Archivio | marzo 3, 2011

USA, a morte la talpa di Wikileaks? / Spielberg girerà un film su Wikileaks

USA, a morte la talpa di Wikileaks?

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Bradley Manning – fonte immagine

Il giovane soldato Bradley Manning è stato bombardato con altri 22 capi d’accusa da parte dei vertici militari statunitensi. Ora rischia la pena capitale per aver supportato il nemico, rilasciando online materiale riservato

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giovedì 3 marzo 2011

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Roma – C’è chi ha sottolineato come, al confronto, i problemi con la giustizia del founder di Wikileaks Julian Assange sembrino una spensierata passeggiata nel parco. Gli alti vertici dell’Esercito statunitense hanno recentemente bombardato, con 22 nuovi capi d’accusa, il giovane soldato Bradley Manning.

Arrestato nel maggio dello scorso anno, il militare statunitense era già stato accusato di aver trasmesso migliaia di informazioni riservate, in seguito alla divulgazione di materiale scottante da parte dell’ormai arcinoto sito delle soffiate. A denunciarlo alle autorità era stato Adrian Lamo, meglio conosciuto negli Stati Uniti come il cracker senza casa.

Manning era stato dunque rinchiuso a Quantico, in Virginia, appeso a otto capi d’accusa secondo la legge federale e due secondo il codice militare. Lo stesso Uniform Code of Military Justice avrebbe ora affibbiato altri 22 reati al giovane soldato, accusato in primis di aver supportato il nemico.

Non è tuttora chiaro di quale nemico stia parlando l’Esercito statunitense. Manning aveva consegnato alla Rete un video poi apparso su Wikileaks, un filmato dal titolo Collateral Murder che mostra un elicottero a stelle e strisce scagliarsi contro un gruppo di civili iracheni senza alcuna apparente giustificazione.

L’aver “aiutato il nemico” potrebbe ora costare al militare la pena capitale, sebbene lo stesso Esercito abbia mostrato intenzioni meno estreme. Bradley Manning rischierebbe – con una sentenza più morbida da parte della corte marziale – di passare la sua intera esistenza in carcere.

Tra i 22 capi d’accusa, quello relativo ai nemici è certamente il più pesante. Manning avrebbe anche rubato una pubblica proprietà, accusato inoltre di frode informatica e violazione del noto Espionage Act. Ovvero della stessa legge che il governo statunitense vorrebbe sfruttare per incriminare il founder di Wikileaks Julian Assange.

Ma l’Esercito statunitense non ha parlato di un diretto collegamento tra il sito delle soffiate e Bradley Manning. Secondo gli osservatori, i vertici militari vorrebbero sfruttare il caso di Manning come un esempio per tutti gli altri soldati. Evitando l’eccessivo clamore che solleverebbe una condanna a morte.

Mauro Vecchio

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fonte:  http://punto-informatico.it/3102138/PI/News/usa-morte-talpa-wikileaks.aspx

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Spielberg girerà un film su Wikileaks

Assange sarà protagonista di una pellicola simile al celebre “Tutti gli uomini del presidente” sullo scandalo Watergate

Julian Assange

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ROMA – Steven Spielberg realizzerà un film su Wikileaks. Il regista Usa ha infatti acquistato i diritti del libro “Wikileaks: inside Julian Assange’s war on secrecy” (“Wikileaks: dentro la guerra di Julian Assange sulla segretezza”) scritto dai giornalisti del Guardian David Leigh e Luke Harding e pubblicato il 31 gennaio scorso.

Secondo quanto scrive lo stesso Guardian, il film sarà un thriller investigativo simile a Tutti gli uomini del Presidente (il celebre film con Robert Redford e Dustin Hoffman tratto dal best-seller di Bob Woodward e Carl Bernstein, i giornalisti del Washington Post che fecero scoppiare lo scandalo Watergate) e sarà prodotto dalla DreamWorks, lo studio fondato nel 1994 da Spielberg, Jeffrey Katzenberg e David Geffen.

Nel loro libro, i giornalisti Leigh e Harding raccontano della vita turbolenta di Julian Assange, dalla sua infanzia itinerante fino alla creazione del sito Wikileaks nel 2006.

Il libro racconta inoltre la storia della partnership esplosiva con il Guardian e la pubblicazione, lo scorso dicembre, di oltre 250 mila documenti diplomatici. Lo scorso gennaio, i produttori Barry Josephson e Michelle Krumm avevano annunciato di aver acquistato i diritti di The Most Dangerous Man in the World (L’uomo più pericoloso del mondo), biografia dell’ex hacker di prossima pubblicazione scritta dal reporter australiano Andrew Fowler

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MULTIMEDIA


VIDEO
Biden: “Vogliamo far incriminare Julian Assange”

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03 marzo 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/391455/

Bergamo, a due anni “evade” dal nido

03/03/2011 – LA STORIA

Bergamo, a due anni “evade” dal nido

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Apre le porte automatiche mentre i compagni dormono, lo trova per caso una passante
L’imbarazzo delle educatrici: «Abbiamo preso provvedimenti»

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Un bambino decisamente sveglio: a soli due anni ha trovato il modo di fuggire dall’asilo, passando attraverso il sistema di porte automatiche. Per fortuna una passante si è incuriosita quando l’ha visto girare in pigiamino per strada e l’ha riportato al nido comunale di Gorle, nel Bergamasco.

Mentre gli altri bambini dormivano all’ora del pisolino, il piccolo si è accorto che l’educatrice si era momentaneamente assentata e ne ha approfittato per andare nell’atrio, ha premuto il pulsante di apertura della porta principale, è uscito in giardino, è arrivato al cancellino e ha ripetuto l’operazione. È uscito sulla centrale via Libertà a pochi metri dal traffico e ha cominciato a girovagare al in pigiamino e ciabatte. In quelle condizioni l’ha visto una signora che ha capito che cosa doveva essere successo e l’ha riportato al sicuro.

«Riconosciamo che c’è stato un problema – ha dichiarato la presidente della cooperativa a L’Eco di Bergamo- per il quale abbiamo già preso dei provvedimenti. Il Comune di Gorle ci ha rinnovato la fiducia e sarà convocata una riunione per tutti i genitori, in modo da spiegare la situazione e confrontarci. Tutti gli operatori della struttura sono stati sentiti e verranno presi i provvedimenti del caso»

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fonte:  http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/391506/

La Fao: prezzo del cibo mai così alto “Altri rischi dalla corsa del petrolio”

03/03/2011 – L’EMERGENZA DELL’AGENZIA DELL’ONU

La Fao: prezzo del cibo mai così alto
“Altri rischi dalla corsa del petrolio”

A febbraio un aumento da record spinto dalle rivolte in Nord Africa

A febbraio l’indice è schizzato a 236 punti dai 231 di gennaio

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ROMA – I prezzi degli alimentari volano mettendo a segno il rincaro più alto da sempre. A lanciare l’allarme è la Fao, che ha registrato per febbraio l’ennesimo record: il rialzo maggiore da quando esistono le serie storiche, ovvero dal 1990.

Sull’aumento dei prezzi ha pesato il caro-energia, che ha dato un ulteriore spinta a una corsa lunga otto mesi. Una fiammata che da una parte risente del caso esploso nel Nord Africa e nel Medio Oriente e dall’altra nè è alla base, rappresentando la causa prima delle «rivolte del pane». Infatti, il Fondo monetario internazionale ha commentato con «preoccupazione» i nuovi massimi, proprio per l’impatto che possono avere sulle fasce più povere della popolazione.

Guardando ai numeri, a febbraio l’indice dell’organizzazione, fondato su un paniere di beni composto da materie prime come grano, riso, carne, prodotti caseari, è schizzato a 236 punti, con un aumento del 2,2% sul mese prima, che è appunto l’incremento maggiore da quando va avanti la rilevazione, oltre vent’anni.

L’agenzia dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura spiega come i rincari abbiano riguardato tutte le commodity monitorate, ad eccezione delle zucchero. In particolare, l’indice dei prezzi dei cereali, in cui rientrano grano, riso e mais, è salito del 3,7%, raggiungendo il livello più alto dal luglio 2008. I prezzi di latte e derivati sono balzati del 4% da gennaio, mentre quelli della carne, che hanno un peso importante sui consumi delle famiglie nei Paesi industrializzati, hanno messo a segno un rialzo congiunturale del 2%.

Per David Hallam, direttore della divisione Fao Commercio e Mercati, «l’improvviso picco del prezzo del petrolio potrebbe esacerbare ulteriormente la situazione già molto precaria dei mercati alimentari». Gli squilibri nel comparto oil aggiungono, ha sottolineato, «ulteriore incertezza sull’andamento dei prezzi, proprio quando sta per avere inizio la semina in alcune delle principali regioni produttrici». Alle tensioni sul settore energetico si aggiunge, ha evidenziato sempre la Fao, l’attesa per una restrizione dell’offerta di cereali, che potrebbe generare nuovi rincari (già a febbraio, rispetto allo stesso mese del 2010, si è registrato un aumento del 70% dei prezzi internazionali dei cereali all’export). Mentre sul fronte petrolio, ha fatto sapere il dg della compagnia petrolifera statale libica Noc, la produzione di petrolio del Paese si è dimezzata a causa delle rivolte.

Insomma, l’inflazione è sempre più sottoposta alle pressioni di pane ed energia. A confermarlo è anche il governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che parla di spinte crescenti sui prezzi proprio a causa del rincaro dello commodity. Per Confcommercio «con il boom delle materie prime alimentari ed energetiche», il rialzo dei prezzi al consumo «potrebbe arrivare entro l’estate fino al 3%». La fiammata delle commotidy suscita timori anche tra gli agricoltori, secondo Confagri, «i già provatissimi bilanci» sono sempre più a rischio.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/391526/

Libia, Gheddafi attacca zone petrolio. Ipotesi trattative

Libia, Gheddafi attacca zone petrolio. Ipotesi trattative

giovedì 3 marzo 2011 20:58

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Il leader libico Muammar Gaddafi . REUTERS/Ahmed Jadallah

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BREGA, Libia (Reuters) – I militari fedeli a Muammar Gheddafi oggi hanno attaccato i ribelli che hanno il controllo degli hub dell’export petrolifero nell’est della Libia per il secondo giorno, mentre la Corte Penale internazionale ha fatto sapere che il rais e i membri della sua cerchia potrebbero essere indagati per presunti crimini commessi contro i civili dalle forze di sicurezza.

Il Venezuela, intanto, ha fatto sapere che Gheddafi ha accettato la proposta del presidente Hugo Chavez di una commissione internazionale da inviare in Libia per trattare con entrambe le parti (governo e ribelli ndr) la fine del conflitto.

Ma i ribelli che hanno dato vita al Consiglio nazionale libico, che ha sede nella Libia orientale, hanno detto di essere disponibili ad una trattativa solo ed esclusivamente sulle dimissioni o l’esilio di Gheddafi.

Il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, ha poi detto a Sky News che non c’è alcun bisogno di una mediazione esterna per porre fine al conflitto.

“Dobbiamo dire grazie…ma siamo capaci di risolvere le nostre questioni tra di noi. Non c’è bisogno di un intervento esterno”, ha detto al- Islam.

A Parigi, intanto, il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha reso noto oggi che la Francia e la Gran Bretagna appoggerebbero l’idea di una no-fly zone sulla Libia se le forze del leader libico dovessero continuare ad attaccare i cittadini.

Le rivolte sono costate, fino a questo momento, alla Libia circa il 50% della produzione petrolifera da 1,6 milioni di barili al giorno, la spina dorsale della sua economia.

RAID AEREI A BREGA

Testimoni riferiscono che un aereo da guerra ha bombardato il terminal petrolifero di Brega, nell’est, dopo che ieri le truppe fedeli a Gheddafi avevano sferrato un attacco terrestre e aereo sulla cittadina, respinto dai ribelli.

Aerei da guerra hanno poi lanciato due raid contro la vicina città di Ajbadiya, anch’essa in mano ai ribelli, hanno riferito testimoni.

ISaif al-Islam ha detto che il bombardamento di Brega era volto a tenere lontani i miliziani e a prendere il controllo delle istallazioni petrolifere.

“Prima di tutto tutte le bombe (sono state lanciate) solo per farli andare via”, ha detto al-Islam alla britannica Sky News. “Non per spaventarli”. Un rappresentante dei ribelli ha detto che gli attacchi aerei del governo avevano come obiettivo l’aeroporto di Brega e una postazione dei rivoltosi nella vicina cittadina di Ajdabiyah.

Soldati dell’opposizione hanno anche detto che truppe fedeli a Gheddafi sono state respinte a Ras Lanuf, dove si trova un altro importante terminal petrolifero, 600 chilometri a est di Tripoli.

“Le forze di Gheddafi sono a Ras Lanuf”, ha detto a Reuters Mohammed al-Maghrebi, volontario dei ribelli. Gli stessi rivoltosi hanno poi detto di aver catturato un gruppo di mercenari.

Ad al-Ugayla, a est di Ras Lanuf, un ribelle urlava sul viso di un giovane africano appena catturato, ritenuto un mercenario: “Avevi pistole, sì o no? Eri con le brigate di Gheddafi sì o no?”.

Il giovane, rimasto in silenzio, è stato costretto a inginocchiarsi nella polvere. Un uomo gli teneva una pistola accanto al viso, poi un giornalista ha protestato dicendo all’uomo che i ribelli non sono giudici.

A l’Aja, intanto, il procuratore della Corte penale internazionale ha detto che Gheddafi e i membri della sua cerchia, compresi alcuni dei suoi figli, potrebbero essere indagati per presunti crimini commessi dall’inizio delle rivolte.

— Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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fonte:  http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE72200820110303?sp=true

GIUSTIZIA – “Prescrizione breve”, pasticcio del Pdl

03/03/2011 – GIUSTIZIA

“Prescrizione breve”, pasticcio del Pdl

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La proposta arriva alla Camera: “Vale per over 65 e incensurati”. Ghedini frena: va subito ritirata

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ROMA – La riforma della Giustizia messa a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano sarà esaminata dal Consiglio dei ministri del prossimo 10 marzo. Mentre sulla prescrizione breve si apre un “giallo” in casa Pdl.

La decisione di fissare una data per far vedere la luce alla riforma tanto annunciata sarebbe stata presa dopo il confronto dei giorni scorsi tra i tecnici di Via Arenula e quelli della Lega e del Pdl. Un’intesa di massima sembra sia stata raggiunta sul testo e sul suo articolato. Ma, mentre sta per delinearsi un approdo per norme ritenute fondamentali dalla maggioranza come quella che impone la separazione delle carriere per i magistrati o come quella che divide in due il Csm, tra i berlusconiani si registra un dissenso sulla linea difensivo-giudiziaria imposta dal legale del premier e presidente della Consulta Giustizia, Niccolò Ghedini.

Sono molti i “tecnici” del partito che non condividerebbero più da tempo la sua strategia legislativa. E così, in entrambi i rami del Parlamento, si sarebbe deciso di presentare proposte di legge “autonome”, senza cioè l’imprimatur ufficiale del Consigliere giuridico del Cavaliere. La cosa, ovviamente, risulterebbe poco gradita ai piani alti del partito. Ma le voci in dissenso non si placano. Un ultimo esempio di questa tensione interna, si spiega in ambienti parlamentari della maggioranza, sembra si possa leggere nella proposta di legge annunciata a Montecitorio dal deputato del Pdl ed ex sottosegretario alla Giustizia, Luigi Vitali. Nel provvedimento, di cui l’Ansa è stata in grado di anticipare il testo non ancora pubblicato ufficialmente, non solo si ripropongono alcuni temi da sempre cari al centrodestra come tempi processuali molto più lunghi per la difesa e introduzione del legittimo sospetto tra i casi di rimessione del processo, ma si propone un modo per tagliare drasticamente i tempi della prescrizione per gli incensurati e gli ultrasessantacinquenni. Una misura che l’opposizione ha definito subito come «fatta apposta per le esigenze del premier».

Riproponendo il meccanismo delle attenuanti che avrebbero dovuto prendere obbligatoriamente il sopravvento sulle aggravanti, di fatto per gli incensurati e coloro che hanno compiuto i 65 anni, la pena sarebbe stata ridotta e la prescrizione si sarebbe rivelata brevissima. Ma il provvedimento, si è commentato subito nel centrodestra, non avrebbe fatto parte delle ’mossè concordate a livello ’ufficialè. Così, nel giro di qualche ora, Vitali ha precisato che la norma si sarebbe dovuta ’riscriverè, mentre Ghedini ne ha chiesto, stavolta sì ufficialmente, direttamente il ritiro. La prescrizione breve che si intenderebbe presentare formalmente, invece, dovrebbe cominciare il suo iter (pare) al Senato o con un provvedimento ad hoc. O, addirittura, secondo altre indiscrezioni, potrebbe essere inserita con un emendamento forse anche nel testo sul processo breve.

Intanto, il governo si concentra sulla riforma della giustizia voluta da Alfano. Anche se per ora sembra si continui a parlare solo di bozze e di ’enunciazioni di principì. Le cose certe le spiega direttamente il ministro: non ci sarà alcun intervento sulla Corte Costituzionale o su eventuali maggioranze qualificate cui aveva fatto riferimento lo stesso Berlusconi per dichiarare l’illegittimità della legge. Sì invece all’Alta Corte di disciplina come organo esterno al Csm con più laici che togati e sì (sembra) al principio di responsabilità dei magistrati inserito in Costituzione. Per tutto il resto meglio attendere il Cdm del 10 marzo dal quale dovrebbe uscire finalmente il testo definitivo.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/391566/

Scuola 2011-2012, via 19.700 docenti: la primaria perderà oltre 9.000 posti

Scuola 2011-2012, via 19.700 docenti: la primaria perderà oltre 9.000 posti

Lazio, Lombardia, Sicilia e Campania le più colpite

https://i0.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20110303_insegnanti.jpg

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ROMA – Per effetto del taglio sull’organico previsto dalla Finanziaria 2008, il prossimo anno le scuole riapriranno con 19.700 insegnanti in meno, ben 9.000 dei quali nella primaria che perderà oltre 9.000 posti.

Le cifre sono state illustrate ieri ai sindacati in vista del varo del decreto sugli organici 2011-2012 ed evidenziano sforbiciate pesanti soprattutto in quattro regioni: Sicilia (-2.534 insegnanti), Campania (-2.234), Lombardia (-2.415) e Lazio (-1.989). Tagli consistenti pure in Puglia (-1.878 prof), Veneto (-1.398) e Piemonte (-1.179).

Per la scuola primaria (- 9.252 posti), la contrazione maggiore si registra in Lombardia (-1.424 posti), seguita da Sicilia (-969), Campania (-964) e Lazio (-930). Lazio. Nella secondaria di primo grado (ex medie) i posti tagliati saranno 1.323 in tutta Italia. Alle superiori le cattedre in meno saranno 8.984 e il taglio maggiore sarà in Sicilia (-1.217). Lunedì nuovo incontro al ministero per la presentazione delle tabelle definitive.

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03 marzo 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140632&sez=HOME_SCUOLA

Maroni: amministrative 15 e 16 maggio, referendum a giugno. Pd-Idv: uno spreco

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Maroni: amministrative 15 e 16 maggio,
referendum a giugno. Pd-Idv: uno spreco

Di Pietro: governo impaurito, ruba 350 milioni ai cittadini
Franceschini: mozione alla Camera per election day

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ROMA – «Ho comunicato al consiglio dei ministri la decisione di firmare nei prossimi giorni il decreto per l’indizione delle elezioni amministrative il 15 e 16 maggio» lo ha annunciato oggi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Maroni ha anche detto di voler proporre al Consiglio dei ministri la data del 12 giugno per lo svolgimento dei referendum, escludendo quindi la possibilità di un “election day” con l’accorpamento delle consultazioni per le amministrative con quelle per i referendum. «Il referendum si può svolgere entro il 15 giugno, e l’ultima data utile è domenica 12. Spetta al Cdm la decisione, io sono per il 12 anche perchè tenere separate le due consultazioni è una tradizione».

Idv: governo impaurito e un po’ ladro, ruba 350 milioni. «Il governo è impaurito, truffaldino e anche un po’ ladro – dice il leader Idv, Antonio Di Pietro – poiché, decidendo di mandare a votare gli elettori una settimana dopo l’altra, spende il doppio dei soldi quando, invece, potrebbe concentrare il tutto nella stessa settimana. Questo con l’unico scopo di impedire ai cittadini di andare a votare una sola volta e raggiungere così il quorum su tre temi fondamentali: l’acqua, il ritorno al nucleare e, soprattutto, il legittimo impedimento». Rincara la dose il presidente del gruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: «Votare per il referendum il 12 giugno e non a maggio, insieme alle amministrative, è uno spreco enorme di soldi pubblici, un furto di 350 milioni di euro agli italiani – dice – Le parole di Maroni sono molto gravi ed evidenziano due cosa. La prima è la paura dei referendum, la seconda è l’irresponsabilità di chi, in piena crisi economica, sperpera denaro dei cittadini».

Franceschini: ci sarà mozione per l’election day. Il centrosinistra ha presentato alla Camera una mozione per far svolgere il referendum sul legittimo impedimento lo stesso giorno delle amministrative, testo che sarà discusso la prossima settimana alla Camera. Lo ha annunciato il capogruppo del Pd a Montecitorio, Dario Franceschini. «Il Consiglio dei ministri – ha detto Franceschini – ha anticipato il no all’election day. Dire di no ad un voto lo stesso giorno per amministrative e referendum significa buttare dalla finestra 300 milioni di euro, in un momento in cui le famiglie e le imprese italiane sono in grande difficoltà, e questo unicamente per impedire che il referendum sul legittimo impedimento raggiunga il quorum per la validità. Noi abbiamo presentato una mozione che impegna il governo a fare l’election day che sarà discussa in aula nei prossimi giorni; lì vedremo nel voto chi ritiene più importanti i processi del presidente del Consiglio rispetto ai soldi degli italiani».

Articolo 21: dal governo scelta truffaldina. «Condividiamo la proposta dell’election day in occasione delle amministrative che accorpi le elezioni con i referendum su acqua e nucleare – dicono Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, portavoce e direttore di Articolo21 – Non solo ci sembra la via più limpida dal punto di vista democratico ma consentirebbe anche un notevole risparmio. E’ chiaro che chi non vuole l’election day non ama il referendum, vuole cancellare il valore delle milioni di firme raccolte e non vuole mettere i cittadini nelle condizioni di essere informati e poter scegliere su temi di grande rilevanza sociale e civile come questi. Pertanto qualsiasi altra scelta diversa dall’election day avrebbe chiaramente un sapore truffaldino».

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03 marzo 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140578&sez=HOME_INITALIA