Archivio | settembre 2, 2010

IL MESSAGGERO – Maurizio, 30 anni fa i Nar uccidevano il nostro tipografo: killer mai presi

Maurizio, 30 anni fa i Nar uccidevano il nostro tipografo: killer mai presi

I NAR UCCIDONO IL TIPOGRAFO DE IL  MESSAGGERO MAURIZIO DI LEO SCAMBIANDOLO PER IL GIORNALISTA MICHELE COUCINA

Archivio foto de l’Unità

Di Leo scambiato per un cronista. Un bassorilievo nella sede del Messaggero, ma nelle strade di Roma nemmeno una targa

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di Fabio Isman
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ROMA (2 settembre) – Stasera, 2 settembre, saranno 30 anni esatti: quelli non erano, né lo saranno mai, i migliori della nostra vita. Si sparava; si ammazzava; si organizzavano (ancora) tanti attentati, mille stragi: la prima, il 12 dicembre 1969 a Milano, alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana (16 morti, 24 feriti); l’ultima, fino ad allora, il 2 agosto, a un mese di distanza da quel 2 settembre, alla stazione di Bologna. Una carneficina: 80 vittime, circa 200 feriti.

Un mese dopo, era un martedì, un giovane uomo di 34 anni conclude il suo lavoro alle 20.40. Monta su un autobus, il 56, per raggiungere casa a Roma: via Giovanni De Romanis, a Monteverde; cambia mezzo a Piazza Sonnino. Ma al capolinea, lo aspettano i “killer neri”, forse sei: gli sparano; un caricatore intero di pistola. Finito il lavoro, il giovane che viveva con la madre vedova da poco, se n’era andato da qui: da via del Tritone 152.

Maurizio Di Leo era infatti un tipografo de Il Messaggero, anche se ormai nel reparto non c’è più nessuno che ne abbia condiviso le ore di fatica. Un volantino dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari, come si diceva allora «rivendica» l’attentato. Ma era uno sbaglio: lo avevano scambiato per un cronista, che scriveva sui “più duri” dell’estrema destra. Forse, lo pedinavano da giorni: era abitudinario. Una trappola infame (telefonata anonima: «Un messaggio è in un cestino vicino al giornale; Bologna, strage di stato»), aveva fatto correr fuori due giornalisti proprio con chi invece stava rincasando: due giorni dopo, un altro volantino dei Nar avrebbe ammesso l’equivoco. Ma quanto (pochissimo, nulla) valeva la vita d’un giovane, che da 8 anni lavorava al primo giornale di Roma; sedeva a uno dei più remoti computer (scrivendo i titoli); e l’indomani era libero, forse sarebbe andato al Circeo con la ragazza, pare conosciuta da poco? Di uno come Maurizio, che scriveva poesie e testi di canzoni, suonava la chitarra, era quasi entrato nella band di Lucio Dalla? Certo, infinitamente di più: «Ogni morte di uomo mi diminuisce» (è Hemingway, Per chi suona la campana); e per molti, purtroppo, questa non era nemmeno una delle “solite” scomparse.

Ma quel delitto rimane misterioso. Di ben 379, una delle 19 lapidi (appena due vittime uccise dall’“ultrasinistra”), su cui, con il dolore che non si cancella, è scritto «autore ignoto». Per qualcuno, le vittime sono 428 e 2.000 i feriti in 14.615 attentati. A fine Anni 80, sei furono processati: terroristi già in carcere, gente del “gotha” del terrorismo nero. Però li accusavano due “pentiti” che non sempre hanno detto la verità: Angelo Izzo, quello che al Circeo ammazzò Rosaria Lopez e brutalizzò Donatella Colasanti (per poi uccidere di nuovo, in semi-libertà dal carcere) e Cristiano Fioravanti, fratellino di Giusva, condannato anche per la strage di Bologna. E di testimoni, quasi non ce n’erano.

Un errore? coincidenze? qualcosa di più studiato? Episodi che, ancora, non si capiscono. Il processo andò a rilento: forse non ci credeva neppure l’accusa. Come non ha mai creduto allo “scambio di persona” Vittorio Emiliani, direttore de Il Messaggero d’allora: «Il tipografo ucciso era piccolo, magro, sempre ben vestito; il cronista alto, corporatura grossa, sempre in jeans e maglione, aveva casa dalla parte opposta» (nel suo libro Benedetti, maledetti socialisti, Dalai editore). Dice Emiliani: «Un senso diffuso di paura, tutto il giornale si sentì nel mirino». Per commemorare Maurizio, si precipitarono anche i sindacati: quello dei poligrafici era diretto da Guglielmo Epifani, ancora per poco segretario generale della Cgil. A prendere la parola in assemblea, c’era addirittura come un senso di timore.

Brutti tempi, tempi orribili. Il giorno dopo, al suo posto di lavoro non si era seduto nessuno: un garofano rosso. Se al tribunale sono state necessarie sette ore di camera di consiglio per assolvere (insufficienza di prove: perfino quella esisteva ancora), per dimenticare non basta la vita. A tanti. A chi stava qui dentro; non alla mamma Maria, che purtroppo non c’è più, ma, ad esempio, al fratello Sergio; forse, a quella ragazza del Circeo, pur conosciuta da poco.

Dal 1985, nell’atrio di via del Tritone, il bassorilievo di uno scultore ricorda Maurizio Di Leo: negli ultimi 25 dei miei 40 anni qui dentro, non sono mai riuscito ad entrare senza dargli almeno un’occhiata. Un pensiero: quello che, 30 anni dopo, tutti dovrebbero avere stasera per lui. E perché, tra le mille strade della sua città (ma certamente saranno assai di più), non ce n’è una che oggi lo ricordi?

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=117159&sez=HOME_ROMA

Via ai negoziati Israele-Palestina: «Incontri ogni due settimane»

Il Papa: «Si lavori a un accordo». Hamas: «Il nostro popolo non ha dato nessun mandato»

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A wounded Palestinian policeman gestures while lying on the ground outside Hamas police headquarters following an Israeli air strike in Gaza City.
Photograph: Mohammed Abed/AFP/Getty Images

Via ai negoziati Israele-Palestina
«Incontri ogni due settimane»

Netanyahu: «Riconoscete lo Stato ebraico». Abu Mazen: «Stop ai nuovi insediamenti e al blocco di Gaza»

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Netanyahu, Abu Mazen e Hillary Clinton (Milestone)
Netanyahu, Abu Mazen e Hillary Clinton (Milestone)

WASHINGTON – Israeliani e palestinesi hanno avviato a Washington, dopo 20 mesi di stallo, «produttivi» colloqui diretti di pace impegnandosi a incontrarsi ogni due settimane e a cogliere «entro un anno» la «opportunità storica» di un accordo che metta fine a decenni di violenza e di spargimenti di sangue. La prossima sessione del negoziato è stata fissata per il 14 e 15 settembre, in Medio Oriente, con la partecipazione, oltre che del premier israeliano, Benyamin Netanyahu, e del presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen (Mahmud Abbas), anche del segretario di Stato, Usa Hillary Clinton, e dell’inviato speciale per il Medio Oriente, George Mitchell. Mitchell ha definito «produttivi» i colloqui odierni (durati quattro ore) confermando che il traguardo «resta quello di risolvere tutti i problemi principali entro un anno». «La prossima tappa è quella di raggiungere un accordo quadro che porti ad affrontare i problemi dello status permanente», ha aggiunto il diplomatico americano. La Clinton, che ha personalmente aperto i negoziati, ha ringraziato Netanyahu e Abu Mazen, per il loro «coraggio e impegno». «Con la vostra presenza qui avete fatto un passo importante verso la liberazione dei vostri popoli dalle catene di una storia che non possiamo cambiare e verso un futuro di pace e dignità che solo voi potete creare», ha detto la Clinton. «Da parte nostra non possiamo imporre una soluzione e non lo faremo. A coloro che criticano questi colloqui, io chiedo di unirsi a questo sforzo».

NETANYAHU – «La storia ci ha dato l’opportunità rara di porre fine a un conflitto tra i nostri popoli che va avanti da quasi un secolo, un’opportunità senza precedenti», ha affermato Netanyahu, nel corso del suo intervento. Per il premier israeliano si tratta di un’occasione storica per «porre fine a un bagno di sangue e dare un futuro di speranza ai nostri figli e ai nostri nipoti. Non sarà facile», ha ammesso il capo del governo di Israele, «una vera e durevole pace si potrà raggiungere solo con impegno comune e concessioni reciproche». Netanyahu ha chiesto ad Abu Mazen di riconoscere Israele «come Stato nazionale del popolo ebraico».

ABU MAZEN – Da parte sua il presidente dell’Anp ha chiesto al primo ministro israeliano di porre fine alla colonizzazione e all’embargo nella Striscia di Gaza. Nel giorno stesso dell’apertura dei negoziati diretti, infatti, i coloni israeliani hanno annunciato di voler costruire nuovi edifici in Cisgiordania. Abu Mazen ha avvertito che si ritirerà dai negoziati nel caso Israele non rinnovi la moratoria sulle costruzioni che scadrà il 26 settembre. In teoria i due leader hanno concordato di rivedersi il 14 e il 15 settembre in Medio Oriente, ma a breve il premier israeliano deve decidere se porre fine alla moratoria sui nuovi insediamenti in Cisgiordania.

PERES DAL PAPA – Intanto, Papa Benedetto XVI e il presidente israeliano Shimon Peres hanno espresso l’auspicio che i colloqui tra Israele e Palestina aiutino il raggiungimento di un accordo rispettoso delle parti. Il Papa ha ricevuto Peres in udienza nel Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. I colloqui – informa una nota diffusa dalla sala stampa vaticana – hanno permesso di esaminare anche i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e quelli delle autorità statali con le comunità cattoliche locali. Al riguardo, si è sottolineato il significato del tutto particolare della presenza di queste ultime nella Terra Santa e il contributo che esse offrono al bene comune della società, anche attraverso le scuole cattoliche. Infine, si è preso atto dei risultati raggiunti della commissione bilaterale di lavoro, impegnata da anni nell`elaborazione di un accordo relativo a questioni di carattere economico e si è auspicata una rapida conclusione del medesimo.

HAMAS – Il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha invece dichiarato che i colloqui di pace «non sono legittimi perché il popolo palestinese non ha dato nessun mandato ad Abu Mazen di condurre trattative in nome del nostro popolo». «Ogni risultato che verrà raggiunto nel corso di questi colloqui non impegna il nostro popolo – ha aggiunto – ma impegna solo lo stesso Abu Mazen».

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Redazione online
02 settembre 2010

fonte: http://www.corriere.it/esteri/10_settembre_02/peres-papa-appello-parti-medio-oriente_fa07fb34-b686-11df-83d3-00144f02aabe.shtml

Muore in casa, nessuno se ne accorge: trovato mummificato dopo 20 anni

Ma anche un clochard è un uomo

Un uomo che è stato ucciso dall’INDIFFERENZA. Bollato come emarginato è stato più comodo, per tutti, dimenticare la sua esistenza. Individuo dal valore zero che ha avuto zero comprensione, zero rispetto, zero amore dal primo all’ultimo dei paesani. Fratello compreso.

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Muore in casa, nessuno se ne accorge: trovato mummificato dopo 20 anni

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La tragedia nel Trentino. Il fratello, che vive nella stessa via, non aveva mai denunciato la scomparsa del congiunto

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TRENTO (2 settembre) – Il corpo mummificato di un clochard è stato trovato nel letto di una vecchia abitazione a Cadine, sobborgo di Trento posto sulle pendici del Monte Bondone, divenuto famoso perché residenza di Ida Dalser, l’ex moglie segreta di Benito Mussolini. Lo stato del corpo di Francesco Vicentini, questo il suo nome, farebbe risalire la morte a un lasso di tempo tra i 10 ed i 20 anni. Nessuno ne aveva mai denunciato la scomparsa, nemmeno il fratello che vive nella stessa strada, e che aveva sinora dovuto rinunciare a vendere la casa in comproprietà, perché non riusciva a rintracciare l’uomo.

Il ritrovamento del cadavere è stato casuale.
Nei giorni scorsi era stato notato il cedimento del tetto dell’edificio abbandonato e cadente, per cui il geometra del Comune è stato incaricato di fare un sopralluogo. Entrato dalla copertura sfondata, il geometra prima ha notato che la porta d’ingresso era chiusa a chiave, quindi con difficoltà ha raggiunto il piano rialzato, dato che la scala era caduta, e qui ha fatto la macabra scoperta. Il corpo mummificato dell’uomo era disteso su una branda. Addosso i carabinieri gli hanno trovato una piccola somma in lire, segno del tempo trascorso dalla sua morte, che gli inquirenti ipotizzano possa essere avvenuta anche 20 anni fa.

Il fratello della vittima, 72 anni, ha riferito che in passato Francesco, con il quale non aveva mai avuto rapporti stretti, aveva lavorato come camionista e che successivamente aveva cominciato ad allontanarsi da casa senza fare avere notizie. Per questo in tutti questi anni non si era preoccupato della sua scomparsa, che non era stata mai denunciata. Nessuno in paese lo aveva d’altra parte mai cercato o si era preoccupato per lui. L’uomo è descritto come persona che aveva grossi problemi di relazione e di alcolismo. Oggi avrebbe avuto 83 anni.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=117213&sez=HOME_INITALIA

A PROPOSITO DI BRAMBILLA (Un classico Horror-politico italiano) – Eia, eia, Brambillà

Dal blog di Grillo

Fascio e più fascia

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La Brambilla prepara un attacco squadrista a Fini, l’erede di Almirante e Mussolini. E’ più fascia del fascio. I nostalgici si ricordano ancora del suo braccio teso alla chiusura di un comizio. La Brambilla, secondo alcune testimonianze. sta organizzando pullman carichi di camice nere della Nuova Rivoluzione Fascista, in fez e in orbace. La Brambilla indosserà calze e giarrettiera nere per l’occasione. I Miliziani della Libertà saranno allietati durante il viaggio dalla declamazione dei Diari di Mussolini di Dell’Utri da parte di Sando Bondi, il vate (o water) di Arcore. L’olio di ricino lo porterà Gasparri e i manganelli La Russa. Uno scontro fratricida per le poltrone. Chi difenderà Fini, il nuovo leader del centro sinistra, dalle squadracce fasciste? Eia, eia, Brambillà.

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02 settembre 2010

fonte:  http://www.beppegrillo.it/2010/09/fascio_e_piu_fa.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Frss+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29

PIAZZA ITALIA – Femmine come bestiame

Femmine come bestiame

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di Lidia Ravera https://i1.wp.com/www.unita.it/images/commentatori/small/lidiaravera.jpg

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Mi rendo conto che l’immagine è diventata consueta: un pullman carico di ragazze. Una carovana di femmine da esposizione. È sempre la stessa la loro età: dai venti ai trent’anni, con qualche punta sui 35 portati bene, o sui diciotto portati male. È sempre identico il loro aspetto: alte, magre, truccate, i capelli lunghi, i corti abitini neri, le generose scollature. È identica la loro espressione: vuota, disponibile e scocciata. È omogenea la motivazione: ottenere senza far niente qualche soldo. Alle feste del Premier un migliaio di euro, alle lezioni del Dittatore libico soltanto ottanta (ma c’è l’esenzione dalle prestazioni sessuali, a meno che Maometto non ti scelga). È diventata parte del panorama quotidiano, quest’umanità femminile ridotta a pura decorazione. Negli incontri fra vecchi potenti e impotenti ci si scambiano mazzetti di fanciulle, come se fossero gladioli o garofani. Qualcuno le sistema nei vasi. Quindi i signori si dedicano ai loro affari, scambiano soldi e destini, io ti blocco il flusso di migranti tu mi paghi questo e questo, io ti do un tot tu mi garantisci un tot più due… I cavalli berberi, le ragazze italiane, le soldatesse libiche, le religioni monoteiste… tutto è scenografia, spettacolino, contorno. Per noi, cittadini di questo Paese, è triste, per noi donne è qualcosa di più: è offensivo. E pericoloso. È pericoloso abituarsi all’immagine delle carovane di ragazze umiliate e contente. Gli effetti collaterali si moltiplicano. Sempre più gravi, sempre meno prevedibili. Nessuno ci fa caso. Poi capita che due medici, in sala parto, si prendono a pugni invece di aiutare una giovane madre a partorire, e tutti gridano e tutti si stupiscono. Forse, in quel momento, sul lettino, non c’era una persona impegnata nell’impresa più nobile e difficile in cui può impegnarsi un essere umano, ma un capo di bestiame come un altro. A cosce aperte.

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02 settembre 2010

fonte:  http://www.unita.it/news/lidia_ravera/103021/femmine_come_bestiame

Altre tre scosse tra L’Aquila e Rieti. Ingv: zona monti Reatini ad alto rischio / Ingv: Report sulla sismicità tra Montereale e Cittareale

Altre tre scosse tra L’Aquila e Rieti
Ingv: zona monti Reatini ad alto rischio

Prefetture e Protezione civile in allerta, allestite tensostrutture attrezzate. In mattinata scossa anche nel Messinese

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ROMA (2 settembre) – Trema ancora la terra nel centro Italia. Altre due scosse di terremoto sono state registrate nella notte tra le province dell’Aquila e di Rieti. Continua quindi lo scisame sismico che anche ieri ha provocato scosse tra Lazio e Abruzzo. L’Ingv in un report sottolinea che la zona dei monti Reatini è da considerarsi ad alto rischio.

Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la terra ha tremato alle 3:06 e alle 3:13, con magnitudo rispettivamente di 2 e 2.1 gradi della scala Richter; le scosse si sono prodotte a 9,5 e 10,2 km di profondità. Le località prossime ai terremoti sono state Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale nell’aquilano, e Borbona nel reatino. Una terza scossa di magnitudo 2 era stata registrata alle 2:14 nella stessa zona, i Monti Reatini, da giorni oggetto di sequenze sismiche.

Una scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata alle 08.19 anche nel Messinese. L’ipocentro è stato localizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania a 3 chilometri a sud-est di Barcellona Pozzo di Gotto, a una profondità di circa 9 chilometri.

Anche ieri la terra aveva tremato più volte al confine tra Lazio e Abruzzo e nella zona dell’Aquila continua l’allerta delle istituzioni e degli amministratori. Ieri nella Prefettura di L’Aquila è proseguito il monitoraggio della situazione con il prefetto, Giovanna Iurato, in contatto con i sindaci dell’Alta Valle dell’Aterno e con le forze dell’ordine. Nelle ultime notti nei comuni dell’Alta Valle dell’Aterno moltissime persone hanno dormito all’interno delle proprie auto. La paura e l’incubo di una scossa forte, peraltro non esclusa dagli esperti sentiti nella giornata di ieri, è tornata anche nel capoluogo dove molte persone hanno mostrato preoccupazione.

I tecnici della Protezione civile regionale, della Struttura per la Gestione dell’Emergenza e del Cnr-Itc, hanno effettuato questa mattina le verifiche di vulnerabilità speditive per gli edifici pubblici in muratura di importanza strategica. I sopralluoghi sono stati effettuati nei Comuni di: Montereale, Barete, Cagnano Amiterno e Capitignano. Nei prossimi giorni saranno emessi gli esiti finali di vulnerabilità che verranno utilizzati per eventuali decisioni di chiusura o meno degli edifici in questione. Per le rilevazioni sono state utilizzate le schede di valutazione di vulnerabilità messa a punto dal Gruppo Nazionale Difesa dai Terremoti (Gndt). Le attività di controllo proseguiranno anche nei prossimi giorni.

Nel pomeriggio di ieri la Protezione civile regionale avevano iniziato ad allestire nei territori di Montereale, Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto tre tensostrutture attrezzate, nonché tende pneumatiche e gazebo, da utilizzare come punti di accoglienza per i cittadini che intendono passare la notte fuori casa. Anche nel Reatino, a Borbona, sono stati allestiti tendoni e container nel campo sportivo, mentre nella frazione di Vallemare sono state approntate tende della Protezione civile davanti alla scuola elementare. Borbona e altri comuni del Reatino sono interessati dalle scosse che hanno colpito l’Alta Valle dell’Aterno.

L’Ingv ha pubblicato sul proprio sito Internet un report sul potenziale rischio sismico nel distretto dei monti Reatini. «L’area compresa tra Montereale (L’Aquila) e Cittareale (Rieti) – si legge nel testo – è inserita nella zona a maggiore pericolosità sismica del nostro Paese. Ciò deriva dalla sua storia sismica, caratterizzata da importanti terremoti, dalle analisi geodetiche, che individuano l’area in una zona a deformazione attiva, e dalla presenza di importanti strutture sismogenetiche attive». Nel report si fa riferimento alle due forti scosse – del 14 gennaio e del 2 febbraio – del 1703, con magnitudo stimata attraverso analisi macrosismiche pari a 6.8 e 6.7 rispettivamente. «Magnitudo – si sottolinea – sensibilmente maggiori rispetto al terremoto del 6 aprile 2009». L’Ingv ricorda anche che nel 1639 è avvenuto un terremoto di magnitudo 6.3 che ha colpito la zona di Amatrice (Rieti). Parlando degli eventi recenti, il report afferma che la sismicità nella zona del reatino è iniziata a metà giugno del 2009, mettendo l’accento sul fatto che a partire dal mese successivo, la sismicità interessa prevalentemente la parte sud del distretto sismico dei Monti Reatini.

L’ Aquila, centro storico chiuso fino al 7 settembre. Il sindaco Massimo Cialente ha prorogato la chiusura del centro storico della città e delle frazioni del territorio comunale fino alle ore 6 del 7 settembre. L’interdizione è in vigore da martedì 31 agosto e prevede la chiusura delle attività commerciali e produttive comprese nella zona. L’accesso resta vietato anche alle maestranze delle ditte impegnate nelle opere di messa in sicurezza ancora in atto, con esclusione di quelle che abbiano ottemperato alle disposizioni in materia di sicurezza del personale richieste dal Comune dell’Aquila. Restano chiuse le Chiese di Santa Maria del Suffragio e di Santa Maria di Collemaggio.

Il provvedimento fa riferimento, nelle motivazioni in premessa, al perdurare dello sciame sismico e alle conseguenti necessità di tutela della pubblica incolumità. Gli asili nido, comunali e privati, la cui riapertura era stata differita, riprenderanno l’attività didattica educativa lunedì 6 settembre.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=117117&sez=HOME_INITALIA

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Ingv: Report sulla sismicità tra Montereale e Cittareale

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1 Settembre 2010

L’area compresa tra Montereale e Cittareale è inserita nella zona a maggiore pericolosità sismica del nostro paese. Ciò deriva dalla sua storia sismica, caratterizzata da importanti terremoti, dalle analisi geodetiche, che individuano l’area in una zona a deformazione attiva, e dalla presenza di importanti strutture sismogenetiche attive.
La storia sismica dell’area è segnata dai due grandi terremoti del 1703. Le due forti scosse del 14 Gennaio e del 2 Febbraio 1703 sono avvenute immediatamente a nord e a sud dell’area interessata dalla sequenza in atto. La grandezza dei due eventi è stata stimata attraverso analisi macrosismiche e indicano una magnitudo pari a 6.8 e 6.7 per gli eventi rispettivamente del 14 Gennaio e del 2 Febbraio, magnitudo sensibilmente maggiori rispetto al terremoto del 6 Aprile 2009. L’evento del 14 Gennaio ha avuto intensità massime pari al XI grado MCS in 4 località mentre l’evento del 2 Febbraio ha raggiunto il X grado in diverse località. Montereale e Cittareale hanno subito danni severi da questi terremoti. In particolare, Cittareale ha avuto un XI grado e Montereale un X grado MCS. Il periodo sismico del 1703 è molto complesso con numerose repliche anche importanti come quella del 16 Gennaio la cui localizzazione è incerta, cioè se essa ricade nell’area del Bacino di Norcia ovvero è spostata verso sud.
Pochi chilometri più a nord-ovest rispetto alla sequenza in atto, nel 1639 è avvenuto un terremoto di magnitudo 6.3 che ha colpito la zona di Amatrice con intensità massime pari al X grado della scala MCS e che ha provocato danni del VII-VIII grado MCS a Montereale. La figura seguente riporta i massimi risentimenti delle scosse del 1703 rispetto all’area della sequenza sismica in atto. Si noti che l’area cerchiata in rosso rappresenta l’area dei massimi danneggiamenti e non indica l’estensione delle strutture sismogenetiche responsabili dei due eventi sismici che potrebbero essere più lunghe. In letteratura, le faglie di Monte Marine e del bacino di Norcia sono state associate rispettivamente all’evento del 2 Febbraio e del 14 Gennaio 1703. Nell’area abruzzese coesistono comunque diversi sistemi di faglie attivi e la cui caratterizzazione è disponibile sul Database of Individual Seismogenic Sources recentemente aggiornato (vedi http://diss.rm.ingv.it/diss/).


Figura 1. Viene  rappresentata la sismicità degli ultimi due mesi tra Cittareale e Montereale e le aree di massimo danneggiamento provocato dalle scosse del 14 Gennaio e del 2 Febbraio 1703.

Sismicità recente

La sismicità nella zona del reatino è iniziata a metà Giugno del 2009. Nella Figura 2 si presenta la mappa dei terremoti a partire dal luglio 2009 a tutto il 31 agosto 2010, mentre in Figura 3 vengono rappresentati solo i terremoti verificatisi dal 1 luglio al 31 agosto 2010. Si noti come a partire da fine luglio 2010 la sismicità si verifichi prevalentemente nella parte sud della zona interessata dallo sciame e limitatamente nella parte nord.


Figura 2. Mappa della sismicità nell’area reatina dal 1 luglio 2009 al 31 agosto 2010.


Figura 3. Mappa della sismicità nell’area reatina dal 1 luglio 2010 al 31 agosto 2010. Si noti come la sismicità si concentri prevalentemente nella parte meridionale della zona sismica.

Lo sciame sismico è localizzato principalmente nella zona immediatamente a ovest del paese di Montereale (Figura 4) e consiste in circa 300 terremoti con magnitudo locale superiore o uguale a 1.0. La profondità dei terremoti varia tra pochi chilometri dalla superficie a poco più di 15 km per i più profondi.


Figura 4. Ingrandimento della zona interessata dallo sciame sismico La mappa rappresenta i terremoti a partire dal 1 gennaio 2010 ed aggiornati alle ore 12:06 UTC del 31 agosto, con esclusione dei terremoti di magnitudo locale inferiore a 1. La distanza epicentrale tra i due eventi a Nord Ovest e quello con ML=3.6 è di circa 2.5 km.

In Figura 5 viene mostrato l’andamento temporale per l’intera sequenza a partire dal Giugno 2009. Il periodo iniziale ha avuto centinaia di eventi per giorno e comunque l’attività è sempre stata presente con alcuni periodi caratterizzati da aumenti relativi della sismicità che non hanno superato mediamente il numero di 20 terremoti per giorno.
In Figura 6 si presenta l’andamento temporale della sismicità per la sola parte meridionale di Fig. 4 e si nota come questa alterni fasi più intense ad altre in cui i terremoti sono praticamente assenti. Inoltre, a cavallo della prima decade di luglio la sismicità aumenta sia in numero di terremoti che nella magnitudo massima registrata. Durante il mese di agosto questo comportamento si accentua prima col terremoto di ML=2.8 del 13 agosto e poi, a fine agosto, con tre eventi di magnitudo superiore a 3.0 del 31 agosto.


Figura 5. Distribuzione temporale della sismicità a partire dal Giugno 2009 per tutta l’area compresa tra Montereale e Cittareale illustrata in figura 2.

Figura 6. Distribuzione della sismicità dello sciame sismico nella parte meridionale del reatino a partire dal 1 gennaio, 2010.

In Figura 7 si rappresenta la cumulativa del numero di eventi registrati. Si evidenzia come il processo di sciame sismico alterni fasi più intense a periodi di scarsa attività fino alla prima decade di luglio 2010. Nelle settimane successive, seppure con variazioni giornaliere, il numero di scosse aumenta.


Figura 7.  Rappresentazione cumulativa del numero di eventi giorno per giorno dal 1 gennaio al 31 agosto 2010 per l’area meridionale rappresentata in Figura 4.


Figura 8.  Rappresentazione cumulativa del momento sismico liberato giorno per giorno dai terremoti nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2010 per l’area meridionale rappresentata in Figura 4.  La linea azzurra indica la somma dei singoli momenti sismici relativi ad ogni terremoto.

La somma cumulativa dei momenti sismici fornisce indicazioni di massima sul rilascio progressivo di deformazione nell’area interessata dai sismi. La linea continua nel grafico di Figura 8 evidenzia che nella giornata del 31 agosto viene rilasciata più della metà della deformazione dallo sciame. Si tratta comunque di valori modesti di energia rilasciata.

Meccanismi focali

Il CNT calcola routinariamente i tensori momento sismico per i terremoti con magnitudo superiore a ML~3.4 (vedi http://earthquake.rm.ingv.it/tdmt.php). In Figura 9 si presenta la soluzione ottenuta dall’inversione dei dati di forma d’onda registrati dalla rete sismica nazionale per il tensore momento sismico. La soluzione mostra un meccanismo di faglia prevalentemente normale, ma con una consistente componente di movimento laterale destrorso. La magnitudo momento è pari a 3.5 ed è leggermente inferiore a quella locale che è pari a 3.6. I meccanismi focali per gli altri due eventi con magnitudo superiore a 3.0 del 31 agosto, 2010, sono anch’essi normali ed evidenziano simili componenti di trascorrenza destrorsa.


Figura 9. Soluzione del momento tensore sismico per il terremoto di ML=3.6 del 31 agosto 2010 alle ore 07:12 UTC. Il meccanismo è prevalentemente di faglia normale con una componente di trascorrenza destrorsa.

Deformazione

Le informazioni deducibili dalla analisi geodetiche indicano che l’area in oggetto ricade in una zona a deformazione attiva della catena Appenninica. In particolare si osserva che le velocità geodetiche, in un sistema di riferimento euro-asiatico, aumentano dall’area tirrenica verso quella adriatica di circa 2-3 mm/anno e che questo aumento di velocità avviene proprio nell’area della catena Appenninica. La deformazione è di tipo estensionale e i meccanismi focali dei terremoti sono generalmente in accordo con la deformazione in atto come mostrato nelle figure precedenti.

Scarica Report  (pdf, 1 Mb)

Informazioni sul Ml 3.6 del 31 Agosto 2010

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fonte: http://portale.ingv.it/primo-piano/archivio-primo-piano/notizie-2010/rapporto-sulla-sismicita-tra-montereale-e-cittareale/view

Dieci «teatri per sordi» con le poltrone hi-tech / CHIRURGIA – Un valido rimedio alla sordità: Gli impianti cocleari

Dieci «teatri per sordi» con le poltrone hi-tech

Presto nelle principali città italiane. Grazie alla tecnologia tattile i suoni sono trasformati in vibrazioni

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MPoltrone hi-tech in 10 teatri italiani per favorire attraverso la percezione tattile la partecipazione dei non udenti allo spettacoloILANO – Ascoltare un concerto o vedere una commedia a teatro, come gli altri spettatori. Presto anche chi non sente, seduto su una poltrona hi-tech, potrà percepire la musica, sentire le vibrazioni, seguire uno spettacolo. Per ora saranno 10 i teatri delle principali città italiane (Roma, Napoli, Venezia, Milano, Bologna, Bari, Firenze, Cagliari, Palermo e Torino) accessibili ai non udenti. Grazie al progetto «Dieci teatri per sordi», promosso dall’associazione “Italia Creativa”, saranno dotati di speciali poltrone provviste di tecnologia tattile: circa una decina per ogni teatro.

POLTRONA «SU MISURA» – Le poltrone sono dotate di sensori e trasmettitori di frequenze che consentono ai non udenti di percepire il suono tramite vibrazioni tattili propagate su tutta la superficie dell’imbottito, dal sedile allo schienale. Dietro la platea c’è una speciale consolle coi comandi che trasformano i suoni in impulsi e vibrazioni. Per il resto, le poltroncine non hanno nulla di diverso dalle altre. «Sono le stesse del teatro, solo che in alcune viene inserito il dispositivo in grado di far sentire ai sordi i suoni del palcoscenico», spiega Anna Barbarossa, vicepresidente dell’associazione “Italia Creativa”. In linea, quindi, con gli arredi e lo stile di ogni singolo teatro. «il nostro obiettivo è l’integrazione sociale dei non udenti – continua Barbarossa -. Da qui la necessità di evitare ogni minima distinzione anche nella seduta».

DEBUTTO A LANCIANO – Quattro poltrone hanno già fatto il loro debutto a giugno nel teatro Fenaroli di Lanciano, in Abruzzo. Hanno potuto usufruirne circa 300 non udenti. Spiega Nicolino Caravaggio, presidente della sezione abruzzese dell’ente nazionale sordi: «Oltre a guardare lo spettacolo, possiamo sentire la musica con il corpo. Le vibrazioni sulla poltrona, inoltre, permettono di percepire anche l’atmosfera della scena che si sta svolgendo sul palco, e questo arricchisce il contenuto artistico dell’opera. Al monologo letto o interpretato con la lingua dei segni corrisponde, per esempio, un tono di voce che esprime varie emozioni. Insomma, una nuova esperienza forse un po’ più vicina a quella reale». A teatro oltre il silenzio.

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Maria Giovanna Faiella
02 settembre 2010

fonte: http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_agosto_21/teatri-per-sordi_8309c682-ad2d-11df-b3a2-00144f02aabe.shtml

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Impianti cocleari

Come è fatto e come funziona l’apparato uditivo

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L’orecchio viene diviso anatomicamente in tre parti: orecchio esterno (padiglione auricolare e condotto uditivo esterno), orecchio medio (membrana timpanica, catena degli ossicini) ed orecchio interno (labirinto e coclea).
I suoni come la parola, la musica ed i rumori ambientali si trasmettono nell’aria e vengono captati dall’orecchio esterno e convogliati nel canale uditivo esterno sotto forma di onde sonore.
L’orecchio esterno e l’orecchio medio hanno la funzione di trasmettere il suono; infatti le onde sonore producono variazioni di pressione dell’aria che agiscono sulla membrana timpanica. Quest’ultima vibrando muove la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa). Il suono giunge cosi all’orecchio interno e precisamente nella rampa timpanica della coclea. In questa struttura sono contenute le cellule ciliate neurosensoriali che hanno il compito di trasformare l’energia meccanica vibratoria, proveniente dalla catena degli ossicini, in impulsi nervosi e producendo cosi un piccolo potenziale elettrico chiamato ”potenziale di azione”. Questi potenziali sono trasmessi al nervo uditivo e da qui al cervello dove vengono interpretati come rumori, toni, parole, ecc.
Molte persone hanno una riduzione della capacita uditiva, tale riduzione puo tuttavia essere di natura e gravita diversa.

Alcune malattie, per lo piu infezioni, determinano lesioni delle strutture dell’orecchio esterno e medio comportando quindi un impedimento alla “trasmissione” del suono fino alla coclea. Per tale motivo l’ipoacusia che ne consegue viene definita “trasmissiva”.

La maggior parte di tali patologie sono suscettibili di terapia chirurgica grazie a delicate tecniche microchirurgiche di ricostruzione dell’orecchio esterno e medio, consentendo un recupero della perdita uditiva.

Altre malattie, spesso ereditarie, congenite o secondarie a fattori tossici e virali, determinano invece lesioni alle strutture dell’orecchio interno, quasi sempre a carico delle cellule ciliate. Il suono pur essendo “trasmesso” non puo venir trasformato in potenziale elettrico e quindi non puo giungere al nervo acustico e quindi essere percepito. In questi casi l’ipoacusia viene definita “neurosensoriale” e solo l’applicazione di protesi acustiche, con l’amplificazione del suono, puo recare qualche giovamento, con risultati non sempre soddisfacenti.

Impianto Cocleare

Le problematiche derivanti dalla sordita rivestono una notevole importanza sociale. Si stima che in Italia nascano all’incirca 200 bambini l’anno con sordita profonda, mentre sono 2000-3000 i bambini con sordita profonda da cause acquisite.
La terapia di base dei deficit uditivi neurosensoriali, cioe legati a malattie dell’orecchio interno, e rappresentata dalla protesizzazione acustica tradizionale. Tuttavia, nel caso delle sordita piu importanti quali le sordita severe-profonde che sono rappresentate da soglie uditive all’esame audiometrico superiori ai 70 dB HL i sistemi di amplificazione tradizionale sono inefficaci.

Attualmente l’Impianto Cocleare (IC) rappresenta la soluzione migliore per la riabilitazione di forme di sordita grave-profonda per le quali la protesizzazione acustica tradizionale non e efficace.
Dal 1993 il Centro Impianti Cocleari di Roma diretto dal Prof. Roberto Filipo e impegnato nella selezione, cura e riabilitazione dei pazienti impiantati; attualmente sono ormai piu di 350 i pazienti operati presso il nostro servizio tra bambini ed adulti.
L’IC consiste in un dispositivo elettronico che e generalmente posizionato in un solo orecchio, anche se l’applicazione bilaterale, contemporanea o differita, sembra offrire innegabili vantaggi.
L’IC e nato nei primi anni sessanta con House (1961), sull’onda degli studi di Djourno ed Eyries sulla stimolazione elettrica diretta del nervo acustico (1957), ed ha subito fino ad i nostri giorni, una straordinaria evoluzione tecnologica che ha coinvolto sia le dimensioni e l’estetica delle componenti esterne, cosi come soprattutto le caratteristiche di cattura ed elaborazione del suono della porzione impiantata. L’IC e costituito da una parte esterna (indossata dal paziente) ed una interna (impiantata chirurgicamente).
La componente esterna e schematicamente costituita da:
un microfono, che capta le informazioni acustiche e le converte in segnali elettrici che verranno inviati al processore;
un processore che elabora e codifica, secondo differenti modalita, gli stimoli elettrici inviati dal microfono, puo essere costituito da una scatola (piu utile nei bambini) oppure essere retroauricolare (piu idoneo per gli audulti);
un trasmettitore, che ha il compito di inviare al ricevitore/stimolatore impiantato, gli stimoli elettrici codificati attraverso onde radio ad elevata frequenza.
La componente interna e costituita da:
un ricevitore (antenna recettrice) alloggiato chirurgicamente nell’osso temporale;
un sistema di elettrodi , inseriti nella scala timpani della coclea.
I suoni, captati dal microfono, vengono inviati al processore sottoforma di segnali elettrici.
Il processore, attraverso l’applicazione di algoritmi, trasforma parte delle informazioni acustiche importanti per la comprensione del linguaggio, in impulsi elettrici di specifica intensita e frequenza. Gli stimoli elettrici sono inviati agli elettrodi inseriti nella coclea, che hanno il compito di stimolare le terminazioni nervose acustiche. Tale stimolazione produce una sensazione acustica modulabile in frequenza ed intensita grazie all’attivazione selettiva di determinate aree all’interno della coclea stessa, sfruttando il principio della distribuzione tonotopica delle fibre nervose, secondo la quale ogni fibra risponde ad una particolare frequenza di stimolo.

Modelli di Impianto cocleare
I principali modelli di impianto cocleare in commercio sono:
– Nucleus 22 e 24 Freedom (Cochlear Pty Ldt, Australia)
– Clarion, Hifocus 90 K (Advanced Bionic Corporation, USA)
– Med-El, Pulsar ( Med- EL Company, Austria)
– MXM (Francia)
Le strategie supportate dal processore sono digitali sequenziali e simultanea ed analogica simultanea.
In funzione del modello di impianto e delle caratteristiche del paziente, si possono scegliere diverse modalita di stimolazione ed tipi di strategia. Per modalita di stimolazione si intende la metodologia con la quale si applica lo stimolo elettrico alla coclea per depolarizzare le fibre del nervo ancora funzionanti. A tal fine e necessario creare un flusso di corrente che deve fluire fra un elettrodo stimolante ed uno di riferimento; la funzione di elettrodo di riferimento e affidata ad un elettrodo neutro solitamente extra-cocleare, o e effettuata da un elettrodo intracocleare, prossimo all’elettrodo stimolante. In funzione di queste variabili la stimolazione puo essere definita monopolare o bipolare:
Stimolazione monopolare: si ha quando uno degli elettrodi inseriti nella coclea stimola avendo come riferimento un elettrodo extracocleare; tale stimolazione e solitamente sequenziale (un elettrodo alla volta);
Stimolazione bipolare: si realizza tra due elettrodi intracocleari vicini, solitamente attivi, di cui uno temporaneamente vicaria la funzione di elettrodo di riferimento. In linea generale, la modalita bipolare consente stimolazioni piu focalizzate delle fibre nervose residue, rendendo possibile una maggiore selettivita in frequenza della stimolazione . Inoltre questa stimolazione permette di attivare tutti gli elettrodi simultaneamente, aumentando il numero di informazioni fornite al nervo nell’unita di tempo.

Candidati all’impianto cocleare

I possibili beneficiari di un impianto cocleare possono essere divisi in 4 categorie:

a) Adulti con sordita post-linguale, ovverosia soggetti nei quali la sordita e insorta dopo l’acquisizione del linguaggio (ad esempio, sordita progressive, tipo otosclerosi o forme autoimmuni o malattia di Meniere; forme iatrogene post-chirurgiche; ototossicita);

b) Bambini con sordita perilinguale, divenuti sordi durante il periodo di acquisizione del linguaggio, ovverosia tra il secondo ed il quarto anno di vita. La sordita insorta nei primi anni di vita, quando il linguaggio non si e ancora strutturato, oltre ad impedire ed ostacolare lo sviluppo della comunicazione verbale, ha conseguenze sul carattere, sullo sviluppo intellettivo e psicomotorio del bambino. I pazienti che sviluppano la sordita dopo il V anno di vita sono generalmente considerati come sordi post-linguali. Essi hanno infatti strutturato e fissato molti aspetti del linguaggio parlato prima di diventare sordi. Tuttavia, una volta perso l’input uditivo e la possibilita di controllare la propria voce, essi mostrano un rapido deterioramento della produzione verbale, soprattutto se non hanno effettuato un adeguato periodo di uso di una protesi acustica tradizionale di giusta potenza.

c) Bambini con sordita pre-linguale, ovverosia tutti i bambini divenuti sordi prima dell’acquisizione del linguaggio. Per questi bambini, la possibilita di acquisizione della comunicazione orale puo essere un processo difficile; tuttavia, un impianto precoce (< II anno di vita) ed un’appropriata riabilitazione permettono alla maggior parte dei bambini di questa categoria lo sviluppo di un linguaggio molto vicino a quello di coetanei normoudenti.

d) Adulti ed adolescenti con sordita pre-linguale. In questi individui i benefici apportati sulla percezione del linguaggio ed ancor piu sulla produzione verbale sono meno evidenti e richiedono un lungo processo riabilitativo. Nonostante cio la maggior parte di questi pazienti riferisce un miglioramento della qualita della vita che e presente fin dai primi mesi dell’attivazione dell’impianto.

Valutazione dei candidati
Il paziente candidato all’applicazione di un impianto cocleare viene sottoposto ad una serie di tests che comprendono:
– valutazione psicologica, mediante questionari specifici, allo scopo di mettere in evidenza tutte quelle variabili che giocano un peso specifico per la buona riuscita dell’IC (memoria, attenzione, abilita motoria, motivazione del paziente, personalita, QI, tipo di comunicazione, abilita di scrittura e lettura, eventuali disturbi associati, ambiente familiare, ambiente scolastico [bambini], accesso alla riabilitazione);
– valutazione clinica: Prima di considerare l’ipotesi di esecuzione di un IC, debbono essere considerate le condizioni anatomiche e cliniche dell’orecchio selezionato, nel caso piu frequente di un’applicazione monolaterale. In linea teorica, l’orecchio proposto per l’ IC non deve essere sede di infezioni in atto, ivi inclusa l’integrita della membrana timpanica. In caso di perforazione timpanica, generalmente la sua riparazione (mediante timpanoplastica) rappresenta un tempo preliminare che deve precedere l’applicazione di IC di circa 6 mesi. In caso di esiti chirurgici radicali (mastoidectomia radicale), puo essere programmata la chiusura chirurgica del condotto uditivo esterno. Sempre nel caso di indicazione monolaterale, la scelta dell’orecchio da impiantare viene generalmente regolata da alcuni principi, che possono esitare in un esito funzionale ottimale:
livello di soglia audiometrica: premesso che questa deve essere tale da non permettere alcun o scarso vantaggio da una protesizzazione acustica tradizionale; nella scelta tra i due orecchi, poi, bisogna ricordare che ad una migliore soglia uditiva corrisponde un maggiore contingente di fibre neurali residue potenzialmente stimolabili elettricamente; tuttavia, soprattutto nei bambini, in vista di possibili future prospettive – alternative alla chirurgia – per il recupero della sordita profonda, ed in considerazione che il trauma chirurgico puo portare ad un ulteriore deterioramento della soglia uditiva, e opportuno selezionare l’orecchio con soglia uditiva peggiore. Il prevedibile grado di responsivita ad una stimolazione elettrica da parte di un orecchio affetto da sordita profonda puo essere valutato:
o nell’adulto, mediante il test al promontorio. Pur se ultimamente non sempre praticato routinariamente, questo test – praticabile in anestesia locale negli adulti – utilizza la metodologia dell’ECochG ma, al contrario di essa, ne valuta i risultati mediante una valutazione soggettiva – da parte del paziente – di sensazione sonora per diversi livelli di stimolazione elettrica.
o Nel bambino, mediante ABR con stimolazione elettrica (E-ABR), per l’esecuzione del quale occorre pero l’anestesia generale e la cui interpretazione e analoga al test audiometrico obiettivo.
intervallo con l’epoca di insorgenza della sordita: minore e l’intervallo con l’insorgenza della sordita, migliore sara l’esito funzionale finale. Tale parametro puo far pendere in modo differente una scelta basata sul solo livello di soglia.
eventuale durata di precedente protesizzazione, con eventuale riabilitazione logopedia (trial obbligatorio di 6 mesi nei bambini; allenamento acustico, nell’adulto), ed efficacia della stessa (da una perdita uditiva apparentemente simile in tutte e due le orecchie puo risultare un’efficienza protesica differente).
– valutazione radiologica, da effettuarsi sempre per la determinazione della conservata pervieta cocleare, a maggior ragione in caso di sospetto di anomalie congenite. Ad esempio, in circa il 20 % dei bambini con ipoacusia neurosensoriale congenita, e possibile che si riscontrino malformazioni cocleari. La TC ad alta risoluzione a sezioni sottili della coclea rimane la tecnica radiografica di scelta per la possibilita di evidenziare la presenza di tessuto osseo o fibroso intracocleare (ricordare che la meningite puo portare ad un’ossificazione cocleare che inizia dal giro basale ), oppure una malformazione (es. sdr. Mondini). L’ossificazione intracocleare non rappresenta una controindicazione assoluta all’impianto cocleare, ma puo limitare la profondita d’inserimento degli elettrodi all’interno della coclea, e quindi limitare anche l’efficacia della terapia.
A completamento della TC, e utile l’esecuzione di una RM (Risonanza Magnetica), con immagini pesate in T2.
L’applicazione della RM e particolarmente indicata a conferma di un’ossificazione della coclea, di una malformazione, del coinvolgimento otosclerotico, ma soprattutto per individuare agenesie (mancanza) del nervo acustico. Particolari proiezioni sagittali condotte a livello del condotto uditivo interno, permettono di identificare le 4 componenti nervose all’interno del condotto uditivo interno

Impianto cocleare bilaterale
L’applicazione bilaterale di IC, proposta sulla base dello stesso presupposto che regola l’indicazione ad una protesizzazione acustica tradizionale binaurale (ottimizzazione dei risultati), puo di fatto dare luogo al ripristino dell’udito direzionale (localizzazione ed orientamento al suono) ed al miglioramento dell’ascolto in ambiente rumoroso. Tali vantaggi sono tanto piu evidenti se l’IC viene applicato bilateralmente in soggetti con altri deficit sensoriali (ad esempio, sordo-ciechi).

Intervento chirurgico

Rappresenta al giorno d’oggi un tempo essenziale per l’applicazione di questo sistema riabilitativo. Esso si puo riassumere nei seguenti tempi chirurgici:

1. Incisione retroauricolare;
2. Creazione di lembo muscolo-periosteo contrapposto a quello cutaneo;
3. Creazione, mediante microfresa, di un letto osseo per il ricevitore interno nella regione cranica retromastoidea (nei bambini puo essere prevedibile esporre parte della superficie meningea);
4. Inserimento del carrier porta-elettrodi all’interno della scala timpanica cocleare, previa cocleostomia (creazione artificiale di un’apertura nel lume cocleare) o direttamente attraverso la finestra rotonda. Da un punto di vista otochirurgico, quest’ultimo tempo si configura nell’ambito di una mastoidectomia semplice con timpanotomia posteriore.

Prima del risveglio del paziente, si effettuano routinariamente alcuni tests allo scopo di:
Visualizzare il corretto posizionamento degli elettrodi (rx peri-operatoria; fluoroscopia);
identificare il corretto funzionamento dell’elettronica impiantata (misura delle impedenze);
prelevare dati sull’effettiva stimolazione cocleare, utilizzabili nella prima sessione di fitting dell’IC al momento della sua prima attivazione:
o soglia della risposta neurale (NRT, NRI).

Attivazione dell’impianto
Dopo circa 4-6 settimane dall’intervento chirurgico, tempo necessario alla completa guarigione della ferita chirurgica e soprattutto alla stabilizzazione delle impedenze dell’interfaccia elettrodi/terminazioni nervose, si procede all’attivazione della porzione esterna dell’impianto (switch-on). Il processore esterno, collegato ad un computer con un software specifico, viene regolato (fitting) in maniera tale da definire la strategia ed i parametri di stimolazione ottimali per ogni elettrodo.

Vengono quindi identificate:

le soglie di minima udibilita T, vale a dire il livello di soglia in cui il paziente inizia a percepire il suono inviatogli;

– le soglie di comoda udibilita M, cioe il valore di soglia in cui il paziente percepisce in modo confortevole lo stimolo proposto.

L’area delimitata dalle due soglie è definita campo dinamico elettrico.
Viene in tal modo a crearsi una ”mappa” del funzionamento degli elettrodi attivati. Tale procedura, abbastanza semplice nei soggetti adulti, risulta molto complessa nei bambini nei quali la scarsa attenzione, la facile stancabilita e la mancante o scarsa esperienza uditiva, rende molto difficile ottenere risposte attendibili. In questi casi vengono adottate utilizzano le tecniche di audiometria comportamentale in sedute di fitting che vedono la collaborazione di piu figure professionali (audiologo, logopedista, psicologo). L’osservazione del comportamento del bambino come risposta alla presenza/assenza del suono e nei bambini piu grandi alla piacevolezza o sgradevolezza, guida alla creazione di un range dinamico elettrico di riferimento.

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www.orecchio.org
Sito Ufficiale di Otorinolaringoiatria
Universita’ di Roma La Sapienza

fonte:  http://www.orecchio.org/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=34