SCUOLA & PRECARIATO – Deportata al Nord

Deportata al Nord

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di Caterina Altamore

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E’ dal 16 Agosto che siamo in presidio davanti l’USP con Tre precari della scuola che stanno facendo lo sciopero della fame per dire “No” ai tagli che si abbattono sulla scuola pubblica che hanno cambiato sicuramente la vita di molte persone. La mia sicuramente, infatti dopo 14 anni di servizio a Palermo sono stata costretta ad accettare un incarico annuale a Palazzolo Sull’Oglio in provincia di Brescia per continuare a fare un lavoro che amo. Avrei potuto accettare il “salva precari” ma ho capito che in realtà era un modo per far accomodare fuori dalla scuola i precari…mi offrivano dei punti e, forse, qualche giorno di supplenza: “Molto gentili, grazie, rifiuto e Vado avanti”.

Ho fatto una valigia, consapevole che la mia decisione avrebbe potuto essere non capita dai miei figli, in realtà hanno capito che la mia è voglia di non arrendersi e continuare a lottare per quello che amo con tutte le mie forze. Mi sono ritrovata all’improvviso in una camera di un’albergo una domenica di settembre in una terra leghista con tanta voglia di farcela e per non pensare decisi di farmi una passeggiata, ma ho fatto male,incontravo genitori con figli , mi giravo di scatto se sentivo chiamare mamma…avrei voluto piangere, scappare, ma la mia scelta aveva un motivo piu’ forte della disperazione e cioè la caparbieta’! Devo dire che mi sono trovata bene, con ottime colleghe che con me cercavano di dare il meglio in scuola moribonda a causa di scelte scellerate fatte da questo governo ; niente compresenze per recuperare o potenziare i miei alunni, pochi soldi per le supplenze, niente soldi per attrezzare i laboratori,pochi soldi per i progetti..una scuola pubblica del “niente” o del “poco”.

Le scuole del nord pero’ hanno un vantaggio: il prezioso tempo pieno ed il sud? Perchè hai nostri figli viene negato più tempo scuola? Forse figli di un Dio minore? Sugli aerei incrociavo lo sguardo di tante DONNE che afferravano con rabbia una valigia pesante …avrei voluto rassicurarle, avrei voluto dire che le cose potevano cambiare… e che se uniti potevamo fermare questo terremoto che si e’ abbattuto non solo su di noi ma sui nostri figli…ma abbassavano lo sguardo come rassegnate. Rincontrerò quegli sguardi, visto che il meridione non ha ottenuto nessun posto, in Sicilia, per esempio, la primaria ha ottenuto 0 posti…che gentili!

Con Giacomo Russo e Pietro Di Grusa abbiamo deciso di partire per Roma per dare una valore ancora piu’ grande alla protesta: vorremmo il risveglio delle masse. Il cambiamento è possibile solo se ci crediamo veramente e io ci credo! Oggi voglio dire con forza a Tremonti, alla Gelmini, al mio Presidente del Consiglio e ai numerosissimi parlamentari siciliani che le cose devono cambiare! Che non permetteremo la morte ne’ nostra ne’ della nostra scuola pubblica! Che non permetteremo che la mafia approfitti della disperazione di tanta gente! Che la scuola pubblica sia di serie B e che i soldi pubblici vengano date alle private! Che anche al sud deve essere garantito il tempo pieno! Che non mi farò trattare come spazzatura! E che, anche se da “catapultata”, continuerò la mia battaglia”.

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31 agosto 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=102951

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