Archivio | marzo 7, 2010

ALIMENTAZIONE & SALUTE – Latte, a ciascuno il suo. I pericoli del latte

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Il latte: a ciascuno il proprio

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Tratto da “MRA il Metodo René Andreani” – www.vegetarian.it
Igienismo – la Scienza della Salute

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Il latte della donna fa bene al neonato, quello della mucca fa bene ai vitelli. “Fino a due anni i bambini dovrebbero essere alimentati con latte materno. Dopo i due anni, dimenticate ogni tipo di latte!”. Questa vera e propria bomba è stata fatta esplodere agli inizi degli anni novanta dal celeberrimo dottor Benjiamin Spock, padre della moderna pediatria. Questa inversione di tendenza portò il dottor Spock ad abbracciare le tesi che da anni molti medici ed esperti (nonché vegan, macrobiotici ed igienisti) propugnano: il latte vaccino fa male, soprattutto in fase di crescita, perché può provocare molte deficienze immunitarie e disturbi vari, tra cui l’anemia, allergie e persino un insufficiente sviluppo cerebrale. In America e in Italia in molti si scagliarono contro Spock, definendo “vecchio arteriosclerotico” questa vera “leggenda della puericultura” che, a 89 anni suonati, ebbe il coraggio intellettuale di ammettere i propri errori e di dichiarare che il latte di vacca è adattissimo ai vitelli, ma non agli uomini.

L’uomo è l’unico animale che continua a nutrirsi di latte anche dopo lo svezzamento. Che sia il desiderio di non diventare mai adulti? Il latte vaccino è un cibo per vitelli, non per l’uomo. Serve a far crescere un vitello e a farlo assomigliare ad una mucca, ma sicuramente non per aiutare un bambino a diventare un uomo. Per questo la natura ha predisposto il latte materno. La madre, nella società moderna, ha sempre più spesso rinunciato ad allattare al seno il proprio neonato (bassissime le percentuali alla fine degli anni sessanta), un po’ per motivi di tempo (essendo inserita nel frenetico processo produttivo), un po’ per mancanza d’informazione sull’insostituibilità del latte materno nei primi mesi di vita. La donna si è poi fatta condizionare da false paure sui presunti danni estetici dell’allattamento e da un malinteso desiderio d’emancipazione. Il peso più decisivo, in questa “scelta”, lo ha avuto la martellante pubblicità delle industrie produttrici di latte (in polvere e non), aiutate sicuramente dai sacerdoti della salute in camice bianco che hanno contribuito a creare un vero e proprio “mito” alimentare, basato su poco o nulla.

Prima di tutto il latte di una madre sana è sempre fresco e batteriologicamente puro, mentre ogni tipo di latte non umano deve subire un processo di “cottura” ad alte temperature che ne distrugga gli organismi nocivi (ma la stessa sorte tocca purtroppo anche alle vitamine). Latte materno e latte vaccino non sono assolutamente uguali, se non nel colore: si differenziano, infatti, nella composizione percentuale degli ingredienti (essendo uno destinato a far crescere esseri umani e l’altro bovini), e nella qualità di tali ingredienti (ad esempio le catene d’aminoacidi sono completamente diverse). Inoltre solo nel latte materno sono presenti sostanze che immunizzano il neonato dalle infezioni (soprattutto quelle respiratorie e intestinali), nonché la quantità di fosforo esattamente necessaria al suo sviluppo cerebrale. Il “cucciolo” d’uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l’animale sviluppa prima la struttura ossea. La quantità di lattosio, essenziale per lo sviluppo cerebrale del bambino, nel latte umano è quasi il doppio rispetto a quella che si riscontra nel latte vaccino, Questo fatto è facilmente spiegabile se si pensa che l’accrescimento del cervello del bambino è molto più rapido di quello del vitello. Il latte di mucca contiene molta caseina (quasi tre volte il latte umano), una proteina che, a contatto con i nostri succhi gastrici, “caglia”, formando un grumo compatto, alquanto indigesto, che provoca inoltre l’aumento dei processi putrefattivi intestinali.

Il latte vaccino, dovendo servire ai vitelli, che hanno una velocità d’accrescimento fisico notevolmente superiore a quell’umana (raddoppiano il proprio peso dopo appena 47 giorni dalla nascita, mentre il neonato umano lo raddoppia in 180 giorni), contiene dal 3,5% al 5% di proteine, contro l’1,2% del latte umano. Tale notevole quantità di proteine nel latte di mucca costituisce, quindi, un’autentica overdose proteica per un essere umano. Si è così accertato che quando le proteine superano il normale fabbisogno del mammifero che assume un determinato latte, l’eccesso determina un sovraccarico per il fegato e le reni, che hanno il compito di eliminare i prodotti del metabolismo proteico. Il latte umano, al contrario di quello vaccino, garantisce al neonato la massima prevenzione dalle allergie e dalle infezioni. I medici hanno riscontrato che oggi il giovane americano, alla visita di leva, ha già terminato la crescita ossea, cosa che solo venti anni fa succedeva sei – sette anni più tardi. Questo avviene perché sono alimentati fin dalla nascita con latte non specifico e con altri cibi iperproteici. Tra l’altro ogni alimento ha valore nutritivo per la sua capacità di essere assorbito dal nostro organismo, non solo per la quantità di sali minerali, vitamine o proteine in esso contenuto.

Il calcio tanto reclamizzato nel latte vaccino è in genere male assorbito dall’uomo, perché è associato con una percentuale (relativamente) troppo alta di fosforo (fattore inibente) e alla caseina. Nonostante ciò, nei paesi occidentali “sviluppati” mangiamo così tanto da riuscire a fare un’overdose quotidiana di calcio, il quale va a depositarsi sulle pareti delle arterie – provocando, insieme al colesterolo, l’indurimento delle stesse – oppure forma calcoli renali, o si accumula nelle articolazioni, dando vita a manifestazioni artritiche. Il cinese medio assume appena 15 mg di calcio al giorno, eppure ha meno carie e osteoporosi dell’americano medio, che ne ingurgita ben 800 mg. Bambini affetti da otiti, tracheiti, catarri a ripetizione sono rientrati nella norma sopprimendo i latticini ed in particolar modo lo yogurt. L’insonnia dei neonati è di solito da addebitare alla somministrazione di latte vaccino. Latticini e formaggi sono legati alle malattie della civiltà: insorgere di tumori, cisti, fibromi, cancro all’apparato riproduttivo femminile (seno, utero, ovaia), infezioni all’apparato uro – genitale (cistiti e candida, molto diffusa tra le giovani americane), malattie del sistema cardiocircolatorio (arteriosclerosi, trombi, infarti…) a causa dell’enorme quantità di grassi saturi; connessione diretta con le più svariate forme d’allergia sia alimentare che della pelle e dell’apparato respiratorio (asma, raffreddore da fieno), abbassamento delle difese immunitarie, problemi del sistema digerente (diarrea, stitichezza, per la mancanza di fibre).

CONSIDERAZIONI FINALI. Se non sono ancora state sufficienti tutte le informazioni e le considerazioni esposte facciamo, prima di chiudere, un’ultima riflessione: Il latte è un alimento per i cuccioli di quella particolare specie animale che, proprio per questa caratteristica, si differenzia da tutte le altre: i mammiferi. Ebbene, non esiste alcun mammifero che, arrivato all’età adulta nella quale è in grado di nutrirsi da solo, continui ad assumere il latte. Solo l’uomo continua a bere latte e non usa nemmeno il proprio, ma quello di altre specie. Se esistono delle leggi in natura, qualcuno sicuramente sta sbagliando trascurando il fatto che le leggi naturali, contrariamente da quelle umane, non ammettono deroghe. Infine, esaminando lo sviluppo del cucciolo uomo, vediamo che ad un certo punto cominciano a spuntare i primi denti. La comparsa dei denti sta a significare che nel corpo di quell’esserino (e soprattutto nel suo apparato digerente) hanno avuto inizio le varie trasformazioni che lo condurranno gradatamente all’alimentazione dell’adulto. Da quel momento, l’importanza del latte (quale alimento unico) cessa, e anche la sua importanza quale alimento basilare diminuisce man mano che lo svezzamento procede e terminerà verso la fine del secondo anno di vita, quando sarà completata la sua prima dentizione, che viene appunto chiamata “da latte”: termina cioè quando il bambino ha i suoi venti denti caduchi. Il latte diventa allora un alimento secondario e anche la sua importanza come tale finirà per scomparire allorchè il ragazzo, versi i quattordici anni, avrà i primi 28 denti della sua dentatura permanente. A partire da quell’epoca egli potrà veramente alimentarsi come l’adulto e IL MAMMIFERO ADULTO NON SI CIBA DI LATTE.

CIBI CHE CONTENGONO LATTE: tutti i tipi di formaggio, yogurt, gelato, cappuccino, crema di nocciole, budini, frappè, frullati, burro, alcune interpretazioni del pesto alla genovese, ravioli e tortelli ‘di magro’, lasagne e cannelloni al forno, sformati e soufflè, salsa besciamella, gnocchi, purè di patate, pizza e calzoni, panini toast e tramezzini, alcuni prodotti precotti da infornare per fare focacce e simili, panna, mascarpone, quasi totalità della pasticceria (anche quella secca), merendine, biscotti, cioccolata al latte, certo scatolame, salse e manicaretti particolari o esotici che si trovano nei supermercati, mortadella, wurstel, prosciutto cotto, ecc..

Concludendo, il calcio, indispensabile al nostro organismo, è meglio ricavarlo da alimenti d’origine vegetale, anziché d’origine animale. RAW FOOD – Frutta, germogli e verdure CRUDE, fresche di stagione e possibilmente biologiche, contengono le giuste quantità di calcio biodisponibile e quindi assimilabile, con facilità, dal nostro organismo. www.vegetarian.it

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I pericoli del latte

www.disinformazione.it

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Da documenti storici, risulta che fu nel 1793 per opera di un certo Underwood, che venne dato a dei neonati il latte di mucca! Prima di tale data, se una madre moriva e lasciava il piccolo da allattare, ci pensava la balia e non certo una vacca!
La composizione del latte umano è unica.
Il bambino ha una crescita lenta, mentre il vitello ha una crescita molto rapida, ecco perché il latte di vacca contiene più del doppio di proteine e calcio di quanto non ne contenga il latte umano.

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Latte Lattosio Grassi Proteine Sali
Umano 7% 4% 1,5% 0,2%
Mucca 4,4% 4,5% 4,3% 0,8%
Capra 4,8% 3,7% 3,5% 0,45%

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La caratteristica più singolare nella crescita del piccolo dell’uomo, rispetto a quella degli altri animali, è il grande sviluppo del cervello nel primo anno di vita. Il latte umano è preposto a favorire tale sviluppo, come nessun altro latte!

Oggi il latte vaccino viene pastorizzato, omogeneizzato, trattato, congelato, evaporato, condensato, polverizzato, adulterato, aromatizzato… Tutti processi mortiferi.

L’omogeneizzazione per esempio consiste nel passare il latte attraverso una grande centrifuga che separa il grasso (crema, panna montata, ecc.) dal latte stesso. Tale processo meccanico produce una notevole ossidazione con conseguente perdita di valore e crea dei microscopici grumi di grasso che possono “strisciare”, “rigare” e quindi infiammare le vene, facendo intervenire sul posto colesterolo, fibrine, calcio, per bloccare tale processo infiammatorio.
Il risultato sono le tristemente note famose placche ateromatose!

Durante il processo di pastorizzazione del latte il Trifosfato di Calcio-Magnesio si scompone in sali: Fosfato di Calcio, Fosfato di Magnesio, Carbonato di Calcio che sono del tutto insolubili e assolutamente inutili (come tutti i minerali inorganici); le proteine del latte coagulano e precipitano assieme ai sali.
I minerali alcalini si ossidano e ciò che resta dopo la perdita della parte alcalina è molto acidificante per l’organismo. Un corpo acido sottrae minerali alcalini dalle riserve (ossa, denti, capelli, unghie, ecc.)
Questo è motivo per cui latte e latticini, anche se vengono consigliati dai medici per “curare” l’osteoporosi, sottraggono invece minerali come il calcio.

Una proteina del latte, la caseina, non possiamo digerirla perché non abbiamo l’enzima (DPP-IV) sempre più disabilitato a causa delle vaccinazioni, del fluoro, cloro.
L’enzima per digerire lo zucchero (lattosio), lo perdiamo all’età di circa 3 anni e quindi il lattosio si trasforma in acido lattico, un sottoprodotto tossico e soprattutto acidificante.
Altre proteine come la albumina e globulina subiscono a causa della pastorizzazione la coagulazione.

La pastorizzazione deammina alcuni aminoacidi facendoli diventare inutili alla nutrizione, la vitamina C viene totalmente distrutta, come pure tutte le altre vitamine.
Lo maggior parte dell’importante iodio viene perso.
Infine nel latte vi sono delle sostanze come la lactenina e l’acido rumenico, che risultano essere nocive per la flora batterica intestinale per via della loro attività antibiotica.
Il latte scremato causa più danno di quello intero, perché quando si diminuisce la percentuale di grasso, quella delle proteine aumenta!


www.disinformazione.it

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fonte:  http://www.disinformazione.it/pericoli_latte.htm

GIORNATA DI MOBILITAZIONE, Popolo viola dal sito alla piazza manifestazioni in tutta Italia

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Ancora una giornata di mobilitazione per protestare contro il decreto salva-liste
Appuntamento a Roma, in piazza Navona alle 15, e in numerose città

Popolo viola dal sito alla piazza
manifestazioni in tutta Italia

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Popolo viola dal sito alla piazza manifestazioni in tutta Italia Bandiera del popolo viola in piazza del Pantheon

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ROMA – Ancora una giornata di mobilitazione per il Popolo viola che ha organizzato una serie di manifestazioni in tutta Italia per protestare contro il decreto legge salva-liste. A Roma l’appuntamento è alle 15 in piazza Navona per ribadire “l’impegno nella difesa della Costituzione in maniera pacifica e nonviolenta”. La manifestazione verrà ripresa integralmente in diretta streaming sul sito ilpopoloviola.it e sulla pagina nazionale del Popolo Viola di Facebook. Dalle 16 alle 16.30 verranno letti i messaggi delle discussioni inviati su Facebook, in modo da collegare la gente in piazza con le persone collegate su internet.
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Manifestazioni in molte città. Iniziative analoghe in molte città: a Napoli, in piazza del Plebiscito; Firenze, piazza della Repubblica; Ferrara, piazza Castello; Campobasso, davanti alla Prefettura; Arezzo, piazza Guido Monaco; Sassari, piazza Italia; Reggio Calabria, piazza Italia; Bari, davanti alla Prefettura; Messina, piazza Unità d’Italia; Pistoia, piazza della Repubblica; a Pescara, in piazza Salotto, dalle 16 in poi ci sarà una maratona oratoria con cittadini, rappresentanti di tutti i partiti dell’opposizione e gli amici di Beppe Grillo della città.
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Sabato 13/3, Udc non sarà in piazza.
Il Popolo viola sarà anche alla grande manifestazione del centrosinistra organizzata per sabato prossimo a Roma. L’Udc intanto ha fatto sapere che non sarà in piazza, come ha spiegato il leader del partito, Pier Ferdinando Casini, in una intervista alla Stampa. “Quella manifestazione è un grandissimo errore”, ha detto l’ex presidente della Camera.
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07 marzo 2010
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Il bavaglio alla televisione mentre si gioca la partita della legalità

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Il bavaglio alla televisione mentre si gioca la partita della legalità

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di Riccardo Iacona

tutti gli articoli dell’autore

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Siamo arrivati alla fine di questa prima settimana senza i programmi di approfondimento della Rai, senza Porta a Porta , Ballarò , Annozero , L’ultima Parola e In mezz’ora e per me è stata una settimana terribile. Per tutti questi giorni ho visto crescere la storia delle liste regionali del Pdl non ammesse, tutti i commentatori dei giornali hanno capito subito che attorno a quella storia si giocava una partita di legalità di estrema importanza, che avrebbe coinvolto le più alte cariche dello Stato. E basta guardare i titoli dei giornali di ieri su Napolitano per rendersene conto.

Ebbene, quelli che in Italia non leggono i giornali e si informano solo con la televisione, e sono milioni di persone, non hanno avuto alcuna possibilità di seguire questa storia. Nessuno gli ha raccontato i retroscena, le implicazioni politiche, le conseguenze. Tutto è stato raccontato e «macinato» nelle manciate di minuti che gli dedicano i telegiornali, metà delle quali, per par condicio, subappaltate direttamente ai protagonisti politici della vicenda. Ma questa è stata anche la settimana del senatore Di Girolamo, degli applausi a lui rivolti al Senato, delle sue dimissioni e del suo arresto.

E dell’inchiesta che lo riguarda, che coinvolge una parte non secondaria del sistema delle telecomunicazioni italiane. E quando Gad Lerner su La7 se ne voleva occupare glielo hanno impedito. Poi c’è l’inchiesta sulla Protezione Civile che va avanti ed ogni giorno, sui giornali, ci sono novità. Per esempio le prime ammissioni di Verdini, non proprio l’ultimo arrivato, ma uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl, la cabina di regia del partito di Berlusconi. E mentre fuori nel mondo succede di tutto la Rai, per la prima volta nella sua storia, è spenta. Mentre i giornalisti della carta stampata continuano a raccontare quello che succede, i giornalisti della Tv pubblica non lo possono fare, sono fermi, con le mani in mano, le telecamere spente. Tutto questo nel momento in cui c’è bisogno del massimo di informazione.

E questa situazione mi spaventa molto. Spero che i prossimi pronunciamenti del Tar ai ricorsi di Sky e delle tv private possano aprire uno spiraglio di ripensamento della RAI. Perché se questo silenzio, questo buio si protrarrà ancora per settimane verrà leso il diritto costituzionale di milioni di persone ad essere informate. Noi questa sera abbiamo deciso di squarciare questo buio con i colori e gli elementi della vita, il sole, il vento e gli alberi: in un lungo viaggio che comincia a Berlino e finisce a Palermo vi racconteremo quanta energia pulita si può produrre utilizzando le fonti rinnovabili. In Germania, pensate, in meno di dieci anni sono riusciti ad aumentare l’uso delle fonti rinnovabili fino a coprire il 16 per cento di tutto il fabbisogno energetico di una delle nazioni più industrializzate dal mondo.

E hanno costruito dal nulla una nuova industria che prima non c’era: vi porteremo nella «Solar Valley», nel cuore dell’ex Germania dell’Est, dove la vecchia e inquinata industria chimica è stata completamente sostituita dalle fabbriche del futuro, che producono ogni giorno milioni di celle solari. Vi faremo vedere i parchi solari e le pale eoliche più grandi del mondo, ma anche come la cultura del risparmio energetico sia entrata ormai a far parte delle abitudini dei tedeschi e dell’agenda politica di quel Paese. E scopriremo assieme quanta buona economia, quanti posti di lavoro ci sono dietro quelle scelte: solo in Germania, tra indiretto e diretto, attorno alle fonti rinnovabili sono stati costruiti dal niente 750mila nuovi posti di lavoro. E poi vi faremo vedere la situazione italiana. Con stasera finisce questo ciclo di Presadiretta , cominciato a settembre che per undici lunghe prime serate ci ha portato dentro la pancia, il cuore e la testa del nostro Paese. Da domani ci rimettiamo la telecamera sulla spalla. Sperando in tempi migliori.

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07 marzo 2010
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Abusi coro fratello del Papa: lo scandalo cresce. Vaticano: giustizia per le vittime / Der Spiegel: Regensburger Domspatzen durch Missbrauch traumatisiert

Abusi coro fratello del Papa: lo scandalo cresce. Vaticano: giustizia per le vittime

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Il vescovo di Ratisbona: episodi noti, prima della direzione di Georg Ratzinger. Der Spiegel riporta i ricordi delle vittime

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ROMA (6 marzo) – Gli abusi fisici, mentali e sessuali sui ragazzi del coro tedesco di Ratisbona, in Baviera, hanno dimensioni maggiori di quanto si è finora ritenuto, scrive il settimanale Der Spiegel nel numero della prossima settimana. Vari ex “Passerotti” del Duomo (Domspatzen è il nome con cui vengono indicati i giovani cantori del coro più vecchio del mondo, diretto tra il 1964 e il 1994 dal fratello maggiore del papa, don Georg Ratzinger) da grandi sono ricorsi all’aiuto di psicoterapeuti per curare i traumi provocati da abusi sessuali o altrimenti loro inflitti, scrive Der Spiegel nel numero lunedì prossimo in edicola, secondo una anticipazione diffusa oggi.

Il compositore e regista Franz Wittenbrink, fino al 1967 collegiale dei Domspatzen a Ratisbona, ha raccontato che il direttore del collegio Z. (un sacerdote, il nome non è indicato) «passava la sera in dormitorio e sceglieva due o tre di noi, da portare nelle sue stanze». Lì bevevano vino rosso e poi «il prete si masturbava insieme con i minorenni», ha raccontato Wittenbrink, secondo Der Spiegel. Tutti sapevano quello che succedeva, ha detto Witttenbrink, «mentre mi sembra inspiegabile come il fratello del papa, dal 1964 direttore del coro, non abbia mai saputo nulla di quello che succedeva».

Un ex corista oggi residente nella regione dell’Allgau (Baviera) ha raccontato al settimanale di rituali crudeli nel convitto di Etterzhaus (vicino a Ratisbona), una scuola elementare per gli allievi più giovani tra i quali poi venivano reclutati i ragazzi del coro, dove alla fine degli anni ’50 il direttore M. (il nome non è stato reso noto) «portava i bambini di otto e nove anni nella sua zona privata, li faceva spogliare e li picchiava a mano nuda». Secondo il racconto, in alcuni casi «ci sono state anche penetrazioni», scrive Der Spiegel.

Il vescovo di Ratisbona: episodi noti, avvenuti prima della direzione Ratzinger. Gli episodi di pedofilia «riportati alla memoria non coincidono con il periodo dell’incarico del maestro professor Georg Ratzinger che ha diretto il coro dal 1964 al 1994)». È quanto dichiara il vescovo di Ratisbona, monsignor Gerhard Ludwig Muller, in un comunicato pubblicato sull’Osservatore Romano in relazione agli abusi sessuali emersi nell’ambito della struttura di cui fa parte il Coro del Duomo della città tedesca.

Il vescovo ricorda che «negli ultimi giorni, due casi di abuso sessuale sono stati di nuovo riportati alla memoria. Nel primo caso – spiega -, si tratta di un fatto accaduto nell’anno 1958, commesso da parte del Vice-Direttore della scuola preliminare. Appena conosciuto il delitto, costui fu rimosso dall’incarico e fu anche condannato penalmente». Nel secondo caso, prosegue, «si tratta di una persona che lavorò nel 1958 per sette mesi presso i Domspatzen. Dopo 12 anni, fu condannata per un caso di abuso sessuale. Attualmente, si sta esaminando se ciò riguardi pure fatti accaduti durante quel periodo di sette mesi presso i Domspatzen».

La Santa Sede vuole fare chiarezza con l’obiettivo «principale di rendere giustizia alle eventuali vittime». Lo si legge in una nota pubblicata oggi sull’Osservatore Romano in relazione ai presunti episodi di pedofilia in Germania e in particolare a Ratisbona.

La Santa Sede appoggia la Diocesi di Ratisbona «nella propria disponibilità ad analizzare la dolorosa questione» dei presunti abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel coro dei Regensburger Domspatzen «con decisione e in modo aperto, ai sensi delle direttive della Conferenza Episcopale Tedesca. L’obiettivo principale del chiarimento da parte della Chiesa è di rendere giustizia alle eventuali vittime».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=93713&sez=HOME_NELMONDO

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Vorwürfe gegen Kirche

Regensburger Domspatzen durch Missbrauch traumatisiert

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Internat der Regensburger Domspatzen: Ausgeklügeltes System sadistischer Strafen – dpa

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Rückhaltlose Aufklärung hat die katholische Kirche in der Serie von Missbrauchsskandalen angekündigt. Doch bislang war Verschweigen gängige Praxis der Verantwortlichen – auch was die Vorfälle bei den Regensburger Domspatzen betrifft.

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FOTOSTRECKE

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Hamburg/Rom – Es gab zahlreiche Hinweise – doch bis zu einer Anfrage des SPIEGEL am vergangenen Donnerstag hatte das Bistum Regensburg alles unter Verschluss gehalten. Dabei reicht der Missbrauchsskandal bei den Regensburger Domspatzen viel weiter als bisher bekannt. Therapeuten im Münchner Raum behandelten mehrere ehemalige Chormitglieder, die durch sexuelle und andere körperliche Misshandlungen traumatisiert wurden.

Ein Betroffener aus dem Allgäu berichtete dem SPIEGEL von grausamen Ritualen im Internat Etterzhausen, einer Vorschule für jüngere Schüler, aus dem sich die Domspatzen in Regensburg rekrutierten. Dort habe Ende der fünfziger Jahre der Direktor M., ein katholischer Priester, härteste Bestrafungen exerziert: Häufig habe er auch in seinen Privaträumen ein “Nacktprügeln” betrieben, bei dem sich die acht- bis neunjährigen Kinder entblößen mussten und Schläge mit der Hand bekamen. In einigen Fällen, so das Opfer, sei es zu Penetrationen gekommen.

Der Regisseur und Komponist Franz Wittenbrink, der bis 1967 im Regensburger Internat der Domspatzen lebte, spricht von einem “ausgeklügelten System sadistischer Strafen verbunden mit sexueller Lust”, das dort bestand. Der Internatsdirektor Z. habe sich “abends im Schlafsaal zwei, drei von uns Jungs ausgesucht, die er in seine Wohnung mitnahm”. Dort habe es Rotwein gegeben und der Priester habe mit den Minderjährigen masturbiert. “Jeder wusste es”, sagt Wittenbrink, ein Neffe des damaligen bayerischen Ministerpräsidenten Alfons Goppel.

“Warum der Papstbruder Georg Ratzinger, der seit 1964 Domkapellmeister war, davon nichts mitbekommen haben soll, ist mir unerklärlich”, fügte der Regisseur hinzu. In seinem Jahrgang habe ein Mitschüler kurz vor dem Abitur Selbstmord begangen. Nun will das Ordinariat alles rigoros aufklären und Ende März einen Zwischenbericht vorlegen.

Vatikan verspricht “Null Toleranz

Eine Aufklärung hält der deutsche Kurienkardinal Walter Kasper auch in den zahlreichen anderen Verdachtsfällen für dringend geboten. Die Schuldigen müssten verurteilt, die Opfer entschädigt werden, sagte der im Vatikan für die Einheit der Christenheit verantwortlich Kardinal der römischen Tageszeitung “La Repubblica”. Es sei gut, dass Papst Benedikt XVI. Klarheit schaffen wolle und “Null-Toleranz” denen gegenüber verlange, die so schwere Schuld auf sich geladen hätten.

Die jüngste Welle von Missbrauchsfällen in Deutschland könnte auch in dem angekündigten Brief erwähnt werden, den der Papst an die katholische Kirche in Irland wegen der dortigen Skandale vorbereite, deutete Kasper an. Der Kurienkardinal erklärte, “große Traurigkeit, tiefe Enttäuschung, Schmerz und viel, viel Wut” wegen der sexuellen Missbrauchsfälle mit minderjährigen Opfern zu verspüren. “Das sind kriminelle, schändliche Akte, nicht hinnehmbare Todsünden”, sagte er.

“Dafür gibt es keine Rechtfertigung.” Dieses Übel habe sich in der Gesellschaft eingegraben, also auch in der Kirche, “die, wie wir wohl wissen, nicht immun gegen Sünden ist”. Er sage dies nicht, um etwas zu rechtfertigen, erläuterte Kasper. Vielmehr gehe es darum, eine “Tragödie” zur Kenntnis zu nehmen, bei der alle angesprochen seien.

Bayerns Justizministerin pocht auf konsequente Zusammenarbeit

Die bayerische Justizministerin Beate Merk mahnte eine konsequentere Zusammenarbeit mit der Justiz an. “Es gibt Fälle, in denen es nicht so läuft, wie es laufen sollte”, sagte die CSU-Politikerin der “Süddeutschen Zeitung”. Stelle sich heraus, dass die Kirche der Staatsanwaltschaft bewusst Verdachtsfälle von Kindesmissbrauch verschwiegen habe, dann werde das Verhältnis von Staat und Kirche beschädigt.

“Die Kirche muss jetzt ein klares Signal geben, dass ihr der Schutz der Opfer, das Mitgefühl mit den Kindern, wirklich das Wichtigste ist”, forderte Merk. “Dafür muss sie ganz konsequent mit den Staatsanwaltschaften zusammenarbeiten.” Es sei für sie unabdingbar, dass die Kirche sofort die Staatsanwaltschaft einschalte, wenn sie Hinweise auf Missbrauch erhalte. Merk forderte zudem, die Verjährungsfristen bei Kindesmissbrauch auf 30 Jahre zu erweitern – die jetzigen Verjährungsfristen seien viel zu kurz.

Nahles prangert Vertuschung an

SPD-Generalsekretärin Andrea Nahles nannte die Missbrauchsdebatte um die katholische Kirche sehr deprimierend. Es sei richtig, dass sich die katholische Bischofskonferenz jetzt entschlossen habe, die Aufklärung der Missbrauchsfälle entschieden voranzutreiben. “Manche Verantwortliche wie zum Beispiel Bischof Ackermann aus meinem Bistum Trier gehen da vorbildlich voran”, sagte Nahles der “Super Illu”.

In der Vergangenheit habe es viel Vertuschung gegeben – wahrscheinlich bundesweit in allen Bistümern. “Das macht mir besonders deswegen Kummer, weil sexueller Missbrauch irreparable Schäden bei den Opfern verursacht”, sagte Nahles. “Deshalb kann der einzige Weg der katholischen Kirche nur sein, rückhaltlos alles aufzuklären, den Opfern zu helfen und jetzt alle Karten auf den Tisch zu legen.”

mik/dpa

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06/03/2010

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fonte:  http://www.spiegel.de/panorama/gesellschaft/0,1518,682126,00.html

‘Ndrangheta, busta con proiettile al pm della Dda di Reggio Calabria

‘Ndrangheta, busta con proiettile
al pm della Dda di Reggio Calabria

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ROMA (7 marzo) – Una busta contenente un proiettile di pistola calibro 9, senza alcun messaggio, indirizzata al pm della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo è stata intercettata in un ufficio postale della zona jonica reggina. Il plico, trovato dal direttore dell’ufficio all’atto dello smistamento della corrispondenza, è stato sequestrato dai carabinieri e consegnato ai Ris di Messina per consentire agli specialisti di accertare la presenza di possibili impronte per risalire agli autori dell’intimidazione.

De Bernardo è pm in alcuni importanti processi per traffico di droga, usura e armi alcuni culminati con condanne pesanti. Attualmente rappresenta l’accusa nel processo “Ramo Spezzato” nei confronti dei componenti del clan Iamonte di Melito Porto Salvo. L’intimidazione al pm segue altri episodi avvenuti sempre a Reggio Calabria: tra gli altri, quello del 3 gennaio scorso davanti al portone della Procura generale, quando venne fatta esplodere una bombola di gas collegata a duecento grammi di tritolo; la scoperta di un’auto con armi ed esplosivo in occasione della visita del presidente della Repubblica; e la lettera con un proiettile inviata al pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=93770&sez=HOME_INITALIA

Sondaggio Ipsos: Agli italiani non piace la caccia. Sette su dieci sono contrari

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Sondaggio Ipsos per conto di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf
I tentativi di deregulation hanno radicalizzato il partito anti-doppiette

Agli italiani non piace la caccia
Sette su dieci sono contrari

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di ANTONIO CIANCIULLO

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Agli italiani non piace la caccia Sette su dieci sono contrari
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Sette italiani su dieci sono fortemente contrari alla caccia, due non prendono una posizione decisa, uno è a favore. Non è una gran percentuale per il partito delle doppiette che sta cercando di allargare ulteriormente i confini della stagione venatoria. Ma le quotazioni dei cacciatori potrebbero ulteriormente peggiorare: basta seguire i consigli di chi spinge verso la caccia no limits.
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GUARDA I RISULTATI DEL SONDAGGIO
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Lo scenario degli umori legati alle proposte di deregulation venatoria è ben descritto dall’indagine condotta, nelle 13 regioni al voto, da Ipsos per conto di Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf. Il sondaggio, che ha coinvolto un campione di 980 persone, parte da una domanda riferita alla norma che fa saltare una data di inizio e di fine della stagione venatoria uguale per tutti aprendo le porte alle deroghe: “Il testo di legge approvato al Senato, dovrà ora essere discusso alla Camera dei deputati. Secondo lei cosa dovrebbe fare il Parlamento?” Due italiani su tre rispondono dicendo che a questo punto bisogna varare un testo più restrittivo rispetto a quello originario e vietare la caccia agli uccelli migratori (37 per cento), o almeno ridurre il periodo di caccia (30 per cento). Il 14 per cento chiede di tornare alla legge quadro che la controriforma vuole far saltare. Il 9 per cento si astiene dal giudizio. Solo il 10 per cento si dichiara a favore della legge così come è stata approvata dal Senato, cioè del testo che inizia il percorso di deregulation.
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L’effetto dell’affondo del partito della caccia no limits è stato dunque radicalizzare la larga maggioranza anti-caccia e convincere la metà degli indecisi a schierarsi contro la liberalizzazione.
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Passiamo al giudizio sulle altre innovazioni proposte da varie leggi approdate in Parlamento. L’87 per cento degli intervistati si dichiara contrario a ridurre le sanzioni per chi uccide specie protette. Il 92 per cento ritiene sbagliato autorizzare la caccia nei parchi. Il 93 per cento non vuole che si possa sparare a specie attualmente protette. Al contrario l’86 per cento chiede di aumentare la distanza di sicurezza tra i cacciatori e le case e i sentieri battuti dagli escursionisti, l’80 per cento trova giusto che i cacciatori chiedano il permesso prima di entrare in un terreno privato (oggi non è così) e il 78 per cento invoca una tregua la domenica e i festivi, quando le campagne e i boschi sono più affollati del solito.
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Interessante è anche il rapporto tra queste scelte e l’orientamento politico. Quasi tutte le proposte di deregulation in discussione sono partite dal centrodestra ma il 66 per cento degli elettori del Pdl e della Lega è contrario o fortemente contrario a nuove regole a favore della caccia e solo l’11 per cento si dichiara d’accordo o totalmente d’accordo.
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“Questi numeri dimostrano che la linea oltranzista perseguita dal centrodestra è un boomerang”, osserva il senatore del Pd Roberto Della Seta. “Arrivare alla mortificazione della maggioranza anticaccia ed esasperare il contenzioso con Bruxelles sulle deroghe venatorie vuol dire far crescere le tensioni nel paese rischiando pesanti sanzioni comunitarie”.
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07 marzo 2010
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Diretta Politica – Cei: “Scorretto cambiare le regole in corsa”. Berlusconi: “Sinistra vuole stato di polizia”

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Diretta – Politica

Di Pietro, nuovi affondi al Colle
“Napolitano non ha fatto l’arbitro”

“Dovevo firmare per garantire la partecipazione”. Così Giorgio Napolitano spiega il suo via libera al decreto salva liste. Ma le parole del capo dello Stato non bastano ad Antonio Di Pietro che ieri aveva chiesto l’impeachment e oggi torna ad attaccare Napolitano e “gli ipocriti” che lo difendono. Il premier: “La sinistra è ammanettata a Di Pietro”. La giunta regionale del Lazio ha approvato all’unanimità una delibera che dispone, contro il decreto, il ricorso alla Corte Costituzionale.

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Aggiornata alle 22:09 07.03.10

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“Di Pietro parla di impeachment? Dico a Di Pietro che farebbe meglio a prendere il sole al mare”. Umberto Bossi, oggi a Imperia, torna così a criticare il leader Idv e le sue polemiche contro il capo dello Stato per il decreto ‘salva liste’.

“La paura fa novanta e la giunta di centrosinistra del Lazio, che ha la responsabilità di un serio disastro a partire dalla sanità, fa ricorso alla Corte Costituzionale per evitare che ci sia la lista del Pdl nelle elezioni regionali”, afferma in una nota il presidente dei deputati Pdl Fabrizio, aggiungendo che “sul piano giuridico bisogna verificare se questa giunta in ordinaria amministrazione ha il potere di fare un atto così impegnativo, un ricorso chiaramente polemico nei confronti del capo dello Stato. E’ evidente che i componenti di questa giunta sono terrorizzati dalla possibilità di un voto regolare”.

“Domani i nostri legali depositeranno al Tar questa delibera” perché ne prenda atto. Lo ha annunciato il vicepresidente della Regione Lazio Esterino Montino al termine della riunione di giunta che ha approvato un provvedimento che invita lo stesso Montino a promuovere l’impugnazione del decreto salva-liste “previa sospensione cautelare, mediante ricorso alla Corte Costituzionale”.

“Una Regione che ha la sanità allo sfascio, commissariata e con il più alto debito d’Italia, è un po’ strano che mostri questa efficienza di domenica sera. Potevano lavorare di più e meglio prima”. Così Renata Polverini ha commentato l’approvazione della delibera regionale per ricorrere alla Consulta contro il decreto salva-liste.

“Ogni trucco è pensabile, avendo visto il più vergognoso dei trucchi”. Così Pierluigi Bersani, rientrando nella sede del Pd a Roma, ha commentato i timori espressi da Emma Bonino che la maggioranza possa non convertire in legge il decreto qualora il centrodestra perdesse le elezioni.

La giunta regionale del Lazio ha votato all’unanimità una delibera contenente il ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere l’illegittimità del decreto legge varato venerdì sera dal Consiglio dei ministri.

“E’ ancora il momento di fare una scelta di campo, tra il governo che risolve le emergenze e fa le riforme e una sinistra, ammanettata a Di Pietro, che sa solo dire di no e seminare pessimismo e catastrofismo, che vuole uno stato di polizia dominato dall’oppressione giudiziaria e tributaria”. Così Berlusconi nel messaggio video, registrato, trasmesso oggi all’incontro pubblico promosso dal Pdl, a Torino

Dopo un breve comizio la candidata del centrodestra alla Regione Lazio, Renata Polverini, durante il tour elettorale a Terracina, nel Pontino, ha salutato i “rivali” che si trovavano nella stessa piazza, i militanti della lista Bonino. Si è prima fermata nel gazebo della Pdl, poi davanti a quello di Storace e alla fine ha deciso di augurare buon lavoro anche ai militanti del Pd. E ha ricevuto una spilla con il nome di Emma Bonino.

“Sono allibita”. Lo ha detto la candidata alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino a proposito del dl salva-liste, che giudica un atto di “impudenza, arroganza e prepotenza di chi, il più grande partito del Paese, non riesce ad adempiere a cose semplici, cioè che le liste si presentano entro le ore 12. Queste regole valgono per tutti, ma non per loro, per il Lazio e per la Lombardia. Perché in un Paese democratico stabiliscono le regole per tutti, invece in questo Paese si fanno leggi per alcuni”.

Malgrado i problemi in materia di liste per le regionali emersi nei giorni scorsi “non c’è mai stata alcuna rottura e alcuno screzio tra Lega e Pdl”. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replica a chi gli chiede se vi siano state frizioni tra Pdl e alleati a causa del caos liste in Lombardia. “Le polemiche mi hanno dato fastidio – osserva – ma hanno riguardato solo alcuni militanti e candidati: tra i vertici e i responsabili la linea è sempre stata concorde e comune. Non c’è stata alcuna rottura né screzi tra Lega e Pdl, la linea è sempre stata comune”.

‘La manifestazione di sabato 13 marzo e gli appuntamenti che crescono spontanei in queste ore sono l’unico argine democratico al maremoto di incostituzionalità e abuso della legge che proviene dal governo”. Lo afferma Luigi de Magistris, eurodeputato Idv, che attacca Napolitano perché, a suo giudizio, ratifica “l’assassinio della nostra democrazia”.

“D’ora in poi chi ha una multa non pagata e una scusa qualunque può rivolgersi al governo che provvederà con un decreto legge”. Lo ha dichiarato Francesco Rutelli, a margine di una iniziativa elettorale di Alleanza per l’Italia a Macerata.

“Il decreto ‘salva liste’ è un atto di forza inaccettabile. Un abuso da parte di un governo che non solo non ha avvertito la necessità di scusarsi di fronte al Paese per le irregolarità commesse, ma che è giunto a varare un decreto orrendo, oltre che inammissibile perché piega la legge a marcati interessi di parte”: è quanto si legge in una nota della presidenza e della segreteria nazionale dell’Associazione nazionale dei partigiani.

Mobilitazione a Roma e in una diecina di città italiane del Popolo viola, come prima risposta a quella che viene definita come una vera “emergenza democratica”, dopo il varo del decreto ‘salva liste’.

“Si è montato un caso, dimenticando un concetto fondamentale della democrazia ovvero che si possa scegliere. Hanno montato questa enorme ‘caciara’, forse perchè pensando di perdere era venuto loro quasi il gusto di poter credere che potevano vincere due Regioni, causa mancanza dell’avversario. E’ una vergogna”. Lo ha detto a Sanremo il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola

“Le questioni di procedura elettorale hanno natura squisitamente tecnico-giuridica ed hanno assunto nelle vicende degli ultimi giorni ricadute di tipo politico ed istituzionale”. E’ quanto precisa, in una nota, il portavoce della Conferenza Episcopale Italiana Mons.Domenico Pompili, spiegando che “considerata questa connotazione la Cei non ha espresso e non ritiene di dover esprimere valutazioni al riguardo”.

“L’unico a cui ci possiamo appellare è l’arbitro, come succede in una partita di calcio: se c’è qualcuno che fa fallo l’occhio va direttamente all’arbitro sperando che fischi il fallo. Invece, questa volta, l’arbitro non ha fischiato, perché altrimenti non vinceva l’altra squadra. All’arbitro non tocca stabilire quale squadra vince, ma garantire il rispetto delle regole del gioco”: i toni sono sfumati, ma rimane la sostanza delle critiche al presidente della Repubblica nel blog di Antonio Di Pietro.

‘Io ci sto veramente pensando se valga la pena di giocare con i bari”. Lo ha ribadito la candidata del centrosnistra alla presidenza della regione Lazio Emma Bonino

“L’unica cosa positiva di tutta questa situazione è che il presidente della Repubblica ha usato una modalità diretta e tipica del nostro movimento per rispondere alle nostre richieste di spiegazioni sul decreto salvaliste. Ci ha risposto con una lettera postata sul sito del Quirinale”. Lo dice a CNRmedia Gianfranco Mascia, uno dei leader del Popolo viola.

“Berlusconi non è il Papa e io non sono un suo sacerdote tenuto all’obbedienza, io uso la mia testa”. Così il presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu, intervistato dall’Unione Sarda, parla del suo rapporto con il presidente del Consiglio.

“Ne sono certo: saremo in tanti sabato prossimo a Roma alla manifestazione dell’opposizione di centrosinistra contro il decreto Berlusconi salva-liste. Sono indignato e preoccupato per un atto che minaccia fortemente gli equilibri costituzionali, aggredisce la democrazia e crea un precedente pericoloso per il nostro Paese. Questo decreto è un atto di gravità inaudita, è un pezzo di fascismo. Non si può pensare per legge di sterilizzare altre leggi per dare un colpo mortale allo stato di diritto” scrive Nichi Vendola, portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà in un messaggio sul sito del partito

‘La sinistra che ormai si e’ ammanettata a Di Pietro, vuole fare dell’Italia uno stato di polizia dominato dall’oppressione tributaria e giudiziari” dice Berlusconi in un video messaggio.

“Berlusconi ormai parla come un piccolo duce. La divisione manichea tra odio e amore è ridicola e pericolosa. E poi sarebbe il Pdl il partito dell’amore? Forse a pagamento…”, è il commento sarcastico del capogruppo dell’IdV alla Camera Massimo Donadi.

Un “brutto precedente”, frutto di “un atteggiamento arrogante della maggioranza”. Così mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e presidente per gli affari giuridici della Cei

Centinaia di manifestanti, stamattina, In piazza della Repubblica a Firenze per protestare contro il cosiddetto decreto “salvaliste”: al presidio, convocato ieri, hanno partecipato esponenti di tutto il centrosinistra toscano, esponenti dei movimenti, e una nutrita rappresentanza del ‘popolo viola’

“Il PdL non è un partito, ma un raggruppamento di potentati che si calpestano i piedi dalla sera alla mattina e poi chi detta l’agenda del centrodestra in Italia è la Lega” dice Francesco Rutelli dell’Api.

“Prima di tutto bisogna chiedere scusa agli elettori per un fatto di serietà “: per il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi, il ‘pasticcio’ delle liste “non è una bella pagina della vita democratica del nostro Paese” e le scuse sono necessarie perchè – ha spiegato – “leggerezze e superficialità ci sono state”

Non solo piazza Navona a Roma. Il npopolo viola, oltre all’appuntamento delle 15 di oggi, seguito in streming su ilpopoviola.it e su Facebook, ha organizzato una seria di manifestazioni in tutta Italia contro il decreto ‘salva liste’. A Napoli, in piazza del Plebiscito; Firenze, piazza della Repubblica; Ferrara, piazza Castello; Campobasso, davanti alla Prefettura; Arezzo, piazza Guido Monaco; Sassari, piazza Italia; Reggio Calabria, piazza Italia; Bari, davanti alla Prefettura; Messina, piazza Unità d’Italia; Pistoia, piazza della Repubblica; Pescara, piazza Salotto.

13:15 Cicchitto: “Di Pietro troglodita”

“Di Pietro è un ignorante e troglodita” dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera

“Anche questa volta la sinistra ha perso un’occasione preziosa per dimostrare di avere un minimo di saggezza politica, equilibrio e moderazione” dice il ministro dei beni culturali Sandro Bondi

“Sono sicura che non convertiranno il Dl prima delle elezioni” e questo “farebbe precipitare il Paese in una crisi istituzionale enorme”. Lo ha detto la candidata alla presidenza della regione Lazio Emma Bonino

“Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto”. E’ quanto ha detto mons. Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana, in merito ai problemi verificatisi con la presentazione delle liste del Pdl in Lazio e in Lombardia.

“Tutti dicono che il decreto è Incostituzionale. Il comportamento del capo dello Stato nell’avallare il decreto golpista è stato inutile e dannoso: inutile perché non serviva e non serve per risolvere situazioni già risolte dai giudici” dice Antonio Di Pietro.

Per le prossime elezioni regionali i cittadini saranno chiamati a “una scelta di campo”, dovendo decidere se dare il proprio consenso “a un pdl che sa lavorare” o a un’opposizione che “sa solo insultare e criticare”. Lo ha Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con una manifestazione elettorale a Napoli

“Prodi dice che c’è da aver paura per il contenuto del decreto salva liste? La paura grazie a Dio l’abbiamo esaurita quando governava lui”. Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,

‘Napolitano ha fatto il presidente della Repubblica, nessuno lo tiri Per la giacchetta. Lo ha ribadito questa mattina a Piacenza il ministro della Difesa, Ignazio La Russa

“Stavolta sono senza parole. C’è proprio da avere paura, stavolta”. E’ questo il commento del”ex premier Romano Prodi che, intervistato al Riformista, esprime “grande preoccupazione” in merito al decreto ‘salvaliste’.

“Il governo pensa solo a se stesso”. Lo ha detto oggi a Torino il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini

Dopo aver ipotizzato l’impeachment del capo dello Stato, Antonio Di Pietro attacca chi lo critica su questo punto: “Ho letto i giornali – afferma – e ho assistito all’ipocrisia e alla pavidità tipiche di una certa cultura di questo Paese. Mi spiace constatare che, di fronte ad uno sfregio cosi’ evidente alla democrazia, serpeggiano l’ipocrisia e il falso perbenismo di coloro che sostengono che la colpa sia solo di chi ha commesso questo fatto grave lasciando fuori le responsabilita’ di chi doveva fare il controllore”.

“Questo Presidente della Repubblica ha sempre dimostrato di essere super partes. Non solo in questa vicenda, ma anche in quelle in cui non eravamo d’accordo con lui, ma è sempre successo su questioni di merito. Mentre con Ciampi e specialmente con Scalfaro abbiamo avuto dei presidenti schierati”. E’ quanto afferma il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto

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fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/dirette/regionali_di_pietro_scatenato_chi_mi_attacca_ipocrita-2539808/?rss

fonte immagine:  http://www.luigidemagistris.it/index.php?t=P68

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LEGGI De Magistris: Stato di diritto o Stato di polizia?