Archivio | marzo 25, 2010

GLI ITALIANI E LA CRISI – Stretta sulla spesa, giù gli alimentari

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I DATI ISTAT SULLE VENDITE AL DETTAGLIO

Stretta sulla spesa, giù gli alimentari

In ribasso le vendite di pasta e vino, calo maggiore per i grossi distributori

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ROMA
Le famiglie italiane stringono ancora la cinghia.
La crisi economica, a leggere i dati diffusi oggi dall’Istat sulle vendite del commercio al dettaglio, non è ancora alle spalle e si affronta riducendo gli acquisti, a partire da quelli alimentari. A gennaio – sottolinea l’Istituto di statistica – le vendite complessive sono diminuite dello 0,5% i prodotti alimentari il calo è ancora più forte con un -1% su dicembre (il dato peggiore da aprile 2007) e un -3,3% su gennaio 2009, il dato tendenziale peggiore da marzo 2009, mese considerato di picco per la crisi.

La diminuzione degli acquisti alimentari non ha risparmiato nessuno con un calo tendenziale delle vendite della grande distribuzione del 3,5% e una diminuzione per i negozi più piccoli del 3,1%. Per il comparto non alimentare il calo complessivo delle vendite è stato rispettivamente dello 0,3% su dicembre e del 2,3% su gennaio 2009 con una sofferenza maggiore per la grande distribuzione (-2,9% a fronte del -2% delle imprese operanti su piccole superfici). Gli indicatori peraltro si riferiscono al valore corrente delle vendite e quindi incorporano la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi. In pratica la quantità di merci acquistate è ancora inferiore al 2,6% complessivo di calo delle vendite perchè questo ingloba anche l’aumento dei prezzi. Gli indici tendenziali sono negativi per tutti i settori ma hanno riduzioni meno pesanti rispetto alla crisi le vendite di abbigliamento e calzature (-1,2% per entrambi i settori) dopo aver però subito cali consistenti in precedenza mentre le dotazioni per l’informatica perdono il 4,3% e i prodotti farmaceutici il 4,2%.

Se l’Istat non specifica nel dettaglio quali sono all’interno dei consumi alimentari i beni meno acquistati la Cia (Confederazione degli agricoltori) rileva che nel carrello della spesa ci sono meno pane, carne, vino e olio d’oliva ma soprattutto meno piatti pronti e salumi dop mentre la pasta tiene insieme agli ortaggi (in aumento) e il comparto di latte e derivati. I commercianti hanno commentato i dati con preoccupazione: la Confesercenti sottolinea che l’alimentare è l’ultima cosa che si taglia mentre la Confcommercio evidenzia come i consumi deboli siano figli della bassa crescita. Le associazioni dei consumatori tornano a chiedere al Governo un intervento per la detassazione dei redditi fissi mentre l’opposizione con l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano definisce «fallimentare» la politica dell’Esecutivo, «irresponsabile» nel minimizzare la crisi.

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25 marzo 2010

fonte:  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201003articoli/53477girata.asp

Premier: “Vendola è uno sprovveduto”. Governatore: “Sì, non mi intendo di escort”

Premier: Vendola è uno sprovveduto
Governatore: sì, non mi intendo di escort

Inchiesta sulla sanità in Puglia: Frisullo resta in carcere, concessi i domiciliari a Valente

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ROMA (25 marzo) – Conferma del carcere per Frisullo, domiciliari per Valente: sono questi i due responsi di oggi nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità pugliese, nella giornata in cui il premier Berlusconi accusa Nichi Vendola: «Se non sapeva, allora è uno sprovveduto». Pronta la replica del presidente uscente della Regione Puglia: «Sì, sono uno sprovveduto: non ho competenza in escort».

Pm: Frisullo deve restare in carcere. La Procura della Repubblica di Bari ha espresso parere negativo all’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa di Sandro Frisullo (Pd), l’ex vice presidente della giunta regionale pugliese arrestato il 18 marzo scorso nell’ambito di una indagine sulla gestione della sanità nella Asl di Lecce. I tre pubblici ministeri del pool sanità hanno inviato oggi il proprio parere al gip sull’istanza di scarcerazione, affermando che le condizioni di salute di Frisullo, che soffre di diabete, sono compatibili con la detenzione in carcere. L’ex amministratore è in carcere con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta.

Domiciliari per Valente. Il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha concesso gli arresti domiciliari all’ex direttore amministrativo della Asl di Lecce, Vincenzo Valente, che fu arrestato e condotto in carcere nell’ambito dell’indagine che il 18 marzo scorso ha portato all’arresto dell’ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo Il giudice, nonostante il parere della Procura che chiedeva la conferma della detenzione in carcere, ha concesso a Valente i domiciliari, ritenendo che le esigenze cautelari si siano attenuate poiché l’indagato non ricopre più l’incarico di direttore amministrativo della Asl salentina.

Berlusconi: se non sapeva, Vendola è uno sprovveduto. «Se Vendola non sapeva allora è uno sprovveduto»: lo ha detto, a proposito delle vicende giudiziarie sulla gestione della sanità in Puglia, il premier Silvio Berlusconi in un’intervista tv trasmessa oggi da “Telenorba”. Lei ritiene – è stato chiesto al premier – che queste ultime vicende giudiziarie pugliesi potranno avere un effetto sulle elezioni di domenica prossima? «Penso – ha risposto Berlusconi – che queste ultime vicende inducano a delle valutazioni anche per il tempo, i magistrati hanno applicato diverse valutazioni proprio a chi hanno chiamato in causa. Per esempio, per quanto mi riguarda, i processi che sono stati portati a me sono stati poi tutti processi che, si è visto, sono fondati sul nulla. E io non ho avuto nessuna condanna. Ho avuto soltanto delle assoluzioni. Ma erano processi fondati tutti sul principio del “non poteva non sapere”. Io ero il responsabile di un gruppo che aveva 56.000 collaboratori. Con gli ultimi casi, invece, io vedo che la stampa e tutta la sinistra tendono a far sì che Vendola potesse assolutamente fare il contrario, cioè potesse non sapere. E Vendola era responsabile di una giunta di 14 assessori, di cui 5 poi si sono dovuti dimettere. E uno di questi, che si è dovuto dimettere, era addirittura, mi sembra, il vice segretario del partito democratico. C’è poi la storia di Frisullo che addirittura era vice presidente, quindi il principale collaboratore di Vendola. Ecco, nel mio caso, io con 56.000 persone, non potevo non sapere. Nel caso di Vendola, lui può assolutamente non sapere. Ma allora la risultanza che ne viene è che Vendola è uno sprovveduto».

Vendola: sì, sono sprovveduto, non ho competenza in escort. «Devo dirvi la verità: io non sapevo che Frisullo usasse le stesse escort del presidente del Consiglio. Dichiaro sì di essere uno sprovveduto e un ingenuo perché non ho competenza in questo settore in cui il presidente del Consiglio è uno specialista»: è stata questa la replica del presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel), alle parole del premier. «E vorrei anche aggiungere – ha continuato Vendola – che l’esercizio del rispetto nei confronti della magistratura bisognerebbe viverlo nei giorni pari e nei giorni dispari, nei giorni di pioggia e nei giorni di sole, quando la magistratura interviene sugli amici e quando interviene sugli avversari. E vorrei ricordare sommessamente al presidente del Consiglio che la magistratura a cui ha fatto i complimenti per l’arresto di Frisullo è la stessa magistratura che ha chiesto l’arresto di Raffaele Fitto. E la differenza è che io sarò uno sprovveduto, ma ho provveduto e Frisullo dal 5 luglio dell’anno scorso non è più nella mia giunta. Berlusconi non ha provveduto, visto che il ministro iper-indagato, iper-inquisito Raffaele Fitto è ancora ministro di questa Repubblica e continua a fare danni alla Puglia e ai pugliesi a ritmo accelerato».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95912&sez=HOME_INITALIA

L’Aquila: propaganda elettorale shock della Pdl, la Regione Umbria adisce le vie legali

L’Aquila: propaganda elettorale shock

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Nelle cassette della posta del Piano C.A.S.E. all’Aquila è comparso questo volantino. Che è uno degli esempi di come si faccia comunicazione-shock in un’area emergenziale. Le 17mila persone che hanno avuto gli appartamenti del piano C.A.S.E. ricevono in prima persona la campagna elettorale del premier e del suo PdL. Una campagna personalizzata e impietosa, che specula, una volta di più, sulla facciata positiva e buona del Governo del Fare. Ricordiamo ancora una volta cosa significhi, all’Aquila, “aver fatto”. Punto primo. “Fare”, durante un’emergenza, è un dovere, non un favore. Le case del Progetto C.A.S.E., imposte dall’alto con decreto, pensate pochi giorni dopo il terremoto e formalizzate il 28 aprile 2009, sono in comodato d’uso; sono costate più o meno 2700 euro al metro quadro; sono state costruite in deroga a vincoli urbanistici e leggi sugli appalti; sono temporanee nell’assegnazione agli sfollati ma permanenti quanto a consumo del territorio; sono state gestite e costruite secondo la logica dell’emergenza e dell’urgenza e dell’indifferibiità dei lavori proprie della Protezione Vivile; hanno visto – come relazionano i Servizi Segreti in parlamento il primo marzo, come scrivono su Terra, come sosteneva da mesi il giornalista di Libera Angelo Venti su Site.it – il forte interesse delle ditte mafiose o con rapporti con la mafia; sono state sbandierate ai quattro venti, con numeri falsati e gonfiati; nascono come “non luoghi”, in quanto non integrati nel tessuto sociale, economico e paesaggistico; 4 siti su 19 scaricano (o perlomeno hanno scaricato per mesi) le acque scure nel fiume Aterno; genereranno all’Aquila un sovradimensionamento abitativo di circa 4500 appartamenti. Il tutto in una città di settantamila abitanti. Un vero e proprio patrimonio da gestire e a rischio fallimento.

Ma nel frattempo, le case del progetto C.A.S.E. vengono anche utilizzate per la facciata governativa: fuori dall’Aquila, per mostrare quanto sia forte questo governo del fare. Dentro l’Aquila, vengono usate per riscattare il “dovuto” ringraziamento da parte di chi ha avuto le C.A.S.E. Con il voto. Esattamente come Denis Verdini, coordinatore del PdL indagato per l’inchiesta sul sistema gelatinosi, chiedeva il ringraziamento degli Aquilani in piazza alla manifestazione del PdL. Il confronto, poi, con l’Umbria e le Marche del 1997, è ridicolo e continua a non tener conto del fatto che con minor tempi e minor costi si poteva dare alle persone una sistemazione provvisoria che le rendesse attive per la propria ricostruzione. Senza usare i container del 1997, ma utilizzando Moduli Abitativi Rimovibili.

Infine. In Umbria i Sindaci e gli enti locali e i cittadini sono stati i veri protagonisti della ricostruzione. Per ricostruire, in sicurezza, com’era e dov’era. Con il volantino, cala il sipario: è l’ultimo attto dell’operzione mediatica sull’Abruzzo, è un volantino che ha il sapore della propaganda a ogni costo, anche sulle vite altrui. E forse anche della beffa, per gli sfollati che sono strumento e oggetto di pubblicità.

Da shockjournalism.com

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NON SIAMO NOI A DOVERCI VERGOGNARE. Per tutti quelli che non hanno avuto la mia stessa sorte.Per le tasse, che torneremo a pagare al 100% ad un anno dal terremoto…”. Vai al blog di Federico D’Orazio
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Aggiornamenti ORE 18.00 :

(Ansa) La giunta regionale dell’Umbria ha deliberato di dare mandato al proprio ufficio legale “per denunciare il Pdl dell’Aquila per falso e danno all’immagine della Regione Umbria“. “Ciò perché – spiega un comunicato della Regione Umbria – ad opera del Pdl dell’Aquila sono in distribuzione cartoline elettorali comparative che mostrano l’immagine di terremotati umbri ancora oggi nei container. L’eventuale risarcimento danni che dovesse essere riconosciuto sara’ devoluto a favore delle popolazioni terremotate dell’Abruzzo”

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VIDEO: Strumentalizziamoci. Un filmato sulla rimozione delle macerie del 14 Marzo 2010 di Luca Cococcetta

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24 marzo 2010

fonte:  http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2461634&yy=2010&mm=03&dd=24&title=propaganda_elettorale_shock

Dall’Agcom multa a Tg1 e Tg5: “Squilibrio a favore del Pdl”

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Sanzione di 100 mila euro per ciascuna testata, unita a un richiamo a “un immediato riequilibrio”
E per i fascicoli inviati da Trani la Procura di Roma iscrive Berlusconi nel registro degli indagati

Dall’Agcom multa a Tg1 e Tg5
“Squilibrio a favore del Pdl”

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Dall'Agcom multa a Tg1 e Tg5 "Squilibrio a favore del  Pdl" Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini

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ROMA – Due sanzioni da 100 mila euro ciascuna a Tg1 e Tg5 per lo “squilibrio tra Pdl e Pd” e la “marginale presenza delle nuove liste”, e in più un richiamo a tutte le emittenti ad “attuare un immediato riequilibrio” tra le forze politiche in vista delle Regionali: sono le decisioni prese oggi all’unanimità dalla commissione Servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Nel giorno in cui la Procura di Roma decide di iscrivere nel registro degli indagati Silvio Berlusconi, nello stralcio dell’inchiesta Rai-Agcom: le ipotesi di reato sono quelle di concussione e minacce, nei confronti del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi.
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Le decisioni dell’Agcom. La commissione, “presieduta da Corrado Calabrò, relatori Magri e Sortino, alla luce dei dati di monitoraggio dell’ultimo periodo (14-20 marzo) – spiega una nota – ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari”. “La commissione ha pertanto comminato, all’unanimità, una sanzione di 100.000 euro al Tg1 e al Tg5, che presentavano il maggiore squilibrio, ed ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti – conclude la nota – ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”. Alla riunione Innocenzi non ha partecipato.
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Il premier indagato. Il nome del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato iscritto oggi nel registro degli indagati della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate per sospendere il programma “Annozero”. Minacce e concussione i reati configurati a piazzale Clodio, gli stessi già ipotizzati dai magistrati di Trani dai quali hanno ricevuto le carte. L’iscrizione è stata decisa stamattina al termine di una riunione tenutasi nell’ufficio del procuratore Giovanni Ferrara alla presenza dell’aggiunto Alberto Caperna e dei sostituti Caterina Caputo e Roberto Felici. Le presunte pressioni sarebbero state esercitate dal premier nei confronti del commissario Agcom Giancarlo Innocenzi.
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I prossimi passaggi. Entro 15 giorni gli inquirenti romani dovranno trasmettere il carteggio al tribunale dei ministri con le richieste o di archiviazione o di approfondimento della vicenda. Il collegio competente per i reati ministeriali dovrà, entro 90 giorni dal ricevimento del fascicolo, restituirlo alla Procura, a meno che non intervenga archiviazione, per le richieste conclusive: archiviazione o rinvio a giudizio.
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25 marzo 2010
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In onda il Santoro show: 150 piazze per difendere la libertà di stampa / Santoro, il Web sfida la tivù

In onda il Santoro show: 150 piazze
per difendere la libertà di stampa

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ROMA (25 marzo) – Questa sera dal Paladozza di Bologna andrà in onda Raiperunanotte, un mix fra Annozero e una festa di piazza presentata da Michele Santoro in difesa della libertà di stampa. La manifestazione, patrocinata da Fnsi e Usigrai, sindacato dei giornalisti Rai, è la risposta al silenzio imposto dalla par condicio alle trasmissioni tv per le elezioni.

A Bologna ci saranno 6000 spettatori e saranno collegate 150 piazze d’Italia grazie a radio, tv locali, canali satellitari e digitali. Si comincia alle 21. Ci saranno, tra gli altri, Lucia Annunziata, Giovanni Floris, Vauro, Marco Travaglio, e Daniele Luttazzi, più altri ospiti tra i quali Antonello Venditti, Elio e le storie tese, Nicola Piovani. Sarà possibile vedere la trasmissione su Repubblica tv, Sky e si attende il parere dei legali Rai per Rai News 24.

«Portare a casa ascolti di tipo televisivo sarà positivo, non siamo Sanremo»: così Michele Santoro parla delle aspettative. «Con le nuove forme di comunicazione 50 mila persone hanno reso possibile un evento decente – ha aggiunto – con la loro sottoscrizione si sono fatti editori della loro trasmissione ingiustamente soppressa». Riguardo al quotidiano Libero che ieri, «parlava di un’opzione di licenziamento di Santoro», il conduttore di Annozero spiega che è un atteggiamento «grave da colleghi, dobbiamo sempre affermare il principio che una notizia si pubblica. Libero considera solo ciò che attiene alla propria esperienza, vogliono licenziare gli altri e andare in edicola da soli. È una visione un pò Berlusconiana».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=95868&sez=HOME_INITALIA

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Santoro, il Web sfida la tivù

Decine di siti e di blog coinvolti, centinaia di volontari, e gruppi di ascolto spontanei. “L’espresso” dietro le quinte di “Rai per una notte”. La diretta via Internet (anche sul nostro sito) per parlare di democrazia e di informazione

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di Fabio Chiusi

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Forse è proprio vero che grazie alla Rete non ci potrà essere un secondo “editto bulgaro”. Quanto sta accadendo sui social network, sui blog e sui siti di informazione per “Rai per una notte”, infatti, sembra inverare il concetto espresso da Michele Santoro in una recente conferenza stampa: dopo il 25 marzo sarà più difficile mettere a tacere le voci fuori dal coro.

La serata organizzata al Paladozza di Bologna rappresenta una modalità inedita di interazione tra internet, televisione e società civile: per rendere possibile lo “sciopero bianco” indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, un centinaio di persone stanno offrendo la loro professionalità gratuitamente da settimane; per finanziarla si è fatto ricorso anche alle donazioni raccolte grazie al “passaparola” su Facebook (quasi raggiunto, in pochi giorni, l’obiettivo delle 50 mila sottoscrizioni); per trasmetterla ci si è affidati non solo a realtà professionali come Current, Rainews24 e i siti dei principali quotidiani, ma anche alla buona volontà di svariati blogger e comuni cittadini.

Il tutto coordinato, neanche a dirlo, tramite un apposito sito e una relativa pagina Facebook.

Le iniziative sorte spontaneamente a sostegno dell’evento sono molteplici. Su Facebook è il Popolo Viola ad essere in prima linea.

Innanzitutto, il movimento
si è preso la briga di organizzare proiezioni pubbliche in tutta Italia. Secondo San Precario, l’anonimo ideatore del No Berlusconi Day, ad oggi sarebbero “almeno trenta, tra cui Milano (oltre 450 adesioni), Torino, Genova, Catania e Salerno”.

A Bologna, poi, il Popolo Viola locale non si è limitato a predisporre un maxischermo fuori dal Paladozza, ma ha anche collaborato con la redazione di Annozero nel fondamentale compito di distribuire gli inviti annunciati sabato notte e andati esauriti in poche ore il giorno successivo.

“Altre iniziative a supporto” prosegue San Precario “sono i volantinaggi un po’ ovunque e naturalmente tanta visibilità sulla bacheca della fan page nazionale del Popolo Viola e su quelle locali”. Una platea, è bene ricordarlo, di trecentomila utenti dislocati in una rete di oltre cento gruppi locali.

E mentre Gianfranco Mascia
dal sito Ilpopoloviola.it propone un boicottaggio di Rai e Mediaset in coincidenza con “Rai per una notte” (obiettivo un crollo di almeno un milione di spettatori), un’altra delle tante voci del movimento, quella di Raffaele Pizzari, rivela un interessante esperimento: “Lo staff di VioLive sarà presente a Roma, a Bracciano e a Bologna.

Sul sito VioLive.it pubblicheremo una pagina in cui sarà presente sempre una chat comune e un wall di twitter, mentre sarà possibile “cambiare canale” per seguire i vari streaming: quello ufficiale di Current tv, quello delle interviste a Bologna, quello della proiezione di Bracciano e quello della proiezione di Roma”. Una sorta di vera e propria programmazione televisiva realizzata tramite tecnologie accessibili a tutti e integrata dalle nuove forme di conversazione in tempo reale offerte dai social media.

Qualcosa di simile avverrà anche sulla web tv del sito di Arianna Ciccone, Valigia blu, dove oltre alla diretta sarà possibile interagire tramite una chat istantanea, l’aggiornamento in tempo reale del proprio status su Facebook e la partecipazione al dibattito su un canale appositamente creato su Twitter (in questo caso, l’hashtag è #raiperunanotte). La giornalista rilancerà inoltre i temi di discussione proposti durante la serata sulla pagina “La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini”, da lei creata in occasione della raccolta firme per chiedere al direttore del Tg1 Augusto Minzolini una rettifica della “scivolata” sul caso Mills. In pochi giorni furono oltre 150 mila a ribadire che “prescrizione”, contrariamente a quanto affermato per ben due volte nell’edizione delle 13:30 del 26 febbraio, non è sinonimo di “assoluzione”; oggi gli iscritti sono aumentati di oltre 30 mila unità, e al gruppo si è affiancata una omonima pagina fan che ha già raccolto quasi 5 mila adesioni. Anche qui, numeri di tutto rispetto.

Ma l’iniziativa più originale tra quelle nate spontaneamente su Facebook appartiene a Fausto Minisini, Francesca Fornario e Simone Salis, fondatori di Vieni a vedere internet da me?“. Una sorta di invito a riunirsi non davanti alla televisione, ma alla Rete. E sconfiggere la censura con “birra, pizza e internet”. “Attraverso il gruppo”, spiega Salis “puntiamo ad andare oltre la condivisione strettamente virtuale tipica della Rete e ricreare, in piccolo, anche un?esperienza diretta tra esseri umani. Tramite tanti promotori di queste serate, la diffusione dello streaming arriverà anche tra coloro che da soli non avrebbero partecipato alla visione perché abituati alla tv tradizionale. Ogni utente verrà poi invitato a postare foto e commenti della serata passata con gli amici”. La Rete quindi non solo come luogo di incontro tra “avatar”, ma anche come mezzo di aggregazione e discussione tra persone in carne ed ossa. Non a caso l’immagine che contraddistingue la pagina è una vecchia televisione che ricorda gli anni in cui stare di fronte a un monitor significava riunirsi in un bar affollato o stare insieme a tutta la famiglia. Degna di nota anche la provocazione finale: “Saremo così tanti che all’Auditel saranno costretti a imparare come si usa Internet”.

La sfida viene condivisa e rilanciata da Beppe Grillo, che in un video realizzato da AliceBoum e diffuso su YouTube afferma: “Santoro può sopravvivere senza la tv. La tv è finita. Lui potrebbe fare la trasmissione via web: la gente potrebbe pagare un euro per vederlo, lui prenderebbe gli stessi soldi e in più avrebbe la libertà di dire ciò che vuole”.

AliceBoum ha realizzato per l’evento del 25 marzo diversi video, diventati veri e propri “viral” tramite la diffusione dalle pagine Facebook di Annozero, Retepirata e – ovviamente – Rai per una notte. Anche in questo caso è l’originalità a farla da padrone: in un primo video vengono ritorte le affermazioni di Silvio Berlusconi (“non accettabile in una democrazia”, “non permettere più che questo avvenga”) contro lo stesso Silvio Berlusconi; in un secondo, invece, le note dei Muse e le parole del loro leader Matthew Bellamy si trasformano in un eloquente atto di accusa contro il governo: they will not force us/ they will stop degrading us/ they will not control us /we will be victorious.

Da ultimo, svariati blog ospiteranno, oltre allo streaming dell’evento, contenuti originali, commenti, impressioni a caldo, raccogliendo gli umori del web su quanto starà accadendo a Bologna. Saranno all’opera Metilparaben e Nonleggerlo, ilNichilista – direttamente dall’interno del Paladozza – e Macchianera.

Tutto questo insieme di sforzi, compiuti a titolo perfettamente gratuito tra l’altro, dimostrano ancora una volta come la Rete sia un essenziale strumento di libertà. Che incoraggia la creatività degli individui. Che promuove inedite forme di cooperazione tra sconosciuti che, nel nome di un ideale (la tutela di una informazione plurale e senza censure) e consentendo il raggiungimento di obiettivi concreti (la predisposizione di una proiezione in piazza, ad esempio), hanno l’opportunità di conoscersi e, magari, piacersi.

Se questo esperimento dovesse avere successo potrebbe diventare un format vero e proprio, e andare oltre i pur lodevoli “talk show” sorti in Rete per ovviare al vuoto informativo imposto dalla “par condicio” (Telebavaglio, Mentana Condicio e Giro d’Italia 4×4). Un esempio o, con le parole di Marco Travaglio, una “prova generale” per i tempi non facili che verranno. E un modo per ribadire che, finché internet sarà libero, non ci sarà bavaglio che tenga.

La diretta web sarà trasmessa anche su Espressonline.it
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23 marzo 2010

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/santoro-il-web-sfida-la-tivu/2123537&ref=hpsp

«Semi d’acciaio» che uccidono bambini

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«Semi d’acciaio» che uccidono bambini

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Una storia, come tante, in un non precisato paese dilaniato dalla guerra civile un medico, una suora, una giornalista e due guerriglieri incrociano le loro vite in un ospedale da campo allestito in una vecchia scuola abbandonata. Un territorio strappato ai bambini e disseminato di mine. Ognuno porta con se la propria storia: il dramma di Suor Teresa che ha visto morire o mutilare i suoi piccoli allievi, Francesco, medico volontario, che tenta il riscatto della propria vita, la giornalista Rukia che deve decidere se far nascere il suo bambino in quell’inferno. E i guerriglieri, governativo e ribelle, ognuno dei quali convinto della propria causa. Ma la violenza non dà mai soluzione. Nessuna pace, nessun vincitore. La guerra non ha mai ragione. Non esistono armi “buone” o armi “cattive”. E nessuna arma è più accettabile di altre. Invece è certo che le mine antiuomo e le bombe cluster, più di altre, sono armi che colpiscono le popolazioni civili, devastano i territori rendendoli insanabili per decine di anni.

Ed è alle vittime di questi conflitti, soprattutto ai bambini, che lo spettacolo teatrale “Semi d’acciaio” è dedicato, nella speranza di riuscire, con l’aiuto del teatro, a raccontare come un mondo senza di loro è un mondo senza futuro. “Semi d’acciaio” è un progetto articolato che comprende un’opera teatrale, un convegno e una serie di incontri con gli studenti delle scuole superiori, sul drammatico tema delle mine antipersona. Il progetto, ideato e scritto da Leonardo Petrillo, con la collaborazione drammaturgica di Giancarlo Brancale e Angela Di Noto, è un progetto teso a richiamare l’attenzione sul delicato argomento delle mine antipersona che tuttora uccidono, feriscono o mutilano ogni anno milioni di persone tra cui soprattutto bambini, i più esposti ai pericoli degli ordigni inesplosi.

Una grave minaccia, che purtroppo si presenta ancora prepotentemente a dieci anni dall’entrata in vigore della Convenzione di Ottawa, e ricordata dallo stesso Santo Padre in un suo appello a quei paesi che ancora non hanno aderito alla Convenzione. Questo richiamo, all’indomani della IV Giornata internazionale promossa dall’ONU per la sensibilizzazione sul problema delle mine antipersona, giunge da stimolo ulteriore per coinvolgere l’opinione pubblica e per diffondere i problemi relativi alla questione delle mine, rivolgendo una particolare attenzione ai giovani, cui affidiamo il futuro dell’umanità.

Lo spettacolo è in scena al Teatro Tor Bella Monaca di Roma (Info: 06.2010579) il 25 marzo (ore 21) e il 26 marzo (ore 10.30). Poi al Teatro India, sempre a Roma (Info: 06.684000311) il 28 e 29 (ore 21) e il 30 marzo alle 21 e anche alle ore 17.00. Il progetto Semi d’acciaio è realizzato da NERAONDA srl con il sostegno di: Comune di Roma in collaborazione con Zètema – Ministero della Gioventù – ETI e con il patrocinio di Regione Lazio – Provincia di Roma – Camera di Commercio di Roma – Arma dei Carabinieri – Croce Rossa Italiana – UNICEF – BANCA ETICA. Info. www.teatrodiroma.net
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25 marzo 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96620