Archivio | ottobre 18, 2010

COMUNITA’ ONLINE – Il caso ScambioEtico..

Tnt village

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TNTvillage e’ una comunita’ di scambio etico, offre un servizio gratuito ed assolutamente senza fini di lucro alla rete e vive solamente grazie alle libere donazioni dei membri della comunita’. TNTvillage persegue gli obiettivi indicati da Scambio Etico.org con la finalita’ di rendere possibile e legale l’utilizzo delle tecnologie peer to peer a fini culturali e sociali. Dietro queste pagine c’e’ una vasta comunita’ di persone (~330.000) che quotidianamente spendono parte del loro tempo per rendere possibile questo servizio in lingua italiana.

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Scambio etico - ethic share

STATUTO di TNT Village

Questa Comunità è stata creata allo scopo di poter offrire a tutti gli Italiani, in particolare coloro che vivono all’estero, l’opportunità di tenersi aggiornati in tema di cultura, di arte e di opere dell’ingegno attraverso la condivisione, senza fine di lucro, di opere, anche tutelate da copyright, sulla rete P2P.
Il fine principale di questo sito è quello di porre in evidenza l’ormai obsoleta normativa sul diritto d’autore, che, causa la lunga durata della tutela di tali diritti, risulta essere un freno alla cultura ed alla diffusione della conoscenza, quindi una drastica riduzione di questi “tempi di garanzia” è indispensabile per far si che alcune opere possano essere liberamente diffuse, sia a scopi culturali ma anche più semplicemente a scopo edonistico.
Riteniamo necessaria ed urgente una riforma sostanziale della legge sulla tutela dei diritti d’autore, a scopo di sfruttamento economico dell’opera, anche per liberare molte di quelle opere dimenticate nei sottoscala delle case di produzione e distribuzione e poterle così restituire alla comunità mondiale.
Siamo fermamente convinti della necessità di una maggiore diffusione dell’arte e dei saperi, ma nonostante ciò riteniamo doverosa la tutela della paternità di un’opera e come giusto ed equo il riconoscimento economico per l’autore della stessa.

continua…

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QUESTI FILM LI POTETE SCARICARE GRATIS.. (cliccate sulle locandine)

VISIONI

Lasse, un poeta svedese, ha viaggiato per il mondo per anni, solo, indipendente, senza sosta. Il suo cuore non conosce casa eccetto una che gli è stata rivelata in una profezia nella sua infanzia: Valkaama, un misterioso luogo nel nord della Finlandia. Sottotitoli in italiano realizzati da TNT Village. Torrent disponibile, visione e condivisione libera e gratuita. Licenza Creative Commons.

La storia di Mette, una ragazza nazista che si prende cura di quattro persone anziane piuttosto burbere durante il suo lavoro quotidiano. Licenza Creative Commons. Sottotitoli in italiano a cura di TNT Village e ScambioEtico.

Il potere e i danni delle grandi società. 26 premi internazionali. Visione e condivisione libere, informazioni per eventuali donazioni presso il sito dei produttori.

Sita Sings the Blues, by Nina Paley. Un meraviglioso lungometraggio d’animazione ispirato al Ramayana. Licenza Creative Commons. Disponibile in decine di formati diversi, compreso H.264 1080p.

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Movimento Scambio Etico, il Blog  del Comitato Promotore

http://blog.tntvillage.scambioetico.org/

‘GIORNALE’ AVVISATO.. – Cinema: arrivano i ‘Figli delle stelle’ di Lucio Pellegrini

Cinema: arrivano i ‘Figli delle stelle’ di Lucio Pellegrini

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Roma, 18 ott. (Adnkronos/Cinematografo.it) – “Stanno gia’ preparando un dossier su Lucio Pellegrini, verra’ fuori non appena finiscono con la Marcegaglia”. La mette sul ridere, come sempre, Fabio Volo, per sdrammatizzare sulle eventuali polemiche che seguiranno l’uscita in sala di ‘Figli delle stelle’, nuovo film del regista astigiano (che nel 2003 aveva rievocato i fatti del G8 con ‘Ora o mai piu”), interpretato dallo stesso Volo insieme a Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Claudia Pandolfi e Paolo Sassanelli, sugli schermi (circa 250) dal 22 ottobre distribuito da Warner Bros.
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Commedia dolceamara su un gruppo di over 35 che decide di sequestrare un politico e con il riscatto risarcire la vedova di un operaio morto sul lavoro, ‘Figli delle stelle’ racconta la strana “convivenza” tra un gruppo di rapitori improbabili e un politico stupito e incredulo: “In questo particolare momento storico del paese e’ facile che qualsiasi cosa possa far nascere polemiche dal nulla, quindi tutto puo’ succedere. Certo e’ che in condizioni normali non dovrebbe accadere niente”, dice il regista, deciso insieme ai due sceneggiatori Francesco Cenni e Michele Pellegrini a raccontare, in commedia, “la realta’ di personaggi non piu’ giovani ma non ancora davvero adulti, costretti a vivere in una condizione di precariato esistenziale i quali, improvvisamente, si uniscono per mettere a segno un colpo talmente assurdo che il loro coraggio oltrepassa i limiti del delirio mentale”.


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Il “colpo” in questione, come detto, e’ quello di sequestrare un ministro borioso (interpretato da Fabrizio Rondolino, alla fine degli anni ’90 portavoce di Massimo D’Alema), ma finiscono per prendere il tizio sbagliato, un sottosegretario (Giorgio Tirabassi) che col passare del tempo si dimostra addirittura una persona perbene: “Questo e’ l’elemento rappresentativo della sfiga dei personaggi, autodistruttivi al punto di rapire l’unico politico buono”, spiega Pellegrini, che smorza sul nascere venticelli destinati a trasformarsi in polveroni: “Lo sguardo benevolo non e’ sull’atto che viene compiuto, ma sui personaggi, che per forza di cose andando avanti con il film diventa empatico, allo stesso modo di quanto accade con il politico”.

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18 ottobre 2010
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Figli delle Stelle – Trailer Ufficiale

BANDIERE ROSSE – Ministro Gelmini, non poteva usare Street View?

Ministro Gelmini, non poteva usare Street View?

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di Metilparaben

tutti gli articoli dell’autore

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Siccome sono uno che vuole vederci chiaro, mi sono preso la briga di andarmi a guardare con Google Street View la scuola materna di Livorno nella quale, a dire di alcuni, sarebbero esposte delle bandiere comuniste: motivo per il quale il ministro Gelmini ha addirittura inviato sul posto degli ispettori.

GUARDIAMO INSIEME…

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Controlliamo di persona (grazie a Google Street View) la svista del ministro dell’Istruzione che ha denunciato la presenza di bandiere rosse su una scuola di Livorno, ma ha sbagliato strada… Ecco nella foto la strada a sinistra, che si chiama Via del Casino, e il portoncino rosso che vedete in quella strada: è quello l’ingresso della scuola “incriminata”; la strada a destra, invece, è Via San Marco. Ci siete sin qui? Bene, ora prima giriamoci verso destra.

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Poi imbocchiamo Via San Marco.

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Andiamo ancora avanti.

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Ancora un po’…

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E a questo punto giriamo la testa a sinistra.

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Poi alziamola.

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E infine guardiamo più da vicino cosa c’è su quel muro.

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La targa che celebra il PCI e le bandiere rosse ci sono. Però sono collocate addirittura su un’altra strada rispetto a quella dell’asilo. Badate: non di fronte, non accanto, ma su un’altra strada, cioè su un lato esterno diverso del medesimo edificio, all’interno del quale, nel 1921, fu fondato il PCI.

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18 ottobre 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=104763

RIFIUTI – Terzigno. Sassi lanciati dai manifestanti. Il sindaco denuncia : la polizia carica donne e bambini

Discarica di Terzigno. Il sindaco denuncia : la polizia carica donne e bambini

Acora caos rifiuti nella discarica «Sari» del comune Vesuviano

Cariche della polizia a Terzigno
Sassi lanciati dai manifestanti

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Crescono i cumuli nel centro storico di Napoli. Allarme della Iervolino: «Gravi rischi per la salute»

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NAPOLI – Scontri, tensione, cariche della polizia, sassi contro gli agenti. È alta la tensione nei pressi del blocco dei manifestanti in via Zabatta che impedisce l’accesso alla discarica “Sari” di Terzigno. Nella notte centinaia di auto-compattatori non hanno potuto sversare i rifiuti a causa della “barricata” realizzata con suppellettili varie. Nella mattinata, quattro camionette di polizia e dei carabinieri, con altre tre auto, sono riuscite a passare il blocco. Alla rotonda di via Panoramica resta un presidio formato da oltre 200 persone. «Hanno caricato donne con le mani alzate», dice uno dei manifestanti, «una donna si è sentita male ed è stata soccorsa con l’ambulanza».

PROTESTA – La protesta contro l’apertura di una seconda discarica, insomma, prosegue. La notte scorsa un altro autocompattatore è stato incendiato e 15 camion dello stesso tipo sono stati danneggiati, secondo quanto riferito dalla questura partenopea. Complessivamente sono 100 i mezzi carichi di rifiuti che non sono riusciti a depositarli in discarica. Il mese scorso, circa un migliaio di persone si sono scontrate con la polizia a Terzigno dopo nuove difficoltà nella raccolta dei rifiuti, che hanno ricordato l’emergenza di due anni fa.

A NAPOLI – Intanto restano e crescono i cumuli di rifiuti a Napoli, lungo le strade di numerosi quartieri della città. Particolarmente colpito il centro storico. L’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli è in procinto di incontrarsi con il sindaco della città Rosa Iervolino Russo per fare il punto della situazione anche alla luce del mancato conferimento della spazzatura nella discarica «Sari» di Terzigno (Napoli). Stanotte, infatti, centinaia di autocompattatori non hanno potuto sversare il loro carico a causa del blocco attuato da qualche decina di manifestanti in via Passanti, all’altezza di via Cavour, in direzione della stradale statale 268. Circa un centinaio di camion colmi di rifiuti stanno rientrando negli autoparchi delle rispettive aziende.

ALLARME DELLA IERVOLINO – Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha inviato intanto una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, ai presidenti di Regione Campania Stefano Caldoro e Provincia di Napoli Luigi Cesaro per segnalare la «gravissima situazione» che negli ultimi giorni ha seriamente compromesso il regolare funzionamento del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani nell’ambito cittadino e provinciale. «L’impossibilità di conferimento presso la discarica di Terzigno ha infatti impedito di smaltire notevoli quantità di rifiuti che ora giacciono lungo le strade della città – si legge nella nota – tale quantità è giunta oggi a 520 tonnellate alle quali vanno aggiunte le 600 tonnellate contenute in 80 compattatori carichi di rifiuti che non hanno potuto essere conferiti. Si tratta di un grave rischio igienico e sanitario e di un pericolo per l’ordine pubblico che richiedono l’immediato intervento delle autorità nazionali e locali». Il sindaco ha tra l’altro chiesto al prefetto un incontro urgente con i presidenti della Giunta regionale e provinciale e ha invitato Caldoro «a voler offrire ogni utile contributo per superare l’attuale fase di difficoltà nell’ambito dei poteri a lui conferiti dalla legge».

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Redazione online
18 ottobre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_18/terzigno-spazzatura-napoli_6a299e74-da93-11df-b6f8-00144f02aabc.shtml

Annozero – 30 settembre 2010 – “Crisi di Regime” – Andrea da Boscoreale

Ascoltate cosa dice questo cittadino di Terzigno..


“Pomodoro italiano”. Ma è made in China. Sequestrato un milione di barattoli

“Pomodoro italiano”. Ma è made in China
Sequestrato un milione di barattoli

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Denunciato il titolare dell’azienda conserviera ad Angri (Salerno). Sui contenitori, in varie lingue, la dicitura “prodotto in Italia”. Dentro, concentrato di pomodoro cinese pastorizzato con aggiunta di acqua e sale. Nel primo trimestre del 2010 le importazioni di concentrato dalla Cina sono aumentate del 174%. Galan: “Controlli, sfida da non perdere”

"Pomodoro italiano". Ma è made in China Sequestrato un milione di barattoli

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ROMA – Maxisequestro di falso pomodoro “made in Italy” ad Angri, in provincia di Salerno. Il locale Nucleo antifrodi del Comando carabinieri politiche agricole e alimentari ha sequestrato 4.607 quintali di doppio concentrato di pomodoro, pari a 931.978 barattoli da 150 grammi ciascuno, per un valore complessivo di circa 400mila euro. Erano “confezionati con etichette attestanti l’origine italiana del prodotto, in realtà ottenuto dalla lavorazione di triplo concentrato di pomodoro proveniente dalla Repubblica popolare cinese e destinato al mercato estero”.

Le indagini, coordinate dal dottor Lenza, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Nocera Inferiore, hanno portato anche alla denuncia del titolare dell’azienda interessata, accusato di violazione dell’articolo 517 del codice penale (“vendita di prodotti industriali con segni mendaci”). L’ipotesi di reato riguarda l’etichettatura del prodotto finito, che recava, in varie lingue, la scritta “prodotto in Italia”. Ma in questo caso, il prodotto sequestrato – spiegano gli investigatori – era stato ottenuto “dalla sola aggiunta di acqua e sale al concentrato cinese e dalla relativa pastorizzazione. Configurando, pertanto, una lavorazione parziale e non significativamente idonea a conferire l’origine italiana al prodotto”.

L’operazione si inserisce nel quadro delle ispezioni contro le contraffazioni e a tutela del “made in Italy” all’intera filiera nel settore conserviero, scattate alla fine dell’estate scorsa dopo il sequestro di quantitativi di doppio concentrato di pomodoro con presenza di muffe e apporto di zuccheri non conformi alle normative vigenti. Nell’ambito del Ministero delle Politiche agricole, una “task force” è stata istituita proprio per verificare il fenomeno della crescita delle importazioni di concentrato di pomodoro cinese, stimata nel solo primo trimestre del 2010 pari a + 174%.

Galan: “Una sfida da non perdere”. Esprimendo le sue congratulazioni ai carabinieri del Nucleo Antifrodi di Salerno, il ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, considera quella dei controlli “una sfida che non intendiamo perdere, anzi. Continueremo a tenere alta l’attenzione, senza nessuno sconto per coloro che attentano alla trasparenza e alla legalità, uniche garanzie necessarie per la valorizzazione e la tutela della qualità dei prodotti Made in Italy”

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18 ottobre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/18/news/pomodoro_italiano_ma_made_in_china_sequestrati_un_milione_di_barattoli-8199705/?rss

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Dalla Cina 82 milioni di Kg di pomodoro in Italia

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di Redazione di TigullioVino.it

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Praticamente triplicano (+174 %) gli sbarchi di concentrato di pomodoro cinese in Europa nel primo trimestre disponibile del 2010 rispetto a quello precedente, dopo che lo scorso anno ne erano giunti in Italia dalla Cina ben 82 milioni di chili da “spacciare” come Made in Italy. E’ quanto è emerso in occasione della presentazione del dossier sulle importazioni di concentrato di pomodoro cinese che sta invadendo i mercati mondiali, a danno del vero Made in Italy, elaborato dalla Coldiretti, dalle cooperative agricole dell’Unci e dalle industrie conserviere dell’Aiipa. I pomodori conservati sono la prima voce delle importazioni agroalimentari dalla Cina delle quali rappresentano oltre 1/3 in quantità (34 per cento) nel 2009. Peraltro la bilancia commerciale nell’agroalimentare è profondamente squilibrata con importazioni dalla Cina che sono state superiori di oltre tre volte alle esportazioni del Made in Italy nel paese asiatico.

L’obiettivo della filiera è quello di contrastare un pericoloso inganno per i consumatori sul mercato globale dove il concentrato di pomodoro cinese fa concorrenza sleale al vero Made in Italy. Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Ogni giorno in media arrivano nei porti italiani oltre mille fusti di concentrato di pomodoro dalla Cina che finisce sulle tavole mondiali come condimento tipico dei piatti Made in Italy . Il quantitativo che sbarca in Italia dalla Cina, corrisponde – sottolinea la Coldiretti – a circa il 10 per cento della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia che nel 2009 è stata pari a 5,73 miliardi di chili.

La situazione del mercato dei derivati del pomodoro, mostra nell’ultimo trimestre disponibile (dicembre, gennaio e febbraio 2010) una forte crescita delle importazioni di concentrato triplo dalla Cina nell’Unione Europea che tendono quasi a triplicare (+174%) rispetto al trimestre precedente. Un situazione insostenibile per i consumatori e i produttori del Made in Italy (agricoltori, cooperative e principali industrie italiane (da Pomì a Mutti) che provoca danni economici diretti e di immagine al prodotto “nostrano” sul quale pesano gli effetti di una concorrenza sleale dovuta a situazioni di dumping, sul piano sanitario, ambientale e sociale. Se gli standard sanitari sono diversi rispetto a quelli dell’Unione Europea, la produzione in Cina sembra essere anche realizzata con sfruttamento del lavoro forzato dei detenuti da parte di molte imprese cinesi impegnate nell’export alimentare, secondo la denuncia Laogai National Foundation.

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La Cina – riferisce la Coldiretti – ha iniziato la produzione di pomodoro nel 1990 e oggi rappresenta il terzo bacino di produzione dopo Stati Uniti e Unione Europea, con circa la metà del concentrato esportato proprio in Italia. La produzione cinese di concentrati di pomodoro è localizzata nei territori di Junggar e Tarim, nella regione di Xinjiang, a nord-ovest del Paese nei pressi del confine con il Kazakistan dove operano due grandi gruppi: Tunhe, che opera dal 1993 e Chalkis Tomato. Non mancano i casi di vere e proprie clonazioni di marchi italiani con confezioni di concentrato di pomodoro identiche a quelle originali prodotte in Italia con tanto di marchio commerciale, bandiera tricolore e scritte in italiano prodotte in Cina e commercializzate sui mercati internazionali, con grave danno per l’immagine del Made in Italy.

Le scatole contraffatte sono in tutto e per tutto uguali a quelle originali (colorazione, scritte, marchio, codice a barre). Il prodotto è venduto in scatole da 400 e da 2200 grammi come doppio concentrato (28 per cento) con la scritta “100 per cento prodotto italiano” e il pomodoro è l’unico ingrediente riportato in etichetta. Se l’aspetto esteriore del clone prodotto in Cina è identico, profondamente diverso è il contenuto in quanto il pomodoro, secondo le analisi, sarebbe presente soltanto in tracce, mentre la gran parte del prodotto sarebbe costituito da scarti vegetali di diversa natura, quali bucce e semi di diversi ortaggi e frutti. Le analisi chimiche hanno rilevato livelli di muffe che eccedono i limiti di legge previsti dalla legislazione italiana. Il prodotto originale viene commercializzato con il marchio SALSA®, di proprietà della C.E.C. (Centro Esportazioni Conservati S.r.l.) di Nocera Superiore (Salerno), ma viene prodotto dall’A.R.P., Agricoltori Riuniti Piacentini, di Gariga di Podenzano (Piacenza), organizzazione di produttori socia dell’AOP (associazione di organizzazioni di produttori) C.I.O., ovvero Consorzio Interregionale Ortofrutticoli.


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Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani che si stima consumano in famiglia circa 550 milioni di chili di pomodori in scatola o in bottiglia. Ogni famiglia – conclude la Coldiretti – durante l’anno acquista almeno 31 kg di pomodori trasformati e, a essere preferiti, sono stati nell’ordine i pelati (12 Kg), le passate (11 Kg), le polpe o il pomodoro a pezzi (5 Kg) e i concentrati e altri derivati (3 Kg). Nel settore del pomodoro da industria sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 85.000 ettari, 178 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 20mila persone, con un valore della produzione mediamente superiore ai 2 miliardi di euro.
Fonte news: Coldiretti

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15 giugno 2010

fonte:  http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=6375

La mitezza non è più una virtù

Ringraziamo Monica per la sua gentile disponibilità

La mitezza non è più una virtù

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Homo homini lupus, By: Giuliano Guarnieri – fonte immagine

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di Monica Lanfranco

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Quando studiavo alle superiori la mia classe si era divisa tra chi parteggiava per Thomas Hobbes e chi invece teneva per John Locke. Per sommi capi diciamo che Locke era il supporter di chi stava a sinistra, contro il determinismo e la concezione ‘homo homini lupus’ del tetro Hobbes, amato invece da chi stava iniziando un percorso di adesione alla destra: la speranza contro la legge della giungla, la mitezza e la ragionevolezza contro l’aggressività e l’arroganza. Non che a sinistra l’aggressività e l’arroganza mancassero: era che non si dava per scontato che una società dovesse reggersi su valori mutuati dal dominio, dalla forza e dal testosterone, che pure abbondavano dovunque.

Anche allora non era semplice assumere il monito, pronunciato nel discorso della Montagna da Gesù di Nazareth “Beati i miti, perché erediteranno la terra”.

Già, la mitezza: come sembra lontano il tempo in cui i dibattiti tv, gli show del sabato sera, i programmi dedicati all’adolescenza non erano arene sanguinose dove urla, insulti, umiliazioni e volgarità la facevano da padrone. Ormai è chiaro che anni e anni di lavaggio del cervello attraverso la comunicazione, l’informazione e l’educazione attraverso la  tv standardizzata sul modello del prevaricatore vincente hanno provocato una mutazione antropologica profonda, ineluttabile in questo paese.

Agli incroci delle strade, in auto come a piedi, fuori dai locali collettivi, in treno, a scuola, nei posti di lavoro, dal nord al sud è un aumento esponenziale del gesto violento, della rissa, dell’aggressione connessa o non connessa con la piccola e grande criminalità.

Del resto è noto che nel belpaese sono in crescita in maniere sensibile le liti, quelle del condominio, quelle evitabili e risolvibili attraverso la relazione pacifica tra le persone, se questa ancora esistesse e contasse: un’aggressività diffusa e persistente, indicatrice della fine del senso del buon vicinato, primo gradino indispensabile per poi edificare, su vasta scala, la convivenza civile.

A Roma il corpo di una donna riverso a terra in metropolitana è stato scavalcato e ignorato da decine di persone per oltre due minuti prima che qualcuno si chinasse e intervenisse; la donna, infermiera trentenne ora in coma, è stata scaraventata al suolo da un energumeno ventenne, che sembra l’abbia inseguita dentro la metro a causa di un litigio iniziato davanti alla fila per i biglietti.

A Milano un uomo è anche lui in coma per le ferite riportate dopo un pestaggio causato dal suo accidentale investimento di un cane: un altro energumeno, fidanzato della proprietaria del povero animale, lo ha affrontato e ridotto in fin di vita. Ma non finisce qui, perché gli amici dell’aggressore hanno poi intimidito gravemente alcuni testimoni dell’accaduto, che hanno deposto e confermato che l’investitore non andava ad alta velocità e si stava scusando dell’orribile fatalità.

Per qualche giorno assisteremo alla solita sequenza mediatica: sgomento, spreco di aggettivi, giuramenti da parte di amici e parenti circa la bontà degli aggressori. Nessuno poteva prevedere queste reazioni, erano così brave persone, chi l’avrebbe mai detto, forse sono stati provocati.

Certo, chi l’avrebbe mai detto che questo paese, che si proponeva nell’iconografia classica un po’ cialtrone ma popolato da gente buona e di cuore, potesse trasformarsi in un posto inquietante, dove essere gentili e solidali è sinonimo assoluto di perdente, dove chi governa invita le giovani di bell’aspetto a trovarsi uno ricco per sistemarsi e spinge bellimbusti palestrati a diventare modelli ai quali aspirare, consacrati a idoli da programmi tv sia di intrattenimento come da quelli di informazione, in un continuum di messaggi formativi ed educativi che contribuiscono alla minimizzazione e alla giustificazione, (se non alla legittimazione), della reazione violenta, dell’insulto, della prevaricazione come  giusto e valido comportamento.

Picchia per primo, non ti fermare a pensare, guarda avanti dritto, scavalca qualunque ostacolo: questo il nuovo prontuario che madri e padri devono tenere a mente per l’educazione della prole, se vogliono figli e figlie vincenti e non ‘sfigati’, come si dice oggi. Come dar loro torto, in un’ottica di salvaguardia del sangue del proprio sangue, quando le agenzie educative sono a livello zero nella graduatoria delle priorità politiche e sociali?

La mitezza, categoria etologica ben lontana dalla remissività e dalla modestia, ma ingrediente indispensabile per costruire empatia e relazione tra umani è ormai un attributo obsoleto nell’orizzonte educativo e formativo dell’Italia aggressiva e urlatrice dei potenti e degli arroganti.

Come uscirne, e quando, oggi sembra un angoscioso interrogativo senza risposta.
(articolo apparso su Liberazione)

Monica Lanfranco
www.monicalanfranco.it
www.altradimora.it
www.mareaonline.it
www.radiodelledonne.org

“Non si può smantellare la casa del padrone con gli attrezzi del padrone”
Audre Lorde

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fonte: e-mail

RESTYLING – I finiani portano il socialismo sul web. Domani il battesimo dell’associazione

I finiani portano il socialismo sul web. Domani il battesimo dell’associazione

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Un altro tabù è infranto: gli eredi di Almirante hanno accolto la parola «socialismo» nella nuova associazione dei finiani, che sarà battezzata domani alle 11.30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Chiara Moroni e Italo Bocchino,  vice-capogruppo e capogruppo alla Camera di «Futuro e Libertà per l’Italia», presenteranno alla stampa il nuovo portale web dell’associazione «Socialismo e Libertà», che raccoglierà i contributi del mondo laico, riformista, socialista e libertario.

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18 ottobre 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=104758