Archivio | marzo 19, 2010

A.A.A. cercansi astronauti per gestire hotel orbitanti

SPAZIO

A.A.A. cercansi astronauti per gestire hotel orbitanti

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La società privata americana Bigelow Aerospace cerca personale disposto a prendere parte alle sue future missioni di turismo spaziale. E i potenziali candidati sono circa 500

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di MARCO PASQUA

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A.A.A. cercansi astronauti per gestire hotel orbitanti
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“CERCHIAMO astronauti professionisti per un posto di lavoro a tempo indeterminato”. Con questo annuncio, il primo del genere da parte di un’azienda commerciale, l’americana Bigelow Aerospace ha avviato la ricerca di personale disposto a prendere parte alle sue future missioni spaziali. E, vista la decisione del presidente americano, Barack Obama, di annullare il programma di esplorazione lunare della Nasa, potrebbe essere un’opportunità da cogliere al volo. L’offerta di lavoro, però, è rivolta esclusivamente a candidati che abbiano maturato esperienze specifiche nel settore. Il contratto è a tempo pieno, e la sede di lavoro mista: si va da Las Vegas, dove si trova l’azienda, ad una stazione nello spazio.
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Dietro alla Bigelow Aerospace, fondata nel 1998, c’è l’eccentrico miliardario Bob Bigelow, noto anche per essere a capo di un impero di motel a basso costo, i Budget Suites of America. I suoi progetti sono ambiziosi: dopo aver già  lanciato due modelli di stazione orbitante (Genesis I e Genesis II), è pronto a spedire nello spazio una vera stazione abitabile nel 2014. Naturalmente, per farla funzionare, dovrà assumere astronauti.
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L’annuncio, pubblicato, oltre che sul sito dell’azienda, su alcune pagine web specializzate, è molto preciso, per quanto riguarda i requisiti minimi richiesti. Oltre ad un diploma di laurea, si richiede un’esperienza almeno decennale, che abbia previsto la partecipazione ad una missione spaziale ufficiale. Gli aspiranti candidati devono anche aver superato un programma di formazione in un’agenzia spaziale governativa o comunque riconosciuta ufficialmente. Ulteriori tipi di formazione (ad esempio, a livello medico) non sono essenziali, ma sono “sicuramente graditi”. Condizioni queste che restringono il campo dei potenziali  candidati ad appena 500 persone in tutto il mondo.

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Chi sarà assunto, dovrà però lavorare su più fronti, anche sulla Terra. La parte più affascinante prevede l’impiego nel complesso spaziale “Bigelow Aerospace Station”, dove gli astronauti dovranno occuparsi di tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, oltre che del mantenimento della stessa stazione. Saranno anche chiamati ad assistere i clienti nei loro eventuali esperimenti. Il lavoro sulla terraferma, invece, sarà soprattutto di pubbliche relazioni e formazione. I neoassunti, infatti, si occuperanno di trovare nuovi clienti (e finanziatori), assisteranno gli uffici preposti nello studio di nuove navicelle e, ovviamente, prenderanno parte ai test sui veicoli, prima e dopo una missione nello spazio. Infine, saranno parte attiva nel programma di formazione di nuovi astronauti.
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Nell’annuncio non viene fatto alcun riferimento allo stipendio. Non è, comunque, l’unica opportunità che l’azienda offre agli appassionati del genere (a patto che siano americani o residenti permanenti): in una pagina web compaiono in tutto 43 offerte, prevalentemente per ingegneri e tecnici, ma anche responsabili della sicurezza ed esperti di modelli in scala.
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Nella sua iniziativa spaziale, il miliardario Bigelow sembra essersi ispirato anche alla sua attività di imprenditore del settore alberghiero. Il suo piano, infatti, è quello di dar vita ad una serie di hotel orbitanti, per turisti facoltosi. Ma cercherà anche di sbarcare sulla Luna e persino su Marte. E se la concorrenza è agguerritissima (a cominciare da Richard Branson, patron della Virgin), l’imprenditore americano promette di abbattere i prezzi di questi viaggi, portandoli fino ad una fascia compresa tra i 33mila/67mila mila euro a testa.
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I moduli abitativi che la Bigelow sta sviluppando sono collegati tra loro, in modo da formare una complessa stazione spaziale. Il loro lancio dalla Terra avverrebbe in forma compatta, mentre solo nello spazio raggiungerebbero le loro dimensioni regolari. Altro progetto allo studio è quello di una navicella in grado di trasportare 100 passeggeri, oltre a 50 membri dell’equipaggio, per offrire viaggi intorno alla Luna.
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19 marzo 2010
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SCUOLA – “Espulsioni” da tremila classi per il tetto del 30% agli alunni stranieri

Il ministero studia lo scenario problematico aperto dalla “riforma” Gelmini. Il caso Lombardia
Molte famiglie migranti potrebbero dover iscrivere i figli in paesi diversi da quello dove vivono

Scuola, “espulsioni” da tremila classi per il tetto del 30% agli alunni stranieri

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di SALVO INTRAVAIA

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Scuola, "espulsioni" da tremila classi per il tetto del  30% agli alunni stranieri Un alunno di origine straniera accompagnato dalla madre in una scuola di Roma

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ROMA – Migliaia di alunni stranieri, per effetto del tetto massimo per classe fissato dal ministro Gelmini, rischiano a settembre di essere “deportati” in altre scuole. A regime, cioè quando il provvedimento sarà esteso a tutte le classi dell’ordinamento scolastico italiano, sono oltre 100mila gli studenti di nazionalità non italiana che rischiano di non potere scegliere liberamente la scuola dove iscriversi. E’ lo stesso ministero dell’Istruzione, attraverso il “Focus sulla presenza degli alunni stranieri nelle scuole statali” pubblicato pochi minuti fa, a fornire i numeri del fenomeno.
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Una circolare dello scorso mese di gennaio, spiegano da viale Trastevere “fornisce le linee guida sulle modalità di composizione delle classi in presenza di alunni stranieri, ponendo un tetto del 30 per cento di alunni con cittadinanza non italiana per singola classe”. Così, in vista della prima applicazione “graduale di tale provvedimento dal prossimo anno” scolastico, al ministero hanno deciso di valutarne sulla carta l’impatto.
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Le classi che quest’anno fanno registrare una presenza di alunni di origine straniera superiore al 30 per cento sono oltre 10mila: 7.279 nella primaria e 3.122 nella scuola media. Il record assoluto tra le regioni è della Lombardia dove il limite del 30% è superato in 2.955 classi. Il ministro ha precisato, in un secondo tempo, che nel calcolo della percentuale devono essere inclusi solo i ragazzi di cittadinanza straniera non nati in Italia. Di conseguenza, il numero delle classi interessate dal “taglio” si riduce a poco meno di 3.000: 2.893 per la precisione, 641 delle quali in Lombardia.

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Ma già dal prossimo anno, con le prime classi della scuola primaria e secondaria di primo grado arriveranno i problemi per gli alunni nati oltre confine e per le loro famiglie. Cosa dovranno fare i genitori di uno di questi bambini se la scuola più vicina a casa comunicherà loro che la quota massima di alunni non italiani per classe è già stata raggiunta? E, soprattutto, quando la scuola comunicherà a mamma e papà che in quell’istituto non c’è posto per il loro bambino?
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Con tutta probabilità, se non interverranno deroghe da parte degli uffici scolastici regionali, i genitori dovranno cercarsi un’altra scuola pubblica con un tasso di alunni stranieri inferiore. E il problema diventerà enorme per le famiglie che vivono in centri medio-piccoli (come Porto Recanati in provincia di Macerata o Calcinato, in provincia di Brescia) o con un’unica scuola, perché sarebbero costrette a cercare l’alternativa in altri comuni, magari a distanza di chilometri.
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Gli studenti di cittadinanza straniera iscritti alla scuola pubblica nel nostro Paese, nel 2008/2009, erano 630mila (il 7 per cento del totale) e quest’anno potrebbero raggiungere quota 700mila. Considerato il tasso di natalità e la crescita delle famiglie immigrate in Italia, in futuro gli allievi stranieri in classe saranno sempre di più e di più saranno i bambini nati all’estero costretti a “emigrare” verso scuole meno affollate di ragazzi come loro.
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19 marzo 2010
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DIETROFRONT! – Voto Lazio, premier favorevole a rinvio. La destra divisa

Voto Lazio, premier favorevole a rinvio. La destra divisa

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Elezioni, dietrofront del premier: «Ho parlato con il ministro degli Interni e gli ho dato questo mio convincimento: quando uno ha un diritto è giusto che lo si rispetti». Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, risponde così a chi gli chiede se è favorevole al rinvio del voto nel Lazio dopo la riammissione della lista di Vittorio Sgarbi. «Ha diritto» a fare campagna elettorale, dice Berlusconi, «ha chiesto il rinvio alla Regione Lazio e ora la Regione Lazio deciderà». Intanto il premier rivela di aver detto al ministro Maroni che questo diritto va «rispettato».

Sul possibile rinvio del voto, Alemanno si dice d’accordo: «Io penso che 15 giorni di ulteriore campagna elettorale, magari parlando dei problemi dei cittadini e non delle liste e di polemiche varie, sarebbero molto utili». Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a chi gli chiedeva se fosse opportuno rinviare la data delle elezioni regionali del Lazio. Per Alemanno, se la Regione accetterà la richiesta di rinvio che la Lista Sgarbi si appresta a fare, «credo che sarà una cosa positiva per la città, perchè ci permetterà di avere 15 giorni più sereni per parlare dei problemi veri».

Contraria invece Renata Polverini: «Io sono in corsa ormai da tre mesi: una campagna elettorale bellissima, ho incontrato tantissime persone. Penso che si debba andare a votare alla data indicata». «Poi – aggiunge Polverini – c’è un problema che attiene i partiti che hanno subito un’ingiustizia, un ritardo anche nella riammissione della lista e chiaramente la decisione spetta a loro. In queste ore si dovrà necessariamente decidere. Io continuo a dire che questa campagna elettorale è un’avventura bellissima, il territorio è motivato, le persone vogliono cambiare la classe dirigente della Regione Lazio. Lo possiamo fare con grande serenità nella consapevolezza di vincere il 28 e il 29 marzo».

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19 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96376

BERLUSCONI – ESPOSTO DENUNCIA

L’iniziativa è partita due mesi fa, e la raccolta firme è ancora in corso

ESPOSTO DENUNCIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MILANO

http://www.petizionionline.it/pic/462

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Ill.mo sig. Procuratore della Repubblica di Milano
I sottoscritti, sotto la propria responsabilità, espongono alla S.V. Ill.ma quanto segue:

E’ in atto un grande dibattito sull’autenticità dell’attentato subito dall’On. Berlusconi il 13 dicembre 2009. I dubbi sollevati da molti solerti cittadini derivanti dalle analisi dei pochi filmati e dalle rare foto reperibili in merito all’aggressione subita da Berlusconi sono, a nostro giudizio, meritevoli di attenzione da parte della magistratura anche perché la reazione del Governo è stata immediatamente quella di annunciare maggiori e più severi controlli della informazione che circola nella rete Internet e nel contempo di inasprire ulteriormente le misure di polizia per le manifestazioni politiche.

In particolare, i dubbi espressi da molti con diversi interventi in rete (su blog, su youtube, ecc.) facilmente reperibili con una semplice ricerca con un motore di ricerca web, ma anche da trasmissioni televisive a diffusione nazionale, sono relativi a:

1– In merito all’organizzazione della scorta se siano state rispettate le regole del servizio.
2– In merito all’organizzazione della troupe di Rainews24:
a. Le cause dell’improvvisa rotazione dell’operatore nel momento dell’aggressione
b. Perché le immagini diffuse dall’emittente pubblica che mostrano il volto di Berlusconi in auto dopo l’attentato sono state alterate da un’area oscurata
c. Se il microfonista che è vicino all’attentatore e sembra parlare con lui era in collegamento radio con l’operatore cinematografico
3– In merito al colpo subito da Berlusconi se è compatibile con la tipologia e la gravità delle lesioni dichiarate nei referti medici. In particolare:
a. La quantità di moto dell’oggetto era tale da arrecare i danni dichiarati?
b. L’area del volto colpita (che è quella che Berlusconi ha immediatamente coperto con una busta nera) è davvero l’area nella quale si sono riscontrate le lesioni, oppure queste sono derivate dall’effetto secondario del colpo e, in tal caso, era questo talmente possente da creare tali lesioni?
c. Perché non vi è sangue sulla camicia?
d. Perché il sangue sul volto del premier non appare come fluente, bensì come gocce statiche derivate da un emorragia già esaurita o da un artefatto?
e. Perché nelle immagini riprese quando Berlusconi era in auto il sangue non fuoriesce dalle narici ma è al di sotto del naso (area, peraltro, apparentemente non interessata dall’impatto)?
4– In merito all’atteggiamento ostentante di Berlusconi dopo l’attentato se, anche in questo caso, la scorta ha violato le regole del servizio
5– La natura dell’oggetto impugnato dalla persona seduta in macchina vicino a Berlusconi.

In merito a tali supposizioni, che sottintendono la violazione di diverse disposizioni di legge (in particolare: Simulazione di reato, Procurato allarme, Associazione a delinquere, Istigazione all’odio, Eversione, Distrazione di servizio pubblico), si chiede alla S.V.Ill.ma di voler accertare la veridicità dei fatti e di voler disporre gli eventuali atti conseguenti
Con osservanza

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VAI QUI PER FIRMARE LA PETIZIONE

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informazioni

2009-12-21 13:46:34Aggiunta il: 2 mesi fa

Da:  angelo genovese

Giustizia, diritti e ordine pubblico In:

Destinatario petizione :

Procuratore della Repubblica di Milano

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ENNA – Abusavano di una ragazzina da anni, due uomini in manette

ENNA – Abusavano di una ragazzina da anni, due uomini in manette

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Una guardia giurata di 37 anni e un meccanico di 42 anni sono stati arrestati da agenti della Squadra Mobile di Enna con l’accusa di avere ripetutamente abusato di una ragazza di Valguarnera (En), che all’epoca delle violenze aveva 12 anni.I due uomini sono stati arrestati a Valguarnera. Gli agenti hanno eseguito nei loro confronti una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Enna su richiesta del procuratore della Repubblica del capoluogo.

Secondo quanto accertato la guardia giurata avrebbe compiuto atti sessuali completi con la ragazza, che ha ora 16 anni, dal giugno del 2007, l’altro arrestato dal settembre del 2008. Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile, dalla polizia giudiziaria presso la Procura di Enna e dalla procura per i minori di Caltanissetta. I due arrestati sono inoltre indagati per avere sottratto la minorenne ai genitori dopo che questa aveva compiuto 14 anni, con il consenso della vittima, per portarla e trattenerla con loro allo scopo di compiere atti sessuali. Gli investigatori hanno sottolineato come la vicenda abbia « segnato» la ragazzina, che ha escluso che i due l’abbiano mai sottoposta a violenze o a minacce.

Le indagini furono avviate nel maggio del 2009 in seguito a segnalazioni su presunti abusi subiti dalla minore e si sono avvalse dell’esame di tabulati telefonici, di intercettazioni e testimonianze. La ragazzina sarebbe stata circuita dalla guardia nell’aprile 2007 e avrebbe subito da allora serie una serie di violenze in un garage nella disponibilità dell’uomo. L’uomo avrebbe poi interrotto per un certo periodo la frequentazione per timore che la vicenda potesse essere scoperta date gli ‘interessamentì della moglie dell’uomo e voci che sarebbero cominciate a circolare anche nella scuola frequentata dalla giovane. Al vaglio degli investigatori c’è la posizione di alcuni insegnanti che già nel 2007 sarebbero stati messi al corrente dei fatti da alcuni alunni e che non li avrebbero segnalati Alla guardia si sarebbe poi sostituito il meccanico, dalla seconda metà del 2008, che avrebbe avuto rapporti sessuali completi con la vittima. La guardia era stata denunciata per maltrattamenti e percosse ai danni di minore. Il meccanico era stato denunciato per una serie di tentativi di adescamento a scopo sessuale ai danno di minori di 14 anni che sarebbero avvenuti nel 2007 davanti ad una scuola media di un altro paese dell’ennese.

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19 marzo 2010

fonte:  http://www.leggo.it/articolo.php?id=52513&sez=CRONACA

Roma: laboratorio di repressione!

Roma: laboratorio di repressione!

Quelli pericolosi siete voi!

Storie di ordinaria repressione in Italia.

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Questo vuole essere un atto di denuncia, una dura condanna e una chiara presa di posizione di fronte alla grave iniziativa intrapresa dalla Questura di Roma nei confronti di un attivista del Laboratorio Acrobax da tempo impegnato a fianco delle lotte sociali dei precari e dei disoccupati, per la difesa dei beni comuni sul territorio e per il diritto all’abitare a fianco dei movimenti di lotta per la casa. Ci riferiamo alla disposizione per l’articolo 1 della legge 1423, varata dal famigerato governo Tambroni nel lontano 1956, sulla pericolosità sociale che, dal novembre dello scorso anno, ha colpito Rafael. Un provvedimento della durata di tre anni e che da ieri è stato confermato e reso esecutivo dal Questore di Roma, respingendo formalmente il ricorso legale.

Si contesta al nostro compagno di essere un soggetto “socialmente pericoloso per la sicurezza e per la pubblica moralità” e lo si invita a cambiare comportamento perchè questo infame dispositivo legislativo  e il suo uso politico, includono per di più la minaccia di ricorrere ad ulteriori misure di prevenzione come la sorveglianza speciale, prevista dagli articoli che seguono, qualora vi siano ulteriori deferimenti o segnalazioni di violazione delle disposizioni inerenti la legge stessa.

Gli vengono contestati i carichi pendenti relativi a processi tutt’ora in corso (questo compagno all’oggi non ha nessuna condanna per nessun reato!) per i quali gli viene attribuita la supposta pericolosità sociale e che rappresentano, secondo la Questura, le sufficienti motivazioni per “configurare un profilo del soggetto in linea con le categorie previste dall’art. 1 e conforme al concetto di condotta e pericolosità sociale, espresso nell’art. 4 della citata legge”. Non solo, il provvedimento prosegue aggravando l’ipotesi, poichè si valuta addirittura che “l’asserito e spiccato interesse per le forme di partecipazione politica di base che pone all’attenzione pubblica temi di interesse generale, non esclude la commissione di reati specifici per i quali l’istante si è reso già responsabile”.

Nel pieno della devastante crisi globale, siamo alla pantomima del peggiore processo alle intenzioni… o nella migliore delle ipotesi, dentro il set di minority report! Invece è purtroppo un decreto ufficiale del Questore di Roma.

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Riteniamo poi gravissimo l’accostamento dello spiccato interesse alla partecipazione della vita politica di base, con le ipotesi di reiterazioni di reati già contestati, reati peraltro di lieve entità e tutti legati alle lotte sociali e che, come tali, non possono e non devono subire in silenzio la demonizzazione giudiziaria o, come spesso accade, il linciaggio mediatico, dentro quel generale “laboratorio della repressione” che vede nella penalizzazione della partecipazione politica alla vita sociale e all’autorganizzazione uno degli strumenti più usati dal potere. Un abuso, dunque, per punire e sorvegliare chi da anni è presente nei territori della nostra città a fianco degli esclusi. E’ come dire: se protesti ancora una volta io ti arresto. Perchè la questione non è fare qualcosa di “illegale”, ma anche semplicemente stare in un luogo, ad esempio una manifestazione, una casa occupata, un meeting, un presidio, con determinate persone, altrettando pericolose…ad esempio i tuoi compagni di lotta e di vita.

Ma i nostri sono spazi di democrazia diretta, di autorganizzazione e di autogoverno che vogliamo difendere fino all’ultimo respiro, come il diritto alla partecipazione politica dal basso di tutti i cittadini, all’agibilità democratica che, giorno dopo giorno, la svolta autoritaria in corso da anni nel nostro paese ci vorrebbe progressivamente negare.

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Foto di Valentina Perniciaro

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Chiediamo l’immediata revoca del provvedimento sulla pericolosità sociale per il nostro compagno e rivendichiamo il diritto alla partecipazione dal basso alla vita politica della nostra città e del nostro Paese. Continueremo a lottare per la libertà e la dignità di tutte e tutti, oltre i limiti imposti da queste leggi ridicole, “politiche” e razziste, che sono fuori dai tempi e dai linguaggi della nostra storia e del futuro che vogliamo costruire.

Per questo insieme ad un gruppo di attivisti delle lotte sociali sparsi per l’Italia e a diverse realtà impegnate sul carcere, abbiamo iniziato a lavorare ad un inchiesta/libro bianco sulla repressione e il controllo in Italia, dal titolo provvisorio di “Sorvegliati e puniti”. Un percorso che coinvolga singoli attivisti, collettivi autorganizzati, sindacati di base, reti che si muovono per i diritti e la libertà, ma anche studi legali, giuristi, intellettuali…

Invitiamo tutti a leggere la presentazione del progetto sul sito www.indipendenti.eu e a contribuire alla costruzione di questo lavoro collettivo in tutti i modi possibili, collaborando, facendo girare l’appello, inviandoci informazioni e contributi all’indirizzo:libertadimovimento@inventati.org.

Per manifestare il proprio sdegno e segnalare la propria solidarietà inoltre chiediamo di sottoscrivere(inviando una mail al medesimo indirizzo)questo appello che verrà inoltrato alla Questura di Roma insieme al nuovo ricorso per la sospensione immediata del decreto.

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Laboratorio Acrobax
Coordinamento cittadino di lotta x la casa
Rete degli Indipendenti

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4 marzo 2010

fonte:  http://baruda.net/tag/fotografia/


Israele-Palestina: «Entro due anni due popoli e due Stati»

https://i1.wp.com/photos.upi.com/slideshow/lbox/889e794465d28181c13e81eca9857c7e/Palestinian-and-Israeli-border-police-clash.jpg
http://baruda.files.wordpress.com/2010/02/normal_hebron_16.jpg?w=479&h=320Sui muri di Hebron..

Due palestinesi feriti in un raid notturno a Gaza

Israele-Palestina: «Entro due anni
due popoli e due Stati»

Il Quartetto (Usa, Ue, Onu e Russia) riunito a Mosca. Massima allerta a Gerusalemme per timori di incidenti

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Le rovine in una fonderia a Gaza City dopo il raid aereo  notturno israeliano (Ap)
Le rovine in una fonderia a Gaza City dopo il raid aereo notturno israeliano (Ap)

MOSCA – Due popoli e due Stati entro due anni. È l’indicazione del cosiddetto Quartetto (Usa, Russia, Onu e Ue) che si è riunito a Mosca per cercare di riannodare i fili tra israeliani e palestinesi e riprendere il negoziato di pace. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha reso noto che è stato chiesto inoltre a Israele di congelare la colonizzazione a Gerusalemme est ed è stata espressa «preoccupazione» per la situazione a Gaza.

ACCORDI – «Il Quartetto ritiene che i negoziati debbano condurre a una soluzione negoziata tra le parti entro 24 mesi. Questa soluzione deve mettere fine all’occupazione cominciata nel 1967 e avere per effetto la creazione di uno Stato palestinese indipendente, democratico e vitale, che vivrà in pace e sicurezza accanto a Israele e ai suoi altri vicini», viene detto nel comunicato letto dal segretario generale. Il negoziatore palestinese, Saeb Erekat, si è felicitato per questa dichiarazione.

SONDAGGI – Secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano Yediot Aharonot, il 51% degli israeliani si oppone allo stop delle nuove colonie mentre il 46% è a favore. Uno stesso sondaggio di Haaretz indica che invece i contrari allo stop sono il 48% rispetto al 41% dei favorevoli. Giovedì sera il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha telefonato al segretario di Stato americano, Hillary Clinton, per spiegare la posizione israeliana sulle nuove colonie a Gerusalemme est: un progetto per la costruzione di 1.600 nuove case a Ramat Shlomo che ha innescato una crisi diplomatica con Usa e Ue. Clinton a Mosca ha comunque voluto sottolineare come le relazioni tra Israele e gli Stati Uniti siano «forti e durature» nonostante le tensioni recenti e che Netanyahu le ha fornito una riposta utile e produttiva alle sue richieste sulla questione degli insediamenti. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha espresso la sua «seria preoccupazione» per il piano delle colonie.

GAZA – L’aviazione israeliana ha effettuato nella notte tre raid nella Striscia di Gaza, colpendo sei obiettivi, in risposta al lancio giovedì di un razzo (rivendicato da un piccolo gruppo fondamentalista, Ansar al Sunna, vicino ad Al Qaeda) contro un kibbutz che aveva fatto un morto, un lavoratore immigrato thailandese. Nei raid notturni su Gaza due palestinesi che si trovavano nei pressi di un tunnel per il contrabbando di merci dall’Egitto sono rimasti feriti. Altri attacchi hanno colpito due campi profughi a Khan Younis, una fonderia nei pressi di Gaza City e un deposito di armi, specifica un comunicato delle Forze armate di Tel Aviv. Il vice premier israeliano, Silvan Shalom, aveva avvertito che ci sarebbe stata una risposta al lancio di razzi da Gaza sul territorio israeliano. In mattinata è stato sparato un altro razzo verso la città di Sderot, senza provocare vittime o danni. Lo riferiscono fonti locali.

MASSIMA ALLERTA – Circa 2.500 poliziotti e guardie di frontiera sono stati dislocati dal governo israeliano attorno a Geruslamme e nelle vicinanze della Spianata delle Moschee per prevenire proteste e disordini che potrebbero scoppiare dopo la preghiera islamica del venerdì in conseguenza dei raid aerei notturni a Gaza. L’ingresso alla Spianata sarà consentito solo agli uomini con più di 50 anni, a chi possiede un documento di identità dello Stato ebraico e alle donne di tutte le età.

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Redazione online
19 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_19/gaza-raid-ritorsione_454b913a-3321-11df-82b0-00144f02aabe.shtml

Ambulatorio degli orrori a Rovigo: aborti clandestini fatti da falsa dottoressa cinese

Ambulatorio degli orrori a Rovigo: aborti clandestini fatti da falsa dottoressa cinese

Sequestrati strumenti ginecologici e molte confezioni di farmaci con etichette in cinese

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ROVIGO (19 marzo) – Praticava aborti clandestini in un appartamento adibito ad ambulatorio medico in pieno centro a Rovigo. Una donna cinese, Defei Hu, è stata denunciata dalla Polizia di Rovigo per esercizio abusivo della professione medica, procurato aborto e ricettazione. L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Rovigo, è partita da un volantino con scritte in cinese trovato durante un controllo in un laboratorio in viale Porta Po, nel quale si pubblicizzava un ambulatorio medico gestito dal dottor Hu, specializzato anche in medicina abortiva.

Nel depliant nessun indirizzo,
ma solo due utenze telefoniche che erano intestate a un pakistano di 27 anni e a un cinese di 34 anni residente a Padova. Una di queste utenze però era stata riportata in modo errato e solo grazie alla lettura da parte degli investigatori del quotidiano in lingua cinese “Il Tempo Europa Cina” si sono potute notare inserzioni analoghe con il numero di telefono corretto. Ma dell’indirizzo dell’ambulatorio ancora nessuna traccia.

Con la collaborazione quindi di una cittadina cinese, disponibile a chiamare per un appuntamento, gli investigatori sono riusciti a trovare l’appartamento. La potenziale paziente è stata accompagnata in tempo reale con indicazioni telefoniche dal sedicente dottor Hu in un bar per poi essere presa in carico da un complice cinese e condotta fino all’ambulatorio, in pieno centro a Rovigo, in Corso del Popolo 58.

Disposta la perquisizione, gli uomini della Polizia hanno potuto riscontrare che a gestire l’ambulatorio era una donna cinese, Defei Hu, che stava visitando tre connazionali, due adulti e un bambino, su un tavolino adibito a lettino medico.

Nell’appartamento sono stati trovati
macchinari e strumentazioni utilizzati per visite ginecologiche e pratiche abortive, come divaricatori, spirali, isterometri, attrezzi per il raschiamento, cannule da isterosoluzione collegate a un aspiratore per l’utero. Inoltre è stata posta sotto sequestro una sorta di farmacia con numerosi medicinali con etichetta, non sempre presente, in caratteri cinesi e in rarissimi casi bilingue (cinese e inglese).

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95206&sez=HOME_INITALIA

LEGNANO – Muratori egiziani senza paga in sciopero della fame: «Non lasciamo il cantiere»

https://i1.wp.com/www.gadlerner.it/wp-content/uploads/2009/04/muratori.png

Protesta a Legnano

Muratori egiziani senza paga in sciopero della fame: «Non lasciamo il cantiere»

I lavoratori non percepiscono lo stipendio da 10 mesi. Il titolare: neanche un euro dalla società subappaltatrice

GUARDA IL VIDEO

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LEGNANO – Abd Alla Aten è disperato: da dieci mesi lavora in un cantiere a Legnano senza percepire un euro dalla società che gli ha concesso il subappalto. E senza quei soldi non può pagare i suoi operai – diciotto, tutti egiziani, quelli che si sono alternati in questi mesi. Da quattro giorni sono in sciopero della fame. Giovedì un primo risultato: al cantiere di via Torino si sono visti i sindacati. Enrico Vizza, segretario provinciale della FeNEAL Uil, ha parlato con il committente e spiega: «La catena dei subappalti va sempre a creare problemi sugli ultimi anelli. Non è il primo caso di questo genere, visto anche il periodo di crisi. Le leggi però ci sono e vanno applicate».

LA BATTAGLIA – Gli operai hanno promesso che non abbandoneranno il cantiere finché non riceveranno lo stipendio: «Resteremo qui. L’unica alternativa è tornare in Egitto». Ma ormai l’Italia è il loro Paese: «Anche se – dicono – non si è comportata molto bene con noi».

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Giovanni De Faveri (Rcd)
18 marzo 2010(ultima modifica: 19 marzo 2010)

fonte:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_18/muratori_egiziani_sciopero-1602680952476.shtml

New York Times – Pedofilia, psichiatra accusa: la diocesi di Ratzinger sapeva degli abusi d’un prete / Church Was Warned About Priest, Doctor Says

Pedofilia, psichiatra accusa: la diocesi di Ratzinger sapeva degli abusi d’un prete

Il medico aveva chiesto di impedire a un sacerdote di avere contatti con i ragazzi ma non parlò mai con il futuro Papa

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WASHINGTON (19 marzo) – L’Arcidiocesi di Monaco, guidata all’epoca dal futuro Papa Benedetto XVI, ignorò ripetuti avvertimenti, scritti e orali, lanciati nei primi anni Ottanta da uno psichiatra che aveva in cura un prete accusato di aver abusato sessualmente di alcuni minori. In particolare Werner Huth, questo il nome del medico, chiese espressamente se non fosse il caso di impedire a quel sacerdote, Peter Hullermann, di continuare ad avere contatti con i ragazzi. Lo scrive il sito web del New York Times, in una corrispondenza da Essen, citando un’intervista pubblicata giovedì allo stesso medico.

Nonostante gli avvertimenti dello psichiatra, scrive il giornale, Padre Hullermann, dopo un periodo di terapia, tornò alla sua attività ecclesiastica che prevedeva anche contatti con minori. Il dottor Huth sottolinea nell’intervista di non aver mai avuto comunicazioni dirette con Ratzinger e di non sapere con certezza che il futuro Papa fosse informato dei suoi allarmi. Afferma però di aver avuto molti colloqui con il vescovo del tempo, Heinrich Graf von Soden-Fraunhofen, scomparso nel 2000. Il sacerdote individuato dal medico è stato arrestato nel 1986 per abusi sessuali su minori.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95197&sez=HOME_NELMONDO

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New York Times

Church Was Warned About Priest, Doctor Says

By NICHOLAS KULISH and KATRIN BENNHOLD
Published: March 18, 2010

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ESSEN, Germany — The German archdiocese led by the future Pope Benedict XVI ignored repeated warnings in the early 1980s by a psychiatrist treating a priest accused of sexually abusing boys that he should not be allowed to work with children, the psychiatrist said Thursday.

“I said, ‘For God’s sake, he desperately has to be kept away from working with children,’ ” the psychiatrist, Dr. Werner Huth, said in a telephone interview from Munich. “I was very unhappy about the entire story.”

Dr. Huth said he was concerned enough that he set three conditions for treating the priest, the Rev. Peter Hullermann: that he stay away from young people and alcohol and be supervised by another priest at all times.

Dr. Huth said he issued the explicit warnings — both written and oral — before the future pope, then Joseph Ratzinger, archbishop of Munich and Freising, left Germany for a position in the Vatican in 1982.

In 1980, after abuse complaints from parents in Essen that the priest did not deny, Archbishop Ratzinger approved a decision to move the priest to Munich for therapy.

Despite the psychiatrist’s warnings, Father Hullermann was allowed to return to parish work almost immediately after his therapy began, interacting with children as well as adults. Less than five years later, he was accused of molesting other boys, and in 1986 he was convicted of sexual abuse in Bavaria.

Benedict’s deputy at the time, Vicar General Gerhard Gruber, said he was to blame for that personnel decision, referring to what he called “serious mistakes.”

The psychiatrist said in an interview that he did not have any direct communications with Archbishop Ratzinger and did not know whether or not the archbishop knew about his warnings. Though he said he had spoken with several senior church officials, Dr. Huth’s main contact at the time was a bishop, Heinrich Graf von Soden-Fraunhofen, who died in 2000.

Even after his conviction in 1986, Father Hullermann, now 62, continued working with altar boys for many years. He was suspended Monday for ignoring a 2008 church order not to work with youths.

The former vicar general of the Munich archdiocese did not respond to repeated attempts to contact him for comment at home. Phone calls to the archdiocese for reaction on Thursday night were not answered. On Wednesday, speaking generally about the question of Father Hullermann’s therapy, a spokesman at the archdiocese, Bernd Oostenryck, said, “Thirty years ago, the subject was treated very differently in society.”

“There was a tendency to say it could be therapeutically treated,” Mr. Oostenryck said.

Father Hullermann was transferred in December 1977 to the St. Andreas Church in Essen, an industrial city in the Ruhr region not far from where he was born in Gelsenkirchen. The three sets of parents who complained to the church said Father Hullermann had had “sexual relations” with their children in February 1979, according to a statement this week by the diocese in Essen.

In the minutes taken by the priest in charge of the parish at the meeting with the parents, he noted that in order to protect their children they “would not file charges under the current circumstances.”

For decades it was common practice in the church not to involve law enforcement in sexual abuse cases. Vowing to change that, Bavarian bishops called Thursday for strengthening the duty of church officials to report cases of abuse, and even urged a change in German law requiring them to do so.

Spared prosecution after his transgressions in Essen, which according to the statement released by the diocese he “did not dispute,” Father Hullermann instead was ordered to undergo therapy with Dr. Huth. The archdiocese said that order was personally approved by Archbishop Ratzinger.

Dr. Huth said he had recommended one-on-one sessions, which Father Hullermann refused. Instead the priest took part in group sessions, usually seated in a circle with eight other patients, who had a mix of disorders, including pedophilia. Dr. Huth, 80, said that Father Hullermann had problems with alcohol, for which he prescribed medication, but that he was “neither invested nor motivated” in his therapy.

“He did the therapy out of fear that he would lose his post” and a “fear of punishment,” Dr. Huth said.

The psychiatrist, whom Father Hullermann had authorized to report to church officials about his treatment on request, said he shared his concerns with them frequently. He said the constraints he put on the priest — that he stay away from children, not drink alcohol, and be accompanied and supervised at all times by another priest — were enforced only intermittently.

Not long after the therapy began, Father Hullermann returned to unrestricted work with parishioners. Archbishop Ratzinger was still in charge in Munich, but church officials have not said if the future pope was kept up to date on the case.

After the future pope’s departure in 1982, Father Hullermann was moved in September to a church in the nearby town of Grafing, where he also taught religion at a local public school. Two years later, the police began investigating him on suspicion of sexual abuse of minors.

The court commissioned another psychiatrist, Dr. Johannes Kemper, to examine him and write an expert opinion for the 1986 trial. “Alcohol played a big role,” said Dr. Kemper, 66, who had examined Father Hullermann in his practice for half a day. As a prelude to sexual abuse, Dr. Kemper said, “he drank, and then under the influence of alcohol he watched porn videos with the youths.”

The prosecutor’s office in Munich confirmed Thursday that Father Hullermann was convicted in 1986 of sexually abusing minors and distributing pornographic images, according to a spokeswoman for the office, Andrea Titz, and sentenced to a fine and five years of probation.

Little information is publicly available about the court proceedings. The court file was sealed after Father Hullermann’s probationary period ended. Dr. Kemper said that at the trial the victims waited outside the courtroom and came in one at a time to testify. He did not remember exactly how many victims there were, saying there were “between 5 and 10.”

The mayor of Garching an der Alz, where Father Hullermann worked for 21 years after his conviction, was sharply critical of the church Thursday for failing to inform the community of the priest’s criminal record at the time he was sent to work there, saying that they had been used “as guinea pigs.”

“Had we known, we definitely would have done something,” said Wolfgang Reichenwallner, the mayor and a friend of Father Hullermann. “We just can’t afford the risk that children in our community are put in harm’s way.”

“We got lucky that nothing seems to have happened,” Mr. Reichenwallner said.

According to the mayor and church officials, there have been no new accusations of sexual abuse since Father Hullermann’s 1986 conviction.

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fonte:  http://www.nytimes.com/2010/03/19/world/europe/19church.html?pagewanted=2&sq=huth&st=cse&scp=1