Archivio | marzo 2, 2010

Il Pdl si appella al popolo, ma è un flop

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di ma.ge.

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Dal palco uno sconosciuto oratore grida contro i radicali che “vanno in giro a distribuire la droga”, davanti a lui sventolano sparute bandiere del Pdl. Sorrette da pochi giovani militanti che da ieri si alternano per la “maratona oratoria” del Pdl. Ecco, a due giorni dalla catastrofe – la mancata consegna della lista piddiellino da parte dei malcapitati Milioni e Polesi – quel che resta del Pdl romano, che ha chiamato tutti alla piazza e si è ritrovato a contare poche decine di teste più o meno rasate.

Nemmeno il cambio di piazza è servito: ieri sotto le finestre dell’ex studio Andreotti, in piazza San Lorenzo in Lucina, oggi sotto quelle di casa Previti, in piazza Farnese. La maratona oratoria, convocata all’indomani dell’esclusione della lista, è rimasta senza maratoneti, commetano i maligni. E in effetti al secondo giorno di performance anche i “big” del partito romano – da Alemanno a pinguino Gramazio – cominciano a dare forfait. Lasciando il palco agli sconosciuti. Gli argomenti non canbiano: lo scandalo Marrazzo, i radicali e la droga. E la colpa degli altri che ci hanno escluso con la forza. Ma chi ci crede?

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02 marzo 2010
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fonte immagine:  http://www.polisblog.it/

Sisma Cile, asse terrestre spostato di 8-12 centimetri e giornate più corte / Sullo spostamento dell’asse terrestre

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Sisma Cile, asse terrestre spostato di 8-12 centimetri

Prime stime da Nasa e Ingv, centro Asi a Matera lavora alle misure

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ROMA – Il terremoto di magnitudo 8,8 che due giorni fa ha scosso il Cile e’ stato meno intenso di quello di magnitudo 9,1 che nel 2004 ha colpito Sumatra, ma potrebbe aver provocato uno spostamento dell’asse terrestre maggiore. Se il terremoto di Sumatra aveva provocato uno spostamento di circa 6 centimetri, le prime stime sul terremoto del Cile indicano uno spostamento che varia dagli 8 centimetri ipotizzati dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ai 12 che emergono dai modelli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Di conseguenza le giornate sono diventate piu’ corte, anche se in modo imperccettibile. L’inclinazione dell’asse terrestre e’ infatti, insieme alla rotazione terrestre, il fattore che determina la durata del giorno solare. Quelli generati dal terremoto cileno cosi’ come dal terremoto di Sumatra sono cambiamenti minimi e impossibili da percepire. Ad esempio, secondo il Jpl dopo il terremoto in Cile le giornate saranno piu’ corte di 1,26 milionesimi di secondo.

Dopo il terremoto di Sumatra si erano accorciate di 6,8 milionesimi di secondo. ”Ci si aspetta di misurare effettivamente un movimento di qualche centimetro nell’inclinazione dell’asse terrestre, ma gli effetti sono comunque molto piccoli, con variazioni della durata del giorno di milionesimi di secondo”, ha detto Giuseppe Bianco, direttore del Centro di Geodesia Spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) a Matera. E’ qui che si sta lavorando in queste ore per raccogliere i dati dalle reti mondiali di geodesia per avere la misura reale dello spostamento. I sismologi, ha osservato il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, hanno calcolato che il terremoto in Cile ha spostato una massa lunga circa 500 chilometri, larga 200 e dallo spessore di 10 chilometri.

Lo spostamento di una massa di materia cosi’ grande ha variato l’equilibrio del pianeta e ha imposto un cambiamento, seppur minimo, nell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita. Se l’inclinazione dell’asse varia, questo cambiamento si ripercuote sulla rotazione della Terra. Di conseguenza il terremoto ha avuto un effetto su tutti e due i fattori dai quali dipende la durata del giorno.

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02 marzo 2010

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/03/02/visualizza_new.html_1709908602.html

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Piccolo di mammouth – NTV, Russian Television Channel

Spostamento dell’asse terrestre

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di Galileo Ferraresi

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Se la Terra fosse una sfera perfetta non potrebbe mantenere la rotazione attorno ad un asse, sarebbe come una palla: sempre pronta a variare l’asse di rotazione. Per nostra fortuna la Terra è leggermente schiacciata ai poli, e questo la rende simile ad un giroscopio che ruota attorno ad un asse fisso. Tutta questa stabilità sarebbe molto bella e tranquillizzante ma la differenza tra il diametro della Terra ai poli e il diametro della Terra all’equatore è di soli 44 chilometri (12.712 chilometri il minore e 12.756 il maggiore), una differenza minima che rende la Terra un giroscopio altamente instabile. Avete presente una bicicletta? Considerate una bicicletta ferma, appoggiata nella sua posizione nomale e lasciatela libera: cadrà senz’altro. Considerate ora la stessa bicicletta con una persona sopra che pedala: incredibilmente la bicicletta sta dritta, verticale.

Cosa è cambiato?
Apparentemente nulla
se non che nel secondo caso le ruote sono in movimento. Le ruote della bicicletta sono dei corpi in movimento attorno ad un asse e sono quindi parificabili ad un giroscopio. Togliete una ruota alla bicicletta, l’anteriore è più semplice, e tenetela con entrambe le mani per il mozzo (l’asse centrale in cui confluiscono i raggi), ora provate a inclinare la ruota spostando una mano più in alto dell’altra e vedrete che non avrete problemi a compiere l’operazione. Sempre tenendo la ruota per il mozzo fatela girare e riprovate ad inclinarla come avete fatto prima: sarà molto più duro se non impossibile. Per la legge fisica detta dei giroscopi più la ruota è grande, ovvero più la massa è distante dall’asse, e più velocemente gira, più la ruota, o il giroscopio che dir si voglia, sarà stabile nel suo movimento. In altre parole una bicicletta con le ruote piccole, come quella di un bambino, sarà più soggetta a cadere della bicicletta con ruote grandi di un adulto.

Applicando il principio della ruota da bicicletta al nostro pianeta si deduce che la Terra è un giroscopio molto instabile a cui basta una piccola forza esterna per essere turbato e cambiare asse di rotazione provocando catastrofi enormi.
Quando un giroscopio viene colpito da un corpo che lo induce a modificare il proprio asse di rotazione reagisce con un caratteristico movimento a cono del suo asse detto movimento precessorio, o precessione. Tale movimento tende a riportare l’asse nella posizione primitiva.

Flavio Barbiero, ammiraglio ed esperto di giroscopi per la Nato (i giroscopi sono usati per pilotare i siluri) ha calcolato che basta l’impatto di un corpo astrale con un diametro dai cinquecento ai settecento metri per spostare l’asse terrestre di circa venti gradi. Se la Terra fosse una massa rigida il movimento precessorio dell’asse la riporterebbe nella sua posizione iniziale.

Vi sarebbero distruzioni ma l’asse di rotazione resterebbe immutato.

Il nostro pianeta invece è costituito da una sottilissima crosta dura all’esterno (circa 15 – 20 chilometri di spessore), e un’enorme massa fluida all’interno. Questa specie di marmellata calda una volta variata la posizione dell’asse tende a mantenere il nuovo asse di rotazione verificatosi neutralizzando l’effetto di ritorno alla posizione precedente del giroscopio.

Nel caso di un impatto con un asteroide delle dimensioni riportate, o maggiori, oltre all’effetto distruttivo dell’impatto stesso, si verificherebbe quindi anche uno spostamento dell’asse terrestre.

A causa dello spostamento si avrebbe subito la rottura in più punti della crosta terrestre. La marmellata bollente tenderebbe ad uscire dalle fessura della sottilissima crosta fredda provocando terremoti ed eruzioni. Se a questo aggiungiamo la formazione di enormi onde in grado di spazzare le terre emerse il quadro è certamente apocalittico. La meteorologia sarebbe immediatamente stravolta e si potrebbero verificare piogge di mesi e inaridimenti di zone un tempo fertili.

Ogni anno cadono sulla terra circa 12.000 corpi celesti del diametro massimo di circa un metro, ma attorno alla Terra ruotano migliaia di corpi con orbita instabile di cui alcuni di oltre 2.000 metri di diametro. Che la Terra sia un bersaglio è fuori discussione, che lo sia stato in passato, pure, le centinaia di crateri da impatto presenti sulla sua superficie lo dimostrano. Parecchi testi antichi ci raccontano di grandi catastrofi successe nel passato: il diluvio biblico, l’epopea di Gilgamesh, la distruzione di Atlantide non sono che le più famose. In tutti questi testi si parla di onde enormi che sommergono la terra abitata, di enormi variazioni del clima; possibile che in tante parti differenti e lontane tra loro si parli delle stesse cose, quasi con le stesse parole, e tutto ciò sia solo frutto della fantasia di qualche autore? Non è possibile che questi testi ci raccontino fatti realmente avvenuti che cambiarono il corso della storia della Terra e dell’uomo?

La Terra ruota attorno ad un asse inclinato di circa ventitre gradi e mezzo rispetto al piano di rivoluzione attorno al sole, il piano dell’eclittica. L’asse di rotazione, oltre ad essere inclinato, ruota con un movimento conico, il movimento precessorio, proprio come farebbe l’asse di un giroscopio dopo che qualcosa l’ha fatto deviare dal suo asse primitivo. A causa dell’inclinazione sul piano dell’eclittica abbiamo le stagioni, la differente durata del giorno e della notte, i sei mesi di luce e di buio oltre i circoli polari.

Tutte le antiche culture ci parlano di un tempo in cui sulla Terra c’era l’eterna primavera. Come avrebbe dovuto essere la Terra per avere l’eterna primavera? Semplicemente con l’asse perpendicolare al piano dell’eclittica. In queste condizioni non sarebbe esistita la possibilità di avere un’illuminazione differente, e quindi un riscaldamento differente, nelle varie zone della Terra e la meteorologia sarebbe stata molto più semplice e stabile.

Lo scioglimento dei ghiacci che fino a dodicimila anni fa coprivano il Canada ha provocato quell’enorme accumulo di laghi e fiumi che lo caratterizza. C’è solo un’altra zona della Terra dove esistono le stesse condizioni idrogeologiche da scioglimento dei ghiacci: le piccole isole di Macquarie e Heard, esattamente agli antipodi del Canada! L’unica spiegazione che io ho trovato a ciò è che dodicimila anni fa l’asse terrestre non fosse nella sua posizione attuale ma spostato di circa ventitre gradi (stesso valore dell’inclinazione sul piano dell’eclittica) in modo da passare sulla Groenlandia e sul Grande Antartide. In queste condizioni tutta la Siberia sarebbe stata libera dai ghiacci e con un clima temperato tale da permettere la vita ad uomini ed animali.

Il mammuth è l’animale preistorico estinto di cui abbiamo la miglior conoscenza semplicemente perché da tre secoli ne troviamo a decine completamente congelati, morti di colpo con ancora l’erba tra i denti. Alcuni li troviamo soli, altri li troviamo ammassati e incastrati tra i rami e i tronchi di alberi strappati dal suolo come se una mano enorme avesse fatto delle palle di animali e piante.

Solo un grosso cataclisma come lo spostamento dell’asse terrestre può aver provocato ciò.

Se consideriamo le carte dell’ultima glaciazione, casualmente terminata anche lei dodicimila anni fa, vediamo che quella che noi consideriamo come una glaciazione in effetti non fu altro che una situazione climatica differente dall’attuale con la Siberia scoperta dai ghiacci e la crosta del gelo che copriva le isole britanniche ad eccezione del sud dell’Inghilterra. Stranamente la stessa situazione dei ghiacci si trova anche in parecchie carte medioevali disegnate con una precisione difficilmente imputabile ai cartografi dell’epoca

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fonte
www.acam.it

SCUOLA – Famiglia non paga contributo volontario, niente pagella per una liceale

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Famiglia non paga contributo volontario
niente pagella per una liceale

E’ accaduto in uno scientifico di Genova, la ragazza ha ricevuto un’informativa verbale sui suoi risultati di metà anno

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GENOVA (2 marzo) – Le scuole battono cassa e a farne le spese sono spesso gli alunni. In questo caso è stata una liceale genovese che è stata informata verbalmente dei voti del primo quadrimestre, in quanto il liceo che frequentava non ha investito per lei nella ,pagella cartacea, dal momento che la famiglia non aveva versato il contributo facoltativo.

E’ accaduto al liceo scientifico Cassini di Genova: tra i genitori e il preside si è aperto un contenzioso che è approdato alla direzione scolastica provinciale, come racconta il Secolo XIX. Al centro della disputa è il carattere volontario o obbligatorio del contributo spese per la pagella, il libretto giustificazioni ed altro dovuto, insieme al versamento della tassa all’Agenzia delle Entrate, dai genitori degli studenti che hanno compiuto i 16 anni (prima di questa età l’istruzione è completamente gratuita). Gli istituti medi superiori, alle prese con le ristrettezze di fondi, contano sempre di più su questi introiti per far quadrare i bilanci.

In un’altra scuola, l’Istituto Nautico San Giorgio l’estate scorsa, i quadri di fine anno erano stati sbianchettati in corrispondenza degli studenti che non avevano pagato i 5 euro chiesti a tutte le famiglie come risarcimento per i danni procurati all’istituto da ragazzi vivaci ma mai identificati.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=93231&sez=HOME_SCUOLA

Sì alle legge anti-corrotti, il testo però ancora non c’è

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Sì alle legge anti-corrotti, il testo però ancora non c’è

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l provvedimento anti-corruzione di cui il governo si è occupato nell’ultima decina di giorni è stato approvato in Consiglio dei ministri. Nel senso che non tornerà più a palazzo Chigi, ma ancora non è nato in forma di compiuto articolato di legge. Ancora da definire, in particolare, la norma che estende ai parlamentari – questa la vera novità rispetto al testo esaminato nella precedente riunione del Consiglio dei ministri del 19 febbraio – l’ineleggibilità per cinque anni, inizialmente prevista solo per gli amministratori locali, in caso di condanna definitiva per reati come peculato, corruzione, concussione, malversazione. A esprimere soddisfazione per primo è stato il ministro Calderoli, promotore dell’estensione delle sanzioni interdittive a deputati e senatori, ma è stato lo stesso esponente della Lega ad osservare che il testo definitivo ancora non c’é: «Va assemblato col concorso dei tecnici degli altri ministeri interessati», che sono Giustizia, Funzione pubblica e Welfare. Sono infatti gli esperti di via Arenula che dovranno sciogliere alcuni nodi riguardanti, in particolare, i meccanismi di ineleggibilità o di incandidabilità dei parlamentari su cui non esiste nel governo identità di vedute. Questa incertezza, su un testo approvato «salvo intese», ha probabilmente fatto sì che la conferenza stampa di Alfano, Brunetta e La Russa, che ha seguito la riunione del governo, si interrompesse insolitamente subito dopo le dichiarazioni dei tre ministri non consentendo ai giornalisti di fare domande. Di qui la protesta dell’Associazione della stampa parlamentare.

Il Guardasigilli Alfano, illustrando le nuove misure che inaspriscono tra un terzo e la metà le pene per reati contro la Pubblica amministrazione, ha detto: «Abbiamo voluto affermare ulteriormente che rubare è una cosa gravissima e che farlo nella Pa è un disvalore aggiuntivo. I nostri partiti – ha proseguito il ministro della Giustizia – non hanno bisogno di rubare per sopravvivere. Chi ruba lo fa per sé e paga». Oltre le Camere sbarrate, i condannati in via definitiva non potranno accedere per sempre alle cariche di presidente di Regioni, Provincie, di sindaco, di assessore, consigliere comunale e provinciale etc. Il ddl approvato prevede inoltre un ”Piano nazionale anticorruzione“ messo a punto dal ministro Brunetta a cui si accompagnerà un Osservatorio sulla corruzione e ci sarà anche un Authority per gli appalti. Misure che prevedono – da parte delle varie Amministrazioni pubbliche – la «valutazione e la mappatura» dei livelli di corruzione dei diversi uffici. L’obiettivo è quello di favorire la «buona e trasparente gestione che genera il vero freno alla corruzione». Un altro aspetto innovativo del ddl è quello sostenuto dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che prevede l’introduzione del ”fallimento politico“ per gli amministratori di Regioni e enti locali che – nella logica del federalismo fiscale – rappresenta il passaggio dall’attuale irresponsabilità alla responsabilità nella gestione della finanza locale, nei confronti specialmente di una spesa sanitaria incontrollata.

Piuttosto fredda l’accoglienza del provvedimento da parte dell’opposizione, nonostante l’invito di La Russa a «non dividersi in Parlamento sulle virgole». Se per il solo Casini le norme approvate dal governo «vanno bene, se poi nelle liste non ci saranno personaggi discutibili», per Pd e Idv si tratta, di fatto, di «uno spot elettorale del governo». «Ci troviamo – dice la senatrice Finocchiaro – di fronte solo a dichiarazioni di principio. Nessuna misura concreta e efficace, semmai ad un appesantimento delle procedure amministrative». E per Di Pietro «si tratta, ancora una volta, di una trovata alla Wanna Marchi». Di tutt’altra opinione è Gianfranco Fini, «lieto» dell’accoglienza della sua proposta per l’ineleggibilità di chi è stato condannato con sentenza definitiva per reati contro la Pa. Il presidente della Camera, che tuttavia non vuole «mettere bandierine su cose condivise da tutti», si compiace per il buon esempio dato alla pubblica opinione». di Mario Stanganelli Il Messaggero

Corruzione. In base all’art. 319 codice penale il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Di questo reato (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) può essere ritenuto responsabile anche un consigliere regionale

Pene più alte e nuovi reati. Le pene per i reati contro la Pubblica amministrazione vengono aumentate, nei minimi e nei massimi, da un terzo alla metà. I reati previsti sono quelli di cui alla lettera B del Testo Unico Enti Locali: peculato; peculato mediante profitto dell’errore altrui; malversazione a danno dello Stato; concussione; corruzione per un atto d’ufficio; corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; corruzione in atti giudiziari; corruzione di persona incaricata di pubblico servizio. L’elenco dei reati, nello stesso ddl, verrà esteso a delitti gravissimi quali l’attentato contro l’indipendenza e l’unità dello Stato, l’associazione sovversiva o con finalità di terrorismo, l’attentato alla Costituzione e, tra l’altro, la turbata libertà delle aste.

Ineleggibilità per i condannati. Ai condannati con sentenza passata in giudicato per i reati sopra elencati verrà impedito l’ingresso in Parlamento per cinque anni. Egualmente sbarrato l’accesso a ogni carica a livello locale, da presidente di Regione, Provincia o sindaco a consigliere di qualsiasi assemblea elettiva. Introdotta anche la misura del ”Fallimento politico“ per gli amministratori di Regioni e enti locali. «Come nell’assetto civilistico – ha detto il ministro Sacconi – le amministrazioni devono ”fallire“ nel momento in cui vengono registrati indicatori di bilancio negativi in assoluto o rispetto alle precedenti gestioni. I ”libri“ non verranno portati in tribunale ma, in seguito a commissariamento, al popolo elettore con la conseguenza della ineleggibilità».

Istituito l’albo delle ditte “pulite”. Nell’ambito del Piano nazionale anti-corruzione che, tra l’altro, prevede la rotazione dei dipendenti delle Amministrazioni pubbliche più esposti a rischio, si stabilisce l’istituzione, presso ogni Prefettura, di un elenco di fornitori e prestatori di servizi non soggetti a rischio di inquinamento mafioso. Saranno le stesse Prefetture ad effettuare verifiche periodiche sulla perdurante insussistenza dei rischi di inquinamento e, in caso di esito negativo, a disporre la cancellazione dell’impresa dall’elenco. Il ministro Brunetta ha annunciato anche un’Authority per gli appalti per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Una particolare attenzione sarà applicata a tutti gli appalti pubblici di importo superiore a 150 mila euro.

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02 marzo 2010

fonte:  http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/si-alle-legge-anti-corrotti-il-testo-pero-ancora-non-ce.html

ECONOMIA – Boom di fallimenti, Nord sotto stress

1/3/2010 (21:28) – LA CRISI MORDE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Boom di fallimenti, Nord sotto stress

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Particolarmente colpite le costruzioni e l’industria. Fine 2009 col batticuore: chiudono oltre 9mila aziende. Nel caos Lombardia, Veneto, Emilia e Lazio

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MILANO
Non si ferma il boom dei fallimenti in Italia,
con tante imprese che chiudono soprattutto al Nord. Particolarmente colpite le piccole e le medie imprese, così come il settore delle costruzioni e l’industria nel suo complesso.

È il quadro che esce dal rapporto Cerved group, secondo il quale anche i concordati preventivi aumentano di numero.

Nel 2009 sono infatti state piu di 9 mila le imprese italiane che sono fallite (esattamente 9.255), il 23% in più rispetto al 2008. E l’ultimo trimestre dell’anno scorso è stato ancora molto duro: tra ottobre e dicembre sono state aperte quasi 2.900 procedure fallimentari, il 15% in più rispetto allo stesso periodo del 2008, trimestre nel quale si era già registrato un aumento del 43% rispetto al 2007.

Dopo la brusca caduta delle procedure seguita alla riforma della disciplina sulla crisi d’impresa – spiega il Cerved – dall’aprile del 2008 i fallimenti hanno iniziato una corsa che dura da sette trimestri consecutivi, con tassi di crescita sempre a due cifre.

L’impennata dei fallimenti ha toccato soprattutto il Nord: con un incremento del 25% nell’ultima parte dell’anno, nei dodici mesi del 2009 le procedure sono cresciute nel Nord Ovest del 33%, nel Nord Est del 26%, nel Centro, nel Sud e nelle Isole del 16%. La Regione più colpita è anche quella con il maggior numero di imprese: la Lombardia, dove nel 2009 sono fallite 1.963 aziende (il 21% del totale nazionale) contro le 1.510 del 2008 (+30%).

Seguono, in termini assoluti, il Veneto con 880 fallimenti e il Lazio con 870, ma va male anche l’Emilia Romagna (766). Rispetto alle imprese presenti sul territorio, è il Friuli la regione maggiormente colpita (’insolvency ratiò pari a 22 punti), seguita dalla Lombardia e dall’Umbria.

Le statistiche per dimensione di impresa confermano che i fallimenti toccano soprattutto aziende di piccola dimensione: il 75% delle società di capitale chiuse aveva un attivo inferiore a 2 milioni di euro tre anni prima dell’insorgere della crisi. Con un aumento del 33% dei fallimenti nell’ultimo trimestre 2009, le costruzioni risultano il settore che conta il maggior incremento di procedure nel corso dell’anno (+31%), seguito dall’industria (+26%). E in Italia è ancor più in crescita il ricorso al concordato preventivo: secondo Cerved Group, nel 2009 le imprese italiane hanno presentato oltre 900 domande di concordato (+62% rispetto al 2008), con una corsa nell’ultimo trimestre dell’anno scorso che – come i fallimenti – ha solo leggermente rallentato: +33% rispetto allo stesso periodo del 2008.

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fonte:  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201003articoli/52715girata.asp

Un sit-in contro il “bavaglio” ai talk show. E al posto di Ballarò il documentario “Dittatura” sull’avvento del fascismo

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Questa sera alle 20 manifestazione davanti ai cancelli di via Teulada
E’ polemica tra Vespa e Santoro. Appello ai presidenti delle Camere

Un sit-in contro il “bavaglio” ai talk show
Aderiscono sindacati, politici e il popolo viola

E stasera al posto di Ballarò va in onda il documentario “Dittatura” sull’avvento del fascismo

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ROMA Una manifestazione di protesta contro la decisione di cancellare le trasmissioni d’informazione della Rai in nome della par condicio è in programma per questa sera alle 20, davanti ai cancelli di via Teulada (dove ci sono gli studi di Ballarò, che sarebbe dovuto andare in onda stasera). A organizzarla,i sindacati Usigrai e Fnsi. E intanto la polemica, sulla contestata decisione dei vertici di Viale Mazzini, non si spegne: anzi si riaccende tra due dei conduttori i cui programmi sono stati fermati, Bruno Vespa e Michele Santoro.

Le adesioni. Dicono sì alla manifestazione il popolo viola, l’Idv, vari altri esponenti politici dell’opposizione, i comitati BoBi (Boicotta il Biscione) e Liberacittadinanza, e altre associazioni. Nel mirino la pronuncia di ieri del consiglio di amministrazione dell’azienda, che per applicare le regole dettate dalla Commissione di Vigilanza, con una maggioranza di 5 a 4, ha decretato il silenzio dei talk show fino alla fine della campagna.

La polemica Vespa-Santoro. Il primo, in un’intervista alla Stampa, getta la responsabilità dell’accaduto sull’altro, definendolo “l’Attila della par condicio”. E il conduttore di Annozero replica a stretto giro: ”Vespa è il mio Gerovital – dichiara – mi sta facendo tornare ragazzino, quando andavamo a scuola c’era sempre quel compagno di classe un po’ birbantello che indicava l’altro come responsabile delle marachelle”. ”Ma noi ci battiamo anche per lui – aggiunge – perché quello che sta succedendo non ha precedenti nella storia della tv occidentale’. Controreplica di Vespa: “Non mi sta bene che per le marachelle ripetute di un alunno, venga sospesa tutta la classe”.

Le critiche alla decisione Rai. E un appello ai presidenti delle Camere contro quello che viene definito il “bavaglio” all’informazione viene sottoscritto dagli europarlamentari Rita Borsellino e David Sassoli, dal vicepresidente del Pd al Senato Luigi Zanda e dal candidato governatore della Puglia Nichi Vendola. Contro la norma cancella talk-show si pronuncia anche Farefuturo, la fondazione che fa capo a Gianfranco Fini: “Si cancella la politica in nome del coprifuoco di idee – scrive Filippo Rossi, direttore del periodico online Ffffwebmagazine – nasconderla sotto il tappeto come se fosse la cosa più sporca del paese”.

La difesa del Cda. Lo stop fino al voto dei talk show era l’unica via per applicare il regolamento della Vigilanza senza incorrere in sanzioni: lo dichiarano i consiglieri Rai di maggioranza Giovanna Bianchi Clerici, Alessio Gorla, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Rositani, Antonio Verro.

E al posto di Ballarò… Stasera su RaiTre in prima serata andrà in onda un documentario della Grande storia dal titolo “Dittatura”. Tema del programma, ll’avvento del fascismo in Italia: a partire dal famoso discorso di Mussolini sul “potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli”. Una scelta, quella dei vertici di RaiTre, che forse è casuale. O forse no.

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02 marzo 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/03/02/news/sitin_par_condicio-2481533/?rss

CAOS ELEZIONI – Nel Lazio escluso anche il listino Polverini

Se la lista non verrà riammessa la Polverini non sarà più candidata alla Presidenza della Regione Lazio

Nel Lazio escluso anche il listino Polverini

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Si accumulano i problemi sulla coalizione di centrodestra per le elezioni regionali del Lazio. Dopo la lista del Pdl nella provincia di Roma, anche il listino della candidata presidente Renata Polverini non è stato ammesso alle elezioni dall’ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello. Lo ha reso noto lo stesso ufficio elettorale. La mancata accettazione del listino sarebbe dovuta all’assenza della firma di uno dei rappresentanti di lista, di cui l’ufficio elettorale si sarebbe accorto solo successivamente all’accoglimento.

Un errore che, secondo ambienti del Pdl del Lazio, «sarà superato ben presto e non inficerà la regolare ammissione della lista». Fatto sta che, in conseguenza dell’esclusione del listino a lei collegato, al momento Reanata Polverini non può più considerarsi candidata alla presidenza della Regione Lazio. Secondo la legge elettorale regionale, infatti, il candidato presidente è necessariamente capolista del listino a lui collegato. La Polverini avrebbe saputo dell’esclusione del suo listino dalle agenzie questo pomeriggio nella sede del suo comitato elettorale in via Imbriani a Roma. Subito dopo, visibilmente contrariata – riferisce l’agenzia Ansa – è uscita dalla sede e si è allontanata in macchina, annullando il successivo appuntamento elettorale. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa.

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Il Pdl punta al Tar per salvare le elezioni laziali

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02 marzo 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/03/polverini-listino-escluso.shtml?uuid=4bac7418-2601-11df-a13d-158f9b56f08f&DocRulesView=Libero

Rogo Thyssen, non rispondono ai giudici 3 dei 5 ispettori della Asl indagati

Rogo Thyssen, non rispondono ai giudici 3 dei 5 ispettori della Asl indagati

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TORINO (2 marzo) – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tre dei cinque ispettori dell’Asl 1 di Torino indagati, a vario titolo, nel processo Thyssenkrupp. Sono accusati di aver favorito la multinazionale tedesca, al centro dell’inchiesta per il rogo in cui persero la vita sette operai nello stabilimento torinese, con controlli annunciati e prescrizioni tardive. I reati che l’accusa contesta loro sono quelli dell’abuso in atti d’ufficio e del falso ideologico. Tra i capi di imputazione nei loro confronti anche quello della lesione personale colposa, in concorso con uno degli indagati per il rogo del dicembre 2007. Quest’ultimo reato si riferisce ad un infortunio sul lavoro verificatosi nel 2006, quindi prima dell’incidente mortale allo stabilimento torinese.

La tardiva prescrizione dell’Asl avrebbe, secondo l’accusa, in qualche modo causato questo incidente. Nel corso dell’udienza, come teste della difesa, è stato ascoltato come testimone anche un dipendente della Thyssen che, all’epoca dei fatti contestati, ricopriva il ruolo del responsabile del persone dell’acciaieria torinese.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=93221&sez=HOME_INITALIA

SALUTE – Brevettato l’osso sintetico: basta un’iniezione per riparare la frattura

Brevettato l’osso sintetico:
basta un’iniezione per riparare la frattura

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Studiato dai ricercatori del Cnr e della Finceramica Faenza
Potrà essere usato anche nell’osteoporosi

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ROMA (2 marzo) – Un’iniezione per riparare un osso rotto. È un nuovo materiale, perfezionato e brevettato dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli, che può essere utilizzato come sostituto osseo per riparare fratture da traumi e intervenire nelle patologie del sistema scheletrico e nella perdita di sostanza ossea all’osteoporosi. La novità è costituita da «un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile», spiega Luigi Ambrosio dell’Imcb-Cnr di Napoli, «iniettabile attraverso tecniche chirurgiche o vie d’accesso anatomiche mini invasive.

La solidificazione avviene in pochi minuti, compatibilmente con i tempi della chirurgia, colmando il difetto osseo e stimolando la rigenerazione». Una volta riassorbito, infatti, il materiale attiva «il processo di rigenerazione del tessuto osseo, come dimostrato – precisa Ambrosio – da studi preclinici realizzati dagli Istituti ortopedici Rizzoli di Bologna, riparando così fratture che presentano tempi lunghi di recupero o riempiendo cavità dovute a interventi chirurgici particolarmente demolitivi». Inoltre, specifica il ricercatore, «questo materiale si differenzia dagli attuali cementi ossei perchè fornisce migliori proprietà meccaniche ed evita lo sviluppo di calore durante la fase di indurimento e i conseguenti danni ai tessuti circostanti».

La similarità chimico-fisica con la fase minerale dell’osso, unita a un alto grado di purezza delle materie prime impiegate, «rende questo materiale altamente biocompatibile, evitando effetti collaterali come allergie, nonchè osteo-conduttivo e osteo-promozionale, cioè capace di integrarsi pienamente con il tessuto nativo». Si è arrivati a questo risultato grazie al lavoro d’equipe di chimici, fisici, ingegneri, biologi, medici e chirurghi che hanno collaborato per realizzare un materiale biomimetico, in grado di replicare sia la composizione chimica sia l’architettura tridimensionale dell’osso naturale, garantendo così il ripristino strutturale del difetto e il recupero funzionale degli apparati».

Il campo di applicabilità, chiarisce Ambrosio, «riguarda tutte le patologie che coinvolgono il sistema scheletrico: dalle più comuni legate al fattore età, quali osteoporosi, artrosi e artriti, alle più gravi, quali sarcomi e cisti ossee». Con il materiale brevettato saranno ora realizzati dei prototipi e si proseguirà con le sperimentazioni pre-cliniche sui pazienti e con le realizzazioni industriali.

Il nuovo materiale è stato brevettato dall’Imcb-Cnr di Napoli e Finceramica Faenza S.p.a., società spin-off dall’Istituto della scienza e tecnologia dei materiali ceramici del Cnr (Istec-Cnr) di Faenza, che si occuperà del potenziale sfruttamento industriale.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=93228&sez=HOME_SCIENZA

DURO COLPO ALLA SALUTE – Bruxelles, si alla patata Ogm ed al mais transgenico importato / I Verdi: pronti al referendum

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Amflora potatoes

Sì alla patata modificata
Bruxelles apre agli Ogm

Disco verde della Commissione europea alla patata transgenica Amflora, per uso industriale. Stop alla moratoria che durava dal 1998. Sì anche all’importazione di mais Ogm non coltivato in Europa

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BRUXELLES – Via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora, per uso industriale nonché l’utilizzo dei prodotti dell’amido della stessa come mangime. Una decisione che pone fine alla moratoria in vigore dal 1998. Si tratta del primo sì della Ue ai prodotti ogm, dopo anni di dibattiti e seri dubbi sulla natura di questo tipo di coltivazioni.
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Il via libera sarà accompagnato dal lancio del dibattito politico sul futuro del dossier degli Ogm nell’Ue seguendo la linea del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha dichiarato nelle scorse settimane “di non voler imporre la coltura degli Ogm in Europa”. Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l’alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri tre nuove varietà di mais Ogm, tutte destinate all’importazione e la commercializzazione per l’alimentazione degli animali.
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La patata Amflora, modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l’Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, che ha dato il suo via libera ‘tecnico’, e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l’Emea (agenzia Ue del farmaco) e l’Oms. La controversia riguardava la presenza, nell’Ogm, di un gene ‘marker’ che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. L’Efsa ha dato il suo via libera nonostante il fatto che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell’ambiente, proibisca espressamente l’autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana.

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A più riprese, negli anni scorsi, la commissione aveva cercato di ottenere il sostegno degli stati membri nel comitato di regolamentazione degli Ogm e in Consiglio Ue, senza mai ottenere la maggioranza richiesta per l’autorizzazione alla coltura. Le norme Ue, tuttavia, danno all’esecutivo comunitario il potere di assumere da solo la decisione sull’autorizzazione, se non si esprime contro almeno la maggioranza qualificata degli stati membri. Dopo che il precedente commissario all’Ambiente, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta, il suo successore, il maltese John Dalli, ha creduto bene di marcare con questa decisione il suo primo atto pubblico, che spiegherà durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles.
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E a proposito di “stop alla moratoria” arriva la reazione del ministro italiano alle Politiche agricole alimentari e forestali. Luca Zaia ribadisce infatti “che l’Italia proseguirà nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini”. “Noi – ha concluso il Ministro – non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall’alto, comprometta la nostra agricoltura”.
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02 marzo 2010
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Così si scriveva nel maggio 2009..

https://i0.wp.com/ilserpentedigaleno.blogosfere.it/images/MaisOgm.jpgMais Ogm Mon810

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Il rimpallo delle competenze dei ministeri italiani e intanto il mon810 continua ad arrivare sulle nostre tavole

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di Massimilla Manetti Ricci

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Mon810. Non è un codice segreto tratto da un film di Bond, James Bond, bensì ahimé la sigla di una varietà di mais OGM nociva alla salute, come già evidenziato da altri paesi europei.

E’ alla base dei mangimi zootecnici e la sigla fa capo alla multinazionale americana Monsanto, che coltiva l’unico mais ogm autorizzato sul territorio europeo.

Il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia fa sapere che potrebbe essere nocivo per la salute anche degli italiani, ma che è compito del Ministero della Salute prendere provvedimenti.

Così comincia il rimpallo delle attribuzioni di competenze che penso non importi a nessun cittadino che vorrebbe, invece, essere tutelato dal proprio Stato.

Già altri 6 paesi europei hanno infatti vietato il mais della Monsanto tra i quali Germania, Francia, Austria, Grecia, Ungheria e Lussemburgo, attraverso il principio di precauzione.

Questo mais ogm è stato ottenuto modificando il DNA con l’introduzione di un gene con lo scopo di sviluppare un cereale resistente a 2 parassiti, piralide e sesamia.

Orbene, una ricerca dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca Alimenti e Nutrizione), finanziata dal Ministero dell’Agricoltura ha scoperto che tale mais nuoce ai topi di laboratorio e probabilmente anche agli uomini, provocando modificazioni del sistema immunitario con reazioni allergiche.

E adesso?

Quando l’Italia si deciderà ad applicare la salvaguardia?

Per l’INRAN il problema è anche legato ad un concetto scientifico di ogm superato.

Infatti risale agli anni ’80, quando si pensava che modificando un gene non si provocassero effetti indesiderati, mentre la sperimentazione ha dimostrato che non è così: non si può sapere a priori le interazioni che vengono a crearsi quando si introduce un gene diverso in un organismo.

Anche l’EFSA (l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) è stata ampiamente criticata dalla Francia e da altri paesi dell’Unione per il suo operato  pro OGM assai discutibile: gli esperimenti a scopo alimentare sono stati condotti in modo a dir poco superficiale, della durata di soli 3 mesi, su ratti e ammettendo gli stessi effetti sui maschi e femmine, e proporzionale alle dosi scelte.

Un assurdità perché per esempio gli effetti ormonali e cancerogeni non sono simili nei 2 sessi a priori, nè tantomeno proporzionali alle quantità di ogni dose scelta.

Il paradosso è che non possiamo sapere cosa mangiamo, quanto ogmi arriva sulla nostra tavola e quanto possa danneggiare la salute, ma è anche peggio pensare che le diatribe ministeriali e la politica economica prevalgono sulla tutela del cittadino.

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fonte:  http://ilserpentedigaleno.blogosfere.it/farmaci_e_alimentazione/11.html

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OGM: VERDI, GRAVE DECISIONE BRUXELLES. PRONTI A REFERENDUM

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(ASCA) – Roma, 2 mar – ”La decisione della Commissione europea di autorizzare la coltivazione della patata Amflora prodotta dalla multinazionale Bayer e’ gravissima e inaccettabile. Per questo i Verdi sono pronti a presentare un quesito referendario gia’ dalla prossima settimana per evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia”. Lo rende noto un comunicato della Federazione dei Verdi.

La coltura autorizzata, prosegue la nota dei Verdi, ”presenta dei profili di rischio molto alti perche’ avrebbe un gene marker che provoca resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana. In questo modo non solo e’ stato violato il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l’autorizzazione per gli Ogm che contengono geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana”.

Si tratta, proseguono i Verdi, ”di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualita’ e biologica: insoma a rischio c’e’ tuto il made in Italy agrolimentare. I Verdi si mobiliteranno con forza per per difendere la tradizione agroalimentare del nostro paese e la salute dei cittadini dalle colture geneticamente modificate: quella che abbiamo davanti sara’ una nuova stagione di referendum, sugli ogm, sul nucleare e sulla privatizazione dell’acqua per salvaguardare l’ambiente, la salute dei cittadini e i loro diritti ai beni comuni”.
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fonte:  http://www.asca.it/news-OGM__VERDI__GRAVE_DECISIONE_BRUXELLES__PRONTI_A_REFERENDUM-898291-ORA-.html