Archivio | marzo 4, 2011

SILVIO FOREVER – La Rai sospende lo spot del film su Silvio Berlusconi

CINEMA E p..OLITICA

La Rai sospende lo spot del film
su Silvio Berlusconi

«In attesa di approfondimenti dell’ufficio legale»

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Doveva andare in onda sulle reti Rai da domenica 6 marzo. Ma per ora i telespettatori non vedranno lo spot di Silvio Forever, il film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni dedicato a Silvio Berlusconi il cui soggetto è stato scritto dagli autori de La Casta (e giornalisti del Corriere della Sera) Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. La Rai ha sospeso la messa in onda, si legge sul sito ufficiale del film, motivando la decisione «con non meglio specificati approfondimenti in corso da parte dell’ufficio legale di viale Mazzini».

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Redazione online
04 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_marzo_04/film-berlusconi-rai-sospende-spot_8a326086-4670-11e0-9838-118c1ba8bdb4.shtml

CENSURA! RAI blocca spot ”Silvio forever”. Film-biografia non autorizzata. Dal 25 marzo al CINEMA

LA CRISI – Storia di Bruno il Superdisoccupato “Aiutatemi a non andare a fondo”

LA CRISI

Storia di Bruno il Superdisoccupato
“Aiutatemi a non andare a fondo”

fonte immagine

Ha 37 anni, è separato e ha una bambina che vive con la moglie. Ha buoni studi, parla e scrive bene. Sta a Concorezzo (Monza), ha fatto il grafico e poi l’operaio. Nel 2007 ha perso il lavoro ed è piombato nel gorgo della crisi. Da Facebook lancia i suoi appelli: non chiede soldi, ma solo una mano a capire e a uscire dal buio, a trovare un lavoro

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di MASSIMO RAZZI

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 Storia di Bruno il Superdisoccupato "Aiutatemi a non andare a fondo"  La pagina Facebook di Bruno

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ROMA – Ha 37 anni, una moglie separata e una bambina che non vede da mesi. Buona cultura, bella scrittura, grafico di mestiere e operaio per esperienza. Da due anni non ha un lavoro vero e da mesi non trova quasi nulla da fare. Vive in un appartamentino che degli amici gli hanno prestato, non ha un euro per pagare le bollette, ieri non ha mangiato, oggi si farà un piatto (un etto) di spaghetti che ha trovato chissà dove. Gli hanno rubato la bicicletta e la Caritas gli ha (giustamente) sospeso il buono da 25 euro ogni 3 settimane perché non risiede nel comune di Concorezzo (Monza-Brianza) dove abita. Ogni giorno si alza e si mette in cammino alla ricerca di un lavoro qualsiasi: avrà visitato oltre un centinaio di agenzie interinali lasciando curricula e ricevendo vaghe promesse. Nelle sale di attesa di queste agenzie, incontra spesso la stessa gente, molti sono come lui. Oggi, se tutto va bene, un anziano vicino gli chiederà di andare a fare la spesa e, in silenzio, gli metterà in mano 5 euro di mancia.

E’ Bruno, “Bruno il Superdisoccupato” come si è definito (non senza un filo di ironia) nella sua pagina Facebook da dove intrattiene rapporti con molti che si avvicinano con paura e titubanza e, poi, una volta capito che lui è davvero e solo quello che racconta, diventano amici e cercano di dare una mano. Bruno si chiama in realtà Claudio, viene dalla Sicilia e ha un cognome che preferirebbe non rendere pubblico un po’, forse, per la figlia e un po’ anche per i parenti che non amerebbero questo tipo di pubblicità. Per lui, invece, questa pubblicità è stata una scelta: “E anche un tentativo – spiega – di vedere se qualcuno mi ascolta, se attraverso l’immensità della rete si può arrivare a qualcosa (un lavoro, un lavoretto) che per vie normali mi sembra di non riuscire a raggiungere”.

Le “vie normali” Bruno le batte tutti i giorni: “La macchina non ce l’ho più da quando un meccanico al quale non potevo pagare le riparazioni, me l’ha fatta sequestrare. La bici, comprata con i 50 euro che mi ha mandato un amico, me l’hanno rubata l’altro giorno sotto casa. Andrò a piedi. Con la bella stagione sono arrivato, passo passo, anche a Milano, un po’ più di venti chilometri”. Il Superdisoccupato, quantomeno, si tiene in forma camminando. Ma i risultati non si vedono: assicurazioni, “chiameremo”, “si rifaccia sentire”: “Lo so, c’è la crisi. Ma è possibile che un lavoro per me, di qualsiasi tipo, non ci sia da nessuna parte?”.

A sentirlo parlare, voce tranquilla e pacata, parole giuste, riferimenti culturali a posto, c’è da non credergli. Bruno non è il classico disperato, non è un “drop out” che ha sbagliato e affoga aggrappato ai suoi errori. O meglio, ha fatto gli stessi errori che fanno molti in normali vite lavorative. Diplomato al classico a Palermo, tre anni di Lettere. Primi viaggi al Nord, qualche lavoro (“in nero, ovvio”) come grafico, poi il ritorno in Sicilia per sposarsi nel 2001. “Con mia moglie volevamo aprire un’attività di ceramica. Ma le cose non sono andate bene. Così abbiamo deciso di tornare a Milano”. Su in Lombardia, Bruno trova subito lavoro alla Galbani copme operaio nelle celle frigorifere, poi, fino al 2007, in una cooperativa: “Manutenzione un po’ dappertutto. Ho imparato a fare praticamente qualsiasi lavoro manuale: dagli impianti elettrici ai magazzino, guido i carrelli elevatori come Niki Lauda”…

Certo, una vita lontana dai sogni coltivati con la moglie che, a sua volta, non trova lavoro e resta a casa con la bambina: “Io, forse, mi adeguavo di più a questa realtà. Lei, no. Sognava altre cose e ci stava male”. Così il rapporto si logora e si sgretola… La coppia tenta di acquistare una casa, accende un mutuo, ma nel 2007, Bruno perde il lavoro e tutto finisce: “Un infortunio sul lavoro… Ho chiesto di aprire la pratica di invalidità… La Coop dove lavoravo non l’ha presa bene. Mi hanno emarginato e, in poco tempo ho capito che per me non c’era più posto”. Bruno si licenzia pensando che, con la sua multiforme esperienza non sarà poi difficile trovare altro da fare, ma cade dentro la crisi e non ne esce più. “Un lavoro di qualche mese a Treviso dove avevo seguito una ragazza con la quale avevo una storia… Poi più niente o quasi”. Negli ultimi mesi è solo notte…

Così Bruno prova a comunicare questo suo disagio. “Scrivere mi piace molto e mi riesce facile. Internet è una grande pagina bianca dove tanti ti possono vedere… Io ho provato con un blog e, poi, con Facebook. Molti mi rispondono, si avvicinano con paura e magari scappano perché la miseria è come una brutta malattia, forse anche peggio. Credono che cerchi soldi, temono di essere agganciati e trascinati chissà dove. Solo quando posto qualcosa in cui ribadisco che non voglio soldi, ma cerco solo di capire e voglio un aiuto per trovare una strada, solo allora i commenti tornano a crescere”. E Bruno scrive, quasi ogni giorno: lunghi appelli molto lucidi, qua e la accorati, mai patetici pieni di riferimenti alla sua vita, al suo passato. Qua e là minaccia gesti definitivi ma quasi con pudore e si capisce che gli basta davvero poco perché nulla di grave accada, perché Bruno trovi una strada. Sempre che questa Italia della crisi sia ancora capace di darne una a un uomo colto, pacifico, per bene, pieno di buona volontà.

Provare per credere: http://it-it.facebook.com/people/Bruno-Super-disoccupato/100001914868673.

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2011/03/04/news/superdisoccupato-13180818/?rss

SCUOLA – Ragazzi, occhio alle assenze: da quest’anno si calcolano in ore / Scuola: Gilda, in piazza il 12

Ragazzi, occhio alle assenze
da quest’anno si calcolano in ore

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Il ministero ha emanato la circolare sulla valutazione degli alunni per la validità dell’anno scolastico. Per essere scrutinati, occorre aver frequentato almeno tre quarti del periodo complessivo. Ecco come funziona. In quali casi è prevista una deroga. E quali sono i problemi “di calcolo” ai quali i docenti vanno incontro

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di SALVO INTRAVAIA

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Da quest’anno il numero delle assenze influisce sulla valutazione finale – fonte immagine

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NUOVO rebus in arrivo per le scuole superiori: per la validità dell’anno scolastico, le assenze degli studenti si calcolano ad ore. Il ministero dell’Istruzione poche ore fa ha emanato l’attesa circolare sulla “valutazione degli alunni nella scuola secondaria di primo e secondo grado per la validità dell’anno scolastico”. La novità, voluta fortemente dal ministro Mariastella Gelmini, al superiore entra in vigore proprio quest’anno: per essere scrutinati occorre avere frequentato almeno tre quarti dell’anno scolastico. Se le assenze dovessero superare il tetto massimo, la bocciatura è automatica.

Ma come si calcolano le assenze, in giorni o in ore? Viale Trastevere spiega che le nome vigenti “prevedono esplicitamente, come base di riferimento per la determinazione del limite minimo di presenza, il monte ore annuale delle lezioni, che consiste nell’orario complessivo di tutte le discipline e non nella quota oraria annuale di ciascuna disciplina”. In una prima classe del liceo scientifico o del classico, a titolo di esempio, sono 891 le ore annuali previste dai quadri-orario. Pertanto, per evitare guai, non occorre superare 223 ore di assenza.

Per i professori non si tratta di una novità, giacché ogni insegnante riporta in pagella per ogni studente il numero di ore di assenza nella propria disciplina. Ma da giugno il conteggio va effettuato con precisione. “In tale prospettiva – prosegue la circolare – risulta improprio e fonte di possibili equivoci il riferimento ai giorni complessivi di lezione previsti dai calendari scolastici regionali, anziché alle ore definite dai quadri-orario dei singoli percorsi del secondo ciclo”.

Ma l’orario settimanale delle lezioni prevede giornate con 4, 5 o 6 ore alla settimana. E in alcune scuole il sabato si fanno soltanto 3 ore. Per ogni giorno di assenza occorre, quindi, verificare quante ore di lezione ha effettivamente “perso” il ragazzo. Conteggio che va integrato con gli eventuali ingressi a seconda ora e le eventuali uscite in anticipo, che al superiore non mancano. Secondo le modalità di calcolo previste dal ministero, inoltre, le scuole non dovrebbero più fare uscire in anticipo gli studenti se manca il prof delle ultime ore e non c’è un supplente per la sostituzione. Modalità abbastanza gettonata nella secondaria di secondo grado.

Per fare tutto questo occorre ovviamente un software che calcoli in automatico le ore di assenza e qualcuno che inserisca giornalmente tutti i dati relativi alle assenze dei ragazzi. Ma siamo a marzo e le scuole che non sono attrezzate dovranno provvedere o fare i calcoli “a mano”. Ma non è tutto: nei prossimi giorni, i Collegi dei docenti dovranno riunirsi per deliberare i casi peri quali le assenze sono giustificate: che non rientrano cioè nel computo ai fini della valutazione finale. “Tale deroga è prevista – ricordano dal ministero – per casi eccezionali, certi e documentati”.

A titolo puramente indicativo vengono suggeriti alcuni casi: gravi motivi di salute adeguatamente documentati; terapie e/o cure programmate; donazioni di sangue; partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni; adesione a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese che considerano il sabato come giorno di riposo. Ma le scuole possono inserirne anche altri. E l’occupazione? La nota ministeriale non dice nulla in merito e le scuole potranno deliberare a piacimento.

Saranno i docenti del consiglio di classe a verificare la sussistenza dei requisiti minimi per lo scrutinio di ogni ragazzo. “È compito del consiglio di classe – recita il provvedimento – verificare, nel rispetto dei criteri definiti dal collegio dei docenti e delle indicazioni della presente nota, se il singolo allievo abbia superato il limite massimo consentito di assenze e se tali assenze, pur rientrando nelle deroghe previste dal collegio dei docenti, impediscano, comunque, di procedere alla fase valutativa, considerata la non sufficiente permanenza del rapporto educativo”.

Inoltre, le scuole dovranno comunicare “all’inizio dell’anno scolastico ad ogni studente e alla sua famiglia il relativo orario annuale personalizzato e il limite minimo delle ore di presenza complessive da assicurare per la validità dell’anno”. E “pubblica altresì all’albo della scuola le deroghe a tale limite previste dal collegio dei docenti”. Ma avrà anche il compito di “dare, secondo una periodicità definita autonomamente da ciascuna istituzione scolastica e comunque prima degli scrutini intermedi e finali, informazioni puntuali ad ogni studente e alla sua famiglia perché sia loro possibile avere aggiornata conoscenza della quantità oraria di assenze accumulate”. Per l’anno in corso le scuole definiranno in autonomia tempi e modalità di comunicazione alle famiglie.

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/scuola/2011/03/04/news/vademecum_assenze-13185555/?rss

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Scuola: Gilda, in piazza il 12

Gelmini, difesa strumentale a fronte mancato attacco

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04 marzo, 18:00
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(ANSA) – ROMA, 4 MAR – La Gilda sara’ in piazza a Roma sabato 12 marzo in difesa della scuola pubblica statale dopo le parole del presidente del Consiglio. Oltre a partecipare alla manifestazione, Gilda invita tutti i docenti a organizzare incontri e assemblee con genitori e alunni per riflettere sull’importanza del pluralismo. Il ministro dell’istruzione Gelmini ha commentato cosi’ l’iniziativa: ‘Rispetto tutte le manifestazioni, ma mi pare strumentale il difendere la scuola pubblica a fronte di un mancato attacco’.
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IL VERTICE – Berlusconi contestato a Helsinki “Qui il baciamano non funziona”, “Giu le mani dalla nipote di Babbo Natale” / VIDEO: Carmen Consoli – AAA cercasi

Carmen Consoli – AAA cercasi

Carmen Consoli parla di Silvio Berlusconi

 

IL VERTICE

Berlusconi contestato a Helsinki
“Qui il baciamano non funziona”

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Così hanno gridato alcune persone al Cavaliere, nella capitale finlandese per partecipare al vertice dei popolari europei. A difendere il premier è intervenuto, da Mosca, Vladimir Putin: “Il presidente italiano non pensa solo alle ragazze”

Berlusconi contestato a Helsinki "Qui il baciamano non funziona"

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HELSINKI – “Giu le mani dalla nipote di Babbo Natale” e “Qui il baciamano non funziona”, quest’ultimo con un chiaro riferimento all’omaggio reso un anno fa dal Cavaliere a Muammar Gheddafi. Sono alcuni dei cartelloni in italiano esposti ad Helsinki da un gruppo di contestatori che attendeva l’arrivo del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al vertice dei leader del Partito Popolare Europeo nella capitale finlandese. Il premier italiano è arrivato poco dopo le 18.30 e, dopo le foto di rito all’ingresso dell’albergo dove si svolge il meeting è entrato senza rilasciare dichiarazioni.

Il gruppo, una cinquantina di persone, la maggior parte delle quali italiane, è stato allontanato dalla polizia che staziona nei pressi dell’hotel che ospita la riunione in pieno centro ad Helsinki. Oltre al gruppo ‘italiano’ in strada, malgrado la temperatura rigidissima, sono presenti altre due ‘formazioni’ che protestano contro il governo finlandese e contro l’Unione Europea.

Tra gli striscioni spicca uno con l’immagine del premier, ritratto in abito scuro, e la scritta in rosso ‘Don Silvio’ con una chiara allusione al film ‘Il padrino’. Anche alcuni cori che paragonano il premier italiano al leader libico.

“Il nostro amico Silvio Berlusconi non è interessato solo alle ragazze”, ha detto, dal canto suo, Vladimir Putin, come riporta l’agenzia Ria Novosti. Il presidente del consiglio italiano, ha fatto notare il collega russo parlando a una riunione del suo partito, è ad esempio impegnato nella soluzione di problemi ecologici.

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/03/04/news/ariparla_berlusca-13188271/?rss

Sanità Lazio, scandalo dei cardiopatici: per un test necessari 250 giorni d’attesa

Sanità Lazio, scandalo dei cardiopatici: per un test necessari 250 giorni d’attesa

L’ecg sotto sforzo della medicina dello sport è disponibile in pochi giorni. Tdm: il malato deve sperare nella fortuna

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di Marco Giovannelli
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ROMA – Il cardiopatico deve aspettare mesi ma se ad aver bisogno di un elettrocardiogramma sotto sforzo è uno sportivo, la lista d’attesa diminuisce a vista d’occhio.

I primi appuntamenti in una struttura pubblica per chi soffre di cuore o ha già avuto un infarto e deve controllare le proprie condizioni di salute sotto sforzo (in genere usando una cyclette), è il 20 giugno a Civitacastellana o il 17 agosto a Gaeta. Chi punta sull’ospedale di Tivoli deve aspettare invece fino al 18 gennaio del 2012, record negativo. Se il paziente vuole rimanere dentro il Raccordo anulare, deve avere molta ma molta pazienza. Il primo appuntamento utile è al San Camillo (20 ottobre) per poi passare al Pertini, Sant’Eugenio e Santo Spirito nel mese di novembre.

L’Ecg sotto sforzo per la cardiologia viene offerto nel Lazio da 12 strutture. Al policlinico Umberto primo ma anche nella Asl RmA (Centro storico) e nella Asl RmH (Castelli romani) non c’è nessuna disponibilità. Negli altri ospedali romani bisogna aspettare almeno 250 giorni mentre va leggermente meglio nelle altre province dove comunque siamo intorno ai 200 giorni. L’analisi dei tempi è stata effettuata il 2 marzo da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato sentendo il Recup, il centro unico regionale per le prenotazioni.

Paradossale è migliore la situazione per l’ecg sotto sforzo della medicina dello sport. Nel Lazio c’è solo un ambulatorio pubblico che lo offre ufficialmente ed è quello del poliambulatorio Gualandi a Guidonia (Asl RmG, Tivoli). Ebbene, nonostante sia l’unico centro del Lazio, al Gualandi si può effettuare il test il 19 maggio.

Ancor più paradossale è l’elettrocardiogramma “dopo sforzo” della medicina dello sport. L’esame, considerato da molti cardiologi inutile perché non sottopone l’atleta a un vero test cardiologico, viene offerto per i minori di 18 anni in dieci centri pubblici e i tempi di attesa sono ridicoli: 4 marzo a Monterotondo, 7 marzo nel poliambulatorio Gentile da Fabriano della Asl RmA e a Civitacastellana. L’attesa più lunga è per l’ospedale San Giovanni dove il primo appuntamento è per 13 aprile. La data di riferimento per la prenotazione è sempre quella del 2 marzo e quindi è facile comprendere come per i ragazzi che fanno sport agonistico l’attesa è di pochi giorni, al massimo una trentina.

E’ ancora migliore la lista d’attesa per un ecg dopo sforzo per gli adulti prenotabile sempre in una decina di centri pubblici. A Monterotondo, Ronciglione e Gaeta l’attesa è di 24 ore (richiesta il 2 marzo, disponibilità per il 3) mentre l’attesa più lunga è al poliambulatorio della Rustica (Asl RmB) per il 13 aprile. In tutti gli altri centri (ospedali o poliambulatori pubblici) l’appuntamento viene fissato entro questo mese.

L’alternativa per il cadiopatico è quindi fingersi un atleta o mettere mano al portafogli perché con circa 150 euro, il test si può effettuare in tempi ragionevoli ma in intramoenia.

Tdm: prima i malati e poi gli sportivi. «Ci sono giunte molte segnalazioni di utenti cardiopatici che protestavano per le lunghe attese per avere un ecg da sforzo come prescritto dal proprio medico – spiega Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato -. Alla fine abbiamo scoperto che il cittadino deve andare in palestra e ha bisogno di un’esame dopo sforzo, lo ottiene subito, ma “ingannando” l’utente. Abbiamo interpellato alcuni cardiologi i quali ci hanno detto che l’ecg dopo sforzo è infatti sconsigliato dalle linee guida internazionali. Noi denunciamo che prima di tutto ci devono essere i bisogni dei pazienti che già vivono con i loro problemi di salute. Se poi dobbiamo complicargli ulteriormente la loro vita con questa presa in giro ci chiediamo come possano curarsi. Sono sempre più i pazienti che ricorrono alla sanità privata, pagando di tasca propria, poiché il servizio pubblico li respinge e chi non se lo può permettere non ha altro che sperare nella fortuna».

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140662&sez=HOME_ROMA

India, operai licenziati bruciano vivo il vice direttore della fabbrica

India, operai licenziati bruciano vivo il vice direttore della fabbrica

Car attack: R.S Ray's vehicle was set on fire by protesting ex-employees, causing him fatal injuriesCar attack: R.S Ray’s vehicle was set on fire by protesting ex-employees, causing him fatal injuries – fonte immagine

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NEW DELHI – Un gruppo di undici operai di una acciaieria dello Stato di Orissa (India orientale), furiosi per essere stati licenziati, hanno bruciato vivo il vice direttore della fabbrica, ritenendolo responsabile della decisione. Lo scrive oggi la stampa indiana a New Delhi. In particolare il quotidiano The Indian Express riferisce che l’incidente è avvenuto nel distretto di Bolangir, dove opera la Graphite India Ltd, divisione acciaio del gruppo Powmex, da tempo al centro di tensioni sindacali.

Gli operai, precisa il giornale, hanno bloccato ieri la vittima, Radheshyam Ray, mentre si recava a pranzo e, dopo aver allontanato l’autista ed un altro dirigente, hanno versato cherosene sull’auto e sul corpo del vice direttore generale, appiccandovi poi il fuoco.

A nulla è valso l’intervento di soccorritori che, dopo aver spento le fiamme, hanno trasportato Ray in ospedale dove però è deceduto poco dopo per la gravità delle ustioni riportate sul 90% del suo corpo.

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=140699&sez=HOME_NELMONDO

ROMA – Stuprata dai carabinieri, il racconto: «Prima il whisky, poi la violenza»

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Stuprata dai carabinieri, il racconto: «Prima il whisky, poi la violenza»

La presunta vittima ha fornito molti particolari. Sarebbero coinvolti tre militari dell’Arma, sospesi, e un vigile urbano

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ROMA – Da un furto, all’arresto, a una notte da incubo. Sarebbe accaduto nella caserma dei carabinieri del Quadraro, a Roma, dove una donna sostiene di essere stata violentata. Gli abusi sarebbe stati commessi nella sala mensa dopo una bevuta di superacolici alla quale era stata invitata dai militari. Alla violenza avrebbe partecipato anche un vigile urbano, la notte tra mercoledì e giovedì scorsi. Per ora c’è solo il racconto della donna (S.D.T. 32 anni, ragazza madre, originaria di Crema ma da anni residente a Roma) che proprio i carabinieri con la Procura stanno verificando. Il racconto è controverso, la storia è ancora tutta da chiarire e per ora la Procura non ha formulato un’accusa precisa contro i carabinieri, che sono però stati trasferiti in altre città.

La notte da incubo comincia nel supermercato Oviesse della Tuscolana, quando un addetto alla sicurezza del negozio chiama il 112 dopo aver visto la donna rubare oggetti di poco valore. I carabinieri arrestato S.D.T. e la portano nella caserma del Tuscolano dove scatta il fermo di polizia giudiziaria. La donna deve trascorre la notte in una cella di sicurezza in attesa dell’udienza di convalida prevista per giovedì mattina, ma al Tuscolano non c’è posto e viene deciso il trasferimento al Quadraro. Giovedì mattina, durante l’udienza di convalida, la donna non fa parola della violenza. L’arresto è convalidato ma torna in libertà in attesa del processo. S.D.T. si sfoga però qualche ora dopo raccontando tutto a un amico che la convince a denunciare lo stupro e la accompagna al Policlinico Casilino. I medici riscontrano tracce di un rapporto sessuale ma non ci sarebbero «segni evidenti di violenza sessuale».

L’inchiesta è scattata subito e sono state già sequestrate la camera di sicurezza e la sala mensa della stazione carabinieri del Quadraro. In queste due stanze sarebbe stato consumato lo stupro. Il racconto della donna è lucido e ricco di particolari. Ad esempio ha descritto minuziosamente il tatuaggio di uno dei violentatori e ricostruito minuto per minuto quella notte. S.D.T. ha raccontato che la notte tra mercoledì e giovedì, è stata svegliata da quattro uomini che si sono presentate con una bottiglia di whisky. I tre carabinieri, il vigile urbano e la donna, hanno cominciato a bere fin quando la donna ha chiesto di mangiare e tutti insieme sono andati nella sala mensa, probabilmente alticci. Secondo la donna i quattro uomini l’hanno violentata a turno. Poi arriva l’udienza dal gup, lo sfogo con l’amico e la denuncia.

I tre carabinieri sono stati trasferiti immediatamente in uffici non al contatto con il pubblico di Torino, Milano e Cagliari. Il vigile urbano coinvolto non era in servizio quando è avvenuto l’episodio e sarebbe ancora effettivo preso il gruppo di appartenenza della polizia municipale di Roma. Due delle quattro persone coinvolte nella denuncia avrebbero negato di aver avuto alcun rapporto sessuale con lei.

L’Arma dei carabinieri ha avviato accertamenti disciplinari al termine dei quali non è esclusa una sospensione. Il comandante provinciale di Roma, colonnello Maurizio Detalmo Mezzavilla, ha voluto sottolineare che «i fatti denunciati sono gravissimi e perciò oggetto di indagini accurate e rigorose da parte della magistratura e dell’Arma». Il colonnello Mezzavilla ha poi aggiunto che quanto denunciato dalla donna, in attesa degli esiti giudiziari «è un fatto che nulla sottrae all’efficienza e alla dedizione delle migliaia di carabinieri che operano a Roma. Il nostro giudizio di assoluta riprovazione prescinde dalle responsabilità penali che si stanno doverosamente accertando, perchè vicende del genere contrastano con i mille atti di solidarietà che i carabinieri compiono ogni giorno».

Venerdì 04 Marzo 2011 – 11:55    Ultimo aggiornamento: 15:26
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MILANO – Studenti in corteo contro Berlusconi. Lanci di uova e vernice

Lancio di uova e vernice contro le sedi di Unicredit ed Enel

Studenti in corteo contro Berlusconi

Il corteo organizzato venerdì dal coordinamento dei collettivi studenteschi per protestare contro le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio (Milestone Media)

I ragazzi contestano le dichiarazioni del premier, che ha criticato gli insegnanti della scuola pubblica

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Lancio di vernice contro la sede Unicredit (Gerace)
Lancio di vernice contro la sede Unicredit (Gerace)

MILANO – Fitto lancio di uova ripiene di vernice rossa contro una filiale dell’Unicredit in via Carducci a Milano e contro la vicina sede dell’Enel, contro cui è stato anche scagliato anche un fumogeno azzurro. È quanto avvenuto venerdì mattina durante il corteo organizzato dal coordinamento dei collettivi studenteschi per protestare contro le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull’inadeguatezza della scuola pubblica italiana. In oltre 3000 sono partiti alle 9.30 da largo Cairoli, dietro ad alcuni striscioni che chiedevano al premier di andare «in esilio» e intimavano di «confiscare i suoi beni e restituirli a scuola, cultura e welfare». Un altro striscione posto in testa alla manifestazione recitava invece «Cacciamo Gelmini, Berlusconi e tutta la cricca». I giovani si sono fatti sentire, oltre che con musica e anche di cori, anche con pentole e coperchi. Lanciati anche slogan contro Gheddafi.

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Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti

Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti Il corteo degli studenti

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VERSO SEDE FININVEST – I ragazzi si sono poi spostati in piazza Cadorna, intenzionati ad avvicinarsi quanto possibile ai vicini uffici di Fininvest in via Paleocapa. All’angolo tra via Paleocapa e viale Gladio, nelle vicinanze della sede Fininvest, è stato appeso da un semaforo all’altro lo striscione «6 miliardi e 500 milioni di euro: con il patrimonio del Berlusca potremmo garantirci 1.300 nuovi asili nido, 13mila scuole messe in sicurezza, 220mila assunzioni di studenti». La massiccia presenza di forze dell’ordine ha impedito ai giovani di avvicinarsi alla sede Fininvest. Così, i ragazzi del Coordinamento dei collettivi studenteschi si sono riversati nel Parco Sempione, dove di fatto la protesta si è conclusa.

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Redazione online
04 marzo 2011

fonte:  http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_marzo_4/corteo-studenti-berlusconi-scuola-pubblica-collettivi-190151076969.shtml

LIBIA – Nuovo bombardamento su Brega. I ribelli: “Vittoria o morte, ora a Tripoli” / VIDEO: Brega de nuevo bajo fuego

Brega de nuevo bajo fuego

Da: | Creato il: 04/mar/2011

Las fuerzas leales a Gadafi han vuelto a bombardear la ciudad petrolera libia como ya hicieron ayer y antesdeayer. Ásí lo relatan testigos sobre el terreno.

Brega, en el este del país, está en manos de los rebeldes. Éstos siguen desafiando al régimen, y repeliendo los sucesivos ataques. A pesar de los intentos de Gadafi de impedir por todos los medios su avance, los sublevados se aproximan a la todavía lejana Sirte, cuna del líder libio y gran baluarte en su poder aparte de Trípoli.

LIBIA

Nuovo bombardamento su Brega
A Tripoli scontri e spari in strada

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Secondo i media arabi le forze di Gheddafi avrebbero ripreso violenti attacchi contro le due importanti città passate agli insorti. Nella capitale centinaia di manifestanti nella Piazza Verde e nel quartiere di Tajoura. Lacrimogeni e corpo a corpo con forze di sicurezza. Napolitano: “Inaccettabile la violenza contro il popolo libico”

Nuovo bombardamento su Brega A Tripoli scontri e spari in strada I familiari piangono una vittima degli scontri a Brega

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ROMA – Le forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno bombardato di nuovo il terminal petrolifero di Brega, la città nell’est del Paese controllata dagli insorti. Lo ha reso noto l’emittente tv al Arabiya. Due persone sono morte e 20 sono rimaste ferite nella città di al-Zawiyah, in Tripolitania, tra le brigate del colonnello e i ribelli che controllano il centro cittadino. Secondo la tv araba al-Jazeera.

Continua, quindi, la controffensiva militare 1 in Cirenaica, dove è in corso la battaglia per i pozzi petroliferi. Ieri gli oppositori hanno respinto un raid aereo a Brega ed è stata attaccata anche Ajdabya. Diverse esplosioni e colpi di artiglieria sono state udite anche a circa 20 chilometri dal porto e giacimento petrolifero di Ras Lanuf. Questo mentre la diplomazia internazionale intensifica la pressione su Gheddafi e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato un ultimatum al rais: “Deve andarsene – ha detto – Siamo pronti all’intervento militare”.

Manifestazione a Tripoli.
Centinaia di dimostranti anti-regime sono scesi in piazza nel quartiere di Tajoura a Tripoli. Il quartiere è teatro dall’inizio della rivolta di numerosi episodi di violenza che hanno causato molte perdite a entrambe le fazioni in lotta. La polizia ha lanciato lacrimogeni, ci sono stati degli spari e la folla si è dispersa. Quattordici fuoristrada che trasportano uomini delle forze di sicurezza sono arrivati nel posto. “Hanno sparato gas lacrimogeni. Ho sentito degli spari. La folla corre da tutte le parti”, ha detto un reporter della Reuters. Scontri sono scoppiati anche nella Piazza Verde di Tripoli. Secondo la tv ‘al-Arabiya’, si stanno affrontando con dei veri e propri corpo a corpo i sostenitori del colonnello Muammar Gheddafi, circa un centinaio, e i suoi oppositori. Una ventina di camion carichi di agenti della sicurezza sono stati visti dirigersi nella zona per sedare gli scontri.

La censura. Le autorità libiche hanno bloccato un gruppo di giornalisti stranieri all’interno di un albergo della capitale per impedire che raccontino le proteste. Nell’hotel Rixos si trovano circa 130 giornalisti, invitati dal governo libico e i cui movimenti sono però strettamente controllati. Quando il gruppo di reporter, tra cui quelli della Reuters, hanno tentato di uscire dall’albergo, situato a sud del centro di Tripoli, alcune guardie hanno bloccato loro la strada. Un portavoce del governo libico, Mussa Ibrahim, ha detto che i giornalisti vengono tenuti all’interno dell’albergo Rixos, perché la loro presenza potrebbe scatenare ulteriori violenze da parte di quelli che ha descritto come “affiliati” di Al Qaeda.

Le milizie del regime
. I Tuareg del Mali sono uno dei i tanti gruppi tribali armati, attivi nella regione del Sahara africano, chiamato a intervenire con i propri uomini in Libia in sostegno del regime di Muammar Gheddafi. Il fatto che questo gruppo, come altri presenti nella regione, tra cui il Fronte Polisario, abbiano risposto immediatamente alla richiesta di aiuto del colonnello libico inviando 300 dei loro uomini, non ha sorpreso gli osservatori locali. I Tuareg del Mali, infatti, sono considerati una forza ribelle nel proprio Paese, una di quelle milizie che Gheddafi ha finanziato per anni per mantenere il suo dominio nel continente africano.

I ribelli non cedono. “Vittoria o morte… non ci fermeremo finché non avremo liberato questo Paese”: lo ha detto il leader del Consiglio dei ribelli libici Abdel Jalil, parlando ai suoi sostenitori ad Al Bayda in Cirenaica. Jalil ha messo in guardia contro le infiltrazioni di sostenitori del colonnello Gheddafi tra le fila degli insorti. La folla presente ha risposto alle parole di Jalil gridando lo slogan: “La prossima battaglia a Tripoli”.

Saif rivendica le bombe. La scelta di bombardare Brega è stata rivendicata da Saif Al Islam come un’indispensabile mossa stragegica. In un’intervista a Sky News, il secondogenito di Muammar Gheddafi ha spiegato che l’attacco è stato lanciato per “costringere” i ribelli a ritirarsi. “Le bombe servono solo a costringerli a ritirarsi – ha spiegato – Non c’è centro abitato lì, la città di Brega è a miglia di distanza. Io sto parlando del porto, della raffineria di petrolio”, ha detto Saif, sottolineando che il regime farà di tutto per riconquistare il controllo della raffineria. “E’ l’hub libico per petrolio e gas – ha aggiunto – tutti noi mangiamo e viviamo grazie a Brega. Senza Brega, sei milioni di persone non hanno futuro, perché esportiamo tutto il nostro greggio da lì”. “Nessuno permetterà ai miliziani di controllare Brega – ha concluso – è come se voi permetteste a qualcuno di controllare il porto di Rotterdam”.

Ucciso cittadino britannico. Intanto la diplomazia britannica ha avviato “un’inchiesta urgente” per fare luce sulla presunta morte di un cittadino dalla doppia nazionalità libico-britannica, rimasto vittima di un precedente attacco contro Brega. La vittima, secondo Il Manchester Evening News sarebbe Khaled Attghdi, padre di sette bambini che abitano a Whalley Range, nella regione di Manchester.

Misurata sotto attacco. Altri attacchi aerei delle forze governative sarebbero in corso oggi, secondo i messaggi inviati via Twitter al sito online di Al Jazeera, a Misurata, città ad est di Tripoli in mano agli insorti. Secondo un sms, i bombardamenti si stanno concentrando sulla parte meridionale di Misurata, la terza città libica.
“I jet militari stanno colpendo i civili, la mia famiglia li sta sentendo”, è scritto in un messaggio. Combattimenti sono segnalati pure ad Ajdabiya doce le truppe fedeli a Gheddafi hanno lanciato un attacco aereo contro i rivoltosi antiregime nei pressi di una base militare ad ovest della città, controllata dagli insorti, senza però causare vittime. A riferirlo sono gli stessi dissidenti. Un corrispondente della France Press ha rivelato che la caserma attaccata dalle forze filogovernative “abbonda di munizioni, razzi anticarro, bazooka e lanciarazzi”.

L’appello di Napolitano.
“La violenza contro il popolo libico è inaccettabile. Il colonnello Gheddafi deve fermare ogni azione militare diretta contro il suo proprio popolo. Lo scontento popolare, ovunque si manifesti deve essere affrontato attraverso gli strumenti del dialogo e la buona volontà politica”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di Ginevra, secondo quanto riporta il sito del Quirinale. Per il Capo dello Stato “l’Italia sostiene pienamente l’appello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un rapido superamento della tragedia libica”. “Per consenso – ha aggiunto Napolitano – l’Assemblea generale ha inviato a Tripoli un eloquente messaggio, sospendendo la Libia dal Consiglio per i diritti umani. Attendiamo che la Libia possa riprendere il suo posto in questo organismo non appena il suo popolo e il suo governo saranno in grado di rispettare gli standard e le condizioni necessari. Sosterremo qualunque sforzo volto a questo fine”. In quanto al ruolo dell’Unione Europea, Napolitano ha aggiunto che “i recenti, tristi eventi nel Mediterraneo dimostrano che la Ue deve portare a termine il compito di realizzare uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, definendo, tra l’altro, regole migliori su diritto d’asilo e protezione dei rifugiati. La gestione della frontiera della Ue non può essere lasciata ai singoli Stati membri: non è la frontiera di un Paese, è la frontiera dell’Europa”.

Il dramma dei rifugiati.
Resta alto intanto l’allarme per la situazione umanitaria. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha avvertito che le truppe fedeli a Gheddafi, schierate lungo il confine tunisino, stanno impedendo il transito della frontiera da parte dei cittadini in fuga dalle rivolte antiregime. “Normalmente ogni giorno tra le 10.000 E le 15.000 persone fuggono in Tunisia dalla Libia, mentre ieri poco meno di 2.000 libici hanno attraversato il confine”, ha detto il portavoce dell’Unhcr, Melissa Fleming, precisando che, al momento, il confine “è presidiato dalle forze filogovernative”. Stando alle stime della Croce Rossa regionale, dal 20 febbraio “quasi 100.000 persone in fuga dalle violenze libiche hanno attraversato la frontiera tunisino-libica”.

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04 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/03/04/news/libia_quattro_marzo-13162344/

RUBY E DINTORNI – Il padre e i dubbi sollevati sull’età: «Non ci furono ritardi all’anagrafe» / Ruby al tassista: “500 euro e raccomando tua figlia” / Youporn? No, Yousilvio: effetto bunga bunga sul web

RUBYGATE

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Il padre e i dubbi sollevati sull’età
«Non ci furono ritardi all’anagrafe»

Il legale della famiglia: sapevamo dell’arrivo della presunta novità

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Il padre di Ruby (archivio Corriere)
Il padre di Ruby (archivio Corriere)

LETOJANNI (Messina) – «Non è vero… parla con l’avvocato». Dice poco M’Hammed El Mahroug, ma nega che la figlia abbia un’età diversa da quel che si è sempre detto. «Non è vero che sia stata registrata all’anagrafe due anni dopo la nascita – conferma il suo avvocato Venera Scrima – lo dico senza esitazione perché ne ho parlato col padre di recente. Karima è diventata maggiorenne quattro mesi fa».

Il legale era quasi in attesa della «presunta novità». «La voce girava da giorni – spiega – qualcuno mi aveva pure chiesto e io ho informato il padre che smentisce categoricamente. Probabilmente l’avvocato Ghedini fa riferimento ad usanze che in Marocco esistevano 50 anni fa, ma non in questo caso». E poi, si interroga il legale, perché i genitori avrebbero dovuto ingannare carabinieri e giudici ancora prima che Karima diventasse la Ruby dello scandalo col premier? «Per quattro anni – dice – i genitori si sono rivolti alle nostre istituzioni. In tribunale hanno accettato anche la richiesta della figlia di non tornare a casa purché restasse in una struttura protetta. Era affidata ai servizi sociali. Piuttosto bisogna interrogarsi sul perché nessuno l’abbia protetta». È quel che si chiede anche il padre che ha scritto una sorta di appello denuncia: «Voglio che si faccia luce sull’operato di quanti, comprese le forze dell’ordine, avendo in carico le sorti di Karima non hanno saputo proteggerla lasciando che, pur essendo ricercata e quindi ben nota alle stesse forze dell’ordine, fosse tranquillamente avviata alla prostituzione». Al legale il padre di Karima racconta di sentirsi «un uomo in lutto» e per questo ha esposto i drappi neri alle finestre. «Non ho la forza di tornare in Marocco – ha confessato – perché non saprei come guardare in faccia la mia anziana madre». E si difende: «Non è vero che maltrattavo mia figlia, non le ho mai lanciato l’acqua bollente. La cicatrice alla testa risale a quando aveva un anno. Io non sono come mi ha descritto e ancora oggi se tornasse l’accoglierei a braccia aperte». Intanto Ruby, da Vienna, ironizza: «Berlusconi non ha visto il mio certificato di nascita, dovrebbe chiedere a mia madre».

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Alfio Sciacca
04 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_marzo_04/sciacca-padre-ruby_5ee5b232-462c-11e0-9838-118c1ba8bdb4.shtml

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RUBY AL TASSISTA: “500 €
E RACCOMANDO TUA FIGLIA”

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Venerdì 04 Marzo 2011 – 11:39
Ultimo aggiornamento: 11:46

MILANO – Sembrano infiniti i retroscena del Ruby-gate. Ogni giorni vengono a galla particolari ‘agghiaccianti’ sull’insaziabile desiderio di avere sempre più soldi delle persone coivolte. E’ questo il caso di Karima el Mahrough, che ieri sera al ballo delle debuttanti di Vienna è stata la più fotografata ed è stata accolta con tantissime richieste di autografi. Ad essersene accorto è stato un tassista che nell’aprile del 2010 accompagnava Ruby ad Arcore, quando ancora non era apparsa sulle prime pagine di tutti i quotisiani. L’uomo pensò che la marocchina fosse una persona importante, dato che stava andando ad villa San Martino, così gli venne in mente di chiederle un aiuto per la figlia disoccupata: «facendo grossi sacrifici è riuscita a laurearsi alla Statale di Milano in giurisprudenza», le dice, ma «a 27 anni manda curriculum» ricevendo «purtroppo risposte sempre negative», e «per mantenersi e aiutare la famiglia fa lavori precari come cameriera e cose del genere», come riporta il Corriere della Sera. La marocchina si rende disponibile e dice all’uomo di inviarle un curriculum della figlia. Il padre-tassista ci spera: «mi aveva detto che conosceva le persone in villa», dice. Poi però l’uomo cercare di telefonarle e Ruby sparisce. Quando finalmente la papi-girl ricompare, la sua richiesta, oltre al curriculum, si arricchisce di 500 euro in contanti per l’«aiuto». L’uomo ci resta molto male: «Mi sono sentito molto offeso e preso in giro da lei». Questi tassista fu interrogato il primo febbraio dai pm sulla ragazza che gli diceva «che il padre era un ambasciatore e la mamma marocchina o egiziana. Mi chiese: “Secondo te quanti anni ho?”. Io pensai sui 20-22, però le dissi 18-19, e lei mi rispose: “Ci sei quasi vicino”».

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fonte: http://www.leggo.it/articolo.php?id=109851&sez=ITALIA

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Youporn? No, Yousilvio: effetto bunga bunga sul web
Da Ruby a Lele Mora ecco il sito-clone dedicato al premier

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di Marco Sciortino

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Sembra Youporn. La grafica è quella, i colori pure. Le categorie ci sono tutte. Rosse, bionde, nere. Davanti, di dietro. Vecchie, mature, giovani. Basta però aguzzare la vista per capire che si tratta solo di uno scherzo, ad opera di un blogger geniale. L’invenzione si chiama Yousilvio: il meglio del porno made in Italy. Somiglia tutto maledettamente al sito-clone più amato dagli aficionados dell’arte masturbatoria. Sotto la testata, in arancione, la scritta: “Extreme hArdcore sex”, con un gioco di parole che rimanda alla dimora brianzola del premier.

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L’autore, Antonio Russo, si è divertito a creare un finto screen shot di una verosimile pagina internet consacrata al porno. Nella Repubblica del bunga bunga ci sta anche questo. L’immagine è stata dapprima postata sul profilo Facebook dell’inventore, e in pochi giorni ha fatto il giro del web. 

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L’Italia come un porno-reality dove è (quasi) tutto da ridere. Si esaltano così le sfumature che regnano nell’età di Youporn. Con una carrellata di perversioni. Tante fiches messe in ordine. Ti piacciono le rosse (redhair nello slang del settore)? Clicca sull’immagine di Vittoria Brambilla. Nella categoria celebrity detta legge invece Mara Carfagna. La descrizione del corpo femminile concentrata su duo o tre parti. Tutto normale in una società specchio di internet, con il sesso che la fa da padrone  eimpera nell’arte, nella letteratura, in tv e soprattutto nella politica.

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Vi attizzano le mature? Ecco l’immagine di Daniela Santaché. Chi è appassionato di bionde può virare su Noemi Letizia. Poi ci sono tutta una serie di particolarità di nicchia. Renato Brunetta compare sulla categoria “bizzarre”. Ruby regna sul “capitolo” anal. E siccome siamo sul clone di Youporn non potevano mancare le sezioni shemale (con Maria De Filippi), gay (rappresentata dal conduttore di Kalispera, Alfonso Signorini). Tutto finto, per carità. Ma c’è perfino la categoria voyeur, con tanto di avatar di Lele Mora ed Emilio Fede. Chissà che ne pensa Berlusconi di questo “postribolo cibernetico”.
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