Archivio | agosto 6, 2010

Sondaggio: governo di salute pubblica o elezioni subito?

Sondaggio: governo di salute pubblica o elezioni subito?

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Paolo Flores D’Arcais sul Fatto Quotidiano ha rivolto un appello ad Antonio Di Pietro e Nichi Vendola: lavoriamo per un governo di “lealtà istituzionale”, composto da personalità al di fuori della politica, che realizzi due obiettivi: risolvere il conflitto d’interessi e modificare la legge elettorale. Con grande manifestazione popolare, sullo stile del No B Day, per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi. Risponde Antonio Di Pietro: in questa legislatura non potrà mai esistere una maggioranza parlamentare tanto coraggiosa da varare quelle due “condizioni minime”, né una manifestazione popolare può fare cambiare idea “ai mestieranti della politica”. Neanche dentro il Partito democratico, che preferisce spianare la strada a Pierferdinando Casini, piuttosto che costruire una casa comune con l’Idv. Di Pietro lancia invece la proposta di unire le forze dei “non allineati”: dall’Italia dei Valori a Sinistrà e Libertà, dalla società civile al popolo della Rete, magari fino al Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Una coalizione alternativa “di nuovo conio” che sia pronta ad affrontare le elezioni anche subito, anche con le attuali “regole capestro”. Il leader dell’Idv è convinto che un’alleanza del genere possa anche smuovere i dirigenti del Pd, che per “paura di essere affiancati e superati da forze più fresche e risolute”, cambieranno linea. Per liberare il Paese dal “clan piduista che fa capo a Silvio Berlusconi

Voi che cosa ne pensate?

  • La penso come Di Pietro. Purtroppo non ci sono i numeri per mettere mano alle “due condizioni minime”. Andiamo al voto con una coalizione alternativa assieme a Vendola e ai movimenti (52%, 4.058 Votes)
  • Sono d’accordo con Flores. Con queste regole non ci può essere democrazia nel voto. Ci vuole un esecutivo che metta mano alla legge elettorale e anche al conflitto d’interessi (48%, 3.715 Votes)

Total Voters: 7.773

(dato non aggiornato, visto che il sondaggio è ancora aperto. Se volete votare, cliccate sul link sottostante – fonte)

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fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/06/sondaggio-governo-di-salute-pubblica-o-elezioni-subito/48099/

Salute, ambiente e rifiuti

Salute, ambiente e rifiuti

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A Sud ladri di vita e di futuro

di Gianni Lannes

A Sud ladri di vita e di futuro

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In nome del profitto economico a Sud sempre più morti con diagnosi sempre uguali. Nel Mezzogiorno non solo si vive male ma si vive meno. La scienza non ha dubbi: il 24 per cento delle patologie ha una causa ambientale. Nel Meridione più che altrove il potere mente spudoratamente ai cittadini tenendoli all’oscuro ed inquinando oltre agli ecosistemi anche le coscienze. I pennivendoli in circolazione fanno il lavoro sporco da cortigiani ossequiosi, sovente alimentando polemiche sterili e disorientando il discorso. In questo stagione del disamore per l’altro in cui è così viva la polemica sulla cura del cancro, troppo poco si parla dell’unica vera cura chiamata prevenzione. Vale a dire: la diminuzione dell’esposizione alle cause note e sospette di tumori. Insomma, non si misura la salute: quante indagini epidemiologiche sono state realizzate in Puglia o nello Stivale negli ultimi 30 anni? Perché distruggere il bene comune e il senso innato di comunità degli esseri umani?

Semplice  ingordigia a tutto spiano? In nome del profitto a tutti i costi e del potere a buon mercato avanzano gli inceneritori di rifiuti, variamente camuffati, comunque produttori in particolare di diossine cancerogene e veleni chimici a iosa. Il pericoloso impianto di Emma Marcegaglia in Capitanata (un’area tra le più fertili del belpaese) – un caso da Corte Europea di Giustizia – sarà costruito con denaro pubblico (15 milioni di euro), in barba alle più elementari norme di buon senso ecologico, ai vincoli ambientali, sanitari e sociali e alle leggi sia pure elastiche della penisola italica. Il progetto non è stato firmato da tecnici abilitati, non è stato sottoposto a necessaria valutazione di impatto ambientale né a valutazione ambientale strategica. Quanto agli espropri di questa terra ai contadini, forse sarebbe opportuno – se fosse possibile – resuscitare Peppino Di Vittorio per suscitare un pò di indignazione ed una lotta vera a questa morte decretata a tavolino dell’antica Daunia. Anche l’iter procedurale è stato analizzato da esperti super partes ed il responso parla di illegalità. Perché Vendola difende a spada tratta l’indifendibile? Nel dicembre scorso abbiamo chiamato in causa direttamente Nichi insieme ad Emma, ma entrambi non hanno fornito chiarimenti. Per mera miopia politica il problema dei rifiuti solidi urbani non è stato volutamente risolto in Puglia e meno che mai in Capitanata. Eppure la soluzione è a portata di mano: basta dare un’occhiata alle esperienze note. Allora se non esiste differenziata a livelli accettabili come si fa ad autorizzare addirittura un inceneritore? A Vendola raccomando la visione del documentario “Una montagna di balle”. Se poi ha tempo e curiosità vada a farsi un giro a Cutro in Calabria dove la Marcegaglia ha costruito un altro impianto che semina malattie e morte, grazie alla compiacenza di politicanti corrotti e alla zampa della n’drangheta. Progetti così deleteri si realizzano al Sud perché qui latitano gli anticorpi sociali e la politica è sovente sul libro paga. L’inceneritore della Marcegaglia era destinato inizialmente a Manfredonia, proprio in quel luogo dove negli anni ‘80 è stata sconfitta dai cittadini, soprattutto dalle donne, l’Anic-Enichem, ossia la chimica dei boiardi di Stato. Ma lì dove è morto l’amico operaio Nicola Lo vecchio il progetto è stato disintegrato. Dal solito cappello a cilindro – grazie all’operato dell’ex sindaco Paolo Campo, alle agevolazioni del contratto d’area (a quaranta chilometri di distanza), alla spinta di Roberto Garavaglia (factotum della Marcegaglia) e alla frenesia di Eliseo Zanasi (cementificatore a Mattinata) – è stato riproposto con qualche aggiustina a ridosso di un borgo con mille contadini, in gran parte vecchi, donne, ragazzi e bambini. Complimenti per il coraggio e l’alzata di genio. Gli spot funzionano magari in campagna elettorale ma quando si scontrano con l’esistenza reale le persone si rivoltano giustamente a difesa della vita. Vendola e Marcegaglia non sono divinità al di sopra della legge. Nichi non ha ancora l’aureola. A Nichi ricordiamo che gli elettori (una buona metà) solo qualche mese fa non hanno votato per rigetto questo modus operandi, intriso di demagogia e populismo. Infatti, al governatore sono venuti meno circa 700 mila voti rispetto al 2005, quando tuonava contro Fitto pro-inceneritori. Nichi se non hai smarrito la bussola un po’ di coerenza: dai un’occhiata al tuo programma di allora e alle video-interviste. Il dovere del giornalismo è informare, cercare fatti e fiutare notizie documentandole con dati oggettivi. Solo la comunicazione rende liberi. Un’altra lettura consigliata: La città delle nuvole dell’amico Carlo Vulpio. Forse Vendola e la Marcegaglia sognano un paese con giornalisti senza spina dorsale e possibilmente privi di cervello. Soggetti pronti e soprattutto proni a tutto pur di ossequiare la padrona. Nichi come sai mostrare i muscoli è un segno di latente debolezza. Chi credi di intimidire con il tuo proclama di ritorsioni legali? Sai bene che la censura non è altro che il modo concreto per il discorso dell’ordine di travestire, escludere, eludere o negare quei contenuti che rischierebbero di mettere in pericolo la sua legittimità, le sue certezze, il suo potere. Questo giornale nato dal nulla, senza padrini, nè padroni o sponsor ha scelto di stare dalla parte di chi non ha voce, di chi si danna l’anima onestamente per andare avanti, di chi cerca di lasciare un segno positivo, di chi coltiva il dono dell’interesse generale. Distinguere è la vera impresa. E talora si sbaglia. Mai come oggi ci rendiamo conto che l’intelligenza collettiva è dissolta, la voce della critica sociale è muta, la democrazia in agonia. Occorre continuare il più possibile a dire la verità. Quella scomoda, quella che urtica, quella che obbliga al realismo. Insieme possiamo lavorare al bene comune. Unire non dividere e piantare semi importanti per il mutamento di rotta. Tanto per cominciare Vendola dia una segno di discontinuità con uno stop definitivo agli inceneritori, una riconversione delle industrie inquinanti, una bonifica delle aree gravemente inquinate, a partire da Taranto e Brindisi. In Italia la memoria sociale ha le gambe corte: il dramma è la nostra passività. A nessuno però è consentito rubare il futuro delle giovani generazioni o ipotecare la qualità della vita. Su la testa…

fonte: http://www.italiaterranostra.it/?p=4809

Inceneritori e malformazioni fetali: studio francese conferma correlazione

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Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects” è uno studio, l’ennesimo, condotto nella regione del Sud Est della Francia, Paese che nel 2000 ha incenerito 11 milioni di tonnellate di rifiuti, il 26% della produzione.
E’ stato condotto da una equipe Università di Lione, di Rennes e dal Registro delle Malformazioni del Rhone-Alpes, la zona dove sono emersi picchi di malformazioni nei nuovi nati, che non trovano giustificazione.
Si tratta di 304 neonati che hanno evidenziato difetti all’apparto genitale. In particolare problemi renali e di uropatia ostruttiva.
Sylvaine Cordier, Anne Lehebel, Emmanuelle Amar, Lucie Anzivino-Viricel, Martine Hours, Christine Monfort, Cecile Chevrier, Mireille Chiron, Elisabeth Robert-Gnansia, sono le donne scienziate che hanno approfondito con passione ed attenzione il problema, giungendo a delle conclusioni prevedibili quanto preoccupanti.
Gli inceneritori dei rifiuti” recita il trattato “rilasciano una miscela di sostanze chimiche persistenti con un forte potenziale tossico per l’embrione, inclusi metalli pesanti e diossine/furani, nell’atmosfera”.
Stiamo parlando proprio degli inceneritori, quelli che fanno meno male di una grigliata, a sentire parlare la nostra scienziata locale, nonché assessore all’ambiente del comune di Parma.
Abbiamo trovato una associazione tra il vivere in prossimità di un inceneritore e il rischio di difetti all’apparato urinario dei nuovi nati” è la lapidaria conclusione dello studio che sottolinea come anche il consumo di prodotti locali modifichi il rischio di malattie per la capacità di bioaccumulo per esempio nel latte vaccino e nei derivati (formaggi).
Un evidente monito a non consumare prodotti che sono cresciuti in prossimità di questi impianti.
Tra qualche anno allora occhio alle insalate made in Ugozzolo, salvo quella di nonno Allodi, che ancora ci tiene all’oscuro della localizzazione della sua nuova residenza all’ombra del camino.
Gli inceneritori sono i massimi responsabili dell’emissione di diossine nell’ambiente.
In Francia il primato è del 52% dell’emissione totale, con 202 grammi di dosi tossiche equivalenti (I-TEQ) all’anno. Oltre le diossine questi impianti emettono tutta una serie di composti estremamente pericolosi: policlorobifenili, policiclici aromatici, metalli pesanti come cadmio, arsenico, cromo, mercurio, particolati volanti come PM10, ossidi di zolfo, insomma la solita ricetta indigesta.
La zona censita ha attivi 21 inceneritori di rifiuti, mentre sono 70 gli impianti che dal 1988 haoo operato per almeno un anno nella regione.
Lo studio si è concentrato in un raggio di 10 km dal camino di emissione, considerato l’ambito più pericoloso e soggetto a ricadute.
Lo studio non ha sottovalutato le altre fonti emissive che sono state calcolate caso per caso.
I modelli emissivi sono stati condotti scientificamente in base alle dichiarazioni dei gestori, quindi sull’emissione media degli impianti.
Lo studio è disponibile sul nostro sito all’indirizzo: http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/maternal.pdf.

(Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma, tratto da: ParmaDaily)

fonte: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2010/08/05/inceneritori-e-malformazioni-fetali-studio-francese-conferma-correlazione/


Libera Chiesa in libero Stato? A me pare piuttosto…

Libera Chiesa in libero Stato? A me pare piuttosto…

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… Domina Chiesa in Servo Stato:

Ancora Pontifex.it: “La violenza è brutta, ma i gay e le donne provocano”

Ennesimo contributo di Mons. Babini sul sito cattolico. “E’ brutto che gli omosessuali vengano picchiati, ma le loro effusioni in strada molestano la vista”. Stesso giudizio sulle aggressioni femminili.

E’ una vecchia tesi, ancora molto radicata nella cultura popolare: ma è inusuale vederla messa nero su bianco in modo esplicito. Al solito, ci pensa Pontifex.Roma, il blog di informazione “libera e cattolica” che oggi ospita un nuovo contributo di Mons. Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto. In breve: è brutto sentire le notizie sui gay picchiati per strada, ma certo, con le loro continue effusioni, sono loro a provocare.

NON OPPORTUNONon c’è neanche troppo da interpretare le parole dell’ex porporato della città toscana, quando dice che “non é bello assistere in luoghi pubblici ad effusioni gay che molestano la vista”; e, anche se ricorda di “non riferirsi al caso di specie” – che è, ovviamente, quello dei due omosessuali picchiati selvaggiamente a Pesaro – per Mons. Babini è normale che “talvolta queste manifestazioni diano noia e finiscano col provocare”. Diciamo una colpa condivisa, dunque: certo, chi alza le mani ha sempre torto (altro adagio della saggezza popolare), però, certe cose, in mezzo alla strada, sarebbe meglio non vederle.

SHARI’A E Mons. Babini fa anche uno dei passi ulteriori a cui ormai ci ha abituato: mettendo sullo stesso piano anche la violenza sulle donne. E, ancora una volta, è colpa delle minigonne. Infatti, la dinamica dei pestaggi sugli omosessuali è “come la violenza sulle donne: certo, una cosa mostruosa e volgare”, sottolinea; “ma alcune donne provocano ed eccitano gli uomini, e forse se le cercano”. Abbastanza chiaro, il concetto: ma è da ricordare che questa è la stessa logica che condusse Re Habibullah, monarca afghano di inizio 1900, ad imporre il burqa integrale alle donne del suo harem: “perchè non inducessero in tentazione gli uomini”.

fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/75742/gay-donne-chiesa-pontifex-violenze/

Maria modello di umiltà e servizio, beata e santa. Le donne siano a sua immagine, sottomesse ai mariti e mai ribelli. Mussolini? Non fu il male assoluto. Omosessualità indecente, sia penalmente rilevante.

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Maria modello di  umiltà e servizio, beata e santa. Le donne siano a sua immagine, sottomesse ai mariti e mai ribelli. Mussolini? Non fu il male assoluto. Omosessualità indecente, sia penalmente rilevante

La Chiesa celebra con gioia la Presentazione di Maria ad Elisabetta. Ultima tappa di maggio, mese dedicato, specie dalla pietà popolare a Maria, la beata e tutta santa, colei che ha dato la vita al Salvatore. Di lei parliamo con Monsignor Vincenzo Franco, vescovo Emerito di Otranto. Eccellenza, che cosa rappresenta questa festa?: ” credo che il significato sia molto, ma molto chiaro e semplice. Maria, pur sapendo di essere Madre del Salvatore e non di uno qualsiasi, con fretta, umiltà e spirito di servizio, va dall’ anziana Elisabetta. Una dimostrazione della sua grande umiltà, disponibilità di animo, semplicità. Non esita ad andare incontro ad Elisabetta riconoscendo che nella vita l’ umiltà,la bontà e il servizio pagano sempre e comunque”. Maria é dunque beata e tutta santa: ” la sua grandezza é appunto questa, sapere di essere la Madre di Dio e aiutare una persona. Maria ha vissuto la vita cristiana con coerenza, lei ha sempre creduto. Il senso di questa festa é l’esaltazione della semplicità di Maria”. La donna di oggi forse dovrebbe ispirarsi a lei: ” certo, ma purtroppo i tempi sono radicalmente cambiati e direi in peggio, con donne spesso ribelli nel nome di un femminismo esagerato, che pretende di cambiare il corso della natura e della storia. Non lo dico io, ma San Paolo: la donna sia sottomessa al marito che rimane pur sempre il capo della famiglia non per capriccio, ma per rispetto di un ordine costituito. Queste cose, che non ho inventato io, ma sono nella scrittura, andrebbero ribadite con maggior fermezza,ma oggi spesso si sorvola per quieto vivere”.

Eccellenza, Silvio Berlusconi ha subito critiche anche feroci per una battuta (probabilmente inopportuna vista la sede) su Mussolini, lei che quell’ epoca ha vissuto che cosa ne pensa?: ” io non sono uno storico e la mia risposta é soggettiva. Ritengo  comunque che accanto a indubbi aspetti negativi, Mussolini non ha fatto solo del male e che non sia il male assoluto il diavolo. Ogni personaggio storico va visto con pregi e difetti. Ha avuto il merito, forse anche in maniera interessata, di rispettare la Chiesa cattolica, cosa che non sempre oggi avviene”.

Tema omosessualità, la Chiesa la considera disordine grave e peccato quando si traduce in atti contro natura: ” ho letto di alcune critiche alla Santa Sede per la sua presa di posizione all’ Onu in tema di depenalizzazione della omosessualità. Io ritengo che vada sempre usata misericordia e delicatezza, evitare le dimiscriminazioni. Ma la omosessualità, se tradotta in pratica, diventa una cosa contraria alla pubblica decenza e come tale ritengo opportuno che sia considerata penalmente rilevante”.

In Italia aumentano gli islamici: ” tra poco saremo una colonia islamica e i cristiani devono reagire. Questa gente viene alle parrocchie, riceve pacchi di viveri e nemmeno si degna di dirti grazie. Il nostro compito é fare gratuitamente la carità anche a loro, ma vedo che la nostra nazione sta cedendo con un atteggiamento spirituale e religioso troppo tollerante con gli islamici, pensiamoci”.

Bruno Volpe

fonte: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=28011ad597ed1f22

Italia o terzo mondo?

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Pontifex.Roma

Una politica migratoria favorita da sentimentalismo isterico e vacuo, ha trasformato le nostre città in vere succursali magrebine. Insomma, non se ne può più. Basti farsi una passeggiata attorno alla stazione Termini di Roma per rendersi conto di extracomunitari ed anche rumeni dediti alla ubriachezza, buttati al suolo e fradici di vino nei cartoni. E come non bastasse interi quartieri occupati da maleodoranti negozi etcnici  e punti net dove é possibile che si faccia scuola o propaganda terroristica. E’ questa l’ Italia che i buonisti vogliono? Si tratta di apologia di fascismo o xenofobia? No, questa é la richiesta di vivibilità che qualunque italiano farebbe e rivolgerebbe ai governanti, di destra o  sinistra che essi siano. Basta questo per rendersi conto che bisogna porre un freno, saper dire di no ad altri ingressi e rimandare al mittente chi non si comporta bene e non rispetta le regole. Poi non si capisce per quale motivo, in territorio italiano, dunque occidentale ( ergo decisamente superiore per civiltà e cultura ai beduini), debbano vestire al loro scandaloso modo, quando una donna occidentale in terre asiatiche o islamiche é obbligata a mettersi il velo in testa. Dunque se ne vadano dai piedi, o rispettino le nostre usanze. In quanto ai latino americani: ne ho conoscenza avendo lavorato sette anni in Messico.E’ molto più facile che un russo o statunitense si integri in Italia rispetto ad un latino americano che per natura tende ad isolarsi e rifiutare l’ ambiente che lo circonda ovunque egli vada. Stiamo scivolando  nel terzo mondo e non ce ne accorgiamo.

Bisogna saper regire con fermezza a questa indesiderata invasione, con le buone e quando ocorra con le leggi speciali. Veniamo alla omosessualità. Due gay sono stati pestati a Pesaro perché si scambiavano tenere effusioni. Chi li ha colpiti é un delinquente e va condannato non per aver picchiato i gay, ma per aver usato violenza.

Ma ora domandiamoci: i nostri figli, i bambini, i minori, chi vuole curare una sana educazione, ha diritto a che questi signori, viventi contro natura e depravati nell’ agire, diano pubblico scandalo? Le effusioni amorose le facciano pure, ma tra le mura di casa.

Bruno Volpe

fonte: http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/5094-italia-o-terzo-mondo

Meglio la Lega di Vendola che dovrebbe tacere e rispettare i Vescovi italiani. Pensi a convertirsi. San Francesco si rivolterebbe nella toma davanti a cattolici che ricevono per dialogare islamici in luoghi di culto. Basta col buonismo

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Meglio la Lega di Vendola che dovrebbe tacere e rispettare i Vescovi italiani. Pensi a  convertirsi. San Francesco si rivolterebbe nella tomba davanti a cattolici che ricevono per dialogare islamici in luoghi di culto. Basta col buonismo

Come é noto, la Conferenza episcopale italiana da poco ha approvato un importante documento che tratta il tema del lavoro al Sud Italia e i problemi connessi, ovvero incrostazioni mafiose e clientelismo annessi. Questa lucida e concreta analisi, ha provocato la stizzita reazione del Governatore della Puglia Vendola il quale ha invitato sostanzialmente i Vescovi a guardare anche da altre parti. Chiediamo una opinione al vescovo Emerito di Grosseto, Monsignor Giacomo Babini: ” Vendola lasci in pace i Vescovi italiani, li tratti con educazione  e rispetto. Pensi lui a convertirsi da condotte personali non coerenti col cattolicesimo e allora potrà valutare le cose della Chiesa. Oggi farebbe meglio a tacere”. Poi aggiunge: ” tra la Lega e Vendola, meglio la Lega, almeno difende i valori cristiani. Certo, ho qualche perplessità sia sui modi che sulla reale e sincera ispirazione e talvolta sembra volta o al formalismo o al calcolo politico. Ma almeno loro difendono le tradizioni cattoliche e non é cosa di poco conto”. I Vescovi hanno lanciato l’allarme sul legame disoccupazione, criminalità organizzata e clientele: ” giusto, hanno fatto bene. Ma questo da solo non basta. Alle parole seguano i fatti. Visto che denunciano queste situazioni, significa che forse qualcuno é al corrente di fatti illegali. Una testimonianza piena consiste nell’ andare dal magistrato e denunciare o gridare queste cose con fatti e circostanze la domenica durante la omelia”. Lei ultimamente ha assunto con lealtà posizioni chiare e coraggiose sull’ Islam. ” E non ho paura di ripeterle. Per esempio ultimamente dalle mie parti dei cattolici hanno invitato un Imam per una manifestazione congiunta e un giornale toscano ha pubblicato, senza una nota a parte, un articolo dal titolo L’islamico perfetto, scritto da un Imam. Ma siamo diventati pazzi?. Dobbiamo prendere lezioni da loro? Per far venire gente abbiamo bisogno di un Imam o di un rabbino? Ma vadano in malora, stanno uccidendo il cattolicesimo con queste manie del dialogo. Il dialogo va bene, é utile, ma se a fini di conversione, ma fuori dei luoghi di culto e in modi da non ingenerare confusioni e sincretismo. A me da Vescovo proposero di ricevere Milingo e quando mi rifiutai mi diedero del retrivo. Bene, il tempo ha dimostrato chi é quel signore, uno scomunicato. Se la ricerca del dialogo si riduce a questo, meglio fare scampagnate. Oggi san Francesco che andò in Terra Santa per convertire gli islamici alle crociate, si rivolta nella tomba. San Francesco andò rischiando per annunciare il Cristo ed oggi si invertono le parti. Invitiamo gli Imam nei luoghi cattolici per convertici all’ Islam. Ma in che mondo viviamo, siamo ancora cattolici, che chiesa é mai questa”?.

Bruno Volpe

fonte: http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3755-meglio-la-lega-di-vendola-che-dovrebbe-tacere-e-rispettare-i-vescovi-italiani-pensi-a-convertirsi-san-francesco-si-rivolterebbe-nella-tomba-davanti-a-cattolici-che-ricevono-per-dialogare-islamici-in-luoghi-di-culto-basta-col-buonismo

Questa sinistra mi da il voltastomaco. Berlusconi la soluzione migliore. De Magistris? Ha perso la testa, pare che il pedofilo sia il Papa. Allora si interroghi Napolitano sugli errori dei Magistrati italiani. Vendola si converta

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“Mi permettQuesta sinistra mi da il voltastomaco. Berlusconi la soluzione migliore. De Magistris? Ha perso la testa, pare che pedofilo sia il Papa. Allora si interroghi Napolitano sugli errori dei Magistrati italiani. Vendola si convertaa il linguaggio poco curiale, ma ormai De Magistris ha perso la capoccia e dice bischerate. Che cosa vuole dal Papa, pare ora che il pedofilo sia lui. Allora sarebbe opportuno fare testimoniare il Presidente Napolitano sugli errori, tanti, del Magistrati italiani”: lo afferma il Vescovo Emerito di Grosseto, Monsignor Giacomo Babini. Eccellenza De Magistris ha chiesto appunto la testimonianza del Papa: ” forse lo assimila a Craxi e al teorema non poteva non sapere. Insomma, ha perso una buona occasione per tacere. Nel caso di Ratisbona il Papa non ha nulla a che fare, e neanche suo fratello é accusato di pedofilia. Indubbiamente si tratta di un crimine orrendo e gravissimo che va punito con severità e la Chiesa cattolica sta facendo tutto quello che é umanamente lecito fare. Ma non mi sembra che solo tra i preti ci siano i pedofili. Ma quando si parla della Chiesa cattolica, scatta un piano persecutorio, ordito da chi vuole il male della Chiesa, dai tanti satana che non dormono mai. Del resto Cristo lo aveva detto: se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. E non siamo lontani da questo”. Resta il fatto che un prete pedofilo é una cosa a dir poco vergognosa: ” non vergognosa, é un delinquente che deve pagare e basta, severamente. Non bastano gli spostamenti di diocesi. Ma detto questo, bisogna dare atto, proprio a questo Papa di aver scelto la via della pulizia e della trasparenza e tutto quello che si legge sui giornali, ha il sapore di una campagna mediatica sapientemente orchestrata”. Insomma, la Chiesa cattolica libera sembra dare fastidio: ” appunto, esistono poteri forti, specie massonici, che tentano di farci stare zitti, ma si mettano l’animo in pace perché noi abbiamo il dovere di proclamare sempre la verità”. Che cosa le pare della situazione politica italiana?: ” un caos, sui giornali gli indagati leggono i verbali prima dei loro difensori ed é una grave violazione dei diritti umani, a Trani si monta una inchiesta che sa di ridicolo contro Berlusconi visto come il male assoluto. In linea di massima, i principi ideologici della sinistra  dovrebbero difendere i lavoratori, ma la sinistra di oggi in Italia, che vive anche lei di scandali, mi da il voltastomaco”. Le pare che ci sia un accanimento mediatico e giudiziario contro Berlusconi?: ” lo capisce un bimbo dell’ asilo. Certo, lui non é un santo. Ma come diceva Montanelli, turarsi il naso e scegliere la soluzione meno dannosa. Berlusconi oggi rappresenta questa possibilità e in tale panorama non vedo persone migliori di lui”. Vendola e Bonino?: ” entrambi sono distanti dai valori cattolici e se li vedessi in una Chiesa oltre a negargli la comunione gli direi: convertiteti sino a che fate a tempo. La Bonino é quello che é e persino la critica di un Vescovo le farebbe piacere. Vendola é un figlio spirituale di don Tonino Bello. Ma non comprendo la sua ostentata omosessualità . La omosessualità in sé non é peccato, lo diventa la apologia. Gli consiglierei, confessati, prega, convertiti perché anche tu non sai né la ora e tanto meno il momento”.

Bruno Volpe

fonte: http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3833-questa-sinistra-mi-da-il-voltastomaco-berlusconi-la-soluzione-migliore-de-magistris-ha-perso-la-testa-pare-che-pedofilo-sia-il-papa-allora-si-interroghi-napolitano-sugli-errori-dei-magistrati-italiani-vendola-si-converta

ma se non è ingerenza nella sfera politica di uno stato in teoria sovrano, cosa lo è? Perché le gerarchie cattoliche devono venire a dirci come comportarci al di fuori del campo moral/spirituale di loro competenza – per quanto riguarda esclusivamente i cattolici, peraltro? Io non obietto su questo articolo:

Tutti coloro che compiono peccati gravi come aborto, omicidio ed eutanasia sono fuori dalla comunione della Chiesa. Solo un sincero e doloroso pentimento può rimediare

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Tutti coloro che compiono peccati gravi come aborto, omicidio ed eutanasia sono fuori della comunione della Chiesa. Solo un sincero e doloroso pentimento può rimediare.

“ Credo che sia superfluo, ma lo ripeto, da Pastore e Vescovo: tutti coloro che commettono peccati gravi contro la vita sono fuori, automaticamente, della comunione ecclesiale”: lo dice ed afferma, pacatamente, ma con fermezza, Monsignor Salvatore Ligorio, Arcivescovo di  Matera e Irsina commentando il caso Englaro.  Aggiunge: “indipendentemente dalla conseguenza giuridiche e legali nelle quali non voglio, tanto meno intendo, entrare, la posizione della Chiesa è chiara e va ribadita con la dovuta fermezza. Sia chi abortisce o collabora, colui che uccide o favorisce un omicidio e peggio ancora incita e realizza un’eutanasia, si macchia di un peccato gravissimo che automaticamente lo allontana dalla comunione con la Chiesa. Non è una scomunica, ma una situazione di mancanza di grazia di Dio che gli impedisce di ricevere i sacramenti. Per essere riammesso occorre un pentimento  sincero e doloroso,un concreto ravvedimento. Ma mi consenta, nel caso di Englaro, papà, vi è sempre stata la conclamata lontananza e ostilità alla Chiesa, che cosa vuole che importi a lui, il ricevere o non ricevere i sacramenti”?. Ma nel caso di Eluana che cosa è accaduto?: “ un fatto gravissimo, davanti al quale non possiamo tacere. La vita è un valore non negoziabile, inviolabile ed assoluto e nessuno,sottolineo nessuno, ne è padrone e signore. Dio  la ha regalata gratuitamente all’uomo, che ne è amministratore indegno ed ha il dovere di metterla a frutto. Nessuno è autorizzato a spegnere una vita, cosa sacra dal momento del concepimento sino alla sua fine naturale”.Da Vescovo come commenta?: “ ho immensa pietà verso Eluana vittima di una vera e crudele eutanasia, non giriamo sui termini e credo che si possa parlare di un omicidio. Ovviamente come cristiano e Vescovo non giudico nessuno, sarà Dio, Tribunale supremo di misericordia e rigore a valutare e condannare. Gli uomini usino sempre il metro della prudenza e della pietà”.

Eccellenza, l’eutanasia è comunque un assassinio, anche secondo il diritto penale: “ certo, è, lo ripeto,un peccato gravissimo. Ci allontana dall’amicizia con Dio. Qui siamo davanti alla violazione del quinto comandamento,non ucciderai, ed invece si è uccisa una ragazza inerme. Ora penso che la cosa più saggia,per tutti, sia far cadere il silenzio, la pietà e la misericordia e pregare per la vittima,ma anche per i suoi carnefici che forse ne hanno maggior bisogno dal punto di vista pastorale. Dalle situazioni negative bisogna  sempre ricavare il bene, che alla fine vince sempre sul male: speriamo che la lezione sia servita e che sempre, dico sempre,prevalga la vita”.

Ciliegina sulla torta. Non è ancora certo, ma pare che, che memore di un’altra esternazione o di ricordi, il signor Englaro voglia far cremare la figlia senza un funerale cristiano: “  se non vuole chiedere un atto di pietà sono affari suoi. Ne risponderà davanti al Tribunale di Dio. Eluana ora già gode della luce e della Gloria del volto del nostro Signore. Se suo Padre che ne è anche curatore non vuole il funerale, nessuno può farci nulla. La fede e la devozione non si impongono con forza, si sentono. E se quel signore non  prova nulla, nessuna autorità ecclesiastica  ha il diritto di obbligarlo. Lo valuterà Dio”..

Bruno Volpe

(fonte: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=612158448dd5525f)

per un paio di motivi fondamentali:

1) ritengo giusto, doveroso anzi, che la Chiesa dia precise indicazioni ai suoi seguaci sul comportamento morale da tenere per potersi ritenere dei buoni fedeli;

2) non essendo io cattolica, non mi sento offesa dal trovarmi “fuori dalla comunione con la chiesa”. Lo so benissimo, ed è esattamente dove voglio stare.

Ma le prese di posizione della chiesa cattolica (che a volte è molto poco cristiana e caritatevole, mi sembra…) devono valere solo per i fedeli. Non è possibile accettare che vengano imposte ad adulti perfettamente in grado di decidere per sé stessi che non condividano tale dottrina. La legge di uno Stato dovrebbe basarsi sulla giustizia, non sulla fede. Quanto alla “sottomissione della donna” e al fatto che l’uomo sia capofamiglia perché così dice l’ordine costituito, non vi sembra che questo discorso riecheggi del detto fascista “credere, obbedire e combattere”? I vescovi ci possono anche credere, se vogliono (e con loro tutti i cattolici) ma non mi pare che – tanto per stare in tema – Gesù abbia preso a calci la Maddalena o abbia rispedito Maria ad aiutare Marta in cucina… qualcosa avrà pur voluto significare, no?

Resta il fatto che io sono tutt’altro che umile e tale mi voglio conservare. E poi, cristianamente: chi è senza peccato… appunto. elena

Il Giappone ricorda Hiroshima, storica presenza degli Usa

Il Giappone ricorda Hiroshima, storica presenza degli Usa

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Sessantacinque anni fa venne sganciata la bomba atomica

TOKYO – Un accorato appello di pace per l’abolizione totale delle armi nucleari è partito oggi dalla città giapponese di Hiroshima in occasione del 65/o anniversario dal primo olocausto atomico dell’umanità, in una cerimonia storica che ha visto la prima  partecipazione ufficiale degli Stati Uniti e di un Segretario generale delle Nazioni Unite.

Oltre 55.000 persone si sono raccolte nella città della bomba presso il Parco della Pace, osservando un minuto di silenzio alle 08:15 (l’1.15 in Italia), l’ora in cui, da un’altitudine di circa 600 metri, l’ordigno ‘Little Boy’ esplose nel cielo di Hiroshima  scatenando quello che i sopravvissuti hanno definito “l’inferno sulla terra”, uccidendo sul colpo almeno 70.000 persone e altrettante  nei mesi immediatamente successivi.

All’evento commemorativo hanno partecipato, tra le numerose personalità, l’ambasciatore Usa in Sol Levante, John Roos, in rappresentanza degli Stati Uniti, il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il premier nipponico, Naoto Kan. La cerimonia quest’anno ha visto la partecipazione record di 74 Paesi, il numero più alto finora registrato, tra cui anche la prima presenza in  assoluto da parte di rappresentanti delle potenze atomiche Francia e Gran Bretagna.

“Siamo tutti insieme in un viaggio da Ground Zero a Global Zero, ovvero un mondo libero dalle armi di distruzione di massa – ha  dichiarato Ban nel suo intervento alla cerimonia -. E’ l’unica via percorribile verso un mondo più sicuro. Finché esisteranno gli  armamenti atomici saremo costretti a vivere sotto un’ombra nucleare”.

In una nota diffusa dopo la conclusione dell’evento dall’ambasciata americana a Tokyo, Roos ha dichiarato che “per il bene delle  generazioni future è necessario continuare a lavorare insieme per realizzare un mondo senza armi nucleari”, senza tuttavia rilasciare  alcun commento durante la trasferta a Hiroshima.

Il premier nipponico, Naoto Kan, ha rilanciato l’auspicio a nome del popolo giapponese per un mondo libero dalle armi atomiche, confidando nei sopravvissuti alla bomba come “ambasciatori speciali per la denuclearizzazione”, mentre il sindaco di Hiroshima,  Tadatoshi Akiba, ha esortato il governo di Tokyo ad “abbandonare l’ombrello atomico statunitense e guidare il movimento  internazionale per il disarmo”.

La visita di Roos, tuttavia, è stata commentata con disappunto da Kazushi Kaneko, 84 anni, presidente dell’associazione dei  sopravvissuti alla bomba di Hiroshima: “L’ambasciatore Usa non ha nemmeno offerto un omaggio floreale. Quale è stato lo scopo  della sua visita a Hiroshima?”, si è chiesto Kaneko, che si aspettava scuse per quello che ha definito “un gigantesco errore  umanitario”.    Secondo le ultime stime ufficiali, la bomba atomica sganciata su Hiroshima ha causato ad oggi 269.446 vittime,  mentre 227.565 sono i sopravvissuti (‘hibakushà) ancora in vita, con un’età media di 76,7 anni.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/06/visualizza_new.html_1878853079.html

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=1810

Strage di Ustica: incontro a Spoltore con Mario Ciancarella

Strage di Ustica: incontro a Spoltore con Mario Ciancarella

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Come già scritto l’organizzazione di “Abruzzo Film Festival”, tramite Luciano Martocchia si scusa con quanti interessati ad ascoltare ieri sera Mario Ciancarella sulla Strage di Ustica, in quanto non è stato possibile fare come era stato detto la diretta streaming via web dell’incontro.

Si è saputo da Luciano Martocchia che all’incontro con Mario Ciancarella a Spoltore ieri sera c’è stata un’ottima affluenza di pubblico, il quale è parso molto attento ad ascoltare quanto l’ex Capitano Ami ha detto durante la serata relativamente alla Strage di Ustica.

L’ex capitano Ami Mario Ciancarella ha ribadito in sintesi anche ieri sera quanto da sempre da lui sostenuto sulla Strage di Ustica e sul dopo Ustica e scritto nel suo manoscritto Impossibile Pentirsi che è possibile leggersi al link: http://www.strageustica.altervista.org/IMPOSSIBILE%20PENTIRSI%20ebook.pdf.

L’ex Capitano Ami Ciancarella “ringrazia gli organizzatori di Abruzzo Film Festival per averlo accolto in maniera unica ieri sera con il privilegio di ricevere una targa alla “dignità” che lo ha commosso”.
Si ringrazia per tutto l’organizzazione di “Abruzzo Film Festival” e Luciano Martocchia.

Laura Picchi referente per il caso Marcucci Associazione antimafie Rita Atria

P.S.: Se chi era presente all’incontro volesse per sua libera scelta fare un articolo sulla serata di ieri sera ce lo faccia sapere, siamo disponibili a pubblicarlo. Grazie.

ricevuto via mail

La Coalizione della Freedom Flotilla si incontra a Stoccolma per organizzare la Prossima Flotilla per Gaza

La Coalizione della Freedom Flotilla si incontra a Stoccolma per organizzare la Prossima Flotilla per Gaza

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freedomflotilla
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Stoccolma, 4 Agosto 2010 – Sono passati più di due mesi dal mortale attacco Israeliano alla Freedom Flotilla del 31 maggio 2010 e poco più di nulla è stato fatto per chiedere conto ad Israle per quel truce attacco che si è concluso con l’uccisione di nove dei nostri colleghi, o per porre fine alle continue violazioni contro la popolazione Palestinese, in particolar modo il milione e mezzo di residenti a Gaza.  Quindi, noi continuiamo i nostri sforzi globali e di base per opporci alla continua intransigenza Israeliana e pianifichiamo la nostra prossima azione diretta, estendiamo la coalizione per includere gruppi da tutto il mondo che vogliono unirsi a noi e intensifichiamo i nostri sforzi per la prossima Freedom Flotilla 2.

Il mondo deve continuare a chiedere che Israle cooperi con il comitato di investigazione del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite affinchè sia assicurata indipendenza, accuratezza, credibilità e giustizia alle vittime.Esprimiamo la nostra reale preoccupazione nei confronti della commissione ONU incaricata dal Segretario Generale Ban Ki Moon di investigare sul raid Israeliano perchè è un tentativo di degradare le investigazioni del Consiglio ONU per i Diriti Umani che Israele deve ancora accettare. La nuova commissione del Segretario Generale ha il mandato veramente limitato di valutare solo le attuali investigazioni nazionali fatte da Israele e Turchia, e quindi potrà a mala pena essere all’altezza degli standards internazionali che richiedono imparzialità e accuratezza.
Inoltre, l’assegnazione dell’incarico di vice presidente all’ex Presidente Colombiano Alvaro Uribe, corrode la legittimità di questo comitato ONU. Non solo il governo di Uribe ha sempre espresso il desiderio di rafforzare le relazioni militari tra Colombia e Israele, ma lo stesso operato del Presidente Uribe in Colombia nei confronti dei diritti umani, dovrebbe essere oggetto di investigazioni come provato dal rapporto del Fellowship of Reconciliation. http://forusa.org/content/report-military-assistance-human-rights-colombia-us-accountability-global-implications.

Le Nazioni Unite non devono essere coinvolte in nessun tentativo di coprire atrocità o prevenire azioni legali internazionali in favore delle vittime della flotilla. Il presunto alleggerimento di Israele della chiusura di Gaza è solo un trucco teso ad allontare le critiche nei confornti della sua politica illegale. Allungare la lista dei prodotti consentiti a Gaza non tocca minimamente la preoccupazione di base della popolazione di Gaza : la libertà di movimento. Centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini si vedono ancora negato il diritto di viaggiare liberamente per cure mediche, opportunità di studio e persino per riabbracciare familiari che risiedono in un’altra parte dei territori Palestinesi occupati. Ciò che noi chiediamo è un’immediata e completa  apertura dei confini , revoca dei divieti di viaggiare come pure di esportare prodotti da Gaza. Chiediamo anche che Israele restituisca, incondizionatamente, il nostro materiale e le nostre imbarcazioni catturate.

FreeGazaMovementLogo

Israele e i nostri rispettivi governi devono sapere che noi rappresentiamo un movimento in crescita di civili internazionali che non hanno voglia di rimanere oziosamente a guardare mentre Israele continua ad agire impunemente, uccidendo, menomando, arrestando, rubando e assaltando le basi della nostra umanità comune. Israele non ha solo deliberatamente creato una crisi umanitaria a Gaza, ma ha creato anche una crisi dei diritti e della dignità umana in tutta la Palestina, con questo il mondo deve confrontarsi ora.

Per questo la nostra flotilla aveva l’obiettivo di sfidare la politica stessa che ha ridotto i Palestinesi ad aver bisogno degli aiuti umanitari, e non solo l’obiettivo di portare aiuti umanitari essenziali a Gaza. Questa è la ragione per cui nei prossimi mesi invieremo flotte sempre più numerose a Gaza.


Contact: Huwaida Arraf 970-598-336-215, 972 54 881 7046
Mattias Gardell: +46 703036666
Dror Feiler: +46 702855777
Greta Berlin, +33 607 374 512

I membri della Flotilla sono: IHH, Free Gaza movement, Swedish Ship to Gaza, European Campaign to End the Siege on Gaza, International Campaign to End the Siege on Gaza and the Greek Ship to Gaza

fonte: http://www.freegaza.org/it/home/press-releases/1242-freedom-flotilla-coalition-meets-in-stockholm-next-flotilla-on-its-way-back-to-gaza

Fuga dal Pdl

Fuga dal Pdl

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Il passaggio di Chiara Moroni dalle file del Pdl a quelle dei finiani è un buon esempio di quanto ci attende nelle prossime settimane. Ora che il partito di Silvio Berlusconi, almeno a Montecitorio, non ha più i numeri per governare, l’emorragia di parlamentari in uscita dal gruppo degli azzurri minaccia di farsi continua.

Da una parte, pensano di andarsene una serie di deputati e senatori che con il Popolo della Libertà sono sempre c’entrati poco. Gente di destra, ma non berlusconiana, che si era ritrovata da quelle parti sopratutto a causa del bipolarismo. Non sono in molti, ma i loro nomi sono significativi. Un esempio? Santo Versace che continua a giurare una (poco convinta) fedeltà al premier, ma che poi reclama legalità e selezione delle classi dirigenti con le stesse parole usate da Fabio Granata. Un sistema sicuro per arrivare, più prima che poi, alla resa dei conti con B.

Questa pattuglia è comunque sparuta. Molto più nutrita è invece quella dei parlamentari che, per pure ragioni d’interesse, abbandoneranno il Cavaliere se davvero si andasse verso le elezioni anticipate.

Vediamo perché: con questo sistema elettorale alla Camera come al Senato si entra solo per nomina diretta del proprio capo partito. La forza elettorale individuale, la capacità di ben amministrare o di convincere i cittadini, non contano niente. E qui nasce il problema: molti deputati e senatori, in caso di votazioni a marzo (la data vagheggiata da Berlusconi) non sono per nulla certi di essere ripresentati.

Alcuni di loro sono arrivati ai ferri corti (per le ragioni più svariate) con notabili importanti del partito. E quindi temono la vendetta dei vertici. Altri semplicemente hanno paura di essere sostituiti dalla velina o dalla presentatrice di turno. In ogni caso tutti percepiscono le urne come un pericolo: all’ultimo momento il loro nome nelle liste potrebbe non esserci o essere piazzato troppo in basso. E allora perché rinunciare solo per l’impuntatura del Capo a due anni di stipendio e a una comoda poltrona?

Meglio per loro far presente che al voto non c’è nessun bisogno di andarci o, addirittura, tirare un’imboscata al premier. Lasciar sfiduciare il governo e nel momento in cui il presidente Napolitano dovesse aprire le consultazioni appoggiare un esecutivo diverso, possibilmente tecnico.

Se si arriverà a quel punto, entrerà poi in azione la consueta e ancor più numerosa squadra: quella composta dai topi che fuggono quando la nave (Berlusconi) affonda. E, con tutta probabilità, si muoverà anche la Lega disposta, come sempre, ad appoggiare chiunque sia in grado di garantire (o almeno di promettere) il federalismo.

Ovviamente anche il Cavaliere si rende conto di questi rischi.

Lui e i suoi collaboratori più stretti, è vero, non sono troppo lucidi. Lo dimostrano ampiamente i calcoli sballati sulla reale consistenza dei finiani alla Camera. Ma si tratta pur sempre di gente tosta, vendicativa e, a volte, persino cattiva. Per questo adesso Berlusconi punta a un risultato immediato: indebolire Gianfranco Fini. Togliere al presidente della Camera quel sex appeal che lui riesce a far valere persino sulla sinistra.

Ci riuscirà? Dipende tutto da quanto è seria la faccenda dell’appartamento di Montecarlo, regalato al partito da una ricca militante e oggi misteriosamente affittato al cognato dell’ex leader di An. Finora le minacce di querela e le balbettanti spiegazioni dei tesorieri di Alleanza Nazionale, hanno solo confermato che la vicenda monegasca non è da prendere sotto gamba. Se il caso monta ancora la figura del legalitario Fini rischia di incrinarsi. E di molto.

Il presidente della Camera, comunque ha una strada maestra per uscire vincente da questa storia: spiegare, se può, tutta l’operazione immobiliare nei minimi particolari. Per il Paese, dopo anni di bugie, la trasparenza rappresenterebbe una sorta una rivoluzione copernicana.

Ma è ovvio che questa, più che un’ipotesi o un auspicio, è per il momento solo fantascienza. A oggi l’unica certezza è il Cavaliere che, nelle prossime settimane, cercherà di evitare la propria fine trascinando nel fango chiunque tenti di opporsi. Lo ha sempre fatto. Lo farà ancora. Anche se adesso questa tattica appare solo utile per rallentare l’agonia. Non per fermarla.

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06 agosto 2010

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/05/fuga-dal-pdl/47958/

fonte gif animata: http://www.antoniopicone.it/blog/informazioni/e-poi-le-chiamano-gif-animate.html

NO ALLA SPECULAZIONE – Grano, prezzo sale ancora. Garante: pronti a intervenire con Antitrust

Grano, prezzo sale ancora. Garante: pronti a intervenire con Antitrust

Sambuco: non giustificati possibili rincari nei prodotti a base di grano

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ROMA (6 agosto) – Il Garante per la sorveglianza dei prezzi è pronto ad intervenire, anche con l’Antitrust, se si dovessero verificare nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti a base di grano. Al Sole 24 Ore, il Garante Roberto Sambuco ha spiegato che «i prezzi attuali sono molto remunerativi per i produttori e non giustificano nessun ulteriore adeguamento». Se così non fosse, sarà attivata la GdF e fatta una segnalazione all’Antitrust.

Intanto il prezzo del grano sale ancora, spinto dallo stop temporaneo alle esportazioni deciso dalla Russia. Sul mercato di Chicago il future con consegna a dicembre è balzato del 6,5% a 8,68 dollari al bushel, ai massimi da due anni. Secondo alcuni analisti contattati dall’agenzia Bloomberg, la soglia dei 10 dollari al bushel è facilmente raggiungibile.

«L’ulteriore aumento non giustifica alcuna speculazione sul pane che viene già pagato oltre 10 volte il prezzo del grano e il cui costo dipende per il 90% da fattori diversi dalla materia prima». È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che, «nonostante gli aumenti, il grano tenero per il pane resta ben al di sotto del record storico di circa 12 dollari/bushel fatto registrare all’inizio del 2008 al Chicago board of Trade, mentre il prezzo del grano duro per la pasta, in Italia, è addirittura inferiore a luglio del 25% rispetto allo scorso anno secondo l’Ismea».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=113689&sez=HOME_ECONOMIA

Allarme per gli incendi in Russia: “E’ una situazione catastrofica”

la denuncia sui giornali. Il governo annuncia un nuovo piano contro le fiamme

Allarme per gli incendi in Russia:
“E’ una situazione catastrofica”

Un vigile del fuoco in un bosco in fiamme a Murmino nella regione di  Ryazan circa 180 km a a sudest di Mosca (Ap)

Il fumo avvolge anche Mosca. Problemi negli aeroporti e per gli impianti nucleari

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MOSCA – Cinquecento focolai attivi, 170mila pompieri in azione da giorni. La Russia brucia, e il governo annuncia un nuovo piano per rafforzare la difesa contro gli incendi, mentre il fronte delle fiamme continua ad avanzare e la situazione viene definita, secondo quanto riporta la stampa russa, “catastrofica”. Il primo ministro Vladimir Putin ha detto che lunedì verrà presentato un piano per migliorare l’equipaggiamento e l’operatività delle squadre dei vigili del fuoco, aumentare il numero dei Canadair e la protezione dalle fiamme delle installazioni più a rischio, come centrali nucleari e depositi militari. La mossa di Putin viene interpretata come una risposta alle crescenti critiche verso le autorità russe, accusate di non essere intervenute in modo sufficientemente tempestivo contro gli incendi ormai iniziati da settimane. Con la temperatura che rimane intorno ai 40 gradi, altri focolai continuano ad accendersi e si teme che sia destinato a salire il bilancio delle vittime delle fiamme, ora di 50 morti. Una delle regioni più colpite è la repubblica caucasica del Dagestan. Intanto la stampa russa comincia a fare le prime stime dei danni, con un miliardo di euro persi con la distruzione dei campi di grano e migliaia di ettari di foresta carbonizzati.

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Russia in fiamme Russia in fiamme Russia in fiamme Russia in fiamme

Russia in fiamme Russia in fiamme Russia in fiamme Russia in fiamme

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MOSCA AVVOLTA DAL FUMOAllarme anche a Mosca, avvolta dal fumo. I più noti monumenti della città, dal Cremlino alle chiese ortodosse, sono invisibili a pochi metri di distanza, celati da una coltre di “nebbia tossica”. «Il fumo ha coperto l’intera città e la situazione sta peggiorando», ha spiegato Alexei Popikov del servizio di monitoraggio delle polveri sottili di Mosca. La concentrazione di particelle tossiche nell’aria questa settimana è stato, in alcune zone, venti volte più alta della norma. Anche a coloro che sono in buone condizioni di salute è stato consigliato di rimanere a casa. Problemi anche per il traffico aereo verso uno dei principali aeroporti della capitale russa, Domodedovo, nel sud della città. A causa del fumo, aerei in fase di atterraggio sono stati deviati verso altri scali.

ALLARME PER LE BASI DELLA DIFESA Dopo la distruzione di una base navale a Kolomna, costata il posto ad alti ufficiali della Marina, il ministero della Difesa ha evacuato un deposito di munizioni alle porte della capitale e trasferito altrove i materiali esplosivi. In fretta e furia, era stata sgomberato nei giorni scorsi anche un impianto nucleare “top secret”.

STOP ALL’ESPORTAZIONE DI GRANOA causa dei danni ai raccolti provocati dagli incendi, il premier Vladimir Putin ha imposto un divieto temporaneo dell’export di grano e si è impegnato a fornire aiuti per 10 miliardi di rubli (335 milioni di dollari) e 25 miliardi di prestiti al settore agricolo.

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06 agosto 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_agosto_06/russia-incendi-allarme_ce1f0b5a-a134-11df-9bff-00144f02aabe.shtml

Berlusconi prepara lo scontro di settembre

Berlusconi prepara lo scontro di settembre

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di Ninni Andriolo

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Il chiarimento avverrà sulla «grande» riforma della giustizia che Berlusconi minaccia da mesi. E che verrà brandita come clava per costringere i finiani – contrari, ad esempio, al processo breve – «a venire allo scoperto» in Parlamento, dopo la pausa estiva. Il «predellino istituzionale» dovrebbe portare Berlusconi a mettere in moto il treno del voto anticipato. Con un discorso sull’uso politico della giustizia intorno al quale verificare i numeri della maggioranza e trarne le dovute conclusioni contro «gli irresponsabili» che provocano le elezioni. Il teatro di questo show potrebbe essere la Camera, dove la pattuglia finiana è più consistente e dove apparirebbe più evidente un eventuale smarcamento dal «patto» con gli elettori.

Il tutto per chiarire davanti agli italiani a chi andrebbe attribuita la responsabilità di «stracciare» il programma di governo. Di questo si è ragionato ieri, tra un vertice e l’altro, a Palazzo Grazioli dove si pianifica «entro agosto» quella che Verdini definisce «la riorganizzazione» del partito. Un restyling per il quale sono stati mobilitati – tra gli altri – Giorgia Meloni, Mario Valducci e Osvaldo Napoli. Si procede a tappe forzate, quindi, mettendo nel conto la variabile elettorale. Lo conferma Paolo Bonaiuti. «Nel momento in cui è avvenuto il distacco da parte di una componente della maggioranza – spiega – il premier ha avvertito tutti, “state pronti per possibili elezioni”». Berlusconi rispolvera l’idea del solenne discorso su politica e giustizia che avrebbe voluto pronunciare nei giorni scorsi in Senato e che saltò dopo lo strappo con i finiani: Pd, Udc e Idv lo diffidarono dal divagare su altro mentre il governo era virtualmente «in crisi»

Mostrare al Paese la volontà riformatrice del Cavaliere di fronte alla «zavorra conservatrice dell’opposizione» e all’incoerenza di Fini. Questo l’obiettivo del «predellino istituzionale». Si vedrà se il disegno verrà realizzato: l’azzardo fa parte da sempre del gioco del Cavaliere, ma Fini si è mostrato attento alle imboscate. La sfida punta a lasciare nelle mani del «cofondatore ripudiato» il cerino della fine traumatica della legislatura. Uscendo dall’ennesimo vertice di ieri tra Berlusconi, capigruppo e coordinatori, Maurizio Gasparri ha spiegato che la maggioranza (che non c’è più) continuerà «a lavorare» come ha fatto «in questi due anni per attuare il programma». Se qualcuno si dovesse sottrarre a questo impegno, ha avvertito il capo dei senatori Pdl – alludendo a Fini – «si assumerà delle responsabilità che porterebbero il Paese ad elezioni». E La Russa: «Vogliamo continuare a lavorare – fa eco – Ma se non sarà possibile andremo al voto». Tutto qua per i convitati a ciclo continuo nella residenza romana del Cavaliere. Un altro Pdl, Mario Landolfi, cerca invece di separare la propaganda dai tatticismi e dalla politica,

Per l’ex ministro delle Comunicazioni, provenienza An, è inevitabile «un’accelerazione» verso le elezioni anticipate. Il caso Caliendo, infatti, ha messo in evidenza che alla Camera non c’è più una maggioranza, ma «tre minoranze»: Pdl-Lega; area di «responsabilità» Casini, Rutelli, Fini; opposizione Pd-Idv. Una ricomposizione tra cofondatori? Un «patto di legislatura» che faccia nascere un nuovo equilibrio intorno a una diarchia? Landolfi lo esclude. «Il Pdl è un partito a trazione carismatica – spiega – E il carisma non si divide». Al voto, quindi, come unica «alternativa». Berlusconi, tra l’altro, ha incassato il via libera della Lega passata dal «no» a dito medio di Bossi al «sì» meno colorito, ma utilissimo al premier. «Il voto non ci spaventa», annuncia il Senatur, mentre un esecutivo di transizione creerebbe «caos nel Paese». Tremonti, tra l’altro, non «accetterebbe» di guidarlo perché «non è mica scemo». Nel Pdl, però – da Letta in poi – c’è chi ricorda al Cavaliere, che le prerogative del Capo dello Stato non possono essere dimenticate. Mentre Berlusconi è certo che qualunque alternativa di governo alla via maestra delle elezioni non avrebbe maggioranza al Senato. Il «predellino» parlamentare sulla giustizia, quindi. E ieri 14 associazioni Pdl hanno presentato il convegno su «Libertà, legalità e garantismo» che si svolgerà a settembre contro i «settori della giustizia politicizzata e della politica opportunisticamente giustizialista». Gli stessi contro i quali punterà il dito Berlusconi dal suo «predellino» parlamentare.

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06 agosto 2010

fonte:  http://www.unita.it/news/italia/102125/berlusconi_prepara_lo_scontro_di_settembre