PERTINI E I VELENI DI BELPIETRO

Pertini e i veleni di Belpietro

.

Nell’editoriale di oggi su Libero, attaccando il Popolo Viola (reo di voler esprimere tutto il suo dissenso nei confronti del Padrone e Signore di Belpietro), costui osa infangare la memoria di Sandro Pertini:

“Ma per dare addosso a Napolitano oltre agli ex Capi di stato tutt’ora in servizio si usano anche quelli defunti. Per l’occasione è stato…riesumato Sandro Pertini, la cui effigie comparirà sulle magliette viola in uso durante la manifestazione, con l’aggiunta di un indebito slogan: lui non avrebbe firmato. Peccato che il presidente partigiano sia famoso per la sottoscrizione del decreto considerato madre di tutti i mali, ovvero quello che riaccese le tv di Berlusconi, cancellando addirittura tre sentenze di altrettanti pretori che ordinavano la sospensione delle trasmissioni sul territorio nazionale. La storia risale al 1984, quando i giudici di Roma, Torino e Pescara spensero i ripetitori che consentivano a Canale 5, Rete 4 e Italia 1 di diffondere i programmi in tutta Italia. Bettino Craxi ci mise tre giorni a ordinare per decreto la ripresa della programmazione e il capo dello Stato controfirmò. Che Pertini non nutrisse dubbi sul provvedimento è certo, perché essendo stato poi affossato in Parlamento, Craxi fu costretto a ripresentano e il presidente sottoscrisse nuovamente. Non una dunque, ma due volte….“

L’ignoranza (voluta) di questo bieco individuo, unita alla protervia, fa sì che sputi veleno in ogni dove ed in ogni modo, travestendo le sue menzogne in verità approssimative al fine di sostenere le sue tesi ‘padronali’. All’uopo siamo ‘felici’ di illuminare questa specie di ‘barboncino’ da salotto, vero santo patrono di tutti i ‘pennivendoli’ italiani.

Già l’affermazione “i giudici di Roma, Torino e Pescara spensero i ripetitori che consentivano a Canale 5, Rete 4 e Italia 1 di diffondere i programmi in tutta Italia” è un falso storico che più non si può. Infatti, lo sanno anche i lattanti che fu il Cavaliere a decidere, per scelta strategica, ad auto-oscurarsi al fine (in combutta con Craxi) di costringere il Parlamento ad intervenire in suo favore:

“Nel pomeriggio del 16 ottobre 1984 i telespettatori del Piemonte, dell’Abruzzo e del Lazio non trovano più le tre reti Fininvest. Oscurate. Alle 20.20, su Canale 5, Italia1 e Rete4 compare una scritta: «Per ordine del pretore è vietata la trasmissione in questa città dei programmi di… regolarmente in onda nel resto d’Italia». Cos’è accaduto? I pretori Giuseppe Casalbore di Torino, Eugenio Bettiol di Roma e Nicola Trifuoggi dell’Aquila hanno decretato la disattivazione degli impianti (i «ponti di frequenza») e il sequestro dei «pizzoni» (le cassette preregistrate) che consentono alle tv regionali affiliate al circuito berlusconiano di trasmettere in «interconnessione» su scala nazionale senza permesso ministeriale. Ma – come spiega Casalbore all’Unità  –  «nulla vieta a queste tv di mandare in onda programmi prodotti localmente, ad esempio un bel dibattito sul pretore che fa i sequestri». Nessun oscuramento, dunque. Ma la Fininvest, per drammatizzare la situazione, decide di auto-oscurarsi, attribuendone la colpa ai giudici. E il 17 ottobre tutti i giornali parlano di «oscuramento» e «serrata dei pretori»: la versione berlusconiana, falsa e bugiarda, diventa verità di fede.” “Quel che accade poi lo racconta Giuseppe Fiori ne “Il Venditore” (Garzanti). Berlusconi revoca l’auto-oscuramento a Roma per mandare in onda uno speciale del “Costanzo Show”, condotto dal confratello piduista Maurizio: due ore di piagnisteo con varie star da riporto. Ecco l’irresistibile cronaca di Sergio Saviane per l’Espresso: «Alle 10 della sera comincia la veglia al catafalco della defunta Rete4, officiatore Costanzo, listato a lutto. Un Costanzo scolorito, smunto, gli occhi segnati dal dolore, la lacrima in agguato… Il momento è carico di attese, e di dentiere. Si invoca una prece. Ci sono registi zoccoloni con lutto all’occhiello, attori e mezzibusti con la cravatta scura, pubblicitari moribondi… Piangono sconsolate le matrone in gramaglie rimaste vedove di Canale5, la Silvana Pampanini in dentiera da mezzasera, la suocera del pubblicitario in coma per la scomparsa di Dallas… Gava, ministro delle telecomunicazioni e delle telespeculazioni napoletane, non contento di aspettare da otto anni questa benedetta legge, dice: “Bisogna ancora studiare il problema, cosa che mi accingo a fare immediatamente”. E poi dicono che i nostri ministri sono dei coglioni. Ma se non fanno altro che accingersi…».”( http://www.articolo21.org/499/editoriale/berlusconi-tv-un-impero-nato-per-decretocraxi.html )

Il ‘nostro’ fa poi un po’ di confusione quando dice che Pertini firmò “non una ma due volte”. In realtà andò così: “20 ottobre il governo Craxi varò un decreto (poi affossato in Aula, reiterato e quindi convertito in legge a dicembre), controfirmato dall’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini per superare, «sino all’ approvazione della legge generale sul sistema radio-tv», l’ oscuramento dei ripetitori di Canale 5, Italia 1 e Retequattro deciso il 17 ottobre dai pretori di Roma, Torino e Pescara” ( fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2003/dicembre/18/Sul_decreto_salva_rebus_della_co_0_031218023.shtml ). Perciò risulta che il primo decreto, mai convertito in legge fu bocciato dall’aula, poi modificato e quindi firmato da Pertini in ‘via transitoria’ in attesa di una legge definitiva sul riassetto radiotelevisivo.

.

https://i2.wp.com/a31.idata.over-blog.com/1/15/66/74/il-Presidente-Sandro-Pertini.JPG

.

Sandro Pertini è sempre stato quel che si dice un ‘galantuomo’. Se firmò quella legge è perché voleva far superare all’Italia un impasse legislativo e non, come il ‘bieco’ suggerisce, favorire un Berlusconi asfittico e in procinto di fallire. Ed anche perché, presumibilmente, aveva avuto debite ‘garanzie’ politiche che altri, meno galantuomini di lui, hanno poi disatteso.

Tanto per citarne uno proprio quel Napolitano, oggi Presidente della Repubblica col ‘placet’ di SilvioDux, che all’epoca del decreto Craxi in questione era (guarda caso) ‘Presidente della Commissione speciale per il riordino del sistema radiotelevisivo’. Questo dovrebbe suggerire qualcosa alla lingua velenosa di Belpietro sempre orientata in una sola direzione. E per rinfrescargli la memoria potremmo ancora aggiungere che il Giorgio in questione, sempre all’epoca dei fatti, pubblicava la rivista della corrente ‘migliorista’ (di destra) del PCI, “Il moderno”, la quale, sempre guarda caso, ospitava paginoni interi di pubblicità della Fininvest. Ora, che interesse aveva Berlusconi a spendere tanti soldi in pubblicità su una rivista che ‘tirava’ 500 copie?

Se ci aggiungiamo poi che nella predetta corrente ‘migliorista’ militava un certo Sandro Bondi.. Beh, direi che è davver inutile aggiungere altro.

Mauro ed elena

—————————————————–

riportiamo esattamente come compare sul sito del ‘Ministero dell’Economia e delle Finanze’, sezione ‘Rassegna Stampa

.

Ma i viola non sanno che Pertini firmò la prima salva-Silvio

di Belpietro Maurizio


L’EDITORIALE IL PRIMO SALVA-SILVIO LO FIRMÒ PERTINI Ma i Viola non sanno che Pertini firm la prima salva-Silvi Gli antiberlusconiani adottano il presidente partigiano:

lui non avrebbe fatto come Napolitano. Ignorano che nel 1984 sottoscrisse il decreto che riaccese le tv del Biscione di MAURIZIO BELPIETRO Le truppe violacee pronte a scendere in carripo domani, oltre che con Berlusconi ce l’hanno con Napolitano, reo d’aver firmato un decreto il quale puntava a consentire a tutti gli italiani di votare. Dalle dichiarazioni di alcuni organizzatori della manifestazione listata a lutto par di capire che nqn rispamiieranno al capo dello Stato neppure gli insulti: essersi fatto convincere dal premier a sottoscrivere un provvedimento che garantisse l’esercizio di un diritto, ai loro occhi è una colpaincancellabile, soprattutto se cormnessa da un uomo il quale nella sinistra ha compiuto (…) (…) tutta la sua lunga carriera. Fa nulla se lino all’altro giorno i con- testatori di oggi sostenevano l’infallibilità del Quirinale: da oggi il dogmanoo vale pi .

Le avvisaglie del trattamento che si preparano a riservare a Napolitano sono state anticipate dai giornali cari alla sinistra, Dalle pagine del quotidiano diretto da Ezio Mauro, Carlo Azeglio Ciampi ha usato senza risparmiarsi tutto il veleno accumulato in annidi astinenza dal Colle. Fingendo di voler difendere l’istituzione pi alta, il nonno della Repubbllca ha accusato infatti chi ha preso il suo posto di essere sprovvisto di attributi e di aver ceduto all’odiato Cavaliere. In pratica rimprovera al presidente una mancanza di coraggio, ricordando i bei tempi passati quando lui rifiut la finna di alcune leggi che gli furono presentate dal governo di centrodestra. La perfidia dell’ex arriva al punto di far capire che c’è bisogno di proteggereNapolitano, quasi fosse da mettere sotto tutela.

ll Ciampi che gonfia il petto e fa la ruota contro il decreto salva-liste, è lo stesso che dieci anni fa, quando stava al Quirinale, s’affrett a sottoscrivere un provvedimento d’urgenza salva-banche. A Palazzo Chigi ovviamente non c’era il Cavaliere, ma Giuliano Amato, e il ministro della giustizia non eraAngelino Altno ma nientemeno che Piero Fassino: la Cassazi ne aveva appelia sentenziato che gli istituti di credito s’erano fregati un bel p0′ di interessi sui mutui, a danno dei propri clienti,c per ci li aveva condannati alla restituzione del maltolto, una cifra srimata fra i 15 e i 40 mila miliardi di vecchie lire, tra i? e i 20 miliardi di oggi. Per impedire il rimborso alle famiglie tartassate in pochi giorni fu fatto il decreto e Ciampi sottoscrisse senza turbamento. Insomma, se c’è da garantire il di- ritto di voto agli itallani, il presidente emerito parla di «aberrante episodio di torsione del sistema *** contestatori diritto democratico», mentre quando c’è da fare un piacere agli istituti di credito in danno dei soliti italiani per il presidente tacchino «è un fulgido esempio di esercizio democratico».

Ma per dare addosso a Napolitano oltre agli ex Capi di stato tutt’ora in servizio si usano anche quelli defunti. Per l’occasione è stato innitti riesumato Sandro Pertini, la cui effigie comparirà sulle magliette viola in uso durante la manifestazione, con l’aggiunta di un indebito slogan: lui non avrebbe firmato. Peccato che il presidente partigiano sia famoso perla sottoscrizione del decreto considerato madre di tutti i mali, ovvero quello che riaccese le tv di Berlusconi, cancellando addiiittura tre sentenze di altrettanti pretori che ordinavano la sospensione delle trasmissioni sul territorio nazionale. La storia risale al 1984, quando igiudici di Roma, Torino e Pescara spensero i ripetitori che consentivano a Canale 5, Rete 4 e Italia 1 di diffondere i programmi in tutta Italia. Bettino Craxi ci mise tre giorni a ordinare per decreto la ripresa della programmazione e il capo dello Stato controfirm , Che Pertini non nutrisse dubbi sul provvedimento è certo, perché essendo stato poi affossato in Parlamento, Craxi fu costretto a ripresentano e il presidente sottoscrisse nuovamente. Non una dunque, mnadue volte l’upostal’autentica quirinalizia.

Queffi per erano altri tempi. Non c’erano né l)i Pietro, nè Travaglio: due che Pertini avrebbe saputo come trattare. Rispettando la democrazia, ovviamente.

::: SUL COLLE CIAMPI Oggi Carlo Azeglio Ciampi critica il decreto salva- liste. Ma dieci anni fa, quando stava al Quirinale, sottoscrisse senza problami un provvedimento d’urgenza salva-banche. A Palazzo Chigi allora c’era Giuliano Amato e il ministro della giustizia era Piero Fassino.

PERTINI Nel 1984, quando i giudici di Roma, Torino e Pescara spensero i ripetitori di Canale 5, Rete 4 e Italia 1, l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini firm un decreto per riaccenderli.

*** salvaliste.

.

MEF - Ministero dell'Economia e delle Finanze

fonte: http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010031215187338-1

3 risposte a “PERTINI E I VELENI DI BELPIETRO”

  1. ladytux dice :

    leggi le notizie alle 8.00 di mattina e pensi ok, la notizia peggiore l’ho letta, poi si fanno le 14 e cambi la classifica, così via tutto il giorno. Sono le 4 di mattina ed è sempre peggio……
    a questo punto se io spero che schiattino ed in modo atroce (ma veloce che magari riescono pure a salvarsi) sono cattiva io?

    ladytux

  2. l'incarcerato dice :

    Complimenti! Un analisi che condivido totalmente! Con dettagli che non conoscevo.

Trackback/Pingback

  1. Pertini e i veleni di belpietro - marzo 13, 2010

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: