Archivio | dicembre 27, 2010

Benzina, confermato il bonus fiscale: scongiurato lo sciopero

Benzina, confermato il bonus fiscale: scongiurato lo sciopero

Lo si apprende da fonti sindacali

.

fonte immagine

27 dicembre, 18:56
.

ROMA – Il governo ha confermato il bonus fiscale sulla benzina anche per il 2011, scongiurando la minacciata serrata dei benzinai.

”Comunichiamo ufficialmente che nel decreto milleproroghe e’ stata inserita la deduzione fiscale forfettaria per gli esercenti, pari a 24 milioni di euro per l’anno prossimo”. Lo ha detto il ministro per lo sviluppo economico, Paolo Romani, aprendo la conferenza stampa con i rappresentanti sindacali degli esercenti dei distributori di benzina, nella sede del ministero.

.
ROMANI: PREZZO IN LINEA CON GRANDI PAESI EUROPEI – Riguardo il prezzo della benzina ”l’analisi e’ molto complicata, ma la quota della componente fiscale e’ piu’ bassa che nella media dei grandi Paesi europei, ad eccezione della Spagna. Il prezzo finale e’ leggermente superiore rispetto alla media europea e non disallineato rispetto ai grandi Paesi europei”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato l’accordo con i sindacati dei distributori sul bonus fiscale e nel giorno in cui la ‘verde’ ha toccato nel sud Italia il prezzo di 1,5 euro al litro. Secondo Romani, ”serve una analisi del perche’ il prezzo industriale della benzina si collochi sulla fascia superiore della media europea. E’ un discorso che faremo insieme a distributori e petrolieri nei prossimi giorni e nel corso del 2011”.
.

Prima pagina: Ansa.it

.

ANTIRAZZISMO, UN GESTO DI GRANDE CIVILTA’ – Restituisce il premio in denaro e al Gran Galà cala il gelo

ALLORA, FORSE, NON TUTTO E’ PERDUTO..

Grazie Alberto. Il tuo è stato un gesto di grande civiltà che la Presidenza della Repubblica dovrebbe tenere in considerazione per una premiazione più vera e motivata. Da parte nostra, e credo dei nostri lettori, a te va il plauso e la riconoscenza per un gesto civile che ti espone, siamo sicuri, a dileggi  e, forse, anche a qualche ritorsione.

solleviamoci

_________________________

Restituisce il premio in denaro e al Gran Galà cala il gelo

.

ILLASI(Verona). Botta e risposta tra Alberto Fabris e l’assessore leghista Paolo Fasoli sul «no» all’aiuto a una signora straniera. Lo studente: «Date i miei 200 euro alla famiglia, vanno condannate le scelte razziste»; Fasoli: «Prima la tutela di chi è veneto e illasiano»

Zoom Foto

Alcuni degli sposi premiati durante il Gran Galà organizzato dall’amministrazione FOTO AMATO

.

di Vittorio Zambaldo

24/12/2010

.

Gran Galà del Premio Illasi con un fuori programma che ha movimentato la scena prenatalizia e l’atmosfera di buoni sentimenti che di solito accompagna questo genere di manifestazioni, quando vengono premiati cittadini illustri per meriti culturali, sportivi o imprenditoriali o coppie che hanno passato il mezzo secolo di vita matrimoniale.

Quand’è stato il turno di Alberto Fabris per ritirare la busta del premio con 200 euro e il diploma di encomio per il massimo dei voti conseguito alla maturità classica, questi ha preso la parola ringraziando l’amministrazione. «Felice di onorare il mio paese facendo del mio meglio», ha esordito, ma non ha evitato di accennare a un fatto che ha definito «gravissimo ed estremamente preoccupante». In una delibera di giunta di ottobre, che assegnava un contributo a favore di una persona in forte stato di indigenza, gli assessori in quota alla Lega nord, Paolo Fasoli ed Elena Colognato, davano voto contrario mettendo a verbale che «l’oggetto della delibera va contro i principi morali, etici e ideologici del movimento che noi rappresentiamo» e dichiaravano di impegnarsi per un regolamento che preveda erogazione di contributi solo ai residenti a Illasi da almeno cinque anni. «Criterio per ricevere sostentamento dunque», ha proseguito Fabris, «non sarebbe l’effettivo bisogno, ma una sintomatica “illasianità”, una discriminazione consapevolmente motivata in termini morali, etici e ideologici che ha un nome preciso: razzismo».

Disgustato dal fatto che l’amministrazione non abbia preso posizione, Fabris ha tenuto per sé solo il diploma e ha restituito al vicesindaco Bruno Zambaldo, che lo aveva premiato, la busta con il denaro, chiedendo che la cifra venga destinata alla signora in difficoltà. Applausi hanno accolto la dichiarazione del giovane, che è tornato al suo posto, ma applausi ci sono stati anche per l’assessore Fasoli, che chiamato a sua volta a premiare altri cittadini non ha perso l’occasione di rispondere a quello che ha definito «l’amico comunista che ha trasformato un giorno di festa in un comizio». Fasoli boccerebbe di nuovo la delibera: «perché prima dobbiamo pensare ai veneti, ai veronesi e agli illasiani».

Il sindaco Giuseppe Vezzari, a fine cerimonia, ha sottolineato il valore della famiglia, da cui nascono le eccellenze che il Comune ha premiato: «C’è stata qualche nota stonata», ha aggiunto riferendosi allo scambio Fabris-Fasoli, «perché ci sono momenti in cui devono prevalere la concordia e la comunità viva», ha concluso interrotto dall’applauso, «e perdonate i limiti umani, ma credetemi, lavoriamo per la concordia della nostra comunità». Condividendo le considerazioni di Fabris, anche Mauro Marconcini, tra i premiati per un premio di poesia, si era autoescluso comunicandolo con una lettera al sindaco in cui riteneva prematuro il riconoscimento per la sua carriera di poeta. «Mi sarei piuttosto aspettato di essere citato per il premio ricevuto come maestro del lavoro per i 40 anni esercitati come commerciante e rappresentante di categoria», ha precisato in seguito.
Al di là di questi momenti da nervi scoperti, la manifestazione ha avuto comunque il successo che merita per l’attenzione che l’amministrazione dimostra verso i concittadini. Lo spettacolo è stato garantito alla bravura della pianista russa Elena Bruk, che ha accompagnato il cantante Orazio Ragusa in un vasto repertorio di brani degli anni Quaranta, impreziositi dalle coreografie di ballo di Sergio Azzolini e della moglie Ornella Lombardi.

.

fonte:  http://www.larena.it/stories/Provincia/212815_restituisce_il_premio_in_denaro_e_al_gran_gal_cala_il_gelo/

FIAT – Camusso: Marchionne antidemocratico / Accordo Mirafiori, la Fiom incalza la Cgil “Svolta fascista, serve lo sciopero generale”

FIAT – Camusso: Marchionne antidemocratico

fonte immagine

Cremaschi, si faccia sciopero generale

27 dicembre, 13:23

.

(ANSA) – ROMA, 27 DIC – Sergio Marchionne e’ antidemocratico, illiberale e autoritario, cosi’ come e’ l’accordo separato per Mirafiori che cancella la liberta’ sindacale. Sono parole del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che aggiunge: ‘la Fiom non ha firmato perche’ l’accordo e’ poco rispettoso della fatica del lavoro. La Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato’. Dal canto suo, Cremaschi della Fiom rinnova l’appello alla Camusso a fare lo sciopero generale.

.

Prima pagina: Ansa.it

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/12/27/visualizza_new.html_1646643256.html

_____________________________________________________________

Accordo Mirafiori, la Fiom incalza la Cgil
“Svolta fascista, serve lo sciopero generale”

.

Cremaschi, presidente del Comitato centrale del sindacato metalmeccanico, invita la Camusso alla mobilitazione e a non sperare nell’aiuto di Confindustria: “Non lo fecero neppure nel 1925”

Accordo Mirafiori, la Fiom incalza la Cgil "Svolta fascista, serve lo sciopero generale" Una manifestazione della Fiom

.

ROMA – Dopo l’accordo separato su Mirafiori e quella che in un’intervista a Repubblica 1 la leader della Cgil Susanna Camusso chiama la “svolta autoritaria” della Fiat, l’unica risposta possibile è lo sciopero generale. E’ questa la posizione di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom.

Il 29 dicembre, ricorda Cremaschi, si terrà un comitato “straordinario” in cui verranno prese delle decisioni. “E’ vero che l’accordo di Mirafiori è storico – dice Cremaschi – ha un solo precedente: il 2 ottobre 1925 quando Mussolini, la Confindustria e i sindacati fascisti e nazionalisti sottoscrissero l’abolizione delle commissioni interne. Oggi Marchionne Cisl e Uil aboliscono in Fiat e Mirafiori le Rsu e le elezioni democratiche. E’ un atto di un autoritarismo senza precedenti nella storia della Repubblica: nemmeno negli anni ’50 si tolse ai lavoratori Fiat il diritto a votare per le loro rappresentanze. Per Cisl e Uil è una vergogna assoluta”.

Alla Cgil e a Susanna Camusso Cremaschi dice: “Deve finirla di illudersi che la Confindustria isoli la Fiat: non è successo nel 1925 e non succederà oggi, quindi l’unica risposta alla svolta autoritaria è lo sciopero generale”. Lo scorso 22 dicembre, incontrando una delegazione del movimento studentesco romano, la segretaria della Cgil, rispondendo alla richiesta di uno sciopero generale da convocare anche a sostegno della protesta contro i tagli all’istruzione, aveva però precisato che “i tempi non sono maturi”.

.

27 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2010/12/27/news/cremaschi_camusso-10617968/

Immigrati/ Sbarco a Barletta, rintracciati 60 palestinesi

Immigrati/ Sbarco a Barletta, rintracciati 60 palestinesi

12:29 – CRONACA- 27 DIC 2010

.

Immigrati/ Sbarco a Barletta, rintracciati 60 palestinesi

Tutti uomini, anche giovani: in corso l’identificazione

.
Roma, 27 dic. (Apcom) – Sessanta extracomunitari che si sono dichiarati palestinesi di Gaza sono sbarcati nella notte sulla spiaggia di Barletta, in Puglia. Sono arrivati intorno alla mezzanotte a bordo di un barcone, rimasto a qualche miglio dalla costa: poi, grazie a un gommone, in piccoli gruppi hanno raggiunto diversi punti della spiaggia di Barletta. Per rintracciarli è intervenuta la polizia, che nelle operazioni di soccorso è stata aiutata da carabinieri, guardia costiera, 118 e Caritas. Gli immigrati sono stati rifocillati e sono stati dati loro vestiti asciutti. È in corso l’identificazione. Sono tutti uomini e tra loro ci sono una trentina di ragazzi, dell’età apparente di 15/17 anni. Nessuna traccia degli scafisti.


fonte:  http://www.apcom.net/newscronaca/20101227_122903_583873a_107633.html

PENSIONI – L’assegno di previdenza? Arriverà un anno più tardi

Finisce il trattamento anticipato per le donne se non hanno 40 anni di contributi

L’assegno di previdenza?
Arriverà un anno più tardi

.


Tutte le novità del 2011: da «quota 96» alle finestre mobili

.

MILANO – La pensione pubblica si allontana sempre di più. Dal 2011 i requisiti per la rendita di anzianità fanno un altro scatto in avanti. E debutteranno le nuove finestre mobili: per riscuotere materialmente l’assegno, una volta raggiunti i requisiti, i lavoratori dipendenti dovranno aspettare dodici mesi e gli autonomi un anno e mezzo. Vediamo le novità.

Anzianità più difficile
Dal prossimo anno i lavoratori dipendenti andranno in pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia soltanto se la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità lavorativa ammonta a 96 la cosiddetta «quota 96», a patto che abbiano almeno 60 anni d’età. Quindi occorrono 60 anni di età e 36 di contributi, oppure 61 anni e 35 di versamenti. Ai fini del raggiungimento dei requisiti, nel rispetto dei limiti minimi di età e contribuzione, contano anche le frazioni d’anno. Ad esempio matura il diritto alla pensione di anzianità anche il dipendente che a marzo 2011 può vantare 60 anni e 6 mesi di età e una contribuzione di 1.846 settimane 35 anni e sei mesi. Più dura la vita degli autonomi artigiani, commercianti, coltivatori diretti, per i quali la quota è fissata a 97, con un minimo di 61 anni di età: possono pertanto ottenere la pensione con 61 anni e 36 di contributi, oppure 62 di età e 35 di versamenti. Anche in questo caso valgono le frazioni d’anno. Fino al 31 dicembre 2010 era in vigore la quota 95 per i dipendenti età minima 59 anni e 96 per gli autonomi minimo 60 anni.

La finestra è mobile
I lavoratori dipendenti che maturano il diritto a partire dal primo gennaio 2011 potranno intascare l’assegno dell’Inps anzianità o vecchiaia dopo un anno dalla data di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. Un anno e mezzo di panchina, invece, per chi si è messo in proprio artigiani, commercianti, coltivatori diretti. Praticamente, una volta raggiunto il requisito, il pagamento scatta a partire dal 13° mese successivo per i dipendenti e dal 19° mese per gli autonomi.
Chi quindi li matura a 60 anni avendo raggiunto già il monte contributivo potrà ricevere la pensione solo dopo aver compiuto i 61 anni. Per i lavoratori autonomi l’età per la pensione di anzianità si alza ancora di più, visto che ai 61 anni come età minima per l’uscita vanno aggiunti 18 mesi di attesa della finestra mobile arrivando a 62 e mezzo. Gli uomini che non hanno i requisiti contributivi per l’anzianità e devono aspettare l’età di vecchiaia 65 anni usciranno quindi a 66 i dipendenti; mentre per gli autonomi ce ne vorranno 66 e mezzo. Le nuove regole sulla decorrenza, che riguardano solo coloro che raggiungono i requisiti a partire dal 2011, non si applicano al personale della scuola gli insegnanti continueranno ad andare in pensione dal 1° settembre di ogni anno, a coloro che avevano in corso il periodo di preavviso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti entro la data di cessazione del rapporto di lavoro, e, nel limite di 10 mila unità, coloro che si trovano in mobilità con accordo stipulato entro il 30 aprile scorso, nonché i lavoratori coinvolti nei cosiddetti piani di esubero banche, assicurazioni, ecc.. Per chi raggiunge i requisiti entro il 2010 si applicano le vecchie finestre con cadenza trimestrale per le pensioni di vecchiaia e di anzianità con 40 anni di contributi, semestrali per chi utilizza il sistema delle quote. I dati Istat registrano che nel 2010 l’età media di chi ha raggiunto il pensionamento è di poco più di 61 anni, ma già a partire dal 2011, grazie alla finestra mobile, si prevede che la media salirà gradualmente e supererà i 62 anni, avvicinandosi ai 63.

Pensioni rosa
La pensione di anzianità dal 2011, come abbiamo detto, richiede un’età minima di 60 anni. Per le lavoratrici del settore privato ciò coincide con il limite di età previsto per la vecchiaia. Possiamo dire quindi che per le donne, che non possono contare su 40 anni di versamenti, la pensione anticipata non esiste più. Diversa situazione invece per le impiegate nel pubblico impiego, che hanno un requisito anagrafico per la vecchiaia di 61 anni che salirà a 65 dal 2012. Per loro sarà ancora possibile l’uscita anticipata per anzianità con 60 anni di età e 36 di contributi. Anche qui si applica la finestra mobile e quindi un anno di attesa una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi. Sarà comunque possibile avere la pensione di anzianità, indipendentemente dall’età, con almeno 40 anni di contributi, ai quali andranno comunque sommati i 12 mesi di attesa della finestra mobile, e diventano così 41.

Quanto ci costa
Una buona notizia: il programmato aumento della quota di contribuzione a carico dei lavoratori, destinata al fondo pensioni più 0,09% dal primo gennaio 2011, è stato cancellato con la recente approvazione della cosiddetta Legge di Stabilità. La pensione si allontana, ma perlomeno non ci costa di più.

Gli aumenti
Dal primo gennaio, grazie allo scatto di scala mobile 1,4% le pensioni minime aumentano di 7 euro al mese passando da 460,97 a 467,43 euro. Con l’incremento Istat, sale anche l’assegno sociale, la rendita assistenziale corrisposta agli ultrasessantacinquenni privi di altri redditi, che sale da 411,53 a 417,30 euro al mese. Mentre la pensione sociale raggiunge 343,90 euro al mese. Quest’anno, a differenza dell’anno scorso, non ci sarà alcun conguaglio. Né positivo, né negativo. Brutte notizie, invece, per le rendite medio alte, comprese cioè tra 3 e 5 volte il trattamento minimo Inps. Per il triennio 2008-2010 hanno potuto godere di una copertura totale, 100% dello scatto Istat, mentre dal 2011 non sarà più così. L’aumento per l’anno prossimo sarà così articolato: 1,4% ossia l’aliquota intera sulla fascia di pensione mensile sino a 1.382,91 euro, il triplo del minimo di dicembre 2010; 1,26% 90% dell’incremento sulla fascia compresa tra 1.382,91 e 2.304,85 euro; 1,05% 75% dell’aliquota sulla quota mensile eccedente 2.304,85 euro, cinque volte il minimo 2010.

Il vecchio milione
Chi beneficia della maggiorazione prevista dalla Finanziaria 2002 che a suo tempo ha consentito di riscuotere 516.46 euro il famoso milione di lire al mese del precedente governo Berlusconi, nel 2011 incasserà 604 euro. L’anno prossimo l’«ex milione», che ricordiamo spetta agli ultrasettantenni o ultrasessantenni se invalidi totali, verrà attribuito a condizione che l’interessato non consegua redditi propri d’importo superiore a 7.850 euro. Se si tratta di soggetto sposato è inoltre necessario che il reddito, cumulato con quello del coniuge, non superi i 13.275 euro redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti, con esclusione della casa di abitazione.

.

Domenico Comegna
27 dicembre 2010

fonte:  http://www.corriere.it/economia/10_dicembre_27/L-assegno-di-previdenza-Arrivera-un-anno-piu-tardi_51e0267c-1188-11e0-8f66-00144f02aabc.shtml

LUCCA – ‘Ndrangheta: rapinatore si fa arrestare “Sono stufo di fare questa vita”

‘Ndrangheta: rapinatore si fa arrestare
“Sono stufo di fare questa vita”

.

Il capo della Squadra Mobile di Lucca, dott. Virginio Russo – fonte immagine

.

Il 22 dicembre ha chiamato il capo della mobile di Lucca: “Venitemi a prendere, sono solo e voglio cambiare vita”. Confessa una rapina a Bientina e una tentata rapina a Chiavari. Sostiene di essere stato un ex collaboratore di giustizia

.

Conosceva bene il capo della squadra mobile di Lucca, Virginio Russo che in passato lo aveva arrestato e il 22 dicembre l’ha chiamato al telefono: “Dottore, non ce la faccio più. Sono solo e stufo, voglio cambiare vita, venga ad arrestarmi”. Il dirigente della polizia lucchese ha riconosciuto Paolo Anfossi, 56 anni, pregiudicato di origini calabresi, una vita passata fra la Liguria e la Toscana.

“L’avevo arrestato tre anni fa – racconta il capo della mobile – per detenzione di arma clandestina. Era stato già in carcere a lungo per estorsione, associazione a delinquere di stampo mafioso e sequestro di persona. Uscito dal carcere, gli notificai un avviso del questore. Allora viveva a Lucca con la sua compagna e più volte c’eravamo sentiti perchè voleva aprire un’attività e aveva problemi proprio per via del suo passato turbolento”. Russo gli dà qualche consiglio e poi lo perde di vista fino al 22 dicembre quando gli arriva, tramite il centralino della questura di Lucca, la telefonata di Anfossi: “Dottore mi aiuti, sono solo, preferisco andare in carcere”. Unica condizione richiesta: che ad arrestarlo fosse proprio il capo della mobile.

La mattina dopo gli investigatori lucchesi vanno a Chiavari nella pensione che da qualche giorno ospita l’uomo. Paolo Anfossi confessa di aver commesso una rapina il primo dicembre a Bientina (Pisa) puntando un taglierino alla gola della cassiera della Cassa di Risparmio di Firenze: bottino 5mila euro. Confessa anche una tentata rapina a Chiavari al Monte dei Paschi di Siena, sventata dall’intervento di una guardia giurata. “Basta, non voglio più fare del male a me stesso e al prossimo, arrestatemi, voglio andare in carcere” dice in lacrime.

.

27 dicembre 2010

fonte:  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/12/27/news/_ndrangheta_rapinatore_si_fa_arrestare_sono_stufo_di_fare_questa_vita-10612270/?rss

L’Italia scrive al Presidente. Sfiducia in tutto il resto

L’Italia scrive al Presidente. Sfiducia in tutto il resto

.

di Marcella Ciarnelli

tutti gli articoli dell’autore

.

Quirinale, ultimo rifugio
.

L’ultimo a scrivere è stato Marco Castoldi, in arte Morgan, cantante maledetto e papà addolorato. Prima di lui, senza scrivere ma di persona, è stato il sindaco di Sperone, paese in provincia di Avellino, a portare sotto un’acqua torrenzile la sua protesta al Quirinale per la riduzione degli ospedali in Irpinia decisa però dalla Regione. E solo qualche giorno fa al Colle erano saliti per un lungo colloquio i rappresentanti del movimento degli studenti per testimoniare del disagio dei giovani al presidente della Repubblica che loro hanno definito «il nostro unico interlocutore».

MIGLIAIA DI MESSAGGI
E ora scrivo al presidente. Sembra essere diventata questa la soluzione a tutti mali di un Paese alle prese con una crisi con tante facce, forse l’una conseguenza dell’altra. Soffre l’economia, la politica non riesce a dialogare con la gente ed i problemi quotidiani conundistacco sempre più evidente, le istituzioni troppo spesso vengono coinvolte in vicende che di istituzionale hanno davvero poco. E allora chi vuole essere ascoltato, chi ha bisogno di risposte, chi ha bussato ad altre porte senza ricevere risposte, si rivolge al Quirinale. Si contanoa migliaia le richieste d’attenzione.

vuoi continuare a leggere questo articolo? CLICCA QUI

.

27 dicembre 2010

fonte:  http://www.unita.it/italia/l-italia-scrive-al-presidente-sfiducia-in-tutto-il-resto-1.262883

Roma, raffica di allarmi bomba. Disinnescato ordigno all’ambasciata greca

Roma, raffica di allarmi bomba
disinnescato ordigno all’ambasciata greca

.

Nel mirino le sedi diplomatiche del Venezuela, Ucraina, Principato di Monaco, Svezia, Marocco e Danimarca. Esclusa la rappresentanza di Atene (dove l’esplosivo è stato trovato) sono tutti falsi allarmi. Confermata pista anarchica: “C’è un’unica regia”

Roma, raffica di allarmi bomba disinnescato ordigno all'ambasciata greca

.

ROMA – Ambasciate nuovamente nel mirino a Roma. Dopo i due ordingi esplosi il  23 dicembre 1scorso nella sedi diplomatiche della Svizzera e del Cile  in mattinata un altro plico che poteva esplodere è stato recapitato all’ambasciata di Grecia dove sono al lavoro gli artificieri dei carabinieri per disinnescare l’ordigno. In Procura erano praticamente certi che altri pacchi-bomba sarebbero stati consegnati nei giorni successivi al 23: “Ce ne saranno in giro altri ancora – spiegavano a piazzale Clodio prima di Natale -, tutto dipende dal servizio postale che riprende a regime dopo le feste e dai suoi tempi di consegna”.

LE FOTO: I CONTROLLI ALL’AMBASCIATA GRECA 2

Segnalazioni di plichi sospetti sono giunte stamane dalla ambasciate di Venezuela, Marocco, Kuwait, Principato di Monaco, Svezia e Danimarca. Non è da escludere che nel corso della giornata possano arrivare altre segnalazioni da amabasciate e consolati con sede nella capitale. Gli investigatori seguono la pista anarchica dopo la rivendicazione della Federazione anarchica informale.

Grecia. Il pacco bomba era costituito da una busta gialla, di quelle utilizzate per imballare oggetti fragili, contenente un porta cd con un innesco a strappo. “E’ arrivato venerdì ma nessuno l’ha aperto per via delle festività natalizie” dice l’ambasciatore greco in italia, Michale E. Cambanis. “Oggi abbiamo visto qualcosa di molto sospetto e così abbiamo informato immediatamente le forze dell’ordine- ha spiegato Cambanis- sono arrivati in tre minuti, è stato un intervento perfetto”.

Venezuela.
E’ rientrato l’allarme bomba all’ambasciata del Venezuela a Roma. Gli artificieri hanno aperto il plico sospetto ed hanno trovato solo dei biglietti di auguri.

Kuwait.
L’allarme è stato dato dai dipendenti dell’ambasciata dopo aver notato un plico sospetto. Sul posto sono al lavoro gli artificieri dei Carabinieri.

Svezia. Altro falso allarme. Alle 9.30 I carabinieri sono stati allertati dai dipendenti della sede diplomatica su alcuni plichi sospetti: in piazza Rio de Janeiro si sono recati gli artificieri, che hanno appurato che si trattava di normale corrispondenza.

Principato di Monaco. Un piccolo pacco privo dell’indicazione del mittente era stato immediatamente segnalato alla polizia che ha subito inviato gli artificieri per verificare cosa contenesse il plico. Una volta aperto si è scoperto che si trattava di un libro.

Le indagini. Ci sarà un unico procedimento penale per tutti i ‘fatti-reato’ legati alla consegna di plichi esplosivi presso le diverse ambasciate straniere di Roma. Un solo fascicolo in cui il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, coordinatore del pool di magistrati dell’antiterrorismo, ipotizza il reato di attentato con finalità di terrorismo. Gli inquirenti ritengono che l’invio di questi pacchi bomba abbia un’unica regia, quella del Fai, la Federazione Anarchica Informale, che ha rivendicato lil ritrovamento dei primi ordigni, avvenuto il 23 dicembre scorso.

Più cauto il capo della Polizia Antonio Manganelli: “‘Finora non sono emersi elementi di collegamento materiale tra l’ondata di plichi bomba dello scorso mese in Grecia e le recenti azioni nel nostro paese. I contatti e la sinergia di intenti tra gli anarco-insurrezionalisti dei due paesi, tuttavia – aggiunge Manganelli – sono costantemente oggetto di indagini congiunte da parte delle forze di polizia italiane e greche”.

.

27 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/27/news/bomba_grecia-10612029/?rss

BELPIETRO, UN ‘CASO PSICHIATRICO’ – Da “Libero” accuse shock a Fini: “Vuole farsi un attentato da solo”

Da “Libero” accuse shock a Fini
“Vuole farsi un attentato da solo”

.


.

In un editoriale il direttore Belpietro riferisce di presunte voci circa una manovra del presidente della Camera per screditare Berlusconi. La replica di Lo Presti: “Un caso psichiatrico”. La procura di Trani apre un’inchiesta

Da "Libero" accuse shock a Fini "Vuole farsi un attentato da solo"

.

ROMA – Un titolo a tutta pagina “Fini è fallito” e più in basso un editoriale del direttore Maurizio Belpietro: “Su Gianfranco iniziano a girare strane storie”. Il quotidiano Libero riprende oggi la sua battaglia senza esclusione di colpi contro il presidente della Camera rivelando che il leader di Futuro e Libertà avrebbe pensato di organizzare un falso attentato nei suoi confronti a fini propagandistici. Il progetto dovrebbe essere messo in pratica durante una visita istituzionale ad Andria e per organizzarlo Fini “si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200mila euro”. Il prezzo, scrive ancora Belpietro, comprenderebbe “il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, così da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio”. Secondo il direttore di Libero, “l’operazione punterebbe al ferimento di Fini e dovrebbe scattare in primavera, in prossimità delle elezioni, così da condizionarne l’esito”.

Su quanto scritto da Belpietro ha decisio di aprire un’indagine il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo, anche se è difficile immaginare che gli accertamenti di polizia giudiziaria possano portare a qualche passo concreto. Certe invece le conseguenze politiche dell’editoriale, con la pronta replica del segretario amministrativo di Futuro e Libertà Nino Lo Presti.

“Maurizio Belpietro non deve preoccuparsi: la credibilità di Libero, il quotidiano da lui diretto, è già perduta da tempo, non c’è bisogno di metterla in discussione. Difatti, l’ultimo suo delirio su un possibile attentato a Gianfranco Fini, a scopo propagandistico, la dice lunga sulle condizioni psichiche di questo giornalista che ha fatto dell’ingiuria e della calunnia il leitmotiv della sua carriera”, afferma Lo Presti. Secondo l’esponente di Fli, “l’instabilità di Belpietro è ormai un dato acquisito, così come è acclarata la sua totale mancanza di coraggio nell’accettare un confronto con il sottoscritto, che ancora attende soddisfazione dopo essere stato definito insieme agli altri colleghi finiani ‘traditore’. Il vero traditore di quella che dovrebbe essere la regina delle professioni intellettuali è proprio lui – continua il deputato finiano – che ha ridotto il giornalismo ad un suk di pettegolezzi e falsità”.

.

27 dicembre 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2010/12/27/news/fini_belpietro-10614967/?rss

MALTEMPO – Allerta neve in Usa, disagi in mezzo mondo

Allerta neve in Usa, disagi in mezzo mondo

.

La neve a New York – © Copyright ANSA – Tutti i diritti riservati

Circa 2 mila voli cancellati, aeroporto La Guardia paralizzato

.

ROMA – Mezzo mondo e’ stretto nella morsa del maltempo, con temperature in picchiata e neve che hanno causato vittime e forti disagi nei trasporti.
.
USA, STATO DI EMERGENZA NEL NORDEST
Nel nordest degli Stati Uniti nevica da ore e per oggi è atteso mezzo metro di neve accompagnata da una gelida tormenta di neve, che promette di aumentare i disagi. Oltre al Jfk, anche gli altri due principali scali di New York, La Guardia e Newark, sono praticamente fermi da ieri sera. Centinaia i voli cancellati. Disagi anche su strade e ferrovie: molte linee sulla costa orientale sono state fermate. Cinque stati – North Carolina, Virginia, Maryland, New Jersey e Massachusetts – hanno dichiarato ieri lo stato di emergenza e stamani si è aggiunto il Maine. Lo stesso hanno fatto i sindaci di Philadelphia, Boston, Providence, Rhode Island, Portland, e New York.
.
RUSSIA, 1.300 FERITI PER GHIACCIO A MOSCA
Ritardi, anche di alcune ore, si registrano all’aeroporto internazionale Domodedovo a Mosca, dopo il blocco di diverse ore di ieri. Una trentina di voli sono invece stati cancellati all’altro aeroporto internazionale, Cheremetievo. A Mosca, diverse linee del trasporto pubblico sono state bloccate. Nella capitale, nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.300 feriti causati dal freddo che ha ghiacciato le strade. Il maltempo crea disagi anche nell’approvvigionamento elettrico: circa 67.000 persone sono rimaste senza corrente a Mosca e in altre zone della Russia centrale.
.
POLONIA, OTTO MORTI A NATALE
Il freddo ha causato la morte di otto persone durante le feste di Natale in Polonia, facendo salire a 127 il bilancio delle vittime del maltempo nel Paese dallo scorso novembre. Le vittime sono soprattutto uomini tra i 35 e i 60 anni, senza fissa dimora e spesso alcolizzati. Dopo una breve tregua tra giovedì e venerdì scorsi, le temperature sono di nuovo scese a meno 10 gradi in gran parte del Paese. Nello scorso inverno, 298 persone sono morte per il freddo in Polonia.
.
BELGIO, NEVICATE STRACCIANO RECORD 1906
Nel 2010, i giorni di neve sono stati 53, quattro in più dell’anno record del 1906. E prima della fine dell’anno, il servizio meteorologico nazionale prevede altri due giornate di neve. Il peggio sembra tuttavia passato: la neve ha causato forti disagi al traffico aereo, decine di passeggeri hanno passato la notte di Natale all’aeroporto di Bruxelles.
.

Prima pagina: Ansa.it

.

27 dicembre, 12:45