Archivio | dicembre 2010

Buon anno, se vi pare..

Buon anno, se vi pare..

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Gaza – fonte immagine

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Si chiude un anno davvero non dimenticabile, tra emergenze, genocidi, truffe e  bunga bunga  a cui manca solo una colonna sonora alla ‘Tre allegri ragazzi morti’. Un anno che, temo, sarà riprodotto forse in peggio nel 2011. Non vedo segni di speranza e non vedo uomini degni di tal nome. Tutto perduto? No, certamente no. Ma sta a noi costruire una speranza dal ‘basso’, apportare una ‘conversione’ al nostro vivere quotidiano, privandolo di meschinità ed egoismi vari per unirsi nella fratellanza e nella solidarietà. Una ricetta semplice. Una ricetta vera. Ma imprescindibile, se non si vuole portare velocemente ad estinzione la razza umana, se non vogliamo che la Terra e la Natura decreti una fine che che i nostri pronipoti, ad essere ottimisti, dovranno affrontare.

Buon anno, dunque. Buon anno davvero,

solleviamoci


Ma Battisti non uscirà prima di febbraio

Ma Battisti non uscirà prima di febbraio

Un questione tecnica terrà l’italiano ancora in carcere
E l’Italia proverà a chiedere un nuovo processo

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RIO DE JANEIRO – La (magra) consolazione per il governo italiano è che Cesare Battisti non uscirà subito dalla prigione di Brasilia, dove è rinchiuso da quasi 4 anni in attesa che venga messa la parola fine sulla richiesta di estradizione. E ciò grazie a una sorta di ultima resistenza del potere giudiziario brasiliano a quello politico, impersonato dal presidente del Supremo Tribunal Federal, Cezar Peluso. Fu lui il relatore del processo di un anno fa e lui il più convinto sostenitore delle ragioni italiane. Spetterebbe a Peluso, in queste ore, mettere in libertà Battisti, con una semplice telefonata in carcere. Ma non lo farà. Poiché la Corte è in ferie, Peluso sostiene che una decisione così importante dev’essere presa dall’assemblea plenaria. Probabilmente nella seconda metà di febbraio.

La foto segnaletica di Cesare Battisti
La foto segnaletica di Cesare Battisti

CONGELAMENTO – Grazie a questo ennesimo passaggio tecnico, la difesa del governo italiano, attraverso uno studio legale di Brasilia, avrà ancora un po’ di tempo per mettere a punto la prossima mossa. Certamente chiederà il congelamento della scarcerazione, e poi qualcosa in più. Un nuovo processo al Supremo che discuta l’incongruità della decisione presidenziale di oggi, basata su un articolo del trattato di estradizione tra Brasile e Italia, con la sentenza di estradizione già emessa un anno fa.

IL RUOLO DI DILMA – Quante speranze abbia l’ultima mossa italiana è difficile dire. Si può soltanto mettere in rilievo che la presidente del Brasile a partire da domattina, Dilma Rousseff, non avrà sulle spalle l’eredità di Lula su questa vicenda e potrebbe esprimere una posizione diversa. La Rousseff, d’altronde, era stata chiara durante la campagna elettorale: per me le decisioni dei giudici non si discutono e Battisti dev’essere estradato in Italia.

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Rocco Cotroneo
31 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_31/battisti-scenari-cotroneo_5050c3e0-14ec-11e0-8d15-00144f02aabc.shtml

BUONI PROPOSITI – Caro 2011 occulta Minzolini

Caro 2011 occulta Minzolini

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di Maria Novella Oppo

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Anche limitandosi al solo campo della programmazione televisiva, troppi sarebbero gli elementi di cui vorremmo che il 2011 ci liberasse. A partire da Augusto Minzolini, che ha fatto proprio l’impossibile per rendersi nocivo alla Rai e al Paese tutto. Il suo servilismo nei confronti del governo ha superato i vertici dell’insopportabilità, come dimostra il calo di pubblico. La sua gestione delle risorse professionali interne è stata perfino sanzionata dai magistrati; ma quelli, si sa, essendo antiberlusconiani per definizione, sono antiminzoliniani di rimbalzo.

Comunque, perfino gli avversari più antipatizzanti (ai quali ci onoriamo di appartenere), potrebbero perdonargli qualcosa (pure le note spesa esagerate) di fronte a una minima prova di professionalità. Invece, dato a Cesare quello che non è di Cesare (l’evidenza delle notizie), Minzolini ha iscritto il suo nome nella storia del Tg1 solo per la quantità mai vista di cazzate trasmesse. Perciò ci auguriamo di farne a meno.

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30 dicembre 2010

fonte:  http://www.unita.it/rubriche/oppo/caro-2011-occulta-minzolini-1.263555?listID=1.14409&pos=0

Irlanda in ginocchio per il gelo: migliaia senza acqua

Irlanda in ginocchio per il gelo: migliaia senza acqua

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Irlanda in ginocchio per il gelo: migliaia senza acqua

FOTOGALLERY

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Circa 34 mila persone sono ancora senz’acqua in Irlanda del Nord per i danni causati alle tubature dal gelo. Lo afferma il ministro dell’Ambiente nordirlandese Edwin Poots. Le squadre della societa’ pubblica Northern Ireland Water (Niw) sono al lavoro per l’approvvigionamento di 15 mila-40 mila persone, alcune senz’acqua da 11 giorni consecutivi.    In totale sono 80 le citta’ colpite dalla penuria idrica. Manca l’acqua potabile e quella per i servizi igienici e le docce con un evidente rischio per la salute pubblica, come constatato dai medici.

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31 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/31/foto/irlanda_in_ginocchio_per_il_gelo_migliaia_senza_acqua-10734632/1/?rss

Inondazioni: migliaia in fuga in Australia / VIDEO: Flood Crisis in Qld, Australia. Thousands evacuated for the New Year

Flood Crisis in Qld, Australia. Thousands evacuated for the New Year

SplinteredGlass | 30 dicembre 2010

The flooding in Queensland gets worse as rivers continue to swell and houses become inundated with water forcing residents to evacuate. The state has declared a natural disaster and urges people to donate to relief funds.

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Inondazioni: migliaia in fuga in Australia

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A man and his son kayak past flooded cars in Bundaberg, Australia, on December 31.A man and his son kayak past flooded cars in Bundaberg, Australia, on December 31 – article e fonte immagine

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Sono migliaia le persone in fuga a causa delle inondazioni nel nordest dell’Australia. Le autorità locali mettono in guardia su possibili epidemie. Le piogge torrenziali che si stanno abbattendo sul Queensland hanno provocato lo straripamento di fiumi, l’allagamento di case, strade e ferrovie. 22 le città inondate. A pagare le conseguenze del maltempo sono circa 200.000 persone in una fetta di territorio grande quando Francia e Germania.

Il premier australiano Julia Gillard si è recata nelle zone disastrate, dove in migliaia hanno dovuto abbandonare la propria casa. A Bundaberg, città dello zucchero, ha incontrato alcune delle persone costrette a trascorrere le ultime feste di questo 2010 nei centri di accoglienza. “Non so se fosse necessario – dice un uomo -, ma non si sa quanto l’acqua crescerà ancora. Sta ancora crescendo”. “Abbiamo lavorato tutti insieme – spiega una signora -. Molte case sono state inondate. Quando si lavora insieme, però… Siamo riusciti a garantire la sicurezza di tutti”.

Il porto di Bundaberg è stato chiuso. Pesanti i danni all’export dello zucchero. E non solo. Per l’Australia queste sono le peggiori inondazioni da mezzo secolo. La ricostruzione costerà miliardi di dollari.

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31 dicembre 2010

fonte:  http://it.euronews.net/2010/12/31/inondazioni-migliaia-in-fuga-in-australia/

NEW FASCISM – Scritta Antifa alla Lega, Bossi: “Sono i nuovi fascisti” / Insulti a Vendola da giovani Pdl, L’emittente della Lega Nord: “Purtroppo non ha avuto danni permanenti»

Gemonio, arresti per l’attentato
Bossi: sono i nuovi fascisti

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Apparterrebbero all’area anarchica. Il leader della Lega: “Se quei petardi mi avessero ferito sarebbe stato un bel casino”.  La telecamera nel palazzo vicino ha ripreso due persone che davano fuoco alla miccia

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Le forze dell’ordine hanno effettuato stamani alcuni arresti per i petardi fatti esplodere l’altro giorno davanti alla sede della Lega a Gemonio, pochi metri da casa Bossi. Petardi che hanno danneggiato leghista e che se fossero scoppiati mentre passava il leader lumbàrd, che poco prima era rientrato a casa con la scorta, “avrebbero provocato un casino”. Era  stato Bossi stesso a dirlo ieri a Ponte di Legno. “Antifa – aveva affermato riferendosi alla scritta lasciata sul muro dagli autori del gesto – sono i nuovi fascisti. Sono gente che danneggia la sinistra democratica: la gente normale si spaventa”.
A Bossi cose simili, ha ricordato, sono successe anche in passato: nel 1992 a Luzzara (Reggio Emilia) e, in tempi recenti, la bomba carta vicino alla prefettura di Padova dove era andato con Silvio Berlusconi per verificare i danni dell’alluvione.
Gli investigatori avevano analizzato le impronte digitali rimaste sui residui dei due petardi a Gemonio, provincia di Varese

La sede della Lega a Gemonio

I reperti erano stati inviati ai Ris di Parma: erano petardi artigianali, costruiti con carta, polvere nera e una miccia per innescare l’esplosione. Altri elementi sono arrivati dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza in paese, nelle quali si vedevano due uomini che, dopo un sopralluogo a bordo di un furgone si avvicinavano alla sede leghista a piedi, il cappuccio della felpa calcato in testa per non farsi riconoscere.

Nel fascicolo, fino a stamani a carico di ignoti, per esplosione pericolosa e danneggiamenti, si ipotizzava per l’attentato una matrice anarchico-antagonista.

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31 dicembre 2010

fonte:  http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/31/news/gemonio_arresti_per_l_attentato_bossi_sono_i_nuovi_fascisti-10734907/

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Vendola, insulti sotto casa
Radio Padania lo attacca

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Vendola
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Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (Sel) è stato vittima la notte scorsa di molestie compiute sotto casa sua, a Terlizzi, da un gruppo di giovani del Pdl, alcuni dei quali sono stati identificati dalle forze dell’ordine. All’indomani, l’emittente della Lega Nord, Radio Padania, fa una pesante ironia: “Ho sentito al telegiornale la notizia che Vendola è stato svegliato nel cuore della notte e che è cascato dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti”. A parlare è stato Marco Pini, 25 anni, consigliere provinciale della Lega a Varese.

LA NOTTE AGITATA
I giovani hanno bussato più volte violentemente nella notte contro la porta della sua abitazione. Lo ha fatto sapere Vendola nella conferenza stampa di fine anno alla quale si è presentato zoppicando perchè, a causa dello spavento, nella notte è sceso precipitosamente per le scale cadendo e facendosi male.

”Non ho avuto una buona nottata – ha detto Vendola – perchè giovani del Pdl hanno pensato di molestare il presidente della Regione a casa sua immaginando che una abitazione privata possa essere una specie di protesi della lotta politica”.
”Ho scelto di andare a vivere nel centro storico del mio paese – ha detto Vendola – di fronte al mercato e non in una villa residenziale separato dal popolo’. ‘Spero che i giovani del Pdl abbiano motivo di imparare le regole della lotta politica”. ”E’ stata veramente una notte brutta, antipatica”, ha concluso Vendola.

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30 dicembre 2010

fonte:  http://www.unita.it/italia/vendola-insulti-sotto-casa-br-radio-padania-lo-attacca-1.263446

UNIVERSITA’ – I punti critici rilevati dal Colle, Gelmini: ‘Valuteremo’

I punti critici, Gelmini: ‘Valuteremo’

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Su prof aggregati, borse di studio ‘territoriali’, lettori esteri

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ROMA – Sono quattro gli articoli oggetto delle osservazioni del presidente della Repubblica che ha promulgato la legge sull’universita’: riguardano i prof aggregati, le borse di studio ”territoriali”, i limiti di reddito per i docenti con contratti a termine, i lettori stranieri. Punti definiti ”non portanti” della riforma dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che pure ha detto che terra’ in ”massima considerazione” i rilievi del Colle.

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GELMINI
“Esprimo la mia piena soddisfazione per la promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica. Terremo in massima considerazione le sue osservazioni. Appare evidente dall’analisi dei punti rilevati che nessuno di essi tocca elementi portanti e qualificanti della legge. Aver approvato la legge sull’università è un segnale positivo per il Paese perché dimostra che, seppur tra mille difficoltà, è possibile realizzare le riforme”.
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ARTICOLO 6
Per quel che riguarda l’articolo 6, concernente il titolo di professore aggregato il problema nasce da una ripetizione di due commi simili, ”svista” della Camera, che ha tenuto fermo per due giorni il testo al Senato. ”Pur non lasciando la norma, da un punto di vista sostanziale, spazio a dubbi interpretativi della reale volontà del legislatore – scrive Napolitano – si attende che ai fini di un auspicabile migliore coordinamento formale, il governo adempia senza indugio all’impegno assunto dal Ministro Gelmini nella seduta del 21 dicembre in Senato, eventualmente attraverso la soppressione del comma 5 dell’articolo”
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ARTICOLO 4
Nasce da una richiesta della Lega ed e’ il punto, forse, piu’ delicato. ”Per quanto concerne l’articolo 4 relativo alla concessione di borse di studio agli studenti, appare – al Presidente Napolitano – non pienamente coerente con il criterio del merito nella parte in cui prevede una riserva basata anche sul criterio dell’appartenenza territoriale”. E’ stato il governatore del Piemonte, Roberto Cota, tra i primi a sollevare il problema che nelle Universita’ dove e’ maggiore la presenza di studenti fuori sede i residenti vengono penalizzati. Da qui e’ partita la campagna dell’europarlamentare Mario Borghezio, tra i leghisti più agguerriti che ha diffuso un volantino nel quale si accusavano gli studenti meridionali di essere più furbi e disonesti: ”i ragazzi del Sud ottengono le borse perché presentano dichiarazioni false”.
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ARTICOLO 23

Disciplina i contratti di insegnamento per esperti. ”Appare di dubbia ragionevolezza nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale”. Secondo la legge, le università possono stipulare contratti della durata di un ”anno accademico e rinnovabili annualmente per un periodo massimo di cinque anni, a titolo gratuito o oneroso, per attività di insegnamento al fine di avvalersi della collaborazione di esperti di alta qualificazione in possesso di un significativo curriculum scientifico o professionale, che siano dipendenti da altre amministrazioni, enti o imprese, ovvero titolari di pensione, ovvero lavoratori autonomi in possesso di un reddito annuo non inferiore a 40.000 euro lordi”. Una norma voluta, viene spiegato da fonti ministeriali, per evitare forme di precariato (non utilizzare giovani che non lavorano) chiesta tra l’altro da un emendamento del Pd.
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ARTICOLO 26
Riguarda la disciplina dei ”lettori di scambio” ovvero i lettori in madre lingua. Scrive il Presidente che ”è opportuno che l’art. 26, nel prevedere l’interpretazione autentica dell’art. 1, comma 1, del decreto legge n. 2 del 2004 sia formulato in termini non equivoci e corrispondenti al consolidato indirizzo giurisprudenziale della Corte Costituzionale”. In pratica, i lettori internazionali hanno fatto causa perche’ gli spettavano degli arretrati. La legge garantisce i diritti arretrati in una certa misura ma con una limitazione rispetto a quanto richiesto dagli stessi lettori stranieri.
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30 dicembre 2010
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«Acquisto Alitalia, premier indagato». No comment della procura di Lecce

Gli atti sarebbero stati già trasmessi a Roma

«Acquisto Alitalia, premier indagato»
No comment della procura di Lecce

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Lo riferisce l’avvocato Giovanni D’Agata, componente del dipartimento «Tutela del consumatore» dell’Idv

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Silvio Berlusconi (Photoviews)
Silvio Berlusconi (Photoviews)

MILANO – Silvio Berlusconi sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Lecce per l’operazione di acquisto dell’Alitalia e gli atti sarebbero stati già trasmessi per competenza alla procura di Roma. A riferirlo, attraverso una nota, è l’avvocato Giovanni D’Agata, componente del dipartimento tematico «Tutela del consumatore» dell’Idv e fondatore dello «Sportello dei diritti». «No comment» sull’indiscrezione da parte del procuratore di Lecce, Cataldo Motta.

ESPOSTO DI ALCUNI AZIONISTIBerlusconi sarebbe stato iscritto come indagato, aggiunge D’Agata, con numero di registro generale 13360/2010. L’esponente Idv, che difende alcuni ex azionisti Alitalia, sottolinea che tempo fa uno di loro, l’avvocato Francesco Toto, nell’interesse suo e di altri azionisti, obbligazionisti e creditori Alitalia «aveva depositato presso la Procura della Repubblica di Lecce un dettagliatissimo esposto sulla sciagurata operazione che aveva riguardato l’ex compagnia di Stato e sulla condotta tenuta dall’on. Berlusconi, allora candidato in pectore, e dal ministro dell’Economia e Finanze». L’esposto riguarderebbe in particolare le dichiarazioni dell’allora capo dell’opposizione Berlusconi su una cordata in grado di «non svendere la compagnia di bandera» e il successivo fallimento della cessione a Air France. L’indagine della Procura salentina, conclude D’Agata, seguirebbe l’azione civile già avviata presso il competente tribunale di Lecce. (Fonte Ansa)

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30 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_30/idv-berlusconi-indagato-acquisto-alitalia_7660050c-1459-11e0-96ea-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano

DALLI AL(L)ITALIA

sghignazzando per non piangere

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UN UOMO.. PER TUTTE LE STAGIONI

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“No alla estradizione di Battisti”. L’ira del governo: “Lula spieghi”

30/12/2010 – IL CASO

“No alla estradizione di Battisti”
L’ira del governo: “Lula spieghi”

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L’avvocatura generale brasiliana ha dato parere negativo. P. Chigi: «Inaccettabile, offesa all’Italia»
Sit-in dei parenti delle vittime

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ROMA – È alta tensione tra Roma e Brasilia. Il governo italiano attende l’ultima parola del presidente-operaio Lula sul destino di Cesare Battisti, avvertendo che un no all’estradizione sarebbe una decisione «inaccettabile». E a poche ore dall’atteso verdetto, anticipato da fonti di stampa che danno per certo il no di Lula, pronto a seguire il parere dell’avvocatura di Stato, Roma alza i toni e tenta l’ultimo pressing, dicendosi pronta a una battaglia con «qualsiasi misura» per far valere il trattato Italia-Brasile sull’estradizione ed assicurare alla giustizia italiana l’ex terrorista dei proletari armati per il comunismo (Pac) condannato all’ergastolo per 4 omicidi compiuti negli anni di piombo.

Un pressing che nel corso della giornata si è fatto sempre più incalzante. Prima, stamattina, con una nota di Palazzo Chigi in cui si smentivano alcune dichiarazioni alla stampa del senatore brasiliano Eduardo Suplicy secondo le quali Berlusconi avrebbe fornito garanzie a Lula su una reazione senza tante polemiche al ventilato no all’estradizione.

Poi con una nota della Farnesina, a metà giornata, in cui il ministro Frattini annunciava che Roma valuterà «tutte le misure necessarie per ottenere il rispetto del trattato bilaterale di estradizione, in conformità con il diritto brasiliano». Parole che si potrebbero tradurre non solo in un ulteriore ricorso ma anche in passi diplomatici. E ricordava l’impegno e i passi compiuti negli ultimi due anni per ottenere l’estradizione di Battisti. Impegno ribadito nel pomeriggio anche dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Fino ad una nuova nota, in serata, di Palazzo Chigi in cui il governo parla di Battisti come un «pluriomicida» e pur riservandosi di «esprimere le proprie valutazioni» dopo la decisione di Lula, mette in guardia Brasilia sul fatto che un ’nò all’estradizione dell’asilo sarebbe giudicato «incomprensibile e inaccettabile: Lula dovrebbe allora spiegare tale scelta non solo al Governo, ma a tutti gli italiani e in particolare alle famiglie delle vittime e a un uomo – stigmatizza Palazzo Chigi – ridotto su una sedia a rotelle».

Chiaro il riferimento ad Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi Torregiani, per la cui morte Cesare Battisti è stato condannato, e responsabile nazionale del dipartimento Giustizia del Movimento per l’Italia, che ha indetto un sit-it sotto l’ambasciata brasiliana.

Tutto inutile, a quanto pare. «Non esiste una rappresaglia dell’Italia- ha detto il presidente-. Il Brasile è sovrano. Chi farà una rappresaglia? Abbiamo già raggiunto la maggior età, ognuno fa quello che vuole. Il Brasile prende la decisione che desidera». Ora gli avvocati dell’ex esponente dei Pac potrebbero chiedere subito la scarcerazione e a decidere sarà proprio proprio il Tribunale Supremo Federale che, nel novembre del 2009, espresse parere favorevole alla richiesta di estradizione di Battisti. Il presidente della Corte, Cezar Peluso, che Lula ha incontrato in queste ore, dovrà aspettare fino a febbraio per una sessione plenaria in cui analizzare il da farsi.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/381862/

2011, finisce l’era dei sacchetti di plastica / Ambiente, da Natale i rifiuti possono costare cari

2011, finisce l’era dei sacchetti di plastica

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sacchetti plastica

Il primo gennaio entra in vigore il divieto di vendita delle buste per la spesa non biodegradabili. Quelle fuorilegge potranno essere ancora usate fino a esaurimento scorte a condizione che vengano date gratuitamente ai clienti

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Addio buste di plastica. Entra in vigore dal primo gennaio il divieto di commercializzazione dei sacchetti per la spesa non biodegradabili, ma quelli fuorilegge potranno essere ancora usati fino a esaurimento scorte a condizione che vengano dati gratuitamente ai clienti.

“Resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010 – spiega in una nota il ministero dell’Ambiente – purché la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito”.
Il ministero annuncia comunque controlli nei prossimi giorni per “verificare il rigoroso rispetto della normativa vigente”.

Numerose sono le iniziative per sostituire, come è già avvenuto in altri Paesi, le vecchie buste di plastica. Si va dal ritorno alle tradizionali sporte in fibre naturali del passato alla sostituzione della plastica con materiali innovativi biodegradabili come i nuovi ecoshopper realizzati in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali.

Per favorire il passaggio la Coldiretti ha organizzato alcune iniziative come “Porta la Sporta” e “Compostiamoci meglio”. La Coldiretti di Rovigo ha ideato e messo a disposizione dei frequentatori dei mercati di Campagna amica una borsa riutilizzabile con i loghi “Punto campagna amica” e “Coldiretti 100% solo prodotti agricoli italiani”.

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30 dicembre 2010

fonte:  http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/12/30/sacchetti_plastica_vietati_dal_2011.html

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Ambiente, da Natale i rifiuti possono costare cari

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Un Babbo Natale tra i rifiuti

Nelle feste finiranno nella pattumiera 500mila tonnellate di cibo. Occhio a come smaltirete i vostri scarti. Il 25 dicembre entra in vigore il Dlgs 205/2010. Sanzioni da 300 a 3mila euro per chi lascia spazzatura per strada o la butta in acqua. LE REGOLE

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di Valeria Valeriano

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Cinquecentomila tonnellate di rifiuti alimentari. È questa la quantità di cibo che, secondo la Confederazione italiana agricoltori, finirà nella spazzatura durante le feste natalizie. Nella pattumiera andranno 1,5 miliardi di euro, circa il 25 per cento della spesa totale alimentare per pranzi e cenoni. Ogni famiglia butterà quasi 80 euro. Ma, se non farà attenzione a come smaltirà i rifiuti natalizi (non solo i resti del cibo, anche imballaggi dei regali, confezioni per alimenti, vecchi elettrodomestici per fare posto a quelli nuovi), i soldi persi nell’immondizia saranno molti di più.

Entra in vigore proprio il 25 dicembre, infatti, il decreto legislativo 205/2010. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre, recepisce la direttiva comunitaria 2008/98/Ce volta a creare una “società europea del riciclaggio”. Tra le novità principali del provvedimento ci sono le maxisanzioni per chi abbandona rifiuti in strada o li butta in fiumi o mari. Se fino alla vigilia un privato poco educato rischia di dover pagare da 25 a 150 euro (da 105 a 620 per i rifiuti pericolosi), da Natale dovrà sborsare da 300 a 3mila euro (il doppio per rifiuti pericolosi). Piuttosto che lasciare il sacchetto accanto al cassonetto pieno, quindi, sarà meglio fare due passi e cercarne qualcuno meno vicino ma più sgombro.

Il Dlgs 205/2010 prevede un ruolo primario di regioni, province e comuni nel corretto smaltimento dei rifiuti. Un aiuto importante, però, deve arrivare dai cittadini. Tutti, infatti, dovrebbero impegnarsi a disfarsi della spazzatura nel modo giusto e a fare la raccolta differenziata. Come suggerisce l’Europa, solo da una separazione di qualità può derivare un riciclaggio di qualità che trasformi il rifiuto in una risorsa.

In Italia la quota di raccolta differenziata di rifiuti urbani, secondo Legambiente, è del 27,5 per cento (42% al Nord, 20% al Centro, 12% al Sud). Eppure questo sistema potrebbe essere una risposta efficace a emergenze come quella campana. Con un po’ di buona volontà i sacchetti di spazzatura indifferenziata che invadono Napoli e le altre città potrebbero diminuire insieme al fabbisogno di discariche. Il Wwf ha calcolato che con «una raccolta differenziata che si attesti anche “solo” al 60 per cento in tutta la Campania, si  avrebbero “solo”  poco più di un milione di tonnellate da mandare agli impianti d’incenerimento, cioè circa 7/800mila tonnellate in meno della capacità di smaltimento degli inceneritori previsti». Nel 2008 in sette quartieri del capoluogo campano è stata introdotta la raccolta differenziata “porta a porta”. Secondo il Wwf i 130mila abitanti coinvolti, il 13 per cento della popolazione partenopea, hanno «risparmiato alla discarica ben il 66,09 per cento dei rifiuti prodotti». Per sensibilizzare i cittadini e le amministrazioni sull’importanza di dividere la spazzatura, Legambiente ha lanciato il premio Comuni Ricicloni Campania. La vittoria quest’anno, con il 93,6 per cento di raccolta differenziata, è andata a Roccagloriosa, paese salernitano di circa 1.700 abitanti. In tutto sono 160 i comuni che nel 2009 hanno sfondato la soglia del 50 per cento di differenziata. Tra i capoluoghi di provincia il primato spetta ad Avellino (61,57%), seguita da Salerno (59,98%), Caserta (47,25%), Napoli (18,53%) e Benevento (16,96%).

Un sondaggio Ipsos-Comieco rivela che otto italiani su dieci fanno regolarmente la raccolta differenziata della carta. Il problema, però, è che molti di loro non la fanno nel modo corretto. I buoni propositi ci sono ma, se si sbaglia a dividere i materiali, risultano poco efficaci. Un caso tipico riguarda i sacchetti di plastica: spesso usati per trasportare carta e vetro fino ai contenitori stradali, finiscono nel cassonetto insieme a loro. Altro errore comune riguarda le confezioni in cui si mescolano cartone, plastica e, a volte, parti metalliche. Ogni elemento dovrebbe essere separato dagli altri e buttato in contenitori diversi. Attenzione, quindi, a quando scarterete gli elaborati imballaggi dei vostri regali di Natale.

Per evitare sanzioni e aiutare l’ambiente, facciamo un ripasso delle regole da seguire per la raccolta differenziata.

Carta. In questo cassonetto vanno depositati carta, cartone, cartoncini, giornali, riviste, sacchetti, scatole, quaderni, libri e, in alcuni comuni, il tetrapak. Vanno nell’indifferenziata, invece, i tovaglioli e qualsiasi altro tipo di carta sporca o con residui di cibo. Occhio agli scontrini: sono carta chimica e devono finire, anche loro, nell’indifferenziata.

Plastica. Sì a contenitori, pellicole, imballaggi, sacchetti della spesa (che dal primo gennaio non potranno più essere usati dai commercianti per consegnare la merce), vaschette, flaconi, bottiglie e tappi. No a bicchieri, piatti e posate usa e getta. I pezzi voluminosi andrebbero schiacciati e i residui sempre eliminati.

Vetro. La raccolta del vetro varia da comune a comune. In alcuni si segue il metodo multimateriale (con plastica e metalli), in altri il monomateriale (a volte anche con la distinzione tra vetro bianco e colorato). Si possono gettare bottiglie, bicchieri, barattoli, contenitori. Tutto, ovviamente, in vetro. No a specchi, lampadine, ceramiche e porcellana (le ultime due possono andare nell’indifferenziata, ma sarebbe meglio portarle nelle “ecopiazzole” comunali).

Metallo, acciaio, alluminio. Barattoli, lattine, scatolette, tubetti, coperchi, tappi, bombolette, vaschette. Questi rifiuti vengono spesso raccolti o con la plastica (multimateriale leggero) o con il vetro (multimateriale pesante).

Elettrodomestici. Tre alternative. Possono essere portati nelle “ecopiazzole” comunali, ritirati dal comune (dopo essersi messi d’accordo per telefono), consegnati al rivenditore al momento dell’acquisto di un modello equivalente (gratis o con un costo compreso nelle spese di consegna del nuovo apparecchio).

Pile, farmaci, lampadine. Non vanno buttati nell’indifferenziata. Le pile e i farmaci vanno messi negli appositi contenitori in strada, nei supermercati o nelle farmacie. Le lampadine vecchie (alogene o a incandescenza) vanno portate nelle “ecopiazzole”. Quelle nuove (a scarica o fluorescenti) si possono consegnare ai commercianti quando si acquista un’altra lampadina.

Giocattoli. Quelli vecchi o non più funzionanti vanno nell’indifferenziata, dopo aver tolto le eventuali batterie.

Organico. Non è previsto in tutti i comuni. Raccoglie fondi di tè e caffè, avanzi di cibo, scarti alimentari, sacchetti biodegradabili, terriccio, legno non trattato, foglie e rifiuti simili.

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30 dicembre 2010

fonte:  http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/12/23/europa_spazzatura_rifiuti_natale_sanzioni_regole_raccolta_differenziata.html