Archivio | dicembre 14, 2010

Napoli, auto e moto: uno su tre circola senza polizza assicurativa / Rc auto tra supertariffe, frodi e ritardi. E al Sud spunta la “pulizia geografica”

Napoli, auto e moto: uno su tre
circola senza polizza assicurativa

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di Marisa La Penna
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NAPOLI (14 dicembre) – Un nuovo record negativo per Napoli: tra i veicoli in circolazione – auto e scooter – uno su tre non è coperto da polizza assicurativa. Si tratta di qualcosa come quattro milioni e 500mila mezzi privati. Il dato, che emerge da una ricerca Isvap, colloca la città e l’intera regione ai vertici dell’evasione e incrocia due fenomeni: da una parte il caro-polizze, che induce tanti a non stipulare l’assicurazione, dall’altra quello delle truffe alle compagnie: in questo campo, Napoli e la Campania si piazzano a un ulteriore deplorevole primo posto. Inoltre, i falsi incidenti risultano aumentati dell’8%, cioè di sei punti in più rispetto alla media nazionale. Il tutto alimenta un giro di affari illegali che ammonta a una cifra pari a 106 milioni di euro. Ma il Codice della strada parla chiaro: chi circola senza assicurazione rischia multe fino a 2300 euro.

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fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=130649&sez=NAPOLI

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Rc auto tra supertariffe, frodi e ritardi
E al Sud spunta la “pulizia geografica”

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Prezzi delle polizze troppo alti, speculazioni sugli indennizzi, mancati risarcimenti: ne hanno parlato le associazioni dei consumatori e l’organismo di controllo Isvap. Scoppia il caso della disdette programmate nel Meridione da parte di Assitalia, che replica: “Gravi fenomeni fraudolenti”

Rc auto tra supertariffe, frodi e ritardi E al Sud spunta la "pulizia geografica"

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di MONICA RUBINO
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CONSUMATORI all’attacco contro il caro-Rc auto. Frodi in aumento, speculazioni sugli indennizzi, riforme non completate, norme sul risarcimento diretto aggirate, garanzie ridotte. In una parola: servizio insoddisfacente. Tutti aspetti che tendono a mantenere elevati i costi di una copertura che è obbligatoria per legge. Di tutto questo se ne è parlato questa mattina nell’incontro tra le associazioni dei consumatori e l’Isvap, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, con lo scopo di discutere le proposte da portare al tavolo del Governo e sollecitare l’Ania, l’associazione di categoria delle compagnie, a un comportamento “più responsabile”.

Tra le proposte accolte dall’Isvap c’è la rimodulazione del bonus-malus. Il sistema delle compensazioni forfettarie sta comportando infatti aspetti speculativi da parte delle compagnie che si ripercuotono in aumenti delle polizze per gli assicurati. L’Istituto per la vigilanza si è impegnato, inoltre, a salvaguardare la riforma del risarcimento diretto, avvenuta nel 2007, e a limitare il fenomeno della compravendita dei sinistri (tramite il meccanismo della cessione del credito a carrozzieri o studi legali di infortunistica stradale). Ma la richiesta più forte dei consumatori è quella di intervenire sulle tariffe. Secondo l’Ania affrontando le criticità nel settore dell’Rc auto i prezzi potrebbero ridursi del 38%.

“L’assicurazione Rc auto è uno dei servizi più cari per la famiglia e in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna costa la metà – sottolinea Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum -. Nella maggior parte dei casi è un’intera mensilità che passa dal bilancio familiare alle Compagnie assicurative e non è tollerabile che le tariffe aumentino di 2-3 volte oltre il tasso di inflazione”. Dal 1994 ad oggi, infatti, secondo dati Altroconsumo, le polizze auto hanno registrato una crescita addirittura del 173%, e il 18% in più rispetto allo scorso anno. Il caro-tariffe delle polizze assicurative italiane è sostenuto in larga misura dal peso dell’imposizione fiscale. Tasse che variano dal 12 al 25% per singola voce, che sono tra le più alte d’Europa e che difficilmente possono essere sostenute dalle famiglie. A questi problemi, di per sé già gravosi, si aggiunge quello che Adiconsum definisce il “disimpegno delle compagnie assicurative nel Sud del Paese”. Nel Meridione, infatti, aumentano i sinistri con i non assicurati. Solo l’area campana detiene quasi la metà di questi incidenti. Un tagliando falso per un neopatentato costa 100 euro contro tariffe che variano dai 2.500 fino ai 5mila euro per una polizza “regolare” (guarda la tabella 1). E a pagare tutto questo sono gli assicurati onesti che finanziano il Fondo di garanzia per le vittime della strada che copre le spese degli incidenti causati dai chi non si assicura.

Lo scoop del Salvagente. Proprio sul fenomeno di abbandono pilotato del Sud , il Salvagente ha scoperto un caso di sistematica “pulizia geografica” da parte di Ina Assitalia. Il settimanale dei consumatori è entrato in possesso di una circolare interna inviata lo scorso 2 agosto dalla Direzione generale della società (leggi il documento originale 2) in cui viene spiegato che siccome il guadagno degli ultimi anni si è troppo ridotto, a partire da ottobre 2010 nelle agenzie campane, pugliesi e calabresi con profitti inferiori al 30% deve iniziare una campagna di disdette dei contratti assolutamente svincolata dai curricula degli automobilisti assicurati. Così da qualche settimana, nelle tre regioni poco redditizie, Campania, Puglia e Calabria, anche gli automobilisti che non hanno mai provocato incidenti si sono ritrovati da un giorno all’altro senza copertura assicurativa. Il meccanismo è semplice: si disdetta una polizza e alla richiesta di rinnovo si chiede il doppio, e se non basta, il triplo, scoraggiando l’acquisto dell’Rc auto da parte dell’ex assicurato.

A Napoli, leggiamo in anteprima sul Salvagente, le indicazioni della compagnia sono state ancora più dure: nel capoluogo partenopeo l’Ina sta per disdire i contratti di quasi tutti i suoi clienti. Le due macroagenzie, Napoli Sud e Napoli Nord, infatti, devono applicare le direttive più severe e alla fine dell’operazione coinvolgeranno circa metà dei clienti Ina Assitalia. Chi è stato cacciato è andato su tutte le furie e ha immediatamente organizzato la protesta anche su Facebook e su vari blog. Ma c’è di più. Nelle agenzie in cui il rapporto sinistri-premi supera il 100%, dove cioè la compagnia è in perdita, la pulizia è totale. Solo un paio di settimane fa, ricorda il settimanale, anche il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, in un’audizione al Senato aveva denunciato il fenomeno segnalando che al Sud si sta registrando un vero e proprio “abbandono di intere aree del paese da parte di compagnie di primo piano, che sembrano proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre”.

Adiconsum annuncia un esposto. Di fronte a questo caso, che i giornalisti del Salvagente hanno denunciato in diretta durante l’incontro con l’Isvap, l’Adiconsum ha annunciato che presenterà all’Antitrust un esposto contro Ina Assitalia: “Tale comportamento – afferma l’associazione dei consumatori – deve essere configurato nello stesso reato che viene contestato al cittadino quando specula su un sinistro: frode. A questi comportamenti deve seguire la sospensione dell’autorizzazione ad esercitare il ramo Rc auto in tutta Italia e l’attivazione dell’Agenzia Antifrode in approvazione in Parlamento”. Dal canto suo l’Isvap aprirà un fascicolo per fare luce sulla vicenda e applicare eventuali sanzioni.

Precisazione Assitalia. Ina Assitalia precisa che la circolare interna citata sull’Rc Auto “si incentra sulla redditività dei portafogli e non sulle zone geografiche”.

“Piuttosto non si può tacere l’esistenza di gravi fenomeni fraudolenti nel  mondo assicurativo che emergono con particolare intensità in alcune aree del Paese, e che distorcono in modo significativo l’andamento della gestione assicurativa. La compagnia è impegnata con significativi investimenti in risorse umane e investimenti  per contenere questi fenomeni, nell’interesse sia degli assicurati e sia degli azionisti  risparmiatori, e nel limite nel corretto rapporto di mutualità per cui gli assicurati onesti non possono subire senza limiti le distorsioni causate dagli assicurati che onesti non sono”.

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20 dicembre 2010

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2010/10/20/news/rc_auto_consumatori_all_attacco_adiconsum_esposto_contro_assitalia-8256700/

Tragico sbarco di clandestini nel Salento: Un curdo morto, altri nove feriti

Tragico sbarco di clandestini nel Salento
Un curdo morto, altri nove feriti

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LECCE (14 dicembre) – Tragico sbarco di clandestini sulla costa salentina. Un curdo è morto, altri nove sono feriti o particolarmente provati dal freddo. Lo sbarco è avvenuto nella notte a Gagliano del Capo e ha coinvolto 29 persone. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Tricase e Casarano.

Gli immigrati, che erano su un gommone, sono stati fatti scendere in acqua dagli scafisti, in una zona a ridosso della costa in località Ciolo. Hanno dovuto quindi raggiungere la scogliera, nonostante le pessime condizioni del mare e la temperatura rigida. Altri nove compagni di viaggio del curdo defunto hanno subìto lievi ferite e sono stati condotti in ambulanza nell’ospedale di Tricase. Dello sbarco si sono accorte pattuglie di polizia e carabinieri dopo aver visto per strada, bagnati ed infreddoliti, gli immigrati, 19 dei quali sono stati condotti nel centro di prima accoglienza di Otranto.

La vittima è un curdo di 30 anni che aveva ancora con sè il foglio di via emesso dalla Grecia. L’uomo è morto sul colpo per una frattura alla base del cranio. Stando a quanto hanno accertato la polizia municipale e la capitaneria di porto, il giovane si trovava a prua dell’imbarcazione quando la chiglia della barca ha urtato contro gli scogli spingendo contro la scogliera il trentenne, che ha urtato violentemente il capo. Il giovane è morto sul colpo: i compagni di viaggio e gli scafisti hanno deciso di abbandonare il suo corpo su uno scoglio, da dove è stato poi recuperato dagli uomini del soccorso alpino e speleologico della Puglia che erano nella zona per un’esercitazione. Abbandonato il cadavere, gli scafisti hanno fatto scendere in mare, a circa 100 metri di distanza dal luogo dell’incidente, gli altri immigrati a bordo. Questi sono rimasti per alcune ore sulla spiaggia dove, per riscaldarsi, hanno dato fuoco ai dizionari di arabo-inglese con avevano con sè.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=130725&sez=HOME_INITALIA

ROMA – Parentopoli, carabinieri nella sede Atac. Alemanno: «La questione è politica»

Parentopoli, carabinieri nella sede Atac
Alemanno: «La questione è politica»

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Interrogazione dell’Idv in parlamento. E gli assunti per chiamata diretta ora temono di essere licenziati

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ROMA – I carabinieri nella sede Atac di via Prenestina: hanno preso l’elenco degli assunti negli ultimi sei anni, i requisiti chiesti dall’azienda e il curriculum di quelli che hanno trovato lavoro. L’inchiesta su Parentopoli, dunque, entra nel vivo: e adesso, a tremare — oltre ai politici coinvolti — sono quelle persone collegate al potere ed entrate in azienda per chiamata diretta. L’ex ad Bertucci sposa la linea di Alemanno: «È giusto che chi è stato assunto illegalmente lasci il posto».

Una vicenda che, ogni giorno, si arricchisce di nuovi particolari. L’ultima è di ieri: il video «Marco Bertucci consegna i voti di Guidonia a Mario Brozzi » su Youtube non c’è più. Cancellato. Ma la questione, trattata ieri dal Corriere, arriverà presto in Parlamento. L’Italia dei Valori chiama in causa il ministro degli Interni, Roberto Maroni: «Con tanto di video Bertucci junior, in occasione della festa in piazza per la vittoria della Polverini, consegna i voti di Guidonia a Mario Brozzi. Presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiarire se questi sono configurabili come voti di scambio: le coincidenze sono tali da poter ipotizzare che siano gli stessi voti scambiati con i posti in Atac. Stessa regia, stessi personaggi», afferma il senatore Stefano Pedica. «Le chiamate dirette – spiega – sono le cambiali in bianco da pagare ad un elettorato che ha espresso la propria preferenza non per gradimento del programma presentato ma in vista di un posto di lavoro in una delle municipalizzate romane».

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è sicuro di una cosa: «Non si è trattato di fuoco amico». E sembra perplesso sulla possibilità di far pagare agli assessori lo scandalo: «Stiamo riflettendo ma la questione è politica. Se la magistratura accerterà responsabilità è una cosa, ma se queste non dovessero emergere allora si tratterebbe solo di trovare capri espiatori». Ieri in Comune se n’è parlato in un vertice con i responsabili Pdl. I sindacati di base denunciano: «139 autisti già selezionati non sono stati assunti per scadenza dei termini…».

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Al. Cap. E. Men.
14 dicembre 2010

fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_dicembre_14/parentopoli-carabinieri-atac-18169774721.shtml

USA – La Fed lascia i tassi invariati: “La ripresa non crea nuovo lavoro”

USA

La Fed lascia i tassi invariati
“La ripresa non crea nuovo lavoro”

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L’analisi: la crescita dell’economia americana rimane debole. Le famiglie non spendono per via della disoccupazione e dei salari bassi, le imprese non investono, il settore immobiliare rimane depresso. Il piano di acquisto di titoli di stato a lungo termine da 600 miliardi di dollari si concluderà entro la fine del secondo trimestre del 2011

La Fed lascia i tassi invariati  "La ripresa non crea nuovo lavoro"  Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke

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WASHINGTON – La Federal Reserve, come atteso da analisti e mercati, ha lasciato invariato il tasso di riferimento Fed Funds tra lo 0 e lo 0,25% al termine del meeting di un giorno del Fomc, il suo braccio operativo di politica monetaria. Nel commentare la decisione odierna, la Fed ha rilevato come ci siano miglioramenti nell’economia, la ripresa prosegue, ma ad un ritmo insufficiente per abbattere la disoccupazione.

“La spesa delle famiglie – si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione – sta salendo a ritmo moderato, ma rimane limitata per via dell’eccessiva disoccupazione, del modesto aumento dei salari, della riduzione del valore delle abitazioni e della stretta creditizia”. Limitati ancora gli investimenti delle imprese, il settore immobiliare rimane “depresso”, anche se le aspettative d’inflazione rimangono stabili.

Il Fomc della Federal Reserve ha deciso pertanto di proseguire con una politica monetaria espansiva attraverso l’acquisto di obbligazioni per rafforzare la ripresa dell’economia Usa. Il Fomc afferma inoltre che continuerà a monitorare gli sviluppi del quadro economico-finanziario e che utilizzerà, quando necessario, gli strumenti a sua disposizione per sostenere la ripresa economica e assicurare che l’inflazione, nel tempo, si mantenga a livelli coerenti con il suo mandato. Confermato infine che il piano di acquisto di titoli di stato a lungo termine da 600 miliardi di dollari si concluderà entro la fine del secondo trimestre del 2011.

Le attuali condizioni dell’economia statunitense dovrebbero garantire la permanenza dei tassi di interesse ad un livello eccezionalmente basso per ancora altro tempo, si legge ancora nel comunicato della Federal Reserve. Il costo del denaro dovrebbe continuare a restare vicino allo zero, spiega il Fomc, per via del modesto livello di utilizzo delle risorse e della bassa inflazione.

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14 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2010/12/14/news/la_fed_lascia_i_tassi_invariati-10207129/?rss

Un OVO pieno di sapere: La prima enciclopedia video online. Gratis

14 dicembre 2010

Un OVO pieno di sapere

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Nasce la prima enciclopedia video: la conoscenza per tutti fatta di creatività e autorevolezza delle fonti. Da oggi gratis sul web

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E’ da oggi online il sito www.ovo.com. Dalla storia alla scienza, dall’arte alla cultura: immagini in movimento per raccontare in tre minuti tutto quello che fino ad oggi abbiamo dovuto leggere. Ovo è un’enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un’esperienza di grande impatto che può interessare un pubblico di qualsiasi età. Dal bambino delle scuole elementari all’adulto che vuole velocemente ripassare alcune nozioni dimenticate. I testi delle videoclip sono basati sulla enciclopedia Treccani che ne approva i contenuti. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento e presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità. Su http://www.ovo.com infatti ogni video viene proposto a commento di una notizia che cambia ad intervalli regolari determinando un nuovo video correlato. In questo modo un utente partendo da un fatto di attualità, può iniziare un viaggio del tutto personale nel mondo di OVO.Multicanalità, condivisione e diffusione sono le caratteristiche principali dell’enciclopedia OVO. Ogni video rappresenta una porta di accesso ad una serie di contenuti aggiuntivi. Cliccando su un’apposita icona, il video ruota e nel retro si possono comprare libri, CD e DVD legati allo specifico contenuto del video oppure sapere cosa dice Treccani sul particolare argomento. I contenuti di OVO sono divisi in tre categorie tematiche: OVObio, le biografie degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia; OVOpedia, l’insieme delle clip che sintetizzano il sapere enciclopedico, dalle scoperte scientifiche all’anatomia, all’arte, lo sport, la botanica, gli eventi storici e molto altro ancora; OVOpolis, ovvero tutto ciò che è necessario sapere per comprendere le strutture che l’uomo ha costruito per gestire le proprie relazioni, quindi l’economia, la legge, le organizzazioni e la politica.OVO è pensato anche per l’integrazione in altre piattaforme media. Grazie ai widget di OVO tutti i video sono messi a disposizione anche ai publisher, ai blog, ai portali generalisti e a tutti i siti in generale, raggiungendo così simultaneamente un larghissimo pubblico.Grazie alla facilità di diffusione su più piattaforme OVO è anche un utile strumento di pianificazione pubblicitaria. Un Brand può scegliere a quale video essere associato secondo una logica di affinità alla propria identity e pianificare una campagna marketing raggiungendo il proprio target di riferimento in ogni piattaforma media su cui OVO è distribuito.OVO è un progetto italiano e indipendente il cui obiettivo è diffondere il sapere nel mondo digitale attraverso video di altissima qualità.

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fonte:  http://cinema.ilsole24ore.com/film-brevi/2010-12-14/pieno-sapere-00017723.php


Berlusconi, non escludo crisi pilotata

https://i0.wp.com/www.ansa.it/webimages/upload/news_430/2010/12/14/1292338841325_6f315166352e84f1c9e2a9366b9beb3a.jpg

Berlusconi, non escludo crisi pilotata

Berlusconi sale al Colle. Bossi: nessun veto della Lega all’Udc

14 dicembre, 21:13
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di Francesca Chiri

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ROMA – Giornata al cardiopalma per i firmatari della sfiducia al governo Berlusconi che vedono fallire il progetto antiberlusconiano grazie soprattutto a tre voti inaspettati. Il pallottoliere che per settimane aveva registrato il sali-scendi della vittoria del fronte della sfiducia, infatti, alla fine ha messo in chiaro numeri diversi da quelli previsti e gli ”indecisi” hanno fatto volgere in positivo le sorti del governo in carica. La linea dei 317 deputati che aveva apposto la firma in calce alle due mozioni di sfiducia al governo si e’ alla fine dei conti assottigliata di 6 voti e i ‘traditori’ si distribuiscono equamente tra i firmatari dei due documenti, 3 nel centrosinistra e 3 tra i finiani. Il presidente della Camera, nonostante gli estremi tentativi della vigilia, non e’ riuscito a convincere 3 delle 6 colombe futuriste: Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Silvano Moffa. I tre transfughi dal centrosinistra – Razzi, Calearo e Scilipoti – si erano invece ‘dichiarati’ gia’ nei giorni scorsi, anche se ben due di loro fino questa mattina non avevano ancora sciolto le riserve. Cosi’ come non le aveva sciolte Paolo Guzzanti. Ma e’ stato proprio il voto a sorpresa dei finiani che ha cambiato le carte in tavola, dopo che questa mattina i sostenitori della linea della sfiducia avevano tirato un sospiro di sollievo alla vista delle tre deputate incinta, la cui presenza in Aula non era affatto assicurata dalle loro condizioni di salute e da una nascita imminente. Giulia Bongiorno e’ stata condotta in aula in sedia a rotelle, Giulia Cosenza e’ arrivata a Montecitorio in ambulanza e Federica Mogherini si e’ presentata nonostante sia appena scaduto il tempo per la nascita di sua figlia Marta. Grazie a loro il fronte della sfiducia riguadagna sulla carta quota 313, la differenza, si crede, la faranno gli indecisi. Tra questi, c’e’ Guzzanti che arriva a Montecitorio ma non lascia trapelare nulla: la mia posizione, annuncia, la conoscerete solo alle dichiarazioni di voto. Poco dopo, tuttavia, annuncia di voler lasciare il Pli che ieri gli aveva indicato di votare contro il governo: sembrerebbe un no alla sfiducia e invece poi vota Si’. Alle dichiarazioni di voto, intanto, confermano la loro posizione di astensione i due deputati della Svp; Nucara e Grassano la fiducia, i Libdem e Mpa la sfiducia. Il premier arriva dicendosi ”fiducioso”; in Aula Franceschini tenta in extremis di convincere Cesario e Scilipoti, sostenuto fuori dal Palazzo da un gruppo di manifestanti che gli avversari sostengono essere extracomunitari pagati per questo. Alla Camera l’ex deputato dell’Idv annuncia intanto il suo voto ”a favore del paese”, ma poi risulta assente alla prima chiamata, cosi’ come Massimo Calearo. Alla fine, pero’, i due votano per il governo, cosi’ come Bruno Cesario. Ma e’ quando inizia la chiama per la votazione che inizia il balletto: la Siliquini e’ in Aula ma Moffa no. La prima dichiara il suo, temuto, No alla sfiducia. Iniziano le votazioni: Antonio Gaglione, eletto con il Pd ma passato a Noi Sud, non risponde alle chiamate al voto. Ma il colpo di scena e’ quello di Moffa: non risponde alla prima chiama ma poi annuncia, voto sfiducia se Bocchino si dimette. La colomba Fli viene avvicinata prima dal premier poi da un drappello di deputati Pdl che cercano di convincerlo a votare la fiducia. Alla fine, pero’, Moffa esce dall’Aula senza votare. Ancora piu’ clamoroso, invece, il caso Polidori. La finiana vota no alla fiducia e si scatena la bufera: volano ingiurie contro la deputata e si scatena una rissa con i parlamentari della Lega che arrivano quasi alle mani. La parlamentare esce dall’Aula ‘scortata’ da Maurizio Lupi fino alla sala del governo dopo si trova il premier. Per Gianfranco Fini e’ il segno della sconfitta: si allontana dall’Aula e, dopo un anno di astinenza dalle bionde, si fuma una sigaretta. Dopo una manciata di minuti il verdetto: la sfiducia al governo non passa con 314 no contro i 311 Si’.

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FINI AMMETTE DOPPIA SCONFITTA: MA DA OGGI E’ OPPOSIZIONE

PREMIER NON CADE A CAUSA DI 3 FINIANI. E MOFFA GLI VOLTA SPALLE

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di Milena Di Mauro
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ROMA – ”E perche’ trattare? Noi da oggi siamo una forza d’opposizione”. Gianfranco Fini lascia Montecitorio in una serata gelida e a suoi spiega che, dopo lo show down di oggi, la volonta’ di girare pagina non e’ solo di Silvio Berlusconi, che ha detto di aver chiuso con lui e con Fli. Il patto con Casini per ora regge e questo rende un po’ piu’ lieve l’animo del presidente della Camera (che non intende dimettersi) dopo la doppia sconfitta di oggi. Berlusconi non e’ stato sfiduciato, tre finiani hanno determinato questo risultato: Catia Polidori, Maria Grazia Siliquini e Silvano Moffa. E ad amareggiare e rendere incredulo il leader Fli e’ proprio il ‘tradimento’ di Moffa, che per ore ieri ha tenuto in piedi la mediazione con il premier e ancora stamattina si spendeva telefonando alla Polidori per convincerla a votare la sfiducia. ”Non mi spiego come sia potuto succedere, non ci posso credere. Almeno poteva dirlo ieri”, non si rassegna Fini pensando a Moffa, che fino a notte fonda aveva illustrato il suo documento ai finiani riuniti a Farefuturo e aveva portato Fini – per tenere insieme il gruppo ed evitare che le colombe se ne volassero via – ad accettare la pesante ipoteca di una esclusione di governi terzopolisti o di unita’ nazionale, in caso di caduta del premier. Le cose oggi pero’ prendono un’altra piega. E Fini ci mette poco, per l’esattezza i 35 minuti che passano dal voto alla sua nota di commento, ad ammettere la sconfitta. ”La vittoria numerica di Berlusconi e’ evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor piu’ dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Liberta’. Che Berlusconi non possa dire di aver vinto anche in termini politici sara’ chiaro in poche settimane”, e’ lo stringato commento del presidente della Camera, coperto di insulti dai deputati di Pdl e Lega (”ora dimettiti, coglionazzo”), mentre lascia l’Aula. Moffa si dilegua dunque sottobraccio all’ex An Amedeo Laboccetta, lasciando l’aula durante la seconda chiama invece di votare la sfiducia, come aveva assicurato di voler fare in un comunicato distribuito ai giornalisti nel quale chiedeva le dimissioni di Bocchino. E’ proprio salendo ai piani nobili di Montecitorio per consegnare la richiesta di dimissioni nello studio del leader Fli (non si capisce poi perche’, visto che Fini presiedeva in Aula) che Moffa fa perdere le tracce di se’. Si rimaterializza nel primo pomeriggio, quando Fini e’ nel suo appartamento insieme a tutti i suoi a riflettere sulla batosta, amareggiato ma in un certo qual modo anche sollevato, dall’idea di poter fare ora opposizione senza piu’ piombo nelle ali. Il leader Fli si fa portare due grappe, fuma ancora una sigaretta e, a chi lo avverte dell’arrivo di Moffa al piano di sotto, risponde che non e’ il momento. ”Lo chiamero’, per capire, ma senza fretta…”, aggiunge calmo. Con i suoi Fini libera la tensione mangiando tramezzini e facendo battute. Ma si ragiona anche sui rapporti con l’Udc, che Fini sente saldi, e si guarda avanti promettendo battaglia. ”Ma non e’ che ora si fara’ ostruzionismo a prescindere – frena gli animi Fini -. Le cose fatte nell’interesse del Paese vanno sostenute”. Si parla di decreto rifiuti, riforma Gelmini, voto di sfiducia a Bondi e Calderoli, preparandosi dopo la sconfitta a nuove battaglie in Parlamento. E Fini si rilegge la stampa con la frase dell’Enrico V di William Shakespeare, che proprio oggi Gianfranco Paglia gli ha donato. ”Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche’ acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell’uomo. Non vogliamo morire con nessuno che abbia paura di morir con noi”. Proprio oggi, che Moffa gli volta le spalle e chiede per giunta le sue dimissioni da presidente della Camera.
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Prima pagina: Ansa.it

Battaglia a Roma: 90 feriti e 41 fermati. Barricate e incendi, isolato il Tridente

Battaglia a Roma: 90 feriti e 41 fermati
Barricate e incendi, isolato il Tridente

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https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20101214_scontri4.jpg

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Gli incidenti più gravi dopo l’approvazione della fiducia. Scontri davanti a Camera e Senato. Assalto alla sede della Protezione civile. Bomba carta contro Del Turco. A fuoco cassonetti e moto. Un finanziere impugna la pistola

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ROMA (14 dicembre) – Studenti in piazza, scontri, cortei e manifestazioni in tutta Italia nel giorno della fiducia al governo. A Roma gravi incidenti fra forze dell’ordine e manifestanti con feriti e momenti di grave tensione in centro. Dati alle fiamme mezzi delle forze dell’ordine e dell’Ama, distrutti bancomat e vetrine, bruciata una Mercedes su Lungotevere, divelti sanpietrini. Dopo i primi attacchi messi in atto in via degli Astalli e in Corso Rinascimento la situazione è degenerata dopo le ore 14 quando si è diffusa la notizia della fiducia ottenuta dal Governo. Tra via del Corso e Piazza del Popolo si sono ripetuti gli assalti di un gruppo di circa 5.000 manifestanti. Oltre agli studenti, ha partecipato alla manifestazione il coordinamento Uniti contro la crisi, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.

Una novantina tra feriti e contusi. Il bilancio è di una quarantina di feriti e contusi tra i manifestanti, 22 di quali curati nei pronto soccorso, e di 57 tra le forze dell’ordine, come riferisce la questura.

41 fermati. Le forze dell’ordine hanno fermato 41 persone al termine della guerriglia dopo la manifestazione di oggi a Roma. Sono tutti accusati di violenza, resistenza, devastazione e uso di armi improprie. I fermati sono provenienti da diverse province d’Italia (tra cui Pisa, Genova, Orvieto, Todi, Chieti, Pescara, Forlì, Trento, Bari, Teramo, Napoli ed Asti) e dalla Francia (una giovane).

Assalto ai finanzieri. In via del Corso Guardia di Finanza assaltata con fumogeni, pietre, bastoni. Un gruppo di manifestanti si è scagliato contro i blindati dei finanzieri che sono stati picchiati con mazze e bastoni. Le camionette sono riuscite a sfuggire all’assalto. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni, caricando gli assalitori, distaccatisi dal corteo degli studenti giunto in piazza del Popolo. I dimostranti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo, lanciando pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, dopo aver tentato di costruire una barricata con qualunque cosa alla loro portata, anche panchine e cassonetti di ghisa. Danneggiati anche alcuni motorini. Un teppista ha mostrato anche lo scudo di un finanziere come un trofeo. Uno dei finanzieri, aggredito, ha impugnato la pistola (nella foto gallery). Il finanziere ritratto in una foto con la pistola in pugno durante gli scontri nel centro di Roma «era impegnato a difendere l’arma d’ordinanza che i manifestanti volevano sottrargli». È quanto riferiscono fonti della Guardia di Finanza. La sequenza dei fotogrammi – riferiscono le stesse fonti – «non lascia dubbi: il finanziere, aggredito da decine di facinorosi, era stato già privato del casco e della radio, ed i manifestanti volevano impossessarsi della sua pistola. Egli ha coraggiosamente difeso l’arma, senza mai farne uso, ed è stato sottratto dalla furia dei teppisti grazie all’intervento dei colleghi, alcuni in divisa, altri in abiti civili».

Petardi e lanci di vernice al Senato. Al mattino almeno sei grosse esplosioni nei pressi del Senato. Cariche della polizia quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati con pale e mattonelle prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni era parcheggiato a corso Rinascimento. Il bilancio è di quattro feriti in modo lieve: uno studente e 3 carabinieri.

Scontri anche alla Camera. Scontri anche vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell’ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova.

Bomba carta contro Del Turco. Una bomba carta è stata lanciata da alcuni manifestanti contro Ottaviano Del Turco che lasciava il Senato.

Assalto alla Protezione Civile. Un gruppo di manifestanti staccatisi dal corteo ha assaltato la sede del dipartimento della Protezione Civile, in via Ulpiano. I manifestanti hanno rotto alcune vetrate e lanciato all’interno uova, fumogeni e bombe carta. Nell’assalto nessuno sarebbe rimasto ferito.

Piazza Augusto Imperatore. Scenario da guerriglia urbana in Piazza Augusto Imperatore. Mentre carabinieri e polizia erano schierati, con tanto di scudi e manganelli, per bloccare l’ingresso dalla piazza verso via del Corso, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a insegne, cassonetti dei rifiuti e pancali di legno, tagliando così a metà la piazza. Hanno divelto anche alcuni sanpietrini, mentre su un lato della piazza i vigili del fuoco continuavano a lavorare per spegnere l’incendio appiccato dai manifestanti a un mezzo della raccolta differenziata dell’Ama.

I manifestanti sono stati respinti a piazzale Flaminio dalle forze dell’ordine, che hanno posizionato dei blindati per chiudere la storica porta d’accesso a piazza del Popolo. Da piazzale Flaminio continuava il lancio di oggetti verso le forze dell’ordine mentre i vigili del fuoco spegnevano i due incendi, in via del Corso e in via del Babuino dove erano andati in fiamme una barricata e un blindato: un’altra colonna di fumo nero si alzava da via Maria di Savoia, dove i manifestanti avevano incendiato tre cassonetti e svariati motorini.

Le forze dell’ordine hanno chiuso con i blindati Porta del Popolo per impedire ai black bloc di muoversi verso via del Corso. I dimostranti si sono così concentrati su Piazzale Flaminio, dando alle fiamme cassonetti e sacchetti della spazzatura. Il Tridente, ovvero via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta, è rimasto isolato: via del Babuino era bloccata dall’ incendio di un blindato e di alcune auto, via di Ripetta chiusa da agenti e blindati e via del Corso dalla barricata in fiamme. Un consistente gruppo di dimostranti si era asserragliato sul Pincio, bersagliando con pietre forze dell’ordine e passanti.

Durante una carica a piazzale Flaminio un agente della polizia in assetto antisommossa preparandosi a caricare ha esclamato: «Annamo che mo’ se divertimo».

Traffico in tilt nel centro di Roma, a causa della protesta degli studenti, insegnanti e precari e per i numerosi atti di vandalismo da parte di teppisti. In particolare la circolazione è rimasta paralizzata sul Lungotevere e sul Muro Torto, ma si registrano rallentamenti in molte strade a ridosso del centro storico.

Milano. Una cinquantina di studenti ha fatto irruzione in piazza Affari, all’interno della sede della borsa, dove hanno esposto uno striscione con scritto: «Siete un’accozzaglia di affaristi razzisti, dovete darci il denaro». Ricacciati fuori dall’edificio, gli studenti sono rimasti in piazza lanciando numerosi petardi contro gli ingressi della borsa e scandendo slogan.

Torino. Gli studenti che da questa mattina in corteo stanno sfilando per le vie del centro città per protestare contro il governo e la riforma della scuola hanno raggiunto poco fa la sede del Pdl piemontese. I manifestanti hanno lanciato uova e fumogeni contro il palazzo che è presidiato dalle forze dell’ordine.

Palermo. Un gruppo di studenti ha bloccato l’aeroporto di Palermo, un altro lunghissimo corteo, formato da circa diecimila ragazzi, il traffico nel sottopassaggio che congiunge la zona della Cala con il porto di Palermo. Gli studenti sembrano intenzionati ad entrare anche al porto, dove sono stati chiusi i cancelli d’accesso. Tantissimi gli striscioni e i cori contro il governo Berlusconi e il ministro Gelmini.

Genova. Un corteo di circa 500 studenti ha occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa. Gli studenti hanno steso lo striscione studenti e lavoratori uniti verso lo sciopero generale e hanno letto al megafono l’articolo 9 della Costituzione e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=130659&sez=HOME_INITALIA

Wikileaks: Assange libero su cauzione. Per Times ‘Uomo dell’anno’

Wikileaks: Assange libero su cauzione

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Ok da Tribunale Londra. Australiano ‘uomo dell’anno’ per Time

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(ANSA) – LONDRA, 14 DIC – Julian Assange torna libero su cauzione. Il tribunale di Londra ha accettato per l’australiano un deposito di 200 mila sterline. Il fondatore di Wikileaks dovra’ presentarsi ogni giorno alla polizia per garantire che non ha lasciato il paese, prossima udienza l’11 gennaio.

Assange, eletto oggi uomo dell’anno dai lettori di Time Magazine, si era consegnato alla polizia il 7 dicembre scorso.

Su di lui pendeva un mandato di arresto internazionale emesso in Svezia per stupro e molestie.

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Prima pagina: Ansa.it

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/12/14/visualizza_new.html_1669852482.html

INCIDENTI SUL LAVORO – Crolla terreno, muoiono due fratelli. Erano titolari di un’impresa edile

INCIDENTI SUL LAVORO

Crolla terreno, muoiono due fratelli
Erano titolari di un’impresa edile

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Mario e Stefano Sciacca, di 65 e 61 anni, stavano effettuando lavori di scavo per una rete fognaria a Numana, nell’anconetano. Sono stati travolti dallo smottamento del terriccio a circa tre metri di profondità. I soccorsi ritardati dalla neve

Crolla terreno, muoiono due fratelli Erano titolari di un'impresa edile

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ANCONA – Due fratelli di 65 e 61 anni sono morti nel crollo di una porzione di terreno a Numana, in provincia di Ancona. Mario e Stefano Sciacca, stavano effettuando dei lavori di scavo, quando si è verificato l’incidente e sono stati travolti dal terriccio. I vigili del fuoco non hanno potuto far altro che estrarre i cadaveri. Uno dei due presentava una ferita alla testa, provocata probabilmente dal pietrisco frammisto alla terra. I soccorsi sono giunti in ritardo a causa di una tempesta di neve che imperversa sulla zona.

I fratelli Sciacca erano i titolari della ditta che stava effettuando i lavori, la Edilconero. Stavano eseguendo un allaccio alla rete fognaria dello stabilimento balneare “La Perla”, uno chalet-ristorante a circa 200 metri dalla battigia, e si trovavano a 2-3 metri di profondità quando una spalla della buca che avevano scavato ha ceduto.

Gli Sciacca stavano lavorando all’allaccio fognario già da ieri, conoscevano il titolare dello chalet e si occupavano della manutenzione dello stabilimento. L’incidente è avvenuto a lavoro finito. I fratelli Sciacca stavano per andare via dagli scavi dopo un ultimo controllo. Poco prima che il terrapieno franasse, i due operai lavoravano distesi a terra. La frana che ha travolto i due operai potrebbe essere stata causata dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi, che potrebbero aver allentato il terreno.

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14 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/14/news/crolla_terreno_due_operai_morti-10185490/?rss

SCONTRI DIMOSTRANTI-GDF – Un finanziere estrae la pistola / VIDEO: Guerriglia a Roma 14-12-2010

MANIFESTAZIONE A ROMA – Le foto scattate durante la fase concitata che ha visto alcuni dimostranti scontrarsi con un reparto della Guardia di Finanza non permettono di capire se, e cosa, abbia innescato tanta violenza.

TUTTAVIA

DICIAMO NO, FORTE E CHIARO,  A QUALSIASI FORMA DI PROVOCAZIONE VIOLENTA, E DA QUALSIASI PARTE PROVENGA

solleviamoci

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Il finanziere con la pistola

Roma, scontri tra dimostranti e reparti anti-sommossa della Guardia di Finanza.

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Roma, scontri tra dimostranti e reparti anti-sommossa della Guardia di Finanza. Nel tondo, quello che sembra un finanziere in borghese impugna un manganello di tipo Tonfa, il cui uso suscitò molte polemiche durante il G8 di Genova del 2001.

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Roma, scontri tra dimostranti e reparti anti-sommossa della Guardia di Finanza. Nel tondo quello che sembra uno dei cartelli divelti dai dimostranti e utilizzati come proiettili contro le forze dell’ordine.

Roma, scontri tra dimostranti e reparti anti-sommossa della Guardia di Finanza. Nel tondo la pistola impugnata da un finanziere finito a terra durante gli scontri.

Roma, scontri tra dimostranti e reparti anti-sommossa della Guardia di Finanza. Nel tondo la pistola impugnata da un finanziere finito a terra durante gli scontri: l’uomo protetto dai colleghi, alcuni dei quali sono in borghese.

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14 dicembre 2010

fonte: http://www.corriere.it/gallery/cronache/12-2010/pistola/1/finanziere-la-pistola_46b45450-07a4-11e0-a25e-00144f02aabc.shtml#1

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Guerriglia a Roma 14-12-2010

gesugiallorosso6 | 14 dicembre 2010

Fumogeni, pietre, bastoni usati per assaltare tre blindati della Guardia di Finanza. Un gruppo di Black blok sta assaltando in via del Corso i blindati con dentro i finanzieri che sono accerchiati e vengono picchiati dai teppisti con mazze. Oggetto della furia dei teppisti anche un camioncino dell’Ama, azienda che si occupa della nettezza urbana. Le camionette della Guardia di finanza sono riuscite a sfuggire all’assalto e sono state oggetto del lancio di pietre e bastoni. Contro i mezzi i teppisti hanno scagliato anche cassonetti. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni. Lungo il percorso i teppisti incendiano cassonetti.

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Via del Corso, la violenza dei manifestanti

giordanbrun23 | 14 dicembre 2010

Le immagini del caos nel centro della capitale, dove sono stati spaccati i vetri di auto e camionette della guardia di finanza
Video di Giuseppe Ferrante

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Roma, esplode la violenza incendi, scontri e feriti

Nostressilvio3 | 14 dicembre 2010 | 6 Mi piace, 0 Non mi piace

Scontri, incendi, feriti, arresti. Nel giorno in cui il governo ha ottenuto il via libera da Camera e Senato (che hanno confermato la fiducia al premier Berlusconi e al suo esecutivo), la Capitale è messa a soqquadro da centinaia di manifestanti (tra i quali si sono inseriti alcuni black block, come temevano alla vigilia gli uomini della Questura). La situazione è molto tesa ed è esplosa proprio nei momenti cruciali in cui Montecitorio stava votando la mozione di sfiducia.
Un blindato della Guardia di Finanza è stato dato alle fiamme in via del Babuino. I teppisti ritirandosi verso piazza del Popolo hanno incendiato il mezzo e alcune auto. Fuoco anche contro un altro mezzo durante gli scontri in via del Corso. A essere colpito un camion della raccolta differenziata che stava svolgendo il servizio nella centrale via romana. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno portato il mezzo in piazza Augusto Imperatore per poi spegnere il fuoco. Il gruppo di black block è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo.

Sono almeno una ventina i feriti che in queste ore vengono medicati in strada dagli operatori del 118. Alcune ambulanze presiedono le vie del centro storico della Capitale. Al momento non ci sarebbero feriti gravi. Tra i contusi ci sono sia studenti sia agenti delle forze dell’ordine.

Ma la guerriglia a Roma continua anche in questi istanti. Mentre i manifestanti continuano a lanciare bombe carta, la polizia sta tirando fumogeni e caricando le frange più violente. Scontri si sono verificati anche vicino alla Camera: alcuni ragazzi hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario.