GENOVA 2001 – GENOVA2011

Genova 2001 – Genova 2011

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Appello luglio 2011

La crisi o la speranza

Dieci anni fa centinaia di migliaia di persone, giovani e adulti, donne ed uomini, di tutto il mondo si diedero appuntamento a Genova per denunciare i pericoli della globalizzazione neoliberista e per contestare i potenti del G8, intenti a convincere il mondo che trasformare tutto in merce avrebbe prodotto benessere per tutti.

Le persone che manifestavano a Genova erano parte di un grande movimento “per un mondo diverso possibile” diffuso in tutto il pianeta. Era nato a Seattle nel 1999 con una grande alleanza fra sindacati e movimenti sociali, e ancor prima nelle selve del Chiapas messicano. Nel gennaio 2001 si era incontrato nel grande Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre in Brasile che aveva riunito la società civile, i movimenti, le organizzazioni democratiche di tutto il mondo.

Quel movimento diceva – e ancora oggi dice – che la religione del mercato senza regole avrebbe portato al mondo più ingiustizie, più sfruttamento, più guerre, più violenza. Che avrebbe distrutto la natura, messo a rischio la possibilità di convivenza e persino la vita nel pianeta. Che non ci sarebbe stata più ricchezza per tutti ma, piuttosto, nuovi muri, fisici e culturali, tra i nord ed i sud del mondo. Non la pacificazione, conseguenza della “fine della storia”, ma lo “scontro di civiltà”.

Avevamo ragione, e i fatti lo hanno ampiamente confermato. Ora lo sanno tutti. Ma dieci anni fa, per aver detto solo la verità, venimmo repressi in maniera brutale e spietata.

La città di Genova fu violentata fisicamente e moralmente. Le regole di una democrazia, che sempre prevede la possibilità del dissenso e della protesta, vennero sospese e calpestate. Un ragazzo fu ucciso. Migliaia vennero percossi, feriti, arrestati, torturati. Eravamo le vittime, ma per anni hanno tentato di farci passare per i colpevoli.

Oggi, le ragioni di allora sono ancora più evidenti.

Una minoranza di avidi privilegiati pare aver dichiarato una guerra totale al resto dell’umanità e all’intera madre Terra. Dopo aver creato una crisi mondiale mai vista cercano ancora di approfittarne, rapinando a più non posso le ultime risorse naturali disponibili e distruggendo i diritti e le garanzie sociali messe a protezione del resto dell’umanità in due secoli di lotte.

E’ un progetto distruttivo: ha prodotto la guerra globale permanente, l’attacco totale ai diritti (al lavoro e del lavoro, alla salute, all’istruzione, alla libertà di movimento, alle differenze culturali e di genere nonché alle scelte sessuali), la rapina dei beni comuni, la distruzione dell’ambiente, il cambiamento climatico e il saccheggio dei territori.

Ormai è chiaro a tanti e tante, a molti più di quanti erano a Genova dieci anni fa, che solo cambiando radicalmente direzione si può dare all’umanità una speranza di futuro, impedendo la catastrofe che i poteri dominanti, sia pure in crisi, stanno continuando a preparare.

Proponiamo a tutte/i coloro che da quei giorni non hanno mai smesso di portare avanti le ragioni di allora e a tutte/i coloro che, pur non avendo avuto la possibilità di partecipare a quelle elaborazioni, ogni giorno costruiscono elementi di un mondo diverso con le loro lotte, le loro rivendicazioni, le loro pratiche, di costruire insieme da oggi le condizioni per incontrarsi a Genova nel luglio del 2011, per tessere reti più forti di resistenza, di solidarietà, di costruzione di alternativa alla barbarie e di speranza.

Viviamo in un mondo che continua a non piacerci, un mondo che continua ad avere tutte le caratteristiche che abbiamo fortemente denunciato 10 anni fa, se possibile ancora più accentuate, attraversato da profonde crisi etiche, morali, democratiche che aggravano e rendono più pericolosa la crisi economica e finanziaria. Ma, allo stesso tempo, viviamo anche in un mondo che, a partire dal nuovo protagonismo dei popoli dell’America Latina, esprime un forte sentimento di cambiamento.

Ripensare, recuperare, allargare ed aggiornare lo “spirito di Genova” che ha segnato una generazione può aiutare. Non a guardare indietro, a quella che ormai è storia, ma a guardare avanti, al futuro che abbiamo tutti e tutte la responsabilità di costruire.

LORO LA CRISI. NOI LA SPERANZA.

Invitiamo pertanto tutte/i coloro che sono interessate/i a condividere questo percorso ad un primo incontro che si terrà il 9 ottobre prossimo a Genova alle ore 15 presso il Circolo Autorità Portuale e Società del Porto di Genova in via Albertazzi 3r (zona Terminal Traghetti/Caserma Vigili del Fuoco).

le adesioni sono raccolte attraverso il sito GENOVA 2001 – GENOVA2011

alla pagina  come aderire


Primi firmatari

Vittorio Agnoletto, Andrea Bagni, Monica Baracchini, Enrica Bartesaghi, Ugo Beiso, Norma Bertullacelli, Graziella Bevilacqua, Angela Brancati, Antonio Bruno, Laura Brusasco, Anna Bucca, Giacomo Casarino, Giovanna Caviglione, Angelo Chiaramonte, Paola Cirio, Giuseppe Coscione, Riccardo Cosmelli, Matteo Cresti, Massimo Dalla Giovanna, Maria De Barbieri, Lucia Deleo, Andrea De Lotto, Giuseppe De Marzo, Manlio Di Lorenzo, Miriam Formisano, Graziella Gaggero, Haidi Gaggio Giuliani, Maurizio Galeazzo, don Andrea Gallo, Angelo Gandolfi, Davide Ghiglione, Roberto Giannini, Giuliano Giuliani, Giuseppe Gonella, Santo Grammatico, Angelo Guarnieri, Carlo Gubitosa, Simohamed Kaabour, Fernanda La Camera, Mirella La Magna, Rita Lavaggi, Marcella Lelli, Philippe Lemoussu, Elena Lozzi, Aurelio Macciò, Edoardo Magnone, Roberto Mapelli, Annalisa Marinelli, Emanuela Massa, Walter Massa, Aleksandra Matikj, Roberta Mongiardini, Gianni Morando, Mariangela Mozzone, Giorgio Pagano, Bice Parodi, Paolo Palazzo, Martina Pignataro, Gianluca Reali, Cristiana Ricci, Stefania Ricci, Giorgio Riolo, Caterina Roseo, Dario Rossi, Gianni Russotto, Raffaele K. Salinari, Sonia Sander, Stefano Scagni, Rosanna Sirtori, Gabriele Taddeo, Sergio Tedeschi, Gianluca Trovati, Roberta Trucco, Nicola Vallinoto, Loris Viari, Matteo Viviano, Alberto Zoratti, Franco Zunino

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Nota dell’amministratore del Blog:
A tutti gli amici e compagni Blogger chiedo di diffondere il più possibile questo appello al fine di raccogliere il maggior numero di adesioni di singoli e di associazioni raccomandandomi di lasciare ovviamente inalterati i link al sito ufficiale. Loris

Rispondiamo all’appello di Loris, che facciamo nostro, e invitiamo tutti gli amici blogger a fare altrettanto, possibilmente un po’ scaglionati nel tempo (se riuscite a mettervi d’accordo) in modo che, in ogni caso, l’iniziativa sia sempre in primo piano da qualche parte. Grazie. Solleviamoci!

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2 responses to “GENOVA 2001 – GENOVA2011”

  1. gianni tirelli says :

    LA VERITA’ COME COMPLOTTO

    Il vertiginoso declino, delle moderne società, non è da addebitarsi alla portata di fuoco diseducatrice di un liberismo selvaggio che, nel degrado etico e morale, ha suggellato il suo perverso potere ma, al totale immobilismo di una considerevole parte degli individui che, supinamente, hanno accettato in toto l’idea dominante, ma non solo: la sostengono e la difendono a spada tratta, contro chiunque cerchi di sovvertire o indagare lo stato delle cose. Questi ultimi, in breve, vengono definiti complottisti.
    Le ragioni che inducono ad un tale atteggiamento, sono molteplici.

    a) il rifiuto aprioristico della cultura, intesa come conoscenza, analisi delle circostanze e interazione, finalizzata a verificarne la realtà dei fatti, le sue intrinseche motivazioni e le finalità.
    b) l’arbitraria mancanza di consapevolezza e presa di coscienza che, nel non volere e potere vedere, si traduce in attenuante generica, atta a giustificare interessi particolari di natura economica e psicologica.
    c) la propaganda mediatica che, nella menzogna “repetita juvant”, affina la sua strategia, diventando pratica relazionale.

    In un processo, civile o penale che sia, gli avvocati delle due parti, si opporranno l’uno all’altro per dimostrare l’attendibilità e la veridicità delle loro prove e dei testimoni, in un confronto civile e regolato da leggi dello stato. Entrambi non possono, in alcun caso, essere definiti dei complottisti, ma strumenti di giustizia relativa, volti al restauro della verità.
    Se questo nostro mondo, la cui immagine raccapricciante è sotto gli occhi di noi tutti, nutre ancora la speranza, di risvegliarsi da un coma che, agli occhi di molti, sembra oramai irreversibile, lo dobbiamo, in primis, ai famigerati complottisti e al loro caparbio desiderio di giustizia e di verità.
    I grandi complottisti di un tempo, come i fratelli John e Bob Kennedy, Luter King, e alcuni del nostro più recente passato, come Pasolini, Falcone e Borsellino (per fare nomi altisonanti in aiuto agli ignoranti) sono stati assassinati. Questi simboli e miti eterni, ai quali, i nostri figli devono fare riferimento, hanno pagato di persona, con la vita, per avere complottato contro l’ingiustizia, la menzogna e la collusione fra il potere politico ed economico.
    Essere contro le guerre, la fame nel mondo, l’inquinamento del territorio e dei mari, prendere consapevolezza dei danni causati dall’effetto serra, dalla privatizzazione dell’acqua; l’indignarsi per la degenerazione della politica, in affari con imprenditori e criminalità organizzata, tutto questo ed altro, non è un complotto. E’ l’impegno responsabile di cittadini pensanti e con gli occhi bene aperti; individui liberi che, con la forza delle loro idee e la perseveranza dei loro atti, tengono viva la speranza per un mondo migliore e più giusto.
    Oggi siamo in tanti ad essere complottasti.
    Basta girare in rete, su face book e dentro gli infiniti siti impegnati in un’opera di sensibilizzazione unica nel suo genere. Dobbiamo risvegliare le coscienze, dalla letargia indotta dal sistema liberista che, nella schiavitù della mente, attua il suo disegno perverso.
    E oggi, la storia si ripete. La nostra, è una moderna resistenza ma priva di connotazioni politiche che, come allora, lotta per la libertà, la verità, il diritto ad esistere e l’autodeterminazione. Quelli che oggi ci chiamano complottisti, beneficeranno domani, come allora, di tali conquiste di civiltà, sperando che ne facciano tesoro, per consegnare un futuro dignitoso ai loro figli.
    “ E adesso uccideteci tutti”, recitava il commovente striscione dei ragazzi di Locri contro la mafia.

    Gianni Tirelli

  2. Mario Marino says :

    complimenti per il tuo blog.
    molto bello.
    ciao.

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