Archivio | ottobre 19, 2010

HANNO UCCISO L’INFORMAZIONE – Saviano è andato via. Niente programma su Rai3

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“Non ci sono le condizioni”

Saviano è andato via. Niente programma su Rai3

I temi che avrebbe toccato nei suoi monologhi, comunicati alla Rai, erano “la fabbrica del fango, i rapporti tra mafia e politica, il ritorno della spazzatura a Napoli, le favole raccontate sul terremoto in Abruzzo”

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Roberto Saviano

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Roma,

“Non si e’ risolto nulla, oggi non ci sono le condizioni per andare in onda serenamente, perche’ non si sta lavorando serenamente”. Lo ha detto Roberto Saviano, in collegamento con il tg La7 condotto da Enrico Mentana, a proposito della messa in onda di Vieni via con me, il nuovo programma con Fabio Fazio previsto su Raitre dall’8 novembre. Per lo scrittore, “non si vuole che le storie che ho scritto vengano raccontate in prima serata e arrivino a molte persone”. I temi che avrebbe toccato nei suoi monologhi, comunicati all’azienda, erano “la fabbrica del fango, i rapporti tra mafia e politica, il ritorno della spazzatura a Napoli, le favole raccontate sul terremoto in Abruzzo”.

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19 ottobre 2010

fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=146477

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Sarebbe bello, come per Santoro, organizzare una puntata libera da ogni pastoia e diffonderla sul web; come anche riprendere i monologhi delle 4 puntate che non si faranno e ‘recitarli’ in tutte le piazze d’Italia. Donne e uomini volenterosi e amanti della verità non mancano. Qui lancio l’idea: costruiamo un sito ad hoc per organizzare l’evento e coinvolgere chiunque abbia voglia e tempo di lavorare per un grande progetto libertario. Se lasciamo che anche la libera informazione scompaia del tutto consegniamo definitivamente il nostro Paese  nelle mani dei tanti Berlusconi in pectore e dei loro accoliti. Non facciamoci rubare il futuro! Non facciamoci rubare la dignità!

mauro

Corte dei Conti, allarme corruzione: «Prestigio istituzioni messo a dura prova»

Corte dei Conti, allarme corruzione: «Prestigio istituzioni messo a dura prova»

Il nuovo presidente Giampaolino: non comprimibile il sostegno ai redditi bassi, difficile ridurre la pressione fiscale

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ROMA (19 ottobre) – «Gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli». Così, nella cerimonia di insediamento, il nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, presenti il presidente Giorgio Napolitano, Gianfranco Fini, il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Alfano, Matteoli, Prestigiacomo, Sacconi, il vicepresidente del Csm Michele Vietti e alcuni parlamentari.

Giampaolino evidenzia come cura «il retaggio di valori dei quali la Corte dei Conti è depositaria: l’onestà degli intenti e dei comportamenti, l’etica del servizio, il corretto agire delle P.A., il perseguimento del bene dell’uomo e della collettività». Valori che «hanno conosciuto e verosimilmente sempre conosceranno offese ed offuscamenti, ma hanno sempre finito e sempre finiranno per rifulgere di un loro proprio, nitido splendore».

Non comprimibile il sostegno ai redditi bassi. Nonostante la crisi renda «obbligata una linea di attenta gestione di finanza pubblica, occorre comunque sostenere i redditi più bassi – continua Giampaolino – Esiste un vincolo di nuova natura: la prolungata bassa crescita del Pil che rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, soprattutto in una condizione socio economica che alimenta istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività».

Difficile ridurre la pressione fiscale. La «prolungata bassa crescita del Pil renderà difficile la riduzione del carico fiscale – ha aggiunto Giampaolino – L’attuale situazione economica rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, così come fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale applicata». In questo contesto «è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operarne una corretta qualificazione».

Persi 70 miliardi di entrate e 130 di pil. La politica di bilancio, dopo gli effetti della crisi «deve misurarsi con una perdita permanente di entrate per circa 70 miliardi, di prodotto per circa 130 miliardi e con una spesa pubblica crescente nelle prestazioni essenziali», ribadisce Giampaolino, ricordando i dati già resi noti con il documento di coordinamento di finanza pubblica della scorsa primavera.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=123366&sez=HOME_ECONOMIA

Piemonte: accolto ricorso di Cota, stop riconteggio

Piemonte: accolto ricorso di Cota, stop riconteggio

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Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso con il quale il governatore del Piemonte, Roberto Cota, chiedeva di sospendere il riconteggio dei voti delle ultime elezioni regionali deciso dal Tar di Torino su ricorso del candidato del Pd, Mercedes Bresso.

Nell’ordinanza con la quale ha sospeso il riconteggio dei voti, la quinta sezione di Palazzo Spada scrive che «considerato che all’esito della decisione in camera di consiglio è emersa la fondatezza dell’appello» di Cota e «l’infondatezza degli appelli incidentali proposti da Mercedes Bresso e dagli altri ricorrenti, ha accolto l’istanza cautelare e per l’effetto ha sospeso integralmente l’efficacia della sentenza impugnata».

«Abbiamo vinto, ora chiamo subito Bossi». Sono le parole che Roberto Cota, governatore del Piemonte, pronuncia appena il suo legale Luca Procacci gli comunica telefonicamente che è stato accolto dal Consiglio di Stato il ricorso contro il riconteggio delle schede sulle elezioni regionali. Una gioia condivisa dal suo legale che come spiega: «Il Consiglio di Stato ha giudicato fondato il ricorso nel merito e quindi il giudizio non potrà in alcun modo essere cambiato. In questo modo è sospesa l’efficacia della sentenza del Tar».

Un lungo applauso e il coro ‘Cota-Cota’ ha accompagnato nell’Aula del Parlamento la notizia dell’accoglimento del ricorso del presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Qualche deputato della Lega ha anche sventolato un fazzoletto verde.

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19 ottobre 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=104805

Gli utenti di Facebook schedati e venduti ai pubblicitari

Gli utenti di Facebook schedati e venduti ai pubblicitari

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Vi siete mai chiesti perché quando navigate sulle pagine di Facebook, dopo poco tempo vi arrivano messaggi pubblicitari che rispondono perfettamente al vostro “profilo”? Molte delle più famose `app´ (le applicazioni, ndr) del popolare social network, hanno trasmesso informazioni personali a decine di aziende pubblicitarie e società di monitoraggio sul web.

Quello che molti credevano è stato provato da un’inchiesta del Wall Street Journal, che oggi apre la prima pagina del quotidiano newyorkese. Il problema, si legge nell’inchiesta, colpisce decine di milioni di utenti delle applicazioni di Facebook, anche persone che impostano in maniera più rigida i criteri di privacy per l’accesso ai propri profili.

Questa pratica viola le regole di privacy impostate dagli utenti e ripropone gli interrogativi sulla sua capacità di Facebook di tenere al sicuro i dati sulle attività dei suoi utenti. Il problema è legato con l’aumento delle società di banche dati sulle persone che vengono monitorate online. Non è chiaro, scrive il Wall Street Journal per quanto tempo la privacy è stata violata, ma ieri un portavoce di Facebook ha detto che il social network sta provvedendo a «limitare drasticamente» l’esposizione delle informazioni personali degli utenti.

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18 ottobre 2010

fonte:  http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2010/10/18/AMtt6x9D-schedati_pubblicitari_facebook.shtml

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QUI L’ARTICOLO http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTD8nxbygmn6udfgiANkVeVCDCP6gSkl8js5KbWXM79on5j2As&t=1&h=163&w=228&usg=__xqPDNr1RWwAZjN2_n78AlqXJ2ZY=

Facebook in Privacy Breach

Top-Ranked Applications Transmit Personal IDs, a Journal Investigation Finds

By EMILY STEEL And GEOFFREY A. FOWLER

Kim White Bloomberg

Facebook founder and CEO Mark Zuckerberg addressed the F8 developer conference this spring.

Lodo Alfano, retroattivo stop a processi. Bersani: vergognoso. L’Idv: golpisti

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Lodo Alfano, retroattivo stop a processi
Bersani: vergognoso. L’Idv: golpisti

Anche i finiani votano sì, ok in commissione al Senato

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ROMA (19 ottobre) – Scoppia un nuovo scontro sul lodo Alfano. Oggi la commissione Affari costituzionali ha approvato con 15 voti a favore e 7 contrari l’emendamento del relatore Carlo Vizzini al provvedimento che garantisce l’immunità alla alte cariche dello Stato in base al quale «i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare». Hanno votato a favore 13 senatori del Pdl e Lega più il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell’Mpa. Furente la reazione dell’opposizione, che annuncia le barricate.

«Un mostro giuridico». Il Pd ritiene “mostruoso” che la sospensione dei processi non blocchi le indagini. «Paradossalmente, essendo sospeso il processo e non le indagini con la relativa possibile custodia cautelare, potremo correre il rischio – fa notare il Pd – di avere un capo dello Stato o un capo di governo eletto mentre è agli arresti domiciliari».

«Viaggiamo ai limiti dell’assurdo. Credo che sia indecoroso e vergognoso pensare di procedere alla soluzione per via parlamentare e costituzionale», ha comentato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani attacca la norma, passata in commissione al Senato sulla retroattività del lodo Alfano. «Faremo barricate con tutte le forze che abbiamo», ha affermato Bersani.

«Fli ha sempre detto che avrebbe votato il lodo Alfano, ma trovo che la cosa abbia un grosso deficit di coerenza», ha aggiunto il segretario del Pd, riferendosi al sostegno dei finiani al via libera alla retroattività del lodo Alfano. «Una norma del genere fatta nel bel mezzo di una vicenda processuale che riguarda una persona, è una legge ad personam. Evidentemente Fli non ha fatto questa valutazione e a me – ha sottolineato il segretario – sembra un elemento di incoerenza».

«Oggi è stata smascherata anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero si è autosmascherato andando ad appoggiare una norma che garantisce l’impunità al premier», ha commentato il leader Idv Antonio Di Pietro. «Siamo alla caduta della democrazia e dello stato di diritto. Facciamo un ultimo appello a Fini perché in Aula dica ai suoi parlamentari di non cedere al ricatto». In ogni caso, garantisce il leader Idv, «saranno i cittadini ad assumersi la responsabilità di decidere se intendono vivere in un paese democratico o in un regime perché l’Idv ha raccolto milioni di firme per il referendum confermativo».

«Fini ufficializza che le sue dichiarazioni su legalità e giustizia erano solo un bluff,
un’operazione propagandistica, un’arma da usare nella guerra personale a Berlusconi. Il governo, invece, offre l’ennesima prova della sua natura, del suo dna politico: dispotico e golpista», ha detto Luigi de Magistris, eurodeputato IdV e responsabile giustizia del partito.

«Così si prepara la strada dell’immunità per Berlusconi se andrà al Quirinale», ha detto il senatore dell’ Idv, Pancho Pardi.

«Sulla norma che prevede la sospensione anche di quei processi cominciati prima del conferimento del mandato, Fli è assolutamente d’accordo. Lo abbiamo già detto una ventina di giorni fa, lo abbiamo confermato oggi con il voto», ha precisato il finiano Saia. «Ne avevamo già parlato di questo problema tra noi – ha aggiunto Saia – e la linea del partito è stata subito quella di dire sì alla previsione secondo la quale potranno essere sospesi anche i processi cominciati prima di diventare premier o capo dello Stato».

«Qualcuno dovrebbe pur leggere le leggi prima di commentarle. Le assoluzioni le danno soltanto i giudici nei diversi gradi di giudizio», ha replicato Vizzini. «Il provvedimento non prevede né‚ l’immunità né‚ l’impunità. Non è un’assoluzione, come si vuole far credere. Esso prevede la sospensione del processo non del procedimento giudiziario. Con la sospensione del processo c’è anche la sospensione dei termini di prescrizione». «Non voglio alzare il livello della polemica – incalza Vizzini – ma non comprendo tanto stupore per un Paese che ha convissuto per quarant’anni con l’immunità parlamentare riservata a 1000 persone e senza che verso un parlamentare potesse essere sollevato neanche un dito. Vorrei che fosse chiaro un punto: il provvedimento costituzionale non prevede nessuna retroattività diversa da quelle già contenute nella legge vigente. Entro dieci giorni dalla richiesta dei magistrati, le figure istituzionali devono decidere se inoltrare al Parlamento la richiesta di sospensione. Il Parlamento deve quindi deliberare entro il termine di 90 giorni, in un senso o nell’altro».

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fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=123421&sez=ITALIA

PASTORI Guerriglia urbana a Cagliari, assedio alla Regione – FOTO

PASTORI Guerriglia urbana a Cagliari, assedio alla Regione

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Scene di guerriglia urbana a Cagliari tra il Consiglio regionale e il porto con un enorme schieramento di forze dell’ordine, polizia e carabinieri che hanno caricato per disperdere i pastori del Movimento guidato da Felice Floris. I pastori hanno risposto alla carica delle forze dell’ordine con il lancio di pietre e tentando di bloccare la strada con i cassonetti della spazzatura. Gli uomini del reparto mobile della polizia in tenuta antisommossa sono intervenuti in forze per disperdere i manifestanti con lancio di fumogeni. E’ arrivato a 6 il numero dei fermi dopo gli scontri. Già identificati i fermati, cui sono stati sequestrati un coltello, pietre e hascisc. Davanti al palazzo di via Roma i manifestanti sono di nuovo schierati di fronte alle forze dell’ordine in tenuta antisommossa

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CAGLIARI. La svolta drammatica della manifestazione organizzata dal Movimento dei pastori sardi si è avuta quando le forze di polizia hanno reagito al lancio di bottiglie di vetro, prima con i lacrimogeni e poi con una serie di cariche condotte con i cellulari che hanno letteralmente invaso via Roma a sirene spiegate. Tutte le vie di fuga dei manifestanti sono state chiuse ed è cominciato un rastrellamento. Sono già alcune decine i manifestanti caricati sui cellulari di polizia e carabinieri mentre continua il lancio di lacrimogeni il cui fumo ha invaso via Roma e le zone vicine, penetrando anche all’interno del palazzo del Consiglio.

FOTO I pastori assediano la Regione

Nel garage del palazzo sono stati portati cinque manifestanti ammanettati e fatti distendere per terra. Altre persone bloccate dalle forze dell’ordine erano coperte di sangue non si sa se perché colpiti con i manganelli durante le cariche o feriti dai frammenti di vetro che ora cospargono le strade intorno alla sede del Consiglio regionale.

Guerriglia urbana. Scene di guerriglia urbana a Cagliari tra il Consiglio regionale e il porto con un enorme schieramento di forze dell’ordine, polizia e carabinieri che hanno caricato per dispredere i pastori del Movimento guidato da Felice Floris. I pastori hanno risposto alla carica delle forze dell’ordine con il lancio di pietre e tentando di bloccare la strada con i cassonetti della spazzatura. Gli uomini del reparto mobile della polizia in tenuta antisommossa sono intervenuti in forze per disperdere i manifestanti con lancio di fumogeni. I manifestanti si sono assiepati dietro alcuni palazzi in viale Colombo, mentre uomini del reparto mobile della polizia presidiano la strada davanti al Consiglio regionale. La situazione appare caotica e anche paradossale con una parte del traffico di auto che defluisce dalla zona di via Roma mentre nelle strade tutto intorno si sente il rumore delle sirene delle auto della polizia e dei carabinieri.

Momenti di tensione si erano già vissuti in mattinata davanti al palazzo del Consiglio regionale accerchiato dai pastori giunti da diverse parti della Sardegna. Gli attivisti del movimento avevano bloccato tutte le uscite dell’edificio. Il Movimento Pastori Sardi è di nuovo in piazza a Cagliari per rilanciare la vertenza del settore e chiedere garanzie alla Regione sul prezzo del latte.

Le trattative. Dopo lunghe trattative con i vertici della guestura e con il questore del Consiglio regionale, Gavino Manca, una delegazione di tredici rappresentanti del Movimento dei pastori nel pomeriggio è entrata nel palazzo per incontrare i capigruppo. Ai rappresentanti dei gruppi in Consiglio il Movimento ricorderà gli impegni assunti dal presidente Cappellacci dopo la manifestazione dello scorso 14 settembre.

Tra i punti della piattaforma la battaglia per il prezzo del latte, l’aiuto per l’accesso al credito, il ritiro delle giacenze, il finanziamento alle aziende con i contributi de minimis come previsto dalla normativa comunitaria, i centri di stoccaggio, incentivi per le politiche energetiche. Nel frattempo fuori i manifestanti impediscono ai consiglieri regionali di lasciare il palazzo. Due impiegate che hanno tentato di uscire dall’ingresso in via Roma, sono state bloccate dai manifestanti e sono state costrette a rientrare negli uffici.

L’intervento di Felice Floris. “Il disegno di legge che state esaminando è deludente e vergognoso, i pastori non stanno chiedendo assistenza ma aiuti concreti per un importante settore produttivo”. Nel suo intervento davanti ai capigruppo e ad esponenti dei diversi schieramenti, il leader del Movimento pastori sardi, Felice Floris, ha ricordato “gli impegni assunti lo scorso 13 settembre dal presidente della Regione Cappellacci, dall’assessore alla Programmazione La Spisa, da quello all’Agricoltura Prato, dal presidente della Sfirs Tilocca. L’unico punto in sospeso – ha detto – era quello dei de minimis, ma neanche due giorni dopo la nostra manifestazione l’assessore Prato ha annunciato che non c’erano più paletti neanche per i de minimis. Ci dispiace che perdiate tempo per questa leggina arrivata in Consiglio – ha aggiunto – questa è una legge beffa, non ci interessa. Chiediamo i 15 mila euro per azienda, come promesso. Non andremo via senza risposte”.

Anche da altri rappresentanti della delegazione è stato posto l’accento sui tempi della politica: “da giugno abbiamo posto problemi seri e chiesto risposte – ha detto Fortunato Ladu – e oggi siamo ancora al punto di partenza. Qualcuno pensava di farci desistere portandoci fino al periodo più difficile del nostro lavoro, invece l’unico risultato che avete ottenuto è aver selezionato le truppe, e quelle oggi a manifestare sono davvero truppe scelte”.

Da Priamo Cottu è arrivata la sollecitazione a “fare la rivoluzione contro Roma, contro il Ministero. Evitiamo problemi sociali, ha detto, rivolgiamoci insieme là dove si possono attingere le risorse”. Da una “mamma di famiglia”, Francesca Del Rio, l’accusa di “costringere i pastori a lasciare il proprio lavoro, con perdite economiche, per venire qui e dover lottare anche contro la politica. Non chiediamo elemosine, ma rivendichiamo i nostri diritti. Gli aiuti de minimis possono risollevarci. Forse da troppo tempo i politici non vanno in campagna. Venite – ha detto – a vedere come sono ridotte le nostre aziende”.

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19 ottobre 2010

fonte:  http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/i-pastori-in-piazza-a-cagliari-assedio-alla-regione-foto/2556778

Inchiesta su corruzione: la Camera salva Lunardi


E come direbbe in veneto una persona a me cara: “magna tì, ca magno anca mì…” – Marilena Nardi

Marilena Nardi http://www.marilenanardi.it/

Inchiesta su corruzione
la Camera salva Lunardi

Negata l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro delle Infrastrutture, accusato di aver acquistato da Propaganda Fide, nel 2004, al prezzo di favore di 3 milioni di euro, un intero palazzo

Inchiesta su corruzione la Camera salva Lunardi Pietro Lunardi

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ROMA – La Camera ha negato l’autorizzazione a procedere nei confronti di Pietro Lunardi. L’ex ministro delle Infrastrutture, oggi deputato del Pdl, è indagato per corruzione insieme all’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, con l’accusa di aver acquistato da Propaganda Fide, nel 2004, al prezzo di favore di 3 milioni di euro un intero palazzo di cinque piani – valutato 8 milioni di euro – in via dei Prefetti, nel centro storico di Roma, in cambio del finanziamento pubblico di 2 milioni e mezzo di euro per la ristrutturazione di un immobile in piazza di Spagna.

Dopo avere acquistato l’immobile, con la mediazione di Angelo Balducci, Lunardi avrebbe fatto ottenere alla congregazione della Santa Sede un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di un museo nella sede della Congregatio pro Gentium Evengelizatione, in piazza di Spagna. Nell’inchiesta sono coinvolti anche l’imprenditore Diego Anemone 1 e l’architetto Angelo Zampolini.
“Oggi è stato fatto un primo passo importante per fare chiarezza”, ha detto Pietro Lunardi, commentando il voto dell’Aula della Camera.

Il parere della giunta per le autorizzazioni, che stabiliva la restituzione degli atti al collegio per i reati ministeriali del tribunale di Perugia, è stato approvato con 292 voti a favore, 254 contrari e 2 astenuti. A votare a favore del rinvio degli atti sono stati i partiti di maggioranza, Pdl, Lega e Fli, contro le opposizioni di Pd, Idv e Udc. Le astensioni sono state di due deputati dell’Udc, Rocco Buttiglione e Mario Tassone.
“È impossibile per la giunta e la Camera prendere in considerazione questa richiesta senza poter analizzare la condotta di entrambi i presunti concorrenti di questo episodio”, vale a dire “corrotto e corruttore”, ha detto
il relatore di maggioranza, Giuseppe Consolo. Per l’avvocato, esponente di Futuro e libertà, “è evidente, palese, scritto su muri che il tribunale dei ministri di Perugia ha omesso di svolgere il ruolo di filtro e vaglio dei fatti” che gli compete.
Per questo, è apparso necessario “alla maggioranza della giunta che – vuoi per la non completa prospettazione alla Camera dell’episodio corruttivo, vuoi per l’assoluta insufficienza delle indagini sommarie svolte dal tribunale dei Ministri – gli atti siano restituiti all’autorità giudiziaria medesima”.
In linea con quello di Consolo è stato l’intervento di Maurizio Paniz, del Pdl. “Qui non si tratta di discutere della salvaguardia di un privilegio, ma solo di garantire che la giustizia operi in modo corretto, senza prevaricazioni di metodo magari attraenti sul piano mediatico ma inaccettabili”, ha detto.

Di tutt’altro avviso il Pd che ha ricordato i coimputati, tutti esponenti della “cosiddetta cricca”. Secondo Marilena Samperi, “le eccezioni procedurali opposte dalla maggioranza sono tutte inconsistenti”. Quanto alla competenza territoriale, ha ricordato, “la Cassazione l’ha fissata ieri al tribunale di Perugia”. Quanto invece alla “mancata istruttoria del tribunale dei ministri di Perugia, è inconsistente perchè il tribunale aveva l’obbligo di istruire per decidere sull’archiviazione o meno e questo ha fatto”.
Duro anche il giudizio di Federico Palomba dell’Idv, secondo relatore di minoranza, che ha parlato di “prepotenza e prevaricazione per salvare un appartenente alla casta”.

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19 ottobre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/10/19/news/lunardi_propaganda_fide-8228654/?rss