Archivio | marzo 28, 2011

FRATTINI ‘PICCATO’ – Usa-Gb-Francia e Germania decidono in videoconferenza le sorti della Libia. Italia non invitata

La saggezza popolare dice: ‘La lingua batte dove il dente duole’

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FRATTINI: «NON si sta decidendo niente e non soffriamo della sindrome da esclusione»

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Usa-Gb-Francia e Germania decidono
in videoconferenza le sorti della Libia

Meeting dei capi di governo dei 4 Paesi alla vigilia del vertice di Londra. L’Italia non è stata invitata

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Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov (Ap)
Il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov (Ap)

MILANO – Lunedì sera il presidente francese Nicolas Sarkozy, quello americano Barack Obama, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno avuto un colloquio in videoconferenza sulla Libia. Lo ha reso noto l’Eliseo. L’incontro, ha precisato la presidenza francese, è iniziato intorno alle 19.15. I quattro hanno discusso della situazione in Libia e dei piani in vista del vertice in programma martedì a Londra. L’altro grande Paese protagonista della coalizione, vale a dire l’Italia, non è stato invitato alla videoconferenza. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato su La7, ha detto che nella videoconferenza «non si sta decidendo niente e l’Italia non soffre affatto di sindrome da esclusione». Rivolto poi al Pd che per bocca di Lapo Pistelli aveva parlato in precedenza di un’Italia «lasciata fuori dalla porta» Frattini replica: «Se pensano che il bene dell’Italia è speculare sulla politica estera continuino a farlo…». Alla fine della videoconferenza, una nota dell’Eliseo ha comunicato che i quattro leader hanno «espresso sostegno alla conferenza che si svolge martedì a Londra e che deve riunire la comunità internazionale a sostegno della transizione politica in Libia». Nell’incontro si è parlato anche «del sostegno al processo di transizione in Egitto e della necessità di rilanciare il processo di negoziato israelo-palestinese»

RUSSIA – In precedenza sul fronte diplomatico si era registrato l’intervento della Russia. Per Mosca l’intervento della coalizione nella guerra civile non è stato autorizzato dalla risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov: «Noi consideriamo che l’intervento della coalizione in quella che è essenzialmente una guerra civile interna non è stato autorizzato dalla risoluzione del consiglio di sicurezza dell’Onu», ha dichiarato il capo della diplomazia russa, ribadendo comunque che la difesa della popolazione civile «resta la nostra priorità». La decisione della Nato di assumere il comando delle operazioni in Libia rispetta la risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza dell’Onu ma il suo unico mandato – ha aggiunto Lavrov – deve essere quello di proteggere la popolazione civile.

LA MEDIAZIONE TURCA – Intanto, dopo la formalizzazione del passaggio alla Nato del comando di tutte le operazioni militari legate al rispetto della risoluzione 1973 dell’Onu, ovvero l’embargo, l’istituzione della no fly zone e la protezione dei civili dagli attacchi delle truppe governative, la Turchia si offre come mediatore per raggiungere «prima possibile» un cessate il fuoco tra le parti per evitare che la Libia si trasformi in un nuovo Iraq o Afghanistan. Lo ha dichiarato in un’intervista al britannico Guardian il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha rivelato come siano già in corso contatti con i delegati di Gheddafi ed esponenti del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi. Non solo. Erdogan riferisce che la Turchia, in accordo con la Nato, sta per assumere il controllo del porto di Bengasi per la gestione degli aiuti umanitari. Erdogan chiarisce che intende agire «nella cornice delle indicazioni della Nato, della Lega Araba e dell’Unione Africana». «Al momento è in corso una guerra civile in Libia e noi dobbiamo porvi fine», ha dichiarato il premier turco. I ribelli: «Presa Sirte».

SARKOZY E CAMERON: «GHEDDAFI SE NE DEVE ANDARE» – Gheddafi se ne deve andare «immediatamente» e la transizione in Libia deve essere affidata al Comitato Nazionale di Transizione. È quanto sottolineato, in una nota congiunta, dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal primo ministro britannico, David Cameron. Sul fronte diplomatico cresce intanto l’attesa per il summit di martedì a Londra. Il ministro degli esteri italiano Frattini, anticipando i temi dell’incontro, ha detto che «nostro dovere istituzionale è eliminare le distanze, trovare una soluzione condivisa non solo tra i quattro più grandi paesi europei, ma con tutti» gli alleati. Secondo il capo della diplomazia, chiamato a commentare le divergenze con la Francia, «qualunque strategia politica divisiva» sulla crisi libica è «destinata a fallire». «Qualunque strategia politica divisiva sarebbe destinata a fallire – ha proseguito – ma le idee italiane, francesi e tedesche dovranno tutte confluire in un piano che, domani a Londra, potremo elaborare per dare una risposta: questa missione è il mezzo e non il fine».

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Redazione online
28 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_28/diplomazia-russia_030122c6-591e-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml

 

A RADIO MARIA – “Terremoti segno della bontà di Dio” E’ bufera sul vicepresidente del Cnr

Terremoto Tokyo su"Un caffè dolce amaro"

Quando la terra ingiusta si desta dal torpore per reclamare un tributo  di sangue, si rivela per ciò che è, una furia malefica, miope, priva di ragione, perchè confonde nella melma la stessa volontà di Dio. Quella furia non è mai mirata, troppo spesso prende nel suo gorgo l’innocenza e restituisce al mondo l’infamia, sempre pronta a trar profitto dal dolore altrui. Ahi… potessi sparpagliar nel fango intrighi e iniquità degli infingardi, specialmente di quelli che mi sono noti!

icoDam

da blog caffedolceamaro

Creato da DolceAmaraMelannas

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“Terremoti segno della bontà di Dio”
E’ bufera sul vicepresidente del Cnr

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Roberto de Mattei sotto accusa dopo un’intervista a Radio Maria sul sisma in Giappone. Sindacati e studiosi ne chiedono le dimissioni. E c’è chi ipotizza provocatoriamente di sostituirlo con monsignor Ravasi

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di ROSARIA AMATO

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"Terremoti segno della bontà di Dio" E' bufera sul vicepresidente del Cnr Il vicepresidente del Cnr Roberto de Mattei

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ROMA – In un’intervista a Radio Maria ha sostenuto, riferendosi al Giappone, che i terremoti “sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio”. Roberto de Mattei non è un prelato integralista, ma il (discusso) vicepresidente del Cnr. E infatti da giorni all’interno dell’organo di ricerche si levano proteste e richieste di dimissioni. A chiedere formalmente un passo indietro era stata già la Flc-Cgil (il sindacato scuola). Oggi anche il presidente dell’Accademia dei Lincei ha criticato pesantemente le affermazioni di de Mattei, mentre Daniele Archibugi (professore al Cnr e all’Università di Londra) più ironicamente ha proposto di nominare vicepresidente al posto di de Mattei monsignor Gianfranco Ravasi, accusato dallo studioso “evoluzionista” di sostenere “in campo esegetico e scientifico posizioni non del tutto coerenti con la tradizione della Chiesa”.

De Mattei si trova in una posizione scomoda all’interno del Cnr almeno da quando, nel 2009, organizzò un convegno antidarwiniano. Le polemiche di due anni fa a un certo punto rientrarono, ma adesso questa nuova presa di posizione sulla tragedia giapponese ha fatto nuovamente insorgere la comunità scientifica. Tuttavia de Mattei non fa alcun passo indietro e fa notare come la frase sul Giappone sia una citazione di uno scritto del 1911di monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro, che commentava il terremoto di Messina del 1908.

Professori e ricercatori del Cnr, e non solo del Cnr, però non hanno dubbi: uno studioso che esterna opinioni del tenore di quelle di de Mattei non può rappresentare un ente scientifico così importante, mettendolo in ridicolo agli occhi di tutto il mondo. La scienza, osserva il presidente dell’Accademia dei Lincei Lamberto Maffei, ha “un suo linguaggio, che riflette il metodo scientifico: si esprime cioè in maniera non ambigua, chiara, logica e nei casi possibili matematica”. Pertanto, prosegue Maffei, un dirigente del maggiore ente nazionale per la ricerca scientifica “non può permettersi di intervenire pubblicamente fuori da questi binari, come sembra  essere avvenuto in passato nel caso di convegni antidarwiniani, o più di recente, nel caso di  interpretazioni metafisiche dello tsunami”. Da certe funzioni di responsabilità, osserva il presidente dei Lincei, “ci si aspetterebbe, in ogni contesto, un maggiore controllo nella libertà di dire castronaggini”.

E’ invece ironico Daniele Archibugi: “Sono stato letteralmente tempestato di chiamate, più sul faceto che sul serio, relative alle affermazioni del prof. Roberto de Mattei. In tutta sincerità, queste esternazioni non ci aiutano nel difficile compito di affermare i compiti dell’Ente nella sfera accademica nazionale e internazionale. Capisco che c’è dibattito all’interno di Santa Madre Chiesa, tanto che il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha manifestato opinioni del tutto opposte a quelle del prof. de Mattei sull’origine dei terremoti. A questo punto faccio una proposta: perché il cardinale Ravasi non diventa vicepresidente del CNR e il prof. de Mattei  presidente del Pontificio consiglio per la cultura?”.

Una provocazione, ma dettata dall’esasperazione. Mentre il segretario della Flc-Cgil Rosa Ruscitti chiede formalmente le dimissioni di de Mattei: “Riteniamo che, pur nel rispetto delle credenze di ognuno, esistano dei limiti alle esternazioni, imposti dalle cariche pubbliche che si ricoprono, e che il professor de Mattei li abbia oramai superati abbondantemente. L’intervista gira sul web e il Cnr sta diventando una barzelletta. Al fine di garantire la credibilità dell’Ente e il rispetto della Rete Scientifica, il cui lavoro permette la collocazione dell’Ente nei primi posti delle classifiche internazionali, la Flc-Cgil chiede le dimissioni del vicepresidente e che siano resi pubblici criteri e valutazioni alla base della selezione dei prossimi vertici dell’ente nonché i nominativi di coloro che compongono il comitato di selezione”.

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28 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/28/news/ravasi_al_posto_di_de_mattei_al_cnr_e_polemica_sul_vicepresidente_evoluzionista_-14201384/?rss

Lampedusa protesta, ribaltati cassonetti

Lampedusa – Protesta dei lampedusani

Lampedusa – Video protesta blocco abitanti con le barche

Da: | Creato il: 28/mar/2011

28 marzo 2011 Decine di Lampedusani protestano contro il governo Berlusconi e il ministro Maroni per l’incapacità assoluta di accogliere i migranti tunisini confinati nell’isola di Lampedusa.
http://www.globalproject.info/it/in_movimento/Welcome-a-Lampedusa-Report-mult…

Lampedusa protesta, ribaltati cassonetti

I manifestanti: non vogliamo entrare in quarantena

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(ANSA) – LAMPEDUSA, 28 MAR – Un gruppo di lampedusani, tra cui alcune donne, ha rivoltato tre cassonetti davanti il varco militare al porto, bloccando il transito e chiedendo al Governo soluzioni per mettere fine all’emergenza immigrazione. In strada gettati anche due recipienti usati per contenere acqua, vasi e pietre. Alcuni si sono seduti davanti al cumulo di macerie alzando due bandiere, quella della Trinacria e quella di Lampedusa. ‘Non vogliamo entrare in quarantena’ hanno urlato i manifestanti.

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28 marzo 2011

fonte:  http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/03/28/visualizza_new.html_1530317115.html

Sempre peggio: a Fukushima rilevata contaminazione anche da plutonio / Giappone, Aiea: “preoccupati per le radiazioni in acqua e cibo”. In Germania i Verdi al 25% in un Lander

Sempre peggio: a Fukushima rilevata contaminazione anche da plutonio

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Japan nuclear crisis a wake-up call for China – fonte immagine

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radioactivite_7911_w160Tracce di plutonio sono state riscontrate in cinque aree contigue all’impianto giapponese di Fukushima. Lo ha rivelato la società che gestisce l’impianto la Tepco. Il metallo radioattivo sarebbe con ogni probabilità stato scaricato dal reattore 3, quello che cobntiene come combustibile il discusso MOX (ossidi di uranio e plutonio). La Tepco ha assicurato che la scoperta di tracce di plutonio non porteranno a una sospensione dei lavori. Ma qualcuno crede ancora alla Tepco? Non fuori dal Giappone.

La (pessima) notizia del plutonio si aggiunge a quela della presenza di acqua estremamente radioattiva fuori dall’edificio di contenuimento. L’acqua, scoperta in un tunnel sotterraneo per la manutenzione del reattore, ha un livello di radiazione di oltre 1.000 millisievert all’ora; livelli simili di concentrazione erano stati rilevati in una pozza d’acqua nel seminterrato dello stesso edificio.La società che gestisce l’impianto, la Tepco (Tokyo Electric Power) non è certa se quest’acqua possa arrivare direttamente in mare. Uno dei tunnel sotterranei termina ad appena 55 metri dalla costa e l’alta radioattività rilevata nei campioni di acqua prelevati al largo delle coste limitrofe fa pensare che ci sia stata una contaminazione diretta.

Oggi il livello di radioattività nei campioni prelevati a una trentina di metri dalla costa era di 1.150 volte oltre il limite; domenica il surplus era di 1.850 volte, un dato registrato anche quello poche centinaia di metri al largo e comunque maggiore rispetto alla rilevazione del giorno prima, sabato, quando era a 1.250.  Lo stesso governo nipponico ha ammesso che adesso la priorità è assicurarsi che l’acqua contaminata non finisca nel suolo o nell’aria. Il governo ha anche ammesso che gli alti livelli di radiazione di quell’acqua sono stati causati probabilmente dalla parziale fusione delle barre di combustibile nucleare. Domenica la Tepco si è sbagliata nella misurazione della radioattività dell’acqua dentro l’unità: in un primo tempo ha detto che era di 10 milioni di volte superiore al normale, poi si è corretta dicendo che in realtà era di 100mila volte. Il che fa riemergere i dubbi sulla capacità della società di gestire la gravissima crisi. Per adesso, comunque, si è saputo che ha chiesto aiuto ai colossi energetici francesi, Edf ed Areva.

Intanto Greenpeace rilacia l’allarme per  alcune zone che sono fuori l’area di esclusione di soli 20 chilometri. “A Iitate, villaggio a 40 chilometri a nord-ovest della centrale di Fukushima, la squadra di radioprotezione di Greenpeace ha trovato livelli di contaminazione fino a 10 micro Sievert per ora”. Greenpeace, che sottolinea come il villaggio sia “venbi chilometri oltre la zona ufficiale di evacuazione”, ma la radioattivita’ e’ tale che “la popolazione, soprattutto donne in attesa e bambini, deve essere subito evacuata”. Gli ambientalisti spiegano che gli esperti dell’associazione hanno rilevato a Iitate valori tra 7 e 10 micro Sievert per ora”: questi valori, spiegano, si riferiscono “alla sola radioattivita’ esterna e non considerano il rischio aggiuntivo causato da inalazione o ingestione” di particelle radioattive.   ”Le autorita’ giapponesi- afferma Jan van de Putte, esperto di radioprotezione della squadra di Greenpeace- sanno perfettamente che qui la radioattivita’ e’ cosi’ alta”, eppure “non fanno niente per proteggere gli abitanti ne’ per informarli dei rischi che corrono”. A Iitate, critica l’ambientalista, “si accumula una dose pericolosa di radiazioni in pochi giorni”. E, se si aggiunge la contaminazione da ingestione e inalazione, “i rischi sono ancora piu’ alti”.

Greenpeace si dice “particolarmente preoccupata” per gli effetti che la ricaduta radioattiva avra’ sulla popolazione locale, dato che un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania a Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima “ha gia’ rilasciato abbastanza radioattivita’ da essere classificato di livello 7″. La quantita’ totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l’11 e il 13 Marzo 2011, “equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come di livello 7″, laddove quello 7 e’ il livello massimo di gravita’ per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo con l’incidente di Cernobyl del 1986.   Greenpeace chiede quindi alle autorita’ giapponesi di “smantellare subito le centrali nucleari e di investire in efficienza ed energie rinnovabili”.

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28 marzo 2011

fonte:  http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2011/03/28/sempre-peggio-a-fukushima-rilevata-contaminazione-anche-da-plutonio/

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Giappone, Aiea: “preoccupati per le radiazioni in acqua e cibo”. In Germania i Verdi al 25% in un Lander

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Il direttore dell’AIEA, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, ha dichiarato oggi di essere molto preoccupato per la situazione della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, che resta “molto grave”. Inoltre, preoccupano i livelli di radiazioni in cibo e acqua. Intanto la Germania vede la storica vittoria dei Verdi in un Lander tradizionalmente di destra.

Il direttore Yukiya Amano – giapponese anch’egli – ha detto anche che l’AIEA vuole organizzare una conferenza, probabilmente a giugno, per affrontare i problemi relativi alla sicurezza nucleare che si sono mostrati innegabilmente dopo la crisi giapponese.

Amano ha detto che vorrebbe presenti i ministri degli Stati membri dell’agenzia.

“E’ necessario coinvolgere i politici, in quanto questa si tratta di problemi molto importanti, non si tratta solo di aspetti tecnici”, ha detto il capo dell’agenzia nel corso di una conferenza stampa.

E che si tratta di problemi politici lo ha dimostrato la sonora sconfitta elettorale di Angela Merkel in un Lander storicamente appartenente alla destra tedesca e che ha visto prevalere il partito dei verdi, con un risultato storico a dir poco. nel Baden- Wuerttemberg, uno dei due Land tedeschi che conta sei voti nella Camera alta dei rappresenti regnali (il Bundesrat), i conservatori della Merkel escono dal governo dopo 59 anni, avendo ottenuto solo il 44,1% contro il 54,9% del 2006. I Verdi possono formare una nuova coalizione con la Spd avendo ottenuto il 25% dei voti e, insieme a Spd, una maggioranza del 48,5%.

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28 marzo 2011

fonte: http://gaianews.it/attualita/giappone-aiea-preoccupati-per-le-radiazioni-in-acqua-e-cibo-in-germania-i-verdi-al-25-in-un-lander/id=9067

LA RAI E IL ‘BAVAGLIO’ – “Par condicio per i talk show” Pdl e Lega preparano il blitz

“Par condicio per i talk show”
Pdl e Lega preparano il blitz

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La maggioranza prepara una modifica al regolamento della Vigilanza in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio: anche i programmi di approfondimento dovranno rispettare le regole delle Tribune Elettorali

"Par condicio per i talk show" Pdl e Lega preparano il blitz Mauro Masi, direttore generale Rai

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ROMA – Estendere i principi della disciplina delle tribune politiche a quelli dei talk show. E’ quanto prevede un emendamento della maggioranza alla bozza di regolamento in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, predisposta dal presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli.

L’intento della maggioranza sarebbe quindi garantire un’applicazione stringente della par condicio ai talk show in campagna elettorale, e avrebbe presentato poco meno di una decina di emendamenti, che intervengono in materia con gradualità. Una norma di simile impostazione del regolamento della Vigilanza, che prevedeva proprio l’estensione delle regole delle tribune politiche ai programmi di informazione, fu alla base dello stop ai talk show deciso per le regionali dello scorso anno.

Talk show come tribune politiche. L’emendamento porta la firma di Pdl, Lega Nord e Responsabili e sarà oggetto di confronto in commissione, chiamata nel giro di pochi giorni a predisporre il regolamento definitivo. Secondo le indiscrezioni, l’orizzonte dell’emendamento va oltre le amministrative: la maggioranza vorrebbe ‘trasferire’ in chiave nazionale l’intera materia. L’idea di base starebbe nel dare uguale spazio ad ogni candidato, di fatto rendendo impossibile la realizzazione del programma. E questo si tradurrebbe nel silenziamento dei talk show, così come accaduto un anno fa.

Un’ipotesi che l’opposizione appare determinata a combattere, ricordando che il Tar si è già pronunciato sulla legge 28 sulla par condicio. Ovvero, la legge non permette di considerare le trasmissioni di approfondimento alla stregua di tribune elettorali. Resta da vedere come l’emendamento procederà in sede di Vigilanza.

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28 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/03/28/news/talk_show-14190443/?rss

Libia, ribelli avanzano, Russia critica raid Occidente

Video: Libia, i ribelli annunciano la conquista di Sirte

Da: | Creato il: 28/mar/2011

Abbiamo preso Sirte, annunciano gli insorti che a Bengasi festeggiano la conquista simbolica e strategica della città natale di Gheddafi, una notizia ancora non confermata.

Libia, ribelli avanzano, Russia critica raid Occidente

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Un ribelle mentre grida “Allah Akbar” . REUTERS/Goran Tomasevic

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BIN JAWAD, Libia (Reuters) – I ribelli libici su mezzi armati con armi automatiche sono avanzati oggi verso Sirte, la città natale di Muammar Gheddafi, nel tentativo di spingere la propria avanzata verso la parte occidentale del paese.

La Russia, intanto, ha criticato i raid aerei della coalizione occidentale, sostenendo che questi rappresentino una presa di posizione in una guerra civile e violino i termini della risoluzione dell’Onu.

Il Qatar è diventato il primo stato arabo a riconoscere la coalizione ribelle — ora nella sesta settimana di battaglia contro il regime di Gheddafi, al potere da 41 anni — come unico rappresentante del popolo libico.

Al Jazeera ha riferito che i rivoltosi hanno conquistato la città di Nawfaliyah, che era in mano alle forze del rais, spingendo però la loro avanzata a ovest fino a Sirte, città natale di Gheddafi che si trova a 120 chilometri di distanza.

Incoraggiati dagli attacchi della coalizione, i ribelli hanno riconquistato il controllo di tutti i centri petroliferi della Libia orientale, così come la città di Bin Jawad.

“Vogliamo andare a Sirte oggi. Non so quello che accadrà”, ha detto il ribelle 25enne Marjai Agouri, mentre si trovava in attesa di altri 100 ribelli fuori da Bin Jawad con tre lanciarazzi multipli, sei armi anti-aeree e circa una dozzina di veicoli armati con armi automatiche.

Un giornalista Reuters che si trova a circa 15 chilometri ad ovest di Bin Jawad sulla strada per Nawfaliyah ha detto di aver sentito bombardamenti lungo la strada.

“Questa è la prima linea. L’esercito si è fermato là e noi ci fermiamo qui”, ha detto a Reuters ad un checkpoint Mohammed al-Turki, 21enne combattente ribelle, indicando la strada da dove provenivano le esplosioni.

RUSSIA CRITICA RAID OCCIDENTALI

I raid aerei delle forze occidentali sono cominciati il 19 marzo, due giorni dopo che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha autorizzato “tutte le misure necessarie” per proteggere i civili dalle forze di Gheddafi.

Ma da quel momento la missione ha alimentato polemiche da parte dei critici, che si sono chiesti fin dove avrebbe dovuto spingersi la missione per sostenere attivamente i ribelli e se tra gli obiettivi ci potesse essere lo stesso Gheddafi.

La Russia, che si è astenuta al momento di votare la risoluzione, ha detto che gli attacchi occidentali costituiscono una presa di posizione all’interno di una guerra civile.

“Crediamo che l’intervento della coalizione in quella che è essenzialmente una guerra civile non sia sancito dalla risoluzione dell’Onu”, ha detto il ministro degli Ester russo Sergei Lavrov ad una conferenza stampa.

Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha detto invece alla Bbc: “Noi siamo qui per proteggere i civili — né più né meno”.

Contraddicendo l’annuncio dei ribelli sulla conquista di Sirte, il giornalista Reuters Michael Georgy ha fatto sapere che la città è tranquilla. Il giornalista ha visto polizia ed esercito, ma nessun segno di combattimento.

Essendo la città natale di Gheddafi, Sirte ha un valore simbolico molto importante. Se dovesse cadere, i ribelli ne trarrebbero una grande spinta morale, oltre ad avere la strada spianata verso Tripoli.

Mentre i ribelli stanno spingendo ad est, le forze di Gheddafi stanno attaccando ad ovest. Un portavoce dei rivoltosi ha detto ad Al Jazeera che le forze leali al rais hanno bombardato nuovamente Misurata oggi, e un altro portavoce ha detto ad Al Arabiya che otto persone sono morte e più di 24 ferite.

A Zintan, nella Libia occidentale, un altro portavoce dei ribelli ha detto che le forze di Gheddafi hanno bombardato la città, mentre l’agenzia di stampa statale Jana ha fatto sapere che le forze occidentali hanno bombardato Sabha, città della Libia meridionale, provocando diverse vittime.

— Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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28 marzo 2011

fonte:  http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE72R00J20110328?sp=true

Germania: Merkel, ora verso decisivo ripensamento su nucleare

Germania: Merkel, ora verso decisivo ripensamento su nucleare

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Berlino, 28 mar. (Adnkronos/Dpa) – “Nelle prossime settimane discuteremo molto intensamente di una nuova politica energetica nazionale”. A dichiararlo e’ stato il cancelliere Angela Merkel, nelle prime dichiarazioni a commento della disfatta elettorale subita ieri alle regionali dalla Cdu e dalla Fdp. Il cancelliere ha detto che resta personalmente un convinto sostenitore del nucleare ma ha ammesso che il disastro di Fukushima e’ stato dominante nel voto di ieri. La Merkel ha detto dunque di attendersi un sostanziale ripensamento rispetto al nucleare in Germania ed ha ribadito che vi saranno “decisioni fondamentali sulla politica energetica”.

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28 marzo 2011

fonte:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Germania-Merkel-ora-verso-decisivo-ripensamento-su-nucleare_311838958963.html

Siria, la polizia spara sui manifestanti. La città di Daraa circondata dai carri armati / VIDEO: Anger sweeps Syria after deaths / Inside Story – Syria: The price of revolution

Anger sweeps Syria after deaths

Da: | Creato il: 27/mar/2011

Whoever kills his people is a traitor, the crowd yells.

Outrage as the people of Sanamin bury their dead.

The crowd is eager to tell their story – of how 20 of their young men were killed in less than 15 minutes.

Al Jazeera’s Rula Amin reports.

Inside Story – Syria: The price of revolution

Da: | Creato il: 28/mar/2011

Unrest in Syria continues. In a country where the regime is known for its iron grip on security, the growing number of casualties may come as no surprise, in what is quickly becoming an increasingly unstable Syria.

Nuove tensioni nella città di Daraa, circondata dai carri armati

Siria, la polizia spara sui manifestanti

Gli agenti hanno sparato contro il corteo che chiedeva l’abolizione della legge d’emergenza in vigore dal 1963

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Spari in piazza (Al Jazeera)
Spari in piazza (Al Jazeera)

DAMASCO – Il regime di Assad cerca di rispondere con la proposta di riforme alla situazione interna sempre più difficile, ma la tensione riesplode di nuovo. Dopo giorni di proteste sanguinose, alla popolazione in rivolta non è bastato l’annuncio dei vertici del partito Baath di voler abrogare la legge d’emergenza in vigore da 48 anni.

LA POLIZIA HA APERTO IL FUOCOLa polizia siriana ha infatti aperto il fuoco contro alcune centinaia di manifestanti che protestavano nella città di Daraa, nel sud della Siria, già teatro di violenze nei giorni scorsi. Lo riferisce la tv satellitare Al-Arabiya, secondo la quale la polizia avrebbe duramente represso la manifestazione indetta per chiedere l’abrogazione della legge d’emergenza in vigore nel paese dal 1963. La notizia è stata invece smentita dal regime. Successivamente però carri armati dell’esercito siriano hanno circondato Daraa, capoluogo della regione meridionale e teatro da dieci giorni di accese proteste anti-regime.

LA LEGGE – «La decisione di abrogare la legge di emergenza è stata già presa ma non so quando verrà applicata», aveva detto in precedenza Boussaina Shaabane il consigliere del presidente Bashar Al-Assad. La legge, instaurata immediatamente dopo l’arrivo al potere della partito Baath nel marzo 1963, impone restrizioni sulla libertà di riunione e di spostamento, e permette l’arresto di «sospetti o di persone che minacciano la sicurezza». In questo modo è possibile sorvegliare le comunicazioni e fare un controllo preliminare su i giornali, le pubblicazioni, le radio e tutti i mass media. Secondo al Arabiya, che ha annunciato per martedì le dimissioni del governo, è imminente l’approvazione di una nuova legge sulla stampa riguardo la prevenzione della carcerazione dei giornalisti. Il regime, ha aggiunto la tv satellitare araba, modificherà inoltre l’articolo 8 del primo paragrafo della costituzione del Paese, che stabilisce che quello Baath è il partito guida della Siria. Il presidente Asad inoltre ha già autorizzato un aumento dei salari dei dipendenti pubblici pari al 20% dell’attuale retribuzione. Secondo gli analisti è però difficile pensare a una vera riforma all’interno del sistema, soprattutto perché la corruzione e le politiche di privatizzazione economica hanno creato un arricchimento di tutto il clan legato alla famiglia Assad: ma come dimostrano gli esempi egiziano o tunisino, senza un compromesso in tempi rapidi quella siriana rischia di essere la prossima rivoluzione. La Siria di Bashar al Assad del resto è un Paese totalitario dove l’ordine regna supremo e l’islam è diventato progressivamente più radicale. Il governo siriano è dominato dagli alawiti, una setta sciita che rappresenta solo il 10 per cento circa della popolazione in un paese sunnita al 75%. Alla sua elezione, nel giugno del 2000, Assad annunciò un pacchetto di riforme – soprattutto in materia di apertura al liberismo economico – noto come la «Primavera di Damasco», che però non è mai decollato con convinzione: troppo dura la resistenza della vecchia guardia, ostica al punto da costringere Assad a parlare di una «riforma economica attraverso una riforma politica», rivelatasi a conti fatti inesistente. E così, da un punto di vista politico, il paese non ha fatto registrare alcun progresso, neppure sul tema spinoso della pace con Israele.

SCOMPARSI DUE REPORTER DELLA REUTERS – Intanto due giornalisti di Reuters Television che coprono le manifestazioni in corso in Siria sono considerati dispersi da sabato: lo ha annunciato un responsabile dell’agenzia di stampa. Il produttore Ayat Basma e il cameraman Ezzat Baltaji erano attesi sabato sera in Libano dove sono di stanza, ma l’autista inviato per riportarli a casa non è riuscito a trovarli nel punto di incontro designato, alla frontiera con la Siria. «Reuters è profondamente preoccupata per la sorte dei due giornalisti di Reuters Television che sono ritenuti scomparsi in Siria, da sabato», ha dichiarato Stephen Adler, caporedattore dell’agenzia.

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Redazione online
28 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_28/siria-cronaca_ced1af3a-5935-11e0-bc5a-84b93b4dfe5d.shtml

In 24 ore quasi 2mila arrivi a Lampedusa

In 24 ore quasi 2mila arrivi a Lampedusa

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ultimo aggiornamento: 28 marzo, ore 14:15
Palermo – (Adnkronos) – Non si ferma l’ondata di immigrati sull’isola siciliana. La denuncia di una coppia: aggrediti e derubati da tunisini. Mercoledì Cdm straordinario sull’emergenza immigrazione, Maroni: “So che è un atto forte, le autorità tunisine possono evitarlo”. Lombardo sente Berlusconi: il caso in Cdm. Maroni: “Pronti a rimpatri forzosi, Tunisia non mantiene promesse”

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Palermo, 28 mar. – (Adnkronos) – Non si ferma l’ondata di immigrati sull’isola di Lampedusa. Un barcone con circa 300 persone a bordo è a circa 7 miglia al largo dell’isola in difficoltà perché imbarca acqua rischiando così di affondare. Le motovedette della Guardia costiera si stanno avvicinando all’ennesima imbarcazione. Sono 1.933 i migranti sbarcati in 24 ore sull’isola di Lampedusa, il numero di più alto da quando è iniziata la nuova emergenza.

Tra la mezzanotte di ieri e la mezzanotte di oggi le motovedette della Guardia di Finanza hanno scortato in tutto 5 barconi con a bordo, rispettivamente: 284 persone di cui 20 donne e 20 minori; 53 persone tutti uomini; 58 persone di cui una donna e un minore; 24 persone tutti uomini; 43 persone tutti uomini, per un totale complessivo di 462 persone.

Un nuovo sbarco è avvenuto in mattinata, poco dopo le 11. Un’imbarcazione con a bordo una quarantina di extracomunitari è approdata al porto, dopo essere stata soccorso dai mezzi della Guardia costiera e della Guardia di finanza.

Sono quasi settemila in questo momento gli immigrati nordafricani presenti sulla maggiore delle Pelagie su un numero di abitanti che sfiora i 5.000. Il numero più alto di migranti da quando è iniziata la nuova emergenza. Ormai gli extracomunitari si sistemano ovunque, fatta eccezione per i duemila del Centro d’accoglienza, i tunisini sono in ogni posto.

Intanto nella notte è partita dal porto di Lampedusa alla volta di Taranto la nave passeggeri ‘Grimaldi’ con a bordo più di 800 immigrati nordafricani, sembra tutti di nazionalità tunisina. Nei prossimi giorni è attesa un’altra nave passeggeri, probabilmente della compagnia ‘T-Link’, che porterà via altri 1.000 migranti. Si cerca così decongestionare l’isola. Altri 500 immigrati, la notte scorsa, sono stati trasferiti invece nel ‘Villaggio della solidarietà’ di Mineo, nel catanese.

“La situazione a Lampedusa è sempre più preoccupante anche alla luce dei preventivati nuovi arrivi. Oggi invierò a Lampedusa l’infettivologo Tullio Prestileo, responsabile regionale dell’Istituto nazionale migranti (INMP) e il dirigente dell’assessorato Mario Palermo per coadiuvare il lavoro degli esperti dell’Asp di Palermo e verificare la gravità della situazione: in esito alla loro valutazione assumeremo i conseguenziali provvedimenti. Questa sera comunque andrò a Lampedusa insieme al dirigente generale dell’Asp Cirignotta per verificare di persona le delicate condizioni igienico sanitarie”, ha fatto sapere l’assessore regionale alla Salute della Sicilia, Massimo Russo.

Oggi, alle 11, anche una delegazione del Pd si recherà sull’isola per “verificare le condizioni in cui si trovano gli abitanti e gli immigrati”. La delegazione, guidata dalla responsabile nazionale del Partito democratico sull’immigrazione Livia Turco, sarà composta dai parlamentari regionali Pino Apprendi, Vincenzo Marinello, Giacomo di Benedetto, Giovanni Panepinto, dal deputato nazionale Angelo Capodicasa e dal coordinatore dell’esecutivo regionale del Pd Enzo Napoli. Alla visita parteciperanno anche Daniele Cammilleri, capogruppo alla provincia di Agrigento e l’assessore provinciale all’immigrazione, Maria Teresa La Marca.

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fonte:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/In-24-ore-quasi-2mila-arrivi-a-Lampedusa_311837916410.html

Mediatrade, Berlusconi torna in Tribunale dopo 8 anni (ma non parla)

Mediatrade, Berlusconi torna in Tribunale dopo 8 anni

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Definisce ridicole accuse Procura di Milan. Dice che andare in udienza è conseguenza “incredibile” sentenza Consulta su legittimo impediment. Preannuncia partecipazione ad altre udienze suoi processi

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di Francesca Piscioneri e Sara Rossi

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ROMA/MILANO, 28 marzo (Reuters) – Silvio Berlusconi, per la prima volta da otto anni, è tornato oggi in tribunale per partecipare all’udienza preliminare del processo Mediatrade che lo vede imputato per frode fiscale e concorso in appropriazione indebita.

Il premier, rieriscono fonti giudiziarie, non ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti ai giudici riuniti nella blindatissima aula al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. Ha invece salutato con una stretta di mano i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, dopo che stamani era tornato ad accusare in tv la magistratura di perseguitarlo a fini politici.

Uscendo da un ingresso laterale dopo meno di due ore di udienza, Berlusconi si è fermato a parlare davanti al gazebo dei suoi sostenitori: “Tutto bene, ci sarò alle prossime udienze”, li ha rassicurati, mentre dall’altro lato della strada erano riuniti una trentina di contestatori.

L’ultima volta che il premier si era presentato in aula era stato nel giugno 2003 per il processo Sme.

“Nessuno dei fatti su cui la Procura di Milano ha costruito le sue accuse è vero”, ha detto il premier intervistato di buon mattino su Canale5 – di proprietà della sua famiglia – appena prima del processo.

“La scelta [di presentarsi oggi in udienza] è conseguente a quella incredibile sentenza della Corte costituzionale che ha deciso che in Italia, soltanto in Italia, un presidente del Consiglio che si deve occupare dei problemi del Paese possa essere sottoposto al processo”, ha aggiunto.

Il riferimento è alla sentenza della Corte Costituzionale che a gennaio ha parzialmente bocciato la legge sul legittimo impedimento, che congelava i processi del premier sino ad ottobre, contestando l’automatismo della norma: ora è il giudice, caso per caso, a decidere se esistano i presupposti per il legittimo impedimento.

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PROCESSI ASSURDI, COSTRUITI SUL NULLA

Berlusconi ha anche annunciato che parteciperà alle prossime udienze: “Andrò a quelle a cui potrò presentarmi cercando di non sospendere mai i processi perché tutti i sei processi che mancano sono veramente assurdi, costruiti sul nulla”.

Il 6 aprile il capo del governo è atteso in tribunale per l’avvio del processo sul caso ‘Ruby’, l’inchiesta che ruota intorno alla ragazza marocchina e che ha fatto il giro del mondo, nella quale il premier è accusato di prostituzione minorile e concussione.

La settimana scorsa – Berlusconi contumace – è ripreso anche il processo Mills (prossima udienza il 9 maggio) nel quale Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari del legale britannico David Mills.

Per l’11 aprile è fissata poi la nuova udienza del processo sui presunti fondi neri di Mediaset sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici. Il 28 febbraio scorso anche questo processo è ricominciato con il premier contumace.

Il caso Mediatrade – ultimo “stralcio” del procedimento principale sulla compravendita dei diritti tv Mediaset – era stato sospeso nel giugno scorso in attesa della Consulta per tutti gli imputati, tra cui figurano il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale.

La procura sostiene che Berlusconi sia stato il socio occulto dell’imprenditore Frank Agrama allo scopo di sottrarre denaro a Fininvest e poi a Mediaset per occultarlo all’estero ai danni di azionisti, fisco americano e italiano.

“E’ un’accusa completamente infondata, perché non ci può essere nessuna prova a riguardo perché io questo Frank Agrama l’ho conosciuto due volte negli anni 80 e poi non l’ho più visto”, replica Berlusconi.

L’accusa ipotizza che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendita gonfiata su conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset.

Ma Berlusconi nega passaggi di denaro da Agrama su conti riconducibili a lui. “Assolutamente no, perché in altre indagini si è mostrato che tutti gli utili che questo intermediario aveva fatto sono stati rintracciati in conti di sua pertinenza intestati a lui. Non c’è stato un solo dollaro passato a me da parte di questo Agrama”, ha detto.

Tutti gli indagati hanno sempre respinto le accuse e Mediaset ha ribadito la correttezza del proprio operato.

Berlusconi sostiene allora che queste accuse sono la dimostrazione della persecuzione di parte della magistratura che agisce a fini politici: “Perché bisogna continuare a tenere sotto una spada di Damocle giudiziaria e mediatica il nemico ideologico e politico che è Silvio Berlusconi. Il comunismo in Italia non si è mai arreso e non è mai cambiato”.

In aula stamani era presente anche un azionista di Mediaset, Marco Bava, che ha una sola azione acquistata a otto euro e ha intenzione di costituirsi parte civile. La sua richiesta è stata respinta dal giudice dopo la camera di consiglio.

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SOSTENITORI: SILVIO CE LA FARA’, HA LA FORZA DELLA VERITA’

Fuori del Tribunale a Milano, un gruppo di sostenitori capeggiati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché, ha allestito un gazebo e ha accolto Berlusconi all’arrivo e all’uscita dall’aula.

“Sono qui per solidarietà. Berlusconi ha una forza che gli viene dalla verità, questo è palazzo d’ingiustizia”, ha detto la Santanchè. “La primavera giudiziaria di Berlusconi si concluderà con una delusione per i pm”.

Sotto il Palazzo di Giustizia due camionette di Carabinieri e un presidio di polizia in assetto anti sommossa. Accanto anche gli oppositori del premier con gli striscioni dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro: “Bentornato, dentro ti stanno aspettando”.

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28 marzo 2011 12:57

fonte:  http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITLDE72R0I520110328?sp=true