TRASPORTI – Matteoli differisce sciopero: 9-10 Regolari treni, metro e bus

TRASPORTI

Matteoli differisce sciopero 9-10
Regolari treni, metro e bus

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La protesta era stata indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Orsa, Faisa e Fast-Confsal. Il provvedimento motivato dall’esigenza di evitare “un pregiudizio grave al diritto di circolazione”

Matteoli differisce sciopero 9-10 Regolari treni, metro e bus

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ROMA – Giovedì e venerdì non ci sarà lo sciopero dei trasporti. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli ha differito infatti ad altra data lo sciopero del personale addetto alle attività del trasporto ferroviario ed ai servizi accessori, programmato dalle 21 del 9 dicembre alle 21 del giorno successivo e del personale addetto al trasporto pubblico locale, programmato dalle 00.01 alle ore 23.59 del 10 dicembre 2010. La protesta era stata indetta dalle segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Orsa, Faisa e Fast-Confsal.

Il provvedimento, si legge in una nota del Dicastero, “si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave e irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito”.

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07 dicembre 2010

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/12/07/news/trasporti_differito_sciopero_9-10_regolari_treni_metro_e_bus-9934406/?rss

Una risposta a “TRASPORTI – Matteoli differisce sciopero: 9-10 Regolari treni, metro e bus”

  1. gianni tirelli dice :

    BERLUSCONI: UN BUON PAGATORE

    Puoi essere l’uomo più ricco e potente del mondo, ma se oltre alla ricchezza e al potere, non hai null’altro da dare, allora, se vuoi avere, devi pagare.
    In questa condizione riversano gli uomini poveri di spirito e incapaci di veri e autentici sentimenti. Individui monchi, irrisolti, figli di un egoismo atavico, e di un inquietante retaggio infantile che, all’essere, hanno anteposto, l’avere e l’apparire. Sono i “berluscones di quest’epoca insensata, corrotti nel più profondo della loro anima, che hanno adottato la menzogna a regola relazionale e della dignità, hanno fatto mercimonio. Sono gli schiavi volontari, delle loro debolezze e dipendenze, che chiamano, libertà, la licenza e, verità, la mistificazione – per progresso, definiscono la catastrofe ambientale e, fedeltà, il servilismo. La contraffazione trasfigura in realtà, e la barbarie etica e morale, in cultura e modernità.
    Violazione e profanazione sono sinonimi di scienza e conoscenza, e l’accanimento terapeutico, di diritto alla vita. Sono i cattolici divorziati, estremi sostenitori e paladini della famiglia, amici di merende del Clero secolare. Rappresentano il più spregevole agglomerato umano di questo paese che, in Silvio Berlusconi, raggiunge il suo culmine. Il professor Mancia, autorevole psicanalista, traccia di lui, in maniera sintetica, un profilo disarmante: “Un uomo piccolo con poco charme, che veste come un manichino di provincia. Ha un linguaggio banale e nega tutto ciò che è evidente. Per lui la bugia costituisce una pratica relazionale e la sua introiezione proiettiva lo porta ad attribuire agli avversari tutti i suoi difetti, a cominciare dalla menzogna. C’è da augurarsi che senta il bisogno di farsi curare”. Una vera sentenza!!

    Un Primo Ministro che paga i giudici per manipolare le sentenze, le donne per soddisfare i suoi irrefrenabili e morbosi impulsi sessuali, i senatori per ottenere la fiducia al suo governo, i giornali per delegittimare i suoi avversari e ogni cosa che, nella sua mente bacata, immagina possa delegittimare la sua persona e compromettere il suo potere, è l’esempio più degradante, vergognoso e destabilizzante che, una società civile e democratica possa immaginare di meritarsi.
    Oggi, colui, che più di ogni altro, si è macchiato indelebilmente la coscienza, per essere venuto meno agli impegni solennemente assunti e le sbandierate promesse, violando la fede data e mortificando la fiducia dei cittadini, grida al tradimento. Lui, il traditore della patria, traditore fra i traditori sigilla, con l’ennesimo atto di infamia, la sua sconfitta politica, morale e umana.

    Gianni Tirelli

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