Archivio | marzo 21, 2010

QUELLA CULTURA MASCHILISTA – E ora sparati, puttana!

E ora sparati, puttana!

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Non l’ho molestata. Il tormento del prof ucciso dalla vergogna

Questo solo il titolo di un vergognoso articolo del corriere che continua con un: “il perchè non era difficile capire, per vera o presunta che fosse gli era piombata addosso un’accusa di molestie da parte di una studentessa di 16 anni che deve aver aperto in lui una vertigine di vergogna.”

Il preside apre un procedimento disciplinare e il prof si è suicidato.

Il Corriere insiste: “persona irreprensibile, gentile, distinta“. Manca solo che dica che in fondo non è neppure rumeno.

La battuta della bidella “figurarsi se una persona seria come lui andava a rovinarsi per una ragazzina…” e il corriere registra persino la battuta di un passante che dice “oggi girano certe tipette che non so quante gliene darei… ci mettono due minuti a farti passare per pedofilo“.

Così, tra una allusione e quel detto non detto che certi scribacchini sanno mettere in bocca al passante e alla bidella (“fallo dire a qualcun’altro”, diceva il caporedattore, “a qualcun’altro altrimenti non va bene…” – primo trucco del giornalismo di quart’ordine) il corriere finge di interrogarsi e ancora allude:

“non è facile capire se sia stata più l’offesa, il senso di colpa o più semplicemente la vergogna, o tutto insieme e altro ancora, a dettare al prof (un bell’uomo alto e sportivo, che amava lo sci e i viaggi e che aveva un’ex moglie e un figlio di 23 anni) le ultime frasi, consegnate a un foglio a quadretti lasciato in salotto prima di aprire la finestra…”

Un articolo che dice tutto sin dalle prime righe. Prima insinua il dubbio sulla moralità della ragazza, poi su eventuali bugie, martellante il sintomo d’innocenza e solo alla fine dell’articolo la notizia:

una ragazza e i suoi genitori depositano denuncia per molestie; forse altre denunce stavano arrivando. La madre della ragazza riferisce che la figlia un giorno sarebbe stata toccata tra le gambe dal professore durante una esercitazione. Altre ragazze si erano lamentate di questo atteggiamento “troppo confidenziale”.

Il giornalista non si limita al virgolettato. Non lascia passare queste quattro battute, le uniche dette circa la versione della ragazza e commenta secco: “vai a capire“. Cosa c’è da capire non si capisce, per l’appunto. Vai a capire come sono certi giornalisti pieni di pregiudizi e misogini.

Aggiunge ancora che “il palo sotto casa dice cose diverse” e sembra chiaro che il giornalista sposi la versione del “palo” invece che quella delle ragazze che parlano di un insegnante che si sarebbe preso troppe confidenze con loro.

Ci mette anche i cuoricini, il giornalista, i puntini di sospensione e il frasario e la punteggiatura degli adolescenti. Da bravo avvocato della difesa usa tutto ciò che su quel palo è scritto, forse perfino qualche messaggio precedente, tipo “giorgio ama luana” che non fa mai male. I pali dell’amore sono così, si prestano alla retorica da qui a dopodomani.

Ancora: “probabilmente nessuno potrà più sentenziare una volta per tutte chi aveva ragione e chi torto” (ma come: tu non hai già deciso?).

Insiste: “può darsi che l’insegnante non era un lupo arrapato…”. Non era un lupo arrapato?!? Il corriere pubblica una notizia di cronaca in cui un tizio firma una frase del genere?

Ed ecco la chiusa, la splendida ciliegina sulla torta, il colpo di grazia che equivale ad una pistola in mano alla ragazza con un biglietto con su scritto *e ora sparati, puttana*: “chi lo sa. chi può intuire invece che la colpa ricaduta sulla ragazza da cui è partita la denuncia non sarà proprio breve”.

Parla proprio di “colpa” costui e lo fa senza mezzi termini. Aggiunge perfino un funzionale e melodrammatico virgolettato attribuito alla ragazza che chissà se mai verrà smentito e se davvero risponde a verità.

E il giornalista rafforza il concetto con una frase che significa qualcosa del tipo: *figliola dovrai convivere con il senso di colpa dannata in eterno*.

Dice, giustificando il popolo di questi uomini turbati dalla vista delle minigonne e delle coscette adolescenziali: “Come si fa? Non è semplice, ma purtroppo lo può sapere solo lei. Anche in un tempo che ha scombinato l’anagrafe, in un mondo di Peter Pan sessantenni (prego?), di ninfette attempate (e uno…), di donne fatali preadolescenti (e due…), la verità rimane pur sempre la verità.”

Non finisce qui, ovviamente. L’ultimo sparo, l’ultima velenosa allusione: “E prima o poi, se era (era?) verità, finirà per scacciare la colpa“.

Questo articolo da premio pulitzer, mette in croce le ragazzine che denunciano. Non una parola di solidarietà. Non una parola che dimostri che costui condanna le molestie contro le donne. Non una sola parola in cui si dica che se un insegnante tocca una ragazza in mezzo alle cosce merita una denuncia. Non una parola che non sia una insinuazione, che non giochi con equivoci e fraintendimenti, che non butti la croce sulle ragazzine vomitevolmente chiamate “ninfette attempate e donne fatali preadolescenti”. Non una parola che spieghi che se un insegnante mette le mani addosso ad una sua alunna non merita alcuna comprensione e va denunciato.

Non c’è colpa” nel denunciare chi ha molestato una ragazza. Non c’è colpa per una ragazza che si è ribellata ad una molestia. Se, forse, ma, eccetera, sono soltanto modi per fare gravare su una adolescente il peso di un suicidio compiuto da una persona adulta che avrebbe dovuto assumersi le sue responsabilità e che invece è fuggito.

Non speculiamo sulla morte di nessuno, NOI. Non facciamo diventare un gesto di cui è responsabile la persona che lo compie il segno di una “colpa” da gettare addosso, assieme ad un po’ di basse insinuazioni, ad una ragazza che ha fatto una denuncia. Il messaggio non può essere “non denunciate, abbiate pietà di chi vi molesta”. Il messaggio dovrebbe essere le ragazze NON DEVONO MAI essere molestate nè in classe nè in qualunque altro luogo.

Certo è che in generale ha ragione chi resta (e non chi scappa) ad affrontare le responsabilità e perfino le accuse irresponsabili di adulti che hanno seri problemi a considerare obiettivamente questioni di violenza e molestie subite dalle ragazze e dalle donne. E’ il gioco più semplice e più diffuso quello di gettare discredito sulle ragazze che denunciano.

Ci chiediamo se chi scrive si sia posto seriamente il problema di quali possano essere le implicazioni conseguenti alle sue parole nella vita di una ragazzina che assieme ai suoi genitori sta affrontando questo delirio per aver denunciato molestia da parte di un insegnante. Ci chiediamo se riesce a dormire bene la notte. Sogni d’oro al giornalista e sogni d’oro al Corriere sempre più sessista.

Ps: se tua figlia un giorno arriva da te e ti dice che è stata molestata dal suo insegnante, cosa fai?

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21 marzo 2010

fonte:  http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/03/21/e-ora-sparati-puttana

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L’AQUILA, “STANCHI DI ESSERE DEFINITI INGRATI” / La rabbia del vescovo: “Ci hanno lasciati soli”

L’AQUILA, “STANCHI DI ESSERE DEFINITI INGRATI”

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Il Popolo della carriole è tornato al lavoro oggi all’Aquila per liberare dalle macerie il centro storico distrutto dal sisma del 6 aprile scorso. In piazza anche il presidente della Regione Gianni Chiodi, “dribblato” però dai manifestanti. L’attivista aquilano Federico D’Orazio a CNRmedia: “Siamo stanchi di essere definiti come ingrati”

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Il Popolo delle carriole di nuovo in piazza oggi all’Aquila. Anche questa domenica i manifestanti si sono riuniti in piazza Duomo per poi dividersi in gruppi e operare in diverse aree della città. Attivisti al lavoro nel parco del Castello “per fare pulizia e piantare i fiori”, ha spiegato a CNRmedia Federico D’Orazio, uno dei fondatori del movimento “carriole aquilane”. Impegnati anche i bambini che hanno disegnato la città che vorrebbero dopo la ricostruzione. All’interno della zona rossa invece i cittadini aquilani hanno verificato il lavoro compiuto nelle settimane scorse in Piazza Palazzo, ora completamente sgombra da macerie, e poi il lavoro si è invece concentrato oggi in piazza Nove Martiri.

“Prima di incamminarci verso Piazza Palazzo – ha spiegato ancora D’Orazio –  è arrivato il commissario Gianni Chiodi, il presidente della Regione, che, evidentemente, – ha continuato l’attivista aquilano – a una settimana dalle elezioni aveva deciso di accogliere questo risultato”. “Si aspettava un ringraziamento da noi, visto che va di moda, ma non non lo abbiamo seguito, abbiamo fatto una deviazione e guadagnato una nuova piazzetta della zona rossa, che è piazza Nove Martiri”, ha aggiunto D’Orazio.

Il Popolo delle carriole, nato in modo spontaneo dopo il sisma del 6 aprile scorso, si riunisce tutte le settimane, ogni mercoledì, per scambiarsi idee e programmare le attività future. Un’assemblea tra i cittadini si è tenuta anche questa mattina all’Aquila e si è parlato anche dell’invito, rivolto dal coordinatore del Pdl Denis Verdini ai dirigenti abruzzesi del partito, di portare i terremotati aquilani alla manifestazione di sabato del Pdl a Roma per ringraziare il governo. Invito che non è proprio piaciuto al Popolo delle carriole.

“C’è da specificare – ha chiarito ancora a CNRmedia Federico D’Orazio – che nel movimento c’è la massima trasversalità, quindi moltissime persone di diverse opinioni politiche”. Ma a “nessuno è piaciuto l’atteggiamento dell’onorevole Verdini”. “Essere ancora una volta dipinti come degli ingrati – ha spiegato l’attivista abruzzese – è una operazione che nei confronti della popolazione aquilana ottiene esattamente l’effetto contrario rispetto a quello che loro si auguravano, cioè l’effetto di renderci ancora più autonomi da questa sensazione di dover essere grati per quello che è un dovere di uno Stato civile: assistere i cittadini che hanno subito una calamità della portata di quella subita da noi”.

CNRmedia – 21/03/2010

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fonte:  http://www.cnrmedia.com/cronaca/newsid/9289/l-aquila-stanchi-di-essere-definiti-ingrati.aspx

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Intervista a don Giovanni D’Ercole, inviato dal Vaticano per affiancare l’arcivescovo Molinari

Oggi all’Aquila torna la protesta delle carriole: “La città sta morendo”

La rabbia del vescovo
“Ci hanno lasciati soli”

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di ORAZIO LA ROCCA

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La rabbia del vescovo "Ci hanno lasciati soli" La manifestazione del ‘popolo delle carriole’

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ROMA – “L’Aquila muore se continua ad essere lasciata sola. Dopo il terremoto del 6 aprile scorso, le macerie sono ancora a terra, salvo qualche rara eccezione. La gente, ancora costretta a vivere lontana dalle loro case,è giustamente esasperata. Ormai non si può far più finta di niente”. Grido di allarme di un vescovo, Giovanni D’Ercole, in difesa del capoluogo abbruzzese a quasi un anno dal sisma. Ausiliare e vicario generale della diocesi aquilana retta dall’arcivescovo Giuseppe Molinari, D’Ercole è l’ “uomo” che il Vaticano ha inviato all’Aquila per affiancare il vescovo locale nella ricostruzione delle chiese distrutte dal terremoto.
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Missionario orionino con anni di esperienza maturata in Africa, giornalista – in Vaticano è stato vice direttore della Sala Stampa e capo ufficio in Segreteria di Stato – D’Ercole non disdegna il contatto diretto con fedeli, gente comune, credenti e non credenti. Come ha già dimostrato all’Aquila, dove anche oggi sarà nuovamente accanto al “popolo delle carriole” che tornerà a protestare per le macerie che ancora ostacolano il centro storico. “Sarò ancora accanto ai miei concittadini – confida il vescovo – per dare una mano, ma anche per cercare di non far calare il silenzio sui tanti problemi che ancora gravano sulla città”.
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Monsignor Giovanni D’Ercole, anche oggi, quindi, lei torna ad unirsi a chi protesta all’Aquila?
“Più che protestare, con questa iniziativa del popolo delle carriole la gente esprime la sua voglia di partecipazione, per cercare di attirare l’attenzione sulle grandi attese della città ancora costretta in ginocchio dalle ferite del terremoto. Qui la popolazione ha voglia di ricostruzione e sgomberare il centro storico dalle macerie è il primo importante passo”.

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Eppure, domenica scorsa lei è stato oggetto di fischi e di proteste. Come mai? “Quella contestazione è stata un grido di allarme e di amore, rivolto non tanto alla mia persona, ma alle istituzioni. Qualcuno si è fatto sentire forse spinto anche dal timore che anche la Chiesa potesse dimenticare le sofferenze degli aquilani. Ebbene, io come vescovo ho fatto mio quel grido di dolore e starò sempre vicino alla mia gente. Anche quando si lamenta ad alta voce”.
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Ma, in concreto, cosa chiede il popolo delle carriole?
“Vuole la sua città così come era prima, ma sembra un sogno che sta morendo giorno dopo giorno. Non voglio dire che non sia stato fatto niente dopo il 6 aprile 2009. In verità, per l’emergenza è stato fatto tanto. Ma per la ricostruzione quasi niente. Anzi, sembra che tutto si sia fermato. La gente è stata messa in 21 newtown prefabbricate, ma delle case da ricostruire nessuno parla. Certo, le tende non ci sono più. Ma non ci sono nemmeno le case e la popolazione vive sradicata, in aree periferiche, prive di servizi, con nuclei familiari divisi, lontani dagli affetti e dagli originari agglomerati abitativi. Mentre ancora 20 mila persone vivono negli alberghi. In giro c’è tanta sofferenza e tanto timore che, dopo l’emergenza, tutto venga gettato nel dimenticatoio. Ecco perché la popolazione vuole tornare a riappropriarsi della ricostruzione e del rilancio dell’intera città. Come vescovo non posso non essere preoccupato anche per la vita della Chiesa aquilana, per la mancanza di oratori e di luoghi di aggregazione. Anche se qualche segnale positivo non è mancato, come il restauro della chiesa di S.Biagio in Amiterno riaperta il 15 marzo scorso. Ma l’Aquila deve risorgere. Completamente”.
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21 marzo 2010
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Cuba, le “Donne in bianco” chiedono libertà davanti al Parlamento

Cuba, le “Donne in bianco” chiedono libertà davanti al Parlamento

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Una cinquantina di ‘Donne in bianco’ hanno chiesto oggi libertà per i propri familiari detenuti da sette anni, di fronte alla sede dell’Asemblea nacional del poder popular (parlamento) nel corso di una manifestazione durata un’ora e mezzo. Le donne, circondate da un cordone della polizia, sono state accompagnate lungo tutto il percorso da qualche centinaio di sostenitori del governo, i quali urlavano loro contro senza che ci fossero incidenti, secondo quanto ha constatato l’Ansa.

Le dissidenti hanno cominciato la manifestazione dopo aver partecipato alla celebrazione della messa nella chiesa di Santa Rita, come fanno ogni domenica da quando nel marzo 2003 furono arrestati 75 oppositori, di cui 53 restano in carcere.

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21 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96478

Francia: confermata batosta destra

Francia: confermata batosta destra


La destra mantiere l’Alsazia, bastione conservatore

21 marzo, 20:35
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(ANSA) – PARIGI, 21 MAR – La Gauche ha ottenuto il 54,3% alle Regionali di oggi in Francia contro il 36,1 alla destra, secondo stime su base nazionale Opinionway. Si conferma la batosta per Ump,il partito di destra del presidente Sarkozy, che ha avuto il 36,1%. Il Fronte nazionale di estrema destra di Jean Marie Le Pen ha preso l’8,7% nelle 12 regioni in cui e’ passato ai ballottaggi. L’Ump ha mantenuto l’Alsazia nel 2/o turno delle Regionali oggi in Francia. Il premier Fillon: ‘Non abbiamo saputo convincere’.
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Prima pagina: Ansa.it

Report rompe il silenzio elettorale, la Gabanelli sfida i limiti alla tv

Report rompe il silenzio elettorale

E la Gabanelli sfida i limiti alla tv

Stasera puntata sui doppi (e tripli) incarichi dei politici

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https://i0.wp.com/www.report.rai.it/RaiDue/Static/immagine/307/autunno2008_gabbanelli.jpgROMA— Si può fare (bene) il deputato e il sindaco di una grande città? Il senatore e il presidente di Provincia? Milena Gabanelli rompe il silenzio elettorale e, con una nuova puntata di Report, denuncia lo scandalo de «Gli sdoppiati». I politici, maestri, si fa per dire, nell’arte di accumulare incarichi. L’inchiesta, che riguarda sedici esponenti del centrodestra, è destinata a fare notizia, per il contenuto e perché va in onda dopo le polemiche sui talk show «imbavagliati» e le intercettazioni Rai—Agcom. Sa bene, la Gabanelli, di poter provocare una nuova ondata di polemiche. Ma non intende fermarsi: «Io vado avanti, non abbiamo cambiato nulla della nostra scaletta. Sono tredici anni che vado in onda in campagna elettorale osservando la legge». E la par condicio? «La rispetto — assicura —. Nessuno dei parlamentari che abbiamo intervistato è candidato e l’argomento non è materia di campagna elettorale». È consapevole di lavorare «sul filo del rasoio», ma non se ne cura: «Io rispetto la par condicio, la legge è più forte di una norm a con profili di incostituzionalità». La «norma» è il regolamento con cui, venti giorni fa, il Cda della Rai ha imposto lo stop fino al voto ai talk che vanno in diretta. E l’unico programma di approfondimento giornalistico rimasto aperto è Report. Stasera dunque, alle 21.35 su RaiTre, si parlerà di parlamentari part—time e sindaci—pendolari, accumulatori di poltrone abilissimi nello sdoppiarsi.

Riccardo De Corato è deputato e vicesindaco di Milano con tripla e sostanziosa delega, alla sicurezza, al traffico e all’inquinamento. Ogni settimana, per 48 ore, scende a Roma e indossa i panni di onorevole del Pdl. La legge glielo consente. Lo vieterebbe invece a sindaci e presidenti di provincia, ma l’impossibile diventa possibile quando «si interpreta» la legge. Ecco allora che il leghista Ettore Pirovano può dirsi con una risata «pendolare trasfertista», giacché è deputato e presidente della provincia di Bergamo. Maria Teresa Armosino, presidente della Provincia di Asti e deputato del Pdl, è a Roma dal martedì al giovedì e chissà dove trova il tempo di esercitare come avvocato. Vita di «sacrificio» anche per Edmondo Cirielli, presidente della provincia di Salerno nonché deputato e presidente della commissione Difesa: «Me lo ha chiesto il partito». Un altro che fa miracoli è il presidente leghista della provincia di Brescia, Daniele Molgora, assessore e sottosegretario all’Economia. E ancora il sindaco di Afragola, i presidenti della provincia di Foggia, Biella e Frosinone, i sindaci di Mazara del Vallo, Verbania e Viterbo…

A Roma Mauro Cutrufo, Pdl, si fa in tre: è senatore, vicesindaco e assessore al Turismo. E Alfredo Antoniozzi si divide tra l’assessorato alla Casa nella giunta Alemanno e il Parlamento europeo. Troppo? Non per lui. «Bruxelles è un impegno veramente relativo — lo giustifica la sua portavoce — veramente irrisorio».

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Monica Guerzoni
21 marzo 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_marzo_21/gabanelli-limiti-tv-guerzoni_2cb2d518-34c3-11df-b226-00144f02aabe.shtml

Lunedì nero per chi viaggia in aereo: in sciopero personale Alitalia e Meridiana

Piloti e assistenti delle due compagnie si fermeranno dalle 12 alle 16
Astensione dal lavoro anche per gli addetti ai servizi di terra

Lunedì nero per chi viaggia in aereo
in sciopero personale Alitalia e Meridiana

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Lunedì nero per chi viaggia in aereo in sciopero personale  Alitalia e Meridiana
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ROMA – Sarà un lunedì “di passione” per chi aveva messo in programma di viaggiare in aereo. Sono state confermate infatti le agitazioni del personale Alitalia e Meridiana Fly, mentre prosegue la protesta del personale di cabina della British Airways che avrà effetti, seppur limitati, anche nel nostro Paese.
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Domani, dalle 12 alle 16, si asterranno dal lavoro piloti ed assistenti di volo del Gruppo Alitalia Cai-AirOne, aderenti alla Filt Cgil e alle associazioni professionali dei piloti Ipa (associazione federata alla Cgil, n.d.r.) e Anpac organizzione che dovrebbe confluire nell’Ipa, n.d.r.). Allo sciopero aderiscono anche gli assistenti di volo dell’Avia e dello Sdl. Le ragioni vanno ricercate “nella mancata soluzione a tutti i problemi del personale navigante”. Si fermeranno, sempre dalle 12 alle 16, anche i dipendenti Alitalia aderenti a Federvolo e Assovolo-Cisal.
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Nella stessa giornata, nelle stesse ore, sciopererà tutto il personale di Meridiana Fly. La protesta è stata indetta da Filt Cgil, Anpac, Up, Avia e Sdl. E domani si fermano anche gli addetti all’handling di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil-trasporti e Ugl-trasporti di tutti gli scali nazionali per “l’indisponibilità delle aziende di handling e dell’associazione Assohandlers al rinnovo del contratto, scaduto da oltre due anni”.
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Informazioni all’800.650.055. Alitalia sta predisponendo misure  finalizzate a ridurre l’impatto per i passeggeri. In particolare, verranno ridotti i voli pianificati per la fascia oraria interessata. La compagnia sta anche prendendo contatto con tutti i passeggeri interessati dalle modifiche del calendario operativo dei voli per offrire loro la ricollocazione su altri aerei nella stessa fascia oraria o in giornata. Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate saranno inoltre predisposti desk per fornire assistenza agli utenti. Per ulteriori informazioni e assistenza, i passeggeri di voli Alitalia possono contattare il Numero Verde 800.650055. Sarà possibile inoltre verificare lo stato del proprio volo attraverso il sito internet. Inoltre, l’elenco dei voli minimi garantiti è pubblicato sul sito dell’Enac, questo in base alle legge sugli scioperi nei servizi pubblici.
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21 marzo 2010
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SCUOLA – Superiori, incognita corsi sulle iscrizioni. Presidi: tante novità, ministero chiarisca

Jean Beraud - Il Liceo CondorcetJean Béraud
La sortie du Lycée Condorcet
(1902-1903)

Superiori, incognita corsi sulle iscrizioni
Presidi: tante novità, ministero chiarisca

Le famiglie: troppe incertezze

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di Luca Brugnara
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ROMA (21 marzo) – Ultimi giorni per le iscrizioni, si chiude il 26 marzo, presidi al lavoro e famiglie piene di dubbi da sciogliere. Dal prossimo anno scolastico, sarà infatti realtà la riforma del ministro Gelmini per le superiori, una riforma complessa che invece semplifica la scelta dei futuri liceali. Sei indirizzi di studio in tutto: classico, scientifico, scienze umane, linguistico, aristico e musicale. Così sono da rifare i Pof, ovvero i Piani di offerta formativa, nei licei della Capitale. Con molte domande a cui trovare risposta per prof e famiglie.

«Siamo in riunione permanente sul tema – spiega la preside del liceo classico Giulio Cesare, Carla Sbrana – in attesa che vengano chiariti tutti i dettagli da parte del ministero. Ad esempio, c’è la possibilità di introdurre materie opzionali e noi siamo orientati a puntare su storia dell’arte, che può essere utile anche ai fini lavorativi, ma ancora non sappiamo come verranno coperte le spese».

Tra le sei opzioni per gli studenti, le due novità assolute, il liceo musicale e il liceo delle scienze umane: per il primo, nel Lazio, sarà solo il Convitto Nazionale a ospitare la novità già da settembre, con una sezione coreutica. «Le richieste non mancano, ma è ancora presto per fornire numeri precisi», rispondono dalla scuola di Prati. Il liceo delle scienze umane sarà attivato nella succursale Buon Pastore del Montale e al liceo Giordano Bruno.

«Ci stiamo attrezzando alle novità», afferma Cosimo Guarino, preside del liceo classico Mamiani, dove i programmi di massima sono già stati definiti e le iscrizioni per i nuovi 320 posti complessivi procedono «sui livelli degli scorsi anni».

«Abbiamo chiesto alle famiglie che vogliono iscrivere i figli al primo anno – sostiene il preside del liceo Dante, Carlo Mari – di indicare le materie opzionali che preferiscono e l’interesse per questa novità è già emerso.

La scelta è tra un aggiunta di matematica già dal primo anno, approfondimento di cultura artistica o in materia giuridica, economica, geografica».
Qui, come in altri istituti, ci sono stati incontri con gli “aspiranti” iscritti. «Siamo in attesa di ulteriori chiarimenti ministeriali – precisa la preside del liceo scientifico Pasteur, Daniela Scocciolini. – I docenti non sono favorevoli ai cambiamenti. La nostra intenzione è valorizzare la lingua straniera, altrimenti mortificata allo scientifico».

Al momento, le iscrizioni nelle superiori, procedono «sui livelli del 2009». Un dato che si estende agli istituti tecnici, i più interessati dalla riforma. «C’è una grande confusione – assicura Marcella Cognolato, docente dell’istituto Von Neumann. – Abbiamo fatto incontri con i ragazzi, in attesa di chiarimenti su un provvedimento che modificherà radicalmente l’istituto tecnico industriale».

Questa scuola si inserirà nel settore tecnologico, con indirizzi di informatica e telecomunicazioni, elettronica ed elettrotecnica. Stesse problematiche tra i docenti degli istituti Ferraris, Armellini e tra i genitori. «Non è solo un problema di definizione dell’istituto – afferma Maura Brevetti, madre di una ragazza dell’Armellini – ma non si può iscrivere un figlio in questa incertezza».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95447&sez=HOME_SCUOLA

Latina, belle e cattive: le baby-bulle terrorizzavano le rivali in amore

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Latina, belle e cattive: le baby-bulle
terrorizzavano le rivali in amore

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di Aldo Cepparulo
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LATINA (21 marzo) – Belle, cattive e giovanissime. Così aggressive da soggiogare i loro coetanei maschi e terrorizzare le compagne. Una vera e propria gang in rosa quella scoperta a Latina, in pieno centro, dalla polizia che bloccato le scorribande di un gruppo di minorenni agguerritissime diventate il terrore delle altre ragazzine del capoluogo pontino.

Il gruppo di baby bulle è salito alla ribalta della cronaca dopo una raffica di segnalazioni arrivate alla polizia. Il capo della gang, in particolare, una quindicenne biondina agiva in maniera sfrontata: bastava anche solo uno sguardo di troppo rivolto a un maschio del gruppo per scatenare la collera. Un litigio, uno spintone, qualche parolaccia, fino alla rissa, alle minacce, ai soprusi e alle intimidazioni “trasportate” anche sotto la casa della malcapitata, affrontando addirittura i genitori delle vittime allo scopo di dissuaderli dallo sporgere denuncia.

E tutto per difendere il loro cosiddetto territorio, ovvero piazza San Marco e la sua cattedrale, nel pieno centro a Latina, abituale luogo di ritrovo e “struscio” del sabato sera per molti adolescenti.

A capeggiare la baby gang
era una ragazzina di 15 anni, che frequenta la terza media: è stata denunciata al tribunale dei minori, insieme a una 14enne, per ingiurie, lesioni e minacce. Segnalate invece all’autorità giudiziaria altre due ragazzine di appena 13 anni.

Le prepotenze del gruppo di ragazze
erano diventate nelle ultime settimane più pesanti e frequenti del solito, come avevano denunciato alcuni ragazzi. Le giovanissime del gruppo, tutte di estrazione sociale diversa ma non in situazioni di disagio, grazie al loro aspetto piacevole avevano conquistato il consenso dei maschi. Le segnalazioni, tutte rigorosamente anonime sono state vagliate dallo stesso questore di Latina, Nicolò D’Angelo e hanno fatto scattare immediati controlli da parte delle “volanti” che si sono intensificati proprio allo scopo rompere il muro di omertà delle vittime e convincerle a compiere il dovere civico di sporgere una denuncia ufficiale.

Ma le minacce sono “volate” anche in Internet. E l’ultimo messaggio lasciato su Facebook dalla gang in rosa, dopo l’ennesima zuffa di sabato scorso, è un addio: «Ci mancheranno i nostri sabati passati a risse». C’era stata una denuncia sporta dalla madre di una delle vittime e poi ritrattata. «Ma alla fine analizza il capo di gabinetto della Questura, Nicolino Pepe il fenomeno è stato debellato».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95443&sez=HOME_ROMA

Islanda, vulcano in eruzione: centinaia di evacuati

Islanda, vulcano in eruzione:
centinaia di evacuati

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REYKJAVIK (21 marzo) – L’Islanda ha dichiarato lo stato di emergenza nella regione meridionale, vicino al ghiacciaio Eyjafjallajoekull a 120 chilometri dalla capitale, dove l’eruzione di un vulcano ha minacciato tre comunità, costringendo all’evacuazione 500 persone. Tutti i voli sono stati cancellati all’aeroporto internazionale di Keflavik e negli scali nazionali di Reykjavik e Akureyri, mentre hanno modificato rotta i voli transatlantici, per evitare lo spazio aereo sopra l’isola. Secondo la radio RUV, non è stato ancora determinato il centro dell’eruzione vulcanica

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95432&sez=HOME_NELMONDO

Talk tv, verso il Santoro day. Al Gore: “Orgogliosi di ospitarlo”

L’ex vicepresidente Usa ufficializza la messa in onda su Current Tv della serata organizzata da “Annozero” al Paladozza di Bologna

Talk tv, verso il Santoro day
Al Gore: “Orgogliosi di ospitarlo”

L’evento sarà trasmesso in diretta anche su Repubblica Tv

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Talk tv, verso il Santoro day Al Gore: "Orgogliosi di  ospitarlo"
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ROMA – Idee nuove, persone nuove, un’informazione indipendente e soprattutto contenuti user generated, con una forte integrazione fra internet e tv. “Racconta le storie che altri non raccontano”: questa in sintesi Current Tv per il suo fondatore Al Gore, l’ex vicepresidente americano e premio Nobel per la Pace, che l’ha creata nel 2005 insieme all’avvocato imprenditore Joel Hyatt. E proprio per questa ragione, dice, “siamo orgogliosi di diffondere un importante programma d’informazione come Annozero, specie nel momento in cui altri canali non lo fanno”. Dunque sarà il canale italiano di Current (Sky 130) a mandare in onda, giovedì 25 marzo alle 21, Rai Perunanotte, l’evento organizzato dalla redazione del programma di Michele Santoro al Paladozza di Bologna, una risposta al “bavaglio” della Rai ai talk show nel periodo pre-elettorale. La serata andrà in diretta anche su Repubblica Tv.
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La “rete d’informazione democratica, indipendente, lontana dai monopoli televisivi e senza censure” – così Gore aveva definito Current Tv nel giorno dell’inaugurazione italiana del network – ospiterà dunque l’appuntamento bolognese che sarà preceduto da una specie di spot animato dallo stesso Santoro, che da lunedì 22, su Current ma anche sugli altri canali della piattaforma Sky, lancerà il suo appello in difesa della libertà d’informazione e contro la censura della par condicio, rimandando all’atteso appuntamento bolognese. Current, spiega Gore, “è votata all’indipendenza e al racconto fattuale, e continueremo a lavorare con il nostro pubblico e con la community creativa italiana nel proporre e produrre le più importanti storie del giorno”.

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Rai Perunanotte andrà in scena nello stesso giorno (il giovedì) e alla stessa ora (prima serata) di Annozero. Intenzione degli organizzatori è far sentire forte e chiaro il dissenso verso quel regolamento della par condicio che ha cancellato i talk show dai palinsesti. Ci sarà Giovanni Floris e un invito era già pronto per Bruno Vespa che però ha declinato. La serata – promossa dalla Federazione nazionale della stampa – è ancora in costruzione. Di certo si sa che chiunque potrà trasmettere la diretta via radio o diffondere le immagini in televisione. Immagini messe a disposizione on line dalla Fnsi con una sovrapposizione di piazze: quella reale, a Bologna, e quella virtuale.
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21 marzo 2010
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