Archivio | marzo 4, 2010

Caos liste, Berlusconi vede Napolitano. Dubbi del Colle sul decreto: salta il Cdm straordinario. Il no di Pd e Idv

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Caos liste, Berlusconi vede Napolitano. Dubbi del Colle sul decreto: salta il Cdm straordinario. Il no di Pd e Idv

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Berlusconi vuole un decreto per risolvere il pasticcio delle sue liste in Lombardia e nel Lazio. Dopo una giornata di vertici a palazzo Grazioli, prima con lo stato maggiore della Lega, poi con i big del Pdl, il premier ha incontrato per un’ora il presidente Napolitano al Quirinale, insieme a Gianni Letta e ai ministri Maroni, Calderoli e La Russa. Ma l’ipotesi di tenere un Consiglio dei ministri straordianrio già stasera, subito dopo il vertice al Colle, è sfumata. La riunione del governo è stata rinviata a domani, forse. Oppure cancellata. Dopo il vertice al Colle, il premier si è riunito a palazzo Chigi con Letta ed i ministri Maroni, Calderoli, Scajola, Brunetta, La Russa, Matteoli. Presente anche il consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio Claudio Zucchelli.

Evidentemente i dubbi del Colle hanno suggerito un’ulteriore pausa di riflessione. Berlusconi sarebbe arrivato al Colle con in tasca alcune ipotesi di decreto urgente: la principale per un rinvio del voto in Lombardia e nel lazio, da tenersi tra aprile e giugno in concomitanza con le comunale di Bologna, previste per il 2011 ma anticipate per ammorbidire il Pd che da tempo chiede di evitare al copoluogo emiliano un anno di commissariamento.

Troppo stretti i tempi per un disegno di legge, che avrebbe comunque bisogno di almeno una settimana per poter essere approvato da entrambi i rami del Parlamento, Berlusconi ha puntato tutto sul decreto. Ma, in assenza di commenti ufficiali del Quirinale (nessun commento è stato reso pubblico al termine dell’incontro), è possibile immaginare che il Colle abbia manifestato più di un dubbio sull’opportunità di un decreto che entrasse a gamba tesa sulle regionali di marzo, rinviandole in almeno due regioni per rimediare ai pasticci del Pdl. E la riammissione del listino della Polverini, avvenuta proprio stasera ad opera della Corte d’Appello di Roma, potrebbe aver contribuito a far calare la tensione nel Pdl.

Parlando oggi con i vertici del Pdl, Berlusconi aveva fatto capire di non aver intenzione di forzare la mano al Capo dello Stato, né di procedere in presenza di un parere negativo del Colle. Al telefono con alcuni esponenti del Pdl il Cavaliere è stato chiaro: «Io non voglio guerre istituzionali, cercherò con il Capo dello Stato di trovare una soluzione a questa situazione». Anche il presidente della Camera spinge per una soluzione che naturalmente abbia l’avallo della presidenza della Repubblica. Nessun braccio di ferro istituzionale, ha fatto sapere la terza carica dello Stato.

Intanto la Polverini tira il fiato: ieri sera, poco dopo la conclusione della manifestazione del Pdl in piazza Farnese a Roma (alcune centinaia di persone in piazze, insieme alla Polverini, ad Alemanno, Gasparri e Cicchitto), la Corte d’Appello di Roma ha reso noto che il listino della candidata è stato riammesso alle elezioni.  La presentazione del listino mancava di una procura, ovvero la firma di uno dei due presentatori, il vice coordinatore regionale del Pdl Alfredo Pallone. La firma mancante è stata integrata nel ricorso presentato ieri mattina. Sempre secondo quanto si apprende dalla Corte d’appello la decisione è stata motivata in un provvedimento di quattro pagine che sarà pubblicato domani.

«Nel pomeriggio Napolitano aveva manifestato pubblicamente le sue perplessità: «Ancora non c’è nulla di definito, in alcun modo. La situazione è molto fluida, quando arriverò a Roma stasera, vedrò» aveva detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a proposito dei problemi sulla presentazione delle liste per le elezioni regionali. È possibile una soluzione politica? «Se qualcuno mi spiega cos’è, e da parte di chi e su che cosa, la esaminerò» ha risposto.

Il no del Pd «Lo dico perchè si capisca: sia chiaro che qualsiasi intervento di urgenza sulla materia elettorale in corso d’opera sarebbe totalemente inaccettabile», dice pier luigi bersani dal palco della città della scienza di Napoli. «Calma e sangue freddo- dice il leader del Pd rivolto al Pdl- perchè ne girano troppe». A chi parla di «accordi» tra il Pd e il Pdl, di scambi con il voto a Bologna, Bersani replica a muso duro: «Non stiamo facendo niente. Sto dicendo in tutte le lingue che siccome abbiamo delle regole, e c’è chi deve presidiarle, con ben cinque passaggi istituzionali possibili, lasciamo lavorare chi deve lavorare. Noi siamo interessati a un ordinato svolgimento delle elezioni, ma lasciamo lavorare gli organi di garanzia». «Il nervosismo del centrodestra è alle stelle – conclude Bersan – mettono in giro voci di accordi più o meno taciti che non esistono. La nostra posizione è chiara»

E Luigi Zanda, chiama in causa Maroni: «L’altro ieri il ministro dell’interno, competente in materia elettorale, affermava che “non si possono cambiare le regole, non c’è spazio per fare un provvedimento d’urgenza da parte del governo”. Appena dieci giorni fa, sempre Maroni, aveva dichiarato che “a un mese dalle elezioni non si può cambiare la legge elettorale”. Oggi, invece, sembra che Berlusconi voglia riunire nottetempo il cdm per emanare addirittura un decreto legge. Spero che questa ipotesi non sia vera. Ma se lo fosse, salterebbero due principi fondamentali di uno stato di diritto. Salterebbe la divisione dei poteri perchè il provvedimento del governo verrebbe emanato per correggere una decisione giudiziaria. Ma salterebbero anche le garanzie procedurali per le elezioni perchè un decreto legge sarebbe nè più nè meno di una legge elettorale su misura per una coalizione».

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, dice no a qualunque ipotesi di decreto o di rinvio delle elezioni: «Basta con le leggi ad personam. Aspettiamo la decisione dei magistrati senza fare da sponda a chi vuole piegare la legge a uso e consumo proprio. Fare un decreto legge ex post, addirittura riguardo alla legge elettorale, ci sembrerebbe davvero un golpe». Diversa la posizione del segretario Udc, Lorenzo Cesa: «È molto difficile pensare a uno spostamento delle elezioni. Se invece governo e maggioranza volessero assumersi l’onere di adottare un provvedimento, un decreto, riteniamo di poterlo valutare positivamente, non faremo opposizione».

Molto netta la posizione di Emma Bonino: «In queste ore sento parlare di decreto, ma io non voglio accordi, non voglio soluzioni aumma aumma. Sento parlare di appelli ma quelli di avere elezioni regolari sono diritti indisponibili. Non chiedere il rispetto delle leggi è da autolesionisti. Chi non lo chiede sono i prepotenti perchè a loro non servono. Ma agli altri servono».

Il Pdl dunque ha scelto di bipassare la via dei ricorsi, che pure è stata percorsa fin ora. In mattinata sono stati presentati al Tar della Lombardia due ricorsi, uno da parte di Roberto Formigoni e uno dalla lista Pdl lombarda sulla non ammissibilità di oltre 500 firme a sostegno del listino del governatore. La decisione del Tar è attesa per martedì, ma è possibile che il tar lombardo convochi una camera di consiglio straordinaria entro fine settimana per accelerare la pratica. In caso di risposta negativa Formigoni ha annunciato che ricorrerà al Consiglio di Stato. Per domani è attesa la presentazione del ricorso al Tar della lista Pdl del Lazio.

Un’inchiesta a Milano sulle firme Pdl La procura di Milano aprirà un’inchiesta sulle firme raccolte dal Pdl a sostegno della lista di Formigoni. Si tratta di un atto dovuto in seguito all’esposto presentato dai radicali. Con la denuncia viene richiesta anche una perizia calligrafica. Toccherà alla magistratura verificare eventuali irregolarità in ordine a reati di falso in atto pubblico e falsità ideologica. L’esposto, finito sul tavolo dell’aggiunto di turno Armando Spataro, sarà dato domani all’aggiunto Edmondo Bruti Liberati, responsabile del dipartimento pubblica amministrazione.

Formigoni attacca i giudici Intanto Formigoni attacca la Corte d’Appello di Milano che ha bocciato il suo listino: «Abbiamo riscontrato comportamenti dell’ufficio centrale regionale presso la corte d’appello di gravissima irregolarità», ha detto in una conferenza stampa. Secondo Formigoni, l’ufficio centrale regionale ha accolto le liste e il listino del centrodestra e «quindi, compiendo un’irregolarità, ha accolto il ricorso dei radicali che era improponibile ai sensi della legge». Formigoni ha quindi spiegato che l’ufficio centrale ha dato agli esponenti della lista Bonino-Pannella «la disponibilità delle nostre liste lasciandole nelle loro mani per 12 ore. Dal punto di vista teorico avrebbero potuto compiere qualsiasi attività manipolatoria compresa la sottrazione dei documenti». Formigoni ha quindi sottolineato che solo dopo il controllo fatto dai radicali l’ufficio centrale ha riscontrato le irregolarità nelle liste.
Il presidente della Lombardia ha quindi spiegato che con i legali «stiamo valutando le denunce da presentare alla procura della repubblica. Per ora abbiamo riscontrato violazioni di legge indiscutibili ma per ora possiamo dire che interverremo contro ignoti». «Ciò che è certo – ha proseguito – è che siamo di fronte a una manovra organizzata e ordita da più soggetti per recare nocumento al centrodestra della Lombardia». Formigoni haconclsuo affermando che in seguito ai controlli effettuati «anche la lista di Penati merita una verifica, perché a nostro giudizio non può essere ammessa».

L’ipotesi di “scambio” con Bologna Non mancano dure repliche all’ipotesi del Pdl di un rinvio del voto in Lombardia e Lazio in cambio di accorpamento con le comunali di Bologna, da tenersi tra aprile e giugno. Un’ipotesi respinta da Franco Grillini dell’Idv: «Com’è noto il centrodestra ha detto no a una legge per far votare Bologna in giugno ed evitare un lungo commissariamento. Ora a causa del caos delle liste per le regionali in Lazio e in Lombardia si avanza da destra l’ipotesi di uno scambio per il rinvio a giugno del voto che sarebbe comprensivo anche del voto per Bologna che improvvisamente e magicamente si potrebbe fare. Si tratta di una proposta inaccettabile e offensiva». D’accordo la deputata e portavoce di Prodi Sandra Zampa:  «Sono profondamente indignata e sbalordita. Gli stessi che qualche giorno fa hanno impedito che fosse individuata una soluzione per consentire ai bolognesi di tornare al più presto alle urne, oggi cercano una soluzione, fino ad ipotizzare un decreto legge, per le irregolarità anche gravi nella presentazione delle liste del Pdl». «Voglio capire – continua la parlamentare – se in questo Paese esiste una democrazia a due velocità che punisce chi è onesto e premia chi non lo è. A Bologna, per due giorni di ritardo delle dimissioni del sindaco, il governo ha negato ai cittadini il diritto dell’esercizio del voto e ha imposto oltre un anno di commissariamento. Per il Lazio e la Lombardia, invece, si cercano soluzioni. Cicchitto ha dichiarato che Bologna è una città come le altre – ha ricordato – Adesso allora dicano con chiarezza ai bolognesi e agli italiani che invece Lazio e Lombardia sono regioni diverse da tutte le altre. È inaccettabile».

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04 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/news/italia/95755/caos_liste_berlusconi_vede_napolitano_dubbi_del_colle_sul_decreto_salta_il_cdm_straordinario_il_no_di_pd_e_idv

LIBRI IN LIBERTA’ – Intervista con Alberto Schiariti

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Intervista con Alberto Schiariti

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto Schiariti, il ragazzo che ha messo in moto il movimento di Leggere, Leggere, Leggere l’iniziativa che il prossimo 26 marzo vuole coinvolgere lettori appassionati in tutta Italia e accomunarli con un gesto semplice, regalare un libro ad uno sconosciuto.

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Caro Alberto, sappiamo che nell’ultimo periodo sei stato tempestato di domande sull’iniziativa, sulle modalità e sul suo fine. Innanzi tutto complimenti per l’idea che ci è sembrata coraggiosa (perché davvero lo è chiedere alla gente di fare qualcosa senza nulla in cambio) e molto interessante. Forse all’inizio nemmeno tu ti aspettavi così tanto clamore. Possiamo dire che almeno per l’ora ‘l’esperimento’ è più che riuscito?

Solitamente non sono ottimista, ma devo dire che le adesioni ad oggi (che poi non sono quelle effettive) mi hanno veramente sorpreso. Il gruppo su Facebook oggi conta quasi 230.000 persone e questo numero è ben oltre ogni mia più rosea aspettativa. Quindi sì, per ora si procede bene.

Nella presentazione della manifestazione hai puntato molto sul fatto di rompere il velo dell’indifferenza che spesso ci accompagna anche con persone che vediamo tutti i giorni da molti anni. La tua oltre una dichiarazione d’amore verso la lettura è una dichiarazione d’amore nei confronti degli altri e dell’amicizia? Cosa pensi, a ventidue anni, della società in cui vivi?

Più che velo, lo definirei muro. Vorrei però fare una precisazione: la mia non è una dichiarazione d’amore verso il prossimo, anche perché non disprezzo i momenti di solitudine, magari proprio con un bel libro. Però secondo me c’è una via di mezzo tra il gelo che vedo ogni giorno e un’atmosfera da figli dei fiori. Un paio di anni fa ero fidanzato con una ragazza olandese ed eravamo su una panchina a mangiare una pizza con di fronte l’oceano. E’ passato un uomo e ci ha detto “buon appetito”. Mi ha strappato un sorriso. E’ un atto così disumano un po’ di cortesia gratuita?

Quando hai messo in moto tutto questo avevi dichiarato di aver già letto in meno di un mese 9 libri? Adesso a che punto siamo? Te la senti di consigliare ai lettori di Libriblog qualcuno dei tuoi libri preferiti? E magari ci dici qualcosa di più sui tuoi gusti letterari?

Oggi sono a quota 17 e sto finendo di leggere “Il mondo nuovo” e “Ritorno al mondo nuovo” (in un unico tomo). Consiglierei praticamente tutti quelli che ho letto in questo inizio di anno, ma in particolar modo consiglio la lettura de “Il Lupo e il Filosofo” di Mark Rowlands. Una storia commovente di un filosofo che “impara la vita” tramite il suo animale domestico: un lupo. Tra i miei autori preferiti ci sono Evangelisti (amo la saga di Eymerich) e Palahniuk.

Ti sei fatto un’idea del target che potrebbe aderire all’iniziativa? Sicuramente per i giovani sarà facile “attaccare bottone con uno sconosciuto”, forse un po’ meno per gli adulti.

Più che l’età, il dato che mi ha colpito maggiormente è la disparità tra uomini e donne. Praticamente il 75% delle adesioni viene dal gentil sesso. Evidentemente pare essere diffusa l’idea che la lettura sia qualcosa “da donne” e onestamente rimango un po’ perplesso di fronte a questo dato. Ho sempre sospettato che le donne avessero una marcia in più…

L’iniziativa ha destato un mondo di interesse, pensi che potrebbe diventare un appuntamento fisso? Ovvero che sia ripetibile anche negli anni futuri?

Lo spero tantissimo. Per me sarebbe bellissimo che questa iniziativa si ripetesse ogni anno. Mi piacerebbe però che non diventasse solo una futilità, ma che effettivamente di giorno in giorno potesse cambiare qualcosa. Chissà che pian, piano non si possa sorridere un po’ di più al prossimo…

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04 marzo 2010

fonte:  http://libriblog.com/interviste/intervista-con-alberto-schiariti/

Caos voto, la Polverini resta in corsa

Caos voto, la Polverini resta in corsa

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Renata Polverini e Gianni Alemanno sul palco a Roma

La Corte premia l’ottimismo del Pdl e riammette il listino della candidata

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ROMA
Un’attesa che sembrava non finire mai
e alla fine l’ottimismo di Renata Polverini è stata premiato. I giudici della Corte d’appello hanno rimesso in corsa la candidata dal centrodestra, per la presidenza della Regione Lazio dando l’ok al “listino”. La decisione dei togati romani, ai quali il Pdl si era rivolto presentando un secondo ricorso contro la non accettazione del Listino regionale è arrivata in serata. Un primo ostacolo è dunque superato. Nel frattempo su altri tavoli – quelli del governo e delle segreterie nazionali dei partiti di maggioranza e di opposizione – si sta giocando una partita ben più importante che è quella della soluzione politico-legislativa per la riammissione alla competizione elettorale della lista dei candidati Pdl della provincia di Roma. In gioco c’è anche la eventuale riammissione della lista del candidato del centrodestra della Lombardia Roberto Formigoni. E mentre i giudici si confrontano, la politica si scontra. In molti si richiamano all’autorità dell’inquilino del Quirinale che, è stato annunciato, verrà consultato dopo un consiglio dei ministri convocato in serata.

Intanto qualche novità nel Lazio c’è: per esempio la lista ’Popolo della Vita-Voce dei Consumatorì sarà presente regolarmente nella competizione elettorale regionale del Lazio sostenendo la candida del Pdl alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, perchè è stato accolto il ricorso presentato nei giorni scorsi presso gli organi competenti. E, ancora, uno degli esponenti del Pdl ed ex consigliere regionale, ha depositato questa mattina un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di ieri della Corte d’appello di Roma che escluso la lista dei consiglieri del Pdl per la circoscrizione di Roma per le elezioni regionali. Altri ricorsi potrebbero seguire. E mentre gli esperti, soprattutto quelli dell’Ufficio elettorale del Viminale studiano possibili soluzioni, la candidata esclusa non si perde d’animo. «Voglio lanciare un nuovo appello – ha detto tra l’altro a piazza Farnese durante la maratona oratoria – perchè la politica con un gesto di serietà e responsabilità voglia condividere un percorso che conduca tutti i cittadini del Lazio e della Lombardia ad andare alle urne il 28 e il 29 marzo». E sulla sorte del listino dice «sono ottimista».

Mentre la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, propone: «Ripartiamo da zero, il problema non è mettere una pecetta su questo o su quel potente o prepotente». E, ancora «queste elezioni hanno visto nei mesi scorsi la violazione totale e l’illegalità di tutte le istituzioni coinvolte, Comuni, autenticatori, Rai e quant’altro, siamo davanti a una illegalità patente e dimostrata a cui si cerca di rimediare con una illegalità ancora più macroscopica che ci deve trovare pronti a dire no». Con l’auspicio che «prevalga ora il senso delle istituzioni ma legato alla legalità e non all’opportunismo e alla convenienza dell’ultimo minuto».

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04 marzo 2010

fonte:  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201003articoli/52829girata.asp

Baltico, oltre 50 navi intrappolate nel ghiaccio. Oltre 2500 i passeggeri

Baltico, oltre 50 navi intrappolate nel ghiaccio. Oltre 2500 i passeggeri

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Oltre cinquanta navi in navigazione sul Mar Baltico, tra le quali dei traghetti con a bordo migliaia di passeggeri, sono bloccate dal ghiaccio e la maggior parte non potrà essere liberata prima di diverse ore: lo hanno reso noto le autorità marittime svedesi.  «Circa cinquanta navi da carico attendono di essere soccorse dai rompighiaccio; inoltre erano rimasti bloccati sei traghetti a grande capacità, di cui al momento siamo riusciti a liberarne due», hanno precisato le autorità marittime svedesi.

Tra i quattro «ferry» ancora intrappolati ve ne sono due della Viking Line, che assicurano i collegamenti regolari tra Svezia e Finlandia: secondo l’agenzia di stampa svedese Tt si tratterebbe della «Isabella» e la «Amorella», con a bordo un totale di 2.630 passeggeri

Le autorità marittime svedesi hanno definito quelle attuali le peggiori condizioni meteo da 14 anni a questa parte nel Baltico. «Per quanto concerne le condizioni del ghiaccio in mare – ha detto Johnny Lindvall, portavoce della Swedish Maritime Administration citato dall’agenzia svedese TT – era dal 1996 che non vedevamo una situazione del genere».

Delle 51 le navi bloccate dai ghiacci nel Baltico a nord di Stoccolma, la maggior parte sono mercantili, per lo più in viaggio verso la costa finlandese, due i traghetti intrappolati. Le imbarcazioni battono principalmente bandiera svedese, finlandese ed estone.  Il ghiaccio ha cominciato ad ostacolare la navigazione già ieri sera. Inizialmente erano tre i traghetti passeggeri coinvolti, ma uno di questi è già stato liberato dai rompighiaccio svedesi e finlandesi che stanno operando nella zona. Secondo quanto riferito da giornalisti della TT, al di là dei ritardi, non ci sono pericoli per la vita delle persone a bordo delle navi.
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04 marzo 2010
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Regionali: PdL, decreto salva liste o rinvio. E’ un golpe?

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PdL, decreto salva liste o rinvio. E’ un golpe?

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di Mattia Nesti

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Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, dopo essersi concesso ieri una poco istituzionale invocazione a utilizzare qualsiasi mezzo per non andare al voto senza le liste del PdL in Lazio e Lombardia, ha spiegato oggi pomeriggio che il Governo è pronto ad approvare una legge ad hoc per sopperire alle mancanze del Popolo delle Libertà.
“Faremo il decreto legge, – ha detto – se sarà necessario”, l’obiettivo “è trovare una soluzione migliore per sanare il vulnus che si è venuto a creare”.

Il decreto, secondo fonti interne alla maggioranza, è già pronto, tuttavia il PdL ha voluto sondare prima le reazioni dell’opposizione; “siamo molto preoccupati, – ha detto Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico – si è determinato un turbamento della campagna elettorale. […] Bisogna attendere le decisioni degli organi competenti; […] non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari”.
Antonio Di Pietro, dando prova di una ultimamente reiterata incoerenza, ha oggi chiuso le porte al decreto, dopo che, solo ieri, aveva auspicato “una soluzione politica […] perché noi vogliamo vincere le elezioni sul campo”.

Ma la vera partita Berlusconi la giocherà questa sera, nel suo incontro con Giorgio Napolitano; già ieri il Capo dello Stato aveva esternato la sua irritazione, e non è escluso che possa rifiutarsi di firmare un simile decreto che, di fatto, sovvertirebbe tutte le norme democratiche su cui fino ad oggi si è regolato il meccanismo elettorale.
I massimi vertici del partito, intanto, evidentemente consci dei rapporti di forza che al momento li sono sfavorevoli, hanno deciso di non dare particolare risalto alle manifestazioni annunciate per oggi (200 militanti del PdL a Milano, un migliaio a Roma), mentre per le 22 di questa sera o per la mattinata di domani sarà convocato un Consiglio dei Ministri straordinario.

Non è escluso, inoltre, che la maggioranza, in mancanza dei margini di approvazione di un decreto salva-liste, giochi l’ultima carta possibile, ovvero la richiesta di rinviare l’intera tornata elettorale a fine aprile, come chiesto anche dai Radicali.
Sia il decreto che il rinvio rappresenterebbero, però, un preoccupante precedente per cui di fronte alle irregolarità di un partito che ha violato non inutili procedure burocratiche ma le basilari norme che garantiscono la democraticità delle elezioni, si può ricorrere a norme ad hoc. Perché, allora, non si dovrebbe accogliere il ricorso di un qualsiasi “partito del pane e olio” che decidesse di presentarsi alle elezioni?
Siamo, ancora, un Paese in cui contano le firme, le procedure che certificano il consenso; dove non basta avere dalla propria i sondaggi e il televoto.

E così, mentre a Roma si assiste al solito corollario di slogan contro la magistratura accompagnati dai consueti saluti romani, sarebbe fondamentale andare al voto il 28 e 29 marzo seguendo le leggi esistenti, con o senza PdL, con o senza Polverini e Formigoni.
Niente impedisce, per il senso di responsabilità, sconosciuto all’intera classe dirigente del Governo, proprio del centrosinistra, di tornare alle elezioni in quelle regioni fra un anno, in concomitanza con le elezioni comunali di Bologna, per garantire la presenza di un partito che, pur non rappresentando come vorrebbe far credere qualcuno la maggioranza degli italiani, gode di un consenso considerevole.

Cedere alle pressioni squadriste e alle minacce velate porterebbe a compimento un vero e proprio golpe che, questo sì, avrebbe conseguenze disastrose sull’intera struttura democratica della Repubblica.

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04 marzo 2010

fonte:  http://www.newnotizie.it/2010/03/04/regionali-pdl-decreto-salva-liste-o-rinvio-e-un-golpe/

RISCHIO CRISI DIPLOMATICA – “Genocidio armeno”, tensione Usa-Turchia

La commissione Esteri della Camera deve votare una risoluzione che raccomandi a Obama di cambiare la definizione del massacro del 1915. Ankara minaccia la rottura diplomatica

“Genocidio armeno”, tensione Usa-Turchia
Clinton al Congresso: “No alla mozione”

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Il presidente americano chiama il premier turco Gul: accelerare la ratifica degli accordi con l’Armenia

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"Genocidio armeno", tensione Usa-Turchia Clinton al  Congresso: "No alla mozione" Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu

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WASHINGTON -Gli Stati Uniti a rischio crisi diplomatica con la Turchia a causa del delicato capitolo armeno. Oggi la commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti deve votare una mozione non vincolante che chiederà a Obama di definire esplicitamente “genocidio” il massacro di cristiani armeni compiuto nel 1915 ad opera delle forze ottomane. Una questione storicamente sensibilissima per Ankara, che rifiuta il bilancio di oltre 1,5 milioni di morti (le vittime per i turchi sarebbero state 300 mila) e la definizione di “genocidio” rivendicata da storici e dalle autorità armene. Il segretario di Stato Hillary Clinton è intervenuto direttamente, con un appello ai deputati affinché  non votino la risoluzione, sostenendo che potrebbe mettere a rischio la faticosa opera di normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armena. Con lo stesso obiettivo, Barack Obama ha telefonato al premier turco Abdullah Gul sollecitandolo ad accelerare le procedure di ratificazione degli accordi con l’Armenia raggiunti lo scorso ottobre.
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La Turchia ha minacciato ripercussioni diplomatiche nei rapporti con gli Stati Uniti se la risoluzione dovesse passare, minacciando di arrivare a ritirare l’ambasciatore turco a Washington. Nel 2007 Ankara prese questo provvedimento quando il Congresso approvò un emendamento simile. “Ma non bisogna dimenticare che oggi la situazione è diversa”, dicono fonti del governo turco alla Reuters. “Siamo nel pieno del processo di normalizzazione dei rapporti con l’Armenia, dunque la posta in palio è molto alta”.
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La questione della definizione del massacro armeno era emersa già in occasione della visita del presidente Usa in Turchia lo scorso aprile. Obama evitò di sollevare polemiche citando la questione in  modo marginale. La risoluzione non è vincolante, ma chiederebbe a Obama di utilizzare il termine “genocidio” da ora in poi, compreso il discorso annuale che il prossimo 24 aprile dovrà tenere in occasione dell’anniversario del massacro.
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04 marzo 2010
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focokr
10 giugno 2009
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Il genocidio degli armeni e il martire Hrant Dink. Nel 1915 furono sterminati oltre 1 milione di armeni. Il genocidio non è ancora stato riconosciuto nella maggior parte dei paesi. L’ONU l’ha riconosciuto solo nel 1985. Hrant Dink è stato uno dei principali sostenitori del riconscimento del genocidio. Per questo fu condannato dal Governo turco in base all’articolo 301 che vieta di parlare dell’argomento. In seguito fu ucciso sotto la sede del suo giornale “Agos”.

Crisi Grecia, la protesta non si placa: Occupato il ministero delle Finanze / E’ vera crisi quando i nipoti ‘aggrediscono’ i nonni

Crisi Grecia, la protesta non si placa
Occupato il ministero delle Finanze

I manifestanti contro le misure di austerità annunciate dal governo. E domani lo sciopero nazionale

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ATENE
Trecento manifestanti comunisti del Fronte di lotta sindacale
(Pame) hanno occupato oggi il ministero delle Finanze di Atene per protestare contro le misure di austerità annunciate ieri dal governo per fronteggiare la grave crisi che ha colpito il Paese. Lo ha riferito la polizia greca.
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I sindacalisti comunisti sono riusciti a entrare nel ministero alle prime ore della mattina, e sono poi saliti su un terrazzo dove hanno srotolato uno striscione con la scritta «Sollevatevi perchè le misure non siano applicate». Nel frattempo altri manifestanti hanno impedito agli impiegati del ministero di entrare nell’edificio.
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Intanto il Partito comunista greco (Kke) e il suo sindacato Pame hanno annunciato una mobilitazione in tutto il Paese e convocato uno sciopero nazionale per domani contro il nuovo pacchetto di austerità per 4,8 miliardi di euro deciso ieri dal governo di Giorgio Papandreou. Uno sciopero nazionale è stato indetto per il 16 marzo già dalla confederazione dei dipendenti pubblici Adedy, mentre si sta mobilitando anche il sindacato del settore privato Gsee.
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Riferendo della convocazione del Pame per domani, e delle numerose concentrazioni organizzate già oggi in molte città, il quotidiano comunista Rizospastis annuncia «Guerra alla guerra», in riferimento alla frase di Papandreou secondo cui «il Paese è in guerra» contro la crisi e la speculazione. Il quotidiano comunista risponde che la «guerra è quella sferrata dal governo del Pasok contro il popolo in nome della borghesia». Alle concentrazioni odierne partecipano, sia ad Atene che a Salonicco e in altre città, diverse organizzazioni di categoria, studenti e professori che saranno anche allo sciopero nazionale del 16 marzo indetto dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy.
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Ieri la rivolta dei pensionati
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04 marzo 2010
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In corteo con i capelli bianchi

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di FERDINANDO CAMON

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Ci sono foto tali che ne basta una sola per simboleggiare un intero evento: la vedi, e ti ricordi tutto. La strage di Bologna, il terremoto dell’Aquila.

E poi il napalm in Vietnam, la guerra di Spagna. Queste foto che arrivano dalla Grecia resteranno il simbolo della crisi: la crisi che morde la cellula interna della società, la famiglia, e dentro la famiglia addenta l’elemento più debole, il vecchio, il nonno. Una sola di queste foto vale come tante prime pagine di quotidiani: ecco cosa fa la crisi, taglia le pensioni, costringe gli anziani, che già gravano sulle famiglie, a gravare ancora di più, a diventare un peso morto. Gli anziani hanno un sussulto di dignità e protestano. E come protestano? Non scagliano bombe, non tirano sassi, non lanciano bottiglie molotov. Con ogni probabilità, non sanno nemmeno fabbricarsele. No, semplicemente manifestano per le strade.

Ovviamente, la loro è una sfilata contro lo Stato. E lo Stato risponde con la forza: poliziotti in gran numero, con stivali elmi scudi e manganelli, schierati a sbarrare il passaggio, e a ributtare indietro la schiera dei vecchietti tumultuanti. I vecchietti hanno i capelli bianchi, quelli che hanno i baffi hanno baffi bianchi. I poliziotti oppongono divise verde-scuro, stivali neri, scudi opachi. È la guerra della canizie sdentata contro i ventenni in armi. Un vecchietto è arrabbiato, lo si vede dalla bocca, ma non è una bocca feroce, è una bocca imbronciata. Sta urtando un poliziotto con ambedue le mani, ma è debole, da dietro qualche amico lo sorregge. C’è uno che urla, in questo marasma, ha la bocca spalancata, il suo grido deve suonare osceno e disturbante nella strada: ma non è un vecchietto, è un poliziotto. Un vecchietto avanza con un cartello sul petto, è un vecchietto-sandwich. Davanti a lui i poliziotti formano uno sbarramento senza buchi, tengono i piedi in posizione anti-urto, uno avanti e l’altro dietro. Se il vecchietto è un sandwich, quelli se lo mangiano. Non spaventano, queste foto, non sono terribili. Però fanno tristezza. Mostrano la crisi al suo apice, e fan capire che la crisi scatena una guerra generazionale: la generazione più debole, quella dei vecchi, è la prima a pagare. Quando scoppiò la guerra civile in Jugoslavia, Kusturica girò un film un cui mostrava i fratelli che sparavano ai fratelli. Ho visto il film in Francia e c’era una strofa che diceva: une guerre – n’est pas une guerre – jusque le frère – n’agresse le frère (una guerra non è una guerra finché il fratello non aggredisce il fratello). La guerra è guerra se spacca le famiglie. Adesso facciamo i conti con la crisi, e queste foto vengono a spiegarci cos’è: la crisi è crisi se spacca le generazioni, se i nipoti aggrediscono i nonni.

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04 marzo 2010

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7055&ID_sezione=&sezione=

MOLTO POLVERINI PER NULLA -In piazza con Renata, fumogeni e cori contro i giudici “fai-da-te”

https://i1.wp.com/iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/10/16/1082055/images/21757-polverini.jpgScusate, ma i sostenitori dove sono?

In piazza con Renata, fumogeni
e cori contro i giudici “fai-da-te”

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Manifestazione in piazza Farnese, circa 2000 i partecipanti con banidere del Pdl e del Popolo di Roma. Forfait di Berlusconi. Cori contro la decisione della Corte d’appello che ha respinto il ricorso. Un audio del vice coordinatore del Pdl Lazio che in tribunale assicurava il rispetto del verdetto. Ricorso al Tar, salta il consiglio comunale
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Il giorno della rabbia di piazza, della prova di forza, del no gridato contro la decisione della Corte d’Appello che ha escluso la lista del Pdl dalla prossima competizione elettorale. Una ‘rivolta’ incitata dal Popolo della Libertà, nonostante la disponibilità ad accettare la decisione dei giudici dichiarata già la mattina della consegna delle liste, quando era certo che qualcosa non sarebbe tornato. Forfait del premier Berlusconi.

Via alla manifestazione, con i cori anti-giudici
Sono circa un migliaio i sostenitori del Pdl che per primi hanno risposto all’appello dei leader. In piazza Farnese, dalle 17, si stanno ritrovando i simpatizzanti, tra loro diversi appartenenti al movimento Popolo di Roma che hanno cominciato a intonare cori contro i giudici chenon hanno ammesso la lista.

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VIDEO: I cori in piazza
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Salta il consiglio comunale
I consiglieri del Pdl saranno tutti a Piazza Farnese. Ieri, nella riunione dei capigruppo capitolini, il capogruppo del Pdl Dario Rossin aveva chiesto al presidente dell’aula Marco Pomarici di rimandare la seduta ai sensi dell’art.28, comma 3, del regolamento del consiglio comunale, dove è detto che è possibile rimandare i lavori se in concomitanza con “eventi di rilievo politico nazionale”. Nella riunione la richiesta era stata rigettata. Tuttavia, oggi in aula Giulio Cesare non ci sarà il numero legale.

Quando Pallone (Pdl Lazio) disse: “Accetterò la decisione” Dunque è rivolta, nonostante le dichiarazioni rilasciate la mattina del ‘pasticciaccio’ dal vice coordinatore del Pdl nel Lazio Alfredo Pallone, presente in tribunale durante la bagarre. “Sono per lo Stato di diritto, mi attengo a quello che decideranno i giudici”. Oltre alla disponibilità ad accettare qualsiasi verdetto, colpisce anche la ricostruzione dei fatti. Pallone lamenta che nessuna comunicazione ufficiale era stata fatta sulla scadenza di mezzogiorno e dunque i delegati potevano non saperlo. Immaginando i diversi scenari, Pallone dice anche: “Se hanno cambiato le accetazioni delle candiduture ci vorrebbero le manette”.

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ASCOLTALE DICHIARAZIONI DI PALLONE
(registrazione del 27 febbraio 2010, ore 13.41, tribunale di Roma)
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Guerra di ricorsi Il ricorso al Tar del Lazio per l’esclusione dalle liste provinciali del Pdl sarà presentato domani. Il collegio dei legali nominati dal partito di centrodestra, guidato dall’avvocato Ignazio Abrignani, è infatti ancora al lavoro e nel pomeriggio di oggi è previsto l’incontro per ultimare l’atto. La decisione di depositare domani e non oggi il ricorso è stata anche presa in relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar del Lazio in corso oggi presso lo stesso tribunale amministrativo. Cominciano nel frattempo i ricorsi al Tar da parte dei singoli consiglieri. “Ho depositato il primo ricorso al Tar contro la decisione della Corte d’Appello di Roma per la non ammissione della lista del Pdl della provincia di Roma alle prossime regionali”, ha detto il consigliere regionale Fabio Desideri, uno dei candidati del Pdl presenti nella lista non ammessa. “Ho deciso di fare ricorso – ha spiegato Desideri – come candidato e come elettore”.

Polverini: “La nostra rabbia in piazza” “A piazza Farnese oggi vogliamo mostrare anche la nostra rabbia. Sarà una voce serena, pacifica ma alta, con la quale vogliamo far sentire il nostro disagio”. Renata Polverini in occasione della sua visita all’aeroporto di Fiumicino della ‘prova di forza’  chiesta ai suoi. “Dobbiamo far vedere un popolo compatto, unito. Questa è una giornata sicuramente importante, importante come tutte quelle che ho vissuto fino ad ora, perché la candidatura alla presidenza della regione Lazio di per se rappresenta un’avventura straordinaria”. Poi ha aggiunto: “Per la questione del listino regionale, lo ripeto, sono assolutamente ottimista”.

Zingaretti: “Paghiamo per il pasticcio che hanno commesso” “Capisco la preoccupazione e lo sconcerto ma non vorrei che si omettesse la sostanza del problema e cioè che l’errore, il pasticcio è stato commesso dai dirigenti regionali del Pdl”. Il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, commenta così quanto sta succedendo. “Qualsiasi giusta rivendicazione, quindi, mi permetto di dire – spiega Zingaretti – non può oscurare questo dato: hanno combinato un pasticcio che oggi paghiamo tutti perché è evidente che da giorni siamo fermi a discutere di queste norme procedurali dovute ad errori che hanno commesso che non dei problemi di questa regione”. Per il presidente della Provincia, “bisogna mantenere la calma, rispettare le leggi ed i giudici”. “Io – conclude infine – mi auguro solo che non si ometta il fatto che hanno fatto un pasticcio perché dalla lettura dei verbali, che oggi leggiamo sui giornali, è palese l’errore”.

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04 marzo 2010

fonte:  http://roma.repubblica.it/dettaglio/pdl-in-piazza-berlusconi-in-forse-domani-al-tar-il-ricorso-sulla-lista/1877997

SALUTE – Quali sono i vantaggi del pane integrale ? / Integrale si, ma solo se è biologico

Quali sono i vantaggi del pane integrale ?

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Nuove conferme sui benefici del pane nero. Migliore la farina del «chicco intero»

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MILANO – Chi lo sceglie nella speranza di dimagrire, chi perché ritiene che sia più «salutare», sono molte le persone che danno la preferenza al pane integrale. E non hanno torto: diversi studi suggeriscono, infatti, che i cereali integrali siano protettivi nei confronti di varie malattie, comprese quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e vari tipi di tumore. A chi va il merito? Di preciso non si sa. Di certo la fibra ha un ruolo di rilievo.

DIMAGRIMENTO Un recente studio, condotto in Europa e pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, suggerisce che la fibra alimentare, in particolare quella dei cereali, più che della frutta e degli ortaggi, possa aiutare a prevenire l’aumento di peso e della circonferenza vita che si osserva con il passare degli anni. E come ben si sa questo «aumento» è dannoso non solo per l’aspetto ma, e soprattutto, per il cuore. Che spiegazione dare a questo effetto? Tanto per cominciare, gli alimenti ad alto contenuto di fibra richiedono tempi più lunghi di masticazione e già questo potrebbe aiutare a limitarne i consumi. Ma, oltre alla fibra, altri composti contribuiscano alla salubrità dei cereali nella loro interezza. Proprio per individuare e definire meglio questi composti bioattivi (come antiossidanti, lignani e steroli, dei quali è nota l’azione protettiva) è stato avviato il progetto europeo Healthgrain, finanziato con 10,81 milioni di euro, che coinvolge oltre 40 organizzazioni di 15 Paesi. Gli studi si concentrano in particolare sul frumento e sulla segale, i cereali più usati per fare il pane.

GLICEMIA A questo proposito, da tempo si sa che il pane di segale comporta rialzi della glicemia molto più contenuti rispetto ad altri tipi di pane, ed ora uno studio condotto proprio nell’ambito di questo progetto europeo, ha mostrato che il “merito” non è solo della crusca ma anche della parte più interna del chicco. Intanto, in attesa dei risultati da questo imponente lavoro di ricerca e vista l’importanza del pane nella nostra alimentazione, che consigli dare?

I VANTAGGI Conviene mangiare sempre “integrale? Quali vantaggi offre precisamente? «Prima di tutto — risponde Marina Carcea, ricercatrice dell’Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, coinvolta nel progetto Healthgrain — ricordiamo che il pane integrale può essere ottenuto sia utilizzando farine provenienti dalla macinazione del chicco intero (quindi il germe, ricco di lipidi e vitamine; l’endosperma, ricco di amidi; la parte più esterna, ricca di fibra e sostanze con proprietà antiossidanti), sia partendo dalle farine raffinate di grano o di altri cereali con aggiunta di crusca di cereali. In generale il pane integrale è, rispetto a quello bianco, un pò meno calorico (225 kcal/ etto contro le 290 del pane tipo 00), più ricco di fibra (ne ha circa il doppio rispetto al pane di tipo 00), contiene più sostanze protettive comprese alcune vitamine (come quelle del gruppo B ) e minerali, quali ferro e calcio. Per questi ultimi, però, il vantaggio viene in parte perso per la presenza di acido fitico che può “legare” questi minerali, riducendone la possibilità di utilizzo da parte dell’organismo. «Tornando al pane ottenuto con farine provenienti dalla macinazione di tutto il chicco, è innegabile che sia da preferire, perché più nutriente ed equilibrato nella composizione. Tuttavia, questo tipo di produzione richiede l’impiego di mulini come quelli a pietra “di una volta” ma ora la gran maggioranza dei mulini è fatta in modo diverso (con setacci che separano la crusca) per soddisfare la richiesta di un pubblico che per anni ha preferito il pane bianco. In ogni caso, anche il pane ottenuto con farine raffinate e aggiunta di crusca è comunque più ricco di fibra alimentare, oltre che di alcuni minerali e vitamine, rispetto a quello bianco».

IMPARARE A DISTINGUERE Come sapere se il pane integrale è fatto in un modo o nell’altro? «Bisogna chiedere al panettiere o leggere l’etichetta se si tratta di pane confezionato». Allora, dovremmo sempre mangiare pane integrale? «Non è detto — risponde la ricercatrice — non dimentichiamo che la fibra e le sostanze bioattive sono contenute anche negli ortaggi, nella frutta, nei legumi e quindi, se la dieta è sufficientemente ricca di questi alimenti vegetali, c’è senz’altro posto anche per il pane bianco, magari da alternare a quello integrale».

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Carla Favaro
28 febbraio 2010(ultima modifica: 02 marzo 2010)

fonte:  http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_febbraio_28/pane-integrale-vantaggi_ed0992cc-2422-11df-826d-00144f02aabe.shtml

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Pane integrale o pane bianco?

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Probabilmente nella nostra vita così frenetica e cittadina, molte scelte alimentari si sono nettamente discostate da una cultura alimentare antica che era sicuramente più sana e più equilibrata.
Nonostante oggi sia tutto massificato e in questa logica rientra anche l’alimentazione, abbiamo però la possibilità di poter attuare una più corretta e consapevole scelta tra gli alimenti, soprattutto se possiamo agire in base ad una corretta informazione.
Se ad esempio ci dovessimo porre il problema di dover scegliere tra il consumo del pane bianco o del pane integrale, è utile sapere che dal punto di vista nutritivo il pane integrale ha un elevato contenuto proteico e vitaminico ed inoltre contiene le fibre che, come sappiamo, svolgono un ruolo molto importante per il buon funzionamento dell’intestino. Al contrario il pane bianco è molto povero di nutrienti ma molto ricco di calorie. Perché si verifichino le condizioni ottimali del pane cosiddetto integrale, è importante che questo risponda a determinate caratteristiche:

Deve essere veramente integrale, il che vuol dire che non deve essere ottenuto dall’impasto di farina bianca con l’aggiunta di crusca (è questo il pane integrale che si trova quotidianamente in tutti i panifici);

La farina utilizzata deve essere di provenienza biologica, questo per evitare di assumere residui di fitofarmaci che se usati per la coltivazione del grano, inevitabilmente si vanno a depositare proprio sull’involucro esterno del chicco, la cosiddetta crusca.

La farina deve essere stata possibilmente macinata con mulini a pietra che frantumano il chicco a differenza dei sistemi di molitura classici che separano la crusca dal germe di grano.

L’impasto deve contenere esclusivamente farina integrale biologica, lievito naturale, acqua e sale marino.

Tramite il cromo presente nella crusca del pane integrale, il pancreas lavora in modo tale che i carboidrati vengano assimilati stabilmente. Al contrario il pane bianco viene assorbito immediatamente come lo zucchero e al pari di questo agisce sul pancreas provocando un rialzo glicemico immediato.
Nel pane bianco è del tutto assente il germe di grano che è la parte più vitale del grano ma anche la più deperibile ed è qui che si concentrano la vitamina E, la vitamina B1 e gli aminoacidi essenziali che danno a questo alimento il suo alto valore proteico. In questo tipo di pane che più comunemente viene usato, viene in genere utilizzata farina di tipo 1 che non è del tutto raffinata e contiene le proteine del glutine, tutti gli amidi e la crusca è quasi del tutto assente.

Per quanto riguarda l’utilizzo di additivi chimici utilizzati nella panificazione, possiamo darli per scontati nel pane più di tipo industriale in cui è segnalata la presenza dell’E282 che è un conservante e l’E472 che è un additivo utilizzato soprattutto nel pane che contiene grassi e latte e ha come scopo quello di ritardare la raffermazione. In ogni caso, nella farina che viene utilizzata nel pane che viene sfornato quotidianamente, è presente l’acido ascorbico (E300) che ha lo scopo di migliorare la lievitazione insieme all’Alfa Amilasi. Negli impasti per panificazione, sono presenti, inoltre, additivi con effetto conservativo, additivi antiossidanti, lecitine, mono e digliceridi di acidi grassi E471, esteri dei mono e digliceridi di acidi grassi E472. Questi in genere riescono a migliorare l’estensibilità dell’ impasto, rendono più soffice e omogenea la mollica e aumentano la conservazione. Insieme al sale è aggiunto anche lo zucchero per aumentare la fermentazione.

Alla luce di quanto è stato detto non c’è da stare molto allegri visto che il pane è considerato attualmente uno degli alimenti più genuini e naturali…Iniziamo a fare del pane in casa, è semplicissimo e salutare e anche divertente.

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fonte:  http://www.blogdietetico.com/2009/03/24/pane-integrale-o-pane-bianco/

SALUTE – Il cervello delle donne riconosce più in fretta gli errori

Il cervello delle donne riconosce più in fretta gli errori

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Il cervello delle donne riconosce gli errori prima di quello degli uomini, lo afferma una ricerca del Cnr

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Una ricerca condotta dal Cnr in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca e pubblicato sulla rivista Neuropsychologia sostiene che le donne, essendo più istintive, percepiscono più rapidamente l’inappropriatezza di alcune azioni, mentre gli uomini sono più razionali e quindi più “lenti” nell’accorgersi di eventuali errori nel loro comportamento.

A fare la differenza sono i neuroni specchio femminili, molto più “pronti” di quelli maschili nel segnalare al cervello l’inutilità delle azioni che si stanno compiendo. A questa conclusione si è arrivati in seguito all’analisi del tempo di reazione del cervello di 23 studenti universitari di sesso maschile e femminile, la cui attività cerebrale è stata monitorata da 128 sensori mentre essi guardavano una serie di immagini. Risultato? Mediamente il tempo di reazione del cervello femminile è molto più basso di quello maschile.

Come ha spiegato la coordinatrice dello studio Alice Mado Proverbio, dell’Università Milano-Bicocca: “I dati hanno evidenziato il riconoscimento automatico delle immagini dotate di scopo e la distinzione da quelle inappropriate a partire dai 170-200 millisecondi post-stimolo, soprattutto nel cervello femminile che evidenzia un’elaborazione più rapida”.

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04 marzo 2010

fonte:  http://www.corriereweb.net/scienze-e-tecnologia/salute/2142-salute-il-cervello-delle-donne-riconosce-piu-in-fretta-gli-errori.html