Archivio | settembre 22, 2010

NUOVO ALLARME NASA: “Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta” / Massive solar flare ‘could paralyse Earth in 2013’

22/09/2010 – LO STUDIO

“Nel 2013 una gigantesca eruzione solare paralizzerà il nostro Pianeta”

Allarme degli scienziati Nasa: «L’esplosione scatenerà sulla Terra una tempesta magnetica provocando il black-out globale dei sistemi di telecomunicazione satellitare». Governi preoccupati

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ROMA – Esperti della Nasa prevedono per il 2013 una gigantesca eruzione solare in grado di scatenare una tempesta magnetica sulla Terra e il black-out globale dei sistemi di telecomunicazione satellitare. L’allarme arriva da un summit di scienziati riunito a Washington per analizzare, sulla base di un rapporto della National Academy of Sciences, gli effetti dell’«apocalisse magnetica» che metterà in ginocchio il trasporto aereo, i sistemi di localizzazione geografica guidati da Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio militari.

La Nasa sta utilizzando decine di satelliti, tra cui il Solar Dynamics Observatory, per studiare e scongiurare la minaccia. La mega-eruzione solare, fenomeno scientificamente conosciuto come brillamento solare o stellare, coinciderà con una fase di intensificazione dell’energia solare che si verifica ogni 11 anni. Per il 2013 è atteso il prossimo picco che, secondo gli esperti statunitensi, sprigionerà una potenza pari a 100 bombe ad idrogeno e provocherà per l’economia Usa danni economici venti volte maggiori di quelli dell’uragano Katrina.

Preoccupate anche le autorità militari. Il ministro della Difesa britannico Liam Fox ha annunciato lo studio di misure per la protezione delle reti di comunicazione che potrebbero prestare il fianco all’attacco del terrorismo globale.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/333762/

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Massive solar flare ‘could paralyse Earth in 2013’

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By Daily Mail Reporter
Last updated at 8:38 PM on 21st September 2010

A massive solar flare could cause global chaos in 2013, causing blackouts and wrecking satellite communications, a conference heard yesterday.

Nasa has warned that a peak in the sun’s magnetic energy cycle and the number of sun spots or flares around 2013 could generate huge radiation levels.

The resulting solar storm could cause a geomagnetic storm on Earth, knocking out electricity grids around the world for hours, days, or even months, bringing much of normal life grinding to a halt.

Defence Secretary Liam Fox, who delivered the keynote address at an international conference on the vulnerability of electricity grids around the world, warned that modern societies’ dependence on technology leaves them vulnerable to such events.

A massive solar flare is caught on camera on September 8th.
A massive solar flare is caught on camera on September 8th. Scientists fear that the Sun’s activity could cause havoc on Earth in 2013

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The Sun follows an 11-year cycle of high and low periods of solar activity. It is now leaving a notably quiet phase and scientists expect to see a sharp increase in the number of solar flares as well as unprecedented levels of magnetic energy.

The rings of fire, which have the power of 100 hydrogen bombs, could cause twenty times more economic damage than Hurricane Katrina.

Experts met in Washington DC in June to discuss how to protect Earth from the ferocious flares, which are expected sometime around 2013.

Nasa is using dozens of satellites – including the Solar Dynamics Observatory – to study the threat.

The problem was investigated in depth two years ago by the National Academy of Sciences, in a report which outlined the social and economic impacts of severe space weather events.

It noted how people of the 21st-century rely on high-tech systems for the basics of daily life.

Smart power grids, GPS navigation, air travel, financial services and emergency radio communications can all be knocked out by intense solar activity.

But much of the damage could  be minimised if it was known in advance that the storm was approaching.

Putting satellites in ‘safe mode’ and disconnecting transformers could  protect them from damaging electrical surges.

This graphic shows how the sun's solar flares could endanger human life by interfering with high-tech systems such as satellites and power grids
This graphic shows how the sun’s solar flares could endanger human life by interfering with high-tech systems such as satellites and power grids

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Scientists are said to fear that a similar effect could be achieved by a hostile power exploding a nuclear weapon in space, producing a massive burst of electromagnetic energy known as a high altitude electromagnetic pulse.

Mr Fox also  warned that countries seeking nuclear capabilities could use them in a different way to the traditional ‘nuclear strike” method used on Hiroshima and Nagasaki during the Second World War.

Citing North Korea and Iran, Dr Fox said countries seeking nuclear capabilities could use them in a different way to the traditional ‘nuclear strike’ method used on Hiroshima and Nagasaki during the Second World War.

This could involve a nuclear detonation in the upper atmosphere that would knock out vital electronic systems by producing an electro-magnetic pulse, he said.

He warned that terrorists might also seek to employ similar methods as he urged the public to take greater heed of the threat.

‘I think it’s a subject that we need to give a good deal more attention to, not least because we are in an era where there are those who seem to believe that we can choose to enter or not enter certain conflicts, and also because we live in a war where proliferation is becoming more not less the case,’ the Defence Secretary said.

‘And when we are discussing North Korea or Iran, for example, people need to understand there are other risks than just what we would consider the sort of nuclear strike we saw in Nagasaki or Hiroshima.

‘The range of risks out there are many-fold and I think we need to make that extremely apparent to the public.’

Dr Fox insisted that the threat of such an attack was ‘low’, but that the Government was working internationally with telecoms, energy and transport companies to increase resilience.

‘With reliance, for instance on technology, comes vulnerability, and vulnerability can invite attack,’ he went on.

‘Our wider reliance on digital technologies will not have gone unnoticed among those who would mean us harm.

‘We will need to ensure that those same technological innovations that provide advantage do not become our Achilles heel.’

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Read more: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-1313858/Solar-flare-paralyse-Earth-2013.html?ito=feeds-newsxml#ixzz10HWizNz3

Università, a rischio lezioni a La Sapienza di Roma e alla Federico II di Napoli

Università, a rischio lezioni a La Sapienza di Roma e alla Federico II di Napoli

Slitta l’avvio ad Architettura e Lettere. Facoltà ridotte da 23 a 11. Frati: senza soldi venga un commissario

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L’Università Federico II di Napoli

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Luigi Frati ROMA (22 settembre) – I tagli fanno slittare l’avvio dell’anno accademico a Roma e Napoli. Gli Atenei della Sapienza e della Federico II lanciano l’allarme sulla preoccupante situazione che si è venuta a creare per effetto dei provvedimenti governativi. Suona come un ultimatum quello lanciato da Luigi Frati, rettore della Sapienza, il più grande ateneo d’Europa, illustrando la riduzione delle facoltà dell’ateneo che passano da 23 a 11 e chiedendo i fondi necessari alla didattica.

In questo clima si inserisce la risposta del ministro dell’Istruzione Gelmini che chiede ai ricercatori di non bloccare la didattica e la dichiarazione del ministro dell’Economia Tremonti che inserisce il finanziamento per la riforma universitaria nel decreto di fine anno: «Pensiamo che in uno o due mesi si definiscano i presupposti per il quadro della riforma» attualmente alll’esame della Camera in secondo lettura ha detto Tremonti. «Per quella data sarà ben chiaro servirà di ridotazione finanziaria per il sistema universitario». Le risorse necessarie saranno previste «dal decreto di dicembre».

Gelmini. Appello ai ricercatori affinchè non blocchino la didattica a scapito degli studenti. Con risorse che abbiamo non aumenteremo la pianta organica ma verrà riqualificato il ruolo dei ricercatori. A lanciarlo, nel corso di una conferenza a Palazzo Chigi il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. «Faccio appello ai ricercatori a non interrompere la didattica. Il governo si attiverà per favorire la carriera dei giovani studiosi ma non accettiamo che l’attività didattica sia interrotta». L’interruzione della didattica, ha precisato il ministro «va a scapito degli studenti che rischiano di perdere molti mesi per il loro studio. Mi appello ai ricercatori affinchè si sentano considerati e valorizzati dal governo. C’e la massima attenzione alle loro esigenze. Con le risorse che abbiamo a disposizione non aumenteremo la pianta organica ma verrà riqualificato il ruolo dei ricercatori con la possibilità di farli passare al ruolo di professori».

Frati evoca l’ipotesi di un commissario
(«non approvo un bilancio in rosso»), e avverte il governo: «Senza risorse l’avvio dell’anno accademico è a rischio». Intanto due facoltà, Architettura e Lettere hanno già rinviato l’inizio delle lezioni.

«Viene il commissario, uno più bravo di me», ha risposto il rettore a a chi gli chiedeva quale fosse il rischio per l’ateneo romano se non dovessero arrivare i soldi di cui l’università ha bisogno. Frati ha precisato: «Io non mi dimetto, sono stato eletto ma arriva un commissario, uno più bravo di me. Mi rifiuto di approvare un bilancio preventivo 2011 in rosso e non venderò palazzi per fare cassa. Se io non approvo il bilancio preventivo le norme di contabilità pubblica dicono che il presidente del Consiglio dei ministri è tenuto a mettere all’ordine del giorno del Cdm la materia e nominare un commissario».

La Sapienza, servono 70-80 milioni di euro. «La Sapienza chiede alla politica di prendersi fino in fondo le proprie responsabilità – ha detto Frati – lancio un appello al governo perché a rischio è l’anno accademico 2010-2011. Al mondo dell’università mancano mille milioni di euro e alla Sapienza ne occorrono 70-80 milioni, ma io chiedo solo quello che mi spetta. Tremonti e Gelmini si facciano carico della situazione nella Finanziaria 2011. È lì che c’è la risposta e vedremo che cosa contiene. Ad oggi ci sono alcune facoltà che non possono iniziare i corsi».

Senza soldi didattica da Terzo Mondo. «Se dalla politica non ci saranno risposte, soprattutto finanziarie, avremo una didattica da Terzo Mondo e una ricerca in dissoluzione. In tali condizioni non saremo in grado di iniziare l’anno accademico 2010-2011». E’ l’allarme lanciato dal Senato accademico della Sapienza in una mozione approvata ieri pomeriggio. Ad oggi già due facoltà della prima università romana, Architettura, Lettere e Filosofia, hanno deciso il rinvio delle lezioni a tempo indeterminato. «Abbiamo fatto tutto il possibile – si legge nella mozione – abbiamo ridotto i dipartimenti del 40%, le facoltà del 60%, riordinato la governance, decentrando tutti i poteri gestionali di ricerca e didattica ai dipartimenti con ordini centrali e facoltà che hanno funzione di valutazione premiale delle attività. La responsabilità è ora del Governo e del Parlamento che debbono dare risposte concrete sui finanziamenti ormai drammaticamente insufficienti (l’università italiana è ultima in Europa) e sullo stato giuridico che i ricercatori attendono da 30 anni».

Il Senato accademico ha ridotto le facoltà della Sapienza da 23 a 11, rimodulandole.
Quelle attualmente previste sono: Economia; Giurisprudenza; Ingegneria; Architettura; Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica; Scienze matematiche, fisiche e naturali; Filosofia, lettere, scienze umanistiche, studi orientali; Scienze politiche e sociali; Medicina e psicologia; Farmacia e medicina; Medicina e odontoiatria.

Fabiani: ricercatori fondamentali per Roma Tre. Il ruolo e le funzioni svolte dai 334 ricercatori a tempo indeterminato di Roma Tre «sono fondamentali per la vita dell’ateneo»; bisogna chiedere le risorse necessarie ad attivare «un numero adeguato di bandi di concorso ad associato, con un piano straordinario che abbia inizio dal prossimo anno», ma la «questione ricercatori non si risolve riversando sugli studenti le difficoltà oggettive che colpiscono una componente essenziale» della comunità accademica. Il rettore di Roma Tre, Guido Fabiani dice con chiarezza la sua posizione, condivisa dal Senato accademico.

I ricercatori «nella misura dell’83% (277) hanno sostenuto lo scorso anno una quota significativa della didattica (in media il 20% del totale) e rappresentano un potenziale insostituibile di ricerca, con importanti livelli di eccellenza e riconoscimenti internazionali» afferma Fabiani convinto che occorre impegnarsi al massimo nelle sedi dovute per garantire il rispetto delle funzioni e della loro dignità accademica dei ricercatori. Premettendo che «saranno determinanti le prossime decisioni del Governo sul finanziamento delle Università per il 2011», il rettore di Roma Tre si sofferma sulle condizioni del suo ateneo dove la situazione «è realmente difficile, anche se non tra le peggiori. Il vuoto che oggettivamente si sta determinando per le numerose cessazioni, per la cecità delle norme in atto non può essere coperto da nuove posizioni accademiche se non in misura irrisoria, mettendo in discussione i risultati positivi raggiunti grazie al contributo di tutti e frustrando le legittime aspirazioni dei giovani che lavorano in Ateneo». Ricorda quindi che Roma Tre «è riuscita comunque a coprire, su un arco di tre anni, 72 posti da ricercatore a tempo indeterminato, 27 a tempo determinato, 44 da ordinario e ben 59 da associato, aprendo, quindi, una importante prospettiva per i nostri ricercatori più meritevoli. In accordo anche con i Presidi, sono convinto che sia vitale che Roma Tre garantisca il quadro complessivo della propria offerta formativa, pur dando spazio alla manifestazione legittima del disagio. La consapevolezza della centralità della questione ricercatori, non è patrimonio di pochi ma riguarda tutti noi. Non si risolve riversando sugli studenti le difficoltà oggettive che colpiscono una componente essenziale e parte integrante della nostra comunità accademica».

L’università Federico II di Napoli fa slittare l’inizio delle attività didattiche previsto non prima dell’11 ottobre. Lo ha detto il rettore Massimo Marelli. La decisione, si legge in una nota, fa seguito ad un pronunciamento unanime del Senato Accademico del luglio scorso nel quale si esprimeva fortissima preoccupazione per l’effetto dei provvedimenti governativi sull’Università emanati dal 2008 ad oggi e per il disegno di legge di riforma dell’Università attualmente all’esame del Parlamento.

Questo il testo della nota: «Le drastiche riduzioni del finanziamento degli Atenei e le fortissime limitazioni del turn-over di personale docente introdotte dai provvedimenti governativi pregiudicano il necessario ricambio generazionale – si spiega – dequalificano l’alta formazione e la ricerca scientifica svolte negli Atenei, minano in maniera irreparabile il diritto allo studio, mortificano le aspettative di carriera dei ricercatori e dei docenti. Il rinvio dell’inizio delle lezioni intende essere, inoltre, un segnale forte di condivisione dei motivi della protesta dei ricercatori i quali vedono ancora una volta disconosciuto, nel disegno di legge di riforma dell’Università, il determinante apporto fornito alla didattica». Nella fase di sospensione dell’avvio delle lezioni «si svolgeranno nelle 13 Facoltà iniziative di informazione e di sensibilizzazione, con il coinvolgimento degli studenti, per richiamare l’opinione pubblica all’urgenza di azioni a sostegno dell’Università e del diritto allo studio».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=119833&sez=HOME_SCUOLA

fonte immagine di testa: http://gliamorididida.blogspot.com/2009/01/lantipasto-della-cena-di-san-silvestro.html

Gerusalemme est, sassaiole e tensione. Blitz nella Spianata delle Moschee

A Silwan forti tensioni fra I 300 coloni israeliani e i 55mila residenti palestinesi

Gerusalemme est, sassaiole e tensione
Blitz nella Spianata delle Moschee

Prima l’uccisione di un palestinese, poi i ripetuti lanci di sassi e l’irruzione degli agenti israeliani. Feriti in dodici

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(Reuters)
(Reuters)

GERUSALEMME – Alta tensione a Gerusalemme est: la polizia israeliana è entrata nella Spianata delle Moschee dopo i ripetuti lanci di sassi da parte di manifestanti palestinesi. A scatenare la rabbia di questi ultimi l’uccisione, mercoledì mattina, di un 32enne palestinese da parte di un agente israeliano. Nel corso del blitz nella Spianata, la polizia non avrebbe comunque fatto irruzione nella moschea di Al Aqsa, dove si sono rifugiati i manifestanti. Si ha finora notizia di una dozzina di feriti, tra agenti e manifestanti, nei disordini.

VITTIMA E PROTESTE – Mercoledì all’alba un cittadino palestinese è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco sparati da un soldato israeliano, durante scontri con coloni israeliani nel quartiere arabo di Silwan. Dopo i funerali decine di palestinesi hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza israeliane nella Città Vecchia. A Silwan, un’area a ridosso della sezione meridionale delle mura della Città Vecchia, vi sono forti tensioni fra 300 coloni israeliani e i 55mila residenti palestinesi. Forze di polizia israeliane sono state schierate nell’area degli scontri e vicino al Muro del Pianto, per evitare ulteriori disordini in coincidenza con la festività ebraica di Sukkot.

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Redazione online
22 settembre 2010

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fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_settembre_22/gerusalemme-polizia-spianata-moschee_61fc6574-c652-11df-89af-00144f02aabe.shtml

Napoli sommersa: torna l’incubo rifiuti

Napoli sommersa: torna l’incubo rifiuti

Napoli sommersa: torna l'incubo rifiuti

GUARDA LA GALLERY

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La città di nuovo invasa dai rifiuti. Sembra di tornare indietro mesi guardando i cumuli di sacchetti e di sporcizia che negli ultimi giorni si sono raccolti anche in pieno centro. “Si parla di uno sciopero selvaggio da parte della ditta di raccolta ma ora vogliamo la verità, vogliamo le responsabilità”. A chiederlo è Fabio Chiosi, presidente della Municipalità Chiaia, S. Ferdinando, Posillipo, zona bene di Napoli, che denuncia “lo stato pietoso in cui versa il centro della città”. A rilanciare l’allarme è anche il presidente dell’Anci Campania, Nino Daniele: “Si profila in tempi rapidi una nuova emergenza. Una tragedia per la Campania e una sconfitta senza appello per tutte le istituzioni nazionali, locali e cittadini”
LEGGI Sindaci in trincea

(foto Riccardo Siano)

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22 settembre 2010

fonte:  http://napoli.repubblica.it/cronaca/2010/09/22/foto/rifiuti_in_centro-7314168/1/?rss

Finiani-premier, torna il gelo: «Basta con il dossieraggio»

Interrotti gli incontri tra gli “ambasciatori”

Finiani-premier, torna il gelo
«Basta con il dossieraggio»

Gli uomini del Presidente della Camera: «Documenti falsi». La Russa: «Allora vadano dai giudici»

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ROMA Il dialogo è finito prima di iniziare: si sono di nuovo bruscamente interrotti i colloqui tra gli ambasciatori di Berlusconi e Fini sui temi della giustizia. Negli ultimi giorni, infatti, il ministro Angelino Alfano e Italo Bocchino sul versante politico, e Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno sul versante tecnico, avevano avviato colloqui e approfondimenti per definire un’intesa per mettere al riparo Berlusconi dalle vicende giudiziarie cui è interessato. Ma adesso è calato un nuovo gelo. I finiani denunciano infatti che, a fronte della disponibilità di Fli a trovare un’intesa che stabilizzi i rapporti all’interno del centrodestra, si registra contemporaneamente un’escalation della campagna mediatica contro il presidente della Camera da parte della stampa vicina al presidente del Consiglio.

DOSSIERAGGIO, BRIGUGLIO CHIEDE L’INTERVENTO DEL COPASIRSempre in ambienti vicini a Fini – riferiscono fonti di Fli – si sarebbe venuti in possesso di «elementi che evidenziano una vera e propria attività di dossieraggio, con utilizzo di ingenti risorse di denaro in Italia e all’estero al fine di produrre e diffondere documentazione falsa». L’accusa viene esplicitata proprio da uno degli uomini più vicini a Fini, Carmelo Briguglio, che proprio oggi, in qualità di membro del Copasir, ha annunciato l’intenzione di chiedere, al presidente D’Alema, «che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica assuma una decisa iniziativa in relazione alla pubblicazione di atti di dubbia autenticità, se non addirittura falsi, formalmente intestati ad Autorità di Stati stranieri, con lo scopo di alimentare la campagna scandalistica contro la terza carica dello Stato italiano».

CHIARIRE IL RUOLO DEI SERVIZI«In particolare – aggiunge Briguglio – chiederò di approfondire, al di là delle smentite ufficiali, sia la possibile partecipazione a questa azione di dossieraggio di pezzi di Servizi deviati, sia l’attività della nostra intelligence a tutela delle massime cariche della Repubblica rispetto a manovre messe in atto anche all’estero ai danni del Presidente della Camera dei Deputati». «A fronte di responsabilità e competenze della Presidenza del Consiglio e del Ministero degli Affari Esteri, considero una gravissima anomalia – ha detto Briguglio – che tali atti siano pubblicati e utilizzati con grande evidenza dal quotidiano di famiglia del Presidente del Consiglio per alimentare una incessante campagna scandalistica ai danni del Presidente di un ramo del Parlamento».

LA RUSSA – Non si fa attendere la replica del Pdl. «Dossieraggio? Se pensano una cosa del genere vadano alla magistratura perchè sarebbe un reato» dichiara il ministro della Difesa e coordinatore Pdl, Ignazio La Russa. «A me questa inchiesta non mi appassiona e per questo sono silente. Ma mi sembra sbagliato fare come faceva una certa sinistra negli anni Sessanta e Settanta, che qualunque cosa succedesse era colpa della Cia e dei Servizi segreti». «L’unico dossieraggio è stato sulle presunte fidanzate di Berlusconi, senza che nessuno tirasse in ballo i Servizi» aggiunge La Russa. «Non vorrei che questa moda del linguaggio di sinistra fosse presa pure da loro e che dicessero che tutto è colpa dei Servizi».

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22 settembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_settembre_22/dialogo-fini-berlusconi_c26fb04e-c64a-11df-89af-00144f02aabe.shtml

Torna Annozero e Travaglio ci sarà. Santoro: “Non darò la scaletta a Masi” / Garimberti: “Vogliono la tv di Stato”

Torna Annozero e Travaglio ci sarà
Santoro: “Non darò la scaletta a Masi”

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Presentata la nuova edizione del programma che continua a suscitare polemiche. Il conduttore annuncia che non seguirà la circolare del dg sui talk show e che l’opinionista sarà presente, così come Vauro

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di BENEDETTA PERILLI

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Torna Annozero e Travaglio ci sarà Santoro: "Non darò la scaletta a Masi" Santoro durante la conferenza stampa

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Riparte domani Annozero. Torna su RaiDue in prima serata, condotto come sempre da Michele Santoro. Stesso studio, stesse luci e stessa scenografia per la quarta edizione di un programma che parte con forti ritardi dovuti a un’operatività ottenuta solo la scorsa settimana. E non concessa ancora a tutti. Al momento della presentazione del programma mancano le firme sui contratti di Vauro, che dovrebbe concludere ccettando le condizioni dell’anno scorso, e di Marco Travaglio, “non un ospite  –  spiega Santoro nella conferenza stampa, interdetta ai dipendenti Rai, per la presentazione della nuova stagione  –  ma parte della squadra e il suo racconto dei fatti, fatti che nessun altro racconta, è una parte della missione del programma, una nostra responsabilità”.

Sulla situazione contrattuale di Travaglio, il conduttore, accompagnato solo dal vicepresidente di RaiDue  Massimo Lavatori, chiarisce: “Non abbiamo notizia di problemi sul suo contratto che però non è stato ancora firmato. Basterebbe fargli siglare l’accordo dell’anno scorso”. Ci saranno comunque entrambi per la prima puntata che, con titolo “I ribaltonisti”, si occuperà della situazione politica italiana. Poche anticipazioni però sugli ospiti e sulla scaletta: ci sarà Italo Bocchino. In studio anche quest’anno Giulia Innocenzi.

A poche ore dal debutto,
animato anche dalla questione degli spot pubblicitari messi in onda dalla rete solo a partire da ieri, Annozero suscita polemiche, prima fra tutte quella relativa alle informazioni sulla puntata di domani sera. Santoro prende posizione sulla circolare inviata nei giorni scorsi dal direttore generale Rai Mauro Masi 1 sulla conformità nei talk show e sulle regole per una corretta informazione  (rigidità su imparzialità e contraddittorio, sulle interviste, sul ruolo del pubblico in studio e schede di programma e scalette): “Il direttore generale deve occuparsi dell’azienda e io non posso impedirgli di usare lo strumento delle circolari: ma io sto al mio ruolo di giornalista”. Poi aggiunge: “Le circolari non sono legge e per questo io non seguirò quella relativa all’informazione preventiva del direttore generale sui contenuti e gli ospiti del programma. Non accettiamo ingerenze esterne, perché la libertà di espressione è un diritto garantito dalla nostra Costituzione e la mia autonomia è garantita dal contratto che ho con la Rai”.

Sulla questione delle scalette
è intervenuto durante la conferenza stampa anche il consigliere d’amministrazione Nino Rizzo Nervo che ha espresso il proprio sostegno a Santoro: “Le circolari del direttore generale della Rai, come quella sulle scalette dei programmi da sottoporre preventivamente alla sua attenzione, sono inapplicabili sia in termini di diritti sia praticamente: creano solo equivoci e si rischia di coprirsi di ridicolo”.

Santoro poi spiega a chiare lettere: “Io non ho paura, Annozero non ha paura e i miei colleghi non hanno paura”. E sulle scalette aggiunge: “È una rottura di scatole, è mobbing. Ma di chi? Di Berlusconi? Ormai in Rai c’è una situazione kafkiana e la gente sta impazzendo”. Infine, poco prima di concludere il suo lungo intervento, il giornalista interviene con forza: “Piuttosto si dica che un programma non si vuole fare, ci si prenda questa responsabilità, oppure si deve dimostrare a qualcuno che si sta facendo qualcosa? Allora andiamo allo showdown: io posso andare in onda anche senza studio, la parola non me la tolgono, quella ce l’ho ancora e continueremo a denunciare ciò che accade”.

In giornata è arrivata anche la replica di Masi relativa alla presenza di Travaglio: “Il problema chiaramente – afferma il direttore generale della Rai in una nota – non è Travaglio sì Travaglio no, né la persona di Marco Travaglio che è un professionista che fa il suo mestiere, né il fatto che sull’eventuale contratto di Travaglio possono esistere problemi di natura giuridica in relazione alla governance aziendale. Il problema vero è proprio la mancanza di contraddittorio e il pluralismo”.

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22 settembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/09/22/news/torna_santoro-7319098/?rss

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Garimberti: “Vogliono la tv di Stato”
Mozione Fli sul pluralismo

A Torino la denuncia del presidente della Rai: “Un’offensiva concentrica da parte della politica e dei governi di mettere le mani su informazione e tv pubbliche”. Il gruppo dei finiani a Montecitorio presenta un testo sul servizio pubblico radiotelevisivo

Garimberti: "Vogliono la tv di Stato" Mozione Fli sul pluralismo Paolo Garimberti

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TORINO – “Oggi assistiamo sempre più al tentativo della politica e dei governi di mettere le mani su informazione e tv pubbliche. Dico no a questo tentativo dei governi di trasformare la tv pubblica in tv di Stato, che è un altro concetto”. L’allarme è del presidente della Rai, Paolo Garimberti, che durante il convegno sulle fonti dell’informazione nell’ambito del Prix Italia a Torino ha parlato a lungo del precario stato della libertà d’informazione in Italia. Tra i relatori anche Ingrid Deltenre, direttore generale dell’Ebu (l’ente europeo dei broadcaster di servizio pubblico) e Stefano Maruzzi, direttore di Google Italia. Garimberti ha ricordato di aver conosciuto in gioventù la tv di Stato ai tempi moscoviti: “Mostrava solo i successi del sistema eurosocialista, quando c’erano notizie negative venivano censurate. La tv pubblica è un’altra cosa. Il rischio, però, è molto forte perché è un’offensiva concentrica”.

Garimberti non ritiene comunque che l’Italia sia “l’eccezione in un mondo di fate dove tutto va bene”. E a tale proposito ha fatto l’esempio del direttore generale di France Television, che è appena stato sostituito: “Non credo sia stato cambiato con un metodo sano, in quanto a nominare il presidente-direttore generale, che ha un potere enorme, è il presidente della Repubblica francese”. Per il presidente di viale Mazzini il concetto dei media come i cani da guardia della politica e della pubblica amministrazione si sta sbiadendo sempre di più. “Noi – ha ribadito – siamo servizio pubblico e non servizio dei partiti, perché allora tanto vale tornare al metodo della Prima Repubblica, quando in Rai assumevano un democristiano, un socialista e un giornalista bravo. Era tutto chiaro, si faceva così…”.

La mozione di Futuro e Libertà. E sempre dettata dalle preoccupazioni sullo stato della libertà di informazione, oggi è arrivata alla Camera una mozione del neonato gruppo dei finiani “per impegnare il governo ad assicurare il pluralismo nel servizio pubblico radiotelevisivo”. Lo rende noto l’ufficio stampa del gruppo finiano a Montecitorio, rilevando che “la mozione è stata firmata da tutti i deputati FLI ed ha come primo firmatario il capogruppo Italo Bocchino”.

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22 settembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/09/22/news/rai_garimberti-7310614/?rss

MILANO – Gay picchiati e rapinati alle Colonne: arrestati due giovani di estrema destra

Gay picchiati e rapinati alle Colonne
arrestati due giovani di estrema destra

L’episodio nello scorso maggio in piena zona movida: nel mirino anche un extracomunitario

Milano scende in strada contro l'omofobia

21 settembre 2010 – Milano scende in strada contro l’omofobia

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Gli agenti della Digos hanno eseguito a Milano due ordini di custodia cautelare per rapina aggravata, percosse e ingiurie nei confronti dei due aggressori di una coppia omosessuale e un cittadino extracomunitario, lo scorso 30 maggio in zona Colonne di San Lorenzo. Si tratta dei milanesi Marco Ciampa e Andrea Filippo Tatoli, 41 e 42 anni, simpatizzanti di estrema destra.

Milano in strada contro l’omofobia

I due quella sera tornavano da un raduno degli skinheads di destra organizzato a Cinisello Balsamo. Raggiunte le Colonne di San Lorenzo, arrestati avevano aggredito a calci e pugni una coppia gay e poco dopo, in via Torino, avevano strattonato e rapinato un africano. La polizia, a partire dai video acquisiti dalle telecamere sistemate in strada, hanno comparato i dati dell’auto su cui sono fuggiti e riconosciuto i colpevoli descritti dalle vittime. I due, con precedenti per reati legati a condotte violente, tra cui la rissa, bazzicavano ambienti di estrema destra come Skin e Cuore Nero. Sono stati raggiunti nelle loro abitazioni, in zona viale Monza, dove sono stati trovati coltelli, tirapugni e un manganello telescopico.

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22 settembre 2010

fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/09/22/news/gay_picchiati_e_rapinati_a_milano_arrestati_due_giovani_di_estrema_destra-7309538/?rss