DIRETTA – LIBIA SOTTO ATTACCO, LA CNN: “RAID AEREO SU TRIPOLI” -VIDEO I LIBICI: “CESSATE IL FUOCO”

LIBIA SOTTO ATTACCO, LA CNN:
“RAID AEREO SU TRIPOLI” -VIDEO
I LIBICI: “CESSATE IL FUOCO”

20 Marzo 2011 – 20:08

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TRIPOLI – Le Forze armate libiche hanno deciso un “cessate il fuoco” immediato, a partire dalle 21.00 ora locale. Ad annuncliarlo è stato il portavoce dell’esercito della Libia attraverso la Bbc. Queste dichiarazioni arrivano dopo una serie di attacchi aerei su Tripoli a cui aveva iniziato a rispondere la contraerea di Gheddafi.

GHEDDAFI RISPONDE Muammar Gheddafi ha fatto sentire la sua voce, mentre stamani riprendevano i raid aerei contro la Libia e il capo dei militari Usa dichiarava che la no fly zone è stata «imposta». Nella sua prima manifestazione dall’inizio dell’attacco della coalizione il rais ha promesso ai nemici, paragonati ai nazisti, «l’inferno» di una «lunga guerra» che alla fine sarà vinta dalla Libia, perchè la Libia è «alla testa dei popoli in rivolta». Dunque, occidentali, «pensateci». Breve, violento e infuocato il discorso del rais, un messaggio in audio in diretta dalla tv libica e ritrasmesso in tutto il mondo. Un messaggio che chiama i popoli alla rivolta e pieno di minacce per gli occidentali, definiti «barbari, terroristi, mostri, criminali», il cui unico scopo è di «appropriarsi del nostro petrolio». «Avete attaccato il civile popolo libico che non vi aveva fatto nulla», ha detto. Ma il terreno libico, ha detto il rais nella sua sfuriata audio, diventerà «l’inferno» per i suoi attaccanti. Gheddafi ha detto che i depositi di armi sono aperti, che i libici si stanno armando. «Vi combatteremo», ha assicurato, e «sarà una guerra lunga», combattuta su «un fronte vasto, su un terreno troppo vasto» per gli attaccanti, da persone «pronte a morire da martiri». «Voi (occidentali) volete il nostro petrolio, ma la nostra terra ci è stata data da Dio. Noi non la lasceremo a voi francesi, americani o britannici e continueremo la guerra per liberarla… Noi siamo oppressi e colui che è oppresso vincerà, mentre coloro che opprimono saranno sconfitti», ha detto mentre la tv di stato libica mostrava un fermo immagine sul monumento del pugno che distrugge l’aereo americano, eretto nella casa di Gheddafi distrutta nel raid Usa del 1986. Gheddafi, ricordando che il popolo libico ha «già sconfitto gli italiani» colonizzatori, ha rimarcato che gli occidentali, non imparano mai le lezioni del passato: «L’attacco alla Libia è una nuova crociata contro l’Islam, ma sarete sconfitti, come già siete stati sconfitti in Iraq e in Somalia, come vi ha sconfitto Bin Laden» e come «siete stati sconfitti nel Vietnam». Quindi l’invito agli attaccanti: «Chiudetevi nelle vostre basi» e «pensateci bene». Poi il Colonnello ha chiamato a raccolta tutti i popoli «oppressi», rivendicando a sè la primogenitura, in largo anticipo, della rivoluzione dei popoli, delle ribellioni nel mondo arabo: «I popoli sono in ribellione dappertutto, anche nel Golfo Persico, e noi, il popolo libico della Jamahiriya, siamo alla testa della rivoluzione». Stamani i raid, che erano cessati verso l’alba, sono ripresi intorno alle 11:00 italiani. Fra i vari attacchi, tre bombardieri invisibili (stealth) hanno colpito con 40 bombe una base aera libica, secondo la tv americana Cbs. A mezzogiorno (in Italia) il capo di stato maggiore Usa, ammiraglio Mullen dichiarava: la no fly zone «è stata effettivamente imposta sui cieli libici» e che la contraerea libica è stata «resa inoffensiva».

FRANCIA: «NESSU CIVILE UCCISO» I raid dell’aeronautica francese non hanno causato la morte di nessun civile libico: lo ha detto a Parigi il colonnello francese Thierry Bukhard, nel corso di una conferenza stampa a Parigi.

COLPITI 20 OBIETTIVI SU 22 Gli attacchi aerei condotti nella giornata di ieri da Stati Uniti e Gran Bretagna contro le forze di Muammar Gheddafi hanno colpito e distrutto 20 obiettivi su 22 e hanno visto impegnati anche tre bombardieri B2. Lo ha confermato il comandante James Stockman, portavoce per l’US Africa Command, il comando che coordina le operazioni della forze internazionali in Libia. Stockman non ha escluso che danni significativi siano stati portati anche agli altri due obiettivi dei bombardamenti.

«ITALIA TRADITRICE» L’Italia ha tradito la Libia e il suo popolo: lo ha detto oggi il colonnello Muammar Gheddafi durante il suo messaggio alla Tv di Stato libica. «Italia, sei traditrice», ha affermato Gheddafi che ha esplicitamente accusato di tradimento anche la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti.

GHEDDAFI ARMA I CIVILI Il regime di Tripoli starebbe armando anche i civili nel disperato tentativo di rispondere agli attacchi aerei della coalizione internazionale. «Abbiamo ricevuto una telefonata alle 3 del mattino, nella quale si chiedeva a tutti di andare nelle strade», afferma una donna dalla capitale libica, secondo quanto riporta la Cnn. «Ai civili è consentito prendere fucili mitragliatori e armi anti aeree per sparare contro gli aerei», ha spiegato la donna.

PORTAEREI FRANCESE SALPATA DA TOLONE È salpata alle 13:00 da Tolone, nel sud della Francia, la portaerei nucleare Charles de Gaulle, che appoggerà le incursioni aeree dell’aviazione di Parigi già in corso da ieri. «Le operazioni francesi continuano – ha detto un portavoce del ministero della Difesa a Parigi – gli aerei sono sul posto». Il portavoce non ha confermato la partenza, insieme alla Charles de Gaulle – unica portaerei a propulsione nucleare in possesso della Francia – di una fregata che potrebbe andare a raggiungere le due fregate francesi che già operano nelle acque del Mediterraneo, al largo della Libia.

19 CACCIA USA CONTRO MEZZI DEL RAÌS Diciannove caccia Usa sono stati impiegati stamani in operazioni sui cieli libici contro le truppe di Gheddafi e le difese aeree libiche, hanno reso noto le forze armate americane

DISTRUTTI I MEZI DI GHEDDAFI A BENGASI Nuovi raid aerei compiuti stamani in Libia e intorno a Bengasi hanno distrutto decine di mezzi di Gheddafi: lo constatano fonti giornalistiche e degli insorti sul posto.

CACCIA DANESI IN PARTENZA DA SIGONELLA «Sono arrivati ieri 6 caccia danesi F16 e sono pronti a partire per eventuali operazioni. Non sappiamo se ne arriveranno altri, non abbiamo avuto notizie e siamo pronti a dare tutto il supporto di cui hanno bisogno. Siamo in attesa. Il codice di allertamento, da diversi mesi è sempre rimasto uguale: Bravo plus». Lo ha detto, a margine di un incontro con i giornalisti, Rocco Massimo Zafarana, capoufficio comando pubbliche relazioni del 41° stormo, con Paolo Bruno comandante centro addestramenti equipaggio dello stormo. «La base italiana di Sigonella, sede del 41° stormo dell’Aeronautica -ha aggiunto Zafarana- ha il compito di fornire il massimo supporto alle forze internazionali che vengono a schierarsi qua per operazioni inerenti la crisi libica. Il 41° stormo -ha concluso- opera con il veivolo Atlantic, pattugliatore aereo antisommergibile e continuiamo a svolgere la nostra attività».

VEICOLI DI GHEDDAFI DISTRUTTI A BENGASI È possibile vedere decine di veicoli militari delle brigate di Muammar Gheddafi distrutti lungo la via che porta da Bengasi ad Ajdabiya. Lo riferisce la tv satellitare ‘al-Arabiyà, secondo la quale i veicoli sarebbero stati distrutti dai raid aerei compiuti ieri nella zona contro le truppe del regime.

NEW YORK TIMES: “RAID FRANCESI NON COORDINATI” I primi raid aerei francesi che alle 17.45 di ieri hanno dato il via all’intervento militare contro la Libia non sono stati coordinati con gli altri Paesi alleati. Lo rende noto il New York Times, citando una fonte diplomatica di un Paese della Nato, per cui alcuni leader ieri a Parigi non hanno nascosto il loro disappunto per tale accelerazione che ha fatto seguito alla decisione di Parigi di prevenire, già venerdì, un accordo in sede Nato per l’intervento che avrebbe così potuto iniziare un giorno prima. Il quotidiano americano parla infatti di un certo nervosismo fra alcuni dei paesi coinvolti nell’operazione per l’insistenza della Francia nel voler organizzare il vertice di ieri a Parigi per concordare le modalità dell’attuazione della risoluzione 1973 approvata giovedì sera dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Tale riunione, spiegano le fonti diplomatiche del New York Times, avrebbe rallentato l’avvio delle operazioni militari, che invece era necessario accelerare per scongiurare l’ingresso delle forze di Gheddafi a Bengasi, un’accusa che i francesi hanno respinto, attraverso le parole del portavoce del ministero degli esteri, Bernard Valero. Venerdì, la Francia ha di fatto costretto la Nato a sospendere il suo intervento fino a dopo la riunione di Parigi.

MORTI E FERITI A MISURATA I carri armati della brigate fedeli a Muammar Gheddafi hanno raggiunto poco fa il centro di Misurata, in Tripolitania. Lo ha annunciato un testimone contattato all’edizione araba della Bbc. Parlando degli scontri in corso oggi tra i soldati del regime e i ribelli che difendono il centro cittadino, la fonte ha parlato di «un vero e proprio massacro in corso», sostenendo che si contano 10 morti e 40 feriti sul campo.

CARRI ARMATI VERSO LA CIRENAICA I carri armati dei ribelli libici stanno avanzando verso la città di Ajdabiya, in Cirenaica, dove hanno ripiegato le brigate di Muammar Gheddafi dopo i raid aerei subiti ieri dalle loro postazioni nella periferia di Bengasi. Lo riferisce la tv araba ‘al-Jazeerà. Intanto i siti dell’opposizione libica in internet annunciano che i rivoltosi di Misurata sarebbero riusciti a mettere fuori uso due carri armati che da questa mattina sparavano verso il centro cittadino.

MISSILI DA TORNADO BRITANNICI Hanno iniziato a effettuare raid sulla Libia anche i Tornado britannici. Lo ha reso noto questa mattina un portavoce della difesa a Londra, il generale John Lorimer. «Posso ora confermare che anche la Raf ha lanciato missili da crociaere Storm Shadow da alcuni aerei Tornado GR4», ha precisato Lorimer. «Le forze armate britanniche, così come autorizzate dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza 1973, hanno partecipato a un attacco coordinato per colpire i sistemi di difesa aerea libici», ha precisato il generale Lorimer, il responsabile dell’ufficio comunicazioni strategiche dello stato maggiore della difesa. I Tornado sono quindi entrati in azione dopo che i sottomarini di classe Trafalgar avevano lanciato missili Tomahwak. I Tornado entrati in azione erano decollati dalla base della Raf di Marham: hanno così effettuato la missione più lunga da quando non erano entrati in azione nelle Falklands, grazie al sostegno degli aerei per il rifornimento in volo VC10 e Tristar e degli aerei da ricognizione E3D e Sentinel. Le operazioni sono sostenute dalle unità navali HMS Westminster e dalla HMS Cumberland. Pronti a entrare in azione anche gli aerei Typhoon. Nella giornata di oggi, il premier britannico, David Cameron, presiederà un incontro della commissione per la gestione delle situazione di emergenza per valutare l’impatto dei primi raid.

BOMBARDATO AEROPORTO VIP
Tra gli obiettivi colpiti nei primi raid di Odissey Dawn c’è anche un aeroporto vicino a Tripoli usato per i voli dei Vip del regime. Sarebbe stato preso di mira per impedire ai fedelissimi di Gheddafi di fuggire, scrive il Sunday Times. Colpita anche, secondo il Times, una base aerea vicino a Misurata che sarebbe diventato un centro per le forze favorevoli al colonnello

FIGHTER 2000 IN ARRIVO A TRAPANI Sono in arrivo nella base di Trapani Birgi dove si trova il comando del 37simo stormo dell’aereonautica militare gli aerei Euro Fighter 2000 che sono utilizzati per la difesa da eventuali attacchi. È questa l’unica novità rispetto allo stato di allerta scattato ieri dopo l’attacco dei mezzi francesi e Usa alla Libia. La notte è trascorsa «con la predisposizione per affrontare minacce che – dicono alla base – per fortuna non sono arrivate». Attenzione quindi rivolta alla difesa più che all’attacco. Rimangono schierati sulla pista gli aerei Awacs, una sorta di radar volanti, gli F16, i Tornado, gli F18 canadesi atterrati ieri e gli elicotteri «pronti a decollare questi ultimi – spiega il capitano Angelo Mosca, pilota elicotterista – per prestare eventuali aiuti agli equipaggi in difficoltà o colpiti dal nemico».

QUASI 100 MORTI A BENGASI IN ATTACCO GHEDDAFI È di 94 morti il bilancio delle vittime dell’attacco compiuto ieri dalle brigate di Muammar Gheddafi nella città di Bengasi. Lo riferiscono fonti mediche alla tv araba ‘al-Jazeerà. Intanto secondo l’emittente ‘al-Arabiyà, i militari fedeli a Gheddafi stanno ripiegando verso Ajdabiya, mentre secondo Mustafa Gheriani, portavoce del Consiglio nazionale dell’opposizione, «i raid aerei di ieri hanno indebolito le forze fedeli al regime che stanno lasciando la città».

CINA “RAMMARICATA” DALL’ATTACCO La Cina, attraverso il ministero degli Esteri, esprime rammarico per i bombardamenti della coalizione internazionale sulla Libia, dicendo di non condividere l’uso della forza nelle relazioni internazionali. «La Cina ha preso atto degli ultimi sviluppi in Libia ed è rammaricata per gli attacchi militari contro il Paese», ha affermato la portavoce del ministero, Jiang Yu, aggiungendo che Pechino «auspica che in Libia possa essere ripristinata la stabilità il prima possibile per evitare ulteriori vittime civili e l’escalation del conflitto militare».

QATAR: “PARTECIPIAMO A INTERVENTO” Il Qatar conferma la sua partecipazione all’intervento militare contro la Libia. Il premier, Sheikh Hamad Bin Jassim Bin Jabr Al-Thani, ha precisato che la decisione è stata presa per «porre fine al bagno di sangue» messo in opera dalle forze di Gheddafi. L’operazione, ha aggiunto, «non è diretta contro il popolo libico, e neanche contro il colonnello (Gheddafi, ndr) e i suoi figli».

LA RUSSA: “FACCIAMO IL NOSTRO DOVERE” «Facciamo il nostro dovere fino a in fondo e non potevamo farne a meno di fronte a questa tragedia che di certo non avremmo mai voluto», con queste parole il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, è tornato a giustificare il coinvolgimento dell’Italia nella missione militare contro la Libia di Gheddafi. Il ministro La Russa ha voluto sottolineare la «moderazione» con cui l’Italia ha seguito le fasi di preparazione dell’attacco militare, ricordando che il governo italiano ha sempre voluto operare nell’ambito della risoluzione dell’Onu e di concerto con la comunità internazionale e le stesse Nazioni unite. «Fino ad allora, lo ammetto – ha osservato La Russa – l’Italia ha tenuto una posizione di doverosa prudenza».

LA RUSSA: “OBIETTIVO PROTEGGERE I CIVILI” Il compito assegnato dall’Onu alla coalizione non è colpire Gheddafi ma difendere i civili. Lo ha ricordato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha osservato: «il compito che le Nazioni Unite hanno assegnato ai singoli Stati e alla coalizione, per esempio alla Nato che noi continuiamo ad auspicare entri presto in campo, non è quello di intervenire sulle basi ma proteggere i cittadini libici, quindi il nostro compito principale resta questo».

LA RUSSA: “NESSUN AEREO HA ANCORA PARTECIPATO” «Finora nessun aereo ha partecipato ad azioni» sui cieli della Libia: così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha risposto a una domanda arrivando a Palazzo Marino a Milano, dove è in programma un convegno sulla figura di Carlo Cattaneo.

LA RUSSA: “L’ITALIA ADERISCE ALLA MISSIONE”
«L’Italia ha ufficialmente notificato al segretario generale dell’Onu e alla Lega araba la sua adesione alla coalizione che dà seguito alla risoluzione dell’Onu per la salvaguardia dei civili in Libia». Lo ha annunciato il ministro della Difesa Ignazio La Russa parlando con i giornalisti a margine della visita milanese del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

NAPOLITANO: “MAI CEDERE ALLE PAURE” «Sono del parere che non si debba mai cedere alle paure, immaginiamoci in questo caso». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al suo arrivo a Milano, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli hanno chiesto se poteva rassicurare gli italiani in relazione alla crisi libica.

BASE DI TRAPANI, PRONTI A INTERVENIRE È tutto pronto all’aeroporto militare di Trapani Birgi, sede del 37/o stormo dell’Aeronautica militare, dove da ieri, dopo l’attacco dei jet francesi e dei cruise americani e britannici in Libia, si sono rischierati i Tornado Ecr arrivati da Piacenza e specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, i Tornado Ids di Ghedi e i caccia intercettori Eurofighter di stanza a Grossetona. Nella notte appena trascorsa sono stati in pochi a chiudere occhio a Birgi. Sono tutti pronti a intervenire, in caso di attacco, «in poco meno di quindici minuti», come tiene a sottolineare il Comandante della base militare, colonnello Mauro Gabetta. «Stiamo predisponendo gli assetti necessari a disposizione dell’Aeronautica Militare – ha aggiunto – Siamo a questo punto in una fase di crescita di questo sistema difensivo». Lo stato di allerta è massimo, anche se gli ufficiali che prestano servizio nella base preferiscono non parlare di tensione. «Siamo addestrati a intervenire in qualunque momento», ribadisce il colonnello Fabrizio Genova, top gun di F16 e addestratore di piloti di caccia tornado. «Noi siamo pronti 365 giorni all’anno – spiega ancora Genova – ma naturalmente dopo gli ultimi avvenimenti dobbiamo essere subito in grado di garantire la sicurezza».

TESTIMONE: “14 MORTI IN STRADA BENGASI-AJDABIYA” Almeno quattordici morti sono stati visti oggi da un corrispondente delle Reuters attorno a veicoli dell’esercito del regime libico bombardati dalla coalizione internazionale sulla strada che collega Bengasi e Ajdabiya, nell’est del Paese. Il corrispondente ha riferito di scene di distruzione, con dozzine di veicoli bruciati

48 MORTI È di 48 morti e 150 feriti il bilancio provvisorio fornito dal regime libico delle vittime dei raid aerei compiuti ieri in diverse zone della Libia. Lo riferisce una fonte del regime di Tripoli, citata dalla tv araba ‘al-Jazeera’.

CECCHINI IN AZIONE A MISURATA La città libica insorta di Misurata è ancora circondata dalle forze fedeli a Gheddafi e nel centro sono entrati in azione i cecchini sui tetti. Lo dicono testimoni residenti della terza città libica, circa 200 km a est di Tripoli. «I cecchini sono posizionati sui tetti di tre edifici sulla strada principale della città. Sembrano pronti a sparare su qualunque cosa si muova. Nessuno osa passare per quella strada», dice al telefono il testimone, Mohammed. «Misurata oggi è tranquilla, ma le brigate di Gheddafi sono ancora posizionate nelle periferie e la circondano», dice.

FRATTINI: “AVANTI FINO ALLA CADUTA DI GHEDDAFI” «La nostra scelta è irreversibile, assolutamente irreversibile. Andremo avanti fino a quando il regime non verrà rovesciato». È questo l’obiettivo della comunità internazionale in Libia, secondo quanto riferisce il ministro degli Esteri Franco Frattini, che in un’intervista all’Avvenire ribadisce come in questo momento l’Italia non poteva «defilarsi»: «Questo è il momento della responsabilità. E confermare l’impegno italiano è stata la scelta giusta perchè era in gioco il prestigio internazionale e non potevamo certo correre il rischio di essere marginalizzati». Con un occhio alle polemiche interne della Lega, il titolare della Farnesina spiega che «se la conseguenza dello scontro libico dovesse davvero essere un’ondata migratoria, l’Italia avrà uno straordinario argomento in più per rivendicare il burden sharing con l’Europa». Sempre per il contrasto dell’immigrazione clandestina, annuncia il capo della diplomazia italiana, «martedì io e Maroni saremo quasi certamente a Tunisi per definire un accordo bilaterale. Incontreremo il nuovo primo ministro. Siamo pronti ad un aiuto concreto, abbiamo sbloccato 90 milioni di euro, ci sono mezzi italiani per il pattugliamento navale delle coste tunisine, ma vogliamo garanzie che questo traffico di esseri umani venga bloccato».

GHEDDAFI BOMBARDA DI NUOVO BENGASI Le forze di Gheddafi hanno bombardato di nuovo Bengasi, secondo quanto riportato da Al Jazira. Citando fonti anonime, il canale satellitare ha parlato di fuoco da carriarmati e lancio di razzi.

GENERALE CLARK: “TUTTO LECITO PER DIFENDERE I CIVILI” «La risoluzione dell’Onu è nettissima riguardo all’obiettivo finale: sbarazzare la Libia del dittatore Muhammar Gheddafi. Per questo il Consiglio di sicurezza ha autorizzato il ricorso a ogni mezzo, salvo l’occupazione militare del Paese. In breve tutto è lecito, o quasi». Lo dice a Repubblica il generale Wesley Clark, ex comandante supremo delle forze Nato durante la guerra del Kosovo. I raid aerei, spiega, potranno prendere a bersaglio anche il quartier generale del Colonnello. Nessun ritardo d’intervento, afferma il generale, da parte della Casa Bianca: «Bisognava stabilire delle pre-condizioni, esplorare la compagine dei ribelli, capire meglio chi fossero. Poi serviva l’assenso della Lega araba, degli alleati. E infine bisognava completare tutto il percorso diplomatico all’interno dell’Onu».

ARRESTATI 4 GIORNALISTI DI AL JAZEERA Il regime libico di Muammar Gheddafi ha arrestato ieri sera quattro giornalisti della tv araba ‘al-Jazeera’ che operano nel paese. Secondo quanto riferisce l’edizione inglese della tv qatariota, i quattro giornalisti arrestati sono il corrispondente Ahmed Vall Ould Addin, cittadino mauritano, il cameraman Kamel Atalua, cittadino britannico, l’altro cameraman Ammar al-Hamdan, cittadino norvegese, e il corrispondente Lotfi al-Messaoud, cittadino tunisino. «Il nostro network – si legge sul sito di ‘al-Jazeera’ – ritiene le autorità libiche responsabili della loro sicurezza e chiede ai paesi arabi di intervenire in loro aiuto».

‘ODISSEA ALL’ALBA’ Pioggia di missili sulla Libia dal cielo e dal mare. È scattata l’operazione ‘Odissey Dawn’, cui partecipano al momento Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Italia e Canada, gli altri due membri della coalizione internazionale, non hanno ancora preso parte attivamente ai raid. Ma l’Italia sta fornendo un importante supporto logistico attraverso la messa a disposizione della coalizione di ben sette basi militari. Gheddafi per ora ha reagito solo a parole con minacce gravissime: «il Mediterraneo è diventato un campo di battaglia», ha detto in serata attraverso un inusuale messaggio audio. «Attaccherò obiettivi civile e militari», ha aggiunto mentre la televisione libica diffondeva notizie secondo le quali i raid americani avrebbero colpito obiettivi civili in diverse zone del Paese, nonchè un ospedale in un sobborgo della capitale seconde alcune testimonianze. Secondo fonti del Pentagono, sono almeno 110 i missili da crociera Tomahawk lanciati su una ventina di obiettivi sensibili del Colonnello: batterie contraeree e depositi di carburante. La tv libica parla di «attacchi dei crociati» mentre migliaia di cittadini libici si sono offerti come scudi umani attorno al bunker del Colonnello a Tripoli. I primi missili contro le forze governative li hanno lanciati i jet francesi alle 17:45: centrati in pieno i bersagli, quattro carri armati di Gheddafi.

GIOIA IN PIAZZA A TOBRUK
A Tobruk è esplosa la gioia incontrollata degli insorti che seguivano su un maxi-schermo la diretta della tv satellitare Al Jazira. «Finalmente la Francia ha dato una speranza al popolo libico», ha detto il portavoce del governo di transizione degli insorti. Il via libera all’attacco militare è giunto dal vertice di Parigi con Onu, Ue, Usa e Paesi arabi, che ha dato luce verde ai caccia della coalizione internazionale per imporre con la forza il rispetto della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che prevede una no-fly zone rafforzata contro le truppe di Gheddafi e l’immediato cessate il fuoco per proteggere la popolazione civile. I primi aerei a raggiungere lo spazio aereo libico sono stati i caccia di Parigi, che hanno anticipato di qualche ora i Tomahawk americani. Poco dopo mezzogiorno, cinque aerei francesi sono decollati dalla base di Saint-Dizier per una missione di ricognizione su tutto il territorio libico. Quattro cacciabombardieri, 2 Rafale (Raffica) e due Mirage, ed un aereo radar Awacs hanno sorvolato la Libia «impedendo attacchi aerei delle forze di Gheddafi contro Bengasi», ha annunciato il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice straordinario di Parigi. Sarkozy aveva concesso un’ultima possibilità al Colonnello per evitare l’attacco militare. «Gheddafi è ancora in tempo per evitare il peggio, se rispetterà senza ritardi e senza riserve» la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, aveva detto il presidente francese.

OBAMA: “PROTEGGERE I CIVILI”
Da Brasilia, dove si trova in visita di stato, Barack Obama ha detto che «la popolazione civile libica deve essere protetta». «A Parigi c’è stato un forte consenso, siamo pronti ad agire con urgenza», ha detto il presidente americano che ha schierato numerose unità nel Mediterraneo per colpire le postazioni antiaeree di Gheddafi. Hillary Clinton ha precisato lo scopo della missione: non vogliamo rovesciare Gheddafi, il nostro obiettivo è proteggere i civili e permettere l’accesso degli aiuti umanitari. Berlusconi ha annunciato che per il momento l’Italia mette a disposizione solo le basi militari ma ha aggiunto che se sarà necessario parteciperà anche ai raid aerei. Intervenendo al vertice di Parigi, il presidente del Consiglio ha anche proposto Napoli come centro di coordinamento delle operazioni militari contro il Colonnello ed ha assicurato che non esiste un pericolo di ritorsione missilistica verso l’Italia. «Le forze armate assicurano che i missili libici hanno una gittata insufficiente», ha spiegato. Dopo i raid, la Russia ha condannato «l’intervento straniero» in Libia. I primi caccia sono decollati mentre era ancora in corso il vertice di Parigi e da Bengasi giungevano notizie drammatiche di bombardamenti contro molti quartieri della città e perfino contro l’ospedale.

GHEDDAFI MINACCIA OBIETTIVI CIVILI
Testimoni parlano di decine di morti e di migliaia di civili terrorizzati in fuga con ogni mezzo verso il confine col l’Egitto. L’attacco di Gheddafi contro Bengasi è stato rabbioso: la città è stata martellata per ore con lanci di razzi e colpi di artiglieria pesante. I tank hanno poi sferrato un attacco da terra cercando di rompere le sacche di resistenza nella parte orientale della città. La superiorità delle forze messe in campo da Gheddafi era talmente schiacciante che il leader degli insorti, Mustafa Abdul Jalil, ha invocato l’immediato aiuto della comunità internazionale. «È in corso un bombardamento su tutti i distretti di Bengasi. Oggi ci sar… una catastrofe se la comunità internazionale non attuerà le risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ci appelliamo alla comunit… internazionale, a tutto il mondo libero affinchè fermi questo sterminio di civili. Sulla strada per uscire dalla città ad est c’è una colonna di 160 chilometri di auto con famiglie terrorizzate», ha detto Jalil, che ha anche chiarito il giallo dell’aereo abbattuto oggi a Bengasi. «Era uno dei nostri», ha detto.

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FOTOGALLERY
Continuano gli scontri in Libia (foto Ap/Lapresse) 

Libia, soldati fedeli a Muammar Gheddafi (Lapresse)

Libia, soldati fedeli a Muammar Gheddafi Libia, soldati fedeli a Muammar Gheddafi Libia, soldati fedeli a Muammar Gheddafi Libia, soldati fedeli a Muammar Gheddafi

L’Onu approva la ‘no-fly zone’ in Libia

Il consiglio di sicurezza dell'Onu Folla in strada a Bengasi festeggia la decisione dell'Onu Mentre si vota all'Onu, Bengasi scende in piazza

I caccia francesi partono per la missione

I caccia francesi partono per la missione I caccia francesi partono per la missione I caccia francesi partono per la missione I caccia francesi partono per la missione
VIDEO
Gheddafi: “Colpiremo obiettivi civili”
Aerei francesi partono per la Libia
Il lancio dei missili USA (Youreporter)
19 marzo: Guerra a Bengasi, il servizio di Euronews
19 marzo: Al Jazira, Colonne di fumo a Bengasi (Youreporter)
19 marzo: abbattuto aereo a Bengasi
19 marzo: attacco a Bengasi
Le forze di Gheddafi alle porte di Bengasi

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fonte:  http://www.leggo.it/articolo.php?id=112648

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