Archivio | marzo 7, 2011

IDEE UTILI – Che fine ha fatto la garanzia della tv nuova? Ecco il sito dove archiviare online gli scontrini

Che fine ha fatto la garanzia della tv nuova? Ecco il sito dove archiviare online gli scontrini

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di Andrea Franceschi

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Dove ho messo lo scontrino? Una domanda ricorrente per il consumatore disordinato. Per chi cioè, dopo aver acquistato il computer, la macchina fotografica o un elettrodomestico, si dimentica di archiviare metodicamente lo scontrino che fa da garanzia in una cartella con apposita etichetta, preferendo infilarlo in un cassetto insieme a mille altre scartoffie. La grande speranza è che la tv nuova non faccia scherzi. Perché allora toccherà aprire il cassetto e rendersi conto che lo scontrino si è misteriosamente volatilizzato. O peggio ancora si è scolorito diventando così impresentabile al commerciante.

Come funziona Scontrinando.it
Per venire incontro alle esigenze di un popolo di consumatori disordinati e non è nato Scontrinando.it, sito di archiviazione fotografica degli scontrini. Il funzionamento è semplice e del tutto gratuito. Dopo l’acquisto basta fare una foto dello scontrino e inviarla via mms o via e-mail. Non occorre registrarsi, il sistema archivierà automaticamente l’immagine utilizzando l’email o il numero di telefono come identificativo. Altrimenti è possibile caricarla sul sito. La registrazione è necessaria se si vuole visionare i propri scontrini e gestire il proprio archivio.

Il valore legale della copia
La foto dello scontrino ha la stessa validità dell’originale? «Assolutamente sì – risponde Andrea Elestici ideatore di Scontrinando.it – il codice del commercio parla chiaro: per fare valere il diritto alla garanzia è necessario presentare una prova valida comprovante l’acquisto. Anche se molti commercianti se ne approfittano chiedendo l’originale, una fotocopia o una foto hanno lo stesso valore. Come la ricevuta della carta di credito. Su questo presupposto si basa il nostro sito». E si possono archiviare online, per esempio, gli scontrini per la dichiarazione dei redditi? «La circolare 36E/2006 dell’amministrazione finanziaria, al paragrafo 322, chiarisce questo punto – spiegano gli esperti di dematerializzazione – la scansione ha la stessa validità della carta. Deve però rispettare determinati criteri. In primis la firma digitale del titolare e la marca temporale apposta da un ente autorizzato».

La garanzia legale e quella commerciale
Un’altra ambiguità di cui sono spesso vittime i consumatori è quella tra garanzia legale e commerciale. Lo scontrino è normalmente la prova d’acquisto principale per far valere la prima, quella cioè che il negoziante è tenuto a offrire obbligatoriamente per due anni al cliente in caso di “difetti di conformità del prodotto”. Altra cosa è la garanzia del produttore, che è discrezionale. «Capita spesso che un commerciante si rifiuti di sostituire un prodotto difettoso con la scusa che la garanzia del produttore, che può essere inferiore ai due anni, è già scaduta» fa notare Elestici. Oltre al servizio di archiviazione, scontrinando.it offre la possibilità di segnalare questi e altri abusi su un blog ad hoc.

Il modello di business
«L’idea iniziale – spiega Elestici – quella di incassare una parte del costo dell’invio di mms. Poi però abbiamo scoperto che le compagnie telefoniche non hanno mai sviluppato una piattaforma per gli mms premium. Questo perché, a differenza degli sms, non sono redditizi. La nostra società è stata la prima a farne richiesta. Così abbiamo installato un modem di ricezione mms sul nostro server, che ci permette di ricevere e archiviare le immagini inviate dai nostri utenti. Ma ovviamente da questo servizio non guadagnamo un euro».

Chi sono i principali clienti
I clienti di scontrinando sono anche i negozianti. «Affiliandosi alla versione premium – spiega Elestici – potranno offrire ai loro clienti il sistema di archiviazione scontrini e utilizzare questo database per fare marketing. I commercianti stessi ci hanno dato un’altra idea, che non abbiamo ancora sviluppato, e cioè un servizio di archiviazione dei rendiconti di cassa. I negozianti infatti sono obbligati per legge a conservarli per 10 anni. Dopo qualche anno sono però inleggibili perché l’inchiostro è sbiadito. Per questo stiamo studiando un database ad hoc. Altro fronte è quello dei produttori, a cui vorremmo offrire un sistema per la gestione in outsourching della garanzia, per esempio attraverso la gestione e la digitalizzazione della documentazione».

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07 marzo 2011

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-03-07/dove-garanzia-nuova-ecco-133427.shtml?uuid=AaocQ7DD

PAX AMERICANA? – Obama non esclude l’azione militare in Libia. La Russia, sì

La Nato considera varie opzioni, tra cui quella militare.

Obama non esclude l’azione militare in Libia. La Russia, sì

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Il presidente degli Stati Uniti Obama parla della crisi libica, senza escludere l’opzione militare per liberarsi di Gheddafi. E invia un messaggio chiaro ai collaboratori del leader. La Russia chiarisce che non permetterà interventi militari

Barack ObamaBarack Obama 

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Washington, 07-03-2011

L’opzione militare non è esclusa
La Nato sta prendendo in considerazione “una vasta gamma di opzioni, tra cui potenziali opzioni militari” per la Libia, ha indicato il presidente Usa.
Obama lo ha detto nello Studio Ovale della Casa Bianca, con accanto a se’ il premier australiano, signora Julia Gillard, ma non ha risposto a nessuna domanda sulla Libia.

Un messaggio inequivocabile
Voglio inviare un messaggio chiaro ai collaboratori del colonnello Gheddafi: dovranno rispondere delle loro azioni”, saranno ritenuti responsabili delle violenze che sono “inaccettabili”.
La risposta violenta del governo libico e’ “inaccettabile”.
Gli Stati Uniti hanno autorizzato 15 milioni di dollari di aiuti umanitari alla Libia. Lo ha detto il presidente americano Barack Obama.

La Russia è contraria a un intervento militare straniero in Libia.
Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, secondo quanto riferiscono media russi.

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fonte:  http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=150761

THE RETURN OF THE SHARK – Caso Yara, Santanché: pm dimettetevi. Il Pd: il governo prenda le distanze

Caso Yara, Santanché: pm dimettetevi
Il Pd: il governo prenda le distanze

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Il sottosegretario ai magistrati: invece di indagare sull’ Ongettina dovevano pensare a salvare Yara. Dura replica del Pd

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ROMA – «Dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi» perchè «se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva». È quanto afferma al Giornale Daniela Santanchè, sottosegretario all’Attuazione del Programma, secondo cui la riforma della giustizia è «necessaria e urgente». «Tutti chiedono le dimissioni di tutti – osserva Santanchè -. A Berlusconi per il Rubygate, a Bondi perchè è crollato un muro marcio a Pompei, a Rosi Mauro per la gestione dell’aula del Senato» mentre «perchè – chiede – non si possono chiedere le dimissioni dei magistrati e dei procuratori?Li ha toccati la mano di Dio?». Santanchè ricorda che «oggi per gli errori dei magistrati paga lo Stato» e sulla riforma della giustizia aggiunge: «Boicottano la legge per paura che il premier se ne avvantaggi». Per quanto riguarda le intercettazioni spiega invece: «Non vogliamo vietarne l’uso ma l’abuso: in gioco è la libertà».

«Il governo prenda le distanze dalle dichiarazioni del sottosegretario per l’attuazione del programma, Daniela Santanché che oggi è arrivata a dire che Yara sarebbe ancora viva se la magistratura avesse speso per il suo caso le stesse risorse impiegate per indagare sulle ragazze dell’Olgettina». Così la capogruppo democratica nella commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta le parole del sottosegretario all’attuazione del Programma, Daniela Santanché. «Sono dichiarazioni gravissime sia moralmente che dal punto di vista istituzionale, perché sono una chiara istigazione all’odio che strumentalizza i sentimenti di commozione su un caso che dovrebbe restare al di fuori dalla competizione politica. Le parole della Santanché sono vergognose e senza giustificazioni e il governo dovrebbe prenderne le distanze».

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Lunedì 07 Marzo 2011 – 20:20    Ultimo aggiornamento: 20:33
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‘LE LUPE DI ARCORE’ – L’avvento delle mamme-maitresse: Così finisce la sacra famiglia italiana

L’avvento delle mamme-maitresse
così finisce la sacra famiglia italiana

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Le “lupe di Arcore” avanguardia del nuovo degrado. La madre di Noemi: “Una bambina che ho allevato nella luce del Vangelo e del Signore. Lo chiama Papi perché l’abbiamo educata nel culto di Silvio”. La microspia del padre di Barbara Guerra

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di FRANCESCO MERLO

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L'avvento delle mamme-maitresse così finisce la sacra famiglia italiana Noemi con la madre

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LA GRANDE novità storica sono le mamme istigatrici e complici. Non le lupe di Arcore, ma queste mamme-maitresse che investono e lucrano sul sesso delle figlie, mamme che rompono la gabbia, all’apparenza inespugnabile, dell’identità italiana, della mamma chioccia, del “son tutte belle le mamme del mondo”, della sacra famiglia, vetrina dei valori della tradizione: il matrimonio possibilmente d’amore, la maternità, la dignità. Mi faceva sorridere mia madre quando a mia sorella che si truccava gli occhi diceva: “Che cosa sono tutti questi buttanesimi?”. Ma chissà come avremmo reagito noi fratelli, padri e fidanzati dinanzi alla madre di Elisa che contabilizza con ingordigia: “Seimila euro, hai capito, sono dodici milioni delle vecchie lire!”. È una mamma che predispone strategie quando la figlia le racconta che “lui mi vedrebbe bene a lavorare in Pubblitalia”. È una mamma realista e pratica: “Se poi va male, pazienza, tanto va bene anche cosi”. E forse Elisa un poco lo subisce, ma certamente alla sua mamma Berlusconi non basta mai: “Vi ha detto quando vi potrà rivedere?”.

Non c’è nulla di speciale nelle lupe di Arcore, nelle escort, nelle professioniste del sesso e meno che mai nelle loro baruffe, negli insulti e nelle rivalità con le gote accese – “si ammazzerebbero tra loro” confessa Iris Berardi – che sono un classico della farsa scollacciata, un topos dei teatri di periferia dove picchiandosi, tirandosi per i capelli e contendendosi i danari del caprone, le Filumena Marturano hanno sempre fatto sghignazzare i Lele Mora e gli Emilio Fede di turno. Ma sono al contrario specialissime le madri di Elisa, di Sara, di Noemi e di molte altre, sono mamme-mezzane che dinanzi alla prostrazione psico-fisica, che sempre accompagna i più rozzi e pesanti sapori della vita (“sono in condizione pietose”) , senza pudore minimizzano (“e che sarà mai”) ed esaltano solo il valore del compenso “seimila euro, hai detto niente”. Qui ci sono mamme che somigliano alle “parrine”, quelle che lenivano i corpi abusati nel cambio della quindicina, le acide ma benevole streghe che preparavano gli impacchi e dosavano e alternavano le tisane e il riposo allo snervamento, e intanto legavano i rotoloni di soldi con lo spago.

E i padri, che una volta erano il braccio armato dell’educazione, ora, come i fratelli, sembrano assistenti ruffiani. E c’è il signor Faggioli che istruisce la sua Barbara nell’arte d’amare: “Tu in questo momento devi fargli vedere che gli sei vicino”. Ed è papà che invita Barbara Guerra a dire a Berlusconi che “mio padre, per il grande rispetto che ha nei suoi confronti” è pronto a mettere una cimice nella sede dei finiani: “digli che io ci ho le chiavi”. Anche i fidanzati, che un tempo erano gelosi, oggi sono azionisti di minoranza degli amplessi altrui, come Ale che pretende che la sua Imma si guadagni ‘i vestiti’, cioè i soldi: “… io penso che non mi dà niente”. “No? Perché no, scusa? Mi incazzo! Oh!”. “Eh amore, ma che ne so. Io non faccio niente con lui…”. “Eh, ma sei scema?”.
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Vendute dalle madri, dai padri, dai fratelli e dai fidanzati le lupe di Arcore non sono le vittime ma l’avanguardia di un degrado familiare che non esiste in nessuna parte del mondo civilizzato ed è addirittura inaudito in Italia, che è la terra della mamma Madonna, della natalità, la patria del presepe.
Non c’erano mai state, nel pur vasto catalogo nazionale, queste povere mamme sfiorite che cercano un riscatto nel corpo delle figlie offrendolo al cliente ricco e vecchio e, allo stesso tempo, al bisturi del chirurgo estetico. Non c’era ancora, nel mito mediterraneo e matriarcale della mamma italiana, la signora Anna Palumbo che incassa ventimila euro dal ragioniere di Berlusconi: “La mia Noemi – ha dichiarato ai giornali – è una bambina che ho allevato nella luce del Vangelo e del Signore”. Sul viso di Noemi “ci sono almeno 17 mila euro solo di lifting”, ha scritto Famiglia Cristiana: ritocchi, contraffazioni, un accanimento sull’adolescenza della figlia, sulla sua apparenza, un’educazione familiare che cerca il riscatto nella creazione di un’antropologia chirurgica, un’idea del successo fondata sui trucchi estetici e sulle foto con Berlusconi pubblicate dal manipolatore Signorini, tutti a brindare con sugar daddy, con papi, che è al tempo stesso Gozzano e Freud, la tenerezza e la pedofilia. “Mio marito frequenta minorenni” disse la signora Veronica Lario e sul settimanale “Chi?” i Letizia divennero una famiglia-escort, finto fidanzato tronista, mamma allena e papà benedice: “Mia figlia lo chiama papi perché la abbiamo educata nel culto di Silvio”.

Certo, ci sono nella storia d’Italia le mamme di Bellissima, con la popolana Anna Magnani che si illude che la bellezza possa riscattare proprio tutto e prima di tutto la povertà, e ci sono i concorsi e le selezioni per miss Italia con quell’immagine odiosa della mamma che sbottona la camicetta della figlia adolescente per attirare sul seno gli sguardi lubrici della giuria. E c’è il caso, unico e terribile, e proprio per questo ricordato dalla storia, di una tredicenne ceduta a Vittorio Emaunele II “da una bruttissima mamma” che notò Carlo Dossi “prese a circolare in carrozza”. E c’è l’Italia in quella madre felliniana che trascina la figlia davanti al divo inglese, “le presento la mia bambina, sa cantare, ballare, recitare ed è stata pure a Londra. Dai, dì qualcosa…” . E la ragazza: “Salve”.

Ci sono insomma, nella nostra storia, le mamme disposte a tutto e magari anche ad umiliarsi ma mai a vendere le figlie e i figli, e proprio perché mamme italiane, proprio perché mamme-mammelle, perché la mamma italiana ha il fascino della fragilità e della determinazione semplice e chiara e mi vengono in mente la mamma della piccola Yara e la mamma di Sarah che, pur così diverse tra loro, trattano i giornalisti con il medesimo rigore della maternità straziata. Ci sono mamme e mogli come Marella Agnelli e come Sofia Loren e Mina e come era la stessa mamma di Berlusconi che fu l’unica cosa dolce della sua vita forsennata, o ancora – cito alla rinfusa – Luciana Castellina e Anna Craxi, Eleonora Moro, Ilary Blasi, Franca Ciampi, la Seredova Buffon, Gemma Calabresi…, signore d’Italia, padrone di casa, voci e volti antichi e moderni della tradizione della nostra civiltà femminile, donne italiane di oggi, energiche belle e nervose come Isabella Rossellini e Monica Bellucci, o riservate ed eleganti come la vedova di Enrico Berlinguer e Carla Fracci, e penso a come furono meravigliosamente mamme toste Marcella Ferrara, storica collaboratrice di Togliatti, e Palma Bucarelli, la signora dell’arte contemporanea. Non abbiamo avuto solo Filumena Marturano, la Ciociara e Anna Magnani. Le mamme italiane sono personaggi del romanzo nazionale dei sentimenti. E c’è “la mamma ignota”, la mamma che ancora una volta è stata cantata a Sanremo, la mamma che sogna la laurea, un genero, i nipoti e diffida delle scuole di recitazione perché pensa, all’antica, che “femmina che muove l’anca / o è puttana o poco ci manca” che è certo un proverbio reazionario ma era una difesa contro questa smania di vendersi, contro i concorsi per “miss maglietta bagnata”, contro le selezioni per diventare veline che – va detto chiaro – non è un mestiere. Non ci vuole il metodo Stanislavskij per trasformarsi in eccellenze del tacere agitando i fianchi, campionesse di velocità nel cambio degli stivali e dei pantaloncini corti, non è necessario frequentare l’Actor’s Studio per formare corpi senza erotismo, fantasmi televisivi, lolite smaterializzate e desessualizzate, il sesso senza eros, il ballo senza sapori. Eppure la professione di velina eccita queste nuove mamme italiane, perché appunto basta la “bella presenza” e nient’altro, come ha dimostrato a Sanremo Elisabetta Canalis.

Ma forse per capire il degrado e la corruzione della famiglia italiana bisogna per contrasto aver visto in tv quell’intervista rubata al papà di Ruby, al venditore ambulante marocchino e musulmano. Sdentato, malvestito, povero ma non corrotto come i padri e le madri delle lupe italiane, ha tentato di cacciare i giornalisti urlando in dialetto sicilian-marocchino: “Itivinni, itivinni”. E quando gli hanno detto che Ruby lo accusava di averla picchiata perché era diventata cattolica: “Ma quali botte. Ma quale cattolica. Quella di televisione si era ammalata”.

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07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/03/07/news/mamme_maitresse-13273980/

L’ACCORDO – Conciliazione orari lavoro-famiglia: raggiunta intesa tra governo sindacati

L’ACCORDO

Conciliazione orari lavoro-famiglia
raggiunta intesa tra governo sindacati

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Via libera anche con la firma tecnica della Cgil. Tra le misure, maggiore flessibilità nei turni, possibilità di ricorrere al telelavoro e la distribuzione di “buoni lavoro” per prestazioni di assistenza domestica

Conciliazione orari lavoro-famiglia raggiunta intesa tra governo sindacati

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ROMA – Governo e parti sociali hanno raggiunto l’intesa sulle linee guida per la conciliazione degli orari tra lavoro e famiglia. La pre-intesa è stata firmata anche dalla Cgil, che però si riserva una valutazione dell’allegato all’avviso comune, che sarà perfezionato con un ulteriore tavolo tecnico.  La data scelta per la prosecuzione del confronto non è stata casuale visto che cade alla vigilia dell’8 marzo, con l’intenzione, ha spiegato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, di rappresentare “un atto concreto in favore delle donne e della famiglia”.

Questo, in sintesi, il quadro delle misure: impiego del telelavoro in alternativa ai congedi parentali o facoltativi; orari flessibili in entrata e in uscita per madri e padri entro i primi 3 anni del bambino; trasformazione temporanea del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale per i primi 5 anni del bimbo o per assistere genitori e familiari in rilevanti esigenze cura; possibilità di una flessibilità di orari concentrati, intesi cioè come orario continuato dei propri turni giornalieri. Inoltre anche la possibilità, da parte del datore ai propri dipendenti, di buoni lavoro per lo svolgimento da parte di terzi di prestazioni occasionali di tipo accessorio per le attività domestiche e di cura.

Nell’intesa si sottolinea inoltre “l’importanza di una modulazione flessibile dei tempi e degli orari di lavoro, tanto nell’interesse dei lavoratori che nell’impresa”, e si concorda la possibilità di distribuire gli orari di lavoro nell’arco della settimana, del mese e dell’anno in risposta alle esigenze dei mercati, adeguando la durata media e massima degli orari alle esigenze produttive, ma conciliandole con il rispetto dei diritti e l’esigenze delle persone. Le parti si impegnano a valorizzare, compatibilmente con l’esigenze organizzative e produttive, “le buone pratiche di flessibilità, family friendly, e di conciliazioni esistenti”. A tal fine – si legge nell’intesa – si attiva un tavolo tecnico che dovrà concludere sui lavori entro 90 giorni. Entro un anno dalla conclusione dei lavori del tavolo tecnico le parti sociali si impegnano a una verifica sulla diffusione di queste buone pratiche.

Nel pacchetto si trova anche il via libera ad asili nido aziendali e interaziendali e a servizi collettivi di trasporto da e per gli asili pubblici. Oltre alla possibilità di usufruire di due settimane per l’inserimento dei bimbi alle scuole materne ed al primo anno di scuola elementare. In via di definizione pure una banca ore, anche ad hoc per genitori con bimbi sino a 24 mesi, che potrebbero avere diritto, su loro richiesta, a percepire la sola maggiorazione accantonando le ore straordinarie in un conto ore e dei regimi specifici modulati su base semestrale o annuale.

Al tavolo delle parti sociali la Cgil aveva presentato una sua proposta alternativa per favorire l’occupazione femminile. Le leve da utilizzare, secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso, sono il rifinanziamento del credito d’imposta, l’estensione dei servizi territoriali come i trasporti e gli asili nido, il sostegno alla modulazione flessibile dei tempi e degli orari di lavoro. Misure che per la Cgil si devono applicare anche ai lavoratori precari. La Cgil si è opposta in particolare al riferimento voluto da Sacconi al lavoro intermittente, definito “l’antitesi della conciliazione”, ritenendo “inaccettabile la sostituzione dei servizi con i voucher perché producono lavoro precario e povero”.

Il fatto di essere riusciti a trovare un’intesa anche con la Cgil è stata salutato con soddisfazione dal ministro del Lavoro. “L’intesa – ha detto Sacconi al termine della riunione con i rappresentanti dei sindacati e delle imprese – è un passo avanti nelle nostre relazioni industriali. Con l’intesa – ha spiegato – si punta a conciliare i tempi di lavoro e quelli di famiglia attraverso la modulazione dell’orario”.

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07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/03/07/news/tempi_conciliazione-13307754/?rss

SCOPERTE – NASA, la vita altrove

NASA, la vita altrove

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Astrobiologo trova su asteroidi caduti sulla Terra quelle che ritiene tracce di vita extraterrestre. Parte la gara alla verifica dei suoi dati. Tutta la comunità scientifica a guardare

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di Claudio Tamburrino

Claudio Tamburrino

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Roma – L’ipotesi più affascinante, quella che più di ogni altra spinge a guardare ed esplorare il cielo, si arricchisce di un nuovo commento che arriva dalla NASA e inevitabilmente riaccende il dibattito: ci sarebbero prove di vita extraterrestre.

Stavolta non si tratta di supposizioni statistiche, ma di prove che l’astrobiologo Richard Hoover afferma di aver trovato su meteoriti atterrati sulla Terra.

Lo scienziato del Marshall space flight centre in Alabama dice di aver individuato filamenti e altre strutture che risulterebbero essere fossili microscopici di esseri extraterrestri, alcuni assomiglianti a phylum di batteri cyanobacteria conosciuti con il nome di alghe azzurre, altre a un batterio chiamato titanospirillum velox.

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Titanospirillum velox – fonte immagine

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Le sue scoperte sono documentate su un articolo scientifico pubblicato dal Journal of Cosmology. In esso l’astrobiologo sostiene la tesi per cui la vita sul nostro pianeta può aver avuto origine extraterrestre: “Le implicazioni sono che la vita è ovunque e che la vita sulla Terra possa essere giunta da altri pianeti”. La teoria, cosiddetta panspermia, ha avuto altri sostenitori tra cui un altro ricercatore della NASA, David McKay, che nel 1996 affermava di aver trovato tracce di forme di vita marziale su un meteorite recuperato nel 1984.

Dal momento che la materia è molto controversia e dibattuta (e in casi precedenti – ha notato un altro scienziato NASA – prove simili sono state poi smentite) il giornale ha invitato la comunità scientifica ad analizzare i risultati e commentarli: tutti verranno pubblicati accanto all’articolo. Con la mobilitazione di 100 esperti e inviti ad oltre 500 scienziati si tratta di uno degli scrutini più accurati, dice lo scienziato e redattore capo del Journal of Cosmology Rudy Schild, “cui è stato sottoposta una ricerca nella storia della scienza”.

I test di laboratorio sembrano aver confermato che i filamenti non sono il risultano di una contaminazione dell’asteroide dopo il suo atterraggio sulla Terra: non è stato rilevata in essi la presenza di azoto, costituente fondamentale delle molecole organiche terrestri.

Davanti l’agenzia spaziale statunitense si apre un futuro all’insegna del ridimensionamento: il nuovo budget ha già costretto a politiche certamente nuove per la NASA, come la scelta di riciclare pezzi di vecchie navicelle per i primi voli commerciali o come il pensionamento del Discovery e la necessità futura di chiedere passaggi alle altre agenzie spaziali in attesa dei primi voli aerospaziali di privati. Gli alieni sono una delle poche notizie che potrebbero far tornare a crescere il fascino verso l’esplorazione dello spazio e, magari, far crescere anche i fondi a disposizione.

Claudio Tamburrino

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07 marzo 2011

fonte:  http://punto-informatico.it/3104381/PI/News/nasa-vita-altrove.aspx

Benzina, record storico un litro costa 1,568 euro

Benzina, record storico
un litro costa 1,568 euro

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Il prezzo consigliato per la verde della Esso supera il massimo di 1,560 toccato nel 2008. Ma in alcune regioni, come la Campania, la verde supera 1 euro e 60 a litro. Adoc lancia l’allarme: “Se continua a salire in arrivo maxi stangata per le famiglie”

Benzina, record storico un litro costa 1,568 euro

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ROMA – La soglia di 1,568 euro al litro raggiunta oggi dalla benzina verde nei distributori della Esso rappresenta il nuovo record storico, dopo il massimo di 1,560 euro toccato il 15 luglio del 2008. Si tratta del record del prezzo consigliato sul territorio nazionale, che poi sale anche oltre 1,6 euro in alcune aree del Paese, come la Campania, a causa delle addizionali regionali.

Adoc:”Fino a1.200 euro l’anno su tasche delle famiglie”. “Se gli aumenti dei carburanti dovessero continuare con gli stessi ritmi di questi ultimi giorni entro due mesi la verde supererebbe quota 1,70 euro al litro”. L’allarme arriva dal presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, secondo il quale in un simile scenario si avrebbe “una significativa ripercussione sui bilanci delle famiglie”. Il tutto, unito anche all’inflazione, rischia di tradursi in “un maggior esborso per le famiglie pari a 1.200 euro l’anno”, per quello che pileri definisce “un vero e proprio shock economico”.

“Potrebbe superare quota 1,70”. Il ‘caro carburanti’, sottolinea il presidente dell’associazione dei consumatori, “fa la parte del leone”, con una benzina che potrebbe superare quota 1,70 euro al litro entro i prossimi due mesi. Con il rialzo del costo del greggio il gasolio per riscaldamento “potrebbe arrivare a costare il 30% in più rispetto a un anno fa”. In pratica un pieno di 40 litri “potrebbe passare per la benzina dai 54 euro di dicembre 2010 ai 68,8 euro ad aprile 2011, con una maggiore spesa che su base annua potrebbe toccare 370 euro”. Una situazione “abbastanza simile per il gasolio”, continua pileri, dove “si passerebbe da 52 euro per un pieno di 40 litri a 67,20 euro con una maggiore spesa annua di 380 euro”.

Aumenti a catena in altri settori. Aumenti a catena si verificherebbero in altri settori, dai trasporti agli alimentari, dall’energia al riscaldamento. Per calmierare i prezzi dei prodotti petroliferi, suggerisce il presidente dell’adoc, torna a chiedere di intervenire per “ridurre l’accisa e congelare l’iva”. Per Pileri è poi necessario “attuare la liberalizzazione dei distributori no logo anche in autostrada e nelle grandi città”, perché nei distributori no-logo il prezzo della benzina “mediamente è inferiore del 5,8%, circa 8 centesimi in meno, mentre per il diesel si risparmiano 7 centesimi”.

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07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/economia/2011/03/07/news/benzina_record_storico_sopra_1_56_euro_al_litro-13284288/

L’AQUILA – Consiglio a vuoto, Cialente annuncia dimissioni

Consiglio a vuoto, Cialente annuncia dimissioni

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A scatenare la reazione del sindaco dell’Aquila è stata la mancanza del numero legale

Massimo Cialente – fonte immagine

07 marzo, 17:03

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L’AQUILA  – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, durante il consiglio comunale di oggi, ha preannunciato le dimissioni: a scatenare la reazione del primo cittadino è stata la mancanza del numero legale mentre si discuteva la delibera sulla riorganizzazione delle società partecipate; erano presenti 19 consiglieri, uno in meno del numero legale. In seguito Cialente ha tenuto una riunione con il presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti per definire l’iter delle sue dimissioni; successivamente ha anche convocato una riunione del Pd cittadino, che è ancora in corso. Il sindaco, raggiunto telefonicamente, ha detto di non voler rilasciare dichiarazioni.

NON FORMALIZZATE DIMISSIONI SINDACO L’AQUILA – Non sono state ancora formalizzate le dimissioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Qualora dovesse depositarle per iscritto al Consiglio comunale, Cialente avrebbe 20 giorni di tempo per ritirarle, come previsto dall’articolo 53, comma 3, del testo unico di legge sugli enti locali, il decreto legislativo 267 del 2000. In caso diventasse concreta questa ipotesi, e nel caso in cui entro la giornata il primo cittadino del capoluogo abruzzese dovesse depositare la sua rinuncia al mandato, le dimissioni diventerebbero efficaci il 28 marzo. Pertanto, l’eventualità – emersa a margine del Consiglio – che si possa unire L’Aquila all’elenco delle amministrazioni che andranno al voto il 15 maggio non sarebbe praticabile, visto che non ci sarebbero i tempi di legge per la campagna elettorale. A meno di improbabili provvedimenti ad hoc, che dovrebbero comunque derogare a una legge dello Stato. Se Cialente dovesse mantenere il proposito di dimettersi e non dovesse ritirare le dimissioni entro 20 giorni, verrebbe sciolto il Consiglio comunale, decadrebbe la Giunta e il prefetto nominerebbe un commissario fino alle prossime elezioni.

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fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/03/07/visualizza_new.html_1559002845.html

Rigettato il ricorso della Rai: “Ferrario discriminata, torni al Tg1”

Rigettato il ricorso della Rai
“Ferrario discriminata, torni al Tg1”

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L’ordinanza collegiale del tribunale di Roma segnala la lesione della professionalità e la discriminazione subita. La giornalista: “E’ il più bel regalo per l’8 marzo”. Minzolini: “Impedisce il rinnovamento”. Scontro con l’assemblea. Garimberti: “Le sentenze non si commentano, si applicano”

Rigettato il ricorso della Rai "Ferrario discriminata, torni al Tg1" Tiziana Ferrario

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ROMA – Tiziana Ferrario deve tornare a condurre il Tg1. Il tribunale di Roma ha infatti rigettato il reclamo dell’azienda contro l’ordinanza che il 28 dicembre scorso 1 aveva disposto la reintegrazione della giornalista nelle mansioni di conduttrice del Tg1 e di inviata per i grandi eventi. Una scelta fatta e successivamente difesa 2 dal direttore della rete ammiraglia Augusto Minzolini.

Anche l’ordinanza collegiale, come già come quella del precedente giudice, ha ravvisato sia la lesione della professionalità della giornalista sia la discriminazione subita: “Sussistono elementi indiziari che convergono univocamente nel far ritenere che lo spostamento della lavoratrice dalle mansioni di conduttrice di telegiornale sia da addebitare più che ad effettive esigenze organizzative ad una volontà ritorsiva posta in essere dai vertici della redazione al fine di sanzionare il dissenso manifestato dalla giornalista nei confronti della linea editoriale impressa al telegiornale dal direttore”. “Ora la Rai non ha più alcun appiglio per non eseguire la decisione del giudice – dicono i legali della giornalista Domenico e Giovanni Nicola D’amati – Se sarà necessario, chi si è ostinato nella mancata esecuzione dell’ordine del tribunale sarà chiamato a risponderne personalmente nelle sedi competenti”.

La palla ora torna alla Rai, al direttore generale Mauro Masi e a Minzolini. Da tempo nel mirino dell’opposizione per la linea filo premier del suo telegionale (in calo di ascolti) potrebbe essere costretto a far tornare in video la conduttrice rimossa. Che, oggi, esulta: “‘E’il piu bel regalo che potessi ricevere per la festa dell’8 marzo, dopo mesi di dolorosa solitudine e umiliazione come donna. Deve essere chiaro che questo non è il problema di Tiziana Ferrario, ma  è un problema di tutti, perchè la difesa della libertà di stampa e della completezza dell’informazione nel servizio pubblico non può essere  vista come una battaglia individuale, ma è una battaglia  che coinvolge tutti e richiede  un’ azione collettiva decisa”. Stizzita, e nbon poco, la reazione di Minzolini: “La Ferrario sarà in festa ma sicuramente saranno in lutto le giovani potenziali conduttrici cui la stessa Ferrario ha impedito di avere una carriera restando incollata a quella poltrona per 28 anni”. Secca la replica dell’assemblea di redazione del Tg1 che respinge le parole di Minzolini e condanna le offese alla collega Ferrario, invitando il direttore e l’azienda al rispetto delle sentenze della magistratura”. Controreplica di Minzolini: “Nessuna offesa ma dati di fatto e comunque all’assemblea su 174 colleghi hanno preso parte in 25 di questi hanno approvato il documento in 23”.

Le reazioni.
“Le sentenze della magistratura si applicano, non si commentano”. E’ questa la posizione del presidente della Rai, Paolo Garimberti. Posizione che il presidente aveva espresso anche sul reintegro di Paolo Ruffini alla direzione di Rai 3. Per il consigliere d’amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo “le decisioni dei giudici si rispettano e si applicano anche quando non si condividono. Per questo annuncia che chiederà al consiglio di amministrazione di impegnare il direttore generale Masi Masi a dar seguito alla decisione del tribunale. Si schiera anche il Pd che, per bocca del responsabile cultura e informazione Matteo Orfini, parla di “discriminazioni politiche” e chiede il reintegro in video della giornalista. Per la Federazione nazionale della Stampa il reintegro “è un atto di legalità”.

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07 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/03/07/news/ricorso_rai-13285287/?rss

Libia, nuovi scontri e raid aerei. Nato: ”Pronti a ogni eventualità”

Gheddafi prepara la battaglia finale a Sirte

Libia, nuovi scontri e raid aerei Nato: ”Pronti a ogni eventualità”

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(Xinhua)  (Xinhua)
ultimo aggiornamento: 07 marzo, ore 17:18
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Tripoli – (Adnkronos/Aki/Ign) – Rasmussen: ”Se continuano gli attacchi contro la popolazione libica, non si può restare a guardare”. Maroni: ”L’Europa è già invasa”. Frattini: ”Avviati con discrezione contatti con l’opposizione”. E spiega: ”Difficile pensare ad aerei italiani ma non potremmo negare le basi. La guerra non è un videogioco ma è una cosa seria”. Onu: ”Tripoli fermi violenza e attacchi indiscriminati contro i civili”. Caccia colpiscono postazioni dei ribelli a Ras Lanuf. Arrivata a Bengasi la nave italiana ‘Libra’ con aiuti. Independent: ”Usa chiedono a sauditi di fornire armi agli insorti”. La minaccia del Colonnello: ”Se cado io in migliaia invaderanno l’Europa”. La DIRETTA DI AL JAZEERA. Partecipa al FORUM
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Tripoli, 7 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) – La Nato non intende intervenire in Libia ma si prepara ad affrontare ogni eventualità. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, spiegando che “la Nato non ha intenzione di intervenire in Libia”, ma essendo un’organizzazione per la sicurezza è suo compito fare piani per “ogni eventualità”. Ogni eventuale ruolo operativo della Nato nella crisi libica, ha affermato Rasmussen, sarebbe “in accordo” con un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “La comunità internazionale sta attentamente monitorando la situazione e se Gheddafi e le sue forze continuano nei loro sistematici attacchi contro la popolazione libica, non posso pensare che la comunità internazionale e le Nazioni Unite restino a guardare”, ha quindi sottolineato. Secondo il segretario generale della Nato gli attacchi contro la popolazione civile in Libia possono essere considerati “crimini contro l’umanità”.
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MONITO ONU– Il segretario generale dell’Onu Ban Ki moon ha nominato l’ex ministro degli Esteri giordano Abdul Ilah Khatib nuovo inviato speciale per la Libia. E, in un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri libico Mussa Kussa ha accettato l’immediato invio di una missione dell’Onu, secondo quanto reso noto da un portavoce del Palazzo di Vetro. Il segretario generale ha detto che il governo di Tripoli deve smettere immediatamente di usare la violenza e di condurre attacchi indiscriminati contro i civili.
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Le Nazioni Unite hanno lanciato oggi un appello alla comunità internazionale perché fornisca 160 milioni di dollari necessari all’assistenza umanitaria in Libia per i prossimi tre mesi. L’Onu prevede di assistere fino a 400mila persone in fuga dal paese arabo e dirette verso Egitto, Tunisia e Niger.
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INTERVISTA DI GHEDDAFI (leggila su solleviamoci:INTERVISTA A GHEDDAFI: «La scelta è tra me o Al Qaeda. L’Europa tornerà ai tempi del Barbarossa») – Continuano intanto gli scontri in Libia mentre Gheddafi punta il dito contro i media stranieri. ”Ai miei amici e al mondo dico che è stata data un’immagine distorta delle manifestazioni pacifiche. Molte tv hanno manipolato la realtà” ha attaccato il leader libico in un’intervista all’emittente France 24. “Non bisogna ingigantire i fatti come se ci fosse un grosso problema” ha detto il raìs. Ora che “abbiamo aperto le porte ai giornalisti stranieri, invitiamo il mondo ad aprire gli occhi”. Secondo il Colonnello “da entrambe le parti, esercito e rivoltosi ci sono stati 150-200 morti, e non migliaia come si dice”.
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Gheddafi ha commentato con un “è ridicolo” il possibile riconoscimento da parte della Francia dell’organo di autogoverno istituito dai rivoltosi a Bengasi. “Immaginate se noi interferissimo con gli affari della Corsica o della Sardegna” sono state le sue parole. Mentre sulla mediazione proposta dal presidente venezuelano Hugo Chavez per porre fine alla rivolta libica, Gheddafi ha dichiarato che “questa mediazione per ora non esiste”. ”Qui non ci sono problemi – ha aggiunto – quello di cui abbiamo bisogno è sbarazzarci di queste gang armate”. “Questi terroristi armati, inclusi membri di Al Qaeda, non hanno delle chiare richieste politiche” ha rincarato.
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Quanto ai rapporti con Usa e Ue, ”è strano, le nostre relazioni erano buone” ha osservato il raìs. ”La Libia aveva relazioni molto buone con gli Stati Uniti e l’Unione europea e con i paesi africani, e la Libia svolge un ruolo cruciale per la pace nel mondo e nella regione” ha sostenuto Gheddafi. Lunga tunica e copricapo marrone, nell’intervista video di France 24 il leader libico ha parlato con voce monocorde. “In Libia – ha proseguito – ci sono anche importanti gruppi petroliferi spagnoli e francesi, e all’improvviso questi paesi hanno dimenticato i loro interessi”.
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SCONTRI E RAID AEREI – Nel paese continuano le violenze. I caccia libici hanno compiuto questa mattina una serie di raid aerei con lancio di razzi contro la zona di Ras Lanuf, nel golfo di Sirte. ‘Al-Jazeera’ ha trasmesso in diretta le immagini dei raid. Sono ripresi questa mattina anche i cannoneggiamenti da parte delle brigate di terra fedeli a Gheddafi che circondano la città di al-Zawiyah. Stando a quanto riferito da un giornalista presente nella città della Tripolitania ad ‘al-Jazeera’, si tratta di un attacco la cui portata è senza precedenti. Mentre è di 8 morti e 59 feriti il bilancio degli scontri avvenuti ieri nella zona di Bani Jawad, sul fronte che porta a Sirte.
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Secondo una fonte libica del quotidiano arabo ‘al-Sharq al-Awsat’, Gheddafi si starebbe preparando per la battaglia finale a Sirte. Il Colonnello avrebbe reclutato nelle scorse settimane decine di piloti stranieri, siriani, algerini, ucraini, serbi e romeni, per i suoi caccia in modo che sferrino dei raid contro gli oppositori senza remore. Gheddafi avrebbe inoltre chiesto garanzie precise ai ribelli sulla sua persona nel caso in cui scegliesse di lasciare il paese e andare in esilio all’estero.
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ALLARME RIBELLI: GHEDDAFI PREPARA INVASIONE DI CLANDESTINI – “Il regime di Muammar Gheddafi sta preparando la partenza di migliaia di clandestini presenti nel proprio paese verso l’Europa” ha denunciato il portavoce dei ribelli che controllano la città di Misurata, in Libia, Abdel Basat Abu Zairiq, in un colloquio telefonico con la tv araba ‘al-Jazeera’. “Nella zona di Dakhil, vicino Misurata, il regime sta preparando la partenza di migliaia di clandestini verso le coste europee – ha affermato – e questo per dimostrare che i ribelli in Libia rappresentano un pericolo anche per i paesi europei”.
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AIUTI ITALIANI – Intanto è arrivato a Bengasi il pattugliatore ‘Libra’ della Marina Militare italiana. La nave ha scaricato 25 tonnellate di aiuti umanitari, in buona parte attrezzature sanitarie e generi alimentari ed è poi salpata dal porto poco dopo le 15. Fra gli aiuti consegnati ai libici quattro generatori elettrici, 4mila coperte, 40 kit medico-sanitari, cinque tonnellate di latte in polvere, cinque tonnellate di riso, depuratori e serbatoi per l’acqua potabile, tende ‘familiari’, tutti destinati alla popolazione dell’area di Bengasi.
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