Archivio | dicembre 24, 2010

UNA BELLA RIFLESSIONE DI ELENA – Anche quest’anno è natale…

DAL BLOG DI ELENA

Πόλεμος πάντων πατήρ

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.” Antonio Gramsci

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Anche quest’anno è natale…

… e siamo tutti più buoni.

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Forse voi. Io no. Io sono la solita vecchiaccia ipercritica e non ne posso più di tutto questo buonismo, di questi inviti al “volemose bene” che tanto non cambiano la vita di alcuno. Di questa corsa al regalo ed alla tavola di prelibatezze dal costo proibitivo. Che poi magari il tuo vicino ti sta pure antipatico, ma è natale e non glielo puoi dire… e questo è proprio il meno.

Sono stanca di un babbo natale che sarà pure rosso, come dice Crozza, ma è anche parziale e fazioso, visto che continua a portare il superfluo a chi non sa che farsene e agli altri, se va bene, nulla.

Data la premessa, non credo vi stupiranno i miei auguri… che cominciano con una “frase storica”:

“Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti.” (Giobbe Covatta)

e adesso, una galleria di immagini. Nemmeno tutte, sono stata attenta a non disturbare troppo la sensibilità di qualcuno…

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https://solleviamoci.files.wordpress.com/2010/12/natale2bnero1.jpg?w=300

Infine gli auguri veri e propri: ai diseredati della terra, agli emarginati, ai diversi, agli studenti incupiti, ai lavoratori cassintegrati precarizzati sfruttati disoccupati mobilizzati, alle parti civili dei processi contro aziende criminali, ai profughi, agli immigrati in cerca di futuro e pace, ai preti di strada, a chi combatte mafia e poteri forti, ai poliziotti democratici, ai malati, ai giudici coscienziosi, ai volontari, agli aquilani traditi, ai napoletani presi per i fondelli, ai comunisti in cerca di casa, a chi fa quello che dice, agli anarchici bastonati, agli ultimi ed agli umili ed a tutti gli amici che condividono le mie passioni e le mie lotte va il mio pensiero e l’augurio che l’anno nuovo ci porti una società più equa e solidale e pacifica (senza scordare che ce la dobbiamo conquistare).

A tutti gli altri, gerarchie ecclesiastiche e politiche, ai potenti della terra, ai sepolcri imbiancati di qualsiasi tipo e natura ed ideologia, alle forze dell’ordine dal manganello facile, ai duri con i deboli e servi con i forti, ai carrieristi, ai liberisti, ai ladri, ai collusi, ai dittatori più o meno in atto… auguro che si possano svegliare un giorno con il dio in cui dicono di credere che chiede loro conto del comportamento tenuto, e che li giudichi con giustizia.

Perché per me, o è natale per tutti, o non lo è per alcuno.

elena

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24 dicembre 2010

fonte:  http://solleviamoci.blogspot.com/2010/12/anche-questanno-e-natale.html

RISO AMARO – BUON SILVIO A TUTTI!!

IN GIRO PER IL WEB

BUON NATALE CON BERLUSCONI

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E’ LA FINE

POVERA ITALIA – FS, incubo di Natale sull’intercity Milano-Reggio C.: Sette ore e mezza senza WC

FS, incubo di Natale sull’intercity
Sette ore e mezza senza WC

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Partiti da Milano alle 7:05 di questa mattina e diretti a Reggio Calabria, i viaggiatori dell’Intercity 1589 si sono ritrovati su un convoglio privo di bagni agibili. Solo a Roma e a Formia il treno ha sostato per quasi un’ora per permettere loro di utilizzare i servisi delle stazioni, accumulando un forte ritardo. Surreale giustificazione di un capotreno: “Forse è colpa dei passeggeri: utilizzano male le toilette”

FS, incubo di Natale sull'intercity Sette ore e mezza senza WC

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ROMA – Tra ritardi e malfunzionamenti, alle Ferrovie dello Stato non è mai servito molto per trasformare in un incubo la vigilia di Natale dei propri utenti. Ma questa volta è davvero difficile immedesimarsi nelle sofferenze provate dai passeggeri del treno Intercity 1589, partito stamani alle 7:05 da Milano e diretto a Reggio Calabria. In viaggio attraverso tutta la Penisola…senza bagni agibili.

Per quei malcapitati viaggiatori la “liberazione” giunge solo a metà percorso, dopo sette ore e mezza di viaggio, alle stazioni di Roma e Formia, dove l’altoparlante si rivolge direttamente a loro con questo annuncio: “Chi vuole usufruire delle ritirate si rechi al binario uno…”. E il personale delle ferrovie ha dovuto anche insistere per persuadere i clienti ad abbandonare le carrozze per raggiungere i servizi delle stazioni.

“Da dieci ore non bevo e non mangio, sapendo di non poter contare su una toilette – racconta Daniela -. E’ vergognoso, sono partita da Milano e devo andare a Palermo: una vigilia di Natale in queste condizioni proprio non me l’aspettavo. E ho avuto paura di scendere, temevo che il treno ripartisse senza di me”. Maria Lucia, altra testimone diretta dell’incredibile situazione. “A Formia abbiamo sentito questo annuncio anni Venti – ricorda -, ci invitavano a ‘usufruire delle ritirate’ lasciando il treno. E’ pazzesco. E nei bagni non c’è nemmeno acqua”.

A Napoli il treno giunge con un’ora e venti di ritardo e con i passeggeri ormai rassegnati. “Ci sono state due lunghe soste – spiega Salvatore – una di cinquanta minuti a Roma, l’altra di quaranta a Formia, e ora siamo fermi qui, dove finalmente hanno ripristinato l’agibilità di un bagno, uno solo!”.

Sul treno, ovviamente, viaggiano anche bambini e anziani. “Mio marito è cardiopatico, ha subito tre operazioni di ernia – dice Maria – e sono un po’ spaventata all’idea di continuare il viaggio in queste condizioni. Noi siamo diretti a Lamezia”. Indignata anche una madre con le sue due figlie giovanissime: “Viaggiare così con due bambine piccole non è da paese civile”.

Ed è surreale scoprire, tra tante testimonianze, le parole di un capotreno che prova a giustificare così l’accaduto: tutti i bagni del convoglio sono inagibili per colpa “degli utenti: se i servizi sono inaccessibili è forse anche perché vengono utilizzati male”.

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24 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/24/news/fs_l_incubo_di_natale-10567174/?rss

CASO MIRAFIORI – Landini (Fiom): “Con questo sistema il dissenso non esiste”

24/12/2010 (8:27) – AUTO – LE REAZIONI

Landini (Fiom): “Con questo sistema il dissenso non esiste”

«Qui non si tratta più solo di Mirafiori: tutte le aziende vorranno questo modello»

https://i1.wp.com/www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/economia/201012images/landini01g.jpg

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di MARINA CASSI
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A sera il segretario della Fiom, Maurizio Landini, è lapidario: «Si tratta di un imbarbarimento sociale: non è accettabile che per fare automobili si arrivi a questo».
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A che cosa si riferisce?
«Al fatto che si voglia impedire a un sindacato, la Fiom, di rappresentare i lavoratori che la votano».
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Questo significa, per lei, la non applicazione da parte della Fiat dell’accordo del ’93 che prevedeva l’elezione delle Rsu?
«Per me quella scelta ha un solo significato: chi dissente non esiste».
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Non esagera?
«No. E’ evidente che la Fiat vuole un sindacato corporativo e aziendale che sia parte integrante delle gerarchie di fabbrica».
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E adesso che cosa farete?
«Voglio che sia chiaro che questa scelta della Fiat riguarda tutti e non solo la Fiom o Mirafiori. E’ ovvio che le aziende dell’indotto vorranno applicare lo stesso schema. E poi che sarà emulato da altre categorie. E’ un problema che riguarda la Cgil».
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E allora?
«Tra tutte le iniziative che metteremo in campo chiedo esplicitamente che non si escluda lo sciopero generale. E aggiungo anche che chiedo a tutti di non lasciare soli i lavoratori di Mirafiori. Lo chiedo a Torino, alle forze politiche».
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Voi però avevate deciso di non firmare comunque. Perché?
«Si deve sapere che non c’è mai stata trattativa. Noi abbiamo fatto proposte per garantire l’investimento dicendo che nel contratto collettivo già sono disponibili flessibilità come i 15, 16, 17 turni e lo straordinario. Ma non si è voluto discutere. La pagina bianca di cui parlava Marchionne non c’è mai stata».
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Non crede che dal tavolo tra Federmeccanica e Fim, Uilm, Fismic possa uscire uno schema contrattuale in cui vi sia possibile rientrare?
«La Fiat ha detto chiaro al tavolo che considera quel tavolo inutile».
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Ma voi avete una proposta o dite solo no?
«Certo. Propongo un contratto collettivo nazionale per l’industria con un secondo livello aziendale o di sito o di filiera che tenga conto delle specificità. E’ una proposta o no? Ma qualcuno l’ha mai voluta discutere?».
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Si farà il referendum quando la fabbrica riaprirà. Che cosa direte ai lavoratori?
«Intanto dico che è indecente firmare a fabbrica chiusa. Poi trovo singolare che i referendum si facciano quando li chiede la Fiat. In ogni caso diremo che il referendum è illegittimo perché è su materie indisponibili come il diritto all’associazione sindacale garantito dalla Costituzione».
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Allora i lavoratori dovrebbero non andare a votare?
«Non chiediamo loro di farsi schedare o di fare gli eroi. Faremo come a Pomigliano».
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E’ governabile una fabbrica senza la Fiom?
«Noi pesiamo alle Carrozzerie per il 22%. Credo che con l’autoritarismo non si governi bene».
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E ai sindacati firmatari che cosa dice?
«Che questo è un attacco a tutti: o si dice sì all’azienda sempre o si è fuori. Ci pensino».
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TRAPANI – Adozioni, arrestati due aspiranti genitori: Tentano di rubare bimbo a disabile

Adozioni, arrestati due aspiranti genitori
Tentano di rubare bimbo a disabile

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PALERMO (23 dicembre) – Ieri era stato arrestato il legale che li avrebbe aiutati a tenere un bambino non loro, falsificando documenti e tentando di corrompere un medico, oggi in cella sono finiti anche gli «aspiranti» genitori, due coniugi di Trapani. Sono accusati di alterazione di stato e tentata corruzione in atti giudiziari. Dall’indagine, condotta dai carabinieri e avviata dopo una segnalazione dei servizi sociali, è emerso che la coppia, da mesi, si prendeva cura di un neonato partorito da una ragazza disabile. Il marito aveva dichiarato al Comune che il bimbo era suo figlio naturale. Dopo l’apertura di un’inchiesta, i coniugi si sono rivolti a un avvocato, Rosa Sanna, arrestata ieri, per trovare una soluzione per tenere il neonato. L’avvocato avrebbe tentato di corrompere, con una mazzetta di 5000 euro, un consulente del Tribunale di Trapani chiamato ad esprimersi sull’esame del Dna del bambino. Il medico ha rifiutato la tangente e ha denunciato la vicenda ai militari dell’Arma.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=131832&sez=HOME_INITALIA

CAMORRA – Caso Cosentino, i pm di Napoli: «Il coordinatore Pdl va processato»

Caso Cosentino, i pm di Napoli:
«Il coordinatore Pdl va processato»

Concorso esterno in associazione camorristica

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di Leandro Del Gaudio
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ROMA (23 dicembre) – Persona offesa, il presidente del consiglio dei ministri come rappresentante del governo; più articolate invece le fonti di prova: si va dai pentiti ormai classici della storia giudiziaria dei casalesi, alle sommarie informazioni raccolte negli ultimi mesi, segno di un’inchiesta che si è protratta ben oltre la data della misura cautelare. Agli atti, dunque, come potenziali testi d’accusa, vengono indicati anche Bassolino, Paolucci, Lorenzo Diana, finanche il ministro Altero Matteoli, oltre a una serie di commissari e amministratori impegnati nel pieno dell’emergenza rifiuti in Campania.

Inchiesta a carico di Nicola Cosentino, l’ultima mossa della Procura cade nel cuore dell’antivigilia di Natale, praticamente appena venti giorni dopo la conclusione formale delle indagini. Poche pagine, firmate Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, per chiedere al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Napoli di fissare un’udienza e disporre il rinvio a giudizio dell’ex sottosegretario all’Economia. Una mossa scontata per molti versi, che rende obbligatorio l’appuntamento in aula tra gli inquirenti e l’imputato Nicola Cosentino. Concorso esterno in associazione camorristica, l’accusa che ormai da oltre un anno viene mossa dalla Procura di Giovandomenico Lepore.

Voti contro favori, come era già emerso nel provvedimento cautelare emesso dal gip Raffaele Piccirillo nell’autunno del 2009, accuse che ora entrano in un’aula di giustizia per essere vagliate da un giudice. Difeso dai penalisti Agostino De Caro e Stefano Montone, Cosentino ora potrà esporre le proprie argomentazioni e dimostrare la propria estraneità rispetto alle contestazioni mosse dalla Dda di Napoli. Inchiesta delicata, che fa leva soprattutto sul racconto dell’ex imprenditore Gaetano Vassallo, storicamente legato ai boss Schiavone e Bidognetti, che ripercorre la carriera politica di Cosentino. Il fulcro dell’indagine resta la Eco-4, una società mista «a partecipazione mafiosa», nella quale Cosentino avrebbe esercitato un potere di gestione per scopi elettorali. Chiaro l’assunto investigativo: chi controlla il ciclo dei rifiuti, con il flusso di appalti milionari, ha un immediato tornaconto elettorale. Voti contro favori, dunque, l’ipotesi di partenza.

Ma non è tutto. Centrale nell’ambito delle inchieste dei pm Milita e Narducci, anche la realizzazione della società consortile Impregeco, del consorzio Ce4 e gli altri consorzi della provincia di Caserta che avrebbero visto particolarmente attivo l’attuale coordinatore del Pdl in Campania. Un ciclo integrato dei rifiuti alternativo e concorrenziale a quello gestito dalla regìa commissariale (di qui l’esigenza di sentire Bassolino e i suoi ex collaboratori), vale a dire dalle società del gruppo Impregilo Fibe-Fisia Italimpianti. Come a dire, sempre seguendo il ragionamento degli investigatori, Cosentino puntava ad affrancarsi dalla gestione napoletana per costruire un consorzio tutto radicato nel Casertano.

Terzo filone destinato ad un approfondimento in aula, invece, riguarda il presunto condizionamento delle attività ispettive della Commissione di accesso per lo scioglimento del comune di Mondragone, ma anche per la procedura riguardante la Eco4. Accuse sempre respinte in da parte di Cosentino, che ha più volte ricordato – numeri alla mano – quanto le sue affermazioni politiche dipendessero dalla sua collocazione ai vertici delle liste di Fi e Pdl e dal particolare sistema elettorale. Come a dire: Cosentino non aveva bisogno di scendere a patti con la camorra per essere eletto. Non solo rifiuti però al centro dell’azione penale esercitata dalla Procura di Napoli.

Tra le fonti di prova spiccano infatti alcuni atti delle indagini condotte a Roma sulla cosiddetta P3, la presunta loggia massonica che avrebbe puntato a condizionare il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta di arresto spiccata dal gip di Napoli a carico dello stesso Cosentino. Agli atti del procedimento firmato Milita e Narducci, la misura cautelare romana a per Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino, ma anche supplementi investigativi come l’interrogatorio napoletano dello stesso Martino (del 17 settembre scorso) e alcune informative di polizia giudiziaria. Ora la parola passa all’ufficio gip guidato da Giustino Gatti e Bruno D’Urso, cui spetterà il compito di dare un nome al giudice chiamato a stabilire che legami ci sono stati tra il numero uno del pdl in Campania e la camorra casalese.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=131949&sez=HOME_INITALIA

Di Pietro con la Fiom: “Governo zerbino Fiat”

Di Pietro con la Fiom: “Governo zerbino Fiat”

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Il premier plaude all’intesa per Mirafiori che esclude la Fiom. Uilm: l’aternativa era l’agonia della fabbrica. Landini: siamo all’imbarbarimento sociale. Di Pietro: “Da Berlusconi un panettone avvelenato ai lavoratori”

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“In questa trattativa – aggiungono – il governo ha fatto da zerbino alla Fiat, che, per tutta risposta, sta chiudendo lo stabilimento di Termini Imerese e continua a perdere sul mercato il doppio della media europea. Berlusconi dichiara poi candidamente qual è il suo vero desiderio: pagare un dollaro l’ora gli operai e farli lavorare in fabbrica 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana. Il suo modello è lo stesso di Marchionne che ha spostato la produzione in Brasile, Turchia, Serbia e Polonia trasformando l’Italia in un paese residuale”.

“Etichettare storico e innovativo un accordo che viola la Costituzione e cancella un settore come quello dell’auto – concludono Di Pietro e Zipponi – dimostra, una volta di piu’, l’inadeguatezza di questo governo”.

Fiom sul sentiero di guerra
Di Pietro fa sua sostanzialmente la bocciatura dell’accordo da parte di Maurizio Landini, leader della Fiom: “Con questo sistema il dissenso non esiste”. “Si tratta di un imbarbarimento sociale: non è accettabile che per fare automobili si arrivi a questo”. “Al fatto”, ha spiegato, “che si voglia impedire a un sindacato di rappresentare i lavoratori che votano”.

Le ragioni dei sindacati che hanno firmato
Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ribadisce a La Stampa la soddisfazione per la firma tra sindacati metalmeccanici e Fiat per lo stabilimento di Mirafiori: “Come può non esserlo un sindacalista che mette al sicuro 10.000 posti di lavoro e un miliardo di investimento? Lo è per forza. Oltretutto, siamo di fronte ad una svolta epocale: stiamo riportando in Italia lavoro, dopo gli anni della delocalizzazione. Penso inoltre che l’esempio Fiat possa valere anche per altri settori, come quello degli elettrodomestici, la cantieristica. Ho vissuto una grande preoccupazione tra il 3 e il 23 dicembre”.

L’alternativa è l’agonia della fabbrica
Sulla Fiom che è contro e che non ha firmato l’accordo, Palombella è lapidario: “Si assumera’ questa responsabilita’. Sono andati troppo oltre con Pomigliano. Hanno giocato sporco, mettendo nel tritacarne tutto, dal presidente della Repubblica ai cassintegrati; avevano già deciso di non firmare. Ma è finita l’epoca in cui c’e’ chi non firma gli accordi e poi ne beneficia, pur continuando a criticarli. Adesso solo chi si assume la responsabilità della firma ha rappresentanza nella gestione dell’intesa. Se vincessero i no, niente investimenti, a Mirafiori resterebbe solo la MiTo e la fabbrica sarebbe condannata a una lenta ed inesorabile agonia”.

Il punto di vista del Governo
L’accordo su Mirafiori rappresenta “una scommessa vinta” e l’approdo a “un nuovo mondo”. Prende corpo un vero “sindacato-partecipativo” la cui missione e’ quella di “far crescere assieme produttivita’ e salari e consentire di attrarre nuovi investimenti”, spiega a La Stampa il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. “La scommessa è vinta- dichiara Sacconi – perché quando le parti vogliono una cosa alla fine trovano sempre modo per realizzarla. E io ho sempre creduto che Fiat- Chrysler volesse realmente questo investimento e che almeno i sindacati riformisti volessero condividere questa scelta”.

“Io- prosegue Sacconi– prima di tutto guardo il contenuto di questa intesa che adatta alla specifica situazione di Mirafiori ciò che avevamo gia’ visto a Pomigliano: un sindacato riformista che non ha alcuna difficolta’a garantire il pieno utilizzo degli impianti rispetto a comportamenti anomali come l’assenteismo ripetuto e malattie sospette alla vigilia di festività o rispetto a una conflittualita’ esasperata e minoritaria. E’ un sindacato che non difende gli autori di questi comportamenti e che nell’interesse dei lavoratori porta a casa posti di lavoro e un trattamento retributivo migliore rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici. Che si riflette su tutte le voci del salario e che da’ luogo a incrementi retributivi che valgono ancor piu’ perche’ beneficiano della detassazione del 10% destinata agli accordi aziendali”.

“Questa mattina Berlusconi ha consegnato agli operai un panettone imbevuto di veleno esaltando l’accordo su Fiat Mirafiori”. Si svegliano presto, gli uomini di Italia dei Valori, anche la vigilia di Natale. E così i primi a reagire all’apprezzamento del presidente del consiglio, a Mattino Cinque, per l’intesa raggiunta fra Fiat e sindacati (ma non Fiom) a Mirafiori, sono Antonio Di Pietro, e il responsabile welfare e lavoro del partito, Maurizio Zipponi.

“Evidentemente il presidente del Consiglio non sa che si tratta dell’ennesimo accordo separato che trasforma l’azienda in un reparto separato della Chrysler, spostando di fatto la testa tecnologica e progettuale negli Stati Uniti”, denunciano in una nota.

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24 dicembre 2010

fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148615

WIKILEAKS – L’ambasciatore Usa:«D’Alema come Berlusconi : i giudici sono una minaccia»

In un cablogramma di Wikileaks pubblicato da El Pais

L’ambasciatore Usa:«D’Alema come Berlusconi : i giudici sono una minaccia»

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Lo riferiva il diplomatico americano, Ronald Spogli, in un dispaccio segreto del 2008

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Ronald Spogli (Imagoeconomica)
Ronald Spogli (Imagoeconomica)

MILANO – Sulla magistratura D’Alema e Berlusconi condividono la stessa opinione: i giudici costituiscono la più seria minaccia per lo Stato italiano. Lo scrive in un dispaccio del 3 luglio 2008, diffuso da Wikileaks e pubblicato da El Pais, l’allora ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli.

D’ALEMA – Massimo D’Alema però replica attraverso una nota: «Accanto ad osservazioni ovvie su fughe di notizie e intercettazioni, viene riportato un giudizio abnorme sulla magistratura che non ho mai pronunciato, che non corrisponde al mio pensiero e che evidentemente all’epoca è stato frutto di un fraintendimento tra l’ambasciatore Spogli e me».

LA FRASE – Nel dispaccio segreto si rivelava che quando era ministro degli Esteri, nel 2007, Massimo D’Alema disse a Spogli una frase che avrebbe potuto essere tranquillamente attribuita al suo «arci-rivale» Silvio Berlusconi: «Sebbene la magistratura italiana sia tradizionalmente considerata orientata a sinistra, l’ex premier ed ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha detto lo scorso anno che la magistratura è la più grande minaccia allo Stato italiano», scrive Spogli. «Nonostante anni di dibattiti sulla necessità di una riforma del sistema, non sono stati fatti progressi significativi. Gli italiani considerano il loro sistema “rotto” e hanno veramente poca fiducia sul fatto che garantisca giustizia», commenta il diplomatico americano. (fonte: Apcom)

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24 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_24/giustizia-spogli-dalema_552a94b6-0f3a-11e0-bda7-00144f02aabc.shtml

MALTEMPO – Veneto e Liguria, paura allagamenti. Parigi, la neve blocca 2000 passeggeri

MALTEMPO

Veneto e Liguria, paura allagamenti
Parigi, la neve blocca 2000 passeggeri

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Notte drammatica a Vicenza dove si è temuta una nuova esondazione del fiume Bacchiglione. Allerta anche in Friuli, Emilia e Toscana. Aeroporti e ferrovie europee ancora nella morsa del gelo. Poche speranze dalle previsioni meteo

Veneto e Liguria, paura allagamenti  Parigi, la neve blocca 2000 passeggeri Il Bacchiglione in piena

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ROMA – In Italia piogge torrenziali, mareggiate e fiumi a rischio esondazione. Freddo e gelo con gravi disagi ai trasporti nell’Europa continentale. Come annunciato dai bollettini meteo dei giorni scorsi, il maltempo sta funestando le feste di Natale. La zona più colpita della Penisola è il nordest dove i momenti peggiori si sono vissuti stanotte a Vicenza. A causa delle precipitazioni incessanti, il livello del fiume Bacchiglione, toccando quota 5,34 metri, ha raggiunto infatti verso le 2 il livello di guardia facendo scattare l’allarme alluvione. Alcune strade del centro storico, già allagate lo scorso 1 novembre, sono state chiuse in via precauzionale. La situazione è andata poi migliorando, ma rimane la preoccupazione e la paura anche in considerazione delle previsioni meteo che indicano per oggi e domani altre piogge. Timore per la tenuta degli argini pure a Caldogno, il comune del vicentino particolarmente danneggiato dall’alluvione dell’1 novembre.

GUARDA LE PREVISIONI METEO 1

Rischio fiumi. Piogge abbondanti continuano a cadere anche sul Friuli Venezia Giulia, dove vengono tenuti sotto osservazione i fiumi, molti dei quali hanno superato il livello di guardia. Il picco delle precipitazioni si è avuto sulle Prealpi Carniche con 400 millimetri di pioggia. A mettere in allarme la Protezione civile sono in particolare il Tagliamento e il Livenza. Ad allagare Grado è stata invece una mareggiata che ha colpito la città intorno alle 1.30. Una ventina di volontari ha lavorato tutta la notte per sgomberare dalle vetture e chiudere alla circolazione il centro cittadino. Interventi per allagamenti sono in corso anche in diversi altri centri della provincia di Pordenone. Provvidenziale quanto rocambolesco quello portato a termine dai Vigili del fuoco a Murlis di Zoppola dove due persone hanno rischiato l’annegamento mentre cercavano incautamente di attraversare con la loro auto un guado con il torrente Meduna in piena. I due si erano issati sul tetto della vettura, ma l’acqua li stava comunque sommergendo. A quel punto uno dei due è stato tratto in salvo dall’arrivo dei pompieri, ma il secondo anziché aspettare il ritorno dei soccorsi si è lasciato andare finendo in acqua. Trascinato a valle per oltre 500 metri è riuscito a fermarsi e ad aggrapparsi a un pilone.

Aqua alta. Alta marea eccezionale la scorsa notte pure a Venezia: l’acqua alta ha raggiunto all’1.40 un picco di 144 centimetri. Secondo le previsioni del Centro maree del Comune, il fenomeno si ripresenterà anche oggi con una massima di 115 centimetri. Sferzata dal maltempo anche l’Emilia Romagna dove alle 5,36 di questa mattina è stata sospesa la circolazione in via Emilia Est a Modena, all’altezza di Fossalta, a causa del livello dell’acqua del torrente Tiepido che ha raggiunto la arcate del ponte a causa della piena del fiume Panaro. Per raggiungere Bologna, gli automobilisti devono quindi percorrere la Vignolese, la Nonantolana o l’autostrada. Strade interrotte per allagamenti e smottamenti si segnalano anche in Trentino Alto Adige dove tra l’altro una slavina di neve sta bloccando il passo Gardena.

Problemi anche a Ovest. Le cose non vanno molto meglio sul versante opposto, quello Tirrenico. Muri crollati o pericolanti messi in sicurezza e sopralluoghi per frane: sono questi alcuni degli inteventi compiuti dai vigili del fuoco tra ieri sera a questa mattina, in provincia di Imperia, a causa dell’abbondante pioggia scesa negli ultimi giorni. Problemi anche a Savona: frane e smottamenti si sono verificati nella notte scorsa a causa delle abbondanti piogge nel savonese. Rientrato invece l’allarme per l’esondazione del fiume Magra. “Anche il secondo picco di piena si è risolto senza un superamento degli argini – conferma il responsabile provinciale della Protezione Civile spezzina, Maurizio Bocchia – Abbiamo sorvegliato l’argine tutta la notte, c’è stata la mobilitazione prevista dal piano di sicurezza. Attualmente piove ancora, e ci saranno piogge ancora nei prossimi due giorni, ma stiamo passando alla fase successiva: uomini arrivati in appoggio dalle altre province della Liguria stanno operano in appoggio alle nostre squadre, per svuotare case e locali allagati”. Fiumi oltre il livello di guardia anche in Toscana. Ad essere cresciuti in maniera preoccupante sono l’Ombrone e il Bisenzio.

Nel resto d’Europa. Situazione critica, ma per il gelo e la neve, in molti paesi europei. I disagi maggiori si registrano a Parigi. Il maltempo ha imposto la cancellazione improvvisa di 58 voli all’aeroporto parigino di Roissy, il Charles De Gaulle, dove circa 2.000 passeggeri si trovano bloccati nella notte. Le previsioni meteo fanno temere che l’emergenza continui per l’intera giornata di oggi. Chiuso per neve anche l’importangte scalo aereo tedesco di Dusseldorf. I responsabili sperano di poter riprendere almeno alcuni voli nel primo pomeriggio, mentre sono al lavoro già 20 spazzanave per pulire le piste coperte di neve dell’aeroporto dove finora sono stati cancellati 65 dei 335 voli previsti per questa vigilia di Natale, con in tutto 30mila passeggeri.

Aeroporti aperti, ma gravi problemi al traffico ferroviario invece in Gran Bretagna. Molti treni sono stati soppressi per la neve nel nord dell’Inghilterra. Ritardi anche nei collegamenti Eurostar tra Londra e Parigi e Bruxelles. Forti disagi pure sui binari tedeschi. Il traffico ferroviario è stato interrotto per diverse ore tra Hannover e Berlino a causa del ghiaccio sulle catenarie. Due treni hanno dovuto essere rimorchiati con locomotive diesel fino alla stazione della capitale. In Belgio il problema principale sono invece le strade. Le nevicate notturne hanno portato la neve a 15-20 cm. Nella capitale Bruxelles non circolano neanche bus e taxi.

Le previsioni. Nei prossimi giorni il copione del maltempo non cambierà molto. Vento, piogge e temporali anche forti sono attesi su tutta la penisola. Il servizio meteo dell’Aeronautica militare ha emesso un allerta per precipitazioni intense in particolare su Piemonte orientale, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, in estensione a Lazio e Campania.

In nottata possibile neve ad alte quote sui rilievi alpini e prealpini del Trentino Alto Adige e sull’Appennino centrale laziale. Attenzione ai venti forti, dai quadranti meridionali, su Sardegna, Sicilia, Liguria e regioni peninsulari, con intensificazione del moto ondoso lungo le coste esposte. Le temperature resteranno invece sostanzialmente stabili.

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24 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/24/news/maltempo_vigilia-10560588/?rss