Archivio | agosto 21, 2010

SCUOLA – 100 euro in più per i libri / Addio ai libri, ora i testi scolastici sono sul pc

Scuola, 100 euro in più per i libri

La riforma Gelmini aumenta materie e costi. Il Codacons: «I licei sono i più penalizzati»

19 agosto 2010

| Bruno Viani
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LA CORSA alla ricerca dei libri scolastici è già iniziata e per molte famiglie è un ritorno alla realtà. Una realtà difficile: perchè il conto che viene presentato ai genitori di tanti studenti delle superiori è spesso molto superiore ai tetti di spesa imposti dal ministero della Istruzione come paletti invalicabili (salvo sforamenti minimi che devono essere giustificati dal consiglio d’istituto).

Lo denuncia il Codacons, ed è facilmente verificabile da chiunque navigando nel mare del web, dove quasi tutti gli istituti medi e superiori hanno creato una bacheca virtuale. Perchè nel 2010 gli studenti non vanno più a bussare alle porte delle segreterie degli istituti in cerca di elenchi da ricopiare: basta la stampante del computer di casa per avere bello e pronto l’elenco dei libri dell’anno successivo. Un anno che, nelle intenzioni della riforma Gelmini, dovrebbe traghettare verso un futuro sempre meno di carta anche sui banchi.

L’equazione doveva essere facile: meno volumi tradizionali (costosi) e più cultura virtuale con risparmi concreti anche per le famiglie. «Molte scuole hanno reso pubblico l’elenco dei libri per il prossimo anno – accusa invece il Codacons, – e proprio per le classi prime, secondo un’indagine a campione condotta tra le scuole della Liguria, nel 58% dei casi non è rispettato il tetto spesa previsto dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e le previsioni indicano una spesa mediamente superiore ai 400 euro a studente». Ossia di 100 euro in più rispetto al tetto medio di 300. Le liste non prevedono inoltre – ma questo era un problema già presente nel recente passato – il costo dei dizionari, dando per scontato che molte famiglie li possiedano già.

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fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2010/08/19/AM0yJFyD-scuola_euro_libri.shtml

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Addio ai libri, ora i testi scolastici sono sul pc

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di Pierluigi Giordano Cardone

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L’estate non è ancora finita, l’inizio dell’anno scolastico è lontano una ventina di giorni, ma sono già ricominciate le polemiche a distanza tra il ministero dell’Istruzione e le associazioni dei consumatori. Il motivo? Il presunto aumento dei libri di testo. Un problema per molti, ma non per tutti. C’è chi, infatti, non solo ha risolto la questione alla radice, ma ha anche impresso una svolta epocale al modo stesso di intendere l’insegnamento. Trattasi dell’Itis Majorana di Brindisi, capofila nazionale dei progetti “Book in progress” e, novità del prossimo anno scolastico, del “Net in progress”.

Andiamo con ordine. La prima iniziativa è nata a metà 2008, quando il dirigente scolastico Salvatore Giuliano ha chiesto ai suoi docenti di scrivere i libri di testo per gli studenti della scuola. In un primo momento, l’obiettivo era solo didattico: fornire ai ragazzi contenuti più chiari. Col passare del tempo, tuttavia, un altro aspetto dell’iniziativa ha conquistato l’arena mediatica: grazie ai libri scritti “in casa”, ogni famiglia è riuscita a risparmiare circa 250 euro per figliolo iscritto al Majorana nell’anno scolastico 2009/2010 (circa 170 gli alunni che hanno usufruito del “Book in progress”). Un esborso mancato che, in tempi di enorme difficoltà economica, è diventato un autentico toccasana per i nuclei familiari.

Alla modica cifra di 25 euro, del resto, ogni alunno ha ricevuto quasi tutti i libri di testo, lo zaino e il diario. Incoraggianti i risultati: secondo il preside Giuliano, sarebbe aumentato il rendimento didattico e diminuita sensibilmente la dispersione scolastica, spesso favorita proprio dai costi proibitivi dei libri di testo. E il ministero? Nessuna protesta? No, anzi: la Direzione Generale degli Ordinamenti Scolastici ha visionato i testi autoprodotti dal Majorana in assoluta autonomia (solo la Regione Puglia ha contribuito, seppur con aiuti irrisori) e all’encomio ufficiale alla scuola brindisina ha allegato un assegno di 10 mila euro per incentivare il progetto. Detto, fatto. A distanza di un anno, è stata creata una rete del “Book in progress” alla quale hanno aderito 14 istituti scolastici di tutta Italia (Puglia, Campania, Calabria, Molise, Lombardia, Toscana, Friuli, Marche e Umbria) con il Majorana a fare da capofila.

Tra qualche settimana la storia si ripeterà (con 35 euro tutti i libri): il 5 settembre, da Brindisi partirà un camion con 30 quintali di libri che verranno consegnati personalmente dai dirigenti dell’istituto pugliese ai colleghi di tre città (Busto Arsizio, Ancona e Gubbio) le cui scuole hanno aderito al progetto.

Al secondo anno di vita, però, il “Book in progress” è già superato. L’Itis Majorana, infatti, si è inventato il “Net in progress”, primo progetto di questo tipo in Europa. Di cosa si tratta? Semplice: i libri scritti dai docenti della scuola saranno contenuti in una pen drive da utilizzare con il netbook che l’istituto metterà a disposizione delle famiglie al costo di circa 350 euro (a fronte di un valore di mercato di 700 euro, ndr). Il pc, ovviamente, sarà di proprietà degli alunni, che dovranno portarlo a scuola ogni mattina perché le lezioni si terranno tramite bluetooth e lavagna interattiva. Al posto della cattedra, infatti, ci sarà una postazione telematica in cui il docente avrà a disposizione un pc da 19 pollici con schermo touch screen e telecamera incorporata. Le lezioni finiranno in Rete, così anche chi è malato (o chi non ha capito la lezione) potrà assistervi. Potrebbe essere un incentivo a non andare a scuola? No, perchè ogni alunno avrà un badge che ogni mattina registrerà la sua presenza in aula. Ricapitoliamo: con 350 euro, ogni studente avrà il suo netbook, la pen drive con i contenuti didattici e i libri stampati dalla scuola da tenere a casa per lo studio inteso in senso classico. Prima di fare questo passo, però il preside Giuliano ha chiesto il parere delle famiglie dei suoi alunni: fatti i conti in tasca, i genitori hanno accettato e così da settembre (già 250 i pc acquistati) le lezioni diventaranno hi tech.

E le penne, i quaderni, la carta, i cartolai? Che fine farà questo pezzo di commercio che ha fatto la storia dell’insegnamento? Giuliano è categorico: “Proprio noi non possiamo essere un freno al progresso. Anche chi un tempo vendeva i calamai ha dovuto aggiornarsi ai tempi nuovi”. E ora come si farà a marinare la scuola?

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21 agosto 2010

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/21/addio-ai-libri-ora-i-testi-scolastici-sono-sul-pc/51847/

FIRENZE – Lavora in nero e muore, i suoi compagni fuggono

Lavora in nero e muore
i suoi compagni fuggono

L’uomo, 33 anni, senegalese, era irregolare in Italia e impiegato abusivamente. Stava ristrutturando una concessionaria a Campi Bisenzio (Firenze). E’ rimasto schiacciato dal muletto che stava manovrando

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di GAIA RAU

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Lavora in nero e muore i suoi compagni fuggono

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Il muletto che stava manovrando si è ribaltato, schiacciandolo. E lui è morto sul colpo, mentre le persone che gli stavano intorno fuggivano, immortalate da una telecamera. E’ morto così Niang Elhadji, operaio trentatreenne senegalese, irregolare in Italia e impiegato al nero da un artigiano marmista, che questa mattina stava lavorando alla ristrutturazione di una concessionaria automobilistica a Campi Bisenzio, nella piana fiorentina.

Le telecamere della ditta hanno ripreso le fasi della tragedia, immortalando un fuggi fuggi di persone subito dopo il ribaltamento del muletto. I carabinieri stanno adesso identificando i presenti: sembrerebbe alcuni artigiani. La vittima avrebbe tentato di saltare dal muletto che si stava ribaltando, rimanendo schiacciato e, probabilmente, morendo sul colpo. Il pm ha disposto l’autopsia.

Dai primi accertamenti emergerebbero anche altre irregolarità: l’operaio non aveva la cintura allacciata e sul muletto sarebbero mancati diversi dispositivi di sicurezza, fra cui gli sportelli, che avrebbero potuto salvarlo. Sembra che l’uomo fosse alle dipendenze di un artigiano e che stesse lavorando alla posa di marmi, nell’ambito di lavori di ristrutturazione di una concessionaria di automobili. L’artigiano sarà con ogni probabilità indagato. Il muletto sarebbe stato preso in affitto dall’azienda che ha fornito i marmi e poi prestato all’artigiano per i lavori nella concessionaria.

“Se le informazioni che abbiamo risultano confermate, non si può parlare di fatalità ma di precise e grossissime responsabilità”, ha commentato l’episodio Daniela Cappelli della Cgil toscana. E cordoglio è stato espresso anche dal presidente del consiglio regionale Alberto Monaci, che ha definito le morti sul lavoro “un’emergenza nazionale”, dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci e dal coordinatore toscano dell’Idv Fabio Evangelisti.

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20 agosto 2010

fonte:  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/08/20/news/operaio_senegalese_muore_sul_lavoro_a_campi-6390518/?ref=HREC1-5

SOCIETA’ – Eterni (finto) Giovani

Eterni Giovani

Hanno 50 anni ma si vestono e si comportano come se ne avessero 30. E ne pagano le conseguenze

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Christian De Sica è nato nel 1951. Ha 59 anni. Un’età che per molti significa «un passo dalla pensione». A vederlo in tv non sembra. Costretto dagli impegni di lavoro, l’attore veste come un giovane. Un giorno, non tanto tempo fa, s’è lasciato andare: «Per l’età che ho, vorrei vestirmi come mio padre. Classico, serio. Purtroppo mi tocca fare il giovanile». Il «finto giovane» o l’eterno giovane.

Nei manuali di sociologia una definizione di questo tipo non è contemplata. Non ancora. Anche se trovare la categoria del finto giovane nella realtà non è difficile. Basterebbe fare un sondaggio tra gli adolescenti e chiedere loro di descrivere gli adulti, che spesso sono i loro genitori. Ne uscirebbe fuori questo identikit: quaranta- cinquantenne che adotta uno stile di vita che un tempo sarebbe stato condizionato dall’anagrafe e che oggi invece è determinato dalle mode, dai consumi trasversali e dalla possibilità di programmare la vita pure dopo i 40.
Una sociologa italiana, Giovanna Cosenza, direbbe la Trans-Age. Una neo generazione molto appetita dai pubblicitari che tende a vestire come i teenagers, mangia sano, molto sano, non la smette di fare sport e non potrebbe vivere senza il web, l’Ipod, l’Iphone e ora l’Ipad. Di esempi di finto (o eterno) giovane televisivi e sportivi di successo ce ne sono molti. A volte va male. Come al milanista Gennaro Gattuso, stoppato all’entrata di una discoteca di Monaco perché aveva il pinocchietto. «Se avesse avuto 16 anni accompagnato dai genitori l’avremmo fatto entrare». Il messaggio è chiaro per «l’anziano» giocatore: «Vestiti come un adulto».
La differenza rispetto a qualche anno fa è la quantità: è come se la generazione dei finti giovani fosse uscita dallo schermo per estendersi ovunque. I luoghi maggiormente frequentati sono le palestre, gli outlet tipo Serravalle e i negozi possibilmente griffati.

Emanuela lavora da Etro in via Montenapoleone, nella via dell’alta moda milanese. Un osservatorio speciale per vedere all’opera le modalità di consumo dei quaranta-cinquantenni. Spesso, dice, è difficile proporre la sobrietà a clienti-donne non più giovanissime smaniose di apparire sexy, «chiedono quasi sempre una o due taglie più piccole». Lo stesso vale per i maschi: «Raramente si vende un vestito così come lo proponiamo in boutique. Si va sempre dal sarto per stringere, per creare aderenza. Fa più giovane».
Aderenza. È il collante ideologico. Il jeans deve essere attillato, la maglietta pure, l’orologio Swatch può andare bene, il pantalone se proprio deve essere largo è un Cargo; per le donne il simbolo finto giovane è rappresentato dai «leggings», pantacollant degli anni Ottanta, riproposte oggi in versione cotone, lana, finto pelle, traforate, indossate «naturalmente » dalle giovani ma ora anche dalle mamme. Motivo? Per essere sexy. Magari con una gonna inguinale sopra il ginocchio. Due le scuole di pensiero sulle cause della crescita demografica di questa neo generazione. Anna Maria Testa, pubblicitaria ed esperta di comunicazione, sostiene che l’origine risale al 1968. Lo sdoganamento giovanilistico sarebbe poi di fatto avvenuto negli anni ’80. «Un cinquantenne di oggi porta i jeans attillati e scoloriti perché li indossava anche 30 anni fa».

Luca Antonietti, sociologo, punta invece il mirino sui processi demografici. Dice che è l’allungarsi della vita che permette di assumere comportamenti simili a quelli di un trentenne. Tanto che oggi è questa la fascia che interessa al marketing. Cita un dato che modifica il luogo comune che siano i «veri» giovani a essere aperti e più interessati all’innovazione: «Da un sondaggio risulta che gli over 40 sono più propensi all’innovazione dei ventenni, quindi meno giovanili ».

Una ricerca Eurisko sulla «Dieta mediale» (tv generalista, satellitare, stampa, Internet, cinema e quant’altro) mostra come la scelta dei 45enni sia uguale alla media della popolazione che ha più di 14 anni. Un esempio, Internet: 23% contro 24%. Il marketing è molto interessato: «Rispetto al più giovane uno di 45 anni ha più soldi, più cultura, aperto alla tecnologia avendo però stili di vita simili ». Non sempre la vita dell’eterno (o finto) giovane è facile. Nonostante «l’incoraggiamento» di un geriatra come Marco Trabucchi. «Non c’è un momento in cui il corpo invecchia. È un processo. Certo, non si può pensare che a 45 anni si abbia la stessa potenza sessuale di uno che ne ha 25». Jack, milanese, di anni ne ha 46. Fa sport, mangia sano e preferisce la compagnia delle ventenni. A volte è in difficoltà.

«Il problema è che non sempre posso portarle a cena. Dopo una, due volte si annoiano: “Stasera andiamo in discoteca?” È dura». Jack, secondo i parametri del geriatra sarebbe ancora giovane. Ma non tanto da sostenere il ritmo discotecaro di una ventenne. Questo però non scoraggia la propensione al giovanilismo. I numeri. Il quarantenne single ha una capacità di spesa superiore alla media dei capofamiglia e spende (dato Assofin sull’uso delle carte di credito); ha più istruzione (più laureati nel 2009 rispetto al 2002); è molto attento alla salute (fatto 100, era 81 il valore nel ’99, è 86 nel 2008), usa più prodotti per la pelle (51 nel 1999, 67 nel 2008); e soprattutto consuma tecnologia (41 nel 1999, 87 nel 2008).

Nel 2005 Moschino fece sfilare modelle agée, mentre Lauren Hutton posava nuda, a più di 60 anni, per il magazine newyorchese Big. I grandi magazzini Marks & Spencer hanno richiamato Twiggy, icona degli anni Sessanta. La sociologa Cosenza dice che sarebbe ora di finirla di parlare di giovanile. Lei teorizza la Trans Age, la donna senza età. Come Celia Cruz, regina cubana della Salsa: «Ha sempre vissuto valori con tutte le generazioni». Jack deve solo evitare le discoteche.

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Agostino Gramigna
21 agosto 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_21/tempi-liberi-gramigna-eterni-giovani_ecf96f1a-aced-11df-b3a2-00144f02aabe.shtml

Il nudismo non conosce crisi. In Calabria il congresso mondiale

Il nudismo non conosce crisi. In Calabria il congresso mondiale

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di Damiano Laterza

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«Se il nudismo fosse frequente e di massa ci comporteremmo tutti meglio, saremmo più sani perché la nostra pelle sarebbe a contatto diretto dell’aria e del sole e i nostri criteri di bellezza verrebbero a coincidere con quelli della salute, poiché ambedue deriverebbero dalla conformazione del corpo e non soltanto dal viso. Da questo punto di vista va raccomandato il costume greco» scrisse nel 1929 il filosofo Bertrand Russell, nudista – anzi, naturista convinto. Naturismo che sembra vivere un nuovo periodo di gloria, dopo i fasti degli anni Sessanta e Settanta.

Forse perché la crisi ha lasciato la gente in mutande, e dunque il passo verso il costume adamitico si fa breve e quasi obbligato? Di sicuro c’è che nell’intera Europa il numero di naturisti è in continua, costante ascesa e si attesta, oggi – secondo i dati della Fenait (Federazione naturista italiana) – sui 20 milioni circa di persone. Le strutture dedicate sono più o meno 600 – tra villaggi e campeggi – e le spiagge quasi non si contano (oltre 200 nella sola Spagna).

In Italia gli iscritti alle organizzazioni naturiste sono quasi 6000, ai quali ci sono da aggiungere i soci delle organizzazioni straniere. La maggior parte dei naturisti italiani (tra i 200.000 e i 500.000) non è però attualmente iscritta ad alcuna associazione. Dati suggestivi. Che fanno dichiarare a Gianfranco Ribolzi, presidente Fenait : «Il naturismo è uno dei pochi settori che non conosce crisi». Nei soli Stati Uniti (l’unico mercato del quale esistono rilevazioni certe) l’industria del naturismo ha infatti incrementato il proprio fatturato annuo da 150 a 400 milioni di dollari in 10 anni e le stime per il futuro sono decisamente rosee. Tanto che il governo francese ha subito “fiutato l’affare”: il nuovo Ente nazionale del turismo, l’Atout France (lanciato lo scorso anno da Herve Novelli, segretario di Stato di Nicolas Sarkozy), vuole svecchiare l’immagine del naturismo, presentandolo come uno dei modi migliori di andare in vacanza, rispettando l’ambiente.

La Francia è la prima destinazione per i naturisti di tutto il mondo, con una media di 1,5 – 2 milioni di seguaci. La filosofia naturista attuale – come quella di un tempo – tende ad uno stile di vita «in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente». Con un’occhio di riguardo verso l’alimentazione sana e l’elevazione dello spirito. Ma stando attenti a non fare confusione. Perché «il nudista può essere anche un esibizionista, un contestatore, uno squilibrato e pertanto non è sempre un naturista. Il naturista invece è, consequenzialmente, sempre anche un nudista» come soleva chiarire lo scomparso Tommaso Operti, leader storico del naturismo nostrano.

E sarà proprio l’Italia ad ospitare, quest’anno e per la prima volta, il XXXII Congresso mondiale del naturismo. L’evento, che avrà luogo dall’8 al 12 settembre prossimi, si svolgerà nel villaggio naturista di Pizzo Greco, a Isola di Capo Rizzuto, nella Calabria ionica crotonese. Sono attesi i rappresentanti di trenta federazioni nazionali dell’International naturist federation (Inf), che raduna cultori del naturismo da tutto il mondo. L’obiettivo è aggiornare le strategie comuni, presentare le novità relative all’offerta di servizi dedicati e rinnovare il comitato centrale. Si discuterà di “Naturismo etico e naturismo commerciale”. In particolare, verrà messa a confronto la vita naturista nei club con il naturismo nei centri vacanze.

Il nostro paese rimane uno dei posti prediletti per i naturisti di tutto il mondo, ma anche il meno attrezzato. La pratica del naturismo non è espressamente vietata dalla legge, ma mancano norme che la disciplinino. Nel 2000, le sentenze n. 1765 e n. 3557 della Corte di Cassazione lo hanno di fatto reso legittimo nei luoghi in cui è «consuetudine». Le spiagge ufficialmente destinate al naturismo sono, però, solo due: quella di Capocotta, creata alcuni anni or sono dal Comune di Roma con una delibera approvata all’unanimità; e quella successivamente realizzata dal Comune di Ravenna in località Lido di Dante. Poi ci sono alcuni campeggi e villaggi tra Toscana, Liguria, Romagna e Sardegna. Ma sempre di dimensioni molto ridotte.

La situazione di indeterminatezza legislativa finisce quindi per frenare gli investimenti in grossi complessi naturisti così come avviene, invece, altrove (soprattutto nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo) e la Fenait si è spinta a ipotizzare che «continuando a boicottare il naturismo, l’industria del turismo italiano perda ogni anno milioni di euro». Per il momento, ci si può consolare con i paradisi all-naked in giro per il mondo. Il celebre sito per viaggiatori Tripadvisor ha stilato la top ten delle destinazioni naturiste 2010, che ogni appassionato “amante della natura” non può assolutamente perdere. Dalla più celebre – la località francese di Cap d’Agde (una vera e propria cittadella naturista) – alla suggestiva isola pedonale di Sylt, nel nord della Germania. Santorini, Maiorca, Mykonos, la croata Rovigno e tutte le altre. Per partire sereni, e con la valigia decisamente leggera. E a chi li dovesse tacciare di ostentare perversione, i naturisti doc possono sempre rispondere: «Esibizionismo? Ma avete dato un’occhiata alle spiagge tradizionali?».

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UN COMMENTO

Vorrei segnalare che sono solo due: Capocotta e San Vincenzo (LI) e non Lido di Dante per la quale dal 2007 non viene rinnovata neppure l’ordinanza del Sindaco di Ravenna. La Fenait e la FNI/INF a livello mondiale, guardando ai fatti, sono federazioni che si limitano principalmente a difendere gli interessi degli operatori turistici che si occupano dei naturisti. Non difendono invece, i diritti della minoranza naturista fuori dei centri di vacanza e non diffondono adeguatamente l’idea naturista. Non mi risulta neppure che abbiano fatto una piccola richiesta al Parlamento Europeo affinchè si adoperi per fare in modo che i naturisti europei siano rispettati in tutti gli stati membri. La maggior parte delle entrate degli iscritti va alla stampa della Guida internazionale dei centri naturisti, ad alcuni incontri di naturisti con gare sportive per promuovere. in particolare, i centri naturisti ed alla organizzazione dei congressi biennali che in pratica è una festa tra amici.

fiden 20 agosto 2010 14.03.02 CEST

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19 agosto 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-08-19/nudo-sempre-bello-boom-164626.shtml?uuid=AYOAK7HC

Risorse energetiche in rosso: l’umanità ha già speso quello che la Terra produrrà nel 2010

Risorse energetiche in rosso: l’umanità ha già speso quello che la Terra produrrà nel 2010

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La popolazione mondiale ha già speso tutte le risorse energetiche che il pianeta può generare nel 2010. Così, a partire dal 21 agosto e fino alla fine dell’anno, l’uomo vivrà a credito, consumando energia che la natura non produce. Il calcolo, a metà tra scienza e provocazione, è stato realizzato dall’Ong Global Footprint Network, l’organizzazione internazionale non governativa che misura l’impatto dell’esistenza sulla natura, nel suo rapporto annuale.

Saremo quindi nuovamente ”in credito” per quanto riguarda la produzione di cibo, la neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche la rigenerazione dell’acqua o la capacità di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura quotidianamente ci offre. La terra, i suoi abitanti, inizieranno a vivere al di sopra dei propri mezzi ecologici.

A misurare il numero massimo di giorni che la biosfera può approvvigionare in l’indice tra l’impronta ecologica globale – un indicatore statistico di 150 Paesi che mette in relazione il consumo annuo di risorse ecologiche con la loro disponibilità – e la capacità della natura di rigenerarsi nel corso dello stesso arco di tempo. Questo indicatore di sostenibilità ambientale precipita di anno in anno: nel 1987, primo anno in cui fu calcolato l”’Earth Overshoot Day”, il sorpasso avvenne con soli dieci giorni di anticipo rispetto alla naturale scadenza del 31 dicembre. Nel 1995 fu il 21 novembre mentre dieci anni dopo il pianeta andò in riserva già il 20 ottobre. Negli ultimi due anni l’Earth Overshoot Day è stata anticipato di un mese, da settembre ad agosto.

«Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati», afferma Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network. «La situazione non è meno urgente sul fronte ecologico – aggiunge Wackernagel -. Cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come, in un futuro non lontano, non potremo più pensare di vivere chiedendo al pianeta energia a credito».

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21 agosto 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-08-21/risorse-energetiche-rosso-umanita-141103.shtml?uuid=AYuIqgIC

Cgia: «Italia, record europeo di tasse, maglia nera nella spesa per il welfare»

Cgia: «Italia, record europeo di tasse, maglia nera nella spesa per il welfare»

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ROMA (21 agosto) – Su ciascun italiano grava un peso tributario annuo, fatto di sole tasse, imposte e tributi, pari 7.359 euro, mentre in Germania la quota pro capite tocca i 6.919 euro. Tra i principali Paesi dell’area euro, solo la Francia sta peggio di noi. Ma si tratta di una situazione relativa, perché i transalpini versano una media di 7.438 euro di tasse allo Stato, ma vengono ‘ricompensatì con una spesa sociale pro capite pari a 10.776 euro. E’ quanto sostiene il Centro studi della Cgia di Mestre, sulla base delle tasse pagate nel 2009.

Sempre in termini di spesa sociale i tedeschi ricevono, invece, 9.171 euro pro capite l’anno, mentre agli italiani tra spese per la sanità, l’istruzione e la protezione sociale vanno appena 8.023 euro: vale a dire 2.753 euro in meno della Francia e 1.148 euro in meno della Germania. Se si analizza invece il saldo, vale a dire la differenza pro capite tra quanto ricevuto in termini di spesa e quanto versato in termini di tasse, quello francese è positivo e pari a 3.339 euro. Anche il differenziale tedesco registra una valore positivo, pari a 2.251 euro. In Italia, invece, si segna un saldo di 664 euro pro capite.

«La situazione è fortemente sconfortante – commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – perché dimostra ancora una volta come, pur in presenza di un peso tributario tanto elevato, in Italia non vengano destinate risorse adeguate per la casa, per aiutare le famiglie indigenti, i giovani, i disabili e chi vive ai margini della società. È evidente a tutti che le tasse così elevate nel nostro Paese sono la conseguenza di una spesa pubblica eccessiva».

A chi poi sostiene che probabilmente le tasse sono alte per colpa degli evasori fiscali, Bortolussi replica in modo secco: «E’ innegabile che il problema dell’evasione fiscale pesi sull’Italia. Ma allora sarebbe anche opportuno studiare una strategia efficace affinché venga fatta emergere l’economica sommersa e si faccia pagare chi è completamente sconosciuto al fisco». Dagli Artigiani di Mestre arriva infine la sollecitazione «ad abbassare le imposte, combattere l’evasione fiscale e tagliare le intollerabili inefficienze presenti nella Pubblica amministrazione così come stanno facendo in tutti gli altri Paesi europei».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=115650&sez=HOME_ECONOMIA

La Fiat agli operai reintegrati: «Non presentatevi al lavoro»

La Fiat agli operai reintegrati: «Non presentatevi al lavoro»

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La Fiat ha inviato ai tre operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) licenziati nel luglio scorso e reintegrati dal giudice del lavoro circa due settimane fa un telegramma in cui ha comunicato loro che «non intende avvalersi delle loro prestazioni», invitandoli a non presentarsi in fabbrica, lunedì prossimo, 23 agosto, alla riapertura dello stabilimento dopo la pausa estiva.

L’azienda ha precisato ai tre operai (due dei quali sono delegati della Fiom) che rispetterà gli obblighi contrattuali nei loro confronti, fino al 6 ottobre, quando sarà discusso il ricorso dell’azienda contro la sentenza del giudice del lavoro che ha reintegrato i tre dipendenti.

Il segretario regionale della Basilicata della Fiom, Emanuele Di Nicola, ha definito la decisione della Fiat «un reiterato comportamento antisindacale dell’azienda. Con i nostri legali valuteremo già oggi come ribattere a tale posizione». Lunedì prossimo la Fiom aveva già deciso – e De Nicola ha confermato tale scelta – di istituire un presidio davanti alla fabbrica di Melfi della Fiat, «per spiegare ai lavoratori i contenuti del ricorso sul licenziamento dei tre operai, accolto dal giudice del lavoro». Il presidio si farà «e i tre operai – ha aggiunto De Nicola – saranno a disposizione dell’azienda a partire dal turno delle ore 14».

Il dirigente della Fiom ha definito «assurdo e incomprensibile l’atteggiamento della Fiat che appena due giorni fa aveva comunicato ai tre operai la decisione di reintegrarli, rispettando la decisione del giudice del lavoro».

I tre operai furono licenziati nello scorso mese di luglio. Il 9 agosto scorso, il giudice del lavoro di Melfi ha accolto il ricorso della Fiom e ha disposto il reintegro dei tre dipendenti. Ieri i legali della Fiat hanno depositato il ricorso contro tale decisione, che sarà discusso a partire dal prossimo 6 ottobre.

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21 agosto 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=102628

Ruba pezzi di legno per fame: condannato a un anno di carcere / MA COLPEVOLE E’ LO STATO

Ruba pezzi di legno per fame: condannato a un anno di carcere

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Ladri di biciclette è un film di Vittorio De Sica del 1948

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ROMA (21 agosto) – Dovrà passare i prossimi 12 mesi in una cella del carcere di Velletri perchè sorpreso a rubare, con la compagna, alcuni bancali di legno vuoti davanti ad un supermercato per «rivenderli e trovare i soldi per comprare da mangiare». Protagonista della vicenda, segnalata dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, un italiano di 30 anni. Secondo quanto ricostruito dai collaboratori del Garante, l’uomo, disoccupato da lungo tempo e per altro recidivo per lo stesso tipo di azione, è stato sorpreso dalle forze dell’ordine mentre era intento a caricare, con l’aiuto della compagna, sulla sua auto alcuni bancali di legno in via Appia a Roma.

Giudicato con rito direttissimo,
l’uomo – che si è giustificato affermando che voleva vendere i bancali per trovare qualche soldo per comperare da mangiare – si è dichiarato colpevole ed ha patteggiato una pena di 12 mesi di reclusione. Anche la sua compagna è stata condannata e si trova nel carcere di Rebibbia Femminile.

«Più che una vicenda criminale, è una storia di forte di forte disagio sociale
– ha detto Marroni – Rubare per mangiare è una vicenda degna del film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, ma quella era finzione. Il lato triste della vicenda è che fra un anno quest’uomo uscirà dal carcere e si troverà nelle stesse condizioni di disperazione. Manca quella che si chiamava “rete di intervento sociale”, che consentiva di intervenire per evitare situazioni di questo genere. Senza questo aiuto è inevitabile che le carceri siano destinate a diventare il terminale ultimo del malessere della nostra società».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=115636&sez=HOME_ROMA

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MA COLPEVOLE E’ LO STATO

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L’episodio della coppia sorpresa a Roma a rubare bancali di legno per poi poterli rivendere e comprarsi di che sfamarsi (magari nello stesso supermercato fatto oggetto dell’illecito) non deve sorprendere. In una ‘economia’ (ricordo che il termine economia sta per ‘scienza della distribuzione’) come l’attuale e con un tessuto sociale sempre più sfrangiato il ripetersi di simili episodi non potrà che essere la norma.

Lo scandalo (vero) consiste in uno Stato che piuttosto che operare, attraverso adeguati meccanismi di recupero sociale, sul piano del sostegno, si limita a reprimere col mezzo della condanna legale e della detenzione. Sento già i coretti di chi (peraltro con la pancia ben piena) indignati si ergono a giudici della vicenda. Oppongo una sola e banalissima domanda: quanto costerà allo stesso Stato ‘latitante’ (cioè noi) 12 mesi di ospitalità nelle patrie galere di quel 30enne e della sua compagna? Mi risulta non essere distanti da una cifra che va dai 250 ai 300 euro. Al giorno. Come una pensione a livelli mega-dirigenziali.

Allora c’è da riflettere. Se si insiste tanto sulla costruzione di nuove carceri non sarà che a livello politico e di ricaduta d’impresa (quindi ai soliti ‘pochi’) ciò convenga, e molto?

mauro

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21 agosto 2010

SALUTE – Stanchezza e dolori muscolari? Ecco la ginnastica dei 5 animali / ALTRE TECNICHE – QiGong dei cinque animali (Wuqinxi)

Stanchezza e dolori muscolari?
Ecco la ginnastica dei 5 animali

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Il Tai Chi, la tecnica cinese cugina delle arti marziali, può essere utile per combattere la sindrome fibromialgica

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MILANO – Come si pratica il Tai Chi lo ha dimostrato anche il premier cinese Wen Jabao, in un parco di Tokio, durante una sua recente visita ufficiale in Giappone; che questa “ginnastica”, parente delle arti marziali, faccia bene alla salute lo testimoniano lo stesso uomo politico cinese, in perfetta forma con i suoi 68 anni, e una serie di studi scientifici, compresso l’ultimissimo appena pubblicato su uno dei più quotati giornali medici, l’americano New England. Il Tai Chi, in particolare quello praticato secondo il classico stile Yang, migliora i sintomi della fibromialgia, una sindrome piuttosto complessa, che si manifesta con dolori muscolari diffusi, disturbi del sonno, depressione, stanchezza.

LO STRETCHING I ricercatori del Tufts Medical Center di Boston hanno voluto confrontare l’efficacia della tecnica cinese con lo stretching e hanno sperimentato entrambe su 66 persone per dodici settimane. Tutti i pazienti erano stati catalogati come affetti da fibromialgia, secondo i criteri dell’American College of Reumathology del 1999. La fibromialgia, infatti, non è facile da riconoscere: la diagnosi si basa sui sintomi descritti dal paziente (in prevalenza di sesso femminile) e sulla presenza di alcuni punti sulla superficie del corpo dolorosi alla pressione, ma non esistono test diagnostici di verifica. I sintomi principali sono: dolori cronici muscolari che interessano la colonna, le spalle, il bacino, le braccia, le cosce e che migrano da una zona all’altra; disturbi dell’umore e in particolare del sonno; affaticamento cronico.

CAUSE SCONOSCIUTE La causa non è nota e non esiste una terapia efficace scientificamente provata (c’è addirittura chi mette in discussione l’esistenza stessa di questa sindrome, imparentata con quella da stanchezza cronica e con quella da multi sensibilità chimica, dal momento che hanno in comune molti sintomi): i medici prescrivono miorilassanti, antidepressivi, integratori alimentari, non sempre con successo. Ecco perché si cercano altre strade, anche nell’ambito delle medicine complementari, compresa quella cinese. E il Tai Chi ha dimostrato di funzionare meglio dello stretching, riducendo il dolore, la stanchezza, l‘insonnia e migliorando le prestazioni fisiche. «Questi risultati – ha commentato la coordinatrice dello studio, la reumatologa Chenchen Wang – sono probabilmente da attribuire al fatto che la fibromialgia è una sindrome complessa e che il Tai Chi fa leva su molte componenti, fisiche, psicologiche, sociali e spirituali, il cui equilibrio è importante per la salute». Non solo: il fatto che una rivista autorevole come il New England abbia pubblicato lo studio sdogana in qualche modo sia la fibromialgia sia una tecnica di medicina alternativa che, come tante altre, è spesso oggetto di ostruzionismo da parte di certa classe medica.

LO STILE CLASSICO Gli esercizi di Tai Chi, utilizzati nello studio, sono quelli classici dello stile Yang, uno dei tanti derivati dalle arti marziali cinesi, che è stato elaborato fra il 1800 e il 1900 dalla famiglia Yang. Oggi è uno dei più diffusi, anche perché non è difficile da apprendere. Intanto prevede la posizione eretta, facile da mantenere anche per persone di una certa età, poi si basa su movimenti lenti e continui: il passaggio da una posizione all’altra avviene gradualmente in un continuum armonioso che corrisponde alla ricerca dell’equilibrio fra il corpo e la mente, fra la persona e mondo esterno. Infatti queste ginnastiche si basano sul principio dell’armonia dei cinque elementi, ai quali si rifà tutta la medicina tradizionale cinese: legno, fuoco, terra, metallo, acqua, cui sono simbolicamente legati non solo gli organi dell’organismo, ma anche cinque animali: drago verde, fagiano rosso, fenice gialla, tigre bianca, tartaruga blu.

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Adriana Bazzi
abazzi@corriere.it
20 agosto 2010

fonte:  http://www.corriere.it/salute/reumatologia/10_agosto_20/stanchezza-ginnastica-animali_fcdc24e8-ac2c-11df-9663-00144f02aabe.shtml

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QiGong dei cinque animali (Wuqinxi)

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Verso la fine della dinastia Han orientale (25- 220 d.c.) è uno scienziato medico rinnovatore creò una serie di esercizi chiamati Wuqinxi cinque serie di movimenti che riproducono la mimica della tigre, del cervo, dell’orso, della scimmia e dell’airone attraverso la coordinazione dei movimenti del corpo. Essi sono stati ampiamente applicati per la cura della salute e la costruzione del fisico. Molte scuole furono formate e divennero popolari per il loro approccio speciale ai wuqinxi durante le seguenti dinastie. che includevano quelle rappresentate da Gao Shiguo e Wang Liting autori di libri sui wuqinxi, e l’antico documento dell’essenza del Chifeng.

Questi esercizi che sono basati sull’osservazione delle abitudini della tigre, del cervo, dell’orso, scimmia e airone richiedono appunto l’imitazione dei movimenti di questi 5 animali. Per capire e descrivere lo stato mentale necessario per la pratica, si utilizza il seguente detto “durante l’esercizio è necessario muoversi come se si stesse giocando con le onde e le correnti mentre la mente galleggia sopra il mare”.
I 5 animali hanno origine in tempi antichi. Già lo Zhuang Zi, un libro taoista vecchio più di 20 secoli, parla dell’esercizio “per inalare il fresco ed esalare lo stantio”, oppure racconta come alcune persone “si muovessero come un orso e stiracchiassero come un uccello per raggiungere la longevità”. Un libro della stessa epoca Uainan Zi, fa una descrizione dei movimenti di 6 animali.

E’ ad un certo Ua Tuo, che visse nella tarda dinastia Han orientale, considerato come il più famoso dottore dell’antica Cina, che si attribuisce l’eleborazione dei 5 animali. Egli era non solo bravo come chirurgo, erborista e agopuntore ma anche famoso per la sua profilassi e prevenzione. La sua teoria, ponendo l’accento sull’importanza dell’esercizio, contiene un detto conosciuto da molte persone oggi “Come il cardine di una porta non viene mai intaccato dai tarli, l’esercizio migliora la digestione aiuta ad assimilare e regolare il Qi favorisce la circolazione sanguigna, disperde le malattie, e attiva i lombi per offrirvi la gioia della longevità”. Wu Pu suo discepolo, fu ricordato per avere mantenuto sensi acuti fino ai 90 anni. Il lavoro creativo di Ua To influenzò significativamente il successivo sviluppo degli esercizi fisici di prevenzione.
I 5 animali sono menzionati anche in altri libri come Yimen Guangdu ed “Essenza degli esercizi interni ed esterni” a cui sono abbinate illustrazioni. Benché le descrizioni siano piuttosto brevi si mostrano cambiamenti nei metodi. L’esercizio è usato non solo per curare le malattie, mantenersi in forma, rafforzare la costituzione, e stimolare i punti di agopuntura usando il qi, ma è anche applicato alle arti marziali. Secondo il Quan jing (un libro di wushu) lo stile del drago allena la mente; quello della tigre le ossa; lo stile del leopardo la forza; lo stile del serpente allena il qi; e quello dell’airone l’essenza. Lo stile dello Xingyiquan fu ulteriormente sviluppato nei movimenti dei 12 animali. E i 5 animali forniscono una base per lo sviluppo di una varietà di arti marziali. In questo senso, le tecniche qigong di stimolazione dei punti di agopuntura e la arti marziali possono essere considerati come il frutto dei wuqinxi.

Hua Tuo disse:
“Il corpo umano deve lavorare e muoversi, ma non è conveniente sorpassare i suoi limiti. Il movimento ed il lavoro muscolare contribuiscono ad evacuare l’eccesso di gas, fanno che sia fluída la circolazione sanguinea e facilitano una certa immunità generale di fronte alle malattie. Questo è: come l’asse della porta che non marcisce mai per trovarsi in costante movimento. I saggi antecedenti c’insegnano che uno può raggiungere la longevità se si muove come lo fanno nella natura l’orso e l’aquila.”

“Quando senti qualche disturbo fisico, comincia a praticare la ginnastica dei cinque animali o quella di uno dei cinque e non smettere di farlo fino a rompere a sudare, in modo che il viso ti brilli e si svegli il tuo appetito.”

Gli esercizi dei Cinque Animali combinano la mente, il corpo e la respirazione. In questi esercizi è necessaria un’integrazione totale e completa di mente, spirito, corpo, respirazione e movimento. I movimenti devono essere agili, spontanei e flessibili. Bisogna respirare in modo profondo e ritmico di accordo coi movimenti ed agire con lo spirito dall’animale il cui movimento si realizza.

La Tigre coi suoi occhi brillanti, corre a salta o gira tanto rapidamente come il lampo il corpo, mostrando i suoi poderosi artigli; il Cervo, mentre, mite ed ubbidiente, si muove con fermezza ed agilità correndo o rimanere quieto, con tanta grazia che uno si vede spinto ad amarlo; la Scimmia biricchina, prega balza ad un albero per raccogliere la frutta, prega gira per là o per qua, mostrando un’intelligenza quasi umana; l’Orso, grasso, è un animale che sembra rozzo ma sereno, e tuttavia i suoi movimenti fanno che uno si liberi di preoccupazioni e si espanda la sua scatola toracica; la Gru che estende le ali, per disporsi a spiccare il volo, una volta raggiunge il cielo lascia di verta, nascosta dietro le nuvole, per apparire dopo per tra esse come una figura del qualche dio celestiale.

Ci sono differenti serie di esercizi corrispondenti al gioco dei Cinque Animali con varianti, come ci sono state differenti scuole e famiglie nelle quali si è sviluppato e trasmesso questa pratica durante i secoli. Qui si presenta la forma semplificato standard.

N.B. Essendo esercizi energetici è meglio praticarli al mattino.

La Tigre

È un animale poderoso, eroico ed arrogante; non è mai vigliacco. Bisogna imitarlo nel suo spirito che si esprime con gli occhi, e nella sua forza che si esprime con gli artigli; la forza corporale, nella realizzazione della pratica, bisogna unire il movimento flessibile contemporaneamente al movimento duro, e la figura deve essere una combinazione di tranquillità e movimento. Nella forma interna, flessibilità; nella forma esterna, durezza. Muovendosi, come l’uragano; fermandosi, come la luna. Deve mostrare il suo potere lanciandosi al combattimento.

Preparazione

Mettiti stabilmente, ma non cercare di tirare fuori petto. Rilassa tutto il corpo in questa posizione durante alcuni momenti.

1. piega lentamente le ginocchia ed abbassa il corpo, spostando il peso sulla gamba destra. Alza il tallone sinistro per toccare la caviglia destra e contemporaneamente porta i pugni alla vita, con le palmi verso l’alto e guardando a sinistra.

2. Fai un passo avanti verso la sinistra, segue col piede destro fino a che la distanza tra i talloni sia di circa 30 cm e mantenere il peso sulla gamba destra. Allo stesso tempo, porta i pugni guardandosi tra sé all’altezza della bocca passando per il petto e spingere in avanti con i palmi aperti come artigli e gli occhi guardano l’indice sinistro.

3. col piede sinistro, fare mezzo passo avanti e toccati la caviglia sinistra col tallone destro, con le ginocchia leggermente arcuate. Allo stesso tempo portare i pugni alla vita, con i palmi verso l’alto e gli occhi guardano verso destra.

Lanciando gli artigli proietta tutta la tua forza come se dessi un’unghiata, espira. Raccogliendo i pugni ti rilassi ed inspiri.

4. ripete il passo 2, ma in direzione opposta. Ripete l’esercizio molte volte verso la sinistra e verso la destra, in maniera calma e composta, simile a quella della tigre fiduciosa che si stà preparando per la lotta.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Legno ed agisce sui meridiani di Fegato e Vescicola biliare.

Il Cervo ( o serpente )

Nell’imitazione del cervo, la cosa più importante è la flessibilità e la spontaneità, evitando al massimo le tensioni. Deve mostrare agilità e vivacità tanto raddrizzando il collo come muovendosi in avanti. Fare flessibili il corpo e lo spirito. Saltare, affacciarsi ed alzare il collo. Fare che l’aria nella respirazione arrivi fino alla coda del cervo ed essere flessibili sui tendini.

Preparazione

Mettiti stabilmente, ma non cercare di tirare fuori petto. Rilassa tutto il corpo in questa posizione per alcuni momenti.

1. piega la gamba destra ed allunga in avanti la gamba sinistra col ginocchio leggermente arcuato. Metti il peso nella gamba destra.

2. allunga davanti verso il braccio.

3. fa’ ruotare le braccia in direzione opposta agli aghi dell’orologio, assicurandoti che il circolo disegnato per la mano sinistra è più grande e che la rotazione delle braccia è prodotta per un movimento circolare delle anche e la vita e non per il movimento delle articolazioni delle spalle. Ripete più volte il movimento.

4-6. Ripete i passi 1-3 ma anticipa la gamba ed il braccio destri, colloca la mano sinistra nella posizione in che la sua palma di fronte il gomito destro e fa’ ruotare le braccia nel senso degli aghi dell’orologio.

Ripete molte volte l’esercizio verso la sinistra e verso la destra.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Fuoco ed agisce sui meridiani di Cuore ed Intestino magro

La Scimmia

È un animale sveglio ed agile, non è mai perplesso. La scimmia si caratterizza perché è sempre molto vivo e veloce. Eseguendo gli esercizi ad imitazione di questo animale, bisogna conservare tuttavia la tranquillità ed il controllo dei movimenti, cioè, sarà necessario esercitare la tranquillità interna e l’agilità esterna. Rimanere vigile ed agile in qualunque momento, I salti saranno rapidi come il vento, non esiste la pigrizia nella scimmia

Preparazione

Mettiti stabilmente, ma non cercare di tirare fuori petto. Rilassa tutto il corpo in questa posizione durante alcuni momenti.

1. piega lentamente avanti le ginocchia e fai un passo col piede sinistro; contemporaneamente alza la mano sinistra verso il petto all’altezza della spalla,

proiettala in avanti come se stessi prendendo qualcosa e, col polso arcuato, forma un artiglio con la mano.

3. Fai un passo avanti col piede destro e segui col piede sinistro, alzando il tallone del suolo; contemporaneamente, alza la mano destra verso il petto all’altezza della spalla, proiettala in avanti come se stessi prendendo un oggetto e, col polso arcuato, forma un artiglio con la mano. Ritira la mano sinistra col gomito arcuato.

4. Fai un passo avanti col piede destro e contemporaneamente alza la mano destra verso il petto all’altezza della spalla, proiettala in avanti come se stessi prendendo un oggetto e, col polso arcuato, forma un artiglio con la mano. Ritira la mano sinistra col gomito arcuato.

Variante

1. nel primo passo si affretta la mano contraria al piede che avanza.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Terra ed agisce sui meridiani di Milza e Stomaco .

E i punti YING-XIN il secondo punto di ogni meridiano

SHU – YUAN punti in prossimità dei polsi e metatarsi (es. LI4 )”

L’Orso

Il suo enorme peso l’aiuta a camminare serenamente, non esiste in lui nessuna leggerezza. L’orso, tuttavia, si caratterizza per l’agilità che manifesta anche nei movimenti apparentemente più rozzi. Gli esercizi principali che esegue l’orso sono quelli riferiti a girare su sé stesso, tirare qualcosa o spingere qualcosa utilizzando la forza delle spalle, dovendo, pertanto, nella realizzazione del movimento concentrare la forza interna sulle spalle e nella vita, per dare l’impressione che l’orso è rozzo, non leggero né flessibile. La goffaggine esterna non occulta l’agilità interna, Gli esercizi dell’orso si eseguono concentrando la forza sulle spalle. L’aria si scende fino a dantien.

Preparazione

Mettiti stabilmente, ma non cercare di tirare fuori petto. Rilassa tutto il corpo in questa posizione durante alcuni momenti.

1. piega il ginocchio destro ed oscilla in avanti la spalla destra e sotto, col braccio penzoloni; contemporaneamente tira indietro la spalla sinistra ed alza leggermente il braccio sinistro.

2. ripete il passo 1, ma in direzione opposta.

Ripete l’esercizio molte volte.

Variazioni

1 metti le mani come se fossero appoggiate sopra ad un tavolo davanti alla vita. Chiudere gli occhi. Gita alla sinistra la rotazione massima possibile lasciando cadere le mani durante un piano orizzontale immaginario. Sposta il peso alla gamba destra trascinando le mani che rimangono nello stesso piano. Gira a destra con la rotazione massima possibile. Sposta il peso alla gamba sinistra.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Acqua ed agisce sui meridiani di Rene e vescicola biliare.

2 simile al movimento anteriore ma con gli occhi aperti e le palme delle mani una di fronte all’altra.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Terra ed agisce sui meridiani di Milza e Stomaco.

L’airone ( o Gru )

La gru vola aleggiando leggera e serenamente, niente in lei indica pesantezza e stagnazione. Eseguendo i movimenti ad imitazione di questo uccello, è necessario lasciare trasparire la sua arroganza ed altezzosità, la semplicità deve esprimersi tanto nelle “maniere di volare” come nelle forme statiche. La gru si ferma in piedi come il pino. Vola tra le nuvole. Normalmente trattiene solitaria in un punto. Non mostra segni di pesantezza né volando né discendendo.

Preparazione

Mettiti stabile, ma non cercare di tirare fuori petto. Rilassa tutto il corpo in questa posizione durante alcuni momenti.

1. Fai un passo avanti col piede sinistro, Fai mezzo passo avanti col piede destro (aspettando che segua al sinistro), alzando il tallone del suolo; contemporaneamente, eleva davanti le mani, aprili verso il fianco ed inspira. Le mani si incrociano davanti al tempo che tutto il peso si trova sul piede che avanza.

2. Fai mezzo passo avanti col piede destro, abbassa le braccia, chinati, abbraccia le ginocchia e espira.

3. alzati, affrettati col sinistro, il tallone alzato; contemporaneamente, eleva davanti le mani, aprili verso i fianchi ed inspira.

4. ripete il passo 2, ma anticipa il piede sinistro.

L’esercizio realizzato della forma descritta può associarsi all’elemento Metallo ed agisce sui meridiani di Polmone ed Intestino Grosso.

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fonte:  http://www.corpoebenessere.it/QiGong/Wuqinxi.asp

SALUTE – Gli effetti di una sbronza sono più lunghi di quanto si possa credere

Gli effetti di una sbronza sono più lunghi di quanto si possa credere

https://i2.wp.com/i149.photobucket.com/albums/s62/zoro_2007/sbronza.jpg

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Scritto da Redazione wellMe.it | Venerdì 20 Agosto 2010

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Una ricerca della Brown University, diretta dal dottor Peter Snyder e pubblicata su Experimental and Clinical Psychopharmacology, mette in chiaro le reazioni che il nostro cervello ha dopo una sbronza.
Si ha la sensazione di essere sobri? Non è assolutamente così.

I ricercatori hanno reclutato alcuni volontari. In una prima fase dell’esperimento, i soggetti hanno bevuto modificando il tasso alcolico dallo 0 allo 0,1% e poi di nuovo a 0, sottoponendoli nel contempo ad alcuni esercizi al PC, che sono stati poi ripetuti a ubriacatura passata.

Risultato: quando i partecipanti al test percepivano la scomparsa della sbornia, i fumi dell’alcool – in realtà ancora presenti – facevano sbagliare molti degli esercizi, rivelando che “le capacità del cervello vanno di pari passo con il tasso alcolico e non con le percezioni personali degli effetti del bere.

Conclude Snyder:Le funzioni che abbiamo testato sono quelle fondamentali quando si guida, quindi la conclusione che si può trarre è che è rischioso affidarsi soltanto alle proprie sensazioni per rimettersi alla guida, perché il cervello riprende le sue normali funzioni solo quando non c’è più alcol nell’organismo”.

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fonte: http://www.wellme.it/salute/news/1389-gli-effetti-di-una-sbronza-sono-piu-lunghi-di-quanto-si-possa-credere