Archivio | marzo 10, 2010

Plenum CSM, si a delibera. Il vice Presidente Nicola Mancino: “Il presidente del Consiglio non può usare un linguaggio di insulti e intimidazioni nei confronti del libero esercizio dell’attività giudiziaria”

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A larghissima maggioranza (“no” dei laici del Pdl) approvato il documento che accusa il presidente del Consiglio

“Attacchi inaccettabili che delegittimano le istituzioni. Il premier non può insultare e intimidire”

“Premier denigra, a rischio democrazia”
Sì del plenum del Csm alla delibera

"Premier denigra, a rischio democrazia" Sì del plenum  del Csm alla delibera
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ROMA – A larghissima maggioranza, con il solo scontato “no” dei laici del Pdl, il plenum del Csm ha approvato il documento che accusa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di aver denigrato e delegittimato la magistratura.
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Tra i favorevoli alla delibera, il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Che fa sentire la sua voce: “Il presidente del Consiglio è un organo istituzionale, ha responsabilità politica, non può usare un linguaggio di insulti e talvolta di intimidazioni nei confronti del libero esercizio dell’attività giudiziaria”.
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Il documento approvato è la conseguenza dei frequenti attacchi del premier verso le toghe. Un fascicolo che è andato via via ingrossandosi. Attacchi con un unico filo conduttore. Nel mirino del premier erano finiti tra gli altri i magistrati “comunisti” del processo Mills, i pm che hanno riaperto le indagini sulle stragi mafiose (accusati da Berlusconi di cospirare contro di lui), le toghe di Firenze che hanno messo sotto inchiesta Guido Bertolaso (“si vergognino”), la Corte Costituzionale e da ultimo le “bande” dei pm “talebani” “che perseguono fini eversivi”. All’opposto il Csm elogia “la compostezza” e il “silenzio” opposto ad accuse “generiche e ingiuste” da questi magistrati.
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Nei confronti del premier i consiglieri non usano giri di parole: l’assunto di una magistratura che vuole “sovvertire l’assetto istituzionale” è “la più grave delle accuse” e  “una obiettiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati”. E il pericolo per l’equilibrio tra poteri dello Stato, che è il fondamento della democrazia, è legato proprio al fatto che queste affermazioni (“inaccettabili”) provengano “dal massimo rappresentante del potere esecutivo”. Perché “non è ammissibile una delegittimazione di un’istituzione nei confronti dell’altra, pena la caduta di credibilità dell’intero assetto costituzionale”.
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I consiglieri si appellano a tutte le istituzioni “perché, sia ristabilito un clima di rispetto dei singoli magistrati e dell’intera magistratura, condizione imprescindibile di un’ordinata vita democratica”. Un passo indispensabile anche per poter affrontare “serenamente le auspicate riforme in materia di giustizia”.
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10 marzo 2010
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Cassa integrazione, no del governo all’allungamento da 52 a 78 settimane: «Norma inutile»

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Cassa integrazione, no del governo
all’allungamento: «Norma inutile»

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http://termoli.files.wordpress.com/2009/12/ministro-del-lavoro-sacconi.jpgROMA (10 marzo) – Il governo «darà parere negativo all’emendamento» che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo a una domanda sull’emendamento approvato ieri con un sì bipatisan dalla commissione Lavoro della Camera.

Sacconi ha affermato che è una «norma inutile», perché i nuovi strumenti già «proteggono bene» i lavoratori delle aziende in crisi. In particolare, Sacconi ha sottolineato che è stata semplificata la
procedura per la cassa straordinaria e che con la cassa in deroga si coprono «duttilmente e flessibilmente per un tempo anche indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti».

«L’opposizione di Sacconi alla estensione della durata della cassa integrazione ordinaria è molto grave – ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera -. Il ministro del Lavoro dimostra, così, di non comprendere la profondità della crisi e di non voler accogliere gli strumenti di tutela richiesti a gran voce e da tempo dalle parti sociali. Ci troviamo di fronte a un ministro autoreferenziale che ritiene inutile tutto quello che non decide lui. In questo caso arriva al punto di ripudiare una proposta unitaria della commissione Lavoro della Camera disprezzando con argomenti infondati il lungo e ben documentato lavoro per migliorare gli ammortizzatori sociali, smentendo in questo modo gli esponenti del suo stesso partito».

«Il ministro del non lavoro, Maurizio Sacconi, conferma la sua missione di odio contro i lavoratori italiani: dovrebbe vergognarsi – hanno affermato in una nota congiunta il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile welfare e lavoro, Maurizio Zipponi -. Infatti – hanno aggiunto – il ministro del non lavoro sa bene che la cig straordinaria presuppone processi di ristrutturazione con gravi conseguenze occupazionali, mentre quella ordinaria permette al lavoratore di mantenere il normale rapporto di lavoro e alle aziende di non perdere importanti professionalità e competenze frutto di anni di collaborazione e investimenti formativi. L’Italia dei Valori – hanno concluso Di Pietro e Zipponi – si augura che il Parlamento sappia farsi rispettare di fronte a chi per mestiere dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori ed invece continua a minarne i diritti fondamentali. Noi continueremo a batterci duramente in Parlamento e in piazza per difendere precari, disoccupati, pensionati e tutte le altre fasce deboli».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94165&sez=HOME_ECONOMIA

Legittimo impedimento: al Senato l’Aula concede due volte la fiducia

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Palazzo Madama, 168 sì per l’articolo 1 del ddl, 132 contrari e 3 astenuti
Esito-fotocopia anche per l’articolo 2. Poi le dichiarazioni di voto

Legittimo impedimento al Senato
l’Aula concede due volte la fiducia

Con la seduta di oggi il governo Berlusconi tocca 31 questioni di fiducia

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ROMA – Sì del Senato alla fiducia posta dal governo sull’articolo 1 del disegno di legge sul legittimo impedimento: l’Aula di Palazzo Madama ha votato con 168 sì, 132 no e 3 astenuti.
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L’articolo 1 stabilisce, tra l’altro, che per il presidente del Consiglio e per i ministri costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, come imputati, il concomitante esercizio di una o più attività di governo. Il corso della prescrizione, comunque, rimane sospeso per l’intera durata del rinvio.
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Il legittimo impedimento, prevede ancora l’articolo 1 del ddl, si applica anche ai processi penali in corso alla data di entrata in vigore della legge.
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I voti a favore sono stati 168, quelli contrari 132 e 3 gli astenuti. Esito-fotocopia per l’articolo 2: il Senato ha concesso la fiducia con 168 voti a favore, 132 contrari e 3 astenuti. Ottenuta la seconda fiducia, sono iniziate le dichiarazioni di voto.
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Con la doppia fiducia del Senato sul ddl che introduce il legittimo impedimento, il governo Berlusconi passa in pochi giorni a quota 31 fiducie (l’ultima, la numero 29, risale a pochi giorni fa, il 4 marzo, posta sul decreto Enti locali alla Camera). Con oggi, il Berlusconi IV nel suo anno e dieci mesi di vita “stacca” il Berlusconi II che nella XIV legislatura in quasi quattro anni (per la precisione 3 anni e dieci mesi) aveva fatto ricorso alla questione di fiducia 29 volte.
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10 marzo 2010
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Rissa Silvio-Carlomagno. E il cronista denuncia: preso a pugni da La Russa – GUARDA IL VIDEO

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Rissa Silvio-Carlomagno E il cronista denuncia: preso a pugni da La Russa

GUARDA IL VIDEO

Bagarre durante la conferenza-stampa. Al free lance Rocco Carlomagno che l’attacca,  il Cavaliere replica duramente. Interviene La Russa. Il giornalista: ” Mi ha dato due pugni sullo sterno, da buon picchiatore, ma Verdini mi ha chiesto di non querelarlo”

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Roma, 10 marzo 2010 – «Questa è una conferenza per i giornalisti e non per gli individui come lei…». La conferenza stampa di Silvio Berlusconi in via dell’Umiltà sul caos delle liste del Pdl si conclude in bagarre con una ripetuta contestazione da parte di un uomo presente in sala che più volte interrompe l’intervento del premier.

Prima di lasciare il piccolo palco, di fronte alle urla del contestatore, il Cavaliere vuole fare «un’ultima osservazione. Vede, a nessuno di noi passerebbe neppure per la testa di andare a disturbare una conferenza stampa di un leader della sinistra in un momento come questo. Ciò dimostra la sua assoluta antidemocraticità e per questo motivo mi sono permesso di dirle prima ‘Si vergognì e lo ripeto anche adesso con convinzione…».

Berlusconi viene interrotto una prima volta quando termina il suo intervento e «si consegna alle domande dei giornalisti». Ad alzare la mano è un uomo con il cappotto e una mazzetta di giornali sulle gambe. Si chiama Rocco Carlomagno e chiede con insistenza di fare «una domanda al presidente». Il Cavaliere sembra dargli la parola, ma uno dei suoi più stretti collaboratori gli fa notare che ci sono altri prima di lui e che non si tratta di un giornalista. «Lei è fuori ordine, in questo momento non la l’opportunità di intervenire», dice il premier.

Il contestatore urla tra l’altro: «Anche stavolta avete preconfezionato tutto». Intanto, si avvicina Ignazio La Russa che lo invita a stare zitto e a rispettare l’ordine delle domande. Il leader del Pdl non ci sta: «Non abbiamo preconfenionato nulla, lei è un villano e i villani meriterebbero ben altra cortesia rispetto a quella che io sto avendo nei suoi confronti, si vergogni!». Il coordinatore nazionale del Pdl si siede accanto: «Ora basta, calmati». Telecamere e fotografi si concentrano sul botta e risposta. «Non è vero che non sono un giornalista, mi chiamo Rocco Carlomagno tutto attaccato, sono un free lance, guardate anche sul mio sito…», sbotta l’uomo che continua a protestare prendendosela anche con Guido Bertolaso. E proprio quando punta il dito sul capo della Protezione civile che si sfiora la bagarre.

«Presidente, che dite delle tangenti di Bertolaso?», ripete più volte Carlomagno. Berlusconi controbatte: «È solo un provocatore, un villano, questa è la verità…». La Russa lo strattona e gli chiede ancora una volta di calmarsi. Gli uomini della sicurezza e della scorta del ministro sono in allarme.

Tutto intorno si crea una sorta di imbuto, fatto di giornalisti e fotoreporter, nessuno riesce a muoversi. Il contestatore grida rivolto a La Russa: «Ho fatto semplicemente delle domande, giù le mani picchiatore fascista! Io la querelo per aggressione fisica». La Russa controbatte: « Stai zitto, sei un ospite qui!». Arriva anche Denis Verdini per capire cosa sta succedendo ma resta bloccato qualche fila più sopra. Poco prima, di fronte alle accuse contro Bertolaso, Berlusconi aveva chiesto il nome a Carlomagno: «Per quello che ha detto può essere denunciato da Bertolaso».

IL PDL: CARLOMAGNO E’ UN PROVOCATORE

”Una persona non nuova a simili gesti provocatori”. Il Pdl bolla cosi’  Rocco Carlomagno, il free-lance intervenuto in conferenza stampa presso la sede del partito in via dell’Umilta’ a Roma e protagonista di un duro battibecco con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ”Alla conferenza stampa che si e’ significativamente tenuta nella sede del Pdl in Via dell’Umilta’ – si legge in una nota del partito – e a cui erano ammessi a partecipare i giornalisti di tutte le testate, si e’ introdotto indebitamente, con una palese violazione, un soggetto che ha ripetutamente dato in escandescenza e che provocatoriamente ha piu’ volte disturbato e interrotto la conferenza stampa”.

”La persona in questione e’ subito risultata non essere iscritto all’Albo dei giornalisti professionisti, ne’ essere neanche semplicemente pubblicista – continua la nota – All’ingresso ha fugacemente esibito, contando sulla buona fede degli addetti alla reception un tesserino tipo pass per il Senato, qualificandosi falsamente come ufficio stampa del Senato, circostanza risultata falsa”.

”Nonostante cio’ e nonostante fosse stato poi riconosciuto come persona non nuova a simili gesti provocatori, solo alla fine e’ stato invitato a fornire spiegazioni e generalita’, che aveva l’obbligo di fornire stante l’arbitrario ingresso in un luogo privato – si legge ancora – Il soggetto si e’ rifiutato, producendosi anzi in insulti anche verso il ministro La Russa che era intervenuto proprio per calmarlo ed evitare che durante la conferenza fosse allontanato dagli addetti alla sicurezza, cosa che avrebbe cresciuto il disturbo.  ”Anche questo modesto esempio di provocante intolleranza (messo in atto da un soggetto che secondo le agenzie e’ iscritto al Pd e staziona da giorni con un camper viola davanti al Parlamento) – conclude – e’ indicativo, come ha sollevato lo stesso presidente Berlusconi (e poi ribadito il ministro La Russa), di un modo alterato di intendere il confronto politico estraneo alla cultura del Pdl”.

CHE COSA DICE CARLOMAGNO

“Verdini mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto facciamo che la cosa finisce qui”. Lo racconta Rocco Carlomagno, il freelance che ha contestato il premier Berlusconi alla conferenza stampa di oggi, in collegamento telefonico con il programma di Radio2 ‘Un giorno da pecora’.

“Non si può tappare la bocca alla gente”, aggiunge. I due conduttori Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro gli hanno fatto notare che non era il suo turno. “Per loro non è mai il nostro turno di parlare”. E poi: “Il ministro La Russa mi ha dato due pugni nello sterno. Del resto lui era un picchiatore”.

SUBITO EROE SU FACEBOOK

Si sa, il web e’ velocissimo. E infatti non sono passate neanche due ore dal battibecco con Silvio Berlusconi in conferenza stampa nella sede del Pdl a Roma che lo ha visto protagonista che Rocco Carlomagno ha i suoi gruppi di fan su Facebook. Sono gia’ quattro i gruppi nati sul sociale network che ‘celebrano’ il freelance che ha piu’ volte interrotto il premier ed e’ stato ‘bloccato’ al termine dell’incontro con la stampa dal ministro Ignazio La Russa. ”Rocco Carlomagno ha diritto di esprimersi” si chiama il primo gruppo che registra gia’ piu’ di 30 iscritti, mentre ”Siamo tutti Rocco Carlomagno” e ”Rocco Carlomagno nuovo direttore del Tg1” registrano una sola iscrizione. Tre gli iscritti invece per ”Rocco Carlomagno uno di noi: siamo tutti villani”.

L’ATTACCO DI BERLUSCONI

“Ci è stato impedito di presentare le liste”, “non vi è stata da parte nostra nessuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, aprendo la conferenza stampa convocata a Via dell’Umiltà. “Sono qui – ha aggiunto – per reagire alla assoluta disinformazione che è stata fatta sulla vicenda delle liste e per dare una ricostruzione fedele di quanto è accaduto”. Berlusconi sta ripercorrendo minuto per minuto la versione del Pdl sul ‘caos liste’ nel Lazio.

Silvio Berlusconi ripercorre minuto per minuto l’ultimo giorno di presentazione delle liste per le Regionali. Il premier spiega che un rappresentante di lista del Pdl, Giorgio Polesi, si è messo in fila: “dopo le 12:00 un componente dell’ufficio della cancelleria si è limitato a chiedere chi doveva consegnare le liste. Il nostro rappresentante si è identificato ma nessuno ha verbalizzato nulla. Alle 12:30 l’altro nostro rappresentante – racconta il Cavaliere – che si era allontanato, fa ritorno per dare il cambio al collega. A questo punto dai Radicali viene inscenata una gazzarra con l’accusa che fosse in corso un atto di manomissione delle liste”.

Berlusconi osserva che “questo è un fatto inesistente e impossibile” e torna ad accusare i Radicali che “con violenza” hanno impedito che le acque si calmassero. “Si sono addirittura sdraiati a terra mentre Milioni e Polesi chiedevano l’intervento di un magistrato di ufficio. Il presidente dell’ufficio circoscrizionale anzichè decidere di accogliere la lista ha deciso incredibilmente di escluderla”.

“Non c’è stata alcuna responsabilità del Pdl e dei nostri dirigenti”. È quanto ribadisce Silvio Berlusconi parlando del caso delle liste Regionali.

“È stata violata la legge che prevede l’accoglimento delle liste ed è stato infranto anche il buon senso di avere una disposizione collaborativa anzichè un atteggiamento punitivo nei confronti di una forza politica”.

“Daremo una lezione alla sinistra che si è comportata in maniera antidemocratica e meschina e avrebbe preferito correre da sola così come si usava nelle democrazie popolari dell’est europeo”.

“Raddoppieremo i nostri sforzi se non sarà possibile presentare le liste – ha aggiunto – e daremo una lezione a questa sinistra che ha condotto una sleale opposizione politica e una sleale informazione”.

“Senza rinunciare al diritto di esperire ulteriori ricorsi, abbiamo deciso che ora devono prevalere le ragioni della politica perchè i cittadini sono stanchi di questo stanco e confuso dibattito sulle carte bollate e su queste discussioni inconcludenti”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi.

“Per questo – ha sottolineato – abbiamo deciso di impegnarci e di raddoppiare i nostri sforzi per la campagna elettorale e sono certo che riusciremo a prevalere”.

Il decreto legge varato dal governo venerdì scorso “è assolutamente costituzionale”. È quanto afferma Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa sulle liste. “È un decreto che è soltanto interpretativo e di buon senso nei confronti di chi invece ha interpretato con faziosità e senza buon senso una norma”.

Così Silvio Berlusconi conferma “la validità” del dl e la validità del decreto controfirmato dal presidente della Repubblica.

“Non ho pensato ad una authority, ma le norme sulla presentazione delle liste vanno cambiate”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa in via del’Umiltà.

“È molto strano che si siano manifestati comportamenti preclusivi nei confronti di una precisa forza politica”. Silvio Berlusconi ribadisce più volte la sua versione dei fatti spiegando che “i nostri rappresentanti hanno presentato 93 liste e lo abbiamo fatto da 16 anni a questa parte”.

Il premier usa una metafora sulla partita delle regionali: “vi sono due squadre e una di queste ha un arbitro amico e ha chiuso l’altra squadra negli spogliatoi”.

“Fini è presidente della Camera. È la terza istituzione dello Stato.Questa è la risposta”. Così Silvio Berlusconi risponde a chi sottolinea la decisione dell’ex leader di An di non partecipare alla manifestazione del 20 marzo.

È già stata presentata una denuncia alla procura della Repubblica di Roma. È quanto afferma Silvio Berlusconi in conferenza stampa sul caso delle liste regionali.

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta “durante il lavoro di preparazione del decreto ha telefonato al segretario del Pd Bersani e lo ha informato di ciò che il governo si apprestava a fare”. È quanto spiega Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa sul caso delle liste regionali.

“Un danno di immagine sia all’interno che all’esterno c’è stato, ma sono ottimista”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha risposto alla domanda di un cronista che chiedeva se non fosse preoccupato per le ripercussioni, anche all’estero, del caso delle liste del Pdl per le prossime elezioni regionali.

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/03/10/303090-berlusconi_hanno_impedito.shtml

PRIVACY VIOLATA? – Il nuovo manifesto pubblicitario “vede” gli utenti che passano davanti

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Da “Minority Report” alla realtà: ma ci sono problemi di privacy

Il nuovo manifesto pubblicitario
“vede” gli utenti che passano davanti

Il sistema progettato in Giappone distingue sesso e fascia di età e consente così di proporre contenuti mirati

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Una scena di 'Minority Report'
Una scena di “Minority Report”

MILANO – La pubblicità ti guarda e sa ciò che vuoi: in una scena del film «Minority Report» il protagonista John Anderton, ligio detective del Dipartimento di Polizia del Pre-crimine, cammina in un futuristico centro commerciale attorniato da grossi cartelloni pubblicitari che dapprima lo identificano per poi martellarlo di spot fatti su misura per lui. La visione del leggendario Philip K. Dick e portata sul grande schermo da Steven Spielberg non sembra più tanto distante dalla realtà.

PUBBLICITA’ MIRATA – Il gigante della tecnologia giapponese Nec ha sviluppato un cartellone pubblicitario simile a quelli apparsi nel blockbuster con Tom Cruise. Il sistema di riconoscimento facciale, chiamato «Next Generation Digital Signage Solution», distingue sesso e fascia di età di chi passa. E consente così di proporre una pubblicità a target, più accurata, più mirata, insomma – grazie ai dati demografici ottenuti – viene cucita perfettamente addosso al potenziale cliente. La nuova tecnologia si scontra tuttavia con i fautori della privacy, preoccupazioni che la Nec – secondo quanto riferisce il britannico Telegraph -, nega. I responsabili affermano che la persona «catturata» rimarrebbe anonima e che le immagini dei loro visi verrebbero immediatamente cancellate. La tecnologia viene tuttora collaudata in alcuni dei centri commerciali più importanti del Giappone.

RICONOSCIMENTO FACCIALE Da diversi anni molte società cercano di ottimizzare questo sistema. Anche su pressione delle grosse agenzie di pubblicità. La società Nec ha spiegato che ogni tabellone per le affissioni dispone di una mini camera fotografica con un monitor a schermo piatto integrato. Quando un persona passa davanti al cartellone vengono colti i dati sull’età (una stima su una forbice di 10 anni) e il sesso; con l’ausilio di un dispositivo per il riconoscimento facciale le informazioni vengono poi elaborate da un calcolatore interno. Più una persona resta davanti alla macchina fotografica, più esatti risulteranno le informazioni acquisite. Per Takeshi Yamamoto di Nec, i cartelloni «intelligenti» – pensati soprattutto per i centri commerciali, gli aeroporti e le aree pubbliche – consentono agli inserzionisti la possibilità di stabilire, con precisione, a quale utenza inviare il proprio messaggio, per fornire così la réclame ad hoc. Molte sarebbero infatti già le aziende interessate a questo sistema, e finora – riferisce Abc News -, Nec ha lavorato con l’azienda triestina Illycaffè, che opera prevalentemente nel settore del caffè e l’operatore di telecomunicazioni giapponese Kddi. Nei prossimi mesi la tecnologia verrà sperimentata anche negli Usa.

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Elmar Burchia
10 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_10/pubblicita-giappone-burchia_df297144-2c48-11df-b239-00144f02aabe.shtml

Roma, preservativi e assorbenti a scuola: primo esperimento al liceo Keplero

Roma, preservativi e assorbenti a scuola: primo esperimento al liceo Keplero

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Il cardinale Vallini commenta: no alla banalizzazione della sessualità. Previsti nello scientifico sei distributori

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ROMA (9 marzo) – I condoms arrivano a scuola. In un liceo scientifico romano, dal 12 marzo verranno installati i primi sei distributori di preservativi. Con i profilattico arriveranno anche gli assorbenti. L’idea è di una community di studenti, ScuolaZoo.com, che ha lanciato la proposta nelle scuole di tutta Italia incassando il primo ok nella Capitale, dal preside e dai professori del Keplero.

I contraccettivi, veduti a “prezzi di fabbrica” ovvero 3 pezzi 2 euro, sbarcheranno tra gli studenti a nove mesi dall’approvazione di una mozione con la quale la Provincia di Roma si è impegnata a supportarne la diffusione ai fini di una sana educazione sessuale.

E il Vaticano dichiara il suo no all’iniziativa per voce del cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma. «No alla banalizzazione della sessualità – esorta il cardinale Vallini esprimendo – viva preoccupazione» già espressa nel giugno scorso nella sua nota sull’argomento in occasione della presentazione dell’iniziativa della provincia di Roma. Vallini rifacendosi a quanto detto da Benedetto XVI agli amministratori romani, esorta «nell’educazione dei giovani» a evitare «scorciatoie» e «banalizzazioni della sessualità».

Nella scuola romana, che conta poco meno di mille studenti, però professori e docenti accolgono positivamente la novità. «È il mezzo per ovviare ai problemi legati al sentimento di vergogna e all’elevato costo dei prodotti anticoncezionali per i teenagers», spiegano i ragazzi. E i prof sono dalla loro parte. «Abbiamo raccolto l’invito della Provincia di Roma che invitava ad installare distributori di profilattici per prevenire malattie sessualmente trasmissibili – racconta Luigi Barbaro, docente del Keplero – Ne abbiamo parlato un mesetto fa in Consiglio d’Istituto e lo abbiamo approvato all’unanimità. Resistenze? No, nessuna, nè da parte di insegnanti, nè da parte di genitori».

«È un passo avanti importante che la nostra scuola fa per prima – dice con orgoglio Alberto Belloni, rappresentante degli studenti – un modo per uscire dagli schemi tradizionali e affrontare realmente i problemi dei giovani». Oltre all’installazione di macchinette di condom, al Keplero è previsto anche un seminario della L.I.L.A (Lega Italiana per la Lotta all’Aids) sulla prevenzione dal virus HIV per gli studenti.

Per il promotore della mozione della Provincia di Roma che ha innescato il tutto, il coordinatore del Gruppo Federato della Sinistra Gianluca Peciola, «il liceo scientifico Keplero, il suo preside, il suo Consiglio scolastico stanno dando prova di grande coraggio. Il mio impegno è sostenere istituzionalmente tale intervento e fare in modo che altre scuole raccolgano questa preziosa iniziativa». E lo slogan di ScuolaZoo.com dice il resto: «Se vuoi amare fallo con la testa. Proponi al tuo preside l’installazione gratuita di distributori di preservativi e assorbenti nella tua scuola».
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Sondaggio: siete d’accordo con la decisione di installare in una scuola macchinette per la distribuzione di preservativi e assorbenti?

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94085&sez=HOME_SCUOLA

Berlusconi costretto a spostare la piazza al 21, a sinistra tiene banco il “caso Di Pietro”

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Berlusconi mentre straccia la Costituzione

Berlusconi costretto a spostare la piazza al 21, a sinistra tiene banco il “caso Di Pietro”

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di Andrea Carugati

tutti gli articoli dell’autore

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Berlusconi costretto a rinviare la sua piazza al 21 marzo, per la concomitanza il 20 di una manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua, mentre il Pd è alle prese con il caso Di Pietro, che non intende rinunciare al proposito di parlare in piazza del Popolo sabato 13, mentre i democratici vorrebbero un “embargo” per tutti i leader, anche per evitare ogni rischio di un monologo dipietrista contro Napolitano.

Il caso Di Pietro è sempre sul tavolo dei numerosi vertici delle forze di centrosinistra, che rinverdendo i tempi dell’Unione si stanno ritrovando quasi tuti i giorni per mettere a punto i dettagli della manifestazione del 13. Anche oggi è previsto un summit, con il solito Stefano Pedica dell’Idv in diretta telefonica con Tonino che gli dà la linea e le istruzioni su cosa dire agli alleati.

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Rispunta anche Diliberto, con un invito a interrompere i litigi: «Litigare per chi debba parlare dal palco non è comprensibile da alcuno degli italiani drammaticamente preoccupati per la situazione in corso. Il Pdci non partecipa a questa contesa fratricida e un po’  farsesca, del tutto controproducente, e pertanto non chiediamo di intervenire dal palco».

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«Sabato parlerò eccome dal palco della manifestazione di Piazza del Popolo, ci mancherebbe. Nessuno potrà mai impedirmelo. Vorrei ricordare a chi nutre dubbi sulla mia presenza, che ho lanciato io la manifestazione, ho prenotato io la piazza dopo aver avuto l’idea, ho convocato le persone, predisposto i pullman, coordinato la logistica. E adesso vorrebbero che non parlassi?», tuona Di Pietro.  «Sul palco ribadirò che il decreto che è stato fatto è atto di prepotenza, dannoso oltre che inutile, come un’infinità di costituzionalisti hanno acclarato». E sul capo dello Stato, «ribadirò -insiste Di Pietro- che quell’arbitro sia stato quantomeno ingenuo e non abbia fatto una scelta corretta».  Secondo Di Pietro «quando Berlusconi è andato al Quirinale ad alzare la voce, Napolitano avrebbe dovuto cacciarlo a pedate e non subirne la prepotenza. Mi auguro che gli serva da lezione. Un presidente della Repubblica non basta che non sia correo di atteggiamenti illeciti altrui. Da un Presidente della Repubblica ci aspettiamo che faccia il cane da guardia della Costituzione». E «grave» poi, secondo Di Pietro che Napolitano dichiari di «aver ricevuto pressioni».

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Bersani getta acqua sul fuoco: «Di Pietro non attaccherà il presidente Napolitano alla manifestazione di sabato prossimo, perchè ha sottoscritto assieme al Pd una piattaforma che attribuisce al solo governo la responsabilità del decreto salva-liste».  Al leader Pd è stata posta la domanda se lascerà la piazza qualora di Pietro dovesse attaccare dal palco il capo dello Stato: «O Madonna – ha esclamato sorridendo – io escludo ipotesi del genere. C’è una piattaforma comune e tutti si atterranno ad essa». Un’altra giornalista ha ricordato le nuove critiche al presidente della Repubblica fatte ieri pomeriggio da Antonio Di Pietro: «Ognuno porta la responsabilità di quello che dice – ha replicato Bersani – ma quando si fa una cosa insieme la si fa sulla base di una piattaforma, e in questa piattaforma non c’è menzione di queste critiche al Quirinale». Bersani ha poi preso le distanze dalla richiesta del leader di Idv a Napolitano di non controfirmare la legge sul legittimo impedimento: «Di Pietro – ha sottolineato – ha questi modi che noi non condividiamo, e punti di questo genere non saranno compresi nella nostra piattaforma».

Il leader Pd contesta le critiche alla scelta dell’opposizione di andare in piazza e ribalta le osservazioni rivolgendole al governo: «E’ una cosa curiosissima un governo che porta attacchi violenti alle istituzioni. È una cosa strana. Forse siamo ormai assuefatti? Non è normale che l’opposizione si metta le pantofole e il governo infili gli anfibi. Noi siamo un’opposizione seria e di governo. Un’opposizione pacata, ma non in pantofole e scenderemo in piazza».

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Casini invece prende nettamente le distanze dalla piazza del centrosinistra. È «gravissimo» che il Partito democratico vada in piazza «con chi ha balenato l’impeachment» nei confronti del capo dello Stato «indipendentemente da quello che Di Pietro dirà dal palco della manifestazione». «Sono rammaricato dall’atteggiamento del Pd: l’ostruzionismo di queste ore in Parlamento è sbagliato e incomprensibile all’opinione pubblica e rischia di far passare sul banco degli accusati chi invece è parte lesa». «Il pifferaio magico Di Pietro – ha aggiunto Casini – suona il suo flauto e il Pd gli va dietro. Ma questo è un errore politico perché Di Pietro è l’avversario di comodo di Berlusconi, fa passare dalla parte della ragione anche a chi non ce l’ha».

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Berlusconi, invece, si è trovato costretto a dirottare la sua adunata al 21, visto che il 20 Roma sarà già occupata da una miriade di associazioni e partiti per protestare contro la privatizzazione dell’Acqua. Nelle attese degli organizzatori, sulla Capitale dovrebbero confluire, a partire dalle 14 a piazza della Repubblica, decine di migliaia di persone per quello che si annuncia un maxi-corteo. Le associazioni aderenti (che si aggiungono alle 26 che formano il “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua” tra le quali Mani Tese, Cobas e la Funzione pubblica della Cgil) sono 108. In questa lista figurano tra gli altri il Wwf e Legambiente, Acli, Libera, Action, Pax Christi, Beati Costruttori di Pace, le Chiese Evangeliche, Federconsumatori e Federcasalinghe, i No-Tav, nonchè gli Amici di Beppe Grillo. A livello politico aderiscono una decina di sigle, tra cui Idv, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra. Il corteo ha tra l’altro il sostegno della Cgil nazionale. Il percorso, peraltro, porterà i manifestanti assai vicini a quella che ormai tradizionalmente è la “location” delle manifestazioni di centrodestra, cioè piazza San Giovanni. Il percorso autorizzato partirà da piazza Esedra e percorrerà tutto il centro finendo a piazza Navona. Ma lungo il tragitto quasi sfiorerà San Giovanni, transitando da via Labicana per proseguire lungo via Merulana. Insomma, un ostacolo insormontabile per le truppe del Pdl, che infatti hanno deciso di slittare al giorno dopo.

Sullo spostamento del Cavaliere si abbatte l’ironia di Franceschini: «Silvio! Se fate casino anche sulla data della manifestazione, finisce come per le liste e un pò di gente va in piazza il 20, un po’ il 21».

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10 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96033