Archivio | agosto 7, 2010

Alluvioni Ladakh: 130 morti, 600 dispersi. Appello Farnesina per turisti italiani

Alluvioni Ladakh: 130 morti, 600 dispersi
Appello Farnesina per turisti italiani

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Una connazionale: «Era il finimondo, si scava con le mani come ad Haiti, siamo isolati». Tornato operativo aeroporto di Leh

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ROMA (7 agosto) – E’ di 130 morti e 600 dispersi il bilancio provvisorio delle alluvioni causate dalle piogge monsoniche nel Ladakh, il Kashmir indiano. Particolarmente colpito il capoluogo Leh, a 3.500 metri sul livello del mare. Molte le case distrutte. «Abbiamo recuperato 130 corpi finora e almeno 370 persone sono ferite – ha detto il capo della polizia dello Stato del Kashmir Kuldeep Khoda – il numero dei dispersi deve essere ancora essere definito».

Alcune fonti parlano di almeno 600 persone di cui non si hanno più traccia, tra cui anche alcuni turisti e venti militari. Cinque aerei militari con a bordo team di sanitari e medicine, cibo e tende sono atterrati all’aeroporto di Leh. Oltre 6.000 i soldati e gli agenti coinvolti nei soccorsi, 1.500 di loro stanno rimuovendo le macerie alla ricerca di persone intrappolate. Interrotte le comunicazioni e le strade con il resto del paese.

L’Unità di crisi della Farnesina lancia un appello a chi avesse notizie di parenti o amici presenti nelle zone del Ladakh, invitando a segnalarle al numero 0636225 o attraverso l’indirizzo email unita.crisi@esteri.it. Fonti del ministero riferiscono che l’Unità di crisi e l’ambasciata italiana a New Delhi continuano «tra le difficoltà di comunicazione» le verifiche sull’eventuale presenza nell’area di altri connazionali, oltre a quelli che risultano essere rimasti bloccati nella regione già contattati. Al momento non risultano italiani tra le vittime o i feriti. Tutti i connazionali contattati stanno bene e, in diversi casi, sono assistiti direttamente dalle Forze Armate locali. L’Unità di Crisi è in contatto anche con le principali associazioni di tour operator italiani, i quali a loro volta confermano che i propri turisti stanno bene.

«È stato il finimondo, non ho mai visto temporali così. E anche qui mi hanno detto che non succede mai», dice Patrizia Caiffa, giornalista italiana della Sir in vacanza in India, che la notte tra il 5 e il 6 agosto a Leh ha vissuto gli effetti delle forti piogge nel Kashmir indiano. «La città vecchia di Leh è stata sommersa dal fango e sono cadute pietre. Ho visto case distrutte come quelle dopo il terremoto di Haiti. La gente scava con le mani nel fango per tirare fuori i corpi – racconta al telefono all’Ansa – La situazione è drammatica. Come me, ci sono migliaia di turisti, tra cui parecchi italiani, bloccati. Siamo isolati, non si riesce a telefonare né a connettersi a internet. Le linee fisse non funzionano e non c’è l’elettricità. Tra gli italiani c’è un po’ di agitazione perchè non si riesce a contattare le famiglie. Tutte le strade sono chiuse e anche l’aeroporto. È impossibile raggiungere i villaggi attorno a Leh dove si teme ci siano molte vittime. Ora l’unica speranza è di riuscire a prendere al più presto un volo per Delhi e poi cambiare programma».

L’aeroporto di Leh intanto è nuovamente operativo e i turisti nell’area possono lasciare la regione.
Le strade tuttavia continuano ad essere bloccate ed è sconsigliato cercare di percorrerle da soli per il rischio di frane e smottamenti, soprattutto in corrispondenza dei passaggi sui fiumi. Le Autorità indiane hanno fatto giungere soccorsi e sono stati allestiti quattro centri di raccolta, dove al momento hanno trovato rifugio mille persone. Considerati i danni e la continuazione delle operazioni di soccorso, la Farnesina sconsiglia di recarsi nel Ladakh fino alla normalizzazione della situazione. L’Ambasciata a New Delhi e l’Unità di Crisi proseguono i contatti anche con i Paesi europei e le Autorità locali per prestare ogni possibile assistenza ai connazionali.

In questi giorni, secondo stime, si trovano a Leh dai 4 ai 5 mila turisti stranieri. «Nessuno di loro risulta tra le vittime o i dispersi», ha assicurato stasera l’ispettore generale della polizia Farooq Ahmad, che coordina le operazioni di soccorso. La maggior parte sono negli alberghi di Leh in attesa di trovare un posto su un aereo per abbandonare la zona, ma diversi sono intrappolati lungo la strada che «sale» da Manali, in Himachal Pradesh.

La statale, che si snoda per oltre 400 chilometri attraverso passi montani di 5 mila metri, è bloccata in più punti per smottamenti. L’esercito è al lavoro per aprire dei varchi, ma ci vorranno molti giorni. È invece ritornato in funzione l’aeroporto che era inagibile per via della pista di atterraggio allagata. Oggi pomeriggio sono arrivati i primi sei aerei dell’aviazione militare con aiuti di emergenza, tende, generatori e ospedali da campo.

Sono ripresi anche alcuni collegamenti di compagnie aeree private verso New Delhi. Da domani mattina Air India e Jet Airways hanno previsto voli straordinari. L’ambasciatore italiano a New Delhi, Roberto Toscano, ha assicurato all’Ansa che sono stati rintracciati i quaranta connazionali segnalati in zona e che stanno tutti bene.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=113855&sez=HOME_NELMONDO

“Non passate a miglior vita”: Ordinanza-protesta a Roncadelle

“Non passate a miglior vita”
Ordinanza-protesta a Roncadelle

Il sindaco del comune bresciano non può ampliare il cimitero per il patto di stabilità

"Non passate a miglior vita" Ordinanza-protesta a Roncadelle Il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando

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L’impossibilità d’ampliare il cimitero, a causa del patto di stabilità, ha indotto Michele Orlando, sindaco del centrosinistra di Roncadelle (Brescia), a lanciare un singolare appello ai propri concittadini. ” Non passate a miglior vita”, questo la richiesta che, in sintesi, viene rivolta ai cittadini di Roncadelle attraverso un’ordinanza.

Tra le varie opere fermate dal Patto di stabilità figura infatti anche la ristrutturazione del Corpo A del cimitero comunale, situato in via Marconi, a circa 200 metri dalla chiesa parrocchiale, per una spesa di 200mila euro.L’opera prevede la ristrutturazione di tutti i circa 100 loculi del lato est del camposanto, che, negli ultimi anni, sono stati «liberati» dai feretri che contenevano. Dove è stato possibile le ossa sono state collocate nell’ossario comune; per gli altri, i feretri sono stati nuovamente inumati nello spazio nord del comparto A del cimitero.

Considerato l’esito negativo delle lettere inviate prima al ministro Tremonti e poi al presidente della Repubblica Napolitano, lunedì il sindaco di Roncadelle, Michele Orlando, firmerà un’ordinanza «provocatoria» per cercare di «allentare» il Patto di stabilità.

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07 agosto 2010

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/08/07/news/non_passate_a_miglior_vita_ordinanza-protesta_a_roncadelle-6143146/?rss

Scontro Bocchino-coordinatori Pdl

Scontro Bocchino-coordinatori Pdl

«Berlusconi li cambi, è la condizione per dialogare». Bondi: «Provocazione, ma sono pronto a farmi da parte»

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I tre coordinatori del Pdl: da sinistra, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa
I tre coordinatori del Pdl: da sinistra, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa

ROMA – È scontro aperto (di nuovo) tra Italo Bocchino e i coordinatori del Pdl, in particolare Sandro Bondi. Dopo che il capogruppo di Futuro e Libertà ha sostenuto l’ipotesi che Berlusconi cambi il vertice del partito, come condizione per riaprire il dialogo, sono arrivate le reazioni del Pdl. Dice Bondi: «Ciò che solitamente afferma Bocchino ha il sapore della provocazione, come conferma anche la sua ultima dichiarazione. Ho comunque sempre pensato e detto che se la mia persona fosse stata d’ostacolo ad una ricomposizione mi sarei immediatamente fatto da parte, così come gli altri coordinatori hanno più volte dichiarato. Del resto la nomina di Bocchino a capogruppo di Fli non può certamente essere letta come la volontà di instaurare un clima sereno di confronto. Per tutto ciò non sarò certamente io a frappormi, così come gli amici Verdini e La Russa, ad un ulteriore rinnovamento del partito quando sarà il momento».

«TACCIA, NON E’ PIU’ DEL PARTITO»Dura reazione anche di Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen: «Incredibili le dichiarazioni di Bocchino che suggerisce in modo perfido ulteriori ‘mozioni di sfiducia’ nei confronti di politici di un partito al quale lui non appartiene più». Lo afferma Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen. «Il buon senso – aggiunge la Boniver – vorrebbe che i suoi inviti cadessero nel vuoto e confido nel riposo estivo che dovrebbe raffreddare i suoi bollenti spiriti». Dello stesso tenore, tra gli altri, il commento del vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «Non so se Bocchino se n’è accorto, altrimenti glielo diciamo noi, ma lui sta dando suggerimenti in casa d’altri. Cosa che non solo non è apprezzata, ma che rischia di approfondire il solco tra il Pdl e il nuovo gruppo finiano». A sua volta, un altro vicepresidente Pdl alla Camera, Maurizio Bianconi, parla di «ineffabile Bocchino, il vero leader degli scissionisti finiani, che continua con la sua impagabile ostinazione a raccontare un film tutto suo, fatto di improbabili trattative e condizioni». Mentre il deputato del Pdl Massimo Corsaro si mostra stupefatto: «Non si capisce a che titolo Bocchino, attuale capogruppo di Fli, chieda il cambio dei coordinatori del Pdl. Nessuno di noi, nel rispetto dell’autonomia delle diverse forze politiche, si è sognato di dissentire la scelta dei finiani di individuare in Bocchino il loro rappresentante alla Camera».

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07 agosto 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_agosto_07/bocchino-bondi-pdl_f6f2a2c8-a245-11df-91b6-00144f02aabe.shtml

BERLUSCONI INDAGATO PER STRAGE MAFIOSA: SIAMO AGLI ATTI FINALI DI QS. GOVERNO E PURTROPPO NON SI TRATTA DI COMICHE…

BERLUSCONI INDAGATO PER STRAGE MAFIOSA: SIAMO AGLI ATTI FINALI DI QS. GOVERNO E PURTROPPO NON SI TRATTA DI COMICHE…

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Forse i finiani sapevano…sapevano che sarebbe presto emerso il nome del presidente del consiglio e capo del PDL tra gli indagati dei mandanti morali delle stragi di mafia…ecco spiegato le motivazioni della rottura interna al PDL: la barca affonda e ci si affretta a lasciare la nave…

Qualche mese fa la notizia che Berlusconi e Dell’Utri risultavano implicati nelle indagini della procura di Firenze sulle stragi del ’93 e del ’94 (10 morti, 106 feriti, nel 1993 tra Firenze, Roma, Milano) era stata poi smentita [1].
Si trattava della prosecuzione di una precedente indagine, poi archiviata nel novembre 2008 e riaperta grazie alle dichiarazioni del pentito Spatuzza. In essa si parlava di mandanti morali delle stragi, due soggetti citati come “Autore 1” e “Autore 2”: tuttavia, l’inchiesta, in assenza di un quadro probatorio attendibile, non poté proseguire. Fino alle dichiarazioni rilasciate nel 2009 da Gaspare Spatuzza, braccio destro dei fratelli Graviano, i boss che parteciparono all’esecuzione della strage di via d’Amelio. Spatuzza dice chiaramente chi sono i referenti politici della mafia e cita Berlusconi e Dell’Utri. Ecco l’anello mancante.

Oggi, dunque, l’Unità riporta in un articolo la notizia che sarebbe iscritta nel registro degli indagati un’altissima personalità di governo. L’articolo è ripreso dal Fatto Quotidiano, che non usa però il condizionale ed afferma che nel fascicolo 11531 del 2009 i nomi “Autore1” ed “Autore2”, si riferirebbero proprio al Premier e a Dell’Utri [2].
Il Corriere della Sera, dal canto suo, spiega come di fatto la procura di Firenze abbia ottenuto una proroga di 6 mesi nell’inchiesta, al fine di effettuare nuovi accertamenti e nell’attesa delle motivazioni della sentenza che ha condannato Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa [3]. E dice chiaramente che i soprannomi “Autore1” ed “Autore2” vengono ripresi dall’inchiesta della procura di Firenze, che dopo un anno di indagini, ha ora ottenuto la proroga.
Trattandosi di un’indagine penale su reati di mafia, gli atti sono segreti, pertanto il procuratore Quattrocchi smentisce la proroga.
Tuttavia, la notizia è uscita poco fa anche sull’Espresso [4], il quale specifica come di fatto la proroga abbia comportato per i PM l’iscrizione a “modello 21 dei nomi degli indagati…inoltre anche gli inquirenti di Catalnisetta sembra stiano trovando punti in comune con l’indagine di Firenze. Si attende che uno dei fratelli Graviano, che ha mostrato una qualche disponibilità a collaborare, inizi a parlare, assieme all’esito dell’analisi dei tabulati telefonici dei cellulari dei Graviano, che spiegheranno i loro movimenti nel periodo oggetto d’indagine.

E’ l’inizio della fine di Berlusconi o del Berlusconismo…oppure l’inizio del colpo di stato.
Sì perché Berlusconi è disposto a tutto, e il fatto di essere indagato nelle nelle stragi di mafia non può che confermare la plausibilità di una tale ipotesi…magari grazie ad un clamoroso auto-attentato…

Staremo a vedere. Intanto possiamo essere sicuri che questo nuovo fronte di indagini sarà un vero e proprio ciclone giudiziario..altro che escort e orge a palazzo Grazioli e villa Certosa, altro che P3, altro che Mondadori…sa là la degna conclusione dell’ascesa di un imprenditore senza scrupoli, che ha fatto ben peggio che imbrogliare gli italiani scendendo in politica per fare gli affari propri e che finalmente verrà smascherato per quello che è: un delinquente figlio di puttana.

SILVIA NULLI

[1]http://www.unita.it/news/italia/91246/i_mandanti_politici_delle_stragi_del_ecco_lindagine_che_agita_berlusconi

[2]http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/03/inchiesta-sulle-bombe-del-93-berlusconi-e-dellutri-indagati-per-strage/47165/

[3]http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/3-agosto-2010/strage-georgofili-continua-caccia-mandanti-1703511573179.shtml

[4] http://espresso.repubblica.it/dettaglio/firenze-indaga-sul-premier/2131843

[4] http://espresso.repubblica.it/dettaglio/firenze-indaga-sul-premier/2131843

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07 agosto 2010

fonte: http://informazionedalbasso.myblog.it/archive/2010/08/07/berlusconi-indagato-per-strage-mafiosa-siamo-agli-atti-final.html

Scuola, caro-libri inevitabile: Ecco i consigli per difendersi

Scuola, caro-libri inevitabile
Ecco i consigli per difendersi

Dai mercatini ai siti web dedicati, dal baratto agli e-book. E poi alcune grandi catene che fanno operazioni discount anche per le obbligazioni. I consigli del Codacons che aggiunge: “Informatevi sui tetti ministeriali”

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di GIULIA CERINO

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E’ forse la spesa più importante che attende le famiglie e gli studenti universitari al rientro dalle vacanze estive. Non si tratta di tasse, ma dei costi che saranno costretti a sostenere per l’acquisto dei libri di testo. La riforma Gelmini prevede che “un libro può essere cambiato ogni cinque anni per la scuola elementare e ogni sei per la scuola media e superiore”. I prezzi dei testi però dipendono dal mercato. E’ infatti “impossibile ipotizzare il congelamento – sostiene in un’intervista Ulisse Jacomuzzi, presidente del Gruppo Educazione dell’Aie, l’Associazione italiana degli editori  –  perché il prezzo di un libro non può restare fermo, poiché intervengono molte variabili. Se, per esempio, nel 2008 ho stampato le copie di un libro, che poi devo ristampare l’anno successivo o due anni dopo, dovrò tenere conto dei nuovi prezzi di mercato delle materie prime”. Tradotto il caro-libri è un’eventualità più che probabile.

Come fare a sfuggire agli aumenti? A fornire qualche indicazione ci pensa il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) che in un vademecum offre qualche utile suggerimento.

“Fate attenzione alle nuove edizioni”. Se l’istituto adotta una nuova edizione di un libro, il consiglio è di confrontare il testo nuovo con il precedente per accertarsi che effettivamente ci siano stati dei cambiamenti tali da giustificare la sostituzione. Spesso succede infatti che le differenze tra le due edizioni  siano determinate solo dall’aggiunta di qualche immagine o riferimento bibliografico. Di solito – spiegano dal Codacons – nel testo aggiornato sono indicate tutte le modifiche. Prima di comprare alla cieca, quindi, date un’occhiata alle ultime pagine.

Largo ai libri usati. Rispolverare i vecchi libri, è meglio. Optando per l’usato si può infatti risparmiare il 50% sul prezzo di copertina. Per gli universitari, la convenienza è assicurata. Individuare i luoghi dove si vendono i libri di seconda mano è semplice perché spesso sono gli studenti stessi a venderli fuori dagli istituti ed università. Di più. Il Codacons consiglia di cercare nelle bacheche di compra-vendita online. Per le superiori ce ne sono a centinaia: Libridea è il sito è rivolto a chi è “stanco di pagare ogni anno prezzi sempre più cari per i libri dei propri figli” e cerca un modo per risparmiare. Dopo essersi registrati al sito, si può accedere ai numerosi annunci di libri scolastici usati per trovare quelli di cui si ha bisogno. Studenti.it, invece, mette a disposizione un forum dove lanciare e ricevere annunci, Il Libraccio offre la possibilità di effettuare una ricerca in base alla propria scuola di appartenenza ed ordinare i testi direttamente online mentre su ComproVendoLibri gli studenti che vendono saranno messi direttamente in contatto con quelli che cercano libri usati, senza intermediari. Anche per gli universitari il web è un prezioso alleato: su UniLibro, nella sezione “usato”, si vendono e comprano testi che verranno poi spediti direttamente a casa mentre su Testi Usati, la compravendita è gratuita. Acquitare libri online, quindi, conviene. Anche perché a differenza di quanto si pensi i testi usati sono spesso in ottime condizioni.

“Informarsi, informarsi, informarsi”. Alcuni istituti favoriscono il “baratto” dei libri tra studenti. Prima di immaginare di acquistare un testo in un negozio, Codacons consiglia di informarsi se nella scuola sono presenti bacheche che raccolgono gli annunci di scambio e compravendita o se l’istituto organizza giornate ed iniziative di “baratto”.

Occhio ai tetti ministeriali. Controllare il rispetto del tetto di spesa che il ministero dell’Istruzione fissa sui libri di testo è fondamentale. Nel momento in cui la scuola diffonde la lista dei testi per l’anno scolastico, ogni consumatore deve assicurarsi che la spesa per l’acquisto rientri nel tetto massimo fissato. Non sempre accade. Nel 2009, infatti, l’associazione Altroconsumo denunciava un aumento della spesa delle famiglie italiane di 14 milioni di euro l’anno a causa dei continui sforamenti nei prezzi dei libri di testo nelle scuole. In caso di irregolarità c’è solo una cosa da fare: denunciare l’abuso al Ministero stesso, al Provveditorato agli studi o direttamente al Codacons.

E-book. Scaricare libri online, non è illegale. In questo caso, infatti, si tratta di acquistare versioni elettroniche dei libri di testo da consultare direttamente sul desk del computer. Tutto è cominciato con la ormai storica circolare numero 16 del 10 febbraio 2009, con cui il ministro Gelmini avviava l’introduzione del libro in versione online. “Gli studenti dell’era digitale – diceva – sono molto diversi dai figli di Gutenberg. Una novità, questa, con cui la scuola e i processi di insegnamento dovranno misurarsi”. Ecco questa è l’occasione per abituare i ragazzi alla multimedialità e per risparmiare. I costi sono infatti generalmente inferiori perché non si paga la stampa. Purtroppo però, non tutti i libri di scuola sono disponibili nella versione elettronica. Il consiglio è quindi quello di informarsi presso il proprio istituto se i testi adottati esistono anche online. Che così fosse, gli studenti potrebbero studiare a casa direttamente sul computer e stampare soltanto i capitoli di cui hanno effettivamente bisogno.

Un libro per tanti. Studiate in compagnia?  Se la risposta è affermativa, questo suggerimento è diretto a voi. Il consiglio è di acquistare i libri in collettività per suddividere la spesa. Il sistema è semplice: è sufficiente preparare gli esami o fare i compiti in gruppo o studiare singolarmente: prima uno, poi l’altro.

Il peso del sapere. “Questo è un mattone”, è una delle frasi più pronunciate dagli studenti. E non si tratta di una metafora. Spesso, i libri di testo sono pesanti e causano mal di schiena. Il Codacons lancia una proposta: i libri potrebbere essere suddivisi in fascicoli da acquistare singolarmente. Un modo, questo, per salvare le spalle ma anche per risparmiare. In caso di nuove edizioni, infatti, con la divisione del libro in fascicoli si possono acquistare solo le nuove edizioni dei capitoli realmente aggiornati.

La scuola al discount.
Acquistare i libri all’ingrosso permette agli studenti di comprarli ad un prezzo “scontato”. Gli ipermercati dove acquistare testi a prezzi da magazzino sono Auchan, Bennet, Carrefour, Ipercoop, Iper, Leclerc. Prenotando i libri scolastici negli ipermercati si può beneficiare del 15% di sconto sul prezzo di copertina, alcune volte del 20% per chi ha una carta fedeltà. Uno sconto che si traduce spesso in un buono spesa. L’associazione dei consumatori suggerisce: ” Se la vostra scuola non ha adottato una simile politica proponetela voi al Consiglio d’istituto”.

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07 agosto 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/scuola/2010/08/07/news/risparmi_libri_testo-6133152/?rss

CUBA – Il ritorno di Fidel Castro in Parlamento in camicia verde

Il ritorno di Fidel Castro
in Parlamento in camicia verde

Il lider maximo è ricomparso in una seduta straordinaria della Camera cubana, da lui stesso convocata sul tema della minaccia della guerra nucleare tra Usa e Iran. Accolto da un lunghissimo applauso dell’Aula

Il ritorno di Fidel Castro in Parlamento in camicia verde

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L’AVANA – Per la prima volta da quando una malattia lo ha costretto a lasciare il potere al fratello Raul quattro anni fa, Fidel Castro è ricomparso al Parlamento cubano, per partecipare a una sessione straordinaria. Camicia militare verde senza insegne, sorretto da un accompagnatore, il lider maximo è stato accolto nell’aula dal lungo applauso dei deputati. E’ stato lo stesso Castro a chiedere la convocazione dell’Assemblea nazionale -che di norma si riunisce due volte all’anno- per discutere della minaccia di una guerra nucleare che, secondo Castro, è ormai inevitabile tra Stati Uniti e Iran. Nell’agenda della discussione dei 610 deputati ci sono però anche altri temi.

Castro ha subito preso la parola, trasmesso in diretta dalla televisione cubana. Ha parlato del rischio per il mondo di una guerra nucleare. “Un eventuale attacco Usa a Iran o Corea del Nord sconvolgerà l’attuale ordine mondiale. Un uomo dovrà prendere la decisione da solo: il presidente degli Stati Uniti. Sicuramente, per le tante cose che ha da fare, lui non se ne è ancora reso conto”.  In caso di guerra, ha spiegato, “l’ordine attuale del pianeta crollerà immediatamente”, ribadendo che Barack Obama è “colui che dovrà dare l’ordine” per iniziare l’attacco: “in quell’istante avrà ordinato la morte istantanea di milioni di persone”. Al termine del discorso, durato quindici minuti, l’Aula ha tributato una nuova ovazione a Fidel Castro, che ha poi seguito gli interventi pronunciati dai deputati.

In sala c’era anche il fratello di Fidel, Raul Castro. Ceduto il potere a Raul nell’estate del 2006 Fidel, 84 anni il prossimo 13 agosto, è rimasto il primo segretario del Partito comunista cubano. Nelle ultime settimane ha rilasciato commenti su molte questioni internazionali. La scorsa settimana ha presentato il suo primo libro di memorie dal titolo ‘Vittoria strategica’.

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07 agosto 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/07/news/castro_ritorna-6137748/?rss

Padova, no alloggi a coppie gay Il Comune: “Solo a chi ha progetti di vita” / Gay Games, 10 mila atleti a Colonia. L’Italia fa incetta di medaglie

Padova, no alloggi a coppie gay
Il Comune: “Solo a chi ha progetti di vita”

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Nei primi mesi del 2011 l’amministrazione della città veneta varerà il nuovo piano per gli alloggi destinati alle giovani coppie. Che però non potranno essere composte da persone dello stesso sesso. “Per evitare che due estranei possano dividersi un alloggio a prezzo politico”

PADOVA – Nei primi mesi del 2011 il Comune di Padova varerà il nuovo piano per gli alloggi destinati alle giovani coppie che non potranno però essere composte da persone dello stesso sesso.

Il progetto dell’amministrazione comunale, che pure accetta i matrimoni omosessuali all’interno del Municipio, prevede che nella nuova graduatoria per la decina di appartamenti individuati possano entrare, coppie sposate o conviventi ma di sesso diverso.

Nelle intenzioni dei promotori, l’iniziativa dovrebbe frenare la fuga delle nuove famiglie “spaventate” dal caro affitti della città. “Abbiamo voluto privilegiare chi ha progetti di vita – dice l’assessore Giovanni Battista Di Masi – sarebbe giusto allargare il piano a ogni genere di coppia ma abbiamo voluto evitare che si creino situazioni di comodo. Due estranei o quasi potrebbero dividersi un alloggio a prezzo politico”.

07 agosto 2010

fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/07/news/padova_no_alloggi_gay-6129086/?ref=HREC1-1

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Gay Games, 10 mila atleti a Colonia
L’Italia fa incetta di medaglie

Quaranta discipline diverse per la manifestazione che si è svolta nella città sul Reno, inaugurata dal vice cancelliere tedesco Westerwelle e dal campione olimpico di tuffi, l’australiano Mitcham. Oltre duecento gli sportivi azzurri, che hanno brillato nel nuoto, atletica, volley e tennis

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dall’ inviato di repubblica MASSIMO CALANDRI

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Gay Games, 10 mila atleti a Colonia L'Italia fa incetta di medaglie La gara di nuoto sincronizzato maschile

COLONIA – Diecimila atleti da settanta paesi di tutto il mondo, quaranta discipline diverse: i Gay Games 2010 si sono chiusi ieri a Colonia e per una settimana è stato uno straordinario successo sportivo e culturale, che ha visto oltre duecento atleti azzurri protagonisti. Sette giorni di gare in diversi settori (atletica leggera, nuoto, basket, volley, tennis, calcio, badminton, nuoto sincronizzato – per uomini e donne – , lotta, scacchi, danza, free climbing, softball, vela, ciclismo, biliardo, arti marziali, sollevamento pesi, pallamano, pattinaggio, golf, hockey, bridge, bowling, culturismo) e sette notti di feste coloratissime nella città sul Reno, con concerti tutte e gala.

La manifestazione era stata ufficialmente inaugurata da Guido Westerwelle, vice cancelliere tedesco e braccio destro di Agela Merkel, e dal campione olimpico di tuffi, l’australiano Matthew Mitcham, entrambi presenti con i rispettivi compagni. “Be part of it!”, “sii parte dell’evento” era la sigla dei giochi, cui sono erano ufficialmente tutti invitati: etero ed omosessuali, lesbiche, transgender, transessuali. Le rappresentanze più numerose sono state quella tedesca ed Usa, seguite da inglesi, francesi e messicani.

Bene, benissimo gli italiani che hanno fatto incetta di medaglie nel nuoto e pallanuoto, atletica leggera, volley e tennis. Buon prova anche nel calcio, con una formazione – i King Kickers – giunta in semifinale, superata di misura dalla squadra di Londra che ha poi vinto il titolo sugli statunitensi dello

United Fc. Manager-allenatore era Paolo Colombo, giornalista de La7, che se l’è presa un po’ con la sfortuna: “Peccato, eravamo in vantaggio nel primo tempo ma abbiamo buttato al vento l’occasione per raddoppiare e come succede sempre siamo stati puniti”. Ma l’importante come sempre era partecipare: “E speriamo presto in una edizione dei giochi in Italia”. Prossimo appuntamento con i Gay Games del 2014 a Cleveland, Usa. Un fuoriprogramma curioso e divertente per la squadra italiana, che ha posato per una foto di gruppo con i giocatori della Sampdoria, qui per un’amichevole: e oggi tutti allo stadio a sostenere i blucerchiati.

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07 agosto 2010

fonte: http://www.repubblica.it/rubriche/la-storia/2010/08/07/news/gay_games_colonia-6136353/?rss

Gli abitanti di Torre Faro e il Ponte sullo Stretto: un matrimonio ‘combinato’ naufragato ancor prima di essere celebrato

Gli abitanti di Torre Faro e il Ponte sullo Stretto: un matrimonio ‘combinato’ naufragato ancor prima di essere celebrato

E’ guerra aperta tra i ‘faroti’ ed il contraente generale Eurolink. I proprietari degli immobili che sorgono in via Circuito hanno avviato una battaglia legale per impedire le trivellazioni all’interno dei propri giardini. Il responsabile dei lavori Parisi avvisa: «Se costretti, entreremo con la forza»

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Più che un matrimonio, seppur imposto dall’alto, sembra già un divorzio annunciato quello tra gli abitanti di Torre Faro e il Ponte sullo Stretto.

In assenza di un amore profondo e radicato, presupposto indispensabile per un rapporto coniugale felice – ad unire i loro destini è solo la volontà di terzi e quell’affascinante fetta di territorio messinese che volge lo sguardo al di là dello Stretto. Uno scenario suggestivo – che racchiude in sé secoli di storia e tradizioni – su cui si sta giocando una guerra ideologica ed ‘affettiva’ portata avanti dai cosiddetti no-pontisti , ma anche una battaglia legale scaturita da problemi concreti e reali di chi in quei luoghi ha una casa e vive da anni: i ‘faroti’.

Da due mesi a questa parte, gli abitanti di Torre Faro ed in particolare quelli che risiedono un via Circuito sono sul piede di guerra a causa dei lavori di trivellazione avviati dal Contraente generale Eurolink, società di progetto che si occupa della realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Dal 6 giugno scorso è, infatti, iniziata l’attività di sondaggio del terreno per eseguire le analisi geognostiche propedeutiche alla stesura del progetto definitivo del Ponte. Le perforazioni- avviate con un tempismo eccezionale alla vigilia della stagione estiva, quando la popolazione di Torre Faro si moltiplica per l’arrivo di numerosi villeggianti – stanno causando innumerevoli disagi ai proprietari degli immobili, per lo più villette a schiera, che sorgono all’interno dei complessi residenziali che si estendono lungo la via Circuito.

All’inevitabile frastuono provocato dalle trivelle in azione, che si perpetua dalle 7 del mattino sino alle 20 di sera e disturba la quiete privata anche in orari poco consoni, si aggiunge l’invasione di campo’ annunciata da Eurolink, che pressa per entrare all’interno dei giardini privati e procedere con i sondaggi, perforando il terreno.

Tra i complessi direttamente coinvolti vi è il “Torre Faro”, amministrato da Vincenzo Faranda, il quale – insieme alla moglie Enza Lo Iacono – ci ha contattati per denunciare l’atteggiamento «arrogante» di Eurolink e rendere pubblica la battaglia legale intrapresa dai condomini del complesso, in cui abitano 25 famiglie, per impedire le trivellazioni all’interno dei giardini delle proprie abitazioni.

Con lettera datata 19 luglio 2010 Eurolink presentava ai proprietari degli immobili “istanza per l’autorizzazione accesso area privata ai sensi dell’art.15 DPR n.327/2001” adducendo come motivazione le “azioni preparatorie” necessarie alla stesura del processo definitivo.

Una richiesta ritenuta inaccetabile dai condomini – che si sentono vittime di un «danno esistenziale» – e non adeguatamente supportata giuridicamente, secondo il legale dei proprietari degli immobili, l’avvocato Carmelo Briguglio, il quale contesta l’assoluta mancanza di chiarezza sulla tipologia, sulla tempistica e sulla modalità dei lavori da eseguire all’interno delle proprietà private. Tra lo studio legale di Briguglio e gli avvocati della società di progetto è già in corso una lunga comunicazione, a suon di carte bollate, e nessuna delle due parti sembra disposta a cedere. L’ingegnere Giovanni Parisi , responsabile dei lavori di Eurolink, – contattato telefonicamente – avvisa: « il nostro obiettivo è trovare un accordo pacifico, come già avvenuto in altri casi, ma se saremo costretti chiederemo all’autorità giudiziaria di intervenire e farci entrare con la forza. I sondaggi sono previsti dalla legge e sono indispensabili».
Quanto all’entità dei lavori da eseguire all’interno dei giardini privati, Parisi sminuisce: «Si tratta di un buco di 50 cm».

Intanto, c’è chi i danni interni alle proprie mura domestiche li ha già subiti e denunciati. Si tratta della signora Graziella Magro, anche lei residente all’interno del complesso “Torre Faro” e proprietaria dell’immobile probabilmente più esposto perché ubicato proprio di fronte all’area recintata in cui si stanno eseguendo i lavori . La signora Magro ci accoglie in casa, dove tutte le finestre, con doppio vetro, dal sei giugno scorso rimangono rigorosamente chiuse per via del rumore insopportabile provocato dalle trivelle e dove alcune mattonelle sono rialzate a causa dei micro- sismi generati dalle perforazioni che sono state effettuate nella strada. “Ho già chiesto il risarcimento danni”, afferma con tono garbato ma deciso la signora Magro, che si dice persino pronta a vendere, ma non svendere, la casa in cui sono nati e cresciuti i suoi tre figli maschi.

Le ‘scaramucce ’ giuridiche con i faroti sono considerate da Eurolink quisquilie rispetto alla maestosità e all’importanza dell’opera Ponte . Non ha dubbi, in tal senso, Parisi quando afferma: « E’ovvio che quando ci si mette gli operai in casa ci possono essere piccoli disagi, ma stiamo parlando del Ponte sullo Stretto, l’opera più importate del mondo, destinata a cambiare il futuro di questa città, con benefici che si avvertiranno a breve grazie alla realizzazione delle opere a terra e di tutti quei collegamenti viari di cui è attualmente carente Messina».

Basteranno le parole di Parisi a convincere gli abitanti di Torre Faro e, più in generale, tutti i no-pontisti a pronunciare il fatidico ‘sì’ nei confronti dell’opera Ponte ?
Siamo sicuri che se fossimo davvero nel bel mezzo della celebrazione di un matrimonio, alla celebre frase: “chi non è d’accordo con questa unione , parli ora o taccia per sempre”, si leverebbe un lungo grido di proteste…. Quelle che continueranno ad accompagnare l’iter di progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Danila La Torre
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Nuova generazione di fotovoltaico: tripla efficienza con luce e calore

Nuova generazione di fotovoltaico: tripla efficienza con luce e calore

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Una nuova barriera sta per essere abbattuta, nel campo della produzione di energia solare. Un gruppo di ricerca dell’Università di Stanford, in California, ha infatti sviluppato un metodo che permette di generare elettricità sfruttando simultaneamente la luce e il calore solare. La tecnica si chiama Pete (acronimo per Photon Enhanced Thermionic Emission) e il suo obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: aumentare l’efficienza dei pannelli e ridurre i costi di produzione di energia solare a tal punto da renderla ufficialmente competitiva nei confronti del petrolio.

I risultati riscontrati dopo i primi test su Pete sono incoraggianti. Attualmente esistono due approcci per ottenere energia elettrica dal sole. I pannelli fotovoltaici (approccio quantico) producono una corrente elettrica sfruttando l’energia dei fotoni per eccitare gli elettroni di un semiconduttore (in genere, il silicio). I pannelli solari termodinamici (approccio termodinamico) invece utilizzano le radiazioni solari come sorgente di energia termica, che viene incamerata in speciali fluidi poi utilizzati per alimentare turbine a vapore. Il sistema Pete riesce a sfruttare entrambi i processi. Il che dovrebbe essere impossibile, dal momento che pannelli fotovoltaici e termici lavorano a intervalli di temperatura radicalmente diversi (sopra i 100 gradi C°, infatti, il silicio perde le sue proprietà di semiconduttore e le celle fotovoltaiche cessano di produrre energia.)

Per sciogliere questo nodo, la squadra guidata da Nick Melosh ha sostituito il silicio con il nitruro di gallio – un semiconduttore capace di lavorare a energie più alte – poi, al fine di catturare anche quella importante porzione di energia solitamente persa sotto forma di calore, ha aggiunto un secondo strato metallico a base di Cesio, per aumentare ulteriormente la produzione di elettroni attraverso un meccanismo conosciuto come effetto termoionico.

Se gli ordinari pannelli fotovoltaici lavorano solo al di sotto dei 100 gradi centigradi, il nuovo prototipo raggiunge una buona efficienza solo al di sopra dei 200 gradi. Questo significa che potrebbe essere accoppiato ai concentratori solari parabolici – che possono raggiungere temperature di oltre 800 gradi – per ottenere efficienze mai raggiunte finora. Parliamo di un’efficienza di conversione che, stando alle previsioni dello stesso Melosh, si aggira intorno al 60%.

Una cifra importante considerando che, allo stato attuale, le celle fotovoltaiche arrivano a intorno al 20% e che i prototipi più avanguardistici invece raggiungono un picco del 40%. Quest’ultimo è il caso delle celle multigiunzione che tuttavia, a causa degli elevati costi di produzione, vengono utilizzate solo nell’areonautica e nelle spedizioni spaziali. Nelle celle multigiunzione i semiconduttori vengono disposti su diversi strati al fine di catturare una gamma più ampia di lunghezze d’onda dalle radiazioni solari. Il prototipo Pete promette di raggiungere vette d’efficienza ancora maggiori, senza raggiungere costi così elevati.

Certo, nei primi test le celle a base di nitruro di gallio e cesio hanno dimostrato di poter garantire un’efficienza ben al di sotto della percentuale teorica. Melosh e colleghi di dicono tuttavia sicuri di poter raggiungere quota 60 utilizzando un altro semiconduttore – l’arseniuro di Gallio, ad esempio.

Ma gli ipotetici vantaggi dell’approccio Pete non si fermano qui, esiste anche un aspetto economico. “Le alte concentrazioni solari rendono possibile ridurre il costo dei materiali riducendo le dimensioni del pannello” si legge nel paper pubblicato da Melosh e colleghi su Nature Materials “I dispositivi Pete sono naturalmente sinergici con le macchine termiche e potrebbero essere implementati collegandoli alle infrastrutture termico-solari esistenti. Anche un solo modulo Pete mediamente efficiente, in tandem con una macchina termica, potrebbe raggiungere un’efficienza totale superiore agli altri dispostivi oggi utilizzati”.

La squadra guidata da Melosh ha sicuramente aperto un orizzonte di ricerca innovativo, ma non è l’unica. Mentre il Sole, come testimoniano i recenti rilevamenti del Dipartimento di Eliofisica della Nasa, sta entrando in nuova fase di attività, sulla Terra diversi centri di ricerca stanno studiando nuovi metodi per catturare, incamerare e riconvertire i 50 milioni di GigaWatt che ogni giorno la nostra stella riversa sulla crosta terrestre. Alla Eindhoven University of Technology si studiano celle solari che sfruttano nanostrutture filamentose per ottenere efficienze superiori al 60%; al Lawrence Berkeley National Laboratory invece stanno sperimentando l’aggiunta di selenio ai materiali fotovoltaici per catturare ancora più energia dalle radiazioni solari. In Italia, di recente, ha aperto a Milano il Centro Internazionale sulla Fotonica per l’Energia, che nei prossimi tre anni si occuperà di sviluppare un prodotto pre-industriale che aumenti l’efficienza di conversione a partire dalle nanotecnologie.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-05/prossima-generazione-pannelli-solari-141507.shtml?uuid=AYSSpHEC

Crisi: Cgia, 70mila posti a rischio

Crisi: Cgia, 70mila posti a rischio

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Ok ripresa ma quest’anno saranno 181mila gli occupati in meno

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(ANSA)-VENEZIA, 7 AGO – Crescono Pil e produzione industriale, ma sul fronte occupazionale c’é ancora il rischio di perdere posti di lavoro. Lo dice la Cgia di Mestre. ‘Nell’ultimo trimestre di quest’anno – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario di Cgia – stimiamo che potrebbero essere circa 70.000 i posti di lavoro a rischio in Italia. Un numero importante che però non offusca i segnali positivi registrati da alcuni indicatori economici che ci dicono che ci stiamo allontanando dalla fase più acuta della crisi’.

Il grassetto rosso è mio. Che lo andassero a raccontare ai 70.000 che resteranno a casa, che la fase più acuta della crisi è passata… elena