Archivio | marzo 16, 2010

«Spegniamo il Tg1»: Parte il boicottaggio web

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«Spegniamo il Tg1» parte il boicottaggio web

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di Cesare Buquicchio

tutti gli articoli dell’autore

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“Il 25 marzo prossimo chiediamo a tutti voi di non guardare il Tg1 per protestare contro il modo di fare informazione del direttore Minzolini”. Non lascia dubbi l’intestazione della pagina Facebook dedicata al boicottaggio del Tg1. “La prima rete della Rai è ormai ostaggio dei ‘bravi’ del Cavaliere, che non esitano a distorcere le notizie per venire incontro ai desideri del Premier-editore. Lo scandalo delle intercettazioni effettuate dalla procura di Trani ne è l’ultimo esempio. Dobbiamo dire basta: unitevi alla nostra protesta per gridare tutto il nostro sdegno a chi ha trasformato il Tg1 in un megafono del Governo” dice l’organizzatore della pagina “Spegniamo il Tg1 accendiamo i cervelli”.

Il precedente fa ben sperare gli organizzatori del boicottaggio web e risale al settembre 2009 e alla puntata “speciale” di Porta a Porta con Berlusconi che faceva il suo monologo sulle sue vicende “private”. In quella occasione il calo registrato dall’Auditel fu sensibile per la trasmissione condotta da Vespa: meno 30%, roba da far saltare i contratti pubblicitari.

“Il web ha un effetto amplificatore, come spesso succede, più del dissenso che del consenso. La Rete dà spesso espressione alla soggettività politica di chi magari alle elezioni non va nemmeno a votare, ma può avere un peso come “consumatore” nelle sue scelte di tutti i giorni» spiegava MarioMorcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza”.

E mentre il Popolo Viola si reca in presidio davanti alla sede della Commissione di Vigilanza in in piazza San Macuto a Roma per l’iniziativa «Vigiliamo sulla Vigilanza» (iniziativa promossa dai Comitati BO-BI BOicotta il BIscione, Articolo 21, Onda Viola e Popolo Viola) sul web cresce l’adesione allo “sciopero dal Tg1”.

Tra i commenti alla iniziativa si legge il dissenso, per usare un eufemismo, rispetto al Tg1 diretto da Minzolini. In tanti dichiarano di non guardarlo già da tempo, altri si ripromettono di aggiungere lo storico Tg alla lista degli altri notiziari (Tg2, Tg4, ecc…) che hanno già smesso di guardare. C’è chi si dichiara ormai legato solo all’informazione di web e giornali giudicando ormai inguardabile qualsiasi Tg. Non sfugge, a qualcuno, il paradosso per cui boicottare la Rai non fa che far aumentare gli introiti per le testate Mediaset di casa Berlusconi. Ma la tentazione di incenerire il tasto 1 del telecomando, almeno per il prossimo 25 marzo contagia molti.

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16 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96269

l’immagine di Berlusconi Imperator è del sito

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http://nonleggerlo.blogspot.com/

che noi invece vi consigliamo, altroché, di leggere

mentre il MinzoMinchia è una ‘manipolazione’ nostra

mauro

Stufato d’orso al congresso degli chef

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Stufato d’orso al congresso degli chef

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Ve la sentireste di assaggiare uno stufato di carne d’orso? O di gustare un piatto di tagliatelle condito con un ragù di zampe del selvatico abitante dei boschi? «La carne dell’orso, opportunamente cucinata, è molto buona, ve lo assicuro!».

A elogiare le qualità in cucina dell’orso bruno che popola le zone montuose dell’Europa dell’Est e che da qualche anno è tornato a farsi vedere anche sulle Alpi Orientali, non è, come si potrebbe pensare, un primordiale montanaro dei Balcani, ma una cuoca di successo, colta ed apprezzata, al punto da essere insignita dell’ambita stella Michelin.

Ana Ros
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Si tratta di Ana Ros, slovena e chef del ristorante Hisa Franko di Kobarid, che, nei giorni scorsi, al congresso degli chef di “Gusto in Scena” a Venezia ha choccato i suoi colleghi con un video che la ritrae mentre confeziona uno stracotto di carne d’orso e un sugo che utilizza anche le zampe dell’animale.

Insomma, dopo che la “tre stelle” basca Elena Arzak si era esibita con piatti coreografici elaborati con le tecniche più avanzate e che la spagnola Montse Estruch aveva deliziato il pubblico con i suoi piatti impreziositi dai fiori, mentre gli chef italiani più inclini a riprendere la cucina della tradizione si cimentavano, al massimo, con l’Agnello dell’Alpago o con la Cinta senese, lei la giovane chef slovena, che è stata nazionale di sci del suo paese e alle spalle ha una laurea in Scienze Diplomatiche e Internazionali a Trieste, ha completamente spiazzato chi si aspettava il solito piatto di pesce dell’Adriatico e verdure confezionato secondo i dettami della cucina d’autore.

«Da qualche anno, da quando la guerra ha sconvolto i Balcani – ha spiegato la Ros – gli orsi che prima erano stanziali in Bosnia-Erzegovina sono in parte emigrati tornando anche in Slovenia. Sono diventati numerosi, a volte aggressivi, e periodicamente ne viene abbattuto un certo numero. Anticamente la loro carne veniva cucinata – parliamo di bestie che pesano 70-80 chili – così ho ricostruito alcune ricette, le ho adattate al gusto di oggi, ho cercato le cotture giuste. Prendiamo, ad esempio le zampe: possono essere ingredienti per sughi gustosi, sono molto ricche di collagene, ma richiedono lunghe cotture per sciogliere le cartilagini e ammorbidire le carni».

Una ricetta d’altri tempi rivisitata dunque, con lunghe cotture della carne, che viene insaporita con verdure e spezie per domare un sapore che risulterebbe altrimenti troppo forte e aggressivo per il gusto attuale. Una performance, quella della Ros – padrona delle nuove tecniche di cucina ma anche interessata a recuperare la tradizione – che a Venezia ha sorpreso i cuochi presenti.

La zampa dell’orso sotto vuoto, pronta per essere cucinata
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Ancora più perplessi di fronte al colpo di scena finale, quando una collaboratrice di Ana ha mostrato al pubblico in sala una zampa d’orso confezionata sotto vuoto e pronta per essere cucinata. I più hanno precipitosamente distolto lo sguardo.

«Io sono troppo affezionato a Baloo», ha mormorato un giovane apprendista di cucina evocando il simpatico orso del Libro della Giungla. Un altro chef ha ironicamente preso le distanze: «Dopo tutto, tanta fatica per fare uno stufato».

Ma qualcuno ha voluto saperne di più. Come, ad esempio, Alfonso Jaccarino, patron del Don Alfonso di Sant’Agata sui due Golfi, uno dei tempi della cucina mediterranea, che ha intervistato a lungo la collega slovena.

«Il tema del congresso era l’identità delle cucine nazionali – commenta il gastronomo Marcello Coronini, ideatore e organizzatore di Gusto in Scena – e Ana è stata brava nel proporre qualcosa di originale, recuperando un piatto che era nella storia gastronomica del suo Paese». Sì, ma l’orso nel nostro immaginario ha ben altre collocazioni, non certo nel piatto. «E perché no? Io ho in programma un viaggio in Slovenia e in quell’occasione andrò nel suo ristorante e le chiederò di cucinarmi proprio l’orso».

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12 marzo 2010

fonte:  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/blog/2010/03/12/AMlFh7TD-stufato_degli_congresso.shtml

“Come salvare una lavatrice” è l’articolo più letto del NYTimes, eccola la classifica degli altri / “Educazione sessuale a scuola? Otto studenti su dieci dicono sì”

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“Come salvare una lavatrice” è l’articolo più letto del NYTimes, eccola la classifica degli altri

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di Luisanna Benfatto

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Il tracollo economico in Grecia? I bilanci statali fuori controllo di Gran Bretagna e Usa? La soluzione non è nelle riforme che si stanno discutendo a Bruxelles o a Washington ma nelle piccole azioni che ognuno di noi può fare tra le mura della propria casa. Questa pare essere la tendenza che emerge analizzando le notizie più lette nei siti dei maggiori quotidiani online.

Partiamo dal New York Times dove da giorni l’articolo più visto è For the Dishwasher’s Sake, Go Easy on the Detergent, classificato nella sezione Your money che offre agli utenti pillole di economia domestica. Il pezzo analizza le modalità più appropriate per aumentare le performance degli elettrodomestici. La prima azione di salvataggio per lavastoviglie e lavatrici di ultima generazione consiste nel diminuire lo spreco di detergenti. Lo afferma Vernon Schmidt, il super specialista nell’assistenza degli elettrodomestici con 35 anni di esperienza nel settore e autore del manuale “Appliance Handbook for Women: Simple Enough Even a Man Can Understand” (una guida all’uso degli elettrodomestici per le donne talmente semplice che può essere capita anche dagli uomini). Secondo Schmidt la maggior parte delle persone usa una quantità di detersivo superiore anche di 10,15 volte a quella necessaria, pensando che il risultato possa essere migliore. Ma non è così: il troppo detersivo rovina la biancheria e le stoviglie, aumenta l’inquinamento e diminuisce l’efficienza delle macchine. L’articolo non ha la pretesa di verificare quale impatto possa avere il consiglio del guru degli elettrodomestici sul tasso di cambio dello yuan, che secondo Washington è tenuto artificialmente basso per favorire le esportazioni. Ma forse per i lettori del New York Times i micro risparmi domestici valgono di più delle strategie dei grandi sistemi economico finanziari.

Ma passiamo in Gran Bretagna che non ha ancora trovato la via per risolvere una disoccupazione alle stelle, per invertire la rotta alle previsioni di crescita e superare un deficit a livelli pericolosi. Per gli utenti dell’Independent famoso per i suoi pacchetti “the best of” la soluzione parrebbe essere: una piacevole corsa in bicicletta. Un modo ecologico per favorire il risparmio. Tra i più letti c’è infatti una gallery sulle migliori cinquanta biciclette in commercio. La foto di ogni modello è accompagnato da una breve descrizione, dal prezzo e dall’indirizzo internet dove è possibile visionarla e acquistarla.

Ritorniamo all’ambito domestico con l’articolo più inviato sul sito di Le Monde che tratta la guerra della cialda. La destra di Sarkozy perde le elezioni, il presidente è in crisi con la moglie Carla Bruni, e il popolo francese che fa? Non vota, l’astensionismo è stato superiore al 53%, e si preoccupa del portafoglio. La catena retailer francese Casino Guichard sta infatti per immettere sul mercato delle cialde per il caffé compatibili con le macchinette Nespresso con un prezzo inferiore del 25% rispetto a quelle Nestlé pubblicizzate da Clooney. Assaporare un grand cru, a un prezzo ragionevole, vale molto di più per i francesi dei nuovi assetti di potere locale.

E in Italia? Osservando la pagina dei più letti della settimana sul Corriere della Sera scopriamo che anche da noi il tema delle elezioni o quello delle finanze pubbliche non è in testa alle preferenze di chi legge informazione online. Agli italiani pare stare molto a cuore la cronaca locale perlopiù condita con doppia s: Sesso e Scuola. Non proprio la riforma Gelmini. Al primo posto troviamo un caso controverso di una querela sporta da una studentessa alla sua insegnante “Virgilio, maglietta osé in classe «Umiliata dalla prof, la denuncio»“, poi «Noi, giovani laureati in fuga da Milano» la storia di due ragazzi che sono emigrati in Australia dopo la laurea, e per finire Sesso nel locale del bancomat una coppia accusata di atti osceni in luogo pubblico.
Al quinto e al sesto posto si piazzano altre notizie titolate con sesso e osé Sesso durante le ripetizioni a ragazzino di 13 anni, condannata educatrice, Statue osé in mostra, scandalo al Castello e al decimo l’intervista al regista armeno Egoyan che parla dell’ ultimo film: «Julianne e Amanda, amanti davanti alla mia cinepresa».
La crisi? Non si legge ma si vive.

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16 marzo 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/consigli-elettrodomestici-risparmio-new-york-times.shtml?uuid=4d88997c-30e4-11df-b27c-5b7931933a22&DocRulesView=Libero

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“Educazione sessuale a scuola? Otto studenti su dieci dicono sì”

Secondo un sondaggio di Studenti.it la stragrande maggioranza dei ragazzi vorrebbe più informazione: parlare di certe cose in classe è più facile che in famiglia

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Roma, 16 marzo 2010 – Aumentano gli aborti tra le giovanissime e le malattie sessualmente trasmissibili ma di educazione sessuale a scuola non si parla. Eppure sono gli studenti a chiederla in prima persona per combattere disinformazione e luoghi comuni e perchè, parlare di certe cose in classe, è più facile che farlo in famiglia: secondo un sondaggio effettuato da Studenti.it, l’83% degli intervistati vuole l’educazione sessuale a scuola.

Il 55% la riterrebbe utile perchè tra i giovani c’è ancora molta disinformazione, per il 28% sarebbe meno imbarazzante che parlarne in famiglia mentre solo per l’11% la riterrebbe inutile perchè perché i ragazzi sono già informati a sufficienza. Il restante 5% non ha un’opinione precisa in merito.

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2010/03/16/305773-educazione_sessuale_scuola.shtml

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Napoli, torna l’emergenza rifiuti: in centro cassonetti bruciati e rovesciati

Napoli, torna l’emergenza rifiuti:
in centro cassonetti bruciati e rovesciati

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Rosy Bindi scatta foto ai cumuli di spazzatura dal suo cellulare per smentire il governo di centrodestra

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ROMA (16 marzo) – Cassonetti di rifiuti pieni anche nel centro di Napoli o dati alle fiamme. È quanto si può vedere girando per alcuni quartieri della città. Pesanti disagi si registrano per la protesta dei lavoratori del consorzio unico di bacino, con conseguenze negative sulla raccolta tra il Casertano e Napoli.

Ma in città oggi si vedono cassonetti pieni, ad esempio, nella zona di Chiaia mentre contenitori di rifiuti sono stati bruciati all’angolo tra via Toledo e via Santa Brigida e in altre zone della città.

Rosy Bindi scatta foto dal suo cellulare per dimostrare che l’emergenza rifiuti non è affatto stata risolta. È così che il presidente dell’assemblea nazionale del Pd, Rosy Bindi, in occasione di un suo tour nel Casertano, ha voluto “smentire” il governo di centrodestra. E dire, prove alla mano, che quello che negli ultimi tempi è stato «il cavallo di battaglia del governo, vale a dire niente più emergenza rifiuti in Campania, in fondo altro non è che un problema rinviato». Tra Casapesenna, Aversa, Teverola, Casal di Principe, alla Bindi, ieri sera, proprio non è andata giù la vista di quegli enormi cumuli di rifiuti lungo le strade. E così è scesa dall’automobile e ha scattato foto proprio a quei cumuli. «Governo e maggioranza si sono vantati per mesi di aver affrontato e risolto due catastrofi ambientali: l’emergenza rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo. A quasi un anno dal sisma, l’Aquila è ancora ingombra di macerie, mentre qui a Caserta le strade sono piene di rifiuti». «I problemi sono ancora tutti aperti. La verità è che questo governo quando si tratta degli interessi di tutti i cittadini dimostra la propria efficacia solo a parole, con una buona propaganda».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94864&sez=HOME_INITALIA

Gli italiani mangiano male e per 6 su dieci il dentista diventa un lusso. In aumento acquisto antidepressivi

Osservasalute: gli italiani mangiano male e per 6 su dieci il dentista diventa un lusso

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In aumento acquisto antidepressivi. Divario tra Nord e Sud, anche nel livello di gradimento del servizio sanitario nazionale

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ROMA (16 marzo) – Cala l’acquisto di frutta e verdura, due terzi disertano la poltrona del dentista e si comprano più antidepressivi. Tutti elementi messi in correlazione con la crisi economica che il paese sta attraversando. Il quadro emerge dal rapporto Osservasalute, giunto alla settima edizione, presentato oggi a Roma al policlinico Gemelli.

A trascurare la salute della bocca sarebbero quasi i due terzi degli italiani, si legge nel documento, mentre solo il 39,7% si è potuto permettere di sedersi dal dentista. Sul fronte della dieta gli italiani sembrano costretti a dover fare economia, e consumano poca frutta e verdura: solo il 5,6% mangia le cinque porzioni raccomandate al giorno. Questo dato, unito al fatto che solo un italiano su cinque pratica uno sport regolarmente, rende i cittadini del bel Paese sempre più grassi: oltre uno su tre è in sovrappeso. In forte aumento invece è il consumo di farmaci antidepressivi, che è salito del 310% dal 2000 al 2008.

Diverse sono le conferme del divario tra nord e sud che emergono dal rapporto: gli abitanti delle regioni settentrionali sono ad esempio più attenti alla salute, meno grassi e sedentari. Il Sud, invece, presenta crescenti fattori di rischio per malattie cardiovascolari e tumori, che infatti, proprio nelle regioni meridionali registrano un aumento di incidenza.

Giudizi cittadini sulla sanità: meglio il Nord. Il divario è confermato anche dai giudizi sulla sanità da parte dei cittadini, molto migliori al nord. Il documento, che fa un check up della sanità italiana e dello stato di salute dei cittadini è frutto del lavoro di 176 ricercatori distribuiti su tutto il territorio che collaborano con l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso luUniversità Cattolica di Roma.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94896&sez=HOME_INITALIA

CAMPANIA – Dramma lavoro: A distanza di poche ore due suicidi

Precario per tutta la vita, il carrozziere di Napoli si è suicidato

Salvatore Vivenzo, 59 anni, si è tolto la vita ieri sera a Napoli

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NAPOLI – 16/03/2010 –

Si è tolto la vita perché non sopportava più una precarietà lavorativa che durava da sempre. Salvatore Vivenzo, 59 anni, il meccanico suicida ieri sera nella sua abitazione in via Torricelli, nel quartiere di Pianura un lavoro stabile non l’ha mai avuto. L’ assenza di un reddito certo, la preoccupazione per avere un’ età in cui diventa ancora più difficile trovare lavoro debbono avere prevalso, e alla fine Vivenzo non ce l’ ha fatta più. Per tutta la vita si era arrangiato con lavoretti da carrozziere, mai un contratto regolare. “E chi ce l’ha? –  commenta Ivan, 28 anni, che abita nel quartiere – è già una fortuna riuscire a trovare un lavoro”.

Salvatore Vivenzo si è ucciso nella casa in cui viveva con la moglie Anna, 45 anni, anche lei senza un lavoro. Non avevano avuto bambini, ma per tutti erano una coppia molto unita. “Persone oneste e rispettose”, dicono di loro i vicini. In molti sono rimasti sorpresi dalla notizia della morte di Vivenzo. “L’ ho saputo solo stamattina – racconta Imma – e sono rimasta agghiacciata. No, non aveva confidato a nessuno le sue preoccupazioni. Nessuno si sarebbe mai aspettato un gesto simile”. “La moglie non ha mai lavorato – aggiunge la donna – spesso andava dalla madre, che ha problemi di salute, ma nemmeno lei mi aveva mai accennato a qualche preoccupazione”. Una famiglia semplice che riusciva, seppure tra mille difficoltà a far quadrare i conti. Di lui, chi lo conosce, dice che era un uomo schivo e riservato. Salvatore Vivenzo, che era carrozziere, fino a 13 anni fa, era comproprietario di un’officina. Gli incassi, però, non erano mai stati sufficienti per “sfamare” due famiglie e così Vivenzo aveva lasciato l’ officina. A raccontare delle difficoltà economiche è l’ex socio, Carmine. “L’ultima volta l’ ho visto due settimane fa – dice – mi ha chiesto se potevo mettergli a disposizione un po’ di spazio per riparare un’auto. Non eravamo più in contatto, ma gli ho detto di sì. Abbiamo lavorato insieme per tanto tempo – raccomta l’ ex socio – è sempre stato un po’ chiuso, ma onesto e leale”. Dopo l’ abbandono dell’ officina, Vivenzo non è stato in grado di trovare un’occupazione diversa. Ha continuato a fare il carrozziere, sempre in maniera saltuaria, trovando appoggio in altre officine nella zona del Polo Artigianale di Pianura, ma non ha trovato nessuna occupazione che potesse dargli stabilità economica.

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fonte:  http://www.metropolisweb.it/Notizie/Cronaca/precario_tutta_vita_carrozziere_si_suicida.aspx

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Il posto di lavoro a rischio, suicida il direttore di un market di Nocera

Pellegrino C., 48 anni, padre di un figlio di 13, si è esploso un colpo di pistola alla tempia

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NOCERA INFERIORE (SALERNO) – 16/03/2010 –

Il grave stato di prostrazione per l’incerto futuro occupazionale è la causa che ha determinato stamani a Nocera Inferiore (Salerno) il suicidio del direttore di un supermercato di Nocera Superiore. Pellegrino C., 48 anni, sposato e padre di un figlio di 13, si è esploso un colpo di pistola alla tempia. La tragedia è avvenuta in via Eduardo De Filippo, la strada dove abitava la vittima. Pellegrino C., il 31 dicembre dello scorso anno era stato licenziato dal gruppo Alvi, che però aveva dato in nolo il supermercato di Nocera Superiore ad un’altra società. Ciò aveva consentito al 48enne di rimanere a svolgere le mansioni di direttore nel supermarket. Però la vittima da qualche tempo non intravedeva un futuro tranquillo, immaginando che la nuova gestione non potesse fornire le giuste garanzie occupazionali. Pellegrino C. da qualche mese non riusciva più a sopportare il peso di un futuro con tante incognite. L’uomo, da quanto si é appreso, viveva in un profondo stato depressivo. Le ragioni dell’estremo gesto il 48enne le ha spiegate in una lettera di scuse indirizzata ai propri familiari. Pellegrino C. si è tolto la vita sparandosi un colpo alla tempia con una Beretta calibro 9×21, legalmente detenuta.

La tragedia di stamani a Nocera Inferiore giunge in un momento drammatico per migliaia di dipendenti della nota catena di supermercati Alvi e delle aziende ad essi collegati, che rischiano inesorabilmente di perdere il posto di lavoro. Proprio stamani, mentre Pellegrino C. decideva di farla finita, i suoi colleghi hanno attuato un presidio dinanzi all’ingresso della prefettura di Salerno chiedendo al più presto l’attivazione degli ammortizzatori sociali. La morte di Pellegrino C. ha lasciato sgomenti i lavoratori dell’intero gruppo Alvi. Per tutti Pellegrino era un bravo marito, un buon padre ma soprattutto un onesto e grande lavoratore.

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fonte:  http://www.metropolisweb.it/Notizie/Cronaca/il_posto_lavoro_rischio_suicida_direttore_market_nocera.aspx

Il soldato che con la lingua torna a percepire la realtà

Il dispositivo è un prototipo non ancora in commercio

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Il soldato che con la lingua torna a percepire la realtà

Craig Lundberg, non vedente, grazie a un dispositivo distingue le forme e cammina senza sostegno

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MILANO –Giocatore nella nazionale inglese di calcio dei non vedenti, Craig Lundberg, ventiquattro anni da Walton (Liverpool), è rimasto cieco nel 2007, dopo essere stato colpito da una granata in Iraq. Il ministero della Difesa lo ha scelto ora per sperimentare un dispositivo innovativo e la sua testimonianza regala uno spiraglio di speranza ai non vedenti.

L’AZIENDA PRODUTTRICE «L’espressione vedere attraverso la lingua potrebbe essere fuorviante, ma sicuramente il sistema BrainPort per la visione, realizzato dall’azienda Wicab, è in grado di tradurre le immagini trasmesse da una telecamera con molta precisione, utilizzando proprio la lingua, l’estremità sensoriale che legge più dettagli dopo l’occhio». Le parole sono di Roberto Furlan, amministratore delegato della Khymeca, l’azienda che distribuisce in Italia i prodotti dell’americana Wicab. La tecnica è effettivamente pionieristica e consente ai non vedenti una rappresentazione della realtà sufficiente a recuperare una notevole autonomia.

IL DISPOSITIVOWicab fu fondata dal professor Bach-y-Rita, neuroscienziato che scoprì come , stimolando la lingua con deboli segnali elettrici mediante tanti elettrodi molto vicini tra loro, fosse possibile che il soggetto percepisse con una certa accuratezza quali elettrodi fossero «accesi» e quali invece «spenti». Oggi Wicab realizza in realtà molti dispositivi, tra i quali un apparecchio già in commercio che riguarda la riabilitazione dell’equilibrio. L’apparecchio BrainPort utilizzato da Craig Lundberg è invece per il momento un prototipo in via di sperimentazione e da tempo viene testato anche dai militari americani subacquei per poter vedere meglio sott’acqua. Il sistema si basa sul concetto che gli impulsi che generano la visione, vengono raccolti dall’occhio ma inviati al cervello, che li interpreta e li trasforma nelle immagini come noi le percepiamo. Quindi, se gli occhi non trasmettono più informazioni si può tentare di utilizzare un altro organo di senso per raccoglierle.

COME FUNZIONA Utilizzando una telecamera posizionata sul capo del paziente come fonte di informazioni visive e una griglia di 600 piccolissimi elettrodi come trasmettitore di informazioni sulla lingua, è stato realizzato un dispositivo che consente al soggetto di identificare figure (cerchio, triangolo, quadrato, etc.), caratteri (aprendo la possibilità alla lettura), ma anche caratteristiche dell’ambiente, come la presenza di strade e marciapiedi, veicoli in movimento, strisce pedonali, etc. In sostanza la lingua diviene un canale di ricezione e trasmissione e il sistema sostanzialmente si basa sulla rappresentazione della realtà attraverso il tatto. BrainPort per certi versi è una sorta di Braille, con la differenza che non è codificato e non utilizza la sensibilità dei polpastrelli bensì quella della lingua, molto più fine ed accurata.

LA TESTIMONIANZA Il sistema dunque consente una percezione della realtà che assomiglia in qualche modo al concetto di sguardo, pur essendo ben altra cosa. Come fa notare Furlan: «il concetto di sostituzione sensoriale non è del tutto nuovo: i ciechi utilizzano il tatto per sopperire alla mancanza della vista in moltissime circostanze. Ciò che mancava era un dispositivo che svolgesse questo compito in modo più efficace e senza limitazioni». «È come leccare una batteria da nove volt – dichiara Craig, che spiega come la telecamera invii i segnali alla lingua e consenta di stabilire il loro significato e trasferirlo alle forme. Ora l’azienda produttrice vuole aumentare il numero di elettrodi sul dispositivo da 600 a più di mille e rendere l’apparecchio più pratico da indossare».

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Emanuela Di Pasqua
16 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_marzo_16/soldato-vede-lingua_3f69bc48-3104-11df-bc31-00144f02aabe.shtml

Ispettori a Trani, altolà di pm e Csm. Mancino: «Non comprimano l’indagine»

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L’inchiesta rai-agcom/Il premier: «Inchiesta segno di libertà mutilata»

Ispettori a Trani, altolà di pm e Csm
Mancino: «Non comprimano l’indagine»

E Alfano: «Talpe da punire, il Csm non faccia politica». Santoro sentito due ore dai magistrati

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Michele Santoro a Trani (Ansa)
Michele Santoro a Trani (Ansa)

TRANI – A Trani è il giorno di Michele Santoro e degli ispettori. In mattinata, il giornalista è stato sentito dai magistrati titolari dell’inchiesta sulle presunte pressioni di Silvio Berlusconi per bloccare Annozero. Nel pomeriggio, all’interno del palazzo di giustizia della cittadina pugliese, si è svolto invece l’incontro tra gli uomini inviati dal Guardasigilli e i magistrati. Sulla presenza degli 007 di Via Arenula a Trani si è mosso nel frattempo il Csm, dando l’ok all’apertura della pratica sull’ispezione. «L’indagine giudiziaria non può essere compressa dall’ispezione» ha voluto sottolineare il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. A spiegare la linea della procura di Trani sugli ispettori è, d’altra parte, Michele Ruggiero: in una pausa dei lavori, il pm titolare dell’inchiesta ha confermato ai cronisti che gli uomini del ministero della Giustizia non vedranno i fascicoli dell’inchiesta né tutte le parti coperte dal segreto istruttorio. «Tutto quello che non è stato reso noto agli indagati non sarà reso noto agli ispettori» ha aggiunto Ruggiero. In precedenza, Alfano aveva chiarito che gli ispettori contribuiranno «all’accertamento di quanto accaduto principalmente in riferimento alla presenza di talpe, che ci auguriamo – ha sottolineato il Guardasigilli – vengano immediatamente individuate e punite». Anche Berlusconi torna sulla vicenda di Trani: in una lettera inviata ai Club della Libertà, il presidente del Consiglio parla di «accuse ad orologeria». Poi, in un’intervista rilasciata a Studio Aperto definisce quanto sta avvenendo «un grave segno di libertà mutilata e offesa».

«PARTE CIVILE»Santoro è stato sentito in mattinata come persona informata dei fatti. «Non posso fornire alcun elemento – ha affermato il conduttore di Ann0zero al termine dell’audizione – non si possono dare informazioni sul contenuto del colloquio avuto con i magistrati». «Per quanto riguarda le pressioni che ci sono state su Annozero – ha proseguito Santoro – credo che siano pressioni di dominio pubblico». «Pressioni pubbliche ci sono sempre state – ha detto anche il giornalista -, editti bulgari sono stati pronunciati e mai rimossi e contemporaneamente si è andati anche a chiudere, con una decisione storica, negativa, tutti i programmi di approfondimento informativi in campagna elettorale, sottraendo un servizio pubblico importante all’opinione pubblica che ha diritto ad essere informata». Quanto all’ipotesi di costituirsi parte civile, Santoro ha poi spiegato: «Come è stato detto da alcuni miei collaboratori, ho semplicemente detto di considerare la possibilità da parte mia di valutare la mia posizione di persona offesa».

ALFANO E GLI ISPETTORI – Gli ispettori inviati dal ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller, e una sua colleg, hanno incontrato il capo della Procura di Trani, Carlo Maria Capristo e il pm di Trani, Michele Ruggiero. Gli inviati ministeriali – ha chiarito Alfano prima dell’incontro – devono «contribuire all’accertamento di quanto avvenuto relativamente ad alcune patologie che sono sotto gli occhi di tutti», ma «non interferiscono, non possono e non vogliono con le indagini». Tre in particolare i nodi che sono chiamati a verificare: eventuali irregolarità nell’utilizzo delle intercettazioni («a strascico», le ha definite il ministro), la competenza territoriale della Procura di Trani, anziché di quella di Roma, e la fuga di notizie («gravemente immorale oltre che illegale»).

L’INCHIESTA DI TRANI – Nel registro delle notizie di reato – a quanto si è appreso – sarebbero iscritti il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per concussione e minacce (reati commessi, secondo l’accusa, ai danni dell’Autorità garante delle comunicazioni), il commissario Agcom, Giancarlo Innocenzi, per favoreggiamento (in un interrogatorio del 17 dicembre scorso avrebbe negato di aver ricevuto pressioni dal premier perché fossero presi «provvedimenti» contro la trasmissione di Santoro), e il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per violazione del segreto investigativo (avrebbe reso noto il contenuto dell’interrogatorio al quale era stato sottoposto dalla Procura di Trani).

IL CSMQuanto al Csm, che nel pomeriggio ha dato il via libera all’apertura della pratica sull’ispezione disposta da Alfano a Trani, il Guardasigilli Alfano ha assicurato che non esiste alcun conflitto tra il ministero da lui guidato e il Consiglio superiore della magistratura, sottolineando però che l’organo di autogoverno della magistratura, «deve risolvere i problemi della giustizia e non fare politica». Il Comitato di presidenza di Palazzo dei Marescialli ha ascoltato il consigliere del Csm Cosimo Ferri in merito alle conversazioni telefoniche con il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, intercettate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trani. L’audizione è durata una quarantina di minuti. «Sono molto soddisfatto» ha detto Ferri al termine dell’audizione. Il consigliere del Csm ha depositato una memoria nella quale ribadisce quanto già spiegato lunedì in un comunicato, e cioè la natura assolutamente lecita delle sue conversazioni. La sua posizione sarà valutata dai vertici del Csm in una nuova riunione, probabilmente già in settimana.

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Redazione online
16 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_16/inchiesta_trani_santoro_ispettori_6c8ffd66-30f7-11df-bc31-00144f02aabe.shtml

Alda Merini, le figlie della “poetessa pazza” dedicano un sito alla madre

Alda Merini, le figlie della “poetessa pazza” dedicano un sito alla madre

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L’omaggio di Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta alla mamma alla quale furono tolte “perché psicolabile”

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di Renato Minore
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ROMA (16 marzo) – «Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono». Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta dicono ora che sono le figlie della poetessa pazza, dicono che sono le figlie di Alda Merini.

In sua memoria, hanno deciso di realizzare un sito dedicato alla madre (http://www.aldamerini.it.). Lo intitolano “Alda Merini, la poetessa dei navigli” e lo scandiscono in quattro tempi per la consultazione: “Biografia”; “Poesie”, “Eventi”; “Media”. Un’espressione davvero singolare di amore filiale. Vogliono raccontare la sua storia, non solo la storia della famosa poetessa che tutti già conoscono, ma la storia di una madre, una madre un po’ particolare. Una madre privata delle figlie perché ritenuta psicolabile.

«La maternità – scriveva la Merini – è una sofferenza, una gioia molto sofferta. Da un amante ci si può staccare, ma da un figlio non riesci».E i versi di “Genesi” dicono:

Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete
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«Era una scrittrice lei, già dall’età di 15 anni scriveva le sue poesie, e anche se vivevamo in una condizione di povertà e pativamo spesso la fame, nostra madre perseguiva i suoi sogni», scrivono le figlie nella appassionata biografia che utilizza anche molte lettere inedite, come quella al medico del manicomio in cui la Merini confessa: «È vero, qualche volta ho omesso il Nobrium perché non volevo cadere nel solito stato di incoscienza e volevo tenermi un po´ desta, un po´ attiva, ma se mai un ammalato non prendesse i medicamenti prescritti la cosa più grave non è nella omissione degli stessi ma nel proposito, assurdo e malato, di non volere guarire».

La Merini non ha mai tradito fin dalla giovinezza il suo destino di poeta. Fra i sedici e i vent’anni era già esperta dei segreti della poesia e della follia incontrando “le prime ombre della sua mente”. Non ne aveva neppure venti quando – nel ’50 – Giacinto Spagnoletti riconobbe nei suoi versi «un’intensità concettuale, raggiunta di colpo, per via di istinto», e subito accese l’interesse di altri lettori d’eccezione come Manganelli (che le fu compagno di vita per alcuni anni), Quasimodo e Turoldo . I suoi erano «versi orfici, così settentrionali», secondo Pasolini, da lasciare stupefatti i lettori delle prime raccolte , “La presenza di Orfeo”, “Nozze Romane”, “Paura di Dio”. “Tu sei Pietro”. E lo stesso Pasolini, prima che per lei iniziasse la dolorosa stagione degli internamenti, faceva il nome di Dino Campana per la consonanza davvero forte «di analogie di langue, di substrato psicologico, e di fenomeni patologici». Poi la Merini, risucchiata nell’inferno manìcomiale, sparì condannata al silenzio nel buio della follia.«Come una talpa».

Questa grande sofferenza non l’abbandonerà più e sarà la stessa sofferenza che «segnerà e condizionerà anche il futuro di noi figlie…»

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire.
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

La sua storia era diventata un rovinoso corpo a corpo con l’universo della malattia mentale, i suoi codici e i suoi enigmi. Dal ’65 al ’72 è al Paolo Pini di Milano; poi a Taranto. Tace fino al ’79 quando torna all’espressione, alla parola: «Penetrare nei baratri umani l’ha liberata», dicono le figlie nella nota biografica del sito. Ha ritrovato la luce del giorno, alternando e anche mescolando poesie e prosa (si pensi tra i tanti a libri come “La Terra Santa” “L’altra verità. Diario di una diversa”, “Delirio amoroso”, e “Il tormento delle figure”” Ballate non pagate” ) in una scrittura straordinariamente inventiva, tesa a un espressivismo incandescente, nel quale esperienza e sogno si risolvono in luminose e sulfuree metafore:

Se la mia poesia mi abbandonasse
come polvere o vento,
se io non potessi più cantare,
come polvere o vento,
io cadrei a terra sconfitta
trafitta forse come la farfalla
e in cerca della polvere d’oro
morirei sopra una lampadina accesa,
se la mia poesia non fosse come una gruccia
che tiene su uno scheletro tremante,
cadrei a terra come un cadavere
che l’amore ha sconfitto
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Difficile, davvero difficile per la Merini opporre la poesia alla vita, tanto è evidente che questa, nella sua violenza persino devastante, di quella è inesauribile sorgente, inseguendo una pienezza di corrispondenza e d’amore, che si rivela irrimediabilmente precaria. È difficile estrapolare da una sorta di incontenibile e inconclusa eruzione le gemme di una espressività solidificata; nella sua scrittura si finisce per immergersi e venir travolti dalla corrente.

«Le parole nascondono fatti, fatti piccoli segreti e la nostra classe innata di artisti. Conosci tu una infezione più profonda?», si legge in un’altra lettera inedita indirizzata ad Angelo Noce.

Sta qui, in questa drammatica vitalità, la radice dell’amore dei suoi lettori, nell’autenticità di un dolore altrimenti indicibile, nell’enfasi di una scrittura che pretende di essere vera e sincera. C’è al fondo del suo disperato bisogno di scrivere uno slancio ribelle, un moto ingenuo di rivolta, che oppone alla cattiveria degli uomini l’attesa di un riscatto immaginario, di una pacificazione definitiva. Se un libro, che meglio di tutti riassuma il suo punto più alto è Vuoto d’amore, ma è necessario ricordare che anche questo (come moltissimi altri di quelli scritti negli ultimi trent’anni) non è del tutto un libro d’autore, anzi una raccolta amorosamente messa a punto da altri, perché lei intanto aveva altro da dire e da scrivere, da vivere e da amare.

Scrivono Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta che il sito è anche un «modo di dar voce a nostra madre, alla sua follia e alla sua dolcezza, per farla parlare ancora perché non venga dimenticata amare».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94870&sez=HOME_SPETTACOLO

(ANSA)Photostory: ‘Giornata della Collera’ a Gerusalemme

Photostory: ‘Giornata della Collera’ a Gerusalemme

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16 marzo, 16:39

Scontri a Gerusalemme durante la ”Giornata della collera”

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A Gerusalemme e’ in corso la ‘Giornata della collera’. Incidenti nel rione di Issawya. La polizia israeliana e’ in massima allerta. La ‘Giornata della collera’ e’ stata indetta da organizzazioni islamiche contro i nuovi insediamenti a Gerusalemme est e qui la polizia ha schierato oltre 2.500 agenti in assetto antisommossa per fronteggiare manifestazioni di massa. Alcuni agenti di polizia sono stati feriti da sassaiole. Chiusi i valichi di transito tra Gerusalemme-Cisgiordania. Le fibrillazioni coincidono con l’ennesima fase di stallo dei tentativi di rilancio dei negoziati israelo-palestinesi.

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