Archive | luglio 4, 2010

Fini: “Cacciarmi? Ci provino pure…”. Berlusconi pronto alla conta nel Pdl

Fini: “Cacciarmi? Ci provino pure…”

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Berlusconi pronto alla conta nel Pdl

Silvio Berlusconi,  73 anni (foto Ansa)

Tensione nel Pdl. Il presidente della Camera: “Io sono piantato nella legalità”. Nessun  commento ufficiale del premier, che però non avrebbe nascosto l’irritazione. Il Pd: “Non riescono a governare”

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Roma, 4 luglio 2010 - “Ci provino pure a cacciarmi, in questa vicenda io sono piantato nella Costituzione, nella legalità, nelle linee fondanti del nostro partito e nel sentimento dei nostri elettori”. In prima pagina sulla Repubblica, un retroscena riferisce conversazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, con persone a lui vicine. “Chi stabilisce – riflette il presidente di Montecitorio – il confine tra l’eresia e l’ortodossia in un partito che si dice liberale ed europeo? Io resto dove sono”.

“Quando sta con i suoi - aggiunge riferendosi a Berlusconi – gente che fa sempre sì con la testa, fa propaganda, dice parole a vanvera per rassicurare i credenti che sono disorientati”.

E ancora: “In una crisi di governo si sa come si entra, ma non come si esce”, ma in caso di elezioni anticipate, conclude Fini nelle sue riflessioni, “sono sicuro” che Gianni Letta ha spiegato a Berlusconi che, in caso di rottura del Pdl, “noi non faremmo una An in sedicesimo, nascerebbe qualcosa di nuovo, c’è tanta gente alla finestra che aspetta. Siamo sicuri che gli converrebbe la nascita di un terzo polo come in Gran Bretagna?”.

L’INTERVENTO DI CAPEZZONEIn mattinata Daniele Capezzone, portavoce Pdl, fa sapere che “chiunque non abbia perso il contatto con la realtà, con i cittadini, con il Paese reale, sa che Silvio Berlusconi interpreta le ragioni e i sentimenti degli elettori, e in particolare (ma non solo) di quelli del Pdl”. I cittadini, ha scritto in una nota, “sono stanchi di alcune cose, rispetto alle cattive abitudini di una certa politica: la litigiosità perenne, sia tra gli schieramenti sia al loro interno; l’inconcludenza, per cui questioni restano appese e sospese per tempi lunghissimi; la pretesa di modificare nel Palazzo gli equilibri stabiliti nelle urne; la correntocrazia come riproposizione di logiche ‘feudali’ e di influenza”.

“Se qualcuno pensa di riprodurre questi virus nel Pdl e nel centrodestra, temo per lui si sbagli due volte”, ha assicurato, “una prima volta perché mostra di non conoscere il premier; e una seconda volta perché mostra di non conoscere una larga maggioranza degli italiani”.

LA RABBIA DEL PREMIER – Ma è Berlusconi in prima persona a non nascondere una pesante irritazione per le parole usate dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Nessun commento ufficiale alle dichiarazioni del leader di An, ma con i suoi interlocutori il premier non avrebbe risparmiato le critiche.

Il presidente del Consiglio su un punto però è in sintonia con il co-fondatore del Pdl e cioè che i prossimi giorni saranno decisivi. Ecco perché il fine settimana del premier è servito a gettare le basi per le giornate che si preannunciano intense. Il banco di prova dove misurare la tenuta del Pdl sarà già il voto di giovedì sulla mozione di sfiducia proposta da Pd e Idv contro il ministro Aldo Brancher. Berlusconi sarebbe pronto ad andare alla conta.

Il presidente del Consiglio avrebbe detto ad alcuni dirigenti del Pdl di essere convinto di avere i numeri per andare avanti. In caso contrario, avrebbe ricordato, la palla passerà a Napolitano, che allora dovrà decidere se rimandare il Paese alle urne.

IL PD TENTA L’AFFONDO – “Se questo esecutivo non è in grado di governare la palla passi al Colle perché l’Italia in questo momento di crisi economica ha bisogno di essere governata”. Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, in una intervista a Sky Tg24, ritiene che la situazione nel centrodestra si stia aggravando al punto da richiedere una soluzione politica diversa. “Nella maggioranza – sostiene Letta – stanno esplodendo tutte le contraddizioni: dal federalismo, alle intercettazioni, alla difficoltà a gestire la manovra economica con ‘refusI’ sulle pensioni, scontro con gli enti locali e polemiche sulle tredicesime”. Secondo Letta “questa maggioranza è fatta per vincere ma non per governare”.

Anche Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, incalza: “Che lo vogliano o no, il centrodestra non riesce più a governare e i problemi del Paese sono davanti agli occhi di tutti”. E sottolinea: “E’ vero che quello in carica è l’esecutivo uscito vincente dalle elezioni e come prevede la Costituzione è giusto che governi. E’ anche vero, però, che nel momento in cui esso non riesce di fatto a farlo, una soluzione deve pur essere trovata perché l’Italia non può rimanere senza guida. E non è certo con le battute di Cicchitto e gli altri che si potranno sciogliere i nodi che attanagliano il Paese”’.

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fonte:  http://qn.quotidiano.net/politica/2010/07/04/353122-fini_cacciarmi_provino_pure.shtml

Niccolò Fabi, lutto su Facebook: “E’ morta la mia bambina”. E annuncia il ritiro dalle scene

Niccolò Fabi, lutto su Facebook
“E’ morta la mia bambina”

In un messaggio sul social network, il cantautore comunica la scomparsa della piccola Olivia, solo 2 anni, uccisa dalla meningite. “L’esperienza più inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere”. Poi Fabi annuncia il ritiro dalle scene “fino a quando non avrò trovato un modo per dare un senso costruttivo a questo incubo”. Infine, le note di una sua canzone, Attesa e inaspettata

Niccolò Fabi, lutto su Facebook "E' morta la mia  bambina"

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ROMA - Il cuore straziato dal dolore di Niccolò Fabi parla su Facebook. “Amici… Vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere. Questa notte una sepsi meningococcica fulminante ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata, il dolore devastante che mi attanaglia la gola è la conseguenza dell’esperienza più inaccettabile orrida ingiusta e innaturale che un essere umano può vivere”.

Queste la parole scelte dal cantautore per annunciare attraverso la pagina del social network la morte della figlioletta di due anni, colpita da meningite. Un colpo terribile, per un giovane artista amato soprattutto per la speciale sensibilità della sua musica, della sua poesia, del suo modo di cantare la vita.

Cantare la vita… Come continuare a farlo con la morte nel cuore? Per Niccolò, la musica diventa all’improvviso un pensiero lontano, perso in un futuro indeterminato. Lo confessa lo stesso cantautore, che all’annuncio dell’addio alla piccola Lulùbella aggiunge il commiato dalle scene.

“Inutile dirvi – scrive Fabi – che fino a quando non avrò trovato un modo per trasformare questo dolore e dare un senso costruttivo a questo incubo, il palcoscenico sarà l’ultimo posto in cui desidererò stare. So di poter contare sulla vostra sensiblità e sull’amore che mai come adesso è l’unico strumento che merita di essere suonato. Un abbraccio che contiene tutto”.

Chiuse le virgolette, Fabi recupera e offre all’ascolto la sua canzone sulla morte, Attesa e inaspettata, dall’ultimo album Solo un uomo (2009). Questo il primo verso, ben poco da aggiungere:
“Attesa e inaspettata/ arriva la seconda vita / in quell’istante / in cui si taglia il velo/ e sei dall’altra parte/ Non sei preparato mai abbastanza/ ma sei pronto da sempre/ la naturale conseguenza/ di essere nato…”.

Pubblicato da poco più di 20 ore, il messaggio di Niccolò Fabi è seguito dal cordoglio di un migliaio di commenti.

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04 luglio 2010

fonte:  http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/04/news/niccol_fabi_lutto_su_facebook_e_morta_la_mia_bambina-5378169/?rss

niccolò fabi – attesa e inaspettata

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pagina di facebook di niccolò: http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Niccolo-Fabi/87306660640?ref=ts

Movimento Italiano Disabili: “Tutti in piazza contro le vergognose proposte del Governo”; appuntamento mercoledì 7 luglio piazza Montecitorio a Roma

MOVIMENTO ITALIANO DISABILI

Tutti in piazza contro le vergognose proposte del Governo

mercoledì 7 Luglio 2010 ore 10,00 a Piazza Monte Citorio

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Di nuovo, le associazioni, si preparano a scendere in piazza, e quindi anche noi del M.I.D, in quanto sono previsti sempre nella nuova manovra, il taglio e dei contributi per i patronati, che tutelano i cittadini, che è stato presentato dal relatore Antonio Azzolini.

Ogni giorno, assistiamo a nuovi attacchi verso il “sociale”, con nuovi emendamenti, per cercare di diminuire i già esigui finanziamenti verso le classi più deboli.

Sempre il relatore Antonio Azzolini, in accordo con il Ministero dell’Economia ha presentato un altro emendamento che fa capire tutte le false intenzioni di non toccare lo stato “sociale” e in maggior modo quello della “disabilita”.

Infatti, nell’emendamento, si vuole che per poter usufruire dell’assegno di “accompagnamento”, la commissione medica certifichi che la persona, è impossibilitata a muoversi, quindi deve essere allettata o completamente paralizzata, o che non riesca a svolgere le funzioni fisiologiche.

Questo viene a significare, che le commissioni non avranno alcun parametro, e nessun grado di valutazione.
Inoltre allora noi del M.I.D., poniamo una semplice domanda… perché lo si chiama “assegno di accompagnamento”?

Esso è sempre stato chiamato in questo modo in quanto molte persone disabili, e anche anziane, ne usufruiscono, in quanto ormai non più in grado di essere autosufficienti e quindi di poter in effetti restare sole.
Questo significa che non bisogna per forza di cose essere immobile come vorrebbe il relatore Antonio Azzolini, e quindi perderebbero l’assegno, che è una cifra che anche se esigua e sempre un aiuto a queste persone.

Togliendo anche questo minimo supporto che noi del M.I.D., riteniamo una “miseria”, si mettono a rischio molte persone anche incapaci, e a volte pericolose sia per se stesse, che per gli altri, in quanto se non essendo paralizzate perderebbero la spettanza di esso.

Quindi noi del M.I.D., ci schieriamo con la manifestazione del 7 Luglio con le altre associazioni, in quanto meschinamente si cerca semplicemente e con questi emendamenti di togliere a persone che necessitano di un aiuto costante per vivere con un minimo di dignità.

Inoltre aggiungiamo che questi ….”onorevoli” come Azzolini, si dovrebbero vergognare di presentare tali proposte, contro la nostra categoria, e vogliamo invece ricordargli che sia gli assegni sociali che gli assegni di “accompagnamento” le loro cifre sono ferme da anni.
Noi non crediamo invece che i vostri stipendi si siano fermati a qualche hanno fa.

Il Presidente Francesco Ferrara

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fonte:  http://www.ilmid.it/tutti-in-piazza-contro-le-vergognose-proposte-del-governo/

Disabili insorgono contro emendamento “Ristretto accesso all’accompagnamento”

Disabili insorgono contro emendamento
“Ristretto accesso all’accompagnamento”

La lettera di un padre e l’Associazione Luca Coscioni denunciano un nuovo emendamento, approvato in Senato. “Spingerà alla disperazione persone che hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione”

Disabili insorgono contro emendamento "Ristretto accesso  all'accompagnamento"

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ROMA – “Il Governo, in Commissione Bilancio del Senato ha presentato un nuovo emendamento che restringe l’accesso all’indennità di accompagnamento in pratica solo a chi è in stato vegetativo o immobilizzato”. E’ la denuncia, e allo stesso tempo il grido di allarme, di Vincenzo Gallo, padre di un ragazzo affetto da grave disabilità. “A maggio – spiega il genitore -, in una prima bozza della manovra, era stato introdotto un limite di reddito per poter usufruire di una indennità di accompagnamento di circa 450 euro per le persone con invalidità al 100%,  poi cancellato. La proposta presentata al Senato è ora estremamente grave”.

Gallo riprende le parole di Pietro Barbieri, presidente della Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che insieme alla Fand (Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili) ha indetto una manifestazione unitaria a Roma per il 7 luglio: “Si tratta della peggiore aggressione nella storia repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con disabilità”. “Se approvate – aggiunge Gallo -, queste norme   spingeranno ancor di più alla disperazione persone deboli e indifese, non autosufficienti, che soprattutto quando rimangono sole, senza l’assistenza della famiglia, non sono in grado di sopravvivere nemmeno con i 450 euro attuali, visto che hanno bisogno di assistenza continua. Queste persone hanno diritto alla vita e a una esistenza dignitosa nel rispetto della Costituzione”.

Sull’emendamento, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato lo scorso 29 giugno, interviene anche l’associazione Luca Coscioni. Che a sua volta denuncia come, in merito all’assegno mensile di assistenza, la cui soglia per la concessione resta elevata all’85% di invalidità, prevede come deroga che continui a essere concesso ai soggetti disabili con la vecchia soglia del 74% di invalidità solo se essa dipende da una sola specifica patologia e non da più patologie.

“Questo rappresenta – affermano Rocco Berardo e Gustavo Fraticelli, rispettivamente tesoriere e consigliere generale dell’associazione – l’ennesimo tentativo da parte del Governo di dettare d’imperio valutazioni tecniche proprie dei medici, come del resto già tentato con la legge sulla fecondazione assistita”.

“Le attuale tabelle delle patologie invalidanti – spiega l’associazione – sono della linee guida ai fini di una mera valutazione tecnico sanitaria per la determinazione della gravità delle varie patologie che determinano la non abilità del soggetto che ne è affetto e quindi del suo svantaggio sociale”. La citata metodologia valutativa è mutuata “dalla classificazione dell’OMS, nota come ICIDH (International Classification of Impairment Disabilities and Handicaps) del 1980, il cui criterio generale non può non prescindere necessariamente da una valutazione complessiva e globale dello stato patologico del singolo soggetto, al fine di poterne determinare la disabilità e quindi gli handicaps correlati”.

“Alla luce di questa preoccupante tendenza intrusiva del potere politico” aggiungono Berardo e Fraticelli, sarebbe più che mai opportuno procedere a una revisione delle tabelle indicative dell’invalidità “che recepisse quella emanata dall’OMS nel 2001″, che rapporta esplicitamente la disabilità al singolo individuo e la definisce come un insieme di condizionamenti oggettivi e soggettivi della persona stessa, cui vanno aggiunti fattori ambientali.

La stessa tabella, conclude l’associazione Luca Coscioni, “sarebbe anche un congruo ausilio per varie commissioni di accertamento della disabilità, la cui efficienza/competenza è l’unico strumento per contrastare, non solo a parole, il tanto conclamato dal Governo, solo a livello mediatico, fenomeno dei falsi invalidi”.

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03 luglio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2010/07/03/news/manovra_tagli_disabili-5366221/

Berlusconi ! Vai a Tripoli a chiedere della sorte di 250 Eritrei

Berlusconi! Vai a Tripoli a chiedere della sorte di 250 Eritrei

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Evidentemente la sorte di 250 Eritrei per Berlusconi vale meno di quella di unextracomunitario svizzero

…oltre un anno fa questo blog, prendendo in prestito lo slogan di V. Arrigoni “Restiamo Umani” denunciava i respingimenti verso la Libia di scafi carichi di migranti provenienti dall’Africa. In queste barche della disperazione non tentano la traversata solo chi cerca dignità nel lavoro, ma anche chi fugge da guerre, persecuzioni genocidi etnici ed è titolato dalle convenzioni internazionali ad avvalersi del riconoscimento di rifugiato politico.Ad un anno da quel appello i respingimenti sono continuati, è stato approvato il pacchetto sicurezza in cui viene introdotto il reato di clandestinità, a Rosarno sono stati resi evidenti i “nuovi schiavi” e il dramma continua.Questo nostro governo ha ampliamente foraggiato quello che fino a poco tempo fa era considerato un “paese canaglia” come la Libia affinché fuori dalle regole internazionali provvedesse in parte a regolare il flusso degli immigrati. In parte, perché è noto che il flusso aumenta o diminuisce a secondo della pressione che il governo di Tripoli, sottopone al governo italiano.Fuori dalle regole internazionali in quanto la Libia non ha mai sottoscritto la convenzione di Ginevra e quindi i diritti che vengono sanciti per chi dovrebbe godere dello stato di “rifugiato”.

In questi giorni sono accadute due cose che impongono delle risposte: 250 Eritrei, in rotta per Lampedusa e respinti, sono spariti nei centri di detenzione libici senza alcuna possibilità di verificarne le condizioni e soprattutto lo stesso “stato in vita”; Le autorità libiche hanno troncato ogni attività con l’ UNHCR (Alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati) impedendo quindi ogni forma di documentazione sui trattamenti dei rifugiati stessi.

Auspico che questa ulteriore denuncia trovi un po di sponda nel web e che ognuno a modo suo non si renda complice di questo governo nell’ignominia del disprezzo della dignità umana aspettando tacitamente altri rifugiati respinti, torturati…..scomparsi.

Ripensando alla vicenda del cittadino svizzero che è stato riportato a casa dalla Libia dallo stesso Berlusconi non posso fare a meno di pensare amaramente che non è importante che extracomunitario sei ma in quale metà del mondo sei nato.
Loris

I senza diritti in rivolta e l’accordo Italia-Libia

Corriere Immigrazione – Gli Eritrei che l’Italia ha respinto

a Repubblica – Berlusconi in Libia con Gheddafi e il manager svizzero torna a casa

DECEMBER 18 – Petizione per il riconoscimento della carta dei diritti degli immigrati

fonte: http://a-sinistra.blogspot.com/2010/07/berlusconi-vai-tripoli-chiedere-la.html

Rotondi: «Il governo difenderà Brancher, chi vota la sfiducia è all’opposizione»

Rotondi: «Il governo difenderà Brancher,
chi vota la sfiducia è all’opposizione»

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Il ministro per l’Attuazione del programma: «Bisogna fare quadrato attorno a una persona onesta»

Gianfranco Rotondi
Gianfranco Rotondi

MILANO – Quelli che voteranno contro Brancher «si mettono all’opposizione del governo. Parlo di quelli che all’opposizione ci stanno già e quelli che, con un voto di questa natura, virtualmente ci si metteranno per loro scelta». Gianfranco Rotondi, ministro dell’Attuazione del programma di governo, avvisa i parlamentari di Pdl e Lega, chiamati giovedì prossimo alla Camera a votare la mozione di sfiducia individuale contro Brancher, presentata da Pd e Idv. La maggioranza deve fare quadrato, sostiene Rotondi, perché Brancher è una «persona corretta che viene trattata come l’uomo nero». Quelli che gli voteranno la sfiducia «si mettono all’opposizione del governo. Parlo di quelli che all’opposizione ci stanno già e quelli che, con un voto di questa natura, virtualmente ci si metteranno per loro scelta».

SOLIDARIETA’ – Il ministro per il Decentramento, afferma Rotondi all’Adnkronos, «va difeso senza se e senza ma. Va difeso perché si sta facendo di un politico corretto e rappresentativo, una sorta di uomo nero. Di certo il governo non si presterà a questo gioco. Sono certo che di qui a poco, e certo prima di giovedì, Brancher fornirà tutti i chiarimenti necessari per evitare che sul suo nome possa accendersi uno scontro in Parlamento. Comunque l’ultima cosa che ci si può aspettare da una coalizione di governo è che manchi la solidarietà a un componente del governo stesso». Il vice segretario del Pd, Enrico Letta, è convinto che giovedì alla Camera non mancheranno le sorprese. Cosa accadrebbe se una parte della maggioranza, o singoli esponenti di essa, si unissero ai voti della minoranza? «I parlamentari che votano contro il governo – risponde Rotondi – stanno all’opposizione. Poco importa se ci stanno perché rappresentano le forze che hanno perso le elezioni o se ci siano passati dopo per altre ragioni. Tecnicamente stanno all’opposizione del governo».

NIENTE LARGHE INTESE - A proposito delle tensioni interne alla maggioranza di questi giorni, Rotondi ammette le difficoltà del Pdl. «Penso che gli elettori giudichino con severità il partito di maggioranza che divora la credibilità del governo con polemiche che sono il peggio della Prima Repubblica» afferma il ministro. E sull’ipotesi di larghe intese per affrontare i nodi economici e le riforme di cui il Paese ha urgente bisogno, il giudizio del ministro è netto: «Le larghe intese andavano bene 40 anni fa, oggi sono impraticabili». «In un sistema bipolarizzato come è quello italiano – aggiunge – nessuno può mettersi a governare insieme all’avversario, sapendo che a fine corsa ci si dovrà di nuovo scontare al momento di andare alle elezioni».

Redazione online
04 luglio 2010

fonte: http://www.corriere.it/politica/10_luglio_04/rotondi-brancher-sfiducia-opposizione_837d98ca-8779-11df-95fd-00144f02aabe.shtml

proprio come dai cugini d’oltralpe… elena

Spese pazze coi soldi del governo si dimettono due ministri di Sarkozy

Spese pazze coi soldi del governo
si dimettono due ministri di Sarkozy

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Christian Blanc e Alain Joyandet erano stati accusati dalla stampa di aver usato denaro pubblico per affittare jet, comprare sigari e concedersi stili di vita “eccessivi”. E i loro non sono gli unici casi

Spese pazze coi soldi del governo si dimettono due ministri di  Sarkozy

Da sinistra, gli ex ministri Christian Blanc e Alain Joyandet

PARIGI - Due ministri del governo francese si sono dimessi, su richiesta del presidente Nicolas Sarkozy e del primo ministro François Fillon, dopo essere stati accusati dalla stampa di aver utilizzato soldi dello Stato per affittare jet, comprare sigari cubani e mantenere stili di vita “eccessivi”. Al centro dello scandalo il segretario di Stato allo Sviluppo della regione-capitale, Christian Blanc, e il ministro della Cooperazione, Alain Joyandet. Entrambi hanno lasciato il governo e le loro deleghe sono state assunte rispettivamente dal ministro della Pianificazione, Michel Mercier, e da quello degli Esteri Bernard Kouchner.

“Sono un uomo d’onore e non posso accettare di essere vittima di un malinteso”, ha scritto sul suo blog Joyandet, finito nel mirino dei giornali già lo scorso marzo per aver affittato al costo di 116.500 euro un jet utilizzato per una visita ufficiale in Martinica, e a giugno sospettato di aver ricevuto un permesso per un ampliamento illegale della sua casa a Saint-Tropez. Lui però smentisce: “Non un euro di denaro pubblico è finito nelle mie tasche o in quelle di persone a me vicine”.

Blanc si sarebbe invece fatto pagare dallo Stato 12.000 euro di sigari in dieci mesi, salvo poi rimborsarne 4.500. “E’ vero, ho fumato dei sigari che non ho pagato, li prendevo senza chiedermi da dove provenissero. Non sono stato attento, ho fatto una gaffe”, aveva detto in sua difesa, addossando tutte le colpe al suo ex capo di gabinetto, Guillaume Jublot.

Ma il premier francese Francois Fillon ha chiesto a Blanc di risarcire l’intera somma, precisando che comunque l’indagine per accertare le responsabilità legate allo scandalo andrà avanti. Da qualche settimana si moltiplicano  le rivelazioni sulle spese e lo stile di vita “eccessivo” dei ministri. Oltre a quelli che hanno portato Blanc e Joyandet alle dimissioni, c’è  il “caso Woerth”: il ministro del Lavoro, Eric Woerth, è sospettato, insieme alla moglie, di essere stato coinvolto, quando era titolare del Bilancio, nell’evasione fiscale di Liliane Bettencourt, la miliardaria erede di L’Oreal, nonché donna più ricca di Francia.

fonte: http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/04/news/francia_scandalo_spese_governo_si_dimettono_due_ministri-5389791/?rss

Tale quale in Italia, no? elena

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