Acta est fabula. Plaudite cives – Busta esplosiva, indagini in corso. L’ipotesi: solo polvere pirica

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L’acaro della polvere, il pericoloso anarchico bombarolo

Sarebbe invece innocua la sostanza recapitata venerdì a arcore

Busta esplosiva, indagini in corso
L’ipotesi: solo polvere pirica

Lieve la deflagrazione che ha colpito un dipendente. Molte le analogie con la bomba di dicembre alla Bocconi

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MILANO – È in pieno svolgimento l’attività d’indagine sui pezzi della busta la cui esplosione ha ferito sabato mattina un impiegato delle Poste che la stava smistando nel Centro meccanizzato postale di piazzale Lugano, a Milano. Gli investigatori della Digos, infatti, vogliono avere certezze sul fatto che la busta contenesse esplosivo o solo polvere pirica. Quest’ultima ipotesi appare più probabile, data la lieve entità della deflagrazione che ha ferito in modo non grave il dipendente. La polvere verrà poi comparata con quelle inviate in altre occasioni. La Scientifica cercherà anche di evidenziare eventuali impronte lasciate da chi ha confezionato il pacco, una busta gialla imbottita contenente un portafoglio (una trappola a strappo), e di risalire all’annullo postale, andato parzialmente distrutto nell’esplosione. Si cercano ulteriori analogie con la busta esplosiva spedita al Cie di Gradisca d’Isonzo e con il tubo esplosivo piazzato alla Bocconi. La firma sarebbe dello stesso gruppo insurrezionalista, «Sorelle in armi – Nucleo Mauricio Morales/Fai». La busta era indirizzata alla sede della Lega Nord di via Bellerio, e all’interno c’era una frase contro il ministro Maroni e un riferimento ai Cie, i centri di identificazione ed espulsione per clandestini, proprio come nel caso della bomba alla Bocconi.

L’IMPIEGATO FERITO – Pietro De Simone, l’addetto alle poste rimasto ferito, è stato dimesso rapidamente dall’ospedale visto che le sue condizioni non erano gravi, ma non ha certo dimenticato quanto accaduto sabato mattina. Ha senso di vertigine e mal di testa e ha passato una notte quasi insonne, ma i suoi familiari lo descrivono sempre «combattivo e grintoso», come ha dimostrato ieri anche al suo arrivo in ospedale. Dalla Lega Nord è arrivata una telefonata di solidarietà e un dirigente delle Poste gli ha fatto visita a casa.

LA POLVERE A ARCORE – Sarebbe stata invece innocua la sostanza recapitata venerdì in una busta indirizzata al Presidente del Consiglio, ad Arcore, dove era scattato l’allarme profilassi previsto per le sostanze sospette. L’indiscrezione è emersa oggi in ambienti investigativi. Si tratta però solo di un riscontro parziale, scaturito dalle prime analisi svolte al centro di analisi specializzato del Ministero della Salute a Foggia, dove tendono da subito ad escludere motivi di pericolosità. Solo in un secondo momento si potrà quindi sapere, dopo ulteriori campionature, di cosa si trattava con esattezza. Non si esclude nemmeno che la polvere grigiastra possa davvero essere ciò che rimane della «combustione di un foglio di giornale», come aveva dichiarato ai carabinieri il mittente della busta minatoria, un uomo che era stato identificato nelle ore successive al recapito.

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Redazione online
28 marzo 2010

fonte:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_28/busta-esplosiva-poste-indagini-federazione-anarchica-informale-1602734477064.shtml

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