SE LO DICE LUI.. – Bersani: dopo Berlusconi disintossicheremo l’Italia

Bersani: dopo Berlusconi disintossicheremo l’Italia

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di Vladimiro Frulletti

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Primo passo mandare a casa Berlusconi, «il che già vorrebbe dire che siamo avanti di un bel pezzo», ma poi all’Italia servirà un periodo (chissà quanto lungo) di disintossicazione dalla droga del “berlusconismo”. Pierluigi Bersani da Fiesole, dal convegno su paesaggio e democrazia organizzato dall’associazione Viviani e dal Pd, spiega che sì mandare a casa Berlusconi va bene, ma che questo non basterà a ricostruireuna nuova Italia. Quella sostanza psicotropa è penetrata nelle vene del Paese e della politica producendo una eccessiva personalizzazione da cui poi bisognerà liberarsi. «Se toccassemai ame(fare il candidato a premier ndr), assicuro che non ci sarà il mio nome sul simbolo» è la cura che Bersani si dice pronto a fare.
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Questione che comunque riguarda il post 14 dicembre. Al momento le incertezze sono varie. Fini che non ribalta,macontinua gli affondi. Pezzi del Pdl che offrono trattative (Cicchitto sulla legge elettorale, offerta rispedita al mittente). Ma anche possibili aiuti inattesi al Premier come quello dei parlamentari radicali eletti nelle liste del Pd. Fra oggiodomani Bersani incontrerà Pannella, ma intanto spiega che coi radicali «non si fanno scambi o trattative» ma si parla di politica. Una situazione che, dice MassimoD’Alema, «si trascina tra polemiche, minacce, quotidiani passaggi di parlamentari da un fronte all’altro, in un quadro che sempre più è quello di un grave degrado della vita politica». E che invece avrebbe bisogno di un taglio netto: visto che il governo non ha più la maggioranza, ragiona il presidente del Copasir, deve dimettersi, «questa è la democrazia ». Poi la parola tornerà al Capo dello Stato. A cui, assicura Bersani che nomi non ne fa, il Pd porterà le proprie proposte e rispetterà le decisioni di Napolitano.
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Troverebbe però simile all’accanimento terapeutico un nuovo governo Berlusconi («sarebbe il quater, abbiamo già dato »), visto anche che il premier ha avuto gli strumenti per governare e non c’è riuscito e ora fa la «vittima», denuncia ribaltoni, mentre «si è ribaltato da solo e adesso il problema è che non si ribalti anche l’Italia». Ovviamente la soluzione che Bersani trova più conveniente per il Paese sarebbe quella diungoverno di transizione che riformi la legge elettorale e metta manoalla crisi economica rilanciando gli investimenti.E tuttavia anche un nuovo governo di centrodestra senza Berlusconi, vedrebbe sì il Pd all’opposizione, ma sarebbe una posizione più avanzata. L’obiettivo (strategico si sarebbe detto) è costruire una vera alternativa di governo da presentare agli italiani. Il bipolarismo a suo giudizio non è in discussione fra gli italiani e non lo potrà mettere in discussione la nascita del cosiddetto grande centro: «non credo a una nuova Balena Bianca». Per Bersani Fini infatti è di destra e a destra rimarrà: «vuol fare una destra non populista, liberale? Auguri», Casomai il centro potrà rendere «flessibile» il bipolarismo decidendo prima del voto,comei Liberali in Germania, con chi allearsi. Da qui il progetto di un centrosinistra che col centro costruisca un’alleanza di governo. Chenon sarà la riedizione dell’Unione, ma avrà paletti programmatici chiari. Tipo quelli che Bersani indica sul caso Fiat facendo sapere a Marchionne che il modello americano non fa per l’Italia (non c’è bisogno di cancellare il contratto nazionale per aumentare la produttività), mentre invita i sindacati a utilizzare strumenti democratici per far decidere i lavoratori.v
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07 dicembre 2010
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fonte:

Una risposta a “SE LO DICE LUI.. – Bersani: dopo Berlusconi disintossicheremo l’Italia”

  1. gianni tirelli dice :

    BERLUSCONI: UN BUON PAGATORE

    Puoi essere l’uomo più ricco e potente del mondo, ma se oltre alla ricchezza e al potere, non hai null’altro da dare, allora, se vuoi avere, devi pagare.
    In questa condizione riversano gli uomini poveri di spirito e incapaci di veri e autentici sentimenti. Individui monchi, irrisolti, figli di un egoismo atavico, e di un inquietante retaggio infantile che, all’essere, hanno anteposto, l’avere e l’apparire. Sono i “berluscones di quest’epoca insensata, corrotti nel più profondo della loro anima, che hanno adottato la menzogna a regola relazionale e della dignità, hanno fatto mercimonio. Sono gli schiavi volontari, delle loro debolezze e dipendenze, che chiamano, libertà, la licenza e, verità, la mistificazione – per progresso, definiscono la catastrofe ambientale e, fedeltà, il servilismo. La contraffazione trasfigura in realtà, e la barbarie etica e morale, in cultura e modernità.
    Violazione e profanazione sono sinonimi di scienza e conoscenza, e l’accanimento terapeutico, di diritto alla vita. Sono i cattolici divorziati, estremi sostenitori e paladini della famiglia, amici di merende del Clero secolare. Rappresentano il più spregevole agglomerato umano di questo paese che, in Silvio Berlusconi, raggiunge il suo culmine. Il professor Mancia, autorevole psicanalista, traccia di lui, in maniera sintetica, un profilo disarmante: “Un uomo piccolo con poco charme, che veste come un manichino di provincia. Ha un linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui la bugia costituisce una pratica relazionale e la sua introiezione proiettiva lo porta ad attribuire agli avversari tutti i suoi difetti, a cominciare dalla menzogna. C’è da augurarsi che senta il bisogno di farsi curare”. Una vera sentenza!!

    Un Primo Ministro che paga i giudici per manipolare le sentenze, le donne per soddisfare i suoi irrefrenabili e morbosi impulsi sessuali, i senatori per ottenere la fiducia al suo governo, i giornali per delegittimare i suoi avversari e ogni cosa che, nella sua mente bacata, immagina possa delegittimare la sua persona e compromettere il suo potere, è l’esempio più degradante, vergognoso e destabilizzante che, una società civile e democratica possa immaginare di meritarsi.
    Oggi, colui, che più di ogni altro, si è macchiato indelebilmente la coscienza, per essere venuto meno agli impegni solennemente assunti e le sbandierate promesse, violando la fede data e mortificando la fiducia dei cittadini, grida al tradimento. Lui, il traditore della patria, traditore fra i traditori sigilla, con l’ennesimo atto di infamia, la sua sconfitta politica, morale e umana.

    Gianni Tirelli

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