Archivio | maggio 2, 2010

MILANO – A San Siro proteste e cortei per il torneo dell’estrema destra

A San Siro proteste e cortei
per il torneo dell’estrema destra

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di Giovanni Parente

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MILANO – Alla fine il tanto contestato torneo di calcetto dei giovani di destra c’è stato. A vincerlo è stata la squadra di Azione giovani vittoriosa in finale sul team di Forza Nuova. Ma per un pomeriggio Milano è tornata indietro di quasi 40 anni. Niente incidenti, per fortuna. Ma cori, slogan, manifestazioni, cortei, bandiere, fumogeni che hanno ricordato un po’ la retorica e i toni degli anni Settanta. L’estrema destra da un lato. E l’estrema sinistra, dall’altro. Non una contro l’altra. Ma separate da un piazzale e da uno schieramento di polizia e carabinieri, degno di un corteo degli “anni di piombo”. In un derby a distanza, consumatosi senza mai toccarsi né sfiorarsi.

L’estrema destra giocava il torneo di calcio Sergio Ramelli (militante del Fronte della gioventù, ucciso da militanti di Avanguardia operaia nel 1975 quando era poco più che diciottenne) all’interno del Lido, la struttura gestita da Milano Sport, società del Comune che gestisce gli impianti sportivi della città. Ai gruppi dell’estrema sinistra non è andata giù. Anche perché, a loro avviso, la manifestazione avrebbe avuto il patrocinio della Provincia di Milano: nei giorni passati hanno protestato e occupato la sede di Milano sport, tanto che Mirko Paletti, presidente della società comunale, area Pdl, li ha denunciati.

La protesta è continuata anche oggi con un corteo partito dal centro sociale Cantiere di via Monte Rosa, a pochi metri di distanza dal luogo dove si svolgeva il torneo di calcio della destra, chei si è snodato lungo tutto il quartiere di San Siro. Qualche slogan anni Settanta («Fuori i fascisti da Milano») e qualche “riadattamento” in chiave contemporanea con cori rivolti contro Pdl e Lega, ma anche contro i vertici di governo nazionale e locale. Nel mirino anche Milano sport, accusata di “tradire” il suo scopo istituzionale: «Deve favorire lo sport per tutti – recitava uno striscione – non i raduni nazi-fascisti».

Nel corteo, anche cori e slogan pro-casa e anti-razzisti. Un solo momento di piccola tensione, quando le forze dell’ordine hanno fermato la manifestazione all’incrocio tra piazzale Selinunte e via Maratta chiedendo di scioglierla in quel punto. Poi, però, è proseguita fino a ritornare nel punto di partenza. Durante il percorso, il numero dei partecipanti è aumentato fino a raggiungere e superare le 500 unità (secondo gli organizzatori, però, erano circa 800). A ingrossare le fila, stranieri e seconde generazioni che vivono nel “quadrilatero” delle case popolari di San Siro.

«Perché protestano?», chiede una signora per strada. Quando le spiegano che è collegato al torneo di calcio dei giovani di destra annuisce: «Non dovevano fare il torneo il 1° maggio». Stesso discorso per alcuni ragazzi che hanno partecipavano al corteo: «No, non lo dovevano proprio fare». A chi fa notare loro che forse certe contrapposizioni possono essere state superate dai tempi, obiettano: «Ma quelli sono sempre fascisti». Il “vecchio derby” si ripropone. C’è anche qualche bandiera di partito o movimento politico (Rifondazione comunista, Sinistra critica) e spiccano quelle di “Antifascisti action” fatte sventolare dai ragazzi in assetto black block.

Dall’altro lato, invece, le bandiere sono diverse. Una volta superato il cordone di polizia e carabinieri e attraversato piazzale Lotto, spazio a tricolori e croci celtiche in bella mostra all’ingresso del Lido e nel vialetto interno. Non manca il banchetto per le sottoscrizioni e la raccolta fondi subito dopo l’ingresso. «Stiamo qui da stamattina, stanno giocando e non c’è nessun problema». Nei campetti a lato, infatti, si gioca. I nomi delle squadre sono inequivocabili: Hammerskins, Casa Pound, Forza Nuova, Monza militante, Azione giovani. Qualcuno (come Forza Nuova) ha anche le divise da gioco personalizzate con il logo. Gli accenti sono un po’ di tutta Italia: non solo milanesi, quindi.

Cinque contro cinque in campo e senza arbitro. La formula del torneo prevede prima i gironi e poi la fase a eliminazione diretta con tanto di semifinali e finali (c’è pure quella per il terzo e quarto posto). «Vede? Siamo qui. Giochiamo e basta», sottolinea uno dei partecipanti. «Lo scorso anno abbiamo giocato la prima edizione a Opera e ora siamo qui – aggiunge – niente di più». A fare il tifo molto pubblico di “area” e non mancano teste rasate, scudetto tricolore e bomberino nero. Qualche battuta, un po’ retrò, su plutocrazie, dollaro e sterlina. Intanto a lato tra le bandiere con le croce celtiche che sventolavano, si preparava la salamella, con birra e la musica del gruppo neofascista “Amici del vento”. Il derby a distanza tra gli estremi si gioca anche così. Con il rosso e il nero separati da piazzale Lotto e dai cordoni di polizia.

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02 maggio 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/05/milano-torneo-calcio-forza-nuova-centri-sociali.shtml?uuid=ec5b35f2-5617-11df-9f91-c1820131b47b&DocRulesView=Libero

Morta la scrittrice Cesarina Vighy. Fece un romanzo della sua lotta alla Sla / Quelle pagine notturne che non vedranno mai la luce

LUTTO NEL MONDO DELLA CULTURA

Morta la scrittrice Cesarina Vighy
Fece un romanzo della sua lotta alla Sla

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Viveva a Roma ed era malata da tempo, vinse il premio Campiello Opera Prima per «L’ultima estate»

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Cesarina Vighy
Cesarina Vighy

ROMA – E’ morta nella sua casa di Monteverde su uno dei colli che guardano la Capitale, la scrittrice Cesarina Vighy. Nata a Venezia, viveva a Roma da decenni. Aveva esordito nel 2009 con «L’ ultima estate» (Fazi) vincendo il Campiello Opera Prima ed entrando nella cinquina dello Strega. Venerdì 30 aprile era uscito il suo nuovo libro: «Scendo. Buon proseguimento», un addio epistolare costruito con un corpus di mail inviate a vari interlocutori (la figlia, gli amici, l’ editore), di cui il Corriere della Sera aveva anticipato alcuni brani.
Cesarina Vighy, Titti per gli amici, era malata di Sla da sei anni e il suo primo romanzo era già stato un inno alla vita: una parte dei proventi li aveva voluti devolvere a «Viva la vita», una onlus che si occupa dei malati di Sclerosi laterale amiotrofica. Il funerale in rito civile probabilmente martedì al Verano al Tempietto Egizio.

L'ultimo libro dell' autrice
L’ultimo libro dell’ autrice

FAMA E IRONIA – Coltissima, grande amante degli aneddoti e delle storie, era riuscita a raccontare la sua malattia con la mano incantata di una vera, grande scrittrice. Nell’immane sforzo di affrontare la malattia era capace di una singolare ironia: «Venerdì sera mi sono coricata da semi-sconosciuta e il mattino dopo ero il “caso Cesarina Vighy”! Veramente, quando si annunciò la mia rara malattia – scriveva il 22 aprile 2009, alla vigilia del Campiello -, mi lasciai scappare dalla bocca che avrei preferito essere appunto più un caso letterario che un caso clinico».

BARONI E GATTI – E ancora, nella lettera ad un amico del dicembre 2007, già scriveva: «Un barone della medicina, da me interpellato circa le cause che avrebbero provocato la mia malattia mi ha risposto di girare la richiesta al Padre Eterno! Quanto alla cura, non c’ è, quindi non devo prendere niente (tranne gli psicofarmaci per stare un po’ tranquilla) e sperare che il decorso sia il più lento possibile. Dopo di che, ci ha scucito trecento euro (senza rilasciare fattura) perché eravamo due amici, altrimenti erano quattrocento».

Romana di adozione, aveva a lungo lavorato al ministero dei beni culturali e poi alla Biblioteca nazionale di Storia Moderna e Contemporanea di via Caetani alla quale era legatissima. Lascia il marito Giancarlo, «l’angelo incazzoso che mi aiuta a vivere», la figlia Alice e il nipote Ernesto «l’amato filosofo», i suoi gatti che «senza saper leggere né scrivere hanno capito questo libro».

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Il sito di Viva la Vita Onlus

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Paolo Brogi
02 maggio 2010

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_maggio_2/morta-scrittrice-cesarina-vighi-roma-1602942907287.shtml

L’ultima estate – Brani scelti


FaziEditore — 27 maggio 2009 — Lettura di brani tratti da Lultima estate di Cesarina Vighy (Fazi editore), a cura di Marcello Teodonio. Roma, Teatro Vittoria, 8 maggio 2009. Attori: Gianni Bonagura e Annalisa Di Nola. Il video contiene una poesia inedita dellautrice sullamore coniugale (La zuppa di spinaci).

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I contenuti – L’ironia, la memoria e un’invettiva contro la Chiesa

Quelle pagine notturne che non vedranno mai la luce

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Cesarina Vighy ha esordito l’anno scorso con L’ultima estate: un racconto autobiografico intenso di memorie proiettate sul presente drammatico della sua malattia. Come scrive ora in questa raccolta di brevi poesie e di email a parenti e amici (Scendo. Buon proseguimento, Fazi) quello non era un libro «sulla Sla, che grava solo sulla fine di una vita… ma contro la Sla, aggredita con forza ma anche con un’ironia che può sfiorare persino l’allegria». «Titti», come si firma in queste brevi missive, allora ed ora non punta alla pietà del lettore («l’autrice, settantenne, è una donna orgogliosa e ritrosa») ma trae la forza di riflettere sul mondo e sulla capacità della scrittura, proprio dal «forte impulso della sensazione di precarietà», che le è «data appunto dalla malattia». Se la realtà le è sottratta brutalmente dal destino, attaccata direi abbarbicata al proprio computer, Cesarina Vighy trova una «Second Life» che prende forza appunto dall’obbligato «distacco dal mondo». Non per maledirlo o rimpiangerlo, ma per osservarlo con lucida ironia per quello che è: una ben povera cosa che si riscatta solo nella scrittura, la quale diventa un distillato d’interpretazione che oscilla tra gli estremi di una suprema e gridata ribellione e di una divertita e leggera partecipazione sorniona. Così violenta può diventare la sua polemica contro la Chiesa: «Questa Chiesa Cattolica (l’ultima al mondo a cui mi convertirei) mi scandalizza. Quando sento che vede la vita in un corpo martoriato da diciassette anni di torture terapeutiche o in poveri embrioni tenuti in frigorifero come lattine di birra vicine alla scadenza, mentre nega una speranza a dei disgraziati che la ripongono nelle staminali, mi viene la bava alla bocca». Bonaria è invece la sua osservazione sulla politica, anche nei confronti di un avversario dichiarato come il «Berlusca»: «Quanto ai grandi problemi del Paese, chi ci capisce qualcosa è bravo con l’economia che, lungi dall’essere una scienza esatta (nessuno l’ha mai preteso), appare come la più fantasiosa delle favole. E favole vogliono gli italiani, e favole, sogni dà loro il cavaliere, col piglio scherzoso e la vera natura di padre-padrone». Ma ben altro la vivacissima Vighy si aspetta dalla propria scrittura: una «alchimia» della memoria (la quale può diventare anche «fallace») che sa mettere insieme, talvolta proditoriamente, ricordi irrimediabilmente andati e sogni che si presentano lucidissimi nelle notti tormentate senza sonno come «fantasmi che chiedono voce» e che si infrangono con la realtà di una «persona malata, imprigionata dal proprio incomprensibile corpo». Da questa alchimia viene l’alta scrittura di Titti, scanzonata e desolata, disperata e divertita in una originalissima composizione che coniuga la tragedia con la farsa. Il rammarico, se mai, è quello di perdere la potenza dell’ideazione: «Scrivo di notte le mie più belle pagine; solo che le scrivo col pensiero, in una forma perfetta, che durante il giorno non trovo più».

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Giorgio De Rienzo
02 maggio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cultura/10_aprile_27/quelle-pagine-notturne-che-non-vedranno-mai-la-luce-de-rienzo_d9eb235a-55ef-11df-a855-00144f02aabe.shtml

Disoccupazione giovanile oltre il 30% in 6 regioni del sud. Peggio la Guyana

Disoccupazione giovanile oltre il 30% in 6 regioni del sud. Peggio la Guyana

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ROMA (2 maggio) – Nel 2009 in sei Regioni il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni è risultato superiore al 30%: in Sardegna è al 44,7%, in Sicilia al 38,5%, in Basilicata al 38,3%, in Campania al 38,1%, in Puglia al 32,6%, in Calabria al 31,8% e nel Lazio al 30,6%. Sul versante opposto le Regioni con la disoccupazione più bassa sono la Toscana con il 17,8%, la Valle d’Aosta con il 17,5%, il Veneto con il 14,4% e il Trentino-Alto Adige con il 10,1%.

A scattare la fotografia sulla disoccupazione giovanile è la Confartigianato nelle elaborazioni flash appena pubblicate e che vede il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) arrivato a marzo 2010 al picco del 27,7%, 2,9 punti percentuali in più rispetto ad un anno prima. Se si prende a riferimento il tasso di occupazione, in otto regioni si riscontra un tasso inferiore al 20%: i valori più bassi in Campania (12,9%), seguita dalla Calabria (13,4%), la Basilicata (13,6%), la Sicilia (14,2%), la Sardegna (15,5%), il Molise (17,7%), l’Abruzzo e la Puglia (18,4%).

I tassi di occupazione più alti Confartigianato li registria in Valle d’Aosta con il 27,8%, in Emilia-Romagna con il 28,1%, in Lombardia con il 28,8%, in Veneto con il 30,2% e in Trentino-Alto Adige con 34,2%. La più bassa occupazione dei giovani tra 15 e 24 anni in Campania con il 12,9%, in Calabria con il 13,4%, Basilicata con 13,6%, Sicilia con 14,2% e Sardegna con il 15,5%.

In una valutazione su più larga scala, prendendo cioè in esame la classifica del tasso di occupazione delle 271 regioni europee (e riferita al 2008), tra le ultime dieci regioni europee per tasso di occupazione 15-24 anni, ben quattro sono italiane: Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria. Peggio di Sicilia e Calabria fanno solo le tre ex colonie francesi oltremare della Martinica, della Guyana francese e di Guadalupa.

TASSO DI ABBANDONO SCOLASTICO: il valore più elevato si riscontra, questa volta, al nord: a Bolzano il tasso di abbandono è del 17,4%, seguito dalla Sicilia con il 15,7%, dalla Sardegna con il 15,2% dalla Campania con il 13,9% e dalla Liguria con il 12,3%. Il più basso abbandono scolastico lo riscontriamo nelle Marche con il 7,8%, nel Veneto con il 7,5%, nel Molise con il 6,9%, in Friuli Venezia Giulia con 6,5% e in Umbria con il 5,0%.

LAVORO IRREGOLARE: bassa attività e bassa occupazione associata ad un elevato abbandono scolastico possono essere segnalatori di attività del mercato del lavoro parallelo costituito dal ‘sommersò. Con riferimento al 2007, la quota di unità di lavoro irregolari sul totale è dell’11,8% in media nazionale, con un valore del Mezzogiorno che è più che doppio rispetto alle due ripartizioni del Nord. Il valore del tasso di irregolarità del lavoro più alto è quello della Calabria (27,3%), seguita a distanza da Molise (19,4%), dalla Basilicata 19,0%) e dalla Sicilia e Sardegna (entrambe con 18,8%). Sul versante opposto, la maggiore regolarità del mercato del lavoro la riscontriamo in Toscana e Veneto (8,6%), Bolzano e Lombardia (8,4%) e infine Emilia Romagna (8,1%). Per Confartigianato, «uno strumento come l’apprendistato può aiutare l’economia italiana a colmare il gigantesco gap rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda le condizioni del mercato del lavoro giovanile. Il contratto di apprendistato può facilitare sia l’accesso al mercato del lavoro da parte dei giovani, sia a favorire quella formazione in azienda che diventa indispensabile per ridurre la discordanza tra domanda e offerta rilevata sul nostro mercato dl lavoro. Va infatti evidenziato – conclude Confartigiato – che a fronte di una difficoltà di reperimento di personale non stagionale nell’artigianato del 25,1% nel 2009, si osserva che in ben otto regioni la difficoltà di reperimento supera il 30%».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=100153&sez=HOME_ECONOMIA

Calderoli: 150 anni dell’unità d’Italia: “Non so se saremo alle celebrazioni”

Calderoli: 150 anni dell’unità d’Italia
“Non so se saremo alle celebrazioni”

Il ministro della Semplificazione ospite del programma di Lucia Annunziata. “Unica  alternativa al governo Berlusconi sono le elezioni”

Calderoli: 150 anni dell'unità d'Italia "Non so se saremo  alle celebrazioni" Roberto Calderoli intervistato da Lucia Annunziata

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ROMA – “Il miglior modo per festeggiare l’unità d’Italia è l’attuazione del federalismo”. Lo ha detto il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, parlando delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, ospite del programma di Lucia Annunziata In mezz’ora, su RaiTre. “Non ho la minima idea” se ci sarà un ministro leghista a Genova, il 5 maggio, accanto al presidente Giorgio Napolitano. “La migliore risposta all’anniversario”, ha spiegato, “sarà la realizzazione, attraverso il federalismo, dell’unità d’Italia. Questa non è un totem, non è fine a se stessa”.

Inoltre “la celebrazione in sé ha poco senso. L’anniversario deve essere il momento per approntare le soluzioni, non solo per alzare la bandiera”. “Io non so se ci sarò”, ha concluso, “io sarò a lavorare per realizzare il federalismo”. Per l’esponente del Carroccio il modo migliore per festeggiare la ricorrenza sarebbe quello di far capire come “le diversità presenti nel Paese” non siano degli “ostacoli” ma “valori”.

“Non c’e alternativa al governo Berlusconi. Il governo ha i numeri per andare avanti e fare le riforme, in alternativa ci sono solo le elezioni” ha detto poi il ministro, scartando anche l’ipotesi di un governo tecnico guidato da Giulio Tremonti. “L’elettorato ha dato il proprio consenso a una persona che è Berlusconi. E poi la prima persona a non volerlo sarebbe lo stesso Tremonti”.

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02 maggio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/05/02/news/calderoli-3765055/?rss

QUALE VERITA’? – Marea nera, Bp: non c’è nulla per fermarla / Marea nera, anche il governo Usa conferma: «Tre mesi per tappare falle»

Marea nera, Obama: catastrofe senza precedenti. Bp: non c’è nulla per fermarla

Il governo federale conti

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nua a fare pressioni sulla compagnia
Obama in Louisiana. Stop alla pesca per almeno 10 giorni

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ROMA (2 maggio) – Il presidente Barack Obama oggi in Louisiana, mentre l’amministrazione locale accusa la Casa bianca di lentezze nell’arginare il disastro ambientale causato dall’incidente alla petroliera della Bp. La macchia di petrolio continua ad espandersi: il suo arrivo è atteso oggi sulle sponde del Mississippi. Arriverà invece non prima di martedì o mercoledì in Florida, a Pensacola.

La compagnia petrolifera proprio oggi ha detto che ha «usato praticamente tutti i mezzi che aveva. Non ci sono molte altre risorse nel mondo da impiegare contro una perdita come questa». La bp ha chiesto aiuto alle società rivali perché diano una mano a risolvere l’emergenza che, secondo gli esperti, sarà peggio di quella della Exxon Valdez.

Obama: catastrofe senza precedenti. La marea nera del Golfo del Messico è una «catastrofe forse senza precedenti». Lo ha detto il presidente Barack Obama a Venice in Louisiana. «Ci saranno risarcimenti adeguati – ha aggiunto il presidente -. Bp è responsabile e pagherà per la perdita di greggio nel golfo del Messico».

Il governo federale da parte sua ha fatto sapere che continuerà a stare con il fiato sul collo della Bp. «È una società da molti miliardi di dollari e il governo degli Stati Uniti non risparmierà sforzi per far sì che ogni risorsa che hanno sia messa a frutto», ha detto il ministro dell’Interno Salazar secondo cui «non c’è dubbio» che il meccanismo che avrebbe dovuto prevenire perdite di petrolio dal pozzo danneggiato non ha funzionato.

Ansia e paura intanto sulle coste del Mississippi, dove è atteso per oggi l’arrivo dell’onda nera. La macchia di greggio intanto avanza portata dalla corrente del Golfo e potrebbe arrivare in Atlantico.

Le accuse al governo federale. «Per Haiti si sono mobilitati subito – tuona Tony Buffone pescatore italo-americano di Venice – mentre noi dobbiamo aspettare». La marea nera «minaccia del nostre coste, la nostra cultura e il nostro modo di vita», ha detto il governatore della Louisiana Bobby Jindal, un repubblicano con le carte in regola per sfidare Obama nel 2102: «Sono stanco di aspettare che Bp tiri fuori un piano e che la Guardia Costiera lo approvi». L’enorme macchia nera «non solo minaccia le nostre zone paludose e la nostra industria ittica, ma anche il nostro stile di vita» ha aggiunto il governatore.

Obama è partito oggi da Washington sull’Air Force One per la Louisiana. Il programma era di andare in elicottero da New Orleans a Venice, la località soprannominata “fine del mondo”, avamposto della marea nera nel Delta del Mississippi. Obama però è rimasto a terra per colpa del maltempo ed è arrivato a Venice in auto con due ore di ritardo rispetto al programma. Obama ha avuto un briefing a porte chiuse sulla situazione. La visita è stata accuratamente studiata per evitare che il presidente ripeta l’errore del presidente George W. Bush che nel 2005 sorvolò con l’Air Force One New Orleans colpita al cuore da Katrina dando un senso tangibile del suo distacco dalla tragedia che a terra stava vivendo – e uccidendo – il paese reale.

Obama: subito pronti a intervenire. «Eravamo pronti all’emergenza sin dall’inizio, e abbiamo risposto appena possibile. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, oggi a Venice, in Lousiana dopo un briefing della Guardia Costiera. «Sin dal primo giorno – ha detto Obama – eravamo preparati al peggio e abbiamo reagito con decisione».

La Guardia Costiera ha ammesso ieri che è «impossibile quantificare» il petrolio uscito dalle falle provocate dall’affondamento della piattaforma petrolifera esplosa il 20 aprile. Secondo un crescente numero di esperti, la macchia di petrolio è triplicata negli ultimi due giorni, il che potrebbe indicare che a 1.500 metri sotto il mare la perdita è aumentata di intensità. E se, come ha previsto Hans Graber, oceanografo del Center for Southeastern Tropical Advanced Remote Sensing dell’Università della Florida, la marea nera dovesse essere intercettata dalla corrente del Golfo, il disastro arriverebbe in un batter d’occhio nel sud della Florida e da lì sulle coste atlantiche dello Stato: secondo Graber «non è più questione di se ma è questione di quando».

Per colpa della marea nera ci sarà un stop alla pesca di 10 giorni. Stop alla pesca commerciale e sportiva nelle acque interessate dalla marea nera. Lo hanno ordinato per dieci giorni le autorità federali. L’annuncio è del Noaa, National Oceanic Atmospheric Administration. Le autorità hanno precisato che il divieto di pesca avrà una durata «minima» di dieci giorni. Il provvedimento riguarda per lo più le acque antistanti la Louisiana, ma comprende anche tutta la foce del Mississippi fino a Pensacola Bay, in Florida. «Siamo consapevoli delle conseguenze di natura economica e sanitaria di questa decisione, per questo l’ordine riguarda solo le aree toccate dalla marea nera» ha precisato l’amministratore della Noaa, Jane Lubchenco, che ha escluso rischi di natura sanitaria per quanto riguarda le partite di pesce attualmente in vendita. Il Noaa ha precisato anche che suoi ispettori vigileranno nei tratti di mare chiusi alla pesca, per essere certi che il divieto sia rispettato.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=100099&sez=HOME_NELMONDO

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Il ministro Salazar e il capo della Bp: «Valvola difettosa, nessun errore umano»

Marea nera, anche il governo Usa conferma: «Tre mesi per tappare falle»

Tra 6-8 giorni una «cupola» per bloccare la fuoriuscita di greggio sotto il mare. Intanto arriva Obama

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MILANO – Il governo Usa ha confermato quanto i tecnici avevano già fatto trapelare: occorreranno tre mesi per tappare le tre falle sottomarine dalle quali fuoriscono 5 mila barili di petrolio al giorno (pari a 800 mila litri). «Il nostro lavoro è tenere il fiato sul collo a Bp perché tenga fede alle sue responsabilità che ha, sia per legge che contrattualmente. Devono fermare la perdita», ha detto il ministro dell’Interno americano Ken Salazar. «È una società da molti miliardi di dollari e il governo degli Stati Uniti non risparmierà sforzi per far sì che ogni risorsa sia messa a frutto». Secondo il ministro «non c’è dubbio» che la valvola che avrebbe dovuto prevenire perdite di petrolio fosse difettosa. Per bloccare la fuoriuscita di greggio si sta pensando di scavare un secondo pozzo che intercetti il flusso del primo, ma ci vorranno tre mesi.

BP – Il presidente di Bp America, Lamar McKay, in un’intervista alla Abc, ha affermato che è tutta colpa di in un «pezzo dell’equipaggiamento difettoso», allontanando quindi le ipotesi di un errore umano. McKay ha detto che nel giro di 6-8 giorni le falle dovrebbero essere coperte da una «cupola» e non ha confemato che la stima di 5 mila barili al giorno di perdite sia corretta. La cupola sulle tre falle impedirà al greggio di disperdersi in acqua e aspirerà il petrolio portandolo in superficie.

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Marea nera, le specie più a rischio Marea nera, le specie più a rischio Marea nera, le specie più a rischio

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SITUAZIONE – La marea nera rischia di aggravarsi ulteriormente a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Uno schieramento impressionante di uomini e mezzi è stato dispiegato nella zona, dove è atteso a ore il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che parlerà alla stampa intorno alle 21,30 (ora italiana). Ma i tempi potrebbero allungarsi se l’elicottero del presidente non potesse alzarsi in volo per i forti venti che soffiano sulla zona. Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, ha detto di essere stato informato dai responsabili federali che il grosso della macchia di petrolio non raggiungerà le coste che domenica pomeriggio, ora americana. «La macchia di petrolio minaccia non solo le paludi e la pesca, ma anche il nostro stesso modo di vita», ha affermato il governatore. Diverse operazioni sono in corso simultaneamente per cercare di difendere le coste del Golfo del Messico, tanto da parte dei militari e della Guardia costiera che da parte della Bp. Diverse squadre continuano a spargere da navi e aerei prodotti chimici biodegradanti, mentre si prosegue nell’operazione di installazione di oltre 84 chilometri di barriere galleggianti. Nel frattempo sono stati pompati più di 3,8 milioni di litri di petrolio mischiato ad acqua. Quattro robot sottomarini stanno cercando di chiudere la valvola di sicurezza difettosa del pozzo. Obama ha nominato l’ammiraglio Thad Allen, che ha già operato sul campo dopo l’uragano Katrina, alla guida dell’emergenza. L’Institute for Marine Mammal Studies di Gulfport (Mississippi) si sta preparando per soccorrere gli animali colpiti dalla marea nera.

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Redazione online
02 maggio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_maggio_02/marea-nera-tre-mesi_75cfa27c-55f6-11df-a855-00144f02aabe.shtml

GRECIA – Papandreu annuncia l’accordo: “Saremo chiamati a grandi sacrifici” / La Grecia e la sinistra europea

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Papandreu annuncia l’accordo
“Saremo chiamati a grandi sacrifici”

Il premier ha ribadito che “evitare la bancarotta era la linea rossa”. La cancelliera tedesca Merkel annuncia che presto verranno varate nuove regole per l’Eurozona: niente diritto di voto per i Paesi che non rispettano gli impegni finanziari

Papandreu annuncia l'accordo "Saremo chiamati a grandi  sacrifici" Manifestanti contrari alle misure di rigore a Tessalonica

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ATENE – Il premier greco Giorgio Papandreou ha annunciato al termine del Consiglio dei Ministri convocato per stamane di aver concluso l’accordo con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale per “evitare la bancarotta” del Paese. Papandreu ha detto che in cambio degli aiuti internazionali il Paese sarà chiamato a fare “grandi sacrifici”. Ma ha spiegato che “evitare la bancarotta era la linea rossa” del governo. Papandreou ha detto di essere pronto a fare qualsiasi cosa “in nome dell’interesse nazionale”. “Nessuno – ha aggiunto – potrebbe immaginare la dimensione del debito che il precedente governo ha lasciato”.

Ieri numerosi cortei di protesta nelle principali città greca hanno manifestato la contrarietà alle dure misure che dovranno bilanciare gli aiuti internazionali. Molti gli scontri con la polizia. Ma il malumore per l’accordo è diffuso anche tra i Paesi europei: in particolare la Germania ha ceduto solo all’ultimo, e anche in un’intervista pubblicata stamane dal domenicale Bild Am Sonntag la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che la Germania intende rivedere le regole dell’Eurozona, prevedendo se necessario la sospensione del diritto di voto per quei Paesi che non rispettino i propri impegni finanziari

Merkel ha reso noto che i ministri delle Finanze dell’Ue si incontreranno entro la fine del mese per discutere gli eventuali cambiamenti delle procedure. Circa 8,4 miliardi di euro dei 45 che verranno erogati a favore della Grecia come prima tranche del prestito internazionale verranno dalle casse tedesche.

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02 maggio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2010/05/02/news/papandreu_annuncia_l_accordo-3759036/?rss

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La Grecia e la sinistra europea

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di Pietro Ancona

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La crisi che sconvolge la Grecia deve fare riflettere sul potere dei mercati, delle multinazionali e della finanza che oramai si propongono come supremi regolatori del destino dei popoli. L’Italia durante il governo Ciampi subì un’aggressione della speculazione che costò cinquanta mila miliardi di lire. Il signor Soros si vanta di potere annientare una nazione gettandola nella disperazione più acuta con un paio di manovre in borsa. Delinquenti alla testa di possenti istituzioni finanziarie hanno impestato il pianeta di titoli fasulli ed ora la Grecia viene sottoposta ad una terribile pressione speculativa fomentata dalla società di rating che con le loro pagelline possono determinare la rovina di milioni di persone, di intere popolazioni, società che hanno tenuto la bocca ben chiusa mentre il mondo veniva depredato dagli squali di oltreoceano.

Non è possibile escludere a priori che la Grecia sia un grimaldello per attaccare l’Unione Europea. L’Euro non è stato mai ben visto dagli USA e viene temuto specialmente da quanto la Cina lo ha proposto in sostituzione del dollaro. La stessa Unione Europea come entità politica viene mal tollerata dagli USA che preferiscono nazioni piccole imbottite di loro basi militari. Europa che a mio umile parere bisognerebbe allargare alla Russia per farne una grande entità continentale di pace e frustrare i propositi aggressivi rappresentati dalla installazione di missili Usa in Polonia, in Georgia e in tutti gli Stati-spezzatino provenienti dalla ex URSS svenduta dal traditore Etlsin tra una sbronza e l’altra.

Bisognerebbe riformare profondamente i mercati e le borse limitando fino a renderlo quasi nullo il potere degli speculatori. Abolire le società di rating ed affidare soltanto ad istituzioni pubbliche e controllate dall’ONU la regolazione della vendita dei buoni del tesoro e dei titoli di Stato. Le guerre finanziarie per la conquista del pianeta dovrebbero essere impedite da una prevenzione severa.

La vicenda del Congresso americano che non vuole saperne di mettere qualche regola, qualche paletto ai banchieri che se la ridevano dopo il disastro da loro provocato e si sono premiati con emolumenti favolosi, dovrebbe far riflettere sul fatto che la maggiore istituzione democratica del mondo sia nella mani delle multinazionali e delle lobby e che queste per la sanità o per la finanza rigettano le pur modeste riforme proposte da Obama. Il potere politico del Presidente degli USA è ridotto a quasi niente rispetto il potere dei militari e dei capitalisti. I primi sostengono la guerra senza fine al mondo intero, gli altri non accettano che il loro suprematismo da supermiliardari venga intaccato e che i meccanismi che fanno comodo a loro vengano scalfiti.

La sinistra indebolita da anni di pensiero unico condiviso con la destra non é in condizioni di esprimere una sua opinione, una linea alternativa. La globalizzazione affidata agli animal spirits sta devastando il mondo. Non è più possibile andare avanti senza regole. Senza regole ci attende l’abisso della distruzione. La sinistra deve anche riprendere la lotta per la pace abbandonata da anni dopo la grande mobilitazione che coinvolse più di un miliardo di manifestanti nelle piazze di tutto il mondo. Anche i sindacati dovrebbero riprendere la bandiera della pace per cancellare le carneficine in corso e liberare i palestinesi dalla gabbia della morte di Gaza e dalla colonizzazione della Gisgiordania. Ma la pace non é tra le proposte dei comizi del prossimo 1 Maggio.

Rispondere alla crisi rafforzando Maastrict significa caricare sulle spalle delle classi lavoratrici il peso di una crisi originata dalle ruberie dei finanzieri. Una Europa con più Maastricht diventerebbe più oppressiva per le classi subalterne e si allontanerebbe per sempre dai canoni di civiltà che il suo welfare le ha assicurato per tanti decenni. Impoverire le popolazioni di tutto l’Occidente per favorire l’arricchimento delle multinazionali ed il potere della casta dei proprietari e dei managers è una prospettiva inaccettabile di regressione culturale e sociale.

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28 aprile 2010

fonte:  http://www.contropiano.org/Documenti/2010/Aprile10/28-04-10GreciaSinistraEuropea.htm

INGHILTERRA – Bimbo cieco impara a vedere grazie al sonar dei delfini

Deborah Aspland Deborah Aspland with her blind son Jamie. He was able to walk unaided to the park for the first time using echolocation

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Bimbo cieco impara a vedere grazie al sonar dei delfini

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Un bimbo britannico cieco ha imparato a «vedere» utilizzando emissioni sonore simili a quelle con cui i delfini si orientano in mare: una tecnica di “eco localizzazione” degli oggetti, che lo aiuta a evitare gli ostacoli. Jamie Aspland, che ha 4 anni ed è nato cieco, ha imparato la tecnica di un nuovo, rivoluzionario sistema inventato negli Stati Uniti per aiutare i ciechi.

«Ha cambiato le nostre vite, la terapia è stata una rivelazione», ha detto la madre, Deborah, 39 anni, al Telegraph. «Da quando ha imparato, camminiamo al parco e Jamie non ha più bisogno di darmi la mano. Sa anche trovare i corrimano per salire le scale di casa senza alcun aiuto». Jamie -che vive ad Ashford, nel Kent- ha appena completato la terza sessione terapeutica con un guru statunitense, Daniel Kish, diventato cieco a tredici mesi e che ha dedicato la sua vita ad aiutare chi non vede più. Presidente di World Access for the Blind, Kish ha sviluppato un sistema basato sul sonar degli animali per aiutare gli esseri umani a sviluppare una mappa di ciò che li circonda. In pratica, il piccolo -che si aiuta anche con un bastone- schiocca la lingua sul palato per imitare i toni dei delfini sott’acqua: quando le onde sonore colpiscono un oggetto, questo riflette l’energia di nuovo verso l’orecchio e consente all’utente di decodificare le informazioni sull’oggetto stesso (dimensioni, forma, distanza).

Il processo è simile a quello che utilizzano i normo-vedenti, che si affidano a modelli di restituzione della luce per vedere realmente. I soldi per la terapia del piccolo Jamie (2.500 sterline) sono stati raccolti nella sua città, dove i volontari si sono sottoposti a una serie di attività con gli occhi bendati per immedesimarsi nella sua condizione. Il piccolo fa parte di un gruppo di bambini, in vari Paesi del mondo, a cui Kish, che vive in California, ha offerto il trattamento. L’eco-posizionamento, o FlashSonar -ha spiegato il filantropo- fornisce una serie di informazioni a distanza di decine di metri: «Un albero può essere individuato a 10 metri, un edificio di grandi dimensioni può essere rilevabile anche a 100».

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JamieJamie, 4, has come on in leaps and bounds after just three sessions

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La signora Aspland ha lasciato il lavoro di tour operator per dedicarsi a tempo pieno dei suoi tre bambini: oltre a Jamie, la sorella gemella Rosie, che ha difficoltà di apprendimento, e il fratello Kane che è autistico.

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30 aprile 2010

fonte:  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/magazine/2010/04/30/AMHuxYeD-delfini_grazie_impara.shtml

Il Primo Maggio di Maroni? Cacciati sette precari

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Il Primo Maggio di Maroni? Cacciati sette precari

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di Ivan Cimmarusti

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Lucia (nome di fantasia) e gli altri sui sei colleghi con contratto a tempo determinato, impiegati nell’Ufficio immigrazione della Questura di Bari, non hanno da festeggiare il 1° maggio. Ieri, hanno ricevuto la comunicazione ufficiale: “il vostro contratto è scaduto e non lo rinnoviamo. Prenderemo altre persone”. Questa è la storia di sette precari baresi, colpiti dalla calunnia di essere ‘raccomandati’ e lasciati senza lavoro nel giorno della festa dei lavoratori. Tra loro ci sono quelli che hanno lasciato un posto, anch’esso precario, per tentare un inserimento nell’impiego pubblico. Poi c’è chi ha studiato. Lucia ha 26 anni, una laurea con 110 e lode, uno stage con la Prefettura di Bari. «Ho le carte in regola – spiega -,ma sono figlia di nessuno. Ma ugualmente mi hanno accusato di essere raccomandata, vicina a qualcuno di potente che mi ha sistemato qui, all’Ufficio immigrazione, dove per tre mesi, con i miei sei colleghi, ho smaltito e riordinato 14mila fascicoli di arretrati. E adesso, invece, ci mettono per strada e prendono altri sette ai quali, gli impiegati indeterminati, dovranno spiegare nuovamente tutto il lavoro che va svolto ».

ASSUNZIONE
L’assunzione del gruppo di sette, rientra in un più ampio progetto tra il Ministero dell’Interno e la Gi Group spa di Milano. Questa società, amministrata da Stefano Colli Lanzi, docente di Economia all’Università Cattolica di Milano, già in passato è stata oggetto di polemiche per appalti vinti con la Pubblica amministrazione. Nella filiera della Gi Group, infatti, rientra la Worknet spa, la società che vinse l’appalto, la cui aggiudicazione fu molto discussa, col Ministero dell’Interno per il potenziamento delle “risorse umane (60 assunzioni a tempo determinato, ndr) e tecnologiche dell’apparato di prevenzione e contrasto anticrimine” in Calabria, nelle zone di Gioia Tauro, Lamezia e della Locride.Ma questa è un’altra storia.

NUOVO APPALTO

La Gi Group, l’8 gennaio scorso, vince il nuovo appalto con l’Interno per la fornitura di 650 dipendenti con contratto a tempo determinato, da inserire in questure e prefetture di tutta Italia. Tempo dell’impiego: 3 mesi rinnovabili. “Dopo tre mesi ci hanno mandato a casa”, sottolinea Lucia. A nulla è servito l’intervento dell’Unione Italiana Lavoratori Pubblica Amministrazione che, con una missiva al Ministero dell’Interno, al prefetto di Bari, Carlo Schilardi e al questore barese, Giorgio Manari, “ringrazia” le amministrazioni per aver fornito sette lavoratori che hann o m o s t r a t o g r a n d e “professionalità”, auspicando “che la loro attività continui nel tempo e che il loro mandato trimestrale sia prorogato”, come previsto dall’accordo tra Ministero e Gi Group. Un mesefa, notando che nulla si muoveva, gli stessi dipendenti dell’Ufficio immigrazione hanno sollecitato l’intervento del questore Manari. “Chiediamo di accogliere la richiesta di continuità lavorativa per i prossimi tre mesi, a partire dal 1° maggio, per i (sette, ndr) lavoratori assunti con contratto interinale (…) che svolgono con assiduità e Dedizione un lavoro altamente produttivo, che è risultato fin da subito indispensabile per l’Ufficio immigrazione della questura di Bari”. Madal questore, nessuna risposta. Edanzi: “Ci siamo rivolti personalmente dal questore – spiegano i sette – ma non ci ha voluto incontrare. Sembra, addirittura, che qualcuno gli abbia inviato un esposto contro di noi, accusandoci di essere ‘figli di’”. E intanto la Gi Group ha già pronta una nuova lista di sette persone da inserire nell’Ufficio immigrazione di Bari.

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01 maggio 2010

fonte:  http://www.unita.it/news/economia/98133/il_primo_maggio_di_maroni_cacciati_sette_precari

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