Joan Baez compie 70 anni e «sbarca» a Sanremo

Joan Baez compie 70 anni
e «sbarca» a Sanremo

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Joan Baez compie 70 anni (il 9 gennaio) e piu’ di 50 di carriera (il suo debutto al festival di Newport e’ del 1959) mentre, grazie a Sanremo, il suo nome sta per rientrare nel grande giro della cronaca musicale italiana perche’ Here’s to You – La ballata di Sacco e Vanzetti (scritta nel 1972 con la musica di Ennio Morricone per il film di Giuliano Montaldo) sara’ cantata da Emma e i Moda’ nella serata dedicata ai 150 anni dell’Unita’ d’Italia. Una coincidenza (e chissa’ cosa ne pensera’ lei) che ovviamente incide poco sulla vicenda di un’artista che resta un simbolo dell’impegno per le liberta’.

Negli anni ’60 Joan e’ stata la regina di quel folk revival che ha avuto come epicentro il Greenwich Village di New York e come cantore assoluto Bob Dylan, che proprio 50 anni fa, il 24 gennaio del 1961, iniziava a cantare, infreddolito e senza un centesimo, al Cafe Wha? di MacDougal Street. Quando i due si sono conosciuti e poi fidanzati lei era una star e lui un giovane talentuoso in cerca del successo. E i primi successi sono arrivati dopo che la Baez aveva cantato le canzoni di mr. Zimmermam (il vero cognome di Dylan). Era lei l’interprete femminile perfetta per il repertorio di Pete Seeger, Woody Guthrie, Phil Ochs, sia per la sua bravura d’interprete che per la sua personalita’ fuori dal comune.

Gli anni ’60 l’hanno vista in prima fila nella lotta per i diritti civili dei neri, delle donne e contro il Vietnam (suo marito fu incarcerato per renitenza alla leva) e non e’ un caso che abbia partecipato al festival di Woodstock. Da questo punto di vista la Baez detiene un record essendo stata l’unica artista presente a Woodstock, al concerto per il Bangladesh del 1971 (il primo mega concerto benefico della storia) e al Live Aid, dove apri’ la parte di Philadelphia. Nel suo curriculum ci sono alcune apparizioni storiche in alcune delle piu’ importanti manifestazioni per la liberta’ e i diritti civili in America.

Con l’evolversi del mercato, ha perso il ruolo di star ma non e’ mai entrata nella deriva dell’artista in declino e il suo prestigio e’ ancora intatto. Qualche anno fa, nel 2006, il suo ultimo concerto all’Auditorium di Roma, e’ stato un trionfo, concluso da tutta la platea che cantava We Shall Overcome. Il suo curriculum di attivista e’ ricco quanto quello dell’artista: i diritti umani, la difesa di gay e lesbiche, l’ambiente, la guerra in Iraq, la pena di morte, la poverta’ sono le campagne difese attivamente da Joan Baez in giro per il mondo. Nel 2008 ha sostenuto l’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barak Obama. L’ultima sua azione militante e’ stata a favore delle proteste degli studenti iraniani: per questo ha registrato una versione di We Shall Overcome con alcuni versi in persiano e l’ha messa su Internet.

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06 gennaio 2011

fonte: http://www.unita.it/culture/joan-baez-compie-70-anni-br-e-sbarca-a-sanremo-1.264403

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Sacco e Vanzetti – Ballata di Sacco Vanzetti ( Morricone- J.Baez)

kixja | 29 ottobre 2010

Per non dimenticare ed onorare due grandi Anarchici: emigrati negli Stati Uniti D’America, in cerca di lavoro , Fuggirono in Messico , quando scoppiò la guerra, perchè mai anarchici quali erano, avrebbero impugnato un’arma per uccidere o per venire uccisi per lo Stato . Lottarono per i diritti degli emigrati e contro il razzismo e per questi motivi furono accusati ingiustamente di furto e omicidio, avendo persino degli alibi perfetti e delle testimonianze a favore. Il giudice disse chiaramente che i veri motivi furono quelli politici e li condannò alla sedia elettrica. W ‘Anarchia!

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HERE’S TO YOU

FreeNeverSaid | 20 luglio 2009

“Here’s to you” (1971)
Musica Ennio Moricone-Testo Joan Baez
Interprete Lisbeth Scott
Scene tratte dal film “Sacco e Vanzetti”
di Giuliano Montaldo

Che senso abbia ricordare una storia
di tanti anni fa’ non saprei proprio,
Un tardivo ed inutile riconoscimento
alla giustizia negata oppure l’ennesimo
atto di accusa contro la pena di morte.
Forse però anche un monito per i nostri
giorni a non dimenticare che ognuno
è straniero altrove,in qualche luogo,
e ognuno carnefice a casa propria.
Vittima o boia del nostro prossimo
non sono ruoli assegnati dal caso,
ognuno è libero di scegliersi il suo.

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