Archivio | agosto 8, 2010

IMMIGRAZIONE – Nuovi sbarchi, l’opposizione accusa: “Oscurati dai tg, governo bugiardo”

IMMIGRAZIONE

Nuovi sbarchi, l’opposizione accusa: “Oscurati dai tg, governo bugiardo”

Dopo le rivelazioni di Repubblica sul flusso di disperati che continua sulle coste siciliane, oggi in Salento intercettate 66 persone, di cui 15 donne e 11 bambini, di etnia curda, turca e afgana. Belisario (Idv): “Gravissimo occultare la verità”. Orfini e Di Traglia (Pd): “Silenzio colpevole, fallimento della maggioranza”

 Nuovi sbarchi, l'opposizione accusa "Oscurati dai tg, governo bugiardo"

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ROMA – Se gli italiani in vacanza la tv l’hanno probabilmente spenta, i tanti rimasti a casa che continuano a seguire i tg devono essersi convinti che gli sbarchi di immigrati non siano più un problema. E invece una inchiesta di Repubblica  1 racconta che le carrette del mare continuano a trasportare disperati verso le nostre coste. Gli ultimi stamane in Salento. Si tratta di 66 persone, di cui 15 donne e 11 bambini, di nazionalità presumibilmente  afgana, curda e turca, rintracciati all’alba dalla guardia di finanza in Porto Badisco, Otranto, condotti poi nel centro “Don Tonino Bello” per la loro identificazione.

Sessantasei nomi che vanno ad aggiornare le cifre diffuse da Repubblica sui clandestini sbarcati in Sicilia nell’ultimo mese, 350, tra cui i 39 arrivati la sera del 2 agosto a mezzo miglio da Lampedusa dopo aver solcato il Canale di Sicilia per entrare in Italia. Di cui nessun Tg ha dato notizia. Quanto basta per parlare di “oscuramento” mediatico dell’argomento su indicazione dell’esecutivo e sollevare interrogativi anche nell’opposizione.

“Se fosse vero che i clandestini continuano a sbarcare a Lampedusa e il governo ne occultasse la notizia – afferma in una nota il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario -, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo. Sono mesi che Berlusconi, La Russa e Maroni ci sventolano davanti i risultati del contrasto all’immigrazione clandestina e dichiarano che gli sbarchi sono finiti. I respingimenti, invece, secondo quanto denunciato oggi da Repubblica, continuano e, in barba a ogni rispetto dei diritti umani e del diritto di asilo, non sappiamo che fine fanno i passeggeri di quei barconi della speranza. Ora scopriamo anche che gli sbarchi sono ripresi e che qualcuno avrebbe ordinato di non darne notizia. Altro che governo della sicurezza questo è il governo delle menzogne”.

Anche nel Pd, le cifre pubblicate da Repubblica sugli ultimi sbarchi vengono riprese dal responsabile Informazione Matteo Orfini e dal responsabile Comunicazione Stefano Di Traglia. “Continuano ad arrivare centinaia di immigrati in Italia, 350 ne sarebbero sbarcati sulle coste siciliane solo nell’ultimo mese  –  scrivono Orfini e DiTraglia nel documento -, ma su questi sbarchi è calato un silenzio colpevole: pochissimi media, pochissimi telegiornali ne parlano e nessuna immagine di disperazione viene più mostrata da mesi”.

“Come affermano oggi su Repubblica il procuratore e il questore di Agrigento – aggiungono gli esponenti del Pd -, il traffico verrebbe ora gestito da bande ben organizzate che riescono ad eludere i controlli. Un vero e proprio salto di qualità rispetto agli anni passati nell’organizzazione delle carrette del mare. C’è addirittura il rischio che riescano a entrare nel silenzio totale anche soggetti pericolosi. Evidentemente la questione degli sbarchi di clandestini non è stata, nonostante i roboanti annunci del governo, purtroppo risolta come il mutismo di alcuni media lascerebbe invece immaginare”.

“Oscurare la realtà –  concludono Orfini e Di Traglia – non aiuta di certo a risolvere il problema, come oggi sembra ammettere il ministro della difesa La Russa 2 che chiede norme più dure contro l’immigrazione, dimenticando di dire che da sette anni negli ultimi nove governa la destra. Almeno ammetta il fallimento della sua maggioranza nelle politiche di integrazione”.

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08 agosto 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/08/08/news/sbarchi_oscurati_governo_bugiardo-6159009/?rss

Maltempo, piogge torrenziali sull’Europa: 15 morti

Maltempo, piogge torrenziali sull’Europa: 15 morti

Bogatynia (Polonia)

Cinque vittime in Repubblica Ceca, 4 in Lituania, 3 in Germania e 3 in Polonia

08 agosto, 23:22
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VARSAVIA – Una forte ondata di maltempo sta seminando morte e distruzione nell’Europa centrale e orientale. E’ pesante il bilancio delle vittime, almeno 15 i morti, per le forti piogge che si sono abbattute nelle ultime 48 ore nel cuore del vecchio continente, provocando la rottura degli argini di molti fiumi, causato inondazioni, con migliaia di sfollati e decine di persone disperse. Particolarmente colpite Repubblica Ceca, Lituania, Germania e Polonia, paese quest’ultimo dove oggi e’ tornato a salire l’allarme dopo le pesanti inondazioni del maggio scorso con 22 morti. Le forti piogge che hanno flagellato la parte sudoccidentale del Paese nel fine settimana, hanno causato la morte di tre persone nella Bassa Slesia e lo straripamento di alcuni fiumi. La citta’ piu’ colpita dalle intemperie e’ quella di Bogatynia, dove secondo le autorita’ locali ieri una donna e’ annegata. Nella stessa regione oggi sono stati recuperati i corpi senza vita di un’altra donna e di un pompiere di 55 anni. ”Non abbiamo avuto il tempo di essere avvisati di quello che stava succedendo – ha detto Andrzej Grzmielewicz, sindaco di Bogatynia alla televisione TVN24 – in poco meno di un’ora la citta’ e’ stata colpita da una prima inondazione fino ai primi piani delle case. Molte abitazioni sono state distrutte e siano stati tagliati fuori dal resto del mondo”. Il primo cittadino ha poi lanciato un appello per aiuti e donazioni per permettere l’evacuazione di 2.000 persone. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha promesso aiuti. Allagamenti anche nella Repubblica Ceca dove si contano cinque morti, mentre tre persone sono date per disperse, secondo la polizia. Le inondazioni hanno privato mille abitazioni di energia elettrica e altre 4.000 del gas nella regione di Liberec, a cento chilometri a nord di Praga. Duecento le persone evacuate con elicotteri. Senza elettricita’ anche alcune regioni nell’est della Slovacchia. In Germania e’ il Land della Sassonia quello piu’ colpito al confine con la Repubblica Ceca. A Neukirchen si contano tre vittime, annegate ieri in una cantina rimasta allagata per la pioggia, mentre nella citta’ di Goerlitz, al confine con la Polonia, diversi quartieri sono stati invasi dall’acqua a causa dello straripamento del fiume Neisse per la rottura di una diga nei pressi di Radomierzyce in Polonia. Secondo quanto hanno reso noto le autorita’ locali, il fiume e’ aumentato rapidamente di livello ed e’ cresciuto di quattro metri in meno di tre ore rompendo gli argini e allagando varie zone della citta’. Il livello delle acque ha poi raggiunto i sette metri, il piu’ alto dal 1912, anno in cui si e’ iniziato a misurare le acque dei corsi d’acqua. La media di solito e’ di circa 1,7 metri. Circa 1.500 persone, compresi i residenti di due ospizi, sono stati evacuati nella notte tra sabato e domenica. In Lituania infine la caduta di alberi e di alcuni strutture per il forte vento ha provocato oggi la morte di quattro persone. Diversi i feriti, mentre centinaia sono le persone senza corrente elettrica. Una ragazza di 22 anni ha perso la vita nel sud del Paese dopo che un albero si e’ abbattuto sulla sua tenda in un campeggio. Le previsioni meteo prevedono un attenuamento delle precipitazioni, dopo le piogge torrenziali delle ultime 48. Nei mesi di maggio e giugno scorsi, inondazioni catastrofiche hanno colpito il cuore dell’Europa causando 22 morti in Polonia e sei nella Repubblica Ceca.
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leggi anche:
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Prima pagina: Ansa.it

MOSCA – Spento incendio, salva la centrale di Sarov. Ma un altro impianto nucleare è in pericolo / Russia: bruciato 20% raccolto grano

Spento incendio, salva la centrale di Sarov
Ma un altro impianto nucleare è in pericolo

Il fuoco adesso minaccia il sito di Snezhinsk, 1.500 chilometri a est di Mosca. Nella capitale assediata dal fumo è ormai emergenza sanitaria. Due medici anonimi denunciano: “Ci è vietato diagnosticare morte da smog”

Spento incendio, salva la centrale di Sarov Ma un altro impianto nucleare è in pericolo

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MOSCA – Neanche il tempo di rifiatare dopo aver finalmente domato le fiamme che minacciavano la centrale nucleare di Sarov, 500 chilometri a est di Mosca, che una nuova minaccia al nucleare allarma Mosca. Il fuoco adesso è prossimo a un altro impianto atomico a Snezhinsk. L’emergenza, dunque, non è affatto rientrata. La capitale russa resta avvolta in una micidiale nube di fumo e smog, e nelle ultime 36 ore i roghi attorno alla città si sono moltiplicati, a causa dell’inavvertenza dei ‘turisti del fine settimana’, che accendono fuochi e griglie nelle campagne arroventate, senza curarsi delle conseguenze. Anche a Mosca è ormai emergenza sanitaria. E medici anonimi denunciano: “Ci è vietato diagnosticare morti e malattie causate dal fumo”.

IMMAGINI: LE CAMPAGNE 1

VIDEO: L’ATTESA NEGLI AEROPORTI 2

Nucleare, nuova emergenza. Dopo l’impianto nucleare di Sarov, le fiamme minacciano un’altra installazione atomica a Snezhinsk, 1.500 chilometri a est di Mosca. Lo ha annunciato il ministro per le Emergenze, Sergei Shoigu, specificando che si tratta di un impianto di ricerca, come Sarov. Le fiamme si trovano “a sette ettari” dall’installazione, ha spiegato Shoigu, sollecitando i vigili del fuoco a fare del loro meglio per spegnere le fiamme.

“A Mosca corpi ammassati nei seminterrati”. Due medici di Mosca hanno denunciato, nascosti dall’anonimato, di essere stati invitati a non indicare l’ondata di caldo e fumo nelle diagnosi di malattia e morte. “Non possiamo e non vogliamo essere licenziati. Abbiamo famiglie da mantenere” scrive un dottore nel suo blog sul Livejournal. “Se fosse dichiarato lo stato di emergenza anche nella capitale – scrive -, come in altre regioni, i dottori dovrebbero essere pagati il doppio”. Il medico offre anche un’agghiacciante descrizione dei cadaveri delle vittime delle intossicazioni ammassati nei seminterrati degli ospedali perché le celle frigorifere sono piene. Il divieto di diagnosticare la morte per caldo e fumo è confermato da un altro medico di un importante nosocomio moscovita alla Reuters. Un portavoce del governo ha finora declinato ogni commento.

“Aumentata la mortalità”. Mosca è quindi all’emergenza sanitaria. Anche la responsabile per i diritti del consumatori conferma che nella capitale russa è aumentato il tasso di mortalità. Le persone più a rischio sono quelle con patologie cardio-vascolari e polmonari, ma anche i bambini.

Aperti 123 centri ‘anti-smog’. Per consentire ai cittadini di respirare un po’, le autorità moscovite hanno disposto l’apertura di 123 centri “anti-smog” nella capitale. Si tratta di locali con l’aria condizionata predisposti in alcuni ospedali ed edifici di governo, ha spiegato un responsabile dell’amministrazione cittadina, Vladimir Petrosyan. Infatti, la maggior parte degli appartamenti a Mosca è privo di aria condizionata.

Ancora alta la concentrazione di monossido. Oggi i dati registrati dalle centraline dell’aria sono migliorati rispetto a ieri, ma la temperatura ha raggiunto ancora una volta i 38 gradi e il livello di monossido di carbonio nell’aria è pur sempre tre volte superiore alla norma, mentre ieri era di ben 6,6 volte superiore. Le autorità contano ancora oggi 49 incendi attivi attorno a Mosca, inclusi quelli di 14 torbiere.  Le previsioni, purtroppo, non sono rassicuranti: nei prossimi giorni, le temperature potrebbero raggiungere i 44 gradi nelle regioni già colpite dagli incendi.

Difficoltà per i voli. Chi può, se ne va, ma non è affatto semplice. Negli aeroporti della capitale il traffico è molto disturbato a causa della scarsa visibilità, con cancellazioni e rinvii nei due scali di Domodedovo, a Sud, e Vnukovo, più ad Est. Secondo le agenzie di viaggi, nell’ultima settimana le vendite di pacchetti turistici e voli aerei sono aumentate del 20%. Tutto esaurito verso Egitto, Montenegro e Turchia. Sempre, però, che si riesca a partire: decine di voli, previsti negli aeroporti di mosca, sono stati cancellati o spostati in altre città.

Ancora provvisorio il bilancio delle vittime.
Alto il bilancio ufficiale delle vittime che registra 52 morti, anche se le autorità ammettono che la mortalità a Mosca ha subito un’impennata proprio a causa delle anomale condizioni meteorologiche. “Per una completa analisi del quadro dovremo attendere qualche giorno”, ha dichiarato il capo dell’autority per i consumatori, Tatyana Popova, che non ha confermato il 50% di decessi in più a luglio, citato dal ministero delle Emergenze nei giorni scorsi.

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08 agosto 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/08/news/spento_incendio_vicino_a_centro_nucleare_ma_la_capitale_soffocata_dal_fumo-6147697/?rss

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Russia: bruciato 20% raccolto grano

Per il caldo e la siccita’, lo afferma Coldiretti

08 agosto, 18:43
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(ANSA) – ROMA – Crolla del 20% la produzione di grano in Russia per il caldo e la siccita’, costringendo Mosca ad estendere il bando dell’export. Le esportazioni vietate, oltre che di grano e farina, sono state estese anche a riso, orzo, avena e mais per garantirsi adeguate riserve interne. Lo rileva la Coldiretti, sottolineando che mentre nelle capitale russa si soffre per lo smog, nelle campagne si contano i danni provocati dal fuoco e dall’ondata eccezionale di caldo.
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Chiesa vs Vendola: meglio un aborto che la sua nascita

Chiesa vs Vendola: meglio un aborto che la sua nascita

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Il network di informazione cattolica “Pontifex” torna alla carica contro Nichi Vendola, dopo che già lo scorso gennaio aveva ospitato, proprio in concomitanza della vittoria alle primarie del centrosinistra pugliese del Governatore della regione, un pezzo contro l’omosessualità in quanto “peccato gravissimo e scandaloso”.

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Adesso che Vendola ha lanciato la sua corsa alla leadership del centrosinistra nazionale e, di conseguenza, di tutto il Paese in vista di possibili elezioni anticipate, un editoriale di Bruno Volpe lancia la nuova crociata, questa volta prendendo a pretesto il film di Andrea Costantino “Sposerò Nichi Vendola”, che sarà presentato al prossimo Festival del Cinema di Venezia.

Dando sfoggio dell’elevata caratura delle analisi politiche di cui è capace “Pontifex”, Volpe spiega che “dati i gusti e le inclinazioni perverse del Governatore, sicuramente sarà un uomo. […] Una domanda? Ma come si fa a sposare Vendola? Chi avrebbe uno stomaco del genere? Ce ne vuole del coraggio, ma per aspirare a popolarità e magari finanziamenti per carrozzoni culturali o cinematografici, si ricorre anche a questo, all’ incensamento via film di un personaggio che sarebbe megio dimenticare”.

Il meglio, però, deve ancora arrivare: i cattolici di ferro, i crociati del nuovo millennio, pronti ad issare le barricate contro la 194, pronti a difendere sempre e comunque “la sacralità della vita” di uomo come di un embrione o di un corpo tenuto in vita artificialmente, di fronte ad un personaggio così abominevole e diabolico arrivano a rimpiangere che un aborto non se lo sia portato via in tempo.
“Suggeriamo una variante: – continua Volpe – perchè non hanno abbandonato Vendola da piccolo? Probabilmente tutti sarebbero stati meglio se il terlizzese fosse stato, prima di venire alla luce, vittima di un incidente di gravidanza, e in questo caso, non tutti i mali vengono per nuocere”.

L’ultima perla arriva con la chiusura del pezzo, dove il giornalista, se questo è un giornalista, arriva ad elaborare uno sconclusionato paragone fra il film in preparazione su Vendola e la battuta con cui Berlusconi offrì in sposo il figlio a una precaria della generazione mille euro al mese come soluzione ai suoi problemi; dimostrando, tra l’altro, di non sapere neanche di cosa ha scritto, dato che “Sposerò Vendola” si propone di raccontare la storia di una famiglia pugliese che “sposa” la speranza e le idee del Governatore, non certo di una cerimonia con fedi e bomboniere.
Certo è che Vendola potrebbe dormire sogni tranquilli, se questi fossero gli attacchi “politici” con cui dover fare i conti; purtroppo per lui, però, al di fuori dei deliranti pezzi dei cattolici militanti, la strada delle primarie a tre, con Bersani e Chiamparino e, probabilmente, Di Pietro o un uomo dell’IdV, si fa sempre più irta e difficile da scalare.

Mattia Nesti

fonte: http://www.newnotizie.it/2010/08/08/chiesa-vs-vendola-meglio-un-aborto-che-la-sua-nascita/

a me pare proprio che esagerino… non sono vendoliana ma così mi viene voglia di difenderlo! elena

Era notte a Capri…

Era notte a Capri…

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Leggo perchè mi ha detto mia figlia di aver sentito questa notizia:” Capri, stuprata una turista francese 17enne. Interrogato un italiano coetaneo. La giovane è  stata trovata in stato di incoscienza in strada da un operatore ecologico.” E ancora: “Il 17enne G.F., sospettato di essere l’autore della violenza sessuale su una turista francese, sua coetanea, la notte scorsa a Capri, appartiene ad una famiglia della ‘Napoli bene’: sarebbe figlio di un noto professionista del capoluogo campano. Agli inquirenti, in un primo momento, avrebbe detto di non ricordare nulla di quanto accaduto. Ma ad ‘incastrarlo’ ci sarebbero le immagini delle telecamere presenti in zona. Il 17enne fa parte di una comitiva composta da ragazzi tutti di famiglie facoltose di Napoli. La vittima dello stupro, insieme ad altre due amiche, era a Capri ospitata in un albergo proprio da un ragazzo napoletano, componente dello stesso gruppo. Ieri sera sarebbero usciti tutti insieme, in giro per i locali della Movida. Poi, i due diciassettenni si sarebbero appartati. Cosa sia successo dopo, è  ancora da ricostruire. Alcol, forse un rifiuto, avrebbero fatto scattare la violenza. Al vaglio anche se i due abbiano utilizzato qualche sostanza stupefacente. Il 17enne, prima di essere condotto in commissariato dove è  stato sottoposto a fermo, era in una villa di Anacapri.”

Lei trovata come un rifiuto per strada, lui in villa ad Anacapri: 34 anni in due.

Che vuol dire essere bene essere male, che vuol dire non saper ballare d’estate una tamorra una pizzica un sirtaki… non saper godere delle stelle del mare dell’amicizia dell’amore del profumo della vita?

La notte della Taranta ci si corteggia si balla, “me pizzica lu core mamma mia che dolore…“  e non si uccidono così i sogni, come vorrei dirvi ballati tutti quanti…come vorrei dire a te giovane ragazza francese che l’Italia non è questa ma è anche questa, notte di violenza, di stupro e seguono processi come in quel 1979Ferma.

E a voi, perchè non è solo stato uno… ma atti ripetuti a decine centinaia migliaia non denunciati…a voi che stuprate corpi e menti…Chi vi ha insegnato a farvi e fare così male? “Non ricordo nulla di quello che è  accaduto ieri notte“.

Quanto si dovrà ballare perchè  la Taranta sia  finita?

Doriana Goracci

fonte: http://www.reset-italia.net/2010/08/08/era-notte-a-capri/

Marcinelle, 8 agosto 1956

Marcinelle, 8 agosto 1956

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Verso le ore 8:10, un ascensore a gabbia si ferma in profondità al livello 975 del pozzo di aerazione. Incurante del fatto che quell’ascensore non era destinato a lui, l’addetto di turno decide di caricare su quell’ascensore i vagoncini pieni arrivati dai cantieri. A causa di un freno difettoso, il primo vagoncino caricato è bloccato da un carrello vuoto presente nell’ascensore, carrello che sarebbe dovuto essere spinto fuori dal compartimento dal carrello pieno. L’addetto agli ascensori non ha nemmeno il tempo di sbloccare a mano il meccanismo che l’ascensore si mette in moto bruscamente portando con sé i due vagoncini che sporgono. Risalendo, una putrella del sistema di invio trancia una condotta d’olio a 6kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi dell’alta tensione(525 volt), oltre alle condotte dell’aria compressa che servivano per gli strumenti di lavoro usati in fondo alla miniera: tutti questi eventi insieme provocarono un imponente incendio. Essendo avvenuto nel pozzo di entrata dell’aria, il fumo raggiunse ben presto ogni angolo della miniera causando la morte dei minatori. In quanto al fuoco, la sua presenza si limitò ai due pozzi e dintorni. Ma il suo ruolo fu determinante perché tagliò ogni via d’accesso nelle prime ore cruciali, fra le 9h e le 12h. L’incendio non scese sotto il piano 975m mentre divampò nei pozzi fino al piano 715m. A questo piano Bohen, prima di morire, annotò nel suo taccuino “je reviens de l’enfer” (ritorno dal inferno). L’allarme venne dato alle 8:25 da un uomo risalito in superficie, anche se già alle 8:10, in superficie, si era capito che qualcosa di gravissimo era successo perché il motore dell’ascensore (1250 CV) si era fermato e il telefono non funzionava più (il responsabile Gilson era corso ad avvertire l’ingegnere Calicis che probabilmente erano di fronte a un “cassage de fosse” cioè a una “rottura nel pozzo”, un deragliamento). Calicis ordina al suo aiutante Votquenne di scendere nelle miniera per informarsi.Verso 8:30 I 6 superstiti arrivano in superficie mentre Stroom scende nella miniera.Verso 8:30 Votquenne è pronto a scendere ma il freno d’emergenza è bloccato per mancanza di pressione d’aria. Votquenne ordina la chiusura della condotta d’aria che scende nel pozzo, ci vorranno più di 10 minuti per ristabilire una pressione sufficiente. Votquenne e Matton scendono senza equipaggiamento, arrivono sotto 835m ma devono rinunciare a causa del fumo.Alle 8:35 Calicis telefona alla centrale di soccorso chiedendo di tenersi pronti e precisa che richiamerà in caso di bisogno.Alle 8:48 Calicis chiede l’intervento della centrale di soccorso distante 1,5km dalla miniera.

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I soccorritori impiegheranno 10 minuti per arrivare.Alle 8:58 La prima squadra di soccorritori arriva sul posto. Votquenne e uno dei soccorritori equipaggiati con i respiratori Dräger fanno un secondo tentativo. Arrivano a 1035m ma non riescono ad uscire dall’ascensore, essendo 3,5m più in alto del piano di scarico. Odono dei lamenti ma l’addetto alle manovre non risponde più alle loro chiamate, probabilmente già incosciente. In superficie, Gilson decide di far rimontare l’ascensore.

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Rimontando, a livello 975, Votquenne vede già le fiamme che hanno raggiunto l’ultima porta di sbarramento.Verso 9:10 il pozzo di estrazione dell’aria era a sua volta inutilizzabile, raggiunto dall’incendio. I cavi delle gabbie di questo pozzo cedettero a poco a poco.Verso 9:30 due persone tentarono, senza equipaggiamento, di farsi strada attraverso un tunnel laterale comunicante col pozzo in costruzione. Il tentativo risultò vano. Il passo d’uomo venne allargato solo quattro ore e mezza più tardi e ciò permise di scoprire numerosi cadaveri. D’altro lato fu anche verso le 9:30 che si decide di fermare la ventilazione.Alle 10:00 Calicis decide di separare i due cavi del pozzo N°I. Questo permetterà di servirsi dell’ascensore rimasto bloccato in superficie. Questo lavoro lungo e delicato sarà finito poco prima mezzogiornoAlle 12h:00. 3 uomini, Calicis, Galvan e un soccorritore scendono fino a 170m ma un tappo di vapore impedisce loro di continuare.

Alle 13:15 Gonet, il caposquadra del piano 1035 lascia un messaggio su una trave di legno. “On recule pour la fumée vers 4 paumes.On est environ à 50. Il est 1h 1/4. Gonet” Che in italiano sarebbe “Indietreggiamo per il fumo verso 4 palmi. Siamo circa 50. È l’una e un quarto. Gonet” Questo messaggio sarà ritrovato dai soccorritori il 23 agosto.Verso 14:00 Si decide di rimettere la ventilazione in marcia.Verso 15:00 Una spedizione scese attraverso il primo pozzo e scopre tre sopravvissuti. Gli ultimi tre furono scoperti più tardi, da una spedizione diversa.Il 22 agosto, alle 3 di notte, dopo la risalita, uno di coloro che da due settimane tentavano il salvataggio dichiarò in italiano “tutti cadaveri”. Persero la vita 262 uomini, di cui 136 italiani e 95 belgi. Solo 13 minatori sopravvissero. Dopo la sciagura, passate le prime ore di stupore, la mobilitazione fu generale.

La Croce Rossa, i Pompieri, la Protezione Civile, l’Esercito e la Polizia ma anche semplici cittadini unirono le loro forze. Nei giorni successivi arrivarono rinforzi di soccorso da Ressaix, Frameries, Beringhen. Dalla Francia arrivò Emmanuel Bertiaux con delle apparecchiature di radiotelefonia, dalla Germania arrivò Karl Von Hoff con un laboratorio mobile per le analisi dei gas. Le scuole dei dintorni furono convertite in mense e dormitori, le chiese in camere ardenti. E mentre in superficie l’assistente sociale G. Ladrière, “l’angelo du Cazier”, cerca di consolare le famiglie, nelle gallerie, Angelo Galvan “la volpe du Cazier” cerca i suoi compagni di lavoro. Galvan e i suoi amici soccorritori, tra mille pericoli, nel fumo, nel calore e nella puzza di bruciato e di morte cercarono, invano, eventuali miracolati. La notte del 22 agosto, alla profondità di 1035m, svanirono le ultime speranze. Il giorno 8 agosto intanto la giustizia aveva avviato la sua inchiesta. Il 13 agosto furono sepolte le prime vittime. Il 25 agosto, il ministro dell’economia Jean Rey creò una commissione d’inchiesta, alla quale presero parte due ingegneri italiani, Caltagirone e Gallina del Corpo delle Miniere Italiane. Anche la confederazione dei produttori di carbone creò la sua inchiesta amministrativa. Queste tre inchieste dovevano fare “ogni luce” su cosa era accaduto nel pozzo St. Charles di Marcinelle il mattino dell’8 agosto 1956.

Nessuna di queste istituzioni mantenne pienamente le sue promesse. La commissione d’inchiesta era composta in tutto da 27 membri. Furono tenute 20 sedute che si conclusero con l’adozione del « Rapport d’Enquête » reso pubblico nel giugno del 1957. Questo testo fu adottato all’unanimità con una piccola astuzia; ogni gruppo era autorizzato ad aggiungere una nota di minoranza, cosa che 4 gruppi fecero. Fra questi, i 6 membri italiani, sottolinearono che fu la persistenza della ventilazione la causa, non dell’incidente, ma del numero elevato delle vittime. In altre parole i responsabili avrebbero dovuto fermare il ventilatore subito dopo aver saputo dell’incendio nel pozzo. Tramite queste note di minoranza si capisce che ogni gruppo cercava più di fare prevalere il suo punto di vista (o gli interessi che questo gruppo difendeva) che la verità sui fatti accaduti. [2]L’inchiesta giudiziaria fu condotta dal magistrato Casteleyn. Vi furono delle stranezze, per esempio, il medico legale [3] non fu autorizzato a testimoniare davanti alla commissione d’inchiesta, mentre parecchi ducumenti del processo furono inviati alla commissione. Fra questi, alcune foto, ma soprattutto un documento sequestrato che venne pubblicato prima del processo a pagina 74 del « Rapport d’Enquête ».[4] Il processo in primo grado si svolse a Charleroi dal 6 maggio 1959 al 1 ottobre 1959. Le 166 parti civile erano difesa da un collettivo d’avvocati fra cui Leo Leone e Giorgio Mastino del Rio per conto del’INCA. I dibattiti diventarono presto una battaglia di perizie delle quali pochi, Corte compresa, erano in grado di capire qualcosa. Alla fine, i 5 imputati furono assolti. In appello, davanti la 13esima Camera di Bruxelles, una sola condanna fu pronunciata, quella dell’ingegnere Calicis, condannato a 6 mesi con la condizionale e a 2000Fb di multa. La società Bois du Cazier venne condannata a pagare una parte delle spese e a risarcire, per circa 3 milioni di Fb, gli eredi delle vittime che non erano loro dipendenti (Stroom e Waldron). Fu fatto ricorso in cassazione che rinviò la causa (ma solo per certe materie) a Liège. La fine giudiziaria avvenne il 27 aprile 1964 con un accordo tra le parti. Non sappiamo l’esito dell’inchiesta della confederazione dei produttori di carbone. Abbiamo solo la nota di minoranza che i suoi rappresentanti P. Brison e A. Denis fecero inserire nel « Rapport d’Enquête ». Si può pensare, senza troppi dubbi, che questa nota rifletta il punto di vista della confederazione.

fonte: http://www.facebook.com/photo.php?pid=108222&id=100001230158105&comments&alert&ref=notif&notif_t=photo_comment_tagged

Marcinelle/ Idv: Istituzioni si concentrino su sicurezza lavoro

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Roma, 8 ago. (Apcom) – “L’8 agosto del 1956 perdevano la vita 262 lavoratori nella miniera di carbone di Marcinelle. Il ricordo di questa tragica vicenda deve servire da monito per tutte le istituzioni e le forze politiche affinché mantengano alta l’attenzione su temi fondamentali come la cultura della sicurezza e il rispetto dei diritti dei lavoratori”. È quanto afferma in una nota Maurizio Zipponi, responsabile welfare e lavoro dell’Italia dei Valori, nel giorno del 54esimo anniversario della tragedia di Marcinelle.

“Ancora oggi – spiega – in Italia si registrano, ogni anno, più di mille casi di morti bianche. Numeri preoccupanti, soprattutto in un periodo in cui aumentano licenziamenti, cassintegrati e aziende in crisi. Per questo, l’Italia dei Valori conferma il proprio impegno al fianco di tutti i lavoratori, specialmente nei confronti di precari e cassintegrati”.

fonte: http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/8_agosto/08/marcinelle_idv_istituzioni_si_concentrino_su_sicurezza_lavoro,25537848.html

Bono Vox : siamo sicuri che sia per la pace?

Bono Vox: siamo sicuri che sia per la pace?

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Nel 2005 il premio di Man of Peace Award dell’anno è stato consegnato a Bob Geldof, nonostante la sua promozione dei regimi sanguinari di Bush e Blair. A metà dicembre i premi Nobel per la pace che conferiscono questa onorificenza, si sono riuniti a Parigi e l’hanno data ad una scelta persino peggiore: Paul David Hewson, in arte BONO VOX.

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Bono non è un uomo di pace — deve ancora dichiararsi contrario ad una sola guerra. Bono è comproprietario della Pandemic/Bioware, che ha prodotto Mercenaries 2, un videogioco che simula un’invasione del Venezuela. L’anno scorso Bono si è incontrato con il segretario della difesa USA Robert Gates per discutere i programmi di istituire un nuovo comando militare americano per l’Africa. La rivista Forbes, di cui Bono è comproprietario, batte costantemente il tamburo per la guerra (Bono dice di essere stato attratto dalla rivista perché ha una “filosofia coerente”).
Come Sir Bob, Bono canta le lodi di alcune delle figure pubbliche più bellicose. Comincia con Dubya e Blair – Bono ha lodato il primo ministro britannico per “aver fatto le cose in cui credeva”. Chiaramente voleva alludere anche all’enorme coinvolgimento britannico nella guerra in Iraq. Bono non ha altro che lodi anche per persone estremamente reazionarie quali Jesse Helms e Billy Graham. Nel video per il video di Pat Boone, “Thank You Billy Graham”, Bono intona “rendo grazie per la sanità mentale di Billy Graham, un cantante dello spirito umano”. Interessante. Nel 1966, Graham è salito sul podio dopo LBJ al National Prayer Breakfast per dare una chiara approvazione della guerra del Vietnam. “Ci sono quelli,” ha detto Graham, “che hanno cercato di ridurre Cristo alla stregua di un pacificatore geniale ed innoquo; ma Gesù ha detto ‘Vi sbagliate – io sono venuto come un incendiatore che maneggia la spada. Io sono venuto per portare il fuoco sulla terra’” . Canta quello spirito umano, Billy – Bono ti fa il coro. Infatti, circondato dai politici più belligeranti d’America, Bono ha fatto un servile discorso programmatico al National Prayer Breakfast nel 2008. In una recente intervista con la rivista di musica britannica Q, il batterista degli U2 Larry Mullen ha detto che è “raccapricciante” vedere Bono in compagnia di George Bush e Tony Blair, aggiungendo che quei due leader mondiali dovrebbero essere processati come dei “criminali di guerra”.

Potrebbe sembrare strano che un gruppo di premi Nobel per la pace consacrino Bono come un uomo di pace. Ma forse non lo è. I precedenti vincitori del premio [Nobel] per la pace comprendono Henry Kissinger, che ha tramato il violento rovesciamento del regime cileno di Salvador Allende ed è stato l’architetto del bombardamento della Cambogia, l’amico di Bono, Al Gore che ha appoggiato entrambe le guerre del Golfo dopo aver votato a favore del missile MX “first-strike” .

Una delle persone che avrebbe potuto dare un’iniezione di idee nuove alle celebrazioni di Man of Peace di Parigi è Tookie Williams. Cofondatore della gang dei Crips di LA, che è diventato un portavoce contro la vita della gang, nonché un autore di libri per bambini mentre era nel braccio della morte ed è stato nominato cinque volte per il premio Nobel per la pace (e una volta per il premio Nobel per la letteratura). Naturalmente, Williams non ha potuto essere presente perché è morto per iniezione letale a San Quentin il 13 dicembre 2005, dopo che il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha rifiutato gli appelli da tutto il mondo per la clemenza.
Tuttavia il 23 ottobre c’era Bono, “uomo di pace”, a tessere le lodi di Arnold mentre faceva un altro discorso programmatico, stavolta alla California Women’s Conference di Long Beach. Tra gli altri a parlare c’erano il governatore, sua moglie Maria Shiver, e Madeline Albright. La Albright, segretaria di stato di Bill Clinton, ha detto una volta alla televisione nazionale quando le è stato chiesto come potesse giustificare la morte di 500000 bambini iracheni come risultato delle sanzioni Clinton/Gore: “Crediamo che ne valesse la pena”.

Bono non ha fatto menzione del drammatico aumento della povertà in California causato dalle politiche filoaziendali di Schwarzenegger. Neanche una parola sui due milioni di bambini nello stato che soffrono la fame o sugli immigrati inseguiti nelle strade come se fossero animali fuggiti da uno zoo. Il tema principale del discorso incoerente di Bono è stata la povertà in Africa e solo in Africa, anche se ha fatto un breve accenno a quando come aspirante musicista si era ispirato ai Clash (ironico, dato che erano artisti che hanno reso la loro opposizione alla guerra molto esplicita).

Nonostante l’ispirazione che molte persone traggono dagli inni scritti da Bono, non c’è traccia di prova che Bono sia in disaccordo su qualsiasi questione – la guerra, le scappatoie fiscali, l’immigrazione – con gli agenti del potere che ci vuol far credere siano l’ultima migliore possibilità per il genere umano.

http://maurixxio.splinder.com/post/20196242

fonte: http://rifondazionenichelino.blogspot.com/2010/08/bono-vox-siamo-sicuri-che-sia-per-la.html?spref=fb

Ferie parlamentari

Ferie parlamentari

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Sei italiani su dieci non andranno in vacanza. Dieci parlamentari su dieci andranno invece in vacanza nonostante molti di loro non si presentino quasi mai alla Camera o al Senato. Non si accorgeranno quasi di essere andati in ferie.
“Il Parlamento chiude per ferie, il Presidente della Repubblica è in ferie, i politici in ferie ma gli italiani non hanno ferie. Gli italiani non ci possono andare visto che le ferie si maturano lavorando, gli italiani non hanno lavoro, non hanno soldi, non hanno nessuno che gliele paga. I politici si devono riposare per non essersi stancati, gli italiani non possono riposare nemmeno la notte. I politici vanno in crociera, gli italiani sono appesi alla croce. I politici si sganassano di cibo gli italiani stringono la cinta. I politici cantano spensierati, gli italiani urlano incazzati.” Maria Pia Caporuscio, Roma

Da http://www.openpolis.it:
> deputati assenteisti
> senatori assenteisti

fonte: http://www.beppegrillo.it/2010/08/ferie_parlament.html

Il mattino ha Silvio in bocca

Il mattino ha Silvio in bocca

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Crisi di governo? Minzolini mette l’elmetto. A UnoMattina l’invito a leggere il volume pubblicitario “Due anni di governo”

Ore 8 e 33 di venerdì 6 agosto 2010: va in onda sulla Rete Uno della Rai la trasmissione “Nel governo tutto bene, grazie. A parte un gruppo di finiani”. Dieci minuti di programmazione all’interno di UnoMattina Estate con ospite singolo: Sestino Giacomoni, dalla biografia, annota la conduttrice Adriana Pannitteri “molto ricca”, essendo “consigliere del premier Berlusconi, etichettato dalla stampa in diversi modi, soprattutto come assistente suggeritore, addirittura… uomo ombra”. I due sorridono un po’ imbarazzati. Lei: “…mi sembra un po’ troppo”. Non appare invece eccessivo quello che succederà di lì a poco, con Giacomoni che, dopo aver criticato la posizione di Fini e dei finiani, che minano la “stabilità” di un esecutivo che ha fatto tante belle cose, tira fuori il volume pubblicitario Due anni di governo, scaricabile anche dal sito del Popolo della libertà, attraverso il quale i telespettatori “da un lato capiranno veramente cosa ha fatto il governo, perché è difficile capirlo leggendo i giornali, poi troveranno anche delle indicazioni utili…”, come il numero di telefono per avere informazioni sul bonus per la bolletta del gas o per quella elettrica (che, sia detto, si ottiene con un reddito annuo inferiore ai 7.500 euro).

Nel salotto mattutino, l’esponente della maggioranza di governo rivendica i successi. Pare che la “stabilità” che adesso i finiani sembrano aver messo in forse, abbia permesso di superare “la crisi più grave dal ‘29”, di “risolvere in 58 giorni l’emergenza rifiuti a Napoli” (e ora se la situazione è ancora ai limiti della disperazione, si legge nel testo pubblicizzato, è colpa dei sindaci), di “eliminare definitivamente gli enti inutili” (circostanza non pervenuta). Pare siano state anche ridotte del 20% le auto blu. E che siano stati ridotti del 10% gli stipendi dei politici (ma dal 2011, e con qualche trucco) e i finanziamenti ai partiti (sì, ma dalle prossime elezioni, e parliamo di cifre astronomiche). Il siparietto si chiude con un consiglio: ad agosto leggete questo libro, “accanto ai giornali di gossip”. Servizio pubblico.

La linea tracciata
La direzione, d’altronde, l’ha segnata l’editoriale della svolta, enunciato da Augusto Minzolini, direttore del Tg1 e responsabile dell’informazione sulla prima rete, nella serata in cui Gianfranco Fini annunciò il proprio strappo da Silvio Berlusconi. “Il divorzio che si sta consumando nel Pdl – affermava – almeno un elemento positivo lo determina: la chiarezza. E in questo momento c’è bisogno di chiarezza, non di tatticismo esasperato”.

Sarà, ma adesso che i numeri sono chiari, e che la maggioranza di governo rischia di non essere più tale, il clima sembra quello di una campagna elettorale permanente. E “la chiarezza” invocata da Minzolini, ha fatto sì che il gruppo dei finiani sia subito finito nella casella dedicata all’“opposizione”. Ne è testimonianza il duro botta e risposta tra lo stesso direttore e Benedetto Della Vedova, capogruppo di Futuro e Libertà (Fli) alla Camera, nel day after della votazione che ha salvato il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo e azzoppato il governo. Il primo attaccava: “La principale fonte di informazione del Paese dovrebbe trattare la cronaca politica con equilibrio e correttezza: continuare questo trattamento sarebbe inaccettabile”. Cui seguiva la replica in difesa della categoria: “Non è accettabile che si pretenda di suggerire come strutturare il racconto politico violando così l’autonomia dei giornalisti”. E certo che se i finiani sono realmente all’opposizione, per chiarezza si dovrebbe dire che il governo non ha una maggioranza.

Come cani e gatti
Poco male. D’altronde ormai in televisione finiani e pidiellini sembrano rappresentare realmente maggioranza e opposizione e paiono tornati i tempi in cui, Italo Bocchino e Maurizio Lupi si davano sulla voce nel programma di Paragone L’Ultima parola a colpi di “dimettiti” e “fascista e squadrista”. E agli esponenti del Pd, è capitato a Enrico Letta a Linea Notte di mercoledì e a Debora Serracchiani in un In Onda con Italo Bocchino della scorsa settimana, non resta che aspettare che la zuffa tra ex esponenti della stessa maggioranza non sia placata, per abbozzare una specie di: “Avete visto?”.

Prima o poi qualcuno in Rai presenterà un libro in cui questi siparietti verranno derubricati a bicchierate tra amici.

Da Il Fatto Quotidiano del 7 agosto 2010

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/07/il-mattino-ha-silvio-in-bocca/48357/

I compromessi di Vendola

I compromessi di Vendola

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di Adele Dentice

I compromessi di Vendola

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La storia corre e nulla è uguale a se stesso soprattutto in politica dove i trasformismi coperti da alchimie retoriche fanno muovere le pedine a proprio piacimento per ricercare “opportunamente” strategie di fondo comuni. Esemplificativo il caso tutto pugliese di De Donatis dirigente della Regione Puglia con undici presidenti. Amico di famiglia dei Fitto e con la presidenza di Raffaele, capo di gabinetto. La giunta Vendola lo esiliò, ma la permanenza nell’UDC lo ha riabilitato, sino a concedergli un nuovo incarico cucito su misura, nell’ottica di una futura collaborazione segnale preciso di chi lavora già per limare le differenze in vista di una sinistra di governo.

Emblematica è stata la ricerca spasmodica dell’alleanza con l’Udc di Casini, e persino con Adriana Poli Bortone, ex missina, ex ministra, ex sindaco di Lecce. La messinscena si ripete e i partiti in assenza di democrazia assomigliano sempre più a comitati d’affari che si legano e si sciolgono con estrema disinvoltura, sempre più lontani dalla loro funzione originaria che pretendeva fossero strumenti democratici per coinvolgere la base nei processi decisionali.

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Allo stato attuale l’elettorato della cosi detta sinistra non sembra più essere in grado di leggere autonomamente i compromessi a cui Vendola sembra essere sempre più propenso. L’ennesimo guru della sinistra appare più che altro suggestionato e illanguidito dal linguaggio pre-moderno; i giovani poi illusi di essere forza attiva pensano di poter contrastare il mal governo, la corruzione, la mafia. Sicuramente accorreranno per la prima edizione del Forum internazionale “Otranto Legality Experience”, organizzato dal network ‘Flare’ per il quale  l’assessore Fratoianni ha chiesto un finanziamento di 70.000 euro, che verrà concesso all’associazione Libera e ad Agnoletto. Sarà quello il luogo gioioso della moltiplicazione dei forum, delle discussioni guidate con la presenza dei soliti volti locali, nazionali e internazionali e l’assoluta indifferenza della classe lavoratrice, dei numerosi disoccupati e del popolo pugliese. Non credo che ci saranno gli 800.000 abitanti della nostra regione che vivono in condizione di povertà materiale  estrema o quei tanti giovani esclusi dai circuiti lavorativi e i cui bollenti spiriti si sono raffreddati definitivamente. Saranno presenti, quelli si, i trecento e più movimenti che rivendicano il presunto nuovo, l’originalità quelli che veleggiano nell’area di Vendola o della triade Di Pietro, Grillo, Travaglio, tutti nuovi agglomerati eticamente e politicamente altri, ma tutti pronti a riprodurre i difetti della politica maggiore , con personalismi sfrenati, all’insegna del litigio, in attesa di appropriarsi di un comodo seggiolino. Il nuovo che si inventa il look della lontananza dai partiti rimpinzandolo di una retorica a seconda dell’utenza salvifica o di dissenso usando o criminalizzando i movimenti no global o no tav o quello di Genova.

Si discuterà nei forum, e ampiamente, e tutti potranno avere il loro spazio e uscire dal loro anonimato, basterà condividere la cultura dominante e non creare “fastidio”, osando visioni e interpretazioni che scivolano fuori da quell’unico pensiero in un unico mondo possibile.