Archivio | marzo 31, 2011

MISTERI – Moussa Koussa, dalla Libia con amore? / Video: Libia: defezione del ministro degli esteri

Video: Libia: defezione del ministro degli esteri

Moussa Koussa, dalla Libia con amore?

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di Andrea Valdambrini Andrea Valdambrini

31 marzo 2011

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Una spia, anzi, il capo delle spie di Gheddafi, non può che portare con sé misteri a ripetizione. Da quando Moussa Koussa, fino a ieri ministro degli Esteri libico, e già capo dei servizi segreti del Colonnello, nel tardo pomeriggio di mercoledì 30 è sbarcato a sorpresa con un aereo evidentemente non di linea, nel piccolo aeroporto inglese di Farnborough, tutti si fanno una sola domanda: è venuto per collaborare con le autorità britanniche e le forze dell’alleanza pro-ribelli? È venuto per trattare la sua salvezza personale o magari persino quella del leader libico? Di sua spontanea volontà, voltando le spalle a Gheddafi, come ha affermato un comunicato ufficiale del Foreign Office, o piuttosto in “missione diplomatica”, come aveva sostenuto Londra in un primissimo momento?

Nessuno, forse neppure i diretti interessati, possono al momento dare una risposta definitiva. L’unica cosa che si può fare, è sbirciare nella biografia di Moussa Koussa, cercando di capire che tipo di uomo è.

Nominato agli Esteri nel 2009, dal 1994 al 2009 è capo dei servizi segreti. Gli esponenti dell’opposizione libica lo considerano il braccio destro di Gheddafi. Prima di allora, aveva già comunque fatto molto parlare di sé. Nominato ambasciatore nel Regno Unito – era il 1980 -, Koussa viene espulso immediatamente dopo aver rilasciato un’intervista al Times in cui annunciava l’uccisione di due dissidenti libici residenti a Londra. Quando otto anni più tardi un aereo Pan Am con 270 passeggeri a bordo esplode sopra i cieli della cittadina scozzese di Lockerbie, Koussa è indicato da fonti di intelligence come uno degli architetti dell’attentato. Quando poi l’attentatore, il libico al-Megrahi viene rilasciato per presunte ragioni di salute, sollevando un caso diplomatico che coinvolge il governo di Edimburgo, quello di Londra e gli Stati Uniti – a dir poco non entusiasti della notizia – Moussa è di nuovo lì, a giocare un ruolo di primo piano, seppur dietro le quinte. Nessuno stupore, quindi, che il Foreign Office si sia affrettato a precisare tanto che non offrirà nessuna immunità diplomatica all’ex ministro degli Esteri. Che tra l’altro che verrà interrogato dalla magistratura scozzese in merito ai tanti lati ancora oscuri del caso Lockerbie.

Le fonti di stampa, compresa Al Jazeera sono concordi nel parlare di una defezione dell’ex ministro, descritto come già da tempo in rotta di collisione con il Colonnello, e in diretto contatto con il ministro degli Esteri britannico William Hague. Il Guardian ricorda tuttavia come fino a non troppo tempo fa, egli rappresentava la voce fedele del regime, che accusava i ribelli di essere al soldo di Al Qaeda e la comunità internazionale di voler dividere la Libia per impadronirsi del suo petrolio. Conversione repentina la sua, da ex fedelissimo a nuovo grande accusatore delle atrocità del Raìs – di cui ovviamente è stato corresponsabile in pieno?

Le risposte vere ai tanti interrogativi sollevati in queste ore arriveranno presumibilmente soltanto a guerra finita, e chissà precisamente quando e come. Su Koussa, però, sarà bene fin da ora avanzare un caveat basato sul buon senso e sui fatti che riguardano il suo passato: da un uomo così è lecito aspettarsi di tutto. Doppio gioco compreso.

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fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/31/moussa-koussa-dalla-libia-con-amore/101321/

GIAPPONE – Nella carne dell’area di Fukushima livello “abnorme” di radiazioni

Nella carne dell’area di Fukushima livello “abnorme” di radiazioni

Il premier: la centrale sarà smantellata
Nuova scossa di magnitudo 6 al largo di Miyagi

https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20110331_fukushima2.jpg

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ROMA – Livelli «abnormi» di cesio sono stati rilevati nella carne di manzo proveniente dall’area di Fukushima. Lo ha reso noto la Tepco, il gestore dell’impianto nucleare, sugli ultimi aggiornamenti del rischio radioattività, secondo quanto riporta l’agenzia giapponese Kyodo.

Per la prima volta, le tracce di cesio nella carne sono oltre la norma fissata dalle normative del ministero della Sanità, ha spiegato la Tepco. L’operatore del disastrato impianto, inoltre, ha anche fatto sapere di aver individuato acque sotterranee intorno al reattore n.1 con valori di radioattività pari a 10.000 volte il tetto massimo consentito.

Lo iodio radioattivo nelle acque marine appena fuori dalla centrale nucleare di Fukushima è invece di 4.385 volte i limiti legali, riferisce l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Ieri il valore era di 3.355 volte.E intanto il governo giapponese non ha piani immediati per ampliare l’area di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima, dopo che l’Aiea ha registrato livelli di radiazioni oltre i limiti a Iitate, a 40 km dall’impianto nucleare.

La centrale nucleare di Fukushima sarà smantellata, rassicura intanto il premier giapponese Naoto Kan in un incontro con i vertici del partito Comunista nipponico. Kan ha anche spiegato nell’incontro di volere «rivedere da zero il piano di costruzione di nuove centrali nucleari».

Una scossa di magnitudo 6.0 è stata registrata alle ore 16.15 locali (le 9.15 in Italia), con epicentro a circa 80 km al largo della prefettura di Miyagi e alla profondità di 40 km. Secondo la Japan meteorological agency (Jma), che non ha emesso alcun allarme tsunami, al momento con risultano esserci danni a persone o cose.

Giovedì 31 Marzo 2011 – 10:14    Ultimo aggiornamento: 18:12
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ECOAUTO – Obama passa ai fatti: Per lo Stato solo auto verdi

Obama passa ai fatti
Per lo Stato solo auto verdi

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Entro il 2015 circa 600 mila veicoli governativi saranno ibridi, elettrici o alimentati con carburanti alternativi. E il provvedimento potrebbe essere esteso anche alle aziende private: una svolta per la mobilità alternativa

Dalle parole ai fatti: Barack Obama ha ufficializzato che entro il 2015 tutti i veicoli governativi saranno ibridi, elettrici o alimentati con carburanti alternativi.

Una vera bomba perché la pubblica amministrazione Usa ha qualcosa come circa 600.000 tra auto e veicoli commerciali. Ma non è ancora tutto: come ha detto lo stesso Obama nella sua relazione intitolata “A Secure Energy Future” questo provvedimento potrebbe “essere esteso anche alle aziende private con cui l’Amministrazione pubblica potrebbe creare delle partnership per facilitare il passaggio ai sistemi alternativi di propulsione”.

Insomma una svolta per la diffusione dell’auto verde perché questi due programmi paralleli dovrebbero sostenere il progetto di Obama che prevede, per il 2025, la riduzione di un terzo delle importazioni di petrolio da parte degli Usa, oggi a quota 11 milioni di barili al giorno. L’indicazione fornita alla US General Services Administration – che acquista i veicoli per il Governo – e a tutte le agenzie federali per arrivare ad un 100% di mezzi ibridi, elettrici o alimentati con carburanti alternative dovrebbe di fatto – sottolinea Automotive News – decuplicare la quota attuale di mezzi “puliti”, pari a 14.000 unità circa nell’anno fiscale 2009-2010 su un totale di 145.473 veicoli acquistati.

La stessa limousine blindata di Obama, marchiata Cadillac ma realizzata sul telaio di un veicolo commerciale GMC, funziona a bioetanolo ed è dotata di un sistema mild hybrid con Energy Storage System (ESS) analogo a quello del pick-up Sierra.

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31 marzo 2011
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Il Pdl tra l’ira di Berlusconi e la resa dei conti sul coordinatore / Video: “BUFFONE, FASCISTA!” – LA RUSSA CONTESTATO DAVANTI ALLA CAMERA

Video: “BUFFONE, FASCISTA!” – LA RUSSA CONTESTATO DAVANTI ALLA CAMERA

Il Pdl tra l’ira di Berlusconi e la resa dei conti sul coordinatore

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di Marco Conti
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ROMA – «Voglio delle spiegazioni, così non si va avanti!». La gazzarra in aula, con tanto di slittamento del voto sul processo breve, ha mandato ieri sera su tutte le furie Silvio Berlusconi.

Rientrato a Roma, dopo una non facile giornata a Lampedusa, il Cavaliere è stato letteralmente sommerso dalle proteste dell’ala azzurra del Pdl per il comportamento in aula del ministro La Russa. «Stiamo cercando di approvare un provvedimento così delicato che non c’erano bisogno di protagonismi», è sbottato il premier con uno dei tanti vicecapogruppo del Pdl. A chiamare il Cavaliere anche il ministro della Difesa, ma il chiarimento non deve essere stato sufficiente, visto che nella riunione notturna a palazzo Grazioli, il premier non avrebbe usato parole poco tenere nei confronti del La Russa «primadonna» che già nei primi giorni della vicenda libica, aveva fatto faticare non poco Berlusconi e il collega Frattini, per via delle sue muscolari esternazioni.

Se occorreva una conferma, quella di ieri è stata l’ennesima dimostrazione della difficoltà ad amalgamare le due anime che compongono il Pdl. Ieri sera, quando La Russa ha chiesto la parola in aula, moltissimi deputati del centrodestra pensavano di avere notizie fresche su Gheddafi e la missione in Libia. Invece hanno ascoltato l’affondo del ministro che non ha dato retta a chi gli consigliava di sorvolare, ed è partito come un treno arrivando ad insultare anche il presidente della Camera.

«Un autogol! Ma come, dopo mesi riceviamo da Fini un gesto di attenzione con la decisione del voto in aula sul conflitto d’attribuzione, e La Russa sbraca in questo modo!», spiega un sottosegretario che ieri sera componeva il gruppo di exforzisti che assediavano Scajola sollecitando l’ex ministro ad un gesto forte, per «non morire fascisti».

Scongiurata l’idea di un’autoconvocazione del gruppo del Pdl, ieri sera Berlusconi era ancora alla ricerca di una soluzione per evitare la raccolta di firme interna al Pdl contro il ministro e coordinatore del partito, che aprirebbe varchi ad una mozione di sfiducia individuale che l’opposizione potrebbe cavalcare trovando ”supporter” tra le file della maggioranza.

Lo sconforto del Cavaliere per quanto accaduto ieri è lo stesso del duo Ghedini-Alfano che sino a notte tarda hanno cercato di trovare una soluzione che eviti lo slittamento. Come un novello San Sebastiano, il ministro della Giustizia ha sopportato per tutta la giornata di ieri, in silenzio, gli attacchi delle opposizioni che gli ricordavano la promessa fatta al momento della presentazione della «epocale riforma della giustizia» (di cui si sono perse le tracce), di abbandonare i provvedimenti ad personam. Stile diverso tra l’ex Dc e l’ex Msi, anche se quest’ultimo, subito dopo la sospensione dell’aula decretata da Fini, ha tentato di giustificarsi con il Guardasigilli, mentre la Mussolini sosteneva di aver sentito il presidente della Camera dare del «cocainomane» a La Russa.

Giovedì 31 Marzo 2011 – 13:54
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TRASPORTI – Scioperi, due giornate nere fermi treni, tram, bus e metro

TRASPORTI

Scioperi, due giornate nere
fermi treni, tram, bus e metro

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Circa 240mila lavoratori incrociano le braccia contro i tagli al settore e il mancato rinnovo del contratto. Oggi tocca al personale delle linee extraurbane e, dalle 21, a quello delle Ferrovie. Domani si fermano gli addetti al trasporto pubblico urbano. Le modalità, città per città

Scioperi, due giornate nere  fermi treni, tram, bus e metro

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ROMA – Oggi e domani, due giorni di sofferenza per gli utenti del trasporto pubblico a causa dello sciopero di 24 ore indetto da sette sigle sindacali (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa trasporti, Faisa e Fast) per protesta contro i tagli al settore e il mancato rinnovo del contratto dal 2008. Una vertenza che coinvolge circa 240 mila lavoratori. Oggi, giovedì, si fermano i bus dei collegamenti extraurbani, dalle ore 21 toccherà al personale delle ferrovie, fino alla stessa ora del giorno dopo. Domani, venerdì, a incrociare le braccia sarà il personale di bus, metro, tram, dei trasporti dei laghi e lagunari e delle ferrovie secondarie.

Trenitalia comunica che durante lo sciopero circolerà comunque il 73% degli oltre 520 treni a lunga percorrenza previsti in orario e tutti i treni regionali necessari a garantire la mobilità nelle fasce di maggiore domanda, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 del primo aprile. Il programma completo dei treni nazionali in circolazione, messo a punto da Ferrovie dello Stato, è consultabile sul sito www.ferroviedellostato.it 1 nonché al numero verde gratuito 800 892021, attivo fino alle 9 del 2 aprile.

Per quanto riguarda lo sciopero nel trasporto pubblico urbano, fa eccezione Bologna, in cui l’astensione dal lavoro ha luogo oggi, dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.

Venerdì 1 aprile, questi sono gli orari dello sciopero nelle principali città: a Roma dalle 8.30 alle 17.30 e dalle 20 a fine servizio; a Milano dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio; a Napoli dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 a fine servizio; a Venezia-Mestre dalle 9 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio; a Genova dalle 9.30 alle 17 e dalle 21 a termine servizio; a Bari dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 a fine servizio; a Palermo dalle 8.30 alle 17.30; a Cagliari dalle 9.30 alle 12.45, dalle 14.45 alle 18.30 e dalle 20 alla fine del servizio. In tutti i casi vengono rispettate le fasce di garanzia.

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31 marzo 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/31/news/sciopero_dei_trasporti-14302962/?rss

Gestivano prostitute ragazzine. Tariffe più alte per gli incontri con bambine alla prima esperienza. 8 arresti

Tariffe più alte per gli incontri con bambine alla prima esperienza

Gestivano prostitute ragazzine, 8 arresti

Stroncato un giro di baby squillo costrette già a 12 anni ad avere rapporti con anziani facoltosi

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CORIGLIANO CALABRO (Cosenza) – I carabinieri hanno arrestato a Corigliano Calabro otto persone accusate, a vario titolo, di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, gli otto arrestati avrebbero fatto prostituire ragazze dall’età di dodici anni, facendole incontrare con uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni forniti di consistente disponibilità economica.

ANCHE LE SORELLINEDue delle ragazze vittime del giro di prostituzione avrebbero svolto un ruolo attivo nell’attività illegale gestita dagli arrestati, facendo prostituire anche le sorelle minori. Le tariffe applicate dagli organizzatori del giro di prostituzione erano più alte nel caso di incontri con minori senza alcuna esperienza sessuale. Secondo le indagini, una delle persone coinvolte nell’ operazione procurava ai suoi clienti anche prostitute non minorenni, una delle quali sarebbe stata anche violentata.

LE INDAGINIL’operazione dei carabinieri è stata denominata «Flash market». Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Rossano su richieste dei sostituti procuratori, Maria Vallefuoco e Vincenzo Quaranta. Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nell’agosto dello scorso anno. (con fonte Ansa)

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Redazione Online
31 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_31/prostitute-ragazzine-arresti-corigliano-calabro_068958d8-5b5c-11e0-84a3-c33181ebdcc4.shtml

Bomba alla federazione nucleare svizzera

L’attentato a Olten

Bomba alla federazione nucleare svizzera

L’ordigno era contenuto all’interno di una lettera. Due persone rimaste ferite. Ancora nessuna rivendicazione

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Agenti persso la sede della Swissnuclear (Reuters)
Agenti persso la sede della Swissnuclear (Reuters)

MILANO – Una lettera bomba è esplosa stamani negli uffici della Swissnuclear (la federazione dell’industria nucleare svizzera), a Olten, nella zona centrale del Paese, causando il ferimento di due persone.

LA RICOSTRUZIONE «Verso le 8,15 – ha raccontato all’Afp un portavoce della polizia cantonale – una lettera è esplosa subito dopo essere stata aperta. Una persona è stata ferita ad un braccio». Il portavoce non ha rilasciato ulteriori dichiarazioni sulle condizioni della seconda persona che risulta coinvolta nella vicenda né sulle loro identità o sul loro ruolo all’interno dell’agenzia. Al momento non risultano rivendicazioni dell’attentato. Swissnuclear è una federazione che raccoglie i gestori elvetici di centrali nucleari.

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Redazione Online
31 marzo 2011

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_marzo_31/bomba-lettera-federazione-nucleare-svizzera_cccea498-5b71-11e0-84a3-c33181ebdcc4.shtml

Insulti in aula alla deputata disabile del Pd – VIDEO

Insulti in aula alla deputata disabile del Pd


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L’intervento in Aula del finiano Italo Bocchino viene applaudito da tutti i deputati delle opposizioni. Anche dall’assistente della parlamentare Ileana Argentin visto che l’esponente Democratica non può usare le sue mani perchè disabile. Così il deputato del Pdl Osvaldo Napoli si alza dal suo banco e corre verso la parte sinistra dell’emiciclo, dove siede abitualmente l’Argentin, per ammonire con tanto di indice alzato il suo assistente.

«Tu – avrebbe detto il berlusconiano rivolgendosi al giovane Francesco – non ti devi permettere di battere le mani hai capito?». Dal Pd si alza un coro di proteste contro Napoli che intanto torna al suo posto. Ma durante la bagarre, dai banchi della Lega, racconta la diretta interessata, proprio quando lei sta per prendere la parola e spiegare al presidente della Camera l’accaduto, parte il grido choc: «Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!».

L’Argentin comunque va avanti e spiega che per colpa della sua malattia deve per forza usare le mani di qualcun altro per applaudire. «Se io desidero applaudire qualcuno dell’opposizione – spiega nel suo intervento – lo faccio quando voglio e lo faccio con le mani di chiunque», afferma. Tutti i parlamentari del centrosinistra le tributano un lungo e caloroso applauso. Anche Polledri però prende la parola: «Signor presidente – dichiara – non avevo capito il termine della discussione, per cui mi scuso con la collega che ha sicuramente ragione. Spero di aver riparato ad un iniziale torto fatto verbalmente».

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31 marzo 2011

fonte:  http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/33872/

PAROLA DI ESPERTO – Marchionne? Un dipendente della Clinton

Intervista a Giulio Sapelli

Marchionne? Un dipendente della Clinton

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Sergio Marchionne è “un ‘politico’, una persona che risponde al Dipartimento di Stato americano che ha avuto una carriera tra la finanza e l’industria”. Il professor Giulio Sapelli, in un’intervista a Pierluigi Mele nel suo blog, vede così l’ad della Fiat, un’azienda destinata, dice, ad allontanarsi dall’Italia

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Roma, 31-03-2011

Macché oculato manager. Sergio Marchionne è “un ‘politico’, una persona che risponde al Dipartimento di Stato americano che ha avuto una carriera tra la finanza e l’industria”. Il professor Giulio Sapelli, in un’intervista a Pierluigi Mele nel suo blog, vede così l’ad della Fiat, un’azienda destinata, dice, ad allontanarsi dall’Italia.

Leggi l’intervista integrale nel blog di Pierluigi Mele

Quella della Fiat, sostiene Sapelli, “più che essere una vicenda industriale, come si è ritenuto per molto tempo, è una vicenda politico-diplomatica da un lato per garantire agli Stati Uniti un rapporto con l’Italia attraverso la Fiat, per altro lato per conservare, diciamo così, il patrimonio degli Agnelli liberandoli dal peso devastante dell’Auto, ciò che sta avvenendo con l’accordo con la Chrysler, quindi la Fiat è destinata a diventare una impresa americana e non sarà più un’impresa italiana”.

Da Mirafiori a Detroit
Ma l’internazionalizzazione del Gruppo del Lingotto non è anche la garanzia più solida del suo futuro? “Non sono né ottimista né pessimista”, è la risposta di Sapelli sulla crescita di Fiat Chrysler. “Penso che Marchionne sia un mandatario di un gruppo di interesse che vuole far sì che Chrysler sopravviva, il Dipartimento di Stato americano, i sindacati americani, che hanno coraggiosamente investito, e con un contratto che andrebbe esaminato (è tra i più difficili da interpretare al mondo) e che consente alla Fiat di scalare questa Chrysler cedendo in cambio delle tecnologie. In questo modo Fiat sarà di fatto assorbita da Chrysler e il marchio sarà Chrysler. Già i nuovi modelli sono tutti Chrysler, sono stati presentati al Salone di Ginevra gran parte di modelli che sono adattamenti di modelli Chrysler al mercato europeo e questo spiega perché Fiat non riesce a vendere auto, così come fanno le altre imprese”.

Che fare
Qual è la prima riforma da fare per rendere efficiente il nostro sistema economico?
“Non fare più nulla. Meno lo Stato interviene è meglio è. Bisogna detassarle le imprese e bisognerebbe fare una forte politica sindacale per aumentare i salari, ma questo non spetta allo Stato, spetta alle organizzazioni sindacali che devono finalmente ritornare ad essere dei sindacati e devono ricominciare a difendere i lavoratori”.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=151468

Maggioranza battuta, non ammette sconfitte. Deputato Pdl colpisce Fini, Alfano getta scheda

Maggioranza battuta, non ammette sconfitte
Deputato Pdl colpisce Fini, Alfano getta scheda

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Nella maggioranza il nervosismo è alle stelle. Battuta alla Camera, un parlamentare del Pdl scaglia un giornale contro Fini e lo colpisce. Un gesto inqualificabile da parte di un deputato contro il presidente dell’aula. E il ministro Alfano ha lanciato la sua tessera da parlamentare contro l’Idv. E questo significa anche che i ministri hanno lasciato il consiglio dei ministri su un’urgenza come l’immigrazione e Lampedusa. La seduta è stata sospesa. Riprenderà quando sarà riscritto il verbale sulla turbolenta seduta di ieri.

Maggioranza sotto su verbale su ieri
A parità di voti, l’aula della Camera respinge l’approvazione del processo verbale di ieri. A chiedere di metterlo in votazione era stata l’opposizione, perchè mancante dell’«increscioso episodio» relativo a La Russa. Messo ai voti, il risultato è stato di parità e Fini ha spiegato che si intendeva respinto. Poichè la maggioranza si era espressa contraria al voto, è stata battuta.

Il giornale lanciato addosso a Fini
Il presidente della Camera Gianfranco Fini è stato colpito alla testa da un giornale che gli è stato tirato addosso da un deputato del Pdl mentre lasciava l’Aula di Montecitorio dopo la bocciatura del processo verbale. Il giornale ha colpito in pieno il presidente della Camera, che ha individuato il «lanciatore», con il quale ha avuto uno scambio di battute. Nel frattempo, dai banchi del Pdl in tanti gridavano a Fini «Dimissioni, dimissioni».

La tessera lanciata da Alfano
Un gesto di stizza del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di solito molto più composto del collega La Russa. Alla chiusura del voto sul processo verbale il ministro della Giustizia, racconta Di Pietro, ha scagliato la sua tessera della Camera contro i banchi dell’Italia dei Valori. «È stato un gesto irresponsabile, immorale, illegittimo da parte del portantino di Berlusconi», attacca il leader dell’Idv davanti alle telecamere e mostrando la tessera di Alfano. «Denuncerò al presidente della Camera lo spregio e il disprezzo del ministro nei confronti del Parlamento». Di Pietro ne chiederà le dimissioni.

La maggioranza non ammette sconfitte
«Tutte le barzellette hanno un inizio e una fine, oggi è finita quella sull’imparzialità del presidente Fini». Così il vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, commenta il voto sul processo verbale che l’aula ha respinto. Accanto a lui, in Transatlantico, Osvaldo Napoli: «È stato scorretto dal punto di vista istituzionale, si dovrebbe dimettere».

Bersani: non si può aspettare i comodi dei ministri
«Nella mia pur non lunga vita parlamentare non ho mai visto una votazione così lunga. Il Parlamento non può aspettare i comodi dei ministri che arrivano a uno a uno a votare, lasciando il Consiglio dei ministri. Non si azzardino a lamentarsi». Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, è netto sulle prevedibili proteste della maggioranza per la votazione che l’ha visto sconfitta. «Erano assenti anche alcuni dei nostri» spiegano altri deputati Pd. Il capogruppo Franceschini, da parte sua, definisce «uno spettacolo indecoroso» la scena dei ministri che «lasciano il Consiglio dei ministri per votare il processo verbale».

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31 marzo 2011

fonte: http://www.unita.it/italia/maggioranza-battuta-non-ammette-sconfitte-br-deputato-pdl-colpisce-fini-alfano-getta-scheda-1.279919