islandesi chiamano la loro premier, non crede nei miracoli, e neanche nel caso. Ma crede nel destino, il suo, perché se l’è confezionato su misura giorno per giorno con una tenacia implacabile. In Parlamento ha pedalato china per trent’anni, con passo regolare, mai uno sprint o una scorciatoia di palazzo. Ha lasciato a lungo covare l’ambizione sotto una maschera imperturbabile di donna disinteressata al potere. Come i ghiacciai della sua isola, al cui interno ribollono vulcani da milioni di anni. Finché un giorno, quando non fu scelta alla guida dei socialdemocratici, sibilò: «Minn tìmi mun koma!», verrà il mio momento. Una frase che finì anche sulle t-shirt.

Ecco perché oggi che il suo momento è arrivato risponde senza infingimenti: «Sarò anche la donna del destino, ma io preferisco definirmi quella che rassetta la casa dopo che un manipolo di uomini ha fatto bisboccia». Infatti Johanna Sigurdardottir, prima governante omosessuale al mondo, dichiaratamente lesbica, è convinta che il patatrac è stato causato anche da un eccesso di testosterone; un turbocapitalismo guidato da una banda di uomini che ha mandato l’Islanda in testacoda: «Una trentina di predatori» – accusa con rabbia nella sua prima intervista a un giornale straniero da quando è stata eletta lo scorso aprile a capo di un governo rosso-verde, composto per la metà da donne.

Fa un certo effetto tornare in Islanda. Solo tre anni fa Io donna aveva raccontato la tigre boreale, 320 mila abitanti con il reddito procapite più alto al mondo, il potere d’acquisto cresciuto del 50 per cento in cinque anni; per l’Onu l’Islanda era «il paese migliore dove vivere», un paio di Suv per famiglia, Reykjavik era la «swinging Reykjavik», sei concerti live ogni sera, le etichette discografiche internazionali che andavano sul sicuro con le voci della cosiddetta Kiutt kynslodin, la “generazione carina” inaugurata dal folletto Björk. Uniche preoccupazioni il rumore dei jet privati, comprare un altro appartamento, organizzare il weekend a Parigi. Si è scoperto che erano debiti – 160 mila euro per abitante – subprime fuffa.

Poi, autunno 2008, la bancarotta. Le Range Rover ribattezzate Game Over. Il debito accumulato all’estero dalle tre principali banche fallite ha superato 10 volte il Pil. Si tira avanti grazie al prestito del Fondo monetario internazionale. Ma Inghilterra e Olanda che hanno rimborsato i loro risparmiatori attratti dal miraggio artico hanno presentato il conto: 13 mila euro per ogni islandese o sarà la gogna internazionale, addio ingresso nella Ue nel 2011, un intero paese condannato al pignoramento (in altri secoli Londra e Rotterdam avrebbero inviato le cannoniere). «Pagheremo con gli interessi» assicura Johanna. «Ma mi batto anche per incriminare e condannare i colpevoli, tabula rasa. Sono qui per fare il lavoro sporco, prendere decisioni impopolari. Non per difendere la classe dirigente». Nel Paradiso perduto c’è un’aria inquieta. La paura del clima che cambia, un inverno quasi mai sotto zero. Persino dal mare giungono brutti segnali: ora che si vorrebbe virare verso un’economia reale, quella tradizionale della pesca, le reti consegnano il 36 per cento in meno di merluzzo rispetto allo scorso anno. E poi i veleni sociali, le accuse di collaborazionismo con i raider truffatori, come accade dopo il crollo dei regimi.

Gli islandesi non vogliono pagare tutti per la colpa di alcuni. Johanna non ha ceduto alla tentazione populista e ha deciso che non c’era alternativa alla medicina imposta dall’estero. Invece il presidente della Repubblica Olafur Grinsson, entusiasta ai tempi del boom, ha chiesto un referendum dall’esito scontato e che potrebbe avere conseguenze diplomatiche altrettanto scontate. Eppure Johanna resta Santa Johanna. Com’è che una veterana della politica passa a pieni voti l’esame di un popolo schifato dalla nomenclatura ed è l’unica a godere ancora di un gradimento da far invidia a Berlusconi, nonostante stia governando a suon di tagli e stangate? La signora strizza gli occhi grigi dietro agli occhiali che sparano lampi violacei, non compie il minimo sforzo a smentire l’immagine di donna fredda («Se la baci ti viene la polmonite» è stato l’avvetimento di un ministro), s’intuisce la cura sofisticata nel voler incutere rispetto e anche il rossetto vermiglio, a contrastare i capelli color ghiaccio, sembra studiato per aumentare le distanze: «Ciò che ho fatto per trent’anni, occuparmi di quelli senza il Suv, dei giovani disoccupati, dei pescatori derubati dagli armatori, di questi tempi è visto come una garanzia. Non vengo associata alla politica accademica» risponde.

«E poi sono una donna, quindi prudente e pratica. Come la signora che guidava la Audur, la banca che è sopravvissuta. Perché c’è un modo femminile di stare sul mercato come nella politica, lontano dalle avventure. Mi raccontano che sono vista come una mamma oculata e severa». Da deputato e da ministro si è sempre e solo battuta per i servizi sociali, nottate a spuntare denari dal budget. Si dice che abbia anche aiutato personalmente alcune famiglie di pescatori. Si dice anche che era facile dedicarsi ai pochi emarginati negli anni dell’abbuffata generale. «Una solitaria, incapace di stare in squadra, la sua visione è limitata, non coglie il quadro della situazione» è il ritratto dell’ex ministro degli Esteri, Jon Baldvin Hannibalsson. Secondo molti i suoi difetti sono diventati invece la carta vincente: «Sgobbare nell’angolo, evitare cocktail e premi, tenere la sua vita privata lontano dalla stampa, le ha consegnato l’aureola dell’incoruttibile» ammette la vice segretaria del partito conservatore oggi all’opposizione, Thorgerdur Gunnarsdottir. «Solo una come lei poteva restituire fiducia alla politica».

Neanche ora che non è più nell’angolo Johanna parla del suo privato. Si sa che fino ai 40 anni è stata sposata con un banchiere, dal quale ha avuto due figli; che prima di entrare in Parlamento a 36 anni è stata per nove anni una hostess dell’Islandair e che durante uno sciopero ha esibito attributi da sindacalista tosta costringendo la compagnia a siglare un accordo svantaggioso. All’intervistatore che arriva da lontano, con una smorfia di disappunto, e sottovoce, concede una riga sul taccuino: «Appena posso mi dedico ai nipoti, appena posso cucino dolci e appena posso dormo. Contento?».

Gli islandesi hanno scoperto dalla Cnn che una premier gay all’estero fa notizia. Trovano normale che la sua compagna, con cui è unita legalmente, la giornalista e scrittrice Jònìna Leosdottir, figuri come “first lady” nel protocollo della Presidenza del consiglio. Ha fatto più scalpore sapere che non parla l’inglese – uno scandalo nella globalizzata Islanda, ma se si tratta di Johanna diventa un punto a favore nel momento in cui l’isola deve rispolverare l’identità vichinga, che significa difendere la lingua parlata più antica (un islandese d’oggi può leggere un testo di mille anni fa) e l’orgoglio del paese dopo la tempesta perfetta e la figuraccia internazionale. Il tempo di Johanna è decisamente arrivato.

.

Marzio G. Mian
26 febbraio 2010

fonte: http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_26/iodonna-l-ora-della-vichinga-marzio-mian_2d47bc84-22c9-11df-8195-00144f02aabe.shtml

____________________________________________________________

Someone You Must Know: Johanna Sigurdardottir

.

Thu, Oct 29, 2009

Someone You Must Know: Johanna Sigurdardottir

In January 2009, Iceland made history with the appointment of the world’s first openly gay Prime Minister, Jóhanna Sigurdardóttir. Prime Minister Sigurdardottir, 66, has a history of political involvement within the trade union movement and, since 1978, as a member of the Icelandic Parliament. Nicknamed “Ice Queen,” Sigurdardóttir was recently named to the 2009 NewStatesman list of 50 people who matter in the world, alongside Jay-Z, Hugo Chávez, and Bollywood star Shahrukh Khan.

Jonina LeosdottirHer spouse of seven years, Jónina Leósdóttir (pictured on the left) is a playwright, author, journalist, and officially the First Lady of Iceland. The couple have three children and several grandchildren. Icelandic social policy is among the most progressive in the world. Same-sex marriage became legal in 1996.

.

fonte:  http://10thousandcouples.com/issue/november-2009/article/johanna-sigurdardottir

LA DIRETTA – Il Popolo viola di nuovo in piazza: “La legge è uguale per tutti”

(foto Jpeg)
Diretta – Politica

Il Popolo viola di nuovo in piazza
“La legge è uguale per tutti”

Una nuova manifestazione a quasi tre mesi dal No B-Day. Il Popolo viola protesta per la seconda volta e sceglie ancora Roma, Piazza del Popolo. Nel mirino legittimo impedimento e processo breve perché – rivendicano i Viola – “La legge è uguale per tutti”. La manifestazione è cominciata alle 14,30 ma continuerà, con numerose iniziative, fino a sera. La piazza è ormai piena. Tantissime le adesioni pervenute da scrittori e intellettuali come Mario Monicelli, Alberto Asor Rosa, Margherita Hack, Andrea Camilleri, Giorgio Bocca, Moni Ovadia e Dario Fo. Ma questa volta, contrariamente a quanto accaduto con il no B-Day, le adesioni sono arrivate anche da tutti i partiti del centrosinistra e dalla Cgil che si augura sia un evento “bello e sereno”. Nelle ultime ore il Popolo ha tenuto a sottolineare la propria indipendenza: “Siamo persone libere, autonome dai partiti”. Per la manifestazione i Viola hanno fatto, per la prima volta, tutto da soli, rinunciando agli aiuti che per il No B-Day erano arrivati dai partiti. I fondi sono stati raccolti attraverso sottoscrizioni online: alle 21 di ieri sera toccata quota 26mila euro.

(foto Jpeg)

.

“Le campagne di odio e astio creano soltanto i presupposti per la violenza. Di Pietro in questo modo agita e suscita violenze. Speriamo che nessuno ascolti, come già successo il 13 dicembre a Milano, questi messaggi di oltraggio, di insulto e di odio. Noi parliamo un linguaggio di amore e di serenità e di costruzione del futuro dell’Italia”

‘Mi chiedono di dire quanti siamo, mi chiedono i numeri, io rispondo chissenefrega! La piazza è completamente piena, piena quanto lo era per la manifestazione sulla libertà di stampa. Quanti erano allora? 200mila? Noi siamo quanti loro”. A dirlo è Gianfranco Mascia, il leader del popolo Viola in un intervento durante la manifestazione

“Non vogliamo competere con il Pd ma costruire con loro l’alternativa al Governo di Nerone”. Antonio Di Pietro, presente alla manifestazione, ribadisce la volontà di lavorare con il Pd. “A forza di pungolare, pungolare e pungolare il Pd sta dando segni di risveglio…” ha detto Di Pietro. “Noi vogliamo spronare il Pd perché bisogna stare con i cittadini nelle piazze a lottare e resistere e non nelle stanze del potere”

“E’ importante essere qui come Partito democratico che, rispetto alla precedente edizione della manifestazione, ha dato adesione piena”. Ignazio Marino scende in piazza a sostegno del Popolo viola. “Sarei però più felice – ha osservato – di vedere più parlamentari del Pd in piazza perchè l’opposizione si fa in Parlamento ma anche in piazza, rendendoci riconoscibili per i nostri sostenitori”

“Il talebano sta a palazzo Chigi e fa strage di democrazia”. Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, giunge alla manifestazione del Popolo viola e rovescia su Berlusconi l’accusa che il Premier ha rivolto a certi magistrati. “C’è bisogno di una resistenza attiva prima che sia troppo tardi – sottolinea Di Pietro – noi dell’Italia dei Valori la facciamo in piazza e in Parlamento e vogliamo costruire con le altre forze e partiti che ci vogliono stare una prospettiva di alternativa”

Ecco il numero di telefono (3921329978) per inviare sms dalla piazza ma anche dalle altre città. I messaggi, già numerosissimi, verranno proiettati sul mega schermo allestito accanto al palco

L’agenzia Asca riferisce di “momenti di tensione sotto il palco di piazza del Popolo tra il senatore dell’Idv, Stefano Pedica e un uomo del servizio d’ordine dei viola”. Il fatto sarebbe avvenuto poco dopo le 14,30. L’uomo avrebbe chiesto a Pedica, a capo di un gruppo di sostenitori del partito di Di Pietro, di spostarsi, per fare spazio nelle prime file alle bandiere viola e ai sostenitori del movimento. Il senatore sembra non aver apprezzato. E’ infatti seguito uno scambio di spintoni e parole grosseprima che il personale di sicurezza ed un funzionario della Digos intervenissero

“Su richiesta, spiega un manifestante si può avere un ‘certificato di legittimo impedimento’ che potrà essere utilizzato per invocare il legittimo impedimento a comparire in un’udienza penale, qualora imputato, e nel caso di impegno concomitante dovuto alla qualità di ‘cittadino italiano'”

I banchetti in piazza del Popolo vendono cd, dvd e birra ghiacciata. Tanti i volantini distribuiti: dal semplice “dimettiti”, indirizzato a Berlusconi, a “Fuori la mafia dallo Stato”. Appena all’ingresso della piazza, poi, verso via del corso c’è anche un banchetto elettorale che sponsorizza Renata Polverini, candidata del centrodestra alla regionali. Oggi, però, sembra che il banchetto sia quasi vuoto

“Abbiamo aderito – spiega Emma Bonino, presente in piazza – perché crediamo che ‘la legge è uguale per tutti’, lo slogan usato dal Popolo, si sposi bene con le battaglie per la legalità che facciamo da molto tempo. Speriamo davvero che l’indignazione e la rabbia si trasformino in impegno civile e politico”

”Fuori la mafia dallo Stato” e ”Berlusconi dimettiti e fatti processare”. Sono questi alcuni degli slogan della manifestazione. Un manifestante ha invece posto sulla testa una finta telecamera in polistirolo, con la scritta: “‘Rai-Mediaset=I love Silvio”

Lo striscione: “Contro Berlusconi, legittimo impedimento”

In piazza c’è anche un imprenditore che rivendica di essere fascista. “Lo sono e porto anche il fascio sulla giacca. Però partecipo alla manifestazione perché questa è una piazza libera”

Un gruppo di persone indossa delle divise da carcerati e sul volto porta una maschera con la faccia di Berlusconi. “Perché avete scelto questa maschera?” “Perché è la fine che farà il nostro premier”

“Il presidente Napolitano chiede a Berlusconi di abbassare i toni e chiede la stessa cosa di questa piazza”. Lo dice Claudio Fava di Sinistra ecologia e libertà, presente alla manifestazione, a proposito delle parole del presidente Giorgio Napolitano. “Qui in questa piazza si dice che la legge è uguale per tutti e lo si dice come un bisogno, perchè nei fatti non lo è”

“Una bella manifestazione di un popolo che chiede più legalità, una rappresentanza politica degna e un’opposizione più presente”. Lo ha dichiarato, in una nota, il consigliere regionale uscente candidato del Pd al Consiglio regionale del Lazio, Giovanni Carapella partecipando alla manifestazione del Popolo viola in corso di svolgimento a piazza del Popolo

La piazza è piena. Sciarpe, magliette, bandiere, borse, cappelli, scarpe, capelli e trucchi sul viso. Il viola sta tingendo piazza del Popolo

E’ appena stato trovato un portafoglio con documenti e soldi. Si cerca il proprietario

La scaletta degli interventi: video messaggio di Saviano, intervento di Daniela Gaudenzi sulle leggi ad personam, un video di Giorgio Bocca, l’intervento di Carlo Linfante del movimento e soggetto politico. E ancora: i lavoratori sul palco, una diretta con Mannocchi dell’Ispra, Gianluca Tobi Merloni e Antonio Condorelli per i precarii della scuola. Poi, Domenica d’Amati che interverrà sul diritto al lavoro. Nel tardo pomeriggio seguirà un video di Travaglio, l’intervento di Flores d’Arcais, Guida Scorza, Norma Rangeri, Gianni Minà, Gioacchino Genchi, Ernesto Ruffini. Sul palco anche il presidente del movimento africano, Quattara Gaoussou. Poco prima della chiusura, parlerà anche il portavoce dell’associazione Aquila terremotati

Anche il senatore Ignazio Marino, Rosa Calipari e Ivan Scalfarotto tra i partecipanti

Dal palco parlano ora gli organizzatori che si dicono “soddisfatti per la quantità di messaggi ricevuti via internet e per la partecipazione dimostrata”. La piazza è infatti ormai piena. Gli organizzatori però preferiscono non sbilanciarsi azzardando delle cifre

“Il Pdl ha avuto grandi difficoltà nel presentare le liste elettorali per le elezioni regionali”. L’annuncio è stato dato dal portavoce del movimento viola. Appena udita la notizia, la piazza è esplosa in grida di gioia

“Questa – spiega Gianfranco Mascia, portavoce del Popolo viola – è la prima manifestazione completamente autopromossa e autofinanziata”

“Un movimento come questo può dare una sveglia al Paese”, il presidente del Pd, Rosy Bindi saluta con favore la manifestazione di oggi e spiega così la sua presenza al secondo appuntamento viola. “Questo movimento potrà anche non essere raffinato politicamente, e sarà pure portatore di contraddizione, ma ci dice delle cose, va diritto al cuore della questione democratica di questo tempo”. La Bindi spiega poi che “il sostegno del Pd a questa manifestazione è motivato dalla sintonia tra le richieste della piazza e la battaglia parlamentare che stiamo portando avanti contro le leggi ad personam, in primis il legittimo impedimento”

La piazza comincia a riempirsi. Secondo la prime notizie, sarebbero moltissime le bandiere dell’Italia dei valori

Anche i Verdi hanno aderito alla in piazza del Popolo hanno istallati un gazebo per difendere la democrazia e la legalità. ‘La legge è uguale per tutti, recita l’articolo 3 della nostra Costituzione: questo significa che non ci sono cittadini più uguali di altri”

“Da una parte, c’è un governo che agisce, che fa, che decide. Dall’altra, c’è un’opposizione che non propone nulla, che è ossessionata rispetto al premier ed è malata di antiberlusconismo, come testimoniano sia le reazioni alla sentenza Mills sia le adesioni alla manifestazione viola. Ma una minoranza così non è credibile, ed è destinata a rimanere tale molto a lungo”. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commenta l’adesione del Pd alla manifestazione di oggi

”Bisogna avere un atteggiamento laico e corretto nei confronti dei movimenti. Sono una risorsa, a patto che restino autonomi. Alla politica tocca ascoltare le loro istanze e farne tesoro'”. Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori Pd, commenta così la manifestazione di oggi contro il legittimo impedimento

Gianfranco Mascia, leader del movimento viola esorta il Popolo: “Mandate messaggi a tutti. parenti, amici, conoscenti. Ditegli di scendere in piazza. Non è il numero che conta. L’importante è esserci e manifestare”

Marco Pannella ed Emma Bonino, insieme ai deputati e ai senatori della delegazione Radicale nel gruppo parlamentare del Pd, insieme ai dirigenti di Radicali Italiani, all’Associazione Luca Coscioni, Anticlericale.net, Certi Diritti, Non c’è Pace Senza Giustizia, Nessuno Tocchi Caino, Associazione Radicale Esperanto e Agorà digitale, ai radicali storici tra i quali Gianfranco Spadaccia e ai militanti, saranno in piazza del Popolo con i Viola

“Se la svolta di governo è il Popolo viola, auguri al Pd”. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, commenta così l’adesione del Pd alla manifestazione

La manifestazione è cominciata da poco. Musica, sole e colori sono il leimotiv di questa giornata viola. Tra i primi a salire sul palco di piazza del Popolo il cantante Andrea Rivera che, prima di lasciare la scena, ha fatto dell’ironia sulla Chiesa, sul premier Berlusconi e sul governo. La manifestazione è cominciata con lentezza ma secondo gli organizzatori la piazza si riempirà presto

.

27 febbraio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/02/27/dirette/torna_in_piazza_il_popolo_viola-2449327/?rss

(foto Jpeg)

(foto Jpeg)
(foto Jpeg)
.

Le immagini sono tratte da Corriere.it – Guarda l’intera galleria di foto

Terremoto in Cile, decine di vittime: Allarme tsunami, arrivate le prime onde

https://i0.wp.com/images.corriereobjects.it/gallery/Esteri/2010/02_Febbraio/cile_terremoto/1/img_1/TER_01_672-458_resize.jpg

Edifici crollati, gente terrorizzata per le strade nella capitale Santiago

Terremoto in Cile, decine di vittime
Allarme tsunami, arrivate le prime onde

Il centro monitoraggio del Pacifico: «Effetti devastanti». Evacuate coste dell’Isola di Pasqua, allerta alle Hawaii

.

Strade squarciate e auto ribaltate: uno degli  effetti del terremoto nei dintorni di Santiago, capitale del Cile (Afp)
Strade squarciate e auto ribaltate: uno degli effetti del terremoto nei dintorni di Santiago, capitale del Cile (Afp)

SANTIAGO (Cile) – Violentissima scossa di terremoto nella notte al largo del Cile: le vittime accertate finora sono un’ottantina, ma il bilancio è destinato purtroppo a salire. L’epicentro è stato localizzato 117 chilometri a nord nord-est della seconda città del Cile, Concepcion, e 99 chilometri a ovest sud-ovest di Talca, a una profondità di 55 chilometri. La fortissima scossa, durata più di un minuto, ha fatto crollare alcuni edifici della capitale, dove la gente si è riversata in strada. La scossa, di magnitudo 8,8, ha avuto come epicentro un punto nell’oceano al largo dalla costa centrale cilena (LA MAPPA). Ne sono seguite, a distanza di due ore e mezza, altre due di assestamento: una di magnitudo 6,2 e una di magnitudo 5,6. Il bilancio, come sempre in questi casi, è solo provvisorio e il numero dei morti sembra purtroppo destinato a crescere via via che vengono ripristinate le comunicazioni e si ha notizia dei corpi ritrovati. L’aeroporto della capitale, Santiago, è stato chiuso e restano difficili le comunicazioni.

____________________________________________________________

Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile

Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile Il terremoto in Cile

____________________________________________________________

L’ALLARME TSUNAMI – L’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù ha subito lanciato un allarme tsunami: secondo il Centro per il monitoraggiodel Pacifico «il livello del mare indica che è stato generato uno tsunami che potrebbe esser devastante per le coste vicino all’epicentro e potrebbe anche minacciare le coste più lontane». Anche quelle sul fronte opposto dell’oceano, ovvero Giappone – dove venerdì si era registrata una scossa di terremoto pari a 7 gradi della scala Richter – e Australia. Le prime onde hanno raggiunto l’isola di Juan Fernandez, davanti a Valparaiso, dove sarebbero stati causati, secondo le notizie della radio locale, ingenti danni. E presto le onde raggiungeranno anche l’Isola di Pasqua, abitata da 3800 persone: la presidente cilena Michelle Bachelet ha informato che le autorità stanno evacuando gli abitanti delle coste dell’isola di Pasqua verso le zone più elevate dell’isola: «Esiste un chiaro pericolo di onde violente e molto intense», ha riferito. Allarme anche nelle isole dell’arcipelago statunitense della Hawaii, dove la prima onda di tsunami dovrebbe arrivare alle 11.19 ora locale, le 22 in Italia.

VISTO DALL’ITALIADall’Italia sta monitorando la situazione anche l’istituto nazionale di vulcanologia e il suo presidente, Enzo Boschi, ha spiegato che dai primi dati «lo tsunami appare essere meno devastante di quanto si pensasse. Le prime misure effettuate dai mareografi – ha spiegato – danno infatti un’altezza delle onde di maremoto pari a 1,5 metri». Lo tsunami, ha confermato Boschi, dovrebbe colpire per primi i Paesi del Sudamerica e dell’America Centrale: «Le onde di maremoto – ha spiegato – si stanno propagando ad una velocità di 500-600 chilometri l’ora e si prevede che arriveranno anche in Giappone e alle Hawaii». Nessun allarme, invece, per i Paesi occidentali: «Il fenomeno dello tsunami in atto – ha chiarito Boschi – interessa infatti solo l’Oceano Pacifico». Secondo l’esperto, interpellato anche da Rcd, il fenomeno è di vaste proporzioni e le scosse di assestamento si protrarranno per mesi (ASCOLTA l’intervista). Un esperto interpellato dal network statunitense Cnn ha detto che quello registrato in Cile è un terremoto mille volte più potente di quello che ha devastato Haiti.

LE VITTIMELa notizia della prima vittima era arrivata attorno alle 9, ora italiana. Si tratta di un uomo deceduto nel crollo di un muro nella regione di Araucania. Era stata poi la presidente cilena, Michelle Bachelet ad annunciare in tv che i morti accertati erano almeno sei. E da quel momento il bilancio è stato via via aggiornato con le notizie arrivate a fatica dalle diverse regioni colpite. Le difficoltà nelle telecomunicazioni rendono tuttavia impossibile quantificare in maniera attendibile gli effetti dell’evento sismico. Le stime della World Agency of planetary monitoring and earthquake risk reduction (Wapmerr), citate in queste ore dai sismologi, dicono che il disastro in atto potrebbe provocare dagli 800 ai 6000 morti.

LA PRIMA SCOSSA La prima scossa con epicentro nel Pacifico, di 8,8 gradi della scala Richter, ha provocato onde alte 1,3 metri di altezza. In stato di allerta – anche se a scopo precauzionale – anche l’Ecuador, la Colombia, Panama e Costa Rica. La scossa è stata avvertita violenta nella capitale cilena, dove gli edifici hanno tremato per decine di secondi ed è saltata la corrente elettrica. Disagi e blocco delle linee telefoniche anche a Valparaiso. La popolazione delle grandi città si è riversata nelle strade in preda al panico. Le autorità cilene hanno reso noto che in seguito al terremoto risultano isolate due regioni nel sud del Paese, Biobio e Talca.

I PRECEDENTI – Il Cile ha il triste primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960, che fece 1.655 morti. La città di Concepcion, una delle più antiche del Paese (fu fondata nel 1550), nel 1751 fu letteralmente cancellata dalle carte geografiche a seguito di un terremoto associato ad un violento maremoto. Concepcion vive del suo porto, di pesca e dell’industria che si è sviluppata nei sobborghi di Talcahuano e di Huachipato. Vicino alla città si trovano alcune delle principali miniere di carbone del Cile e una grande base navale. Nel cuore dell’area colpita dal terremoto, fra le città di Concepcion e Talca, si trova anche la città natale del poeta Pablo Neruda, Parral.

GLI ITALIANI IN CILE La Farnesina ha avviato contatti con l’ambasciata e con le autorità locali per verificare la situazione degli italiani dopo il terremoto che ha colpito il Cile. C’è preoccupazione tra gli amici della cantante Simona Galeandro e del suo manager Nazzareno Nazziconi, che al momento del terremoto si trovavano nel paese sudamericano. Simona Galeandro, tarantina, 23 anni, è la vincitrice del Festival di Castrocaro del 2008 ed è fra le tre finaliste del concorso musicale di Vina del Mar, la cui conclusione era prevista per questa sera. Nazziconi, di Ascoli Piceno, l’aveva accompagnata. Nel Paese vivono 40mila connazionali se si tiene conto di chi ha il doppio passaporto, ma si stima che siano quasi 800mila i residenti con origini italiane.

IL RUOLO DELLA UEIntanto la Commissione Ue si è detta «pronta a fornire assistenza immediata e a coordinare gli sforzi europei se necessario». Il commissario Ue alla cooperazione e aiuti umanitari Kristalina Gheorghieva, riferisce un comunicato, non appena avuta notizia del terremoto devastante in Cile, ha attivato l’unità di crisi del centro di monitoraggio e informazione della Commissione Ue (Mic) e ha mobilitato gli esperti del dipartimento Ue per gli aiuti umanitari (Echo).

.

Redazione online
27 febbraio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_27/terremoto-cile-rischio-tsunami-devastante_bb151270-237b-11df-8195-00144f02aabe.shtml

A massive earthquake with an initial magnitude of 8.8 has struck central Chile.
http://tinyurl.com/earthquake-chile
The quake struck at 0634 GMT (3:34 a.m. local time) about 91km (56 miles) north-east of the city of Concepcion and 317km south-west of the capital, Santiago.
Buildings in Santiago were reported to have shaken for between 10 and 30 seconds, with the loss of electricity and communications.
The US issued an initial tsunami warning for Chile, Peru and Ecuador.
That was later extended to Colombia, Antarctica, Panama and Costa Rica.