Archivio | marzo 7, 2010

Acqua privata, è rivolta tra piazza e referendum

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Acqua privata, è rivolta tra piazza e referendum

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di Roberto Rossi

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La rivolta contro la privatizzazione dell’acqua ha la faccia tranquilla del sindaco di Anghiari Danilo Bianchi. Bianchi ha 51 anni e dal 2002 guida il piccolo comune in provincia di Arezzo. Ha assunto la carica tre anni dopo l’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua pubblica. «Da noi sono arrivati i francesi della Suez».

Controllano la Nova Acque con il 46%. Il resto è nelle mani degli enti pubblici. «Che non contano nulla». Suez si sceglie gli amministratori, quantifica gli investimenti, strozza i comuni che serve. E soprattutto decide le tariffe idriche. In otto anni di mandato il sindaco le ha viste lievitare del 150%. La faccia tranquilla di Bianchi era una delle tante che ieri affollava la sala Di Liegro al secondo piano del palazzo della Provincia di Roma. Il sindaco fa parte del «Coordinamento Nazionale Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico».

È nato nel novembre del 2008. E cioè qualche mese dopo l’approvazione della legge 133 o legge Tremonti, primo passo verso la privatizzazione dell’acqua, e un anno prima del decreto legge 135, Fitto-Ronchi, che toglie completamente la gestione delle risorse idriche al pubblico. Al movimento hanno aderito un centinaio di sindaci, di tutti i colori. Ieri si sono ritrovati per dare vita allo loro assemblea nazionale. Con un duplice scopo: promuovere la manifestazione pubblica del prossimo 20 marzo a Roma («Fuori l’acqua dal mercato, fuori il profitto dall’acqua»), ma soprattutto lanciare la campagna referendaria, assieme a un vasto movimento di associazioni, contro la cessione delle risorse idriche ai privati.

Con questi tempi. «Il 24-26 marzo – spiega Corrado Oddi, sindacalista Cgil e membro del Forum dei movimenti italiani per l’acqua pubblica – porteremo i quesiti in Corte di Cassazione, dopo le regionali partirà la raccolta delle firme, e si andrà a votare nel 2011». I quesiti sono tre. E sono stati redatti dai giuristi Alberto Lucarelli, Gaetano Azzariti, Gianni Ferrara, Stefano Rodotà. Il primo chiede l’abrogazione dell’articolo 23 bis della legge 133 del 2008, cioè l’architrave su cui poggia la privatizzazione dei servizi pubblici (acqua, rifiuti, trasporto pubblico). Il secondo propone la cancellazione dell’articolo 150 del decreto 152 del 2006 (o codice ambientale) che individua le forme di gestione e affidamento del servizio idrico. Il terzo, più specifico, vuole invece l’abrogazione dell’articolo 154 del già citato decreto 152, nella parte in cui parla «dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito» nella determinazione del sistema tariffario.

Un modo per togliere il profitto dall’investimento. E far scappare i privati. Cosa non facile. Vito Ferrantelli ci sta provando da tempo. Ha 50 anni e vive a Burgio, paese di tremila anime in provincia di Agrigento. È sindaco da appena un anno. Un anno intenso. Nel quale ha impedito di mettere le mani sull’acquedotto locale bloccando fisicamente i commissari regionali. E come lui altri venti sindaci della zona. Che hanno anche promosso un progetto di legge di iniziativa popolare in discussione all’Assemblea Regionale. Un progetto sottoscritto da 116 comuni. La faccia tranquilla della rivolta.

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07 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=95897

La Regione Lazio ricorre contro il decreto ‘salva-liste’

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La Regione Lazio ricorre contro il decreto ‘salva-liste’

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Roma, 07-03-2010. La giunta regionale del Lazio riunita al completo in seduta straordinaria ha approvato all’unanimita’ una delibera che dispone il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge cosiddetto ‘salva liste’.

“In questa fase abbiamo poteri ordinari, ma anche di indifferibilita’ e di urgenza. Invadere il campo delle Regioni lo e’ con evidenza. Per questo chiediamo alla Corte una sospensione degli effetti del decreto”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino al termine della seduta di giunta nella quale e’ stata approvata una delibera con la quale si presenta ricorso alla Corte costituzionale contro il cosiddetto decreto salva-liste del governo, in merito agli appunti mossi dal Pdl secondo i quali un simile provvedimento avrebbe mero valore politico perche’ la giunta e’ in regime di ordinaria amministrazione.

In merito alla tempistica del provvedimento presso la Corte, Montino ha spiegato che “non siamo noi a determinarlo. Spetta alla Consulta, che ha i suoi tempi che specie nel giudizio definitivo possono non essere rapidissimi. Ma ci puo’ essere rapidita’ – ha concluso Montino – nella sospensiva”.

Polverini: “Strana efficienza”
“In una Regione che ha la sanita’ allo sfascio, commissariata e con il piu’ alto debito d’Italia, e’ un po’ strano che mostri questa efficienza di domenica sera. Potevano lavorare di piu’ e meglio prima”. Lo ha detto la candidata del centrodestra a presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, a margine di un comizio elettorale a Gaeta, commentando l’approvazione della delibera regionale per ricorrere alla Consulta contro il decreto salva-liste. “Come ho gia’ detto stamattina – ha concluso Polverini – ognuno fa i passi che ritiene opportuno. Da ieri, manifestando, stanno mettendo in discussione cio’ che ha deciso il capo dello Stato”.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=138619

Scuola, una settimana di protesta. E il 12 marzo sciopero generale

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Da domani in tutta Italia manifestazioni e iniziative contro la riforma delle superiori
Numerose le associazioni di genitori: “Al ministero con un rotolo di carta igienica”

Scuola, una settimana di protesta
E il 12 marzo sciopero generale

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Scuola, una settimana di protesta E il 12 marzo sciopero generale
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ROMA – Sciopero a staffetta contro i tagli previsti dalla riforma Gelmini. Da domani istituti, associazioni, partiti, movimenti, sindacati e moltissime scuole italiane daranno il via a una settimana di proteste contro la riforma della scuola pubblica, che si concluderà il 12 marzo con uno sciopero generale organizzato da associazioni, movimenti, partiti, sindacati, studenti e genitori per chiedere “cambiamenti in extremis alla riforma delle superiori” prima che questa venga pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Da lunedì fino a domenica iniziative, manifestazioni e spettacoli volti a contestare “i tagli al personale e ai fondi destinati alla scuola”. Proteste anche sabato 13, quando il “Coordinamento scuole secondarie” di Roma organizzerà un presidio davanti al ministero dell’Istruzione dove i rappresentanti degli istituti superiori Cavour, Mamiani, Morgagni, Kant e Talete distribuiranno volantini “anti-riforma”. Domenica, ultimo giorno di mobilitazione organizzato dal “Coordinamento precari scuola”. L’organo di rappresentanza di docenti e Ata non di ruolo annuncia che “assedierà il ministero dal 12 al 14 marzo, insieme agli altri comitati, collettivi e coordinamenti che in questi mesi si sono opposti al progetto di demolizione della scuola pubblica”.
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“Conitp” e “Adesso scuola”. In prima fila nell’organizzazione delle proteste, due associazioni di settore a sostegno dei docenti tecnico-pratici: il “Conitp” e “Adesso scuola” che per mercoledì 10 marzo hanno indetto una manifestazione nazionale davanti al ministero dell’Istruzione a Roma. La richiesta è che le Regioni – enti fondamentali nella costruzione dell’offerta formativa degli istituti professionali – “amplino gli organici attraverso l’aggiunta di più ore di laboratorio. Questo perché – spiegano le due associazioni – la perdita della specificità degli istituti professionali alberghieri, nati per valorizzare e formare personale specializzato nel settore turistico e alberghiero, ai primi posti in termini occupazionali, non è tollerabile”.

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Il Pd e i sindacati. Alla protesta aderisce anche il Partito democratico che scende in piazza giovedì 11: una giornata di mobilitazione nazionale durante la quale verrà chiesto al governo di operare “per una scuola pubblica di qualità”. Venerdì 12 sarà la volta dei sindacati: in piazza Cgil, Flc-Cgil, Cobas, Unicobas e Anief. I lavoratori Cgil si uniranno ai manifestanti degli altri comparti, i Cobas si incontreranno in piazza della Repubblica a Roma alle 10 e confluiranno verso il ministero dell’Istruzione. L’Unicobas si ritroverà, invece, a partire dalle 10 in largo Chigi, sempre nella capitale.
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Gli studenti autonomi. Per venerdì 12 è previsto il ritorno in piazza dell’Unione degli studenti e del Link-Coordinamento universitario, due reti che insieme sono riuscite a programmare per la prossima settimana decine di cortei e iniziative pubbliche – a Milano, a Roma, a Napoli – all’insegna dello slogan “Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli!”
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L’adesione dei genitori. Allo sciopero di venerdì aderiscono anche alcune associazioni di genitori: la “Rete di resistenza in difesa della scuola pubblica” e il “Comitatogenitori.it” che hanno chiesto alle famiglie di “non mandare i figli a scuola” e di portare davanti al ministero dell’Istruzione un emblematico simbolo della protesta: “Un rotolo di carta igienica”.
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07 marzo 2010
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Rivoglio le odiate mimose: «Sono donna, sono arrabbiata, di questa Italia misogina non ne posso più»

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Rivoglio le odiate mimose

Per dire: «Sono donna, sono arrabbiata, di questa Italia misogina non ne posso più»

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E se ci riprendessimo le mimose? Se domani, 8 marzo, andassimo in giro col mazzetto giallo? Non più come regalino paternalistico, da «buona festa, care cocche». Come segno di protesta riconoscibile. Magari appuntate alla borsa, o sul bavero tipo suffragette (se non ci fossero state non andremmo a votare, in effetti); o anche tra i capelli (tipo figlie dei fiori, che hanno i loro meriti; certo è più adatto alle nipotine della Summer of Love che alle nonne). Così, a chi chiede «perché hai una mimosa puzzolente sulla giacca a vento?», si potrebbe rispondere: «Sono donna, sono arrabbiata, di questa Italia misogina non ne posso più». Senza timore di sembrare ridicole. Le donne, per i loro diritti, hanno sempre dovuto combattere. E ogni volta sono state ridicolizzate. Si cercherà di ridicolizzare anche questo 8 marzo, sicuro. Ci saranno fesserie in tv e frasette politiche di circostanza. La maggioranza delle femmine lo ignorerà, o andrà stancamente con le colleghe in pizzeria. Ma non è il momento di essere stanche. Anche se, dopo un anno che avrebbe demotivato Betty Friedan-Simone de Beauvoir-Emmeline Pankhurst (leader delle suffragette di cui sopra), sono in tante a liquidarlo: «No, l’8 marzo no, non siamo patetiche». Patetiche lo siamo già. In mondovisione, grazie alla nostra velinizzazione virale e alle imprese del premier.

GIORNATA DELL’ORGOGLIO FEMMINILE Nella rappresentazione dei nostri media. Nella vita quotidiana, al lavoro e in casa. Ci sentiamo patetiche perché ci danno valore solo in base all’età, all’aspetto e all’acquiescenza. Ma anche il dismettere la festa delle donne in quanto concessione a un genere minore (tipo Giornata del Cane), a questo punto è un segno di acquiescenza. Bisognerebbe ammettere quanto terreno abbiamo perso; dire che quasi tutte sono, in qualche modo, discriminate. E rendere questo 8 marzo una giornata dell’orgoglio femminile. Con i mezzi che abbiamo; con un simbolo comprensibile, quelle mimose che per anni ci hanno mandato in bestia. Quando le trovavamo sulla scrivania, omaggio di qualche capo meno femminista di Fabrizio Corona. Quando le regalava un fidanzato fedifrago o un’amica scema. Recuperarle ed esibirle sarebbe una civile riappropriazione dello spazio pubblico. Di quello reale, non virtuale: in troppe passiamo il tempo a discuterne online, a firmare tra noi appelli sui social networks con titoli come «Io non considero normale». Sarebbe ora di mostrare l’anormalità a chi passa per strada, a chi lavora con noi, a chi pensa che un Paese di donne annientate sia normalissimo e soprattutto comodo; per i maschi. Sarebbe ora di provarci e di contarci; non perché siamo donne, perché essendo donne ci siamo stufate. Perché per smettere di sentirci annientate dovremmo prima diventare, come dicono le nostre ragazzine, «fomentate» (vogliamo che crescano con questi modelli femminili? Con questi esempi di carriere donnesche? Come potenziale merce un tanto al chilo? Meglio il fomento, o come scrivono loro, il fomentooo; e buon 8 marzo a tutte).

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Maria Laura Rodotà
07 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_07/Rivoglio-le-odiate-mimose-maria-laura-rodota_c827e8f2-29c0-11df-8fa3-00144f02aabe.shtml

Nigeria: scontri tra cristiani e musulmani, almeno 200 morti, in centinaia in fuga

I combattimenti originati dalla tensione politica tra il presidente e l’ex presidente

Nigeria: scontri tra cristiani e musulmani, almeno 200 morti, in centinaia in fuga

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Pastori islamici attaccano il villaggio di Jos sparando in aria e colpendo la popolazione a colpi di machete

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MILANO – E’ di almeno 200 morti il bilancio delle violenze interreligiose tra cristiani e musulmani avvenute nelle ultime ore nei pressi della città di Jos, nel centro della Nigeria. Lo riferiscono testimoni oculari. Una fonte della Croce Rossa ha riferito che centinaia di persone stanno abbandonando le proprie case a Jos a causa degli scontri.

L’ATTACCO – Secondo quanto riportano testimoni locali intorno alle tre di questa mattina i pastori islamici hanno attaccato il villaggio di Dogo Nahawa, a sud di Jos, sparando in aria e colpendo la popolazione a colpi di machete. Circa 18 cadaveri sono stati portati fuori dalla città e sotterrati, altri feriti sono stati portati in ospedale. Come detto la Croce Rossa internazionale ha fatto sapere che molte persone stanno fuggendo dalle loro case. La situazione nel Paese è sempre più tesa da quando il 9 febbraio scorso il vicepresidente Goodluck Jonathan è stato nominato presidente provvisorio in vista delle prossime elezioni presidenziali nel primo semestre 2011. Il rientro a sorpresa poi dell’ex presidente Umaru Yar’adua, musulmano del sud, ha poi accentuato il clima di violenza, dal momento che Jonathan, cristiano, ha dichiarato di non voler lasciare la carica.

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Redazione online
07 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_07/nigeria-scontri_000dede2-29fe-11df-8fa3-00144f02aabe.shtml

Detenuto si suicida in carcere a Padova: E’ il tredicesimo dall’inizio dell’anno

Giuseppe Sorrentino, 35 anni, si è impiccato alle sbarre della finestra
Era reduce da un lungo sciopero della fame, manifestava forti segni di disagio

Detenuto si suicida in carcere a Padova
E’ il tredicesimo dall’inizio dell’anno

Il tragico dato diffuso dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere

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 Detenuto si suicida in carcere a Padova E' il tredicesimo  dall'inizio dell'anno  Il carcere di Padova

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PADOVA – Un detenuto di 35 anni, Giuseppe Sorrentino, si è ucciso questa mattina nel carcere di Padova. L’uomo, che era in cella da solo, nella sezione ‘protetti’, si è impiccato alle sbarre della finestra del bagno, mentre gli altri detenuti erano fuori per ‘l’ora d’aria’. Sono stati proprio i compagni, dal cortile, ad accorgersi di ciò che stava accadendo e a dare l’allarme, ma quando gli agenti sono entrati in cella per soccorrerlo Sorrentino era già morto. E’ il tredicesimo dall’inizio di quest’anno nel carcere veneto.

Di origini campane, era in carcere già da diversi anni e la detenzione lo aveva duramente provato: infatti manifestava da tempo segni di profondo disagio ed era reduce da un lungo sciopero della fame che lo aveva debilitato. Ricoverato più volte in ospedale e nel Centro Clinico Penitenziario, ogni volta al ritorno in carcere riprendeva la sua protesta, lamentando in particolar modo una scarsa attenzione alle sue problematiche da parte degli operatori penitenziari.

Il suicidio di Sorrentino è il secondo in meno di due settimane nella Casa di Reclusione di Padova, dove il 23 febbraio scorso, nella stessa Sezione, si tolse la vita Walid Alloui, di 28 anni. Dall’inizio dell’anno salgono così a 13 a Padova i detenuti suicidi e a 31 il totale dei morti “di carcere” (che comprendono i decessi per malattia e per cause “da accertare). I dati sono dell’Osservatorio permanente sulle morti in carcere, del quale fanno parte i Radicali Italiani, e le Associaziono ‘Il Detenuto Ignoto’,’Antigone’, ‘A Buon Diritto’, ‘Radiocarcere’, ‘Ristretti Orizzonti’.

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07 marzo 2010
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ALIMENTAZIONE & SALUTE – Latte, a ciascuno il suo. I pericoli del latte

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Il latte: a ciascuno il proprio

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Tratto da “MRA il Metodo René Andreani” – www.vegetarian.it
Igienismo – la Scienza della Salute

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Il latte della donna fa bene al neonato, quello della mucca fa bene ai vitelli. “Fino a due anni i bambini dovrebbero essere alimentati con latte materno. Dopo i due anni, dimenticate ogni tipo di latte!”. Questa vera e propria bomba è stata fatta esplodere agli inizi degli anni novanta dal celeberrimo dottor Benjiamin Spock, padre della moderna pediatria. Questa inversione di tendenza portò il dottor Spock ad abbracciare le tesi che da anni molti medici ed esperti (nonché vegan, macrobiotici ed igienisti) propugnano: il latte vaccino fa male, soprattutto in fase di crescita, perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale. In America e in Italia in molti si scagliarono contro Spock, definendo “vecchio arteriosclerotico” questa vera “leggenda della puericultura” che, a 89 anni suonati, ebbe il coraggio intellettuale di ammettere i propri errori e di dichiarare che il latte di vacca è adattissimo ai vitelli, ma non agli uomini.

L’uomo è l’unico animale che continua a nutrirsi di latte anche dopo lo svezzamento. Che sia il desiderio di non diventare mai adulti? Il latte vaccino è un cibo per vitelli, non per l’uomo. Serve a far crescere un vitello e a farlo assomigliare ad una mucca, ma sicuramente non per aiutare un bambino a diventare un uomo. Per questo la natura ha predisposto il latte materno. La madre, nella società moderna, ha sempre più spesso rinunciato ad allattare al seno il proprio neonato (bassissime le percentuali alla fine degli anni sessanta), un po’ per motivi di tempo (essendo inserita nel frenetico processo produttivo), un po’ per mancanza d’informazione sull’insostituibilità del latte materno nei primi mesi di vita. La donna si è poi fatta condizionare da false paure sui presunti danni estetici dell’allattamento e da un malinteso desiderio d’emancipazione. Il peso più decisivo, in questa “scelta”, lo ha avuto la martellante pubblicità delle industrie produttrici di latte (in polvere e non), aiutate sicuramente dai sacerdoti della salute in camice bianco che hanno contribuito a creare un vero e proprio “mito” alimentare, basato su poco o nulla.

Prima di tutto il latte di una madre sana è sempre fresco e batteriologicamente puro, mentre ogni tipo di latte non umano deve subire un processo di “cottura” ad alte temperature che ne distrugga gli organismi nocivi (ma la stessa sorte tocca purtroppo anche alle vitamine). Latte materno e latte vaccino non sono assolutamente uguali, se non nel colore: si differenziano, infatti, nella composizione percentuale degli ingredienti (essendo uno destinato a far crescere esseri umani e l’altro bovini), e nella qualità di tali ingredienti (ad esempio le catene d’aminoacidi sono completamente diverse). Inoltre solo nel latte materno sono presenti sostanze che immunizzano il neonato dalle infezioni (soprattutto quelle respiratorie e intestinali), nonché la quantità di fosforo esattamente necessaria al suo sviluppo cerebrale. Il “cucciolo” d’uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l’animale sviluppa prima la struttura ossea. La quantità di lattosio, essenziale per lo sviluppo cerebrale del bambino, nel latte umano è quasi il doppio rispetto a quella che si riscontra nel latte vaccino, Questo fatto è facilmente spiegabile se si pensa che l’accrescimento del cervello del bambino è molto più rapido di quello del vitello. Il latte di mucca contiene molta caseina (quasi tre volte il latte umano), una proteina che, a contatto con i nostri succhi gastrici, “caglia”, formando un grumo compatto, alquanto indigesto, che provoca inoltre l’aumento dei processi putrefattivi intestinali.

Il latte vaccino, dovendo servire ai vitelli, che hanno una velocità d’accrescimento fisico notevolmente superiore a quell’umana (raddoppiano il proprio peso dopo appena 47 giorni dalla nascita, mentre il neonato umano lo raddoppia in 180 giorni), contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte umano. Tale notevole quantità di proteine nel latte di mucca costituisce, quindi, un’autentica overdose proteica per un essere umano. Si è così accertato che quando le proteine superano il normale fabbisogno del mammifero che assume un determinato latte, l’eccesso determina un sovraccarico per il fegato e le reni, che hanno il compito di eliminare i prodotti del metabolismo proteico. Il latte umano, al contrario di quello vaccino, garantisce al neonato la massima prevenzione dalle allergie e dalle infezioni. I medici hanno riscontrato che oggi il giovane americano, alla visita di leva, ha già terminato la crescita ossea, cosa che solo venti anni fa succedeva sei – sette anni più tardi. Questo avviene perché sono alimentati fin dalla nascita con latte non specifico e con altri cibi iperproteici. Tra l’altro ogni alimento ha valore nutritivo per la sua capacità di essere assorbito dal nostro organismo, non solo per la quantità di sali minerali, vitamine o proteine in esso contenuto.

Il calcio tanto reclamizzato nel latte vaccino è in genere male assorbito dall’uomo, perché è associato con una percentuale (relativamente) troppo alta di fosforo (fattore inibente) e alla caseina. Nonostante ciò, nei paesi occidentali “sviluppati” mangiamo così tanto da riuscire a fare un’overdose quotidiana di calcio, il quale va a depositarsi sulle pareti delle arterie – provocando, insieme al colesterolo, l’indurimento delle stesse – oppure forma calcoli renali, o si accumula nelle articolazioni, dando vita a manifestazioni artritiche. Il cinese medio assume appena 15 mg di calcio al giorno, eppure ha meno carie e osteoporosi dell’americano medio, che ne ingurgita ben 800 mg. Bambini affetti da otiti, tracheiti, catarri a ripetizione sono rientrati nella norma sopprimendo i latticini ed in particolar modo lo yogurt. L’insonnia dei neonati è di solito da addebitare alla somministrazione di latte vaccino. Latticini e formaggi sono legati alle malattie della civiltà: insorgere di tumori, cisti, fibromi, cancro all’apparato riproduttivo femminile (seno, utero, ovaia), infezioni all’apparato uro – genitale (cistiti e candida, molto diffusa tra le giovani americane), malattie del sistema cardiocircolatorio (arteriosclerosi, trombi, infarti…) a causa dell’enorme quantità di grassi saturi; connessione diretta con le più svariate forme d’allergia sia alimentare che della pelle e dell’apparato respiratorio (asma, raffreddore da fieno), abbassamento delle difese immunitarie, problemi del sistema digerente (diarrea, stitichezza, per la mancanza di fibre).

CONSIDERAZIONI FINALI. Se non sono ancora state sufficienti tutte le informazioni e le considerazioni esposte facciamo, prima di chiudere, un’ultima riflessione: Il latte è un alimento per i cuccioli di quella particolare specie animale che, proprio per questa caratteristica, si differenzia da tutte le altre: i mammiferi. Ebbene, non esiste alcun mammifero che, arrivato all’età adulta nella quale è in grado di nutrirsi da solo, continui ad assumere il latte. Solo l’uomo continua a bere latte e non usa nemmeno il proprio, ma quello di altre specie. Se esistono delle leggi in natura, qualcuno sicuramente sta sbagliando trascurando il fatto che le leggi naturali, contrariamente da quelle umane, non ammettono deroghe. Infine, esaminando lo sviluppo del cucciolo uomo, vediamo che ad un certo punto cominciano a spuntare i primi denti. La comparsa dei denti sta a significare che nel corpo di quell’esserino (e soprattutto nel suo apparato digerente) hanno avuto inizio le varie trasformazioni che lo condurranno gradatamente all’alimentazione dell’adulto. Da quel momento, l’importanza del latte (quale alimento unico) cessa, e anche la sua importanza quale alimento basilare diminuisce man mano che lo svezzamento procede e terminerà verso la fine del secondo anno di vita, quando sarà completata la sua prima dentizione, che viene appunto chiamata “da latte”: termina cioè quando il bambino ha i suoi venti denti caduchi. Il latte diventa allora un alimento secondario e anche la sua importanza come tale finirà per scomparire allorchè il ragazzo, versi i quattordici anni, avrà i primi 28 denti della sua dentatura permanente. A partire da quell’epoca egli potrà veramente alimentarsi come l’adulto e IL MAMMIFERO ADULTO NON SI CIBA DI LATTE.

CIBI CHE CONTENGONO LATTE: tutti i tipi di formaggio, yogurt, gelato, cappuccino, crema di nocciole, budini, frappè, frullati, burro, alcune interpretazioni del pesto alla genovese, ravioli e tortelli ‘di magro’, lasagne e cannelloni al forno, sformati e soufflè, salsa besciamella, gnocchi, purè di patate, pizza e calzoni, panini toast e tramezzini, alcuni prodotti precotti da infornare per fare focacce e simili, panna, mascarpone, quasi totalità della pasticceria (anche quella secca), merendine, biscotti, cioccolata al latte, certo scatolame, salse e manicaretti particolari o esotici che si trovano nei supermercati, mortadella, wurstel, prosciutto cotto, ecc..

Concludendo, il calcio, indispensabile al nostro organismo, è meglio ricavarlo da alimenti d’origine vegetale, anziché d’origine animale. RAW FOOD – Frutta, germogli e verdure CRUDE, fresche di stagione e possibilmente biologiche, contengono le giuste quantità di calcio biodisponibile e quindi assimilabile, con facilità, dal nostro organismo. www.vegetarian.it

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I pericoli del latte

www.disinformazione.it

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Da documenti storici, risulta che fu nel 1793 per opera di un certo Underwood, che venne dato a dei neonati il latte di mucca! Prima di tale data, se una madre moriva e lasciava il piccolo da allattare, ci pensava la balia e non certo una vacca!
La composizione del latte umano è unica.
Il bambino ha una crescita lenta, mentre il vitello ha una crescita molto rapida, ecco perché il latte di vacca contiene più del doppio di proteine e calcio di quanto non ne contenga il latte umano.

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Latte Lattosio Grassi Proteine Sali
Umano 7% 4% 1,5% 0,2%
Mucca 4,4% 4,5% 4,3% 0,8%
Capra 4,8% 3,7% 3,5% 0,45%

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La caratteristica più singolare nella crescita del piccolo dell’uomo, rispetto a quella degli altri animali, è il grande sviluppo del cervello nel primo anno di vita. Il latte umano è preposto a favorire tale sviluppo, come nessun altro latte!

Oggi il latte vaccino viene pastorizzato, omogeneizzato, trattato, congelato, evaporato, condensato, polverizzato, adulterato, aromatizzato… Tutti processi mortiferi.

L’omogeneizzazione per esempio consiste nel passare il latte attraverso una grande centrifuga che separa il grasso (crema, panna montata, ecc.) dal latte stesso. Tale processo meccanico produce una notevole ossidazione con conseguente perdita di valore e crea dei microscopici grumi di grasso che possono “strisciare”, “rigare” e quindi infiammare le vene, facendo intervenire sul posto colesterolo, fibrine, calcio, per bloccare tale processo infiammatorio.
Il risultato sono le tristemente note famose placche ateromatose!

Durante il processo di pastorizzazione del latte il Trifosfato di Calcio-Magnesio si scompone in sali: Fosfato di Calcio, Fosfato di Magnesio, Carbonato di Calcio che sono del tutto insolubili e assolutamente inutili (come tutti i minerali inorganici); le proteine del latte coagulano e precipitano assieme ai sali.
I minerali alcalini si ossidano e ciò che resta dopo la perdita della parte alcalina è molto acidificante per l’organismo. Un corpo acido sottrae minerali alcalini dalle riserve (ossa, denti, capelli, unghie, ecc.)
Questo è motivo per cui latte e latticini, anche se vengono consigliati dai medici per “curare” l’osteoporosi, sottraggono invece minerali come il calcio.

Una proteina del latte, la caseina, non possiamo digerirla perché non abbiamo l’enzima (DPP-IV) sempre più disabilitato a causa delle vaccinazioni, del fluoro, cloro.
L’enzima per digerire lo zucchero (lattosio), lo perdiamo all’età di circa 3 anni e quindi il lattosio si trasforma in acido lattico, un sottoprodotto tossico e soprattutto acidificante.
Altre proteine come la albumina e globulina subiscono a causa della pastorizzazione la coagulazione.

La pastorizzazione deammina alcuni aminoacidi facendoli diventare inutili alla nutrizione, la vitamina C viene totalmente distrutta, come pure tutte le altre vitamine.
Lo maggior parte dell’importante iodio viene perso.
Infine nel latte vi sono delle sostanze come la lactenina e l’acido rumenico, che risultano essere nocive per la flora batterica intestinale per via della loro attività antibiotica.
Il latte scremato causa più danno di quello intero, perché quando si diminuisce la percentuale di grasso, quella delle proteine aumenta!


www.disinformazione.it

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fonte:  http://www.disinformazione.it/pericoli_latte.htm

GIORNATA DI MOBILITAZIONE, Popolo viola dal sito alla piazza manifestazioni in tutta Italia

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Ancora una giornata di mobilitazione per protestare contro il decreto salva-liste
Appuntamento a Roma, in piazza Navona alle 15, e in numerose città

Popolo viola dal sito alla piazza
manifestazioni in tutta Italia

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Popolo viola dal sito alla piazza manifestazioni in tutta Italia Bandiera del popolo viola in piazza del Pantheon

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ROMA – Ancora una giornata di mobilitazione per il Popolo viola che ha organizzato una serie di manifestazioni in tutta Italia per protestare contro il decreto legge salva-liste. A Roma l’appuntamento è alle 15 in piazza Navona per ribadire “l’impegno nella difesa della Costituzione in maniera pacifica e nonviolenta”. La manifestazione verrà ripresa integralmente in diretta streaming sul sito ilpopoloviola.it e sulla pagina nazionale del Popolo Viola di Facebook. Dalle 16 alle 16.30 verranno letti i messaggi delle discussioni inviati su Facebook, in modo da collegare la gente in piazza con le persone collegate su internet.
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Manifestazioni in molte città. Iniziative analoghe in molte città: a Napoli, in piazza del Plebiscito; Firenze, piazza della Repubblica; Ferrara, piazza Castello; Campobasso, davanti alla Prefettura; Arezzo, piazza Guido Monaco; Sassari, piazza Italia; Reggio Calabria, piazza Italia; Bari, davanti alla Prefettura; Messina, piazza Unità d’Italia; Pistoia, piazza della Repubblica; a Pescara, in piazza Salotto, dalle 16 in poi ci sarà una maratona oratoria con cittadini, rappresentanti di tutti i partiti dell’opposizione e gli amici di Beppe Grillo della città.
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Sabato 13/3, Udc non sarà in piazza.
Il Popolo viola sarà anche alla grande manifestazione del centrosinistra organizzata per sabato prossimo a Roma. L’Udc intanto ha fatto sapere che non sarà in piazza, come ha spiegato il leader del partito, Pier Ferdinando Casini, in una intervista alla Stampa. “Quella manifestazione è un grandissimo errore”, ha detto l’ex presidente della Camera.
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07 marzo 2010
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Il bavaglio alla televisione mentre si gioca la partita della legalità

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Il bavaglio alla televisione mentre si gioca la partita della legalità

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di Riccardo Iacona

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Siamo arrivati alla fine di questa prima settimana senza i programmi di approfondimento della Rai, senza Porta a Porta , Ballarò , Annozero , L’ultima Parola e In mezz’ora e per me è stata una settimana terribile. Per tutti questi giorni ho visto crescere la storia delle liste regionali del Pdl non ammesse, tutti i commentatori dei giornali hanno capito subito che attorno a quella storia si giocava una partita di legalità di estrema importanza, che avrebbe coinvolto le più alte cariche dello Stato. E basta guardare i titoli dei giornali di ieri su Napolitano per rendersene conto.

Ebbene, quelli che in Italia non leggono i giornali e si informano solo con la televisione, e sono milioni di persone, non hanno avuto alcuna possibilità di seguire questa storia. Nessuno gli ha raccontato i retroscena, le implicazioni politiche, le conseguenze. Tutto è stato raccontato e «macinato» nelle manciate di minuti che gli dedicano i telegiornali, metà delle quali, per par condicio, subappaltate direttamente ai protagonisti politici della vicenda. Ma questa è stata anche la settimana del senatore Di Girolamo, degli applausi a lui rivolti al Senato, delle sue dimissioni e del suo arresto.

E dell’inchiesta che lo riguarda, che coinvolge una parte non secondaria del sistema delle telecomunicazioni italiane. E quando Gad Lerner su La7 se ne voleva occupare glielo hanno impedito. Poi c’è l’inchiesta sulla Protezione Civile che va avanti ed ogni giorno, sui giornali, ci sono novità. Per esempio le prime ammissioni di Verdini, non proprio l’ultimo arrivato, ma uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, la cabina di regia del partito di Berlusconi. E mentre fuori nel mondo succede di tutto la Rai, per la prima volta nella sua storia, è spenta. Mentre i giornalisti della carta stampata continuano a raccontare quello che succede, i giornalisti della Tv pubblica non lo possono fare, sono fermi, con le mani in mano, le telecamere spente. Tutto questo nel momento in cui c’è bisogno del massimo di informazione.

E questa situazione mi spaventa molto. Spero che i prossimi pronunciamenti del Tar ai ricorsi di Sky e delle tv private possano aprire uno spiraglio di ripensamento della RAI. Perché se questo silenzio, questo buio si protrarrà ancora per settimane verrà leso il diritto costituzionale di milioni di persone ad essere informate. Noi questa sera abbiamo deciso di squarciare questo buio con i colori e gli elementi della vita, il sole, il vento e gli alberi: in un lungo viaggio che comincia a Berlino e finisce a Palermo vi racconteremo quanta energia pulita si può produrre utilizzando le fonti rinnovabili. In Germania, pensate, in meno di dieci anni sono riusciti ad aumentare l’uso delle fonti rinnovabili fino a coprire il 16 per cento di tutto il fabbisogno energetico di una delle nazioni più industrializzate dal mondo.

E hanno costruito dal nulla una nuova industria che prima non c’era: vi porteremo nella «Solar Valley», nel cuore dell’ex Germania dell’Est, dove la vecchia e inquinata industria chimica è stata completamente sostituita dalle fabbriche del futuro, che producono ogni giorno milioni di celle solari. Vi faremo vedere i parchi solari e le pale eoliche più grandi del mondo, ma anche come la cultura del risparmio energetico sia entrata ormai a far parte delle abitudini dei tedeschi e dell’agenda politica di quel Paese. E scopriremo assieme quanta buona economia, quanti posti di lavoro ci sono dietro quelle scelte: solo in Germania, tra indiretto e diretto, attorno alle fonti rinnovabili sono stati costruiti dal niente 750mila nuovi posti di lavoro. E poi vi faremo vedere la situazione italiana. Con stasera finisce questo ciclo di Presadiretta , cominciato a settembre che per undici lunghe prime serate ci ha portato dentro la pancia, il cuore e la testa del nostro Paese. Da domani ci rimettiamo la telecamera sulla spalla. Sperando in tempi migliori.

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07 marzo 2010
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