Archivio | settembre 8, 2010

MOTORI DI RICERCA – Fretta di avere risultati? Ecco a voi Google Instant

Google Instant predice le interrogazioni

di FEDERICO GUERRINI

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Google lancia il suo ultimo prodotto, Instant   e questa volta non si tratta di un re-design più o meno riuscito dell’interfaccia, ma di un’evoluzione importante dell’infrastruttura stessa del motore di ricerca, che riprende e sviluppa alcune intuizioni già assaporato con Google Suggest (la funzione di completamento automatico, che fa sì che digitando una parola vengono suggerite le ricerche correlate).

Questo aveva già permesso di dimezzare il tempo dedicato a ciascuna ricerca. Con Google Instant tale meccanismo è elevato all’ennesima potenza: a essere suggerite non sono semplici frasi, ma ad essere presentati in anteprima sono i link stessi, quelli che prima apparivano soltanto una volta finito di scrivere il termine nella barra e dopo aver premuto il tasto Invio.

Come funziona in pratica: i risultati di ricerca rilevanti sono visualizzati in modo dinamico mentre si digita la parola, così da poter interagire e cliccare ancor più rapidamente sul contenuto d’interesse; la parte terminale del termine ricercato, intuita dal sistema, viene evidenziata in grigio chiaro, ancor prima di aver finito di digitare una parola. In questo modo, se tra i suggerimenti compare quello di cui si ha bisogno, si può smettere di digitare e accedere direttamente airisultati di ricerca.

Secondo le stime effettuate
da Google, Instant farà risparmiare dai 2 ai 5 secondi per ogni ricerca media effettuata. Secondo le stime degli sviluppatori della Grande G, se tutti gli utenti che cercano su Google nel mondo si avvalessero di Instant, il tempo risparmiato sarebbe di
circa 11 ore ogni secondo.

Nelle parole di Marissa Meyer, vice presidente search & user experienceì dell’azienda, “si tratta di un cambiamento fondamentale nelle modalità di ricerca. In media ci vogliono 15 secondi per ogni ricerca, parte dei quali necessari alla digitazione, parte per inviare la risposta dai nostri server e parte per trovare il risultato giusto fra quelli presentati. Abbiamo quindi cercato di migliorare la nostra velocità di risposta e fornire suggerimenti di digitazione”. Restava da snellire il tempo dedicato alla riflessione. Ed ecco la risposta: mostrare via via che si digita interi risultati, cercare di sostanza di capire in diretta quello che sta pensando il navigatore, in modo da potergli fornire la risposta, prima ancora che la domanda sia del tutto formulata. Se non è un gioco di prestigio, poco ci manca.

Oltre che nel sito madre
in lingua inglese, Google.com, la nuova infrastruttura di ricerca sarà disponibile, tempo una fin settimana sulla versione italiana del motore, e nelle versioni localizzate di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Si potrà testare però fin da oggi anche nel nostro Paese, loggandosi con un account Google nella pagina di ricerca.

A un primo sguardo, Instant appare come una risposta di grande impatto alle ultime mosse dei principali concorrenti di Mountain View. Pochi giorni fa, Yahoo! aveva annunciato l’adozione del prodotto Bing di Microsoft come motore di ricerca per tutte le interrogazioni passanti per le sue pagine Web. Assieme, Microsoft e Yahoo! si accaparrano circa il 25 % del mercato. Sempre un’inezia rispetto a Google, ma non si sa mai. Sulla velocità delle ricerche col nuovo servizio, Google si riporta in una posizione di netto vantaggio.

Un altro settore di grande competizione fra i giganti di Internet è la scansione in tempo reale del Web e anche qui l’aziende di Page e Brin ha di recente introdotto significativi miglioramenti: prima la scansione in tempo reale con Caffeine, poi, un paio di settimane fa, l’inclusione dei risultati provenienti dai social network non appena messi online, mettendosi così all’avanguardia anche in questo settore.

Google insomma resta, sotto ogni punto di vista, l’avversario da battere.

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08 settembre 2010

fonte:  http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=8061&ID_sezione=38&sezione=

Fumogeni contro Bonanni alla Festa Pd. Bersani: “Una aggressione squadrista” – VIDEO

Fumogeni contro Bonanni alla Festa Pd
Bersani: “Una aggressione squadrista”

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Violenta contestazione dei centri sociali al leader della Cisl, che ha abbandonato la sala Bobbio senza tenere il suo dibattito. Turbato il sindacalista: “Ora tutti riflettano””. Letta: “Siete antidemocratici”. Polemica con la questura

Fumogeni contro Bonanni alla Festa Pd  Bersani: "Una aggressione squadrista" Raffaele Bonanni alla festa del Pd a Torino

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TORINO – Nuovo episodio di contestazione violenta alla Festa Pd di Torino. Dopo le proteste verbali contro il  presidente del Senato Renato Schifani, è stata oggi la volta del sindacalista Angelo Bonanni che è stato prima accolto dai centri sociali con da fischi, urla e lanci di banconote finte. Quindi, quando è stato raggiunto da un fumogeno che gli ha bruciato il giubbotto senza però ferirlo, ha lasciato il palco.

Questi gli slogan che hanno accompagnato il lancio di petardi: “Il denaro è un buon servo e un cattivo padrone”, ”Marchionne comanda e Bonanni obbedisce”.

Durante l’aggressione
il vice-segretario del Pd Enrico Letta, che avrebbe dovuto dialogare con Bonanni sul palco, si è rivolto ai contestatori ripetendo più volte: “Voi non avete niente a che fare con la democrazia. Siete il contrario di cui ha bisogno il Paese. Siete antidemocratici”. Ciò a cui abbiamo assistito è gravissimo, è l’espressione del rifiuto della democrazia e ritengo che siano stati compiuti reati molto gravi”. Secondo Letta, ci sono state “assolute falle nel servizio di sicurezza. Non essere in grado di gestire la situazione dimostra che la cosa è sfuggita di mano”. Il questore di Torino, Aldo Faraoni, ha replicato che quando c’è stato da intervenire, la questura è sempre intervenuta. “Letta è stato un pò troppo precipitoso nel suo giudizio”, ha risposto.

“Sono frastornato, ma sto bene – ha dichiarato Bonanni alla fine – Sono stato vittima di un’aggressione incivile e squadrista da parte dei centri sociali di Torino. Un’aggressione che nulla ha a che fare con il confronto democratico e con la politica. Mi sento ovviamente turbato. Spero che ora tutti riflettano e abbassino i toni”.

Durissima la reazione anche del segretario Pd Bersani, che ha chiamato il leader Cisl per dargli la sua solidarietà.  “Si è trattato di un atto di intimidazione e di vera e propria violenza, un attacco squadrista. E’ inconcepibile che una festa popolare, che vive nel pieno centro della città, possa essere attaccata in questo modo. Attendiamo di conoscere dal ministero dell’Interno quali misure preventive e repressive siano state prese per impedire un episodio del genere”. Alle parole di Bersani si sono aggiunge le dimostrazioni di solidarietà di molti altri rappresentanti istituzionali, tra cui il vice presidente del Senato Vannino Chiti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, il portavoce del Forum delle persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro Natale Forlani.

Informato dell’accaduto, il segretario di Sinistra e libertà Nichi Vendola ha dichiarato: “Ho saputo che ci sono state delle brutte contestazioni a Bonanni. Io penso che un conto è il dissenso che fa parte della democrazia, un altro conto è se le contestazioni prendono una piega più violenta. Penso, del resto, che uno degli elementi che dobbiamo recuperare è la civiltà del dialogo e dell’analisi raffinata”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha dichiarato “piena solidarietà al segretario della Cisl. L’episodio, insieme agli incidenti che ne sono seguiti, rivela una preoccupante volontà di attaccare la libertà sindacale e di inquinare il confronto democratico”. “Si tratta – ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani – di un intollerabile gesto che nega la democrazia e che deve essere assolutamente condannato”.

Anche i leader di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, hanno telefonato a Bonanni per esprimergli solidarietà per la contestazione subita. Secondo il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, si è trattato di una dimostrazione di violenza che “danneggia la democrazia”, e per Walter Veltroni di “un atto di violenza inaudita, di sapore squadristico”. E il ministro per la Semplificazione Normativa e coordinatore della Lega Nord Roberto Calderoli si chiede: “Ma quella del Pd è una festa o un mattatoio?”.

Intanto, la persona che ha lanciato il fumogeno è stata identificata e denunciata. Si tratterebbe di una ragazza di Firenze che vive a Torino e frequenta il centro sociale Haskatasuna. I contestatori, nonostante la condanna unanime, difendono le proprie ragioni: “Riteniamo inaccettabile invitare alla Festa del Pd un personaggio come Bonanni, che dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori. Bonanni è uno dei principali artefici della cancellazione del contratto nazionale dei metalmeccanici”.

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08 settembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/09/08/news/fischi_a_bonanni_alla_festa_del_pd_lancio_di_fumogeni_a_un_dibattito-6875986/?rss

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BONANNI FISCHI E FUMOGENI – FESTA PD TORINO

Vassallo, venerdì i funerali al porto di Acciaroli. L’appello di ‘Libera’ per onorarne la memoria / IO SONO DI POLLICA

L’OMICIDIO DEL SINDACO

Vassallo, venerdì i funerali al porto di Acciaroli
L’appello di ‘Libera’ per onorarne la memoria

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L’associazione guidata da Don Ciotti: “Fermati un momento alle 10,30 a pensare a lui”. Il vicesindaco: “Per l’ultimo saluto, alla cerimonia, pubblica per scelta dei familiari, si attendono pullman di ragazzi da tutta Italia”. Il vice capo della polizia: “Spero possiate sapere tra non molto chi impugnava l’arma che l’ha ucciso”

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POLLICA (Salerno) L’ultimo saluto a Angelo Vassallo sarà venerdì mattina. I funerali del sindaco della cittadina ucciso nella notte di domenica 1, celebrate dal vescovo di Vallo della Lucania Rocco Favale, si svolgeranno al porto di Acciaroli, lo stesso posto dove ieri sera si è fermata in silenzio la fiaccolata 2 dei cittadini che in cinquemila hanno sfilato in suo onore. Sono stati la moglie e i due figli a scegliere il porto, per l’amore e il rispetto che Vassallo nutriva nei confronti del mare, motivo per cui veniva chiamato il ‘Pescatore’.

Il quotidiano “La Città” di Salerno ha lanciato un appello: “Io sono di Pollica” 3 mentre per quel giorno l’associazione “Libera” guidata da Don Ciotti, ha invitato tutti a ricordarlo: “Venerdì alle 10,30, ovunque tu sia, fermati un momento per ricordare Angelo Vassallo. Perché l’hanno ucciso con sette colpi di pistola, ad Acciaroli – continua l’appello -. Perché era un uomo e un sindaco con la schiena dritta. Perché alle 10,30 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni. Perché non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia senta forte il nostro abbraccio. Perché dal minuto dopo continueremo il nostro impegno con più forza. Perché – conclude “Libera” – così abbiamo imparato ad onorare la memoria delle vittime innocenti delle mafie”.

La cerimonia funebre si sarebbe dovuta celebrare oggi, ma il protrarsi dei tempi necessari all’esecuzione dell’autopsia ha fatto spostare di un giorno le esequie. “I familiari hanno scelto di fare un funerale pubblico – ha spiegato il vicesindaco Stefano Pisani che, su indicazione della famiglia, ha chiesto di devolvere in favore dell’iniziativa rivolta alle popolazioni che soffrono la fame nel mondo ‘Terra Madre’ eventuali offerte in denaro al posto dei fiori. “Al nostro sindaco non piacevano i fiori nei cimiteri e neppure sulle tombe – ha spiegato Pisani – i fiori devono restare nei prati, diceva. E’ per questo motivo che, rispettando la sua volontà, abbiamo deciso di lanciare una iniziativa per portare a termine una delle tante cose belle alle quali il sindaco Vassallo stava lavorando”.

Se le condizioni del tempo non dovessero consentirlo, le esequie si sposteranno nella vicina chiesa dell’Annunziata. Ai funerali arriveranno in tanti. Il sindaco di Pollica ha detto che sono attesi numerosi pullman di ragazzi da tutta Italia e numerose autorità oltre che rappresentanti delle istituzioni. Ancora incertezza invece sull’allestimento della camera ardente, tutto dipende da quando l’autorità giudiziaria renderà disponibile la salma di Vassallo.

Nel frattempo gli investigatori esprimono un moderato ottimismo sulle indagini e potrebbero essere sulla strada giusta per giungere al o ai responsabili dell’uccisione del sindaco. “La traccia principale sono quei nove colpi di pistola andati a segno – ha detto ai giornalisti il vice capo della polizia, Francesco Cirillo- chi impugnava quell’arma spero lo possiate sapere tra non molto”.

Questa mattina in prefettura è stato fatto il punto della situazione, e gli investigatori hanno posto sul tappeto tutte le tessere raccolte per dare una forma a quello che al momento appare un complesso mosaico. Lo spiegamento di forze è ingente. Ai carabinieri del Ros, del Nucleo investigativo del Reparto operativo, oggi si sono aggiunti anche i colleghi del Racis di Roma, i finanzieri del Gico, la Polizia. L’obiettivo principale degli investigatori resta quello di verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nel territorio cilentano. “Che il Cilento sia una terra tranquilla è indubbio, che sia una terra bellissima è indubbio, che sia una terra che non abbia possibilità di infiltrazioni non è altrettanto indubbio”.

La pista della criminalità organizzata resta quindi prioritaria, come era apparso già chiaro ieri con il trasferimento dell’inchiesta alla Dda di Salerno 4. Ma si indaga anche su quelle lettere indirizzate dal sindaco Vassallo alle forze dell’ordine, che oggi sono state acquisite dal procuratore, come tutti i documenti che necessitano di una approfondita analisi. Il tutto nell’attesa dell’autopsia, che viene eseguita in queste ore dal medico legale Francesco Vinci, e che assieme alla perizia balistica potrebbe fornire elementi utili. Da sfondo, l’ipotesi che Vassallo potesse conoscere chi lo ha ucciso: l’Audi del sindaco è stata trovata lungo la strada del delitto in una posizione tale da far supporre una fermata volontaria. Questa sera, sul luogo dell’omicidio, c’è stato un nuovo sopralluogo da parte dei sostituti Castagnetti e Volpe.

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08 settembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/09/08/news/vassallo_venerd_i_funerali_l_appello_di_libera-6880851/?rss

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“Io sono di Pollica”, con la Città di Salerno contro il crimine e il malaffare

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La Città di Salerno scende in campo per tenere alta la guardia dopo il feroce delitto di Pollica.

Informazione e legalità rappresentano i punti fermi di una battaglia che porteremo avanti insieme ai lettori.

E’ per questo che da oggi è possibile partecipare a “Io sono di Pollica”, inviando la propria solidarietà, le idee, le denunce per aiutarci a vedere chiaro.

Inviando il proprio testo all’indirizzo email iosonodipollica@lacittadisalerno.it sarà possibile tenere vivo un piccolo ma importante presidio di legalità per salvare la nostra terra dal malaffare e dal crimine. Aspettiamo i vostri messaggi che saranno pubblicati on line e sull’edizione cartacea de “la Città”.

Sono già decine le mail arrivate da tutta Italia alla Città di Salerno.

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07 settembre 2010

fonte:  http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/articolo/2331072?ref=HREC2-6

Patto elettorale tra Pd, Rifondazione e Pdci. “Quel tre per cento non si butta, ma al governo insieme mai” / Ma il vero pericolo è la Lega, serve l’unione di tutte le forze progressiste

Patto elettorale tra Pd, Rifondazione e Pdci. “Quel tre per cento non si butta, ma al governo insieme mai”

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Non solo Nichi Vendola, ma anche Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto: in qualche modo saranno tutti alleati con il Pd di Bersani se si scivola, anzi si precipita in elezioni anticipate. Tra tutti è stato sottoscritto un “patto”. Non quelli con tanto di notaio spesso siglati tra Forza Italia e i partiti minori del centro destra. E neanche per carità un patto di governo. Anzi, all’idea di partecipare a un governo ciò che resta di Rifondazione (Paolo Ferrero appunto) e ciò che organizza e raccoglie il Pdci (Oliviero Diliberto) sentono salire su per la schiena sudori freddi. Il patto è solo e soltanto elettorale, esplicitamente esclude che Rifondazione e Pdci possano entrare in un peraltro improbabile governo di centro sinistra dopo elezioni vittoriose. Ma “regalarle” a Berlusconi le possibili elezioni, questo no. Bersani, Diliberto e Ferrero si sono visti, hanno calcolato e pesato e hanno deciso che almeno non si sgambetteranno reciprocamente sulla strada che porta ai seggi elettorali. Insomma, se si vota, faranno coalizione.

Per il Pd è una piccola “svolta”. All’indietro, almeno rispetto alle scelte fatte nel 2008 quando il Pd per marcare la sua identità riformista non volle e non cercò accordi elettorali con la sinistra a suo tempo definita “radicale”. Sinistra che ha visto progressivamente diminuire il suo peso e valore elettorale: nel 2006 era di circa l’otto per cento, quasi sei per Rifondazione comunista, poco più del due per cento per il Pdci (una volta erano un solo partito). Nel 2008 i voti si erano più che dimezzati scendendo al 3,1 per cento. Nelle regionali del 2010 in tutto hanno raccolto il 2,7 per cento. Si parte da qui, da questa scarsa dote elettorale. Cui va aggiunta la formazione guidata da Vendola, Sinistra, libertà ed ecologia, stimata dai sondaggi tra il tre e il quattro per cento. Un’area di circa il sei per cento dei voti possibili che, divisi in tre liste, conterebbero nulla in caso di elezioni. Sei per cento che invece, coalizzato con il 27/29 per cento del Pd e con il 6/7 per cento dell’Idv di Di Pietro, farebbero una “massa critica” di circa il 40 per cento. Insufficiente a vincere le elezioni (Berlusconi e Bossi insieme valgono oggi sul “mercato” elettorale qualche punto percentuale in più, tra il 40 e il 45 per cento). Però forse sufficiente a non farle vincere del tutto le elezioni alla coalizione Pdl-Lega che potrebbe mancare la maggioranza al Senato se queste fossero le cifre vere dei consensi espressi. Perchè questo accada, resta l’altra condizione: che ci sia una terza lista di centro capace di superare il dieci per cento.

Sul piano dei numeri il patto elettorale tra la sinistra riformista e quella radicale non fa una piega. Sul piano politico pone un problema, evidente anche agli stessi sottoscrittori del patto: se mai da qui dovesse nascere una maggioranza e un governo, i “comunisti” resterebbero fuori. Insomma insieme per non far vincere Berlusconi ma impossibilitati a stare insieme per ogni altra cosa. Un patto obbligato e pure sincero. Ma anche obliquo e pure un po’ strambo.

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07 settembre 2010

fonte:  http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/elezioni-patto-diliberto-ferrero-bersani-vendola-governo-sei-per-cento-534897/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29

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Ma il vero pericolo è la Lega

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di Mauro Salvi – solleviamoci

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Non posso che accogliere con favore un possibile accordo, in vista delle possibili elezioni a breve, tra il Pd, Prc e Pdci dell’amico Diliberto. E non capisco la chiosa dell’articolista che nel pezzo sopra riportato (Patto elettorale tra Pd, Rifondazione e Pdci. “Quel tre per cento non si butta, ma al governo insieme mai”) recita “Un patto obbligato e pure sincero. Ma anche obliquo e pure un po’ strambo”.

Sarà pure obliquo ma strambo proprio no. Serve, anzi, che tutte, e ripeto tutte, le forze politiche che hanno a cuore il futuro dell’Italia si uniscano per formare una grande coalizione elettorale, atta a sbaragliare sia il Pdl che la Lega, all’unico scopo di andare al governo e porre mano a delle riforme serie e sostanziali e che pongano riparo ai danni nefasti perpetrati in questi lunghi anni a far data dalla ‘discesa in campo’. E sopratutto che siano di freno al movimento leghista, che in questo, di fatto, dopo-berlusconi conta di sbaragliare il campo per divenire il primo partito, cosa che gli consentirebbe di mettere mano alle loro tanto agognate riforme, che non sono altro che l’anticamera del separatismo e quindi del disfacimento territoriale, economico e sociale dell’Italia-nazione. Portandoci tutti ad affrontare una lunga e sanguinosa lotta fratricida.

Serve creare una sorta di nuovo ‘fronte di Liberazione’, democratico e non-violento, servono nuovi Partigiani della Libertà che sappiano far rifiorire e rinvigorire i valori della Costituzione voluta dai Padri Fondadori. Affinché i martiri del recente passato non siano morti invano e che sopratutto non ve ne siano più in futuro.

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08 settembre 2010

Ecco la ricetta della felicità: 60mila euro all’anno. Parola di Nobel. Sei d’accordo?

Ecco la ricetta della felicità: 60mila euro all’anno. Parola di Nobel. Sei d’accordo?

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Di vecchi adagi su soldi e felicità ce ne sono molti, di evidenze scientifiche meno. Ma ecco apparire uno studio, firmato da un Nobel per l’economia premiato nel 2002, secondo il quale avere soldi contribuisce in modo sostanziale al benessere emotivo di una persona.

Secondo la ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, chi guadagna meno di 75.000 dollari all’anno rischia di vedere intaccata la propria felicità quotidiana. Sotto quella fascia di reddito, dice Angus Deaton, l’economista dell’Università di Princeton che ha contribuito all’indagine, «Farcela è così difficile che è dura essere felici e godersi le cose». (Cosa ne pensi? vota il sondaggio)

Angus Deaton e Daniel Kahneman, hanno analizzato i risultati del sondaggio“Well being index” condotto dalla società Gallup su 450.000 americani nel biennio 2008-2009. Dall’analisi è emerso che il livello di felicità sale di pari passo con il reddito, ma il punto di stabilità è intorno ai 60mila euro. Al di sopra e al di sotto di questa cifra, intervengono altri fattori che minacciano questa soglia di “benessere medio”. I due studiosi hanno rilevato che: «Dare alla gente più soldi oltre i 75.000 dollari non fa molto per il loro umore quotidiano, ma dà comunque loro la sensazione di avere successo nella vita».

Alcuni numeri
Il 51% delle persone divorziate che guadagnano meno di 1000 dollari al mese si sentono tristi mentre solo il 24% di quelli che hanno uno stipendio mensile di 3000 dollari hanno questo stato d’animo. Tra quelli che sono affetti da asma le percentuali sono simili: il 41% di chi guadagna meno è infelice contro il 22% del gruppo che può contare su entrate più alte. Nella classifica globale delle felicità gli Stati Uniti sono noni, dopo i paesi scandinavi, il Canada, l’Olanda, la Svizzera e la Nuova Zelanda. (L.B.)

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08 settembre 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-08/comprare-felicita-prezzo-almeno-143950.shtml?uuid=AYxBmuNC

fonte immagine:  http://www.riviera24.it/articoli/2009/03/10/56960/e-vero-che-i-soldi-non-danno-la-felicita

Nichi Vendola spaventa il Pd: trionfa alla festa di Torino – Video

Nichi Vendola spaventa il Pd: trionfa alla festa di Torino – Video

Il governatore della Puglia: “Liberare la sinistra dal berlusconismo che l’ha attraversata”. Convergenza con Rosy Bindi sulle “primarie subito”

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Nichi Vendola, 52 anni, e Rosy Bindi, 59 anni (foto Ansa, Tonino Di Marco)

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Torino, 8 settembre 2010 – “Io penso che l’alleanza politica debba essere la conseguenza del lavoro che facciamo aprendo il cantiere. E’ giusto che ciascuno porti il proprio contributo, le differenze sono ricchezze, purché servano a costruire un discorso all’Italia, non solo un discorso al nostro popolo ma al popolo italiano e dare alle giovani generazioni quelle speranze che non ha più”. Così Nichi Vendola, ieri sera al termine del dibattito con Rosy Bindi alla Festa nazionale del Pd a Torino, ha risposto alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se fosse possibile fare un’alleanza tra Pd, Sinistra e Libertà e Italia dei Valori.

“In un passaggio d’epoca come questo non si può replicare un vecchio copione per vincere”, aveva detto durante il confronto sul nuovo Ulivo davanti a una platea di circa cinquemila persone (secondo gli organizzatori), mai così tante a un incontro politico da quando la festa è iniziata.

Secondo il leader di Sinistra e libertà c’è bisogno di “un nuovo umanesimo” in politica, di liberare “la sinistra dal berlusconismo che l’ha attraversata”, di rivedere certe posizioni, come quella “di Bersani su Melfi”, perché al primo posto ci dev’essere il lavoro, i diritti, la lotta alla precarietà dei giovani, la difesa della “lotta di classe” che non può essere abbandonata se non si vuole che gli operai “vengano presi a randellate”.

Un confronto, quello di ieri tra Bindi e Vendola, in cui le posizioni, al termine del “match”, tra cautele e tatticismi non erano così distanti rispetto all’inizio. “Oggi Rosy e Nichi sposi” recitava un cartellone tra la folla, che, stipata dentro uno stand che strabordava in piazza Castello, non ha mai smesso di applaudire e fare standing ovation.

Vendola ha ripetuto più volte “primarie subito”, e Bindi ha colto la palla la balzo: “Certo che siam capaci di farle, ma aspettiamo che cada il governo, anche solo per scaramanzia”. E comunque, ha aggiunto, “Nichi sa come vincerle”. Ma il suo voto del presidente dell’assemblea nazionale del Pd, ha specificato a dibattito concluso parlando con i cronisti, “va a Bersani”.

“Io credo che sia stata una serata – ha commentato soddisfatta prima di congedarsi, a fianco di Vendola – in cui abbiamo stabilito insieme che dentro l’Ulivo ci sono tante ricchezze che possono camminare insieme e creare un’alternativa alla destra”.

“Penso che l’obiettivo di incontrarci in questo periodo – ha aggiunto Bindi- sia proprio quello di confrontarci fra di noi per costruire l’alternativa per il futuro dell’Italia”. “Prima va aperto il cantiere” ha specificato il leader di Sinistra e libertà. E, anche secondo lui, nel cantiere “le differenze sono ricchezze”.

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fonte:  http://qn.quotidiano.net/politica/2010/09/08/381468-nichi_vendola.shtml

Palestina, Anp arresta uomini Hamas. I fondamentalisti: «Stop o vi colpiremo»

Palestina, Anp arresta uomini Hamas
I fondamentalisti: «Stop o vi colpiremo»

L’autorità nazionale palestinese individua e cattura due gruppi autori degli attacchi contro i coloni ebrei

Una folla di palestinesi acclamano Hamas (Ap Photo / Hatem Moussa)

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ROMA (8 settembre) – L’Autorità nazionale palestinese ha arrestato due gruppi di militanti di Hamas sospettati di aver compiuto i due attentati contro coloni ebrei in Cisgiordania che avevano gettato ombre sull’avvio, a inizio mese, dei colloqui di pace diretti fra Israele e palestinesi.

Gli uomini arrestati sarebbero sei presunti militanti del braccio armato di Hamas (le Brigate Ezzedim al-Qassam) che facevano parte di due cellule distinte. Avrebbero organizzato ed eseguito l’attacco del 31 agosto, che era costato la vita a quattro coloni nei pressi di Hebron e del secondo, il giorno dopo, che aveva visto il ferimento di altre due persone a est di Ramallah.

Gli attentati, già rivendicati da Hamas, avevano messo in imbarazzo l’Anp che aveva parlato di azioni «contrarie agli interessi nazionali». I servizi di sicurezza palestinesi avevano lanciato un’ondata di arresti ed interrogatori nelle zone autonome della Cisgiordania sotto il loro controllo.

Hamas minaccia Anp, stop arresti o vi colpiremo.
«La nostra pazienza sta per finire». Con queste parole Hamas, il movimento islamico che controlla la Striscia di Gaza, ha dato il suo ultimatum all’Autorità nazionale palestinese (Anp), avvertendola che, se non metterà fine agli arresti di suoi esponenti in Cisgiordania, la colpirà come ha fatto nei giorni scorsi con i coloni uccisi in attacchi rivendicati dal suo braccio armato, le Brigate al-Qassam.

«Sapete che le mani che hanno raggiunto al cuore gli occupanti possono raggiungere anche voi», ha minacciato Hamas in una nota rilanciata dalla radio israeliana, in cui assicura anche di poter colpire ovunque e in qualsiasi momento. L’avvertimento arriva dopo che le forze di sicurezza dell’Anp hanno arrestato sei persone sospettate di aver attaccato coloni israeliani in Cisgiordania la scorsa settimana.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=117970&sez=HOME_NELMONDO