Archivio | dicembre 9, 2010

SALUTE – Addio amniocentesi: Da Cina test dna feto

Addio amniocentesi: Da Cina test dna feto

.

A simple blood test could detect Down's syndrome and other disorders in developing fetus, reveals a novel research.

fonte immagine

Solo con un test del sangue saranno predette anche le malattie future

.

09 dicembre, 22:04

ROMA – Conoscere, prima del parto, il corredo cromosomico del proprio bambino. Sapere e, di conseguenza, fare le opportune scelte, se una malattia genetica é stata trasmessa al feto. Tutto, senza sottoporsi ad analisi invasive, effettuate con aghi nella pancia per prelievi di liquido amniotico o tessuto coriale ma solo con un test del sangue che separa il Dna materno da quello del figlio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Ci ha lavorato, con successo, un gruppo di ricercatori dell’università di Hong Kong che ha pubblicato il lavoro su Science Translational Medicine.

La tendenza della ricerca scientifica, come dimostra lo studio di Hong Kong, negli ultimi anni è quella di ideare indagini diagnostiche prenatali che facciano dimenticare l’invasività e la pericolosità dell’amniocentesi e della villocentesi (i due test più diffusi per la diagnosi prenatale delle malattie genetiche), che comportano un rischio di aborto o infezione intorno all’1%.

Il metodo ideato dai ricercatori cinesi è stato testato su una coppia ad alto rischio di dare alla luce un bambino con la beta-talassemia, una malattia ereditaria del sangue che provoca anemia, reclutata per la sperimentazione. Successivamente è stata fatta una mappatura del Dna dei genitori, per un confronto successivo con quello del figlio. Poi, partendo dal presupposto che il Dna del bambino è presente in una quantità pari al 10% nel sangue della madre, da un campione di plasma sono stati ‘separati’ i filamenti di Dna di madre e figlio. Una procedura complessa e anche molto costosa che però ha permesso di ricostruire il corredo genetico del nascituro.

Il risultato ha evidenziato che il bambino aveva effettivamente ereditato la mutazione per la beta-talassemia dal padre ed era portatore della malattia. In futuro, i ricercatori auspicano che questo test possa essere impiegato per riconoscere, già dal grembo materno, altre malattie genetiche oltre alla talassemia, come la sindrome di Down, la sindrome di Edwards, la distrofia, l’emofilia e altre patologie derivanti da mutazioni cromosomiche. La previsione ulteriore, seppur apparentemente avveniristica, è che dalla pancia della madre si potranno anche individuare malattie che si manifestano non alla nascita ma nel corso della vita dell’individuo, da adulto, come i tumori o le malattie cardiache.

Allo stesso tempo, i ricercatori cinesi sono consapevoli che questa loro innovativa diagnostica apre la strada ad una serie di interrogativi di tipo etico, oltre che scientifico.

.

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/12/09/visualizza_new.html_1671696613.html

L’AFFARE MORO – Luigi Cipriani, Il caso Pierluigi Ravasio, 8 maggio 1991

L’AFFARE MORO

.

La banda della Magliana – fonte immagine

.

Il pezzo che segue si legga con l’avvertenza che l’impiegato di banca e collaboratore di Panorama di cui si parla è Emanuele Bettini, giornalista e storico, autore di Lo stragismo da Gladio al caso Moro, nel nostro Quel Marx di San Macuto; nonché del volume La repubblica parallela, EDS 1996 ove ulteriori notizie sul caso Ravasio.

.

Luigi Cipriani, Il caso Pierluigi Ravasio, 8 maggio 1991, Relazione alla Commissione stragi.

Ravasio disse che il suo gruppo indagò sul caso Moro e venne a conoscenza del fatto che il rapimento era stato organizzato da una banda di malavitosi che agiva nella zona di Fiumicino, probabilmente la banda della Magliana. Venuti a conoscenza del fatto che Moro era tenuto dai malavitosi e riferito ciò ai superiori, le indagini furono fermate da un ordine proveniente da Andreotti e Cossiga, il loro gruppo sciolto ed i componenti dispersi, i rapporti bruciati

Pierluigi Ravasio di trentatre anni, nato a Mapello in provincia di Bergamo, ex carabiniere paracadutista congedatosi nel 1982, passato alla professione di guardia giurata, sino al 1990 residente in Cremona, attualmente tornato al paese d’origine. Per tradizione di famiglia Ravasio è un templare, come il padre a sua volta ex carabiniere paracadutista aderente alla Rsi. Ravasio si è presentato come un fascista deluso.

Agli inizi del 1987 due guardie giurate dell’Ivri -tra le quali Ravasio- in servizio di fronte alla Cassa di risparmio di Piacenza, filiale di Cremona, iniziarono una discussione con un impiegato della banca riguardante la tematica dei mercenari ed i corpi speciali. Alcuni giorni dopo, Ravasio invitò nella sua abitazione l’impiegato ed in presenza della seconda guardia giurata iniziò a raccontare la propria storia, non senza avere messo in bella evidenza la propria pistola ed un fucile a pompa, che disse essere l’arma che comparirà nelle figure del Manuale del guastatore da lui stesso redatto. Ravasio disse di essersi arruolato nel 1976 nel corpo dei carabinieri paracadutisti di Livorno, di essere entrato nei Gis e di avere partecipato alla repressione della rivolta nel carcere di Trani. Nel 1978, avvicinato da un ufficiale del Sismi, decise di entrare nel servizio e fu assegnato all’ufficio sicurezza interna nella VII sezione dell’ufficio R di Roma. Il tesserino del Sismi in fotocopia mostrato da Ravasio porta la firma di Santovito e Musumeci ed il n.36: che non dovrebbe essere casuale, ma indicare un ordine di importanza (Santovito ha il n.1), il ruolo dell’agente. Musumeci e Belmonte erano i capi dell’ufficio cui Ravasio faceva riferimento, mentre i diretti superiori erano il colonnello Guglielmi (detto papà) ed il colonnello Cenicola. L’ufficio era situato a Forte Braschi mentre la squadra (sei persone) con la quale Ravasio operava era stanziata a Fiumicino. Ravasio mostrò anche fotografie che lo ritraevano in divisa e armato con altri gruppi di corpi speciali (Usa, Germania, Israele), mostrò una foto in tenuta da templare in una cerimonia a Dublino. Ravasio disse di essere in possesso del Nos di grado Cosmic.

Mostrando il manuale da lui firmato, intitolato C.a.g.p.Cenni fondamentali sulle tecniche di sabotaggio ed antisabotaggio, disse di essersi recato diverse volte ad addestrarsi a Cala Griecas (capo Marrangiu) e di avere avuto come istruttori Alfonso (al quale è dedicato il manuale) e Decimo Garau, il primo maresciallo degli alpini, il secondo ufficiale di marina. Disse di far parte di un gruppo di quattrocento persone suddivise in nuclei di sei, il cui compito era di opporsi a sommosse interne da parte della sinistra. Il gruppo era in grado di entrare in clandestinità in poco tempo e di bloccare le comunicazioni isolando intere città e zone del paese. Ravasio disse di avere iniziato il proprio addestramento a Livorno coi paracadutisti e di essere successivamente passato a Cala Griecas ed aggiunse di essere stato addestrato ad azioni di infiltrazione ed a compiere attentati all’estero. Partecipò anche all’addestramento di militari israeliani che attuarono la repressione contro i palestinesi denominata “pace in Galilea”. Ciò avveniva col consenso del Sismi a che Ravasio potesse recarsi in Israele, nei confronti del quale esiste un’antica alleanza coi templari derivante dalla comune difesa del tempio di Salomone.

Il caso Moro

Ravasio disse che il suo gruppo indagò sul caso Moro e venne a conoscenza del fatto che il rapimento era stato organizzato da una banda di ex detenuti e malavitosi che agiva nella zona di Fiumicino, molto probabilmente la banda della Magliana. Venuti a conoscenza del fatto che Moro era tenuto dai malavitosi e riferito ciò ai superiori, le indagini furono fermate da un ordine proveniente da Andreotti e Cossiga, il loro gruppo sciolto ed i componenti dispersi, mentre i rapporti che quotidianamente venivano compilati furono bruciati. Ravasio venne inviato a Ciampino, dove svolgeva compiti di vigilanza sugli aerei della Cai del Sismi.

Ravasio disse anche che Musumeci aveva un infiltrato nelle Br, era uno studente di giurisprudenza dell’università di Roma il cui nome di copertura era Franco, il quale avvertì con una mezzora di anticipo che Moro sarebbe stato rapito. Uno dei superiori diretti di Ravasio, il colonnello Guglielmi -attualmente deceduto- si trovò a passare da pochi metri da via Fani, ma disse di non aver potuto fare niente per intervenire.

Come ricompensa per il rapimento e la gestione del caso Moro, il Sismi consentì alla banda di poter compiere alcune rapine impunemente. Una avvenne nel 1981 all’areoporto di Ciampino, quando i malavitosi travestiti da personale dell’areoporto sottrassero da un aereo una valigetta contenente diamanti provenienti dal Sudafrica. Una seconda avvenne in una banca nei pressi di Montecitorio dove furono aperte molte cassette di sicurezza e da alcune, appartenenti a parlamentari, furono sottratti documenti che interessavano il Sismi.

A seguito di uno screzio avuto col capocentro CS di Milano e pochi mesi prima della scoperta degli elenchi della P2, Ravasio lasciò il Sismi per trasferirsi alla sezione anticrimine di Parma fino al 1982, data di stesura del manuale di cui s’è detto e del suo congedo. Successivamente Ravasio lavorò per un istituto di guardie private, l’Ivri, prima a Brescia e poi a Cremona dove alloggiava, ed ha svolto anche la funzione di istruttore presso il locale tiro a segno.

Come conobbi Ravasio

Nel dicembre 1990 si svolse a Cremona un dibattito sulla vicenda Gladio, alla fine del quale venni avvicinato dall’impiegato di banca al quale, all’inizio del 1987, Ravasio fece le sue confidenze. Egli mi disse che prima dell’esplodere del caso Gladio non aveva dato eccessiva importanza al racconto fattogli, ma che ora riteneva opportuno che io ne venissi a conoscenza nella mia funzione di componente della Commissione parlamentare sulle stragi e mi consegnò una copia del manuale. Incuriosito, chiesi a Ravasio -del quale avevo rintracciato il recapito telefonico- di poterlo incontrare, cosa che avvenne prima del Natale 1990 in un ristorante di Cremona. L’ex agente del Sismi mi disse che non intendeva assolutamente essere coinvolto né dalla Commissione stragi né dalla magistratura e di avere acconsentito ad incontrarmi solo per darmi qualche informazione utile al mio lavoro, stanti le fortissime delusioni avute dalla destra politica e dai servizi segreti; ma che non desiderava io facessi il suo nome. L’incontro si protrasse per circa due ore, durante le quali Ravasio confermò sostanzialmente quanto aveva detto all’impiegato di banca, presente anche nella nuova circostanza.

Che Ravasio e il gruppo cui appartiene avesse deciso di coinvolgere la stampa nelle confessioni è dimostrato dal fatto che l’impiegato di banca è corrispondente da Cremona per il settimanale Panorama, cosa nota a Ravasio e che prima di incontrare me si era incontrato nel novembre 1990 a Cremona con la giornalista Valeria Gandus, dalla quale si era fatto intervistare maneggiando una pistola di grosso calibro di marca israeliana. Successivamente nel proprio appartamento, tra fotografie e fotocopia del tesserino Sismi, Ravasio mostrò un’altra pistola marca Beretta. L’incontro con la Gandus era stato originato dal fatto che su Panorama era uscito un articolo che si rifaceva a quanto raccontato da Ravasio nel 1987, cosa che lo fece infuriare ma non gli impedì di farsi intervistare, salvo minacciare la giornalista se avesse fatto il suo nome.

Ravasio mi disse che in quei giorni aveva visto sui giornali la foto del generale Inzerilli che aveva visto spesso a Cala Griecas come istruttore e che era noto come il signor Paolo. Mi disse che durante il proprio servizio a Ciampino fece servizio di vigilanza sugli aerei della Cai in occasione del viaggio di trasferimento del generale Dalla Chiesa da Roma a Palermo, dopo la nomina di quest’ultimo a prefetto del capoluogo siciliano. Mi disse anche di essere stato stanziato presso il Rus (raggruppamento unità speciali) ex Rud (raggruppamento unità difesa) di Roma, che disponeva anche di un centro di ascolto del Sismi dislocato sull’Aurelia al Km.42,5 allo svincolo per Ladispoli.

Alcune verifiche

Durante la sua audizione in Commissione stragi il generale Cismondi ad una mia domanda ha confermato che Alfonso e Decimo Garau erano istruttori della Gladio a Cala Griecas (capo Marrangiu), rendendo credibile il racconto fatto da Ravasio nel 1987, un periodo non sospetto. D’altro canto, recentemente il senatore Cazora ha confermato al magistrato romano che sta indagando sulle trattative condotte durante il sequestro Moro che si ebbe coscienza del fatto che il presidente della Dc fosse “custodito” dalla banda della Magliana. Del resto numerose volte Cutolo ha alluso al fatto di essere a conoscenza di molti aspetti del sequestro Moro. A tale proposito va ricordato che il suo vice Casillo era in contatto sia con la banda della Magliana, sia col Sismi e col Sisde (vedi caso Cirillo). Anche in questo caso il racconto di Ravasio ha molti elementi di credibilità.

In conclusione va aggiunto che la sera precedente il nostro incontro a Cremona, Ravasio venne fermato dalla Digos ed incriminato per il possesso di due proiettili per arma da guerra. A seguito di una perquisizione nell’abitazione dell’ex guardia giurata ex agente del Sismi, la Digos rinvenne armi (regolarmente denunciate) ed una tuta mimetica. Il prefetto di Cremona è intervenuto ingiungendo a Ravasio di consegnare il porto d’armi e di vendere le armi di cui era in possesso. Ravasio è stato rinviato a giudizio.

.

fonte:  http://www.fondazionecipriani.it/Scritti/ilcaso.html

Iran, ha vinto la diplomazia Sakineh finalmente libera

Iran, ha vinto la diplomazia Sakineh finalmente libera

Iran, ha vinto la diplomazia Sakineh finalmente libera Sakineh

.

Le autorità di Teheran hanno scarcerato la donna iraniana rinchiusa dal 2006 nel braccio della morte dopo una condanna per adulterio. Per salvarla si era mosso mezzo mondo

.

Sakineh è libera. La donna condannata alla lapidazione per adulterio, suo figlio e l’avvocato “sono stati liberati”. E’ quanto riferiscono varie fonti del Comitato Internazionale contro la lapidazione. La sua vicenda ha avuto una vasta eco internazionale grazie alla mobilitazione in vari paesi, Italia compresa.

LA VICENDA La storia di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischiava la lapidazione per adulterio, è iniziata quattro anni fa, quando allora 38enne è stata messa sotto processo. Il figlio e l’avvocato della donna, Sajjad Qaderzadeh e Javid Hutan Kian, sono stati arrestati nell’ottobre scorso dagli agenti dell’intelligence iraniana mentre stavano rilasciando un’intervista a dei giornalisti tedeschi.

IL PLAUSO DI FRATTINI “E’ una bella giornata per i diritti umani”, è stato il primo commento del ministro degli Esteri Franco Frattini alla notizia della liberazione di Sakineh. “Abbiamo appreso con gioia la notizia che il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha dato e che stiamo verificando, per scrupolo, direttamente”, ha detto Frattini. “La liberazione di Sakineh – cui le autorità iraniane sono giunte dopo i diversi appelli del governo italiano e della comunità internazionale – ha detto il ministro – merita il forte plauso e la soddisfazione di tutti”. “L’Iran ha mostrato quel gesto di comprensione e clemenza che auspicavamo e lo ha fatto nell’esercizio delle proprie prerogative di Stato sovrano”, ha continuato il titolare della Farnesina. “Di questo diamo atto, consapevoli che le prospettive di dialogo anche sui diritti umani con l’Iran si possano riaprire con spirito di rinnovata fiducia reciproca”, ha concluso.

.

09 dicembre 2010

fonte:  http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/206182

GIORNALISTI VERI E FASULLI – Scopelliti (Presidente regine Calabria) su Libero attacca il giornalista Musolino. Libero non pubblica la replica

PIENA SOLIDARIETA’ AL GIORNALISTA LUCIO MUSOLINO

solleviamoci

__________________________________________________

Giornalisti, Scopelliti su Libero attacca Musolino. Libero non pubblica la replica

Belprfrtuzzz..,  ‘ominicchio’ e ‘quacquaracqua’

.

di Redazione Il Fatto Quotidiano

.

Pubblichiamo qui di seguito due lettere. Ce le ha inviate Lucio Musolino, il collega calabrese minacciato dalla ‘ndragheta e poi trasferito e licenziato dal suo giornale (Calabria Ora), dopo che alla guida del quotidiano era arrivato Piero Sansonetti. Solo una delle due lettere che leggerete è indirizzata a noi. La prima. La seconda era invece stata inviata a Libero, ma non è mai stata pubblicata.

.

Lucio Musolino, giornalista vero

.

Caro Direttore

domenica 5 dicembre, su Libero, il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti mi ha duramente attaccato. Dopo avermi intentato causa in sede civile per i miei interventi in cui citavo semplicemente i contenuti di un’inchiesta della procura di Reggio Calabria, Scopelliti ha parlato di me in un’intervista rilasciata al giornale diretto da Maurizio Belpietro.

Eccone qualche passo:

Stando a quello che il giornalista calabrese Lucio Musolino ha raccontato un paio di mesi fa da Michele Santoro, lei non sarebbe nemico ma compagno di merende dei boss.

“Per quelle dichiarazioni ho chiesto un risarcimento danni di un milione di euro. Sono tutte falsità che vanno inquadrate in una strategia che mira a stoppare l’azione innovatrice che stiamo portando avanti in Calabria. Io per le cosche rappresento un problema. Adesso chiedo che su questa vicenda sia fatta giustizia. Abbiamo trovato un marciume dappertutto, non solo nella sanità. La connivenza di alcuni politici locali con le cosche è vergognosa”.

Ma lei ha partecipato o no a questo pranzo con un capoclan?

“Non ho mai mangiato neanche un salatino con un mafioso in vita mia. Ho solo partecipato a un pranzo con 250 invitati organizzato da un imprenditore calabrese che festeggiava i suoi cinquant’anni di matrimonio. Io ero seduto a uno dei tanti tavoli con mia moglie e mia figlia. Non sapevo neanche che tra tutta quella gente ci fosse questo boss, l’ho scoperto solo a posteriori”.

Da Annozero?

No. Ma trovo strano che la Rai, e soprattutto un giornalista come Santoro che ha sempre fatto della lotta alla mafia il suo cavallo di battaglia, possa ospitare un giornalista che ha uno zio, fratello del padre, il quale risulta affiliato alla cosca Araniti, del locale di Gallico Catona Sambatello, più volte arrestato per armi, associazione mafiosa, sorvegliato speciale e addirittura evaso dal carcere. Stranamente accanto a Musolino c’era Angela Napoli”.

Sta dicendo che la deputata finiana è collusa con le cosche?

“No, ma mi sembra strano che proprio lei, che dice di sapere tutto della ‘ndrangheta, non sapesse che parentele abbia quel giornalista”.

Sentitomi offeso dalle parole del governatore Scopelliti, secondo il quale io sarei un giornalista quasi da evitare, nella stessa giornata ho scritto una lettera a Libero indirizzandola al direttore Belpietro e alla collega che aveva intervistato il governatore. Ho telefonato alla redazione milanese del quotidiano e mi hanno comunicato che avrebbero trasmesso la replica al direttore e al caporedattore. Lunedì ho richiamato ma nessuno mi ha saputo dire se la mia lettera sarebbe stata pubblicata. Non vedendola tra le pagine di Libero di martedì, ho telefonato nuovamente alla redazione di Milano che mi ha rinviato a quella di Roma. Mi è stato detto che il caporedattore non poteva essere disturbato perché stava scrivendo un articolo. Dopo due ore il segretario della redazione romana mi ha così invitato a richiamare a Milano. Cosa che ho fatto senza però ottenere ancora una risposta sulla pubblicazione. Ho insistito. Ho fatto presente che risponedere a Scopelliti era un mio diritto e che mi sarei rivolto ad altri giornali. “Faccia come crede”, mi è stato detto. Morale della favola: Scopelliti mi ha attaccato e infangato. Ma io su Libero non ho diritto di replica.

Ti giro quindi la lettera che avevo inviato a Belpietro. Ovviamente tutti i nomi e circostanze che vengono citate sono state tratte dall’infomativa del 14 febbraio 2009 del  Ros contenuta nell’inchietsa Meta, documenti che avevo già utilizzato per i miei articoli su CalabriaOra. Spero che la possa pubblicare tu

“Il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti preferisce aggredire anziché chiarire i fatti emersi nell’ambito dell’inchiesta del Ros denominata “Meta” e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. A differenza di Scopelliti che non risponde, io che svolgo un ruolo pubblico, quello di giornalista, sento l’obbligo della trasparenza: in quell’inchiesta viene coinvolto un mio parente. Scopelliti cita la circostanza ma non ne fa il nome. Lo faccio io: si tratta del signor Natale Musolino, fratello di mio padre, quindi mio zio, persona che in vita mia ho visto tre volte e con la quale non ho mai avuto rapporti. Come è noto nella vita tutto si può scegliere tranne che le parentele, ed è in momenti come questo che sento di dovere esprimere gratitudine nei confronti dei miei genitori che hanno fatto crescere me e i miei fratelli nel rispetto della legge tenendoci lontani da certi ambienti e da affetti compromettenti.

Ovviamente saranno i miei avvocati a valutare quali azioni intraprendere rispetto ad accuse di così basso livello. Sempre per amore della trasparenza aggiungo che nei mesi passati mi sono recato negli uffici della Procura distrettuale antimafia e dal Ros per comunicare verbalmente e in modo informale che tra gli indagati dell’inchiesta “Meta” c’era anche questo signore mio parente. Come si vede, io non balbetto di fronte a circostanze che non mi provocano alcun imbarazzo, lo ripeto: si tratta di una parentela piovutami addosso. Il dottore Scopelliti non cita, però,  il boss Cosimo Alvaro, gli imprenditori Barbieri e i numerosi consiglieri comunali che hanno partecipato a quella festa compromettente.

Come mai, il dottor Scopelliti non cita le vicende i consiglieri comunali Michele Marcianò e Manlio Flesca che, stando a un’informativa del Ros, barattavano tessere di Forza Italia e voti in cambio di consulenze e posti di lavoro nelle società miste?

E come mai, il dottor Scopelliti, preferisce non ricordare che nell’indagine viene citato, nel corso di una intercettazione, anche suo fratello Tino come il soggetto che “prende le mazzette” e al quale le imprese edili si devono rivolgere per vincere gli appalti nel Comune di Reggio Calabria?

Infine, il dottor Scopelliti, dovrebbe chiarire i suoi viaggi a Milano dove, all’ombra della Madonnina, si sarebbe incontrato più volte con Paolo Martino, considerato il referente in Lombardia della cosca De Stefano.

Su tutto questo, il governatore della Calabria ha preferito non rispondere limitandosi a ricordare che ha chiesto a me e all’ex direttore di Calabria Ora Paolo Pollichieni un risarcimento danni di un milione di euro per aver riferito del contenuto dell’informativa del Ros durante la trasmissione di “Annozero”.

Quello che a Scopelliti dà fastidio sono i fatti e i giornalisti che non riesce a intimidire o ad allontanare dalle inchieste che lo riguardano”.

Lucio Musolino

.

09 dicembre 2010

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/09/giornalisti-scomodi-scopellitti-su-libero-attacca-musolino-ma-libero-non-pubblica-la-replica/81071/

WIKILEAKS – Putin: «Arresto di Assange, e questa è democrazia?» / Berlusconi ha un modello: “La Russia? Una democrazia encomiabile”

WIKILEAKS

Putin: «Arresto di Assange, e questa è democrazia?»

Il premier russo sulle manette al giornalista australiano: «Atto ipocrita e antidemocratico»

.

 

Il premier russo Vladimir Putin (Reuters)
Il premier russo Vladimir Putin (Reuters)

MILANO – «È questa democrazia? Perché avete arrestato Assange? Da che pulpito viene la predica». Vladimir Putin ha commentato, nel corso di una conferenza stampa a Mosca, l’arresto del fondatore di Wikileaks. Il premier russo ha definito ipocrita e antidemocratico l’arresto di Julian Assange.

LA PALLA AGLI USA – Putin mette in dubbio la correttezza dell’arresto chiedendo: «Se si parla di democrazia, occorre che sia totale. Perché è stato messo Assange in prigione? È questa la democrazia?» ha detto l’uomo forte di Mosca. «Bisogna cominciare a spazzare davanti alla propria porta. Giro la palla ai colleghi americani» ha detto Putin prendendo la parola per rispondere a una domanda rivolta al premier francese François Fillon in una conferenza stampa congiunta. La domanda riguardava i dubbi sulla democrazia in Russia e sulla descrizione di una Russia corrotta e mafiosa contenuti nei documenti diplomatici americani resi pubblici da WikiLeaks. «Pensate che il servizio diplomatico Usa sia una fonte cristallina d’informazioni? Lo pensate davvero?» ha chiesto ancora il premier russo.«Perché Assange è stato nascosto in prigione?» ha chiesto Putin, che ha poi usato una locuzione tipicamente russa «Sapete cosa dicono i nostri contadini: se la mucca di un altro muggisce, è meglio che la tua taccia» per stigmatizzare le critiche occidentali.

.

Redazione online
09 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_09/putin-arresto-assange_0f69930e-03b5-11e0-8ee8-00144f02aabc.shtml

_____________________________________________________________

Berlusconi ha un modello: “La Russia? Una democrazia encomiabile”

fonte immagine

.

Il premier in visita a Jaroslav non rinuncia ad elogiare il gigante euroasiatico: “Lo dico ovunque vado: il loro percorso è ottimo.”

.

di Tommaso Caldarelli

.

Ognuno si sceglie i suoi, di modelli: per Silvio Berlusconi il modello è la Russia. Un modello di democrazia, si intende: lo ha dichiarato oggi, a margine del World Political Forum a Jaroslav, in cui ha potuto, a suo dire, apprezzare, il discorso del suo omologo e grande amico Vladimir Putin, con cui non rinuncia allo scherzo: “Vivremo fino a 120 anni?”, ha chiesto Putin; “si, è l’età dei leader”, ha risposto il Cavaliere. Dal canto suo, Putin dice di aver molto apprezzato il discorso di Berlusconi: “Bello, ma era improvvisato?”, ha chiesto Putin a Berlusconi.

CHE BEL POSTO L’elogio non è di quelli di rito Quello che dico in tutte le sedi internazionali”, dice il premier, “è che il percorso della Russia verso la democrazia è encomiabile”. Passi da gigante, dunque, nel gigante degli Urali, verso uno stato che sia veramente il migliore desiderabile per i suoi cittadini. E non bisogna fraintendere: almeno, Silvio non ha detto che la Russia è una democrazia compiuta, ma che c’è un cammino di avvicinamento verso di essa. Un cammino, appunto, encomiabile.

BUONI ESEMPICosì, se Silvio Berlusconi potesse creare una democrazia da zero, probabilmente sceglierebbe un percorso analogo. Camminando per la strada della modernità, il paese da lui plasmato non si farebbe troppi problemi a ritrovarsi con giornalisti scomodi morti per strada, come Anna Politkovskaja, che era solita attaccare a piena voce il governo dell’amico Putin – non facendosi troppi problemi a richiamare alle sue responsabilità anche Berlusconi; né, restando in tema, troverebbe nulla di strano ad intimidire cronisti che fanno domande in pubblica conferenza stampa (ricorderete, il gesto della mitraglietta). Non ci sarebbe da porsi troppe domande, poi, se il partito al governo, popolato da esponenti degli ex-servizi segreti di una precedente dittatura , ricevesse sistematicamente consensi oltre il 70%: quando si dice, una matura democrazia dell’alternanza. Un paese, poi, con una certa inclinazione nello schierare truppe armate alla frontiera per minacciare stati sovrani confinanti, invadendo regioni contese, o attaccando minoranze etniche che richiedono maggiori diritti e riconoscimento politico. Ultimo, ma certamente non ultimo, episodio che descriverebbe l’encomiabile percorso verso la democrazia, di cui come degli altri non ci sarebbe da preoccuparsi, vede il principale avversario politico del presidente in carica, Gary Kasparov, fermato ed arrestato perchè manifestava in libera piazza contro il governo. Un cammino virtuoso, dicevamo.

.

10 settembre 2010

fonte:  http://www.giornalettismo.com/archives/80926/berlusconi-putin-russia-democrazia/

Rapporto Transparency International – Corruzione, un milione di italiani coinvolti

Transparency International: male i partiti politici e i media

Sondaggio sulla corruzione,
un milione di italiani coinvolti

.

Oltre il 40% degli intervistati non ha fiducia in alcuna istituzione. Si salvano onlus, istruzione e forze dell’ordine

.

.

MILANO – Permessi per le utilities, per pagare meno imposte, per ottenere sconti nelle transazioni immobiliari e doganali. Ma a preoccupare è anche l’indice di corruttibilità riferito al sistema sanitario e a quello giudiziario. In cifre: oltre un milione di italiani (pari al 3,8% della popolazione adulta) ha pagato tangenti o è stata concussa. A riferirlo un rapporto pubblicato da Transparency International che ogni anno elabora un barometro della corruzione globale (Gcb) e che mappa il fenomeno della corruzione in rapporto alla visione che di essa hanno i cittadini.

SCENARIO DEPRIMENTE – Nel capitolo dedicato all’Italia emerge un quadro non proprio idilliaco, che coinvolge diversi settori del vivere associato e penalizza soprattutto la politica (i partiti sono al vertice della corruttibilità nella percezione degli intervistati e di certo le notizie relative al voto di fiducia del prossimo 14 dicembre non hanno influito positivamente). Ma anche i media vengono percepiti come «corrotti» (voto 3,3 su una scala di 5), le imprese (3,7 su 5) e il Parlamento (4 su 5). Bene, invece, le organizzazioni non governative, l’esercito, il sistema dell’educazione e dell’istruzione, la polizia. «E’ la voce della gente – dice Maria Teresa Brassiolo, presidente di Transparency Italia –. Il dato sconfortante è l’aumento della sfiducia: in Italia il 40% delle persone non si fida di nessuna delle istituzioni prese in esame».

TENDENZA IN AUMENTO – A consolarci è il panorama globale: il 60% degli oltre 91.500 persone intervistate in 86 Paesi crede che la corruzione negli ultimi tre anni sia aumentata a livello mondiale. Un fenomeno maggiormente riscontrato in Europa e Nordamerica (rispettivamente il 73% e il 67% degli intervistati percepisce una crescita della corruzione) e che in termini assoluti fa quasi impressione: una persona su quattro, si legge nel rapporto, ha ammesso di aver pagato una tangente per ottenere un servizio nella sanità, nell’istruzione, nel fisco. Con buona pace della presunta superiorità morale occidentale.

.

Fabio Savelli
09 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/economia/10_dicembre_09/corruzione-italia_2f30398c-03a0-11e0-8ee8-00144f02aabc.shtml

SALTI DELLA QUAGLIA – Razzi dell’Idv: “Caro Tonino non sono Pietro Micca, non lancio la stampella”. Povera Italia..

Razzi dell’Idv: “Caro Tonino non sono Pietro Micca, non lancio la stampella”

Povera Italia..

.

Enrico Toti, foto storica

‘Dov’è quel Razzi, che lo meno..

.

Il Razzi in questione scrive a Tonino dicendosi deluso perché «da te, caro Antonio, ho ricevuto solo mortificazioni». E ancora: «Ho sopportato la tua indifferenza ai miei sforzi di essere all’altezza, le mortificazioni e le offese più o meno esplicite sul mio conto»; poi aggiunge riferendosi agli anni di militanza accanto a Di Pietro: «hanno rappresentato solo sofferenze e mia moglie ne sa qualcosa per essersi ammalata a causa delle mortificazioni procuratemi dal tuo comportamento». Infine, per chiudere, un’autentica perla: «Caro Antonio, non sono Pietro Micca. Non sono quello che lancia la stampella contro il nemico e decide di soccombere».

Capisco come uno che di cognome fa Razzi sia troppo ‘moderno’ per essere addentro alle storie sabaude, però arrivare a confondere Pietro Micca con Enrico Toti ce ne vuole. Il deputato-quaglia non sembra soltanto  molto poco ferrato in storia ma anche politicamente piuttosto inconsistente. Il salto di schieramento gli avrà fruttato bei soldini per curare la moglie depressa dai lunghi anni di ‘sfruttamento’ del marito nei ranghi dell’Idv, ma oltre a ciò può sperare in null’altro. Anzi no, che nei ranghi della Pdl non finisca uccellato, come è molto probabile che accada.

mauro

.

fonte: in proprio

GRAN BRETAGNA – Università, studenti assediano i Comuni. Tre agenti e un giovane feriti negli scontri

GRAN BRETAGNA

Rotten Fruit: London scene of massive student fury

RussiaToday | 09 dicembre 2010

London is the scene of mass demonstrations by thousands of students and trade unionists. It’s their final attempt to block the raising of tuition fees, with just several hours left before the British government votes on the plan. It’s the latest in a string of rallies against sweeping austerity measures and budget cuts across Europe. RT’s Laura Emmett reports from London.
RT on Facebook: http://www.facebook.com/RTnews
RT on Twitter: http://twitter.com/RT_com

Università, studenti assediano i Comuni
Tre agenti e un giovane feriti negli scontri

.

Mentre i deputati esaminano il disegno di legge che triplica le tasse universitarie, i manifestanti sfondano il cordone sanitario eretto dalla polizia ed entrano in Parliament Square, tra cariche degli agenti a cavallo, lancio di bottiglie, scoppio di petardi

Università, studenti assediano i Comuni  Tre agenti e un giovane feriti negli scontri

.

LONDRA – Il giorno del voto in Parlamento sul disegno di legge che triplica le tasse universitarie, un mese dopo l’inizio della protesta 1, oltre 20mila persone tra studenti, genitori e attivisti inglesi stringono d’assedio la Camera dei Comuni a Londra. Ed è scontro con la polizia. I media riferiscono di tre agenti feriti in modo grave, aggiungendo che tre manifestanti sono stati arrestati. Ma vi sarebbe anche uno studente contuso: la Bbc ha mostrato le immagini di un dimostrante portato via dalla polizia, ferito alla testa.

Sempre la tv di Stato riferisce che un poliziotto ha riportato una grave ferita al collo dopo essere stato centrato da un pugno mentre era incosciente. SkyNews ha mostrato le immagini di un agente adagiato su una barella. In base a una prima ricostruzione della Press Association, si è ferito in modo grave cadendo da cavallo durante una carica.

Gli scontri tra giovani e polizia sono scoppiati quando una parte dei manifestanti ha abbattuto le transenne di metallo con cui le forze dell’ordine avevano eretto un cordone sanitario attorno a Parliament Square e si è diretta verso la Camera dei Comuni, lanciando fumogeni e vernice. Alcuni studenti si sono arrampicati sulla statua di Winston Churchill coprendola di graffiti. A quel punto sono iniziate le cariche della polizia a cavallo.

Mentre gli scontri continuano, in Piazza del Parlamento sono arrivate “gabbie” di contenimento della manifestazione “a causa del livello di violenza che devono fronteggiare i nostri agenti”, ha detto un portavoce della polizia. Il cronista della Bbc che segue la manifestazione riferisce di ripetute intimidazioni da parte degli studenti all’indirizzo dei poliziotti, con oggetti lanciati contro gli agenti a cavallo e scoppio di petardi scoppiati.

I manifestanti stringono d’assedio la Camera dei Comuni, difesa dalla polizia in assetto anti-sommossa, mentre all’interno i deputati esaminano il disegno di legge che prevede tasse universitarie triplicate: da 3mila a 9mila sterline annue, le più alte d’Europa per l’istruzione superiore.

Contestato per le strade dagli studenti inferociti, il provvedimento sta mettendo a repentaglio la tenuta della maggioranza in Parlamento. Spaccati i lib-dem: alcuni deputati, oltre una decina secondo la Bbc, hanno preannunciato voto contrario, tra cui Simon Hughes, numero due del partito. Annunciando che al momento del voto si asterrà o addirittura voterà contro il governo, Hughes ha spiegato che “un aumento delle rette di questa portata rischia di diventare un grande ostacolo per i più giovani che vogliono un’educazione universitaria”.

Anche il movimento giovanile del partito ha cercato fino alla fine di convincere i deputati lib-dem a votare contro l’aumento delle tasse. Ma il numero uno dei lib-dem, il vicepremier Nick Clegg, tra i principali bersagli della protesta studentesca, ha garantito che tutti i suoi ministri voteranno a favore.

Vince Cable, ministro liberaldemocratico alle Attività Produttive con delega all’Università, motiva la riforma con la necessità di “mantenere l’alta qualità delle università sul lungo periodo, ridurre il deficit e introdurre un sistema di finanziamento progressivo basato sul reddito delle persone”.

Contro l’aumento delle tasse si schiera il partito laburista. Il ministro ombra all’Economia, John Denham, accusa il governo di incoerenza. Dopo una serie di gravi “tagli alle università e ad altri servizi pubblici – dice – ora se ne vuole far pagare il prezzo agli studenti”. Drastica la posizione del presidente del Nus (il sindacato nazionale studenti) Aaron Porter”: se passeranno gli aumenti “quelle britanniche diventeranno le università pubbliche più care al mondo”.

.

09 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2010/12/09/news/gb_universit_scontri_grave_poliziotto-10007786/?rss

MALTEMPO: DA LUNEDI’ ONDATA DI GELO SULL’ITALIA

IMPORTANTE – Per rispetto del del sito autore dell’articolo abbiamo mantenuto la formattazione originale che comprende parole linkate che conducono all’apertura di altre pagine. Perciò ogni forma di pubblicità diretta o indiretta presente nel post NON è dovuta a Solleviamoci.

___________________________________________

MALTEMPO: DA LUNEDI’ ONDATA DI GELO SULL’ITALIA

fonte immagine

.

(ASCA) – Monza, 9 dic – ”Da lunedi’ una sciabolata direttamente dalla Russia dilaghera’ verso ovest colpendo quasi tutta la Penisola. E quando le correnti vengono da Est, l’Italia rischia di battere veramente i denti”. Questa la previsione del centro 3Bmeteo.com.

Il gelo che paralizzera’ buona parte dell’Europa, dicono, non risparmiera’ l’Italia tra il 13 e il 20 Dicembre. ”A partire da lunedi’ infatti il grande freddo si portera’ verso le nostre regioni” afferma Francesco Nucera di 3Bmeteo.com.

Le temperature – continua Nucera – subiranno un vertiginoso tracollo termico ovunque, anche di 10/12 gradi in meno rispetto a quelli attuali”.

Gli esperti di 3bmeteo hanno segnalato qualche valore che si raggiungera’ durante la prossima settimana: -8* a Bolzano e Aosta, -6* a Milano e Torino, -5* a Firenze, Venezia, -2* a Roma. Si potrebbero sfiorare punte di -30* a Livigno e sull’altipiano di Asiago.

Secondo gli esperti, la neve potrebbe addirittura presentarsi in pianura, specie tra Romagna ed Abruzzo. Neve possibile a Teramo, Macerata, Ascoli, Urbino e Chieti.

Fiocchi anche su Ancona, Pescara e Rimini. Al Nord inizialmente fara’ molto freddo ma il tempo risultera’ piu’ asciutto. In una seconda fase, verso il 20 Dicembre, le correnti piu’ miti che scorreranno sul cuscinetto gelido, potrebbero riproporre abbondanti nevicate sino in pianura.

”Il perpetuarsi di queste configurazioni, tipiche degli anni 70, ampiamente previste da noi nei mesi addietro – continua Nucera – sarebbe causato da una bassa attivita’ del sole e dalle anomalie di temperatura dell’Oceano. Tutto questo porterebbe a maggiori incursioni gelide verso l’Europa, entro configurazioni meteorologiche stazionarie e definite in gergo tecnico di blocco”.

res/rus/rob

.Agenzia, Asca, Stampa, Informazione, Giornalismo, Italia, Quotidiana, Notizie, Attualità, Attualita', Cronaca,  Economia, Sport, Spettacolo, politica, Esteri, Società, Societa', Borsa, Cambi, Lotto, Finanza

 

fonte:  http://www.asca.it/news-MALTEMPO__DA_LUNEDI__ONDATA_DI_GELO_SULL_ITALIA-973388-ORA-.html

Scoperto il gene che causa la Sla

Scoperto il gene che causa la Sla
https://i1.wp.com/www.lastampa.it/multimedia/scienze_tecnologie/33177_album/SLA.jpg

.

di Marco Accossato

.

Grazie a uno studio italo-americano cominciano a ricomporsi le tessere del puzzle della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). È stato scoperto un gene che suggerisce per la prima volta uno dei meccanismi alla base di questa malattia che uccide i neuroni del movimento e condanna alla paralisi: i neuroni si intossicano perchè si inceppa il processo di smaltimento dei rifiuti cellulari. Uno degli autori della ricerca è Adriano Chiò del Centro SLA del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino e Ospedale Molinette.

.

SERVIZIO di MARCO ACCOSSATO e PAOLO LAURI (AGB)
______________________________________________________


AUDIO
Scoperto il gene che causa la Sla Marco Accossato

______________________________________________________

09 dicembre 2010

fonte:  http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=29&IDalbum=33177&tipo=AUDIO