Voleva portare il Ku Klux Klan in Italia: scoperto e denunciato dopo 4 mesi

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L’indagine partita dopo un articolo di Repubblica.it
E’ uno skinhead già segnalato dalla polizia

Voleva portare il Ku Klux Klan in Italia: scoperto e denunciato dopo 4 mesi

I forum dell’ultradestra: “Reazione liberticida”

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di MARCO PASQUA

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Voleva portare il Ku Klux Klan in Italia scoperto e denunciato  dopo 4 mesi Il tatuaggio sul collo dell’uomo denunciato

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ROMA – Sperava di reclutare, attraverso il Web, xenofobi e razzisti, pronti a scendere in campo per “la difesa della stirpe bianca”. Era il referente italiano del Ku Klux Klan, l’organizzazione americana nata nel 1865, che, evidentemente, sperava di poter approdare anche nel nostro Paese. Repubblica.it ne aveva parlato nel novembre scorso, e le ricerche erano partite proprio dal nostro articolo. Ma dopo quattro mesi di indagini, la polizia postale è arrivata ad individuare le mani che hanno firmato proclami e appelli, spesso attacchi durissimi a immigrati, gay, ebrei. Dietro a quelle pagine virtuali si nascondeva B. A., uno disoccupato incensurato di 33 anni, residente in provincia di Modena, già noto per aver partecipato a manifestazioni della destra estrema e per aver fatto parte degli skinhead. E’ stato denunciato in stato di libertà per aver commesso atti di discriminazione e odio etnico, nazionale, razziale al fine di agevolare l’attività di movimenti che hanno il medesimo scopo.
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Con l’operazione denominata “KKK Italia”, gli agenti hanno smascherato l’uomo che curava la sezione italiana del sito degli United northern and southern knights of the KKK (l’acronimo è Unsk). Un movimento che rappresenta la principale ramificazione americana del Ku Klux Klan, e che in Europa ha lanciato diversi “reami”: oltre a quello italiano, se ne contano in Germania, Belgio e Regno Unito. Arrivare a lui non è stato facile. Il server del sito (www. unskkk. com) non si trova in Italia, e l’unico riferimento che avevano gli agenti era un’e-mail, attraverso la quale B. A. manteneva presumibilmente i contatti con la sede-madre, in America, e con chi si faceva avanti per avere informazioni. Prima di bussare alla porta della sua casa, nella quale vive con i genitori, la postale ha voluto verificare se ci fossero altri complici e, ad oggi, le indagini continuano.

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“Quando ci siamo presentati a casa sua –  dice Andrea Rossi, dirigente del compartimento polizia postale e delle Comunicazioni del Lazio  –  non ha negato le sue idee politiche. Ha cercato di prendere le distanze dal sito, ma le nostre indagini hanno dimostrato che l’e-mail presente sulla pagina Web era la sua”. Per non farsi scoprire, si era anche servito di una serie di accorgimenti informatici che, però, non hanno impedito alla polizia di rintracciarlo. Nella sua abitazione, è stato trovato “materiale informatico” (anche fotografie), che dimostra le sue simpatie politiche per il movimento skinhead e che sarà ora analizzato. “Ci siamo mossi quando abbiamo visto che questa organizzazione americana  –  racconta a Repubblica. it il dirigente della postale  –  aveva una ramificazione italiana. Trattandosi di una pagina in italiano, eravamo convinti che dietro ci fosse un cittadino residente nel nostro Paese, soggetto dunque alle nostre leggi. Da quello che ci risulta, comunque, non era riuscito a coinvolgere molte persone”. Le attività sul sito americano, ovviamente, proseguiranno. Ma per gli inquirenti “è stato importante individuare il suo punto di riferimento italiano”, sottolinea Rossi, anche “per stroncare ogni ulteriore attività di proselitismo”. “Si è trattato di un’operazione esemplare  –  fanno notare gli inquirenti  –  che dimostra anche quanto sia difficile individuare i responsabili di siti come questi. La persona in questione aveva occultato i suoi riferimenti su internet, e per questo abbiamo impiegato più tempo per arrivare a lui”.
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Nella sezione italiana dell’Unsk curata dall’uomo, si annunciava “l’apertura delle iscrizioni” al movimento e si lanciava un appello ad aderire al movimento: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano”, scriveva l’uomo che è stato ora denunciato.
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Immediati i commenti nella galassia virtuale della destra estrema. La notizia della denuncia di B. A. ha iniziato a fare il giro dei forum, da quello non ufficiale di Forza Nuova a quello dei “nazionalisti bianchi”.  “E’ arrivata l’inevitabile repressione poliziesca e liberticida”, sentenzia un utente. Se qualcuno “esprime solidarietà” altri promettono che un giorno si “pagheranno questi atti contro la libertà e contro loro stessi”.
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12 marzo 2010
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2 risposte a “Voleva portare il Ku Klux Klan in Italia: scoperto e denunciato dopo 4 mesi”

  1. rose caltagirone dice :

    e allora dove siamo arrivati?ah,a me non piace l’insalata russa,preferisco quella italiana condita con il nostro olio d’oliva che e fenomenale e non ha eguali al mondo…italy doc.

  2. solleviamoci dice :

    Rose, ho letto quattro commenti tuoi e in tutti noto un’aggressività piuttosto alta. Forse è il caso che cominci ad interrogarti sull’origine di tutto ciò… cos’è che ti rode? Che qualcuno osi pensarla diversamente da te? Che qualcuno non sia italiano eppure osi calpestare il suolo patrio? Che altro?

    Mi piacerebbe inoltre che mi spiegassi che c’entra l’insalata russa (o italiana) con l’articolo qui riportato… preferisco non commentare cose che non mi sono chiare.
    elena

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