Archive | aprile 3, 2011

Manduria: continua la protesta dei 100 tunisini

Manduria: continua protesta 100 tunisini

Passano notte all’aperto, chiedono garanzie su richiesta asilo

03 aprile, 22:08
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(ANSA) – MANDURIA (TARANTO), 3 APR – E’ fallita la trattativa tra il questore di Taranto, Enzo Mangini, e alcuni rappresentanti degli immigrati tunisini, usciti dalla tendopoli nel pomeriggio, e che hanno deciso per protesta di accamparsi in un’area di fronte all’ingresso della struttura. Gli immigrati che hanno aderito alla protesta – un centinaio – hanno prelevato dalle loro tende coperte, materassi e cuscini e intendono trascorrere la notte all’aperto. Chiedono garanzie sulla loro richiesta di asilo.
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Prima pagina: Ansa.it

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In Cina l’ondata di repressione colpisce anche l’artista Ai Weiwei

03/04/2011

In Cina l’ondata di repressione colpisce anche l’artista Ai Weiwei

https://i2.wp.com/www3.lastampa.it/fileadmin/media/esteri/Weiwei01G.jpg

Da sempre critico del governo, è stato fermato in aeroporto: sequestrati gli hard disk dei pc

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PECHINO – L’artista cinese Ai Weiwei, un acceso critico del governo cinese, è stato fermato dalla polizia oggi all’ aeroporto di Pechino. Il suo studio alla periferia della capitale è stato perquisito da una ventina di agenti, che hanno completamente isolato lo studio e hanno fermato otto dei suoi collaboratori.

Tutti gli hard disk dei computer che si trovavano nello studio sono stati sequestrati. A tarda sera, alcuni dei fermati sono stati rilasciati, ma non si hanno notizie precise sulla sorte degli altri e sulla situazione dello stesso Ai Weiwei, il cui telefono cellulare risulta irraggiungibile. Le scarne notizie sono state fornite dallo stesso artista e da alcuni dei suoi collaboratori che hanno inviato dei messaggi sul sito web Twitter. Un corrispondente straniero che si era recato sul posto è stato bloccato dagli agenti, che lo hanno costretto a cancellare le fotografie che aveva scattato con suo telefono cellulare.

La vicenda si inserisce in quella che alcuni gruppi umanitari internazionali hanno definito la più severa ondata di repressione del dissenso a verificarsi in Cina dal 1989, in seguito al massacro di studenti su piazza Tiananmen. A partire da febbraio tra le cento e le duecento persone sono state sottoposte a provvedimenti repressivi – arresti, arresti domiciliari o altre restrizioni della libertà personale, spesso extragiudiziali – e più di venti persone, tra cui alcuni degli avvocati più in vista impegnati sul terreno dei diritti umani, sono scomparse e si teme siano detenute segretamente e a rischio di essere sottoposte a tortura. Si ritiene che a innescare la repressione siano stati i messaggi anonimi apparsi su Internet che invitavano i cittadini a manifestare pacificamente per la democrazia in quelle che sono state chiamate le «passeggiate dei gelsomini».

Ai Weiwei era diretto ad Hong Kong. Prima di potersi imbarcare, hanno riferito testimoni all’ ANSA, è stato bloccato da due agenti in borghese che hanno affermato che l’ artista aveva «altri affari» dei quali occuparsi. Ai Weiwei, 53 anni, è noto per le sue installazioni e per aver partecipato all’ ideazione del Nido d’ Uccello, lo Stadio Nazionale di Pechino, costruito per le Olimpiadi del 2008. Anticonformista, insofferente delle intrusioni della censura nel suo lavoro, l’ artista è entrato definitivamente in rotta di collisione col governo alla fine del 2008, quando ha sostenuto i genitori dei ragazzi morti nel terremoto del Sichuan nella loro battaglia per denunciare le autorità locali e i costruttori responsabili, secondo loro, di aver costruito con materiali di scarto e ignorando le misure di sicurezza le scuole che sono crollate provocando la morte di migliaia di studenti. L’ artista aveva annunciato alla fine di marzo la sua intenzione di aprire uno studio a Berlino a causa delle crescenti difficoltà a svolgere la sua attività in Cina.

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fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/396300/

Giappone, fallito il tentativo di tappare la falla con il calcestruzzo / Tokyo, proteste contro nucleare davanti a sede Tepco, VIDEO

Continuano le operazione per portare in sicurezza la centrale di Fukushima

Giappone, fallito il tentativo di tappare la falla con il calcestruzzo

Trovati morti due operai della centrale, di 24 e 21 anni, scomparsi dal giorno del sisma

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Una manifestazione di protesta a Tokyo (Afp)
Una manifestazione di protesta a Tokyo (Afp)

TOKYO (Giappone) – Gli ingegneri al lavoro nella centrale di Fukushima Daiichi non sono ancora riusciti a tappare la crepa da cui viene riversata acqua radioattiva nel Pacifico, ma hanno annunciato che in un’ispezione portata a termine domenica non sono state trovate altre falle. Si pensa che la lunga crepa da 20 centimetri sia stata causata dal terremoto di magnitudo 9.0 dello scorso 11 marzo, che ha anche determinato lo tsunami. I lavoratori hanno provato a riempirla con calcestruzzo, ma non sono riusciti a farlo asciugare. Adesso hanno in programma di iniettare un polimero in grado di assorbire enormi quantità di acqua estendendosi di 50 volte rispetto alle sue dimensioni originarie.

OPERAI – Intanto due operai della centrale nucleare di Fukushima, scomparsi dal giorno del sisma sono stati ritrovati morti, sempre nello stesso sito. Sulla base di quanto riferito in conferenza stampa dalla Tepco, il gestore dell’impianto, i due, di 24 e 21 anni, sarebbero deceduti per le ferite multiple riportate associate a tracce di annegamento. Le analisi fatte dai medici legali hanno ipotizzato la morte poco più di un’ora dopo il terremoto, avvenuto alle ore 14.46 dell’11 marzo, cui è seguito il devastante tsunami. I loro corpi sono stati trovati mercoledì e poi ripuliti e decontaminati, visto che l’impianto continua a rilasciare forti dosi di radiazione in quella che è la peggiore crisi nucleare del Giappone.

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Redazione online
03 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_03/giappone-falla-ingegneri-morti_2aceb00a-5dc6-11e0-9108-70e5ca927ebb.shtml

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Tokyo, proteste contro nucleare davanti a sede Tepco


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QUI IL VIDEO

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Il Giappone ora dice No al nucleare. Centinaia di attivisti si sono riunti, domenica 3 aprile a Tokyo, davanti alla sede della Tepco, la società che gestisce, tra gli altri, l’impianto atomico di Fukushima per chiedere lo stop delle centrali nucleari nel Paese.”Ci dobbiamo mettere insieme tutti per chiedere la stessa cosa – dice questo ragazzo – e cioé che non vogliamo più il nucleare in Giappone”.”Non è solo un problema legato a Fukushima – aggiunge la giovane Miyako – è una cosa che riguarda tutto il Paese, anzi il mondo intero. Dobbiamo reagire e capire cosa sta succedendo. Sono molto arrabbiata con i media e il governo giapponesi, non ci hanno raccontato la verità, non ci hanno detto cosa stava realmente accadendo”.Il governo giapponese ha fatto sapere che ci vorranno mesi prima che la crisi nucleare possa rientrare e probabilmente si dovrà estendere l’area d’evacuazione attorno alla centrale. Per ora, però, gli esami clinici alla tiroide degli abitanti della zona non avrebbero rivelato alterazioni significative

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03 aprile 2011

fonte: http://tv.repubblica.it/mondo/tokyo-proteste-contro-nucleare-davanti-a-sede-tepco/65487?video

Si combatte a Brega e Yafran. Bombardamenti su Misurata / VIDEO: Libya rebels ‘confused’ as strike kills 13, more dead in Gaddafi attacks

Libya rebels ‘confused’ as strike kills 13, more dead in Gaddafi attacks

Da: | Creato il: 03/apr/2011

Pro-Gaddafi forces in Libya are attempting to recapture the country’s third largest city, Misrata. It’s the last rebel stronghold left in the west, and has been under attack for weeks. RT has been talking to opposition supporters in Benghazi, following the recent NATO air strike nearby that left 13 dead. RT correspondents Paula Slier and Yegor Piskunov have the details.

RT on Facebook: http://www.facebook.com/RTnews
RT on Twitter: http://twitter.com/RT_com

Circa 160 i morti in una settimana

Si combatte a Brega e Yafran Bombardamenti su Misurata

I cecchini di Gheddafi si sono asserragliati nel campus dell’Università del centro petrolifero

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MILANO – Almeno una persona è rimasta uccisa e molte altre ferite all’alba durante un bombardamento delle forze fedeli a Gheddafi nella città ribelle di Misurata. Stamani sono ripresi i combattimenti a Marsa el Brega, terminal petrolifero a sud di Bengasi che i ribelli libici affermano di aver già riconquistato, mentre le forze di Gheddafi avrebbero bersagliato con l’artiglieria una città a sud di Tripoli. Secondo testimoni le forze governative avrebbero bombardato anche Yafran, una cittadina circa 100 km a sudovest di Tripoli: 2 i morti e 4 i feriti.

PETROLIO – Sono ripresi stamani i combattimenti a Marsa el Brega, terminal petrolifero a sud di Bengasi che i ribelli libici affermano di aver già riconquistato, mentre le forze di Muammar Gheddafi avrebbero bersagliato con l’artiglieria una città a sud di Tripoli. A Marsa el Brega, 800 km a est della capitale, gli insorti dicono di aver iniziato un’operazione per bonificare la città e metterla in sicurezza, ma incombe la possibilità che l’esercito libico riprenda i bombardamenti con l’artiglieria e i mezzi pesanti di cui dispone. All’ingresso della città, i ribelli controllano l’Università del petrolio, dove c’è un enorme campus. Intanto, secondo testimoni, le forze governative avrebbero bombardato stamani Yafran, una cittadina circa 100km a sudovest di Tripoli, in una regione montagnosa: «Ci attaccano da ieri, già due persone sono morte, altre quattro ferite», ha riferito un testimone ad Al Arabiya.

CADAVERI – Secondo fonti mediche sono circa 160 le persone rimaste uccise solo nell’ultima settimana nel corso degli scontri tra insorti e lealisti in corso da oltre un mese nella città. E circa 70 cadaveri di migranti morti durante la traversata verso l’Italia, sono stati recuperati davanti alle coste della Libia.

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Redazione online
03 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_03/libia-cadeveri-morti-combattimenti_9118b02c-5dd5-11e0-9108-70e5ca927ebb.shtml

PROMESSE DA B. – l’Aquila è morta / I comitati cittadini dell’Aquila: “Il 6 aprile B. non lo vogliamo”

Promesse da B. l’Aquila è morta

Due anni dopo il sisma che ha distrutto l’Abruzzo, la zona rossa è ancora chiusa e di lavori non c’è traccia. Il premier disse: “Faremo in fretta, non siete soli”

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Le macerie sono ancora tutte qui dentro, in quello che resta delle case. Mura squarciate. Tetti volati via assieme alla vita. Il centro storico. Il cuore de L’Aquila si è fermato alle 3,32 del 6 aprile 2009 quando una scossa di magnitudo 6.2 della scala Richter ha sepolto 309 persone. Da allora non batte più. Quello che si ode camminando è solo silenzio. Il silenzio della morte. Un solo rumore richiama l’attenzione: lo scorrere dell’acqua. Ci guardiamo intorno alla ricerca di una fontana rimasta aperta per dare un senso a quel rumore. Lo sguardo si perde nel nulla. Solo più tardi ci spiegano che si tratta di acqua che fuoriesce dalle tubature spaccate dal terremoto e mai aggiustate. Il consumo di acqua è lo stesso di due anni fa quando in città vivevano 14 mila persone oltre agli studenti. Neppure a questo ha pensato la macchina da guerra mediatica dell’emergenza. A meno che non si venga pagati dalle tv di Silvio Berlusconi è impossibile dire: grazie Governo. La zona rossa è ancora chiusa dentro le transenne di ferro presidiata dai militari giorno e notte. “Siamo qui al freddo dell’inverno e al sole cocente dell’estate”, ci dice un ragazzo dentro la sua tuta mimetica che stringe il fucile e si guarda attorno smarrito. Riusciamo ad entrare accompagnati da Vladimiro Placidi, assessore comunale alla ricostruzione dei beni culturali che ci consegna il casco giallo dei Vigili del Fuoco. Lentamente camminiamo dentro una città fantasma. Entriamo nelle case squarciate dove il tempo è fermo a quella notte. A pianterreno di una abitazione, dove la tromba delle scale è un buco nero, scorgiamo un tavolo con sopra incredibilmente intatti i piatti sporchi della cena coperti di vermi. L’odore acre dell’umidità entra nelle narici. La polvere fa lacrimare.

Sarà perché la Santa Pasqua sta per arrivare ma quella che percorriamo ci appare una Via Crucis dove ogni stazione è un ricordo amaro. Rughe profonde come voragini solcano le facciate di Palazzo Picalfieri, di Palazzo Dragonetti vere perle barocche. Rughe di dolore che deturpano il loro splendore e che mai smetterà di raccontare un’enorme tragedia ma anche una delle più grandi truffe mediatiche mai allestite. Basti ricordare i Grandi del Mondo, dirottati qui dalla Maddalena per dimostrare che lui, il premier del fare, avrebbe restituito casa pane e lavoro a questa gente. Bruno Vespa commosso con in mano l’orsacchiotto di peluche ha smesso di fare dirette. Il dolore, quello fresco, si sa, regala picchi di ascolto come il racconto delle promesse. Poi di fronte alle promesse tradite cala il silenzio. L’inganno e la beffa nuocciono ai sondaggi, minano il consenso. Potrebbe suonare blasfemo, ma due anni fa quando arrivammo qui a contare i morti e a raccontare la disperazione dei sopravvissuti si coglieva, pur se fioca, una luce di speranza. Poi la speranza è stata ingoiata dalla rassegnazione. Dalla certezza che semmai qualcosa rinascerà, che semmai qualcuno tornerà nelle proprie case, non accadrà prima di dieci anni, quando il tempo avrà consumato ogni respiro. Dalla convinzione che le 1500 attività commerciali non riapriranno mai. Che gli studenti – quando il 31 dicembre 2011 terminerà lo stato di emergenza e calamità naturale e dovranno ricominciare a pagare le tasse – non si iscriveranno più alle università aquilane: affitti triplicati e in luoghi non serviti dai mezzi pubblici. E neppure i turisti verranno più perché non c’è più nulla da ammirare. Alla fine della salita c’è quello che resta dell’asilo dell’Annunziata. Il pensiero che se la scossa fosse arrivata di mattino queste macerie avrebbero seppellito oltre cento bambini fa rabbrividire. Tutti sapevano che l’edificio non era in sicurezza, così come la Casa dello Studente. Quattordici palazzi costruiti negli anni Sessanta, squagliati come un gelato dentro al suo cono, dentro un boato disumano che non smetterà mai di risuonare nelle orecchie dei sopravvissuti. Arriviamo a Piazza Duomo. È come attraversare un deserto. Cani randagi sdraiati così immobili da sembrare morti. Saracinesche abbassate. Appena voltato l’angolo su Corso Federico II leggiamo da un grande foglio appeso alle transenne: “State cancellando tutti i nostri sogni, c’è bisogno di spazi, di lavoro, di vita”. Prima del terremoto il centro storico era un pullulare di pub, bar, ristoranti, tavolini all’aperto dove i giovani e i turisti trascorrevano le serate. Ora la movida si chiama via della Croce Rossa. Una strada a scorrimento veloce, con una discarica a cielo aperto, in cui giace il pericolosissimo amianto sgretolato che qualcuno ha definito la favela aquilana. Ci sono voluti infiniti reclami affinché l’area venisse non bonificata, ma solo delimitata da fasce arancione fosforescente con su scritto: “Lavori in corso”. Qui nel degrado sono nati come funghi ristoranti e bar dove ascoltare musica. I proprietari dei locali che hanno speso soldi con tanto di autorizzazione del Comune si ribellano e chiedono di migliorare la vivibilità della zona, che è e resta uno stradone in cui le auto sfrecciano, dove l’illuminazione è assente e i marciapiedi divelti, in cui c’è un solo cassonetto per l’immondizia.

“Saremmo ritornati subito in centro, ma ci è stato detto che sarebbero serviti anni. Girava voce che avremmo avuto un’area dove ricollocare tutti i locali, ma dopo tre mesi di silenzio ci siamo sistemati qui”: è solo una delle tante voci disperate. Sono 2.400 gli operai in cassa integrazione. Ottocento le partite iva non riaperte. Quasi 14 mila persone vivono nel Progetto Case, 19 insediamenti lontano dalla città senza mezzi pubblici per raggiungerla. Mentre chi è benestante costruisce liberamente dove vuole in zone a destinazione agricola tra i boschi incontaminati in barba ad un piano regolatore che è saltato con il terremoto. Il Governo ha stanziato 4 miliardi di euro. Niente, perché solo per ristrutturare il centro storico ce ne vorrebbero 6 di miliardi, ad esclusione dei monumenti e delle Chiese. Per i beni culturali il Ministero non ha stanziato un solo fondo.

L’approvazione dei progetti di ristrutturazione è un vero circuito a ostacoli senza fine. Quando sembra che tutto sia andato a buon fine basta un cavillo per vedersi bocciare il progetto e ricominciare daccapo. Per non parlare poi delle responsabilità: non esistono. O meglio non esistono i responsabili. È un continuo rimbalzo dal governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi (che è anche commissario straordinario per la ricostruzione), al vicecommissario Cicchetti al sindaco Massimo Cialente (che dopo aver rassegnato le dimissioni più volte le ha sempre ritirate). Nel solo bar aperto alla fine di Corso Federico II due signore sorseggiano il caffé. Siete aquilane? Chiediamo. “Purtroppo sì”, rispondono e aggiungono: “Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avremmo risposto così della città dove siamo nate, dove abbiamo cresciuto i nostri figli, la città di cui eravamo orgogliose? Ci hanno tolto tutto, anche la forza di ribellarci. Bambocci siamo come bambocci”. Ma di chi è la responsabilità? “L’Aquila è lo specchio del Paese: i politici o sono banditi o sono incapaci e non si sa chi fa più danni”. Allungando lo sguardo ai piedi della montagna si scorge uno dei diciannove insediamenti del Progetto Case. Abitazioni antisismiche consegnate chiavi in mano con tanto di pentole posate e perfino la bottiglia di spumante in frigo, dove se poco poco si supera di qualche chilo il peso forma, è impossibile entrare nel bagno dove sono state allestite vasche con idromassaggio, forse avanzi di magazzino, così grandi da impedire di raggiungere i servizi igienici. I tanto sbandierati e costosi prati all’inglese, impreziositi dalle palme, sono completamente secchi. Quando piove l’umidità è insopportabile e camminando la casa si muove come fosse una zattera in mare aperto. Inconvenienti sopportabili, se come avevano promesso sarebbero stati alloggi figli di quell’emergenza che a conti fatti ha solo permesso di agire in deroga al codice degli appalti, alle norme sul procedimento amministrativo, alle leggi sulla trasparenza della pubblica amministrazione, senza produrre soluzioni concrete per i cittadini. Con lo spettro che quei luoghi-dormitori, in cui non c’è segno di socialità, di aggregazione, di condivisione, siano per sempre. I comitati dei familiari delle vittime, il “popolo viola”, quello delle carriole, chiedono a gran voce che a ricordare il 6 aprile venga invitato solo il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Mentre Berlusconi ha già fatto sapere che ci sarà, a rinverdire il parolaio miracolo aquilano e magari ad annunciare che comprerà una casa anche qui tra le macerie, come a Lampedusa.

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da Il Fatto Quotidiano del 3 aprile 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/03/promesse-da-b-l%E2%80%99aquila-e-morta/101803/

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Terremoto a L’Aquila – Foto del centro storico

Da: | Creato il: 03/giu/2009

http://www.youtube.com/view_play_list?p=2BA91964BF34ED35
Foto del centro storico dopo il sisma del 6 aprile.
Music: Ludovico Einaudi.
On April 6, 2009, at 01:32 GMT (03:32 CEST) an earthquake of 6.3 magnitude struck central Italy with its epicentre near L’Aquila. Many buildings in L’Aquila were damaged. Italian media reports confirmed that many historic buildings collapsed in the centre of the city, and at least 308 deaths, 1,500 injuries, and 60,000 homeless have been reported. There were many students trapped in a partially collapsed dormitory.

The city’s construction was begun by Frederick II, Holy Roman Emperor and King of Sicily out of several already existing villages (ninety-nine, according to local tradition; see Amiternum), as a bulwark against the power of the papacy. The name of Aquila means “Eagle” in Italian. Construction was completed in 1254 under Frederick’s son, Conrad IV of Germany. The name was switched to Aquila degli Abruzzi in 1861, and L’Aquila in 1939. After the death of Conrad, the city was destroyed by his brother Manfred in 1259, but soon rebuilt by Charles I of Anjou, its successor as king of Sicily. The walls were completed in 1316.
Earthquakes mark the history of L’Aquila, as the city is situated partially on an ancient lake-bed that amplifies seismic activity.

The city was struck by an earthquake on December 3, 1315. Another earthquake struck on January 22, 1349, killing about 800 people. Other earthquakes struck in 1452, then on November 26, 1461, and again in 1501 and 1646. On February 3, 1703 a major earthquake struck the town. More than 6.000 people died and almost all the churches collapsed; Rocca Calascio, the highest fortress in Europe was also ruined by this event, yet the town survived. L’Aquila was then repopulated by decision of Pope Clement XI. The town was rocked by earthquake again in 1706, on July 31, 1786, on June 26, 1958 an earthquake of 5.0 magnitude struck the town.

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I comitati cittadini dell’Aquila: “Il 6 aprile B. non lo vogliamo”

Alla vigilia del secondo anniversario del terremoto, nel capoluogo abruzzese non è cambiato niente

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“Che Berlusconi venga oppure no cambia davvero poco. Noi ricordiamo il terremoto 364 giorni l’anno. Poi, ogni 6 aprile, pensiamo solo ai morti”. Alessio Di Giannantonio è il portavoce del Comitato 3e32. In questi giorni tutti vogliono sapere da lui come si sta preparando l’Aquila per il secondo anniversario dal disastro. E la risposta è quella dell’anno scorso: “Non è cambiato nulla.

Il centro è in macerie, la gente vive sfollata o in albergo, i politici litigano e noi siamo incazzati neri”. Ieri una manifestazione organizzata da gruppi del popolo viola ribattezzati per l’occasione Comitato per la ricostruzione e la legalità. Da non confondersi con il Comitato per la ricostruzione supportato dai Bertolaso boys e dalla pagina Facebook pro Bertolaso. “Martedì sera – conferma Di Giannantonio -, faremo una fiaccolata, mercoledì silenzio.

Naturalmente, se Berlusconi fosse così ardito da venire in città, sapremmo come reagire”. D’accordo Giusi Pitari, docente universitaria: “Lo spot all’Aquila non si può fare più. Qui la gente ha già passato quel che sta succedendo a Lampedusa: le sceneggiate, le barzellette, il ghe pensi mi. Qui i cittadini sono abbandonati ai loro guai. Parlo di Berlusconi, ma anche del sindaco Cialente: pure lui deve tener buona una maggioranza ingestibile, magari pensando già alle comunali 2012”.

L’umore è basso, la fiducia scarsa, il senso di abbandono potente. Anche per episodi di cronaca come questo: un disabile cerca di entrare nel centro storico con la sua auto.

La polizia lo ferma perché il passeggero al suo fianco ha una telecamera e in zona sottoposta a controllo militare occorre un apposito permesso. L’auto fa retromarcia, l’Aquila è ancora in gabbia.

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03 aprile 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/03/%E2%80%9Cche-berlusconi-venga-oppure-no-cambia-davvero/101805/

DIRETTA – Lampedusa, nuovi imbarchi di immigrati. Presto vertice tra Berlusconi e Sarkozy

Lampedusa, nuovi imbarchi di immigrati
Presto vertice tra Berlusconi e Sarkozy

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Lampedusa, nuovi imbarchi di immigrati Presto vertice tra Berlusconi e Sarkozy

Il presidente del Consiglio conferma che domani sarà a Tunisi e si scaglia contro l’opposizione, colpevole di seminare odio nei suoi confronti: “Occorrono nervi saldi”. E garantisce: “Stasera sull’isola rimarranno in 2.500”. Ancora tensione a Lampedusa, dove sono arrivati altri tre barconi carichi di immigrati. Altri cinque sono stati avvistati al largo.  Minori hanno appiccato un incendio in una struttura della Caritas dove erano alloggiati. Le operazioni per l’imbarco dei migranti proseguono, entro sera dovrebbero essere 3mila i nordafricani imbarcati sui traghetti Excelsior, Catania e Clodia. Nuovo esodo dalla tendopoli di Manduria

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(Aggiornato alle 21:19 del 03 aprile 2011)

21:19
Lampedusa, concluso imbarco “La Suberba” 57
Si sono da poco concluse le operazioni di imbarco sulla nave ‘La Superba’ in rada davanti al porto di Lampedusa. Secondo quanto si apprende dalla Capitaneria di porto la nave dovrebbe salpare tra poco. Sull’imbarcazione sono stati imbarcati 304 migranti.
20:53
Mantovano: “Serve permesso temporaneo” 56
“Proprio perchè ci si trova davanti ad un emergenza non la si può affrontare con gli strumenti ordinari. La legge Bossi-Fini è una buona legge che vale per il periodo ordinario. Ma nella sua preveggenza ha al suo interno una valvola di sfogo: il permesso temporaneo per motivi umanitari”. Lo ha detto Alfredo Mantovano, dimissionario sottosegretario al ministero dell’Interno
20:40
Manduria, tensione davanti alla tendopoli 55
Sale la tensione all’esterno della tendopoli di Manduria, dove almeno 300 persone stanno gridando: “asile et liberté”, esponendo anche striscioni di varia natura. Sui uno di questi c’è scritto: “miglior clandestino: Roberto Maroni”.
20:32
270 migranti arrivano a Lampedusa 54
Duecentosettanta migranti sono appena giunti a Lampedusa su tre barconi che ne trasportavano 50, 150 e 70. Le imbarcazioni fanno parte del gruppo di cinque intercettate nel corso della giornata a largo dell’isola.
19:35
22 tunisini bloccati su coste sarde 53
Una trentina di migranti dal Nord Africa sono sbarcati nel pomeriggio sulla costa sud-occidentale della Sardegna. I Carabinieri hanno bloccato nei pressi della spiaggia di Chia, ad una cinquantina di chilometri da Cagliari, 22 persone, tutti uomini di nazionalità tunisina, ma sembra che almeno altri otto nordafricani siano riusciti a scappare e ora sono ricercati dai carabinieri.
18:57
Lampedusa, trasferiti più di duemila immigrati 52
Dei 3.650 migranti presenti ieri a Lampedusa, finora ne sono stati portati via 2.272 (471 con la San Marco, salpata stanotte intorno alle 2), 1.731 con la Excelsior, da poco partita, e 70 (tutti minori) con il traghetto di linea Palladio. I migranti ancora sull’isola sono 1.740, compresi i 362 dei quattro sbarchi di oggi. Molti di questi si stanno imbarcando su altre due navi, La Superba e la Clodia. Intanto, sono attesi nelle prossime ore altri migranti, circa 400, avvistati su 5 barconi al largo dell’isola.
18:43
Lampedusa, un’altra nave imbarca migranti 51
Un’altra nave, in rada davanti al porto di Lampedusa, sta imbarcando i migranti: l’operazione avviene con le motovedette che fanno la spola tra il molo Favaloro e La Superba (2.000 posti), all’ancora da quattro giorni. La motovedetta affianca la nave sulla fiancata sinistra e le persone fanno ingresso sull’imbarcazione dal portellone di poppa
18:41
Manduria, in 200 restano fuori dalla tendopoli 50
Una parte degli immigrati che sono fuggiti dalla tendopoli è rientrata, mentre circa 200 immigrati sono rimasti all’esterno non accogliendo l’invito del questore Mangini a tornare nel campo e a comporre una piccola delegazione con la quale discutere dei problemi della tendopoli. E’ comunque tornata la calma e la zona è presidiata dalle forze dell’ordine anche per evitare il blocco della strada provinciale Manduria-Oria
18:39
Borghezio al confine con la Francia 49
L’europarlamentare della Lega Mario Borghezio Borghezio ha partecipato nel pomeriggio a un presidio a Ponte San Ludovico, sul confine con la Francia, assieme a una cinquantina di ‘giovani padani’ della Liguria e del Piemonte. Borghezio ha rivolto un appello ai tunisini a tornare nel loro Paese “perché l’Italia li aiuterà” e un invito ad andare ‘fora di ball’ “ai politici europei che non stanno facendo nulla e sono degli ipocriti”
18:38
“Permesso temporaneo” sospeso a Manduria 48
Alcuni immigrati, giunti nei giorni scorsi nella tendopoli di Manduria, erano stati “forniti” di un attestato, rilasciato dai funzionari della questura, che permetteva loro di entrare ed uscire dal campo nelle ore diurne. Ma da tre giorni, l’ufficio stranieri della questura di taranto ha bloccato questa procedura. Anche da qui sono nati i primi problemi di ordine pubblico che tra ieri e oggi hanno portato alle fughe di massa dal campo di accoglienza allestito nell’ex base dell’aviazione
18:22
Lampedusa, altra nave al molo 47
La nave “Clodia” della Tirrena sta attraccando al molo di Cala Pisana, a Lampedusa, dove inizierà l’imbarco di un migliaio di migranti
18:16
Presto vertice Berlusconi-Sarkozy 46
“Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricevuto oggi una telefonata dal presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy. Il lungo e cordiale colloquio si è incentrato sull’emergenza immigrazione ed è stato deciso di realizzare quanto prima un vertice tra i ministri italiani e francesi (esteri, interni ed economia) a cui parteciperanno anche il presidente Sarkozy e il presidente Berlusconi”. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi
18:11
Manduria, questore Taranto incontra i migranti 45
Il questore di Taranto, Enzo Mancini, ha avviato una trattativa con i tunisini rimasti fuori dalla tendopoli, dopo l’ultima fuga avvenuta poco fa, cercando di convincerli a rientrare nel campo. Si sta anche pensando di nominare una delegazione di ospiti della tendopoli con la quale discutere di come affrontare l’emergenza nel campo
17:34
Quinto barcone avvistato al largo di Lampedusa 44
Un quinto barcone è stato avvistato a 12 miglia da Lampedusa da una motovedetta della Guardia di finanza, che era salpata per raggiungere un’area a 25 miglia dall’isola in cui si trovano altri quattro natanti, uno dei quali in avaria
17:32
Lampedusa, salpata nave con 1.731 migranti 43
E’ salpata da Lampedusa la nave “Excelsior” con a bordo 1.731 migranti. Dovrebbe fare tappa a Trapani, Catania e Napoli. Altre tre navi sono in rada davanti al porto dell’isola: la “Catania” della flotta Grimaldi, “La Superba” della Grandi navi veloci, la “Flaminia” e la “Clodia” della Tirrenia. Quest’ultima dovrebbe arrivare tra poco in banchina per procedere al trasferimento di un altro migliaio di immigrati
17:31
Slitta a domani l’arrivo dei primi 300 migranti in Toscana 42
Slitta a domani l’ arrivo in Toscana dei primi 300 migranti provenienti da Lampedusa. Lo ha appreso l’Ansa. Il ritardo è dovuto ai tempi di viaggio delle navi che dal Sud dovranno portare in Toscana i migranti. La prima nave attraccherà domani al porto di Livorno. Da qui, con i pullman, i migranti verranno trasferiti nei centri di accoglienza. Questi 300 immigrati andranno in strutture delle province di Firenze, Livorno, Grosseto ed Arezzo
17:05
Bindi: “Ecco la debacle del governo” 41
“I poveri corpi di decine di morti affogati, la dignità violata di migliaia di profughi abbandonati a se stessi, la ribellione e le fughe dalle tendopoli, mostrano al mondo la debacle di questo governo e sono una vergogna dell’italia”. Lo ha detto Rosy Bindi del Pd
16:51
Manduria, molti immigrati tornano nella tendopoli 40
A manduria la maggior parte degli immigrati si è fermata nell’area all’ingresso della strada che porta alla tendopoli, mentre una cinquantina di migranti si è incamminata verso Oria. Dinanzi all’ingresso del campo si sono formati capannelli di immigrati che stanno discutendo tra loro, mentre altri si sono già incamminati per rientrare al campo. In sostanza la maxi-fuga ha assunto le forme di una protesta dimostrativa come quella di ieri sera.
16:38
Intercettati altri 3 barconi 39
Le motovedette salpate per soccorrere la barca in avaria a 25 miglia da Lampedusa hanno intercettato nello stesso quadrante, a distanza di poche miglia, altri tre barconi, ciascuno con un centinaio di migranti.
16:28
Manduria, nuova fuga dalla tendopoli 38
Nuova fuga di massa dalla tendopoli di Manduria. Circa trecento immigrati hanno sfondato la recinzione di vetro del campo n. 2 (Il secondo allestito in questi giorni). Polizia e carabinieri, anche con l’ausilio delle forze a cavallo, li stanno rincorrendo nel tentativo di riportarli alla tendopoli.
16:06
Verdi: “Nord non vuole i migranti? Si prenda i rifiuti” 37
“Domani arrivano i primi migranti che saranno ospitati dalla Campania come in tutte le regioni del Sud; visto che il Nord non accoglie queste persone, il Settentrione si prenda almeno i nostri rifiuti per aiutare i nostri territori che avranno il problema di dover ospitare queste persone in mezzo alla spazzatura” dicono il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ed il presidente provinciale, Carlo Ceparano.
16:06
Barcone in avaria a 25 miglia da Lampedusa 36
Il barcone avvistato stamani a circa 40 miglia a sud di Lampedusa si trova ora in avaria a 25 miglia dall’isola. In questo momento le motovedette sono partite dal porto per recarsi nell’area. Da stamani sono arrivati nell’isola 362 extracomunitari, tra cui cinque donne e sei minori, in quattro distinti sbarchi.
15:50
Lampedusa, procedono gli imbarchi 35
Continuano a Lampedusa le operazioni di imbarco degli immigrati a bordo delle navi messe a disposizione dal governo per l’evacuazione dei tunisini dall’isola. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, a fine giornata saranno tremila i nordafricani ad essere imbarcati a bordo dei traghetti Excelsior, Catania e Clodia. Da Lampedusa accoglienza, inoltre, spiegano che i trasferimenti avverranno solo via nave, e non per via aerea come accaduto fino a qualche giorno fa. Le procedure di imbarco procedono regolarmente, senza particolari tensioni.
15:49
Poliziotti salvano tunisino colto da malore 34
Sono circa 400 i migranti arrivati da questa mattina a Lampedusa. In uno degli ultimi barconi approdati sull’isola un tunisino si è sentito male per un arresto cardiaco. La prontezza dei poliziotti che lo hanno soccorso ed immediatamente trasferito al centro medico, dove gli è stato praticato il massaggio cardiaco, ha impedito conseguenze gravi per l’uomo che è ora fuori pericolo.
15:43
Ipotesi campo nelle Marche ma in sindaco di Fermo dice no 33
Spunta l’ipotesi di un centro per immigrati tunisini nelle Marche, a Campiglione di Fermo, nell’area dell’ex zuccherificio Sadam. Ma il sindaco Saturnino Di Ruscio mette le mani avanti e dice subito no, perchè il sito si trova in un quartiere densamente abitato e quindi non è adatto, perchè il territorio ha già subito “incendi e alluvioni” e perchè il Comune non vuole un altro caso Manduria.
15:42
Idv: “Invece che a Tunisi Berlusconi vada a Bruxelles” 32
“Invece di continuare con questi ossessivi messaggi telefonici, invocando strumentalmente parole come giustizia, fede e ideali, Berlusconi riconosca il fallimento della politica scellerata fatta di accordi con dittatori criminali in cambio di affari”. Lo afferma il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando. “E soprattutto si rivolga al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere un intervento umanitario in favore delle popolazioni africane presenti a Lampedusa e a Manduria, e dei cittadini italiani che, con grande senso di responsabilità, sopportano gravissimi disagi, nonostante le provocazioni razziste e xenofobe da parte della Lega e di questo governo. Piuttosto che andare a Tunisi, Berlusconi vada a Bruxelles e a New York per chiedere un intervento organico da parte dell’Ue e dell’Onu”, conclude il portavoce dell’Italia dei Valori.
15:31
Manduria, quattro tunisini lasciano l’ospedale 31
Hanno lasciato volontariamente l’ospedale di Manduria i quattro immigrati tunisini ricoverati nelle ultime ore per motivi di vario genere.
15:25
Lampedusa, minori danno fuoco a struttura parrocchia 30
Un incendio è stato appiccato dai minori ospitati a Lampedusa nella Casa Fraternità della parrocchia. Il rogo è stato appena spento dai vigili del fuoco. I ragazzi hanno messo a soqquadro l’edificio rompendo porte e vetri e qualcuno si è anche leggermente ferito. Sul posto è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa e adesso la situazione sembra tornata alla calma. I ragazzi hanno inscenato questa protesta perchè chiedono di partire immediatamente. Nella struttura della parrocchia, guidata da don Stefano Nastasi, sono attualmente ospitati 36 ragazzi, dopo che 20 sono stati imbarcati stamattina sul traghetto di linea per Porto Empedocle. Proprio stamane, quando i giovani hanno visto andar via i propri coetanei, hanno cominciato a protestare. Gli operatori umanitari, subito arrivati, hanno provato a ristabilire la calma, ma nel pomeriggio la rivolta è esplosa, nonostante la promessa che in giornata sarebbero partiti.
15:16
Vescovi europei: “Non lasciare sola l’Italia” 29
L’emergenza immigrazione dal nord Africa non può riguardare solo l’Italia, “ma richiama la solidarietà, anche istituzionale, di tutti i popoli del continente europeo, come anche quella delle strutture dell’Unione Europea e degli altri organismi continentali”. Lo afferma la presidenza del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee in una dichiarazione firmata dal presidente, card. Peter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest e dai vicepresidenti, card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria, e card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux.
15:08
Attesi questa sera in Toscana i primi 300 arrivi 28
Sono attesi entro stasera in Toscana i primi 300 migranti provenienti da Lampedusa. La macchina dell’accoglienza regionale si è messa in moto per accogliere già a partire dal tardo pomeriggio i primi 300 immigrati mentre altri 2-300 potrebbero arrivare a partire da domani. Il modello toscano di accoglienza prevede non un’unica struttura, ma 11 centri dislocati nelle province di Firenze, Arezzo, Grosseto e Livorno.
14:13
Gasparri: “Bene che Berlusconi va a Tunisi” 27
“In queste ore le notizie che giungono dal Mediterraneo sono allarmanti. L’ondata di profughi non si arresta e l’emergenza umanitaria incalza. Bene ha fatto il presidente Berlusconi a programmare una visita in Tunisia per cercare di risolvere con le autorità locali il problema dei clandestini che giungono in massa in Italia”. Lo dice il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri,che sottolinea come “laddove l’Europa non ha saputo fare la sua parte ed ha lasciato che affrontassimo da soli una situazione drammatica anche sotto il profilo dell’accoglienza, il governo italiano ha saputo reagire per trovare soluzioni concrete”. “Con realismo e determinazione” conclude Gasparri.
14:08
Nuovi avvistamenti a largo di Lampedusa 26
Nuovi avvistamenti di barconi di immigrati nordafricani nel mare antistante Lampedusa. Il velivolo della Guardia costiera ha avvistato almeno due imbarcazioni, una delle quali con circa un centinaio di persone a bordo, arriverà a Lampedusa tra circa un’ora o due. L’altro barcone è ancora lontano e non si sa quanti sono gli immigrati a bordo.
14:07
Finocchiaro: “Governo incapace” 25
“L’incapacità del governo nell’affrontare l’emergenza dovuta all’ondata di profughi che vengono dal nord africa è sotto gli occhi di tutti”. Lo ha dichiarato in una nota la presidente del gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, che ha aggiunto: “questa incapacità è accompagnata da una contraddittorietà di indirizzi e di volontà dovuta alla visione ideologica di tanta parte dell’esecutivo nella gestione dell’emergenza”.
13:58
Oltre 300 i migranti arrivati nella notte a Lampedusa 24
Sono già oltre trecento i migranti giunti dalla notte scorsa a Lampedusa. Sono giunti con quattro barconi. Il miglioramento delle condizioni meteo e di conseguenza del mare hanno favorito la ripresa di flussi di immigrazione sostenuti nel Canale di Sicilia. Le prossime ore potrebbero portare nelle Pelagie altri stranieri.
13:41
Sindacati polizia convocati il 6 aprile al Viminale 23
”Il Dipartimento di pubblica sicurezza, dopo i nostri rilievi, ha convocato i sindacati di polizia il 6 aprile per una riunione dedicata alla situazione di Lampedusa e all’emergenza immigrati. Le forze dell’ordine impegnate sul campo vivono problemi che vanno risolti”.È quanto afferma Nicola Tanzi, segretario generale del sindacato di polizia Sap.
13:34
Manduria, tendopoli somiglia a maxi cantiere 22
È sempre più un cantiere di qualcosa che non potrà essere provvisorio la tendopoli di Manduria: la recinzione sfondata ieri durante la maxi-fuga dal Campo 2 è stata ripristinata, si sta completando la recinzione su un vasto perimetro con reti alte tre metri e mezzo, si sta provvedendo agli allacciamenti idrici con l’acquedotto. E, secondo voci non ufficiali, sarebbe stato stipulato un contratto per servizi di pulizia della durata di sei mesi.
13:31
Regione Sicilia, Protezione civile pronta a intervenire 21
Sono sull’isola di Lampedusa dal 23 febbraio e operano con grande discrezione, pronti ad intervenire alla bisogna. Sono gli uomini del dipartimento della Protezione civile regionale e del Corpo forestale. La loro presenza, seppure numericamente contenuta, è pronta in qualunque momento a far partire la più complessa macchina di intervento sul campo. Una decina di persone (un dirigente, due funzionari, una mezza dozzina di volontari) hanno vigilato sullo sbarco a Lampedusa di una cucina da campo, in grado di preparare 2.000 pasti al giorno, e tre container con tende da campo.
12:59
Raccolti per le vie di Lampedusa immigrati da imbarcare su Excelsior 20
Vengono raccolti anche per strada, dove passeggiano lungo le vie di Lampedusa, alcuni del 1.800 immigrati tunisini che oggi partiranno dall’isola a bordo della nave passeggeri ‘Excelsior’. Un gruppo di 80 e’ stato preso davanti alla chiesa di Lampedusa. Altri vengono ‘rastrellati’ per le vie a bordo del pullman di ‘Lampedusaccoglienza’. Sono già intanto arrivati a 760 gli immigrati saliti a bordo dell”Exclesior’ altri 600 aspettano sul molo perché devono essere ancora perquisiti. Sulla nave il comandante ha fatto distribuire ad ogni migrante asciugamani, saponette e salviettine deodoranti umidificate. Le operazioni di imbarco proseguiranno per tutto il pomeriggio. Poi, dovrebbe essere utilizzata o la nave ‘Superba’ o la nave ‘Catania’, entrambe pronte in rada.
12:53
Cortei davanti a Sigonella e a Mineo 19
Un centinaio di persone ha partecipato alle due manifestazioni di protesta davanti la base militare di Sigonella, per ”smilitarizzare la Sicilia”, e al Residence degli aranci di Mineo, per ”portare solidarieta’ ai migranti” che sono nella struttura. L’iniziativa è stata promossa dalla Lega anti razzista, Pdci, Prc, Arci e da altre associazioni della società civile. A Mineo sono stati consegnati anche abiti a diversi migranti presenti nel Villaggio della solidarietà da parte dei manifestanti e di associazioni di volontariato del Calatino.
12:43
Settanta minori partiti da Lampedusa 18
Settanta minori, tra cui due ragazze, hanno lasciato stamane Lampedusa con la nave di linea “Palladio” diretta a Porto Empedocle. Da lì saranno condotti nelle residenze che li accoglieranno. Cinquanta dei partenti erano ospitati nella ex base militare Loran, dove ne restano un centinaio; 20 si trovavano nel centro parrocchiale “La Fraternità”, gestito da don Stefano Nastasi, dove ne restano 36.
12:26
Berlusconi: “Chi arriva è spinto da ansia libertà e giustizia” 17
”Ciò che sta avvenendo in questi giorni ripropone la validità dei nostri valori a cui si ispira il nostro impegno politico”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento telefonico al convegno di Rete Itala. Parlando delle migliaia di immigrati che arrivano in Italia il Cavaliere sottolinea come ”siano tutti spinti da un’ansia di libertà e giustizia”.
12:21
Mantovano: “Difficile trovare in Tunisia interlocutore affidabile” 16
“C’è la difficoltà di trovare un interlocutore affidabile”, dice il sottosegretario Mantovano alludendo all’esecutivo del governo africano. “Confido molto nelle capacità del capo del governo, che ci ha sorpreso molto in tante circostanze, ma ciò non significa nascondere la complessità dei problemi”.
12:19
Ancora tensione al porto di Lampedusa 15
Ancora momenti di tensione al porto vecchio di Lampedusa dove gruppi di immigrati tunisini lamentano di non essere scelti tra i primi per la partenza prevista per oggi con la nave ‘Excelsior’. A dirigere il servizio e’ il commissario di polizia Corrado Empoli che sceglie i gruppi da mandare al molo di Cala Pisana. I poliziotti sono di nuovo in tenuta antisommossa proprio come era accaduto ieri sera. Qualcuno va in escandescenza ma viene subito condannato dagli altri compagni che vogliono solo partire senza ulteriori ritardi.
12:05
Toscana, centri accoglienza pronti dalle 17 14
Dopo giorni di riunioni, la macchina toscana dell’ accoglienza per i migranti provenienti da Lampedusa ha definito i dettagli dell’ operazione. I centri che ospiteranno i primi 300 immigrati devono essere pronti entro le 17 di questo pomeriggio. È stato deciso durante un tavolo tecnico che è in corso in prefettura a Firenze e a cui partecipano i responsabili della protezione civile regionale, quelli del volontariato. I migranti, saranno dislocati nelle province di Arezzo, Livorno, Grosseto e Firenze. Nell’ aretino, 50 saranno alloggiati nella colonia di Palazzolo, nel comune di Monte San Savino, struttura gestita dalla Curia e dalla Croce Rossa. Nel fiorentino, 25 troveranno ospitalità nei locali della canonica di Santa Maria a Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, messa a disposizione dalla parrocchia; mentre a Firenze 10 andranno a Villa Pieragnoli, struttura del Comune dove operera’ anche la Caritas diocesana, 10 all’Albergo Popolare e 10 alla Madonnina del Grappa. Nel livornese, 15 sono destinati alla foresteria Laverie, nel parco archeominerario di San Silvestro nel comune di Campiglia Marittima, mentre Villa Morazzana, un ostello del comune di Livorno gestito da un privato ne accogliera’ 30. Nel grossetano, una cinquantina saranno ospitati in un ostello di Gerfalco, nel comune di Montieri e un centinaio nell’ ostello della fondazione Sant’Anna a Massa Marittima.
12:03
Due avvistamenti della Guardia di finanza 13
Sono due i barconi carichi di migranti individuati stamani nel Canale di Sicilia dalla Guardia di finanza. Le immagini, girate da un elicottero e da un’unità navale, documentano un primo avvistamento aereo alle 9 di un barcone con circa 40 migranti a bordo, a circa 40 miglia di distanza dalle coste di Lampedusa. Un secondo avvistamento è avvenuto dopo circa 40 minuti: in questo caso il natante imbarcava acqua ed aveva a bordo 98 persone, tra le quali due donne, 5 minorenni ed un fotoreporter italiano. Sono stati raggiunti e trasbordati su una unità delle Fiamme Gialle.
12:02
Mantovano: “Non ci sono condizioni per ritiro dimissioni” 12
“Non ci sono le condizioni per ritirare le dimissioni”. Lo ha detto l’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano nel corso dell’intervista con Maria Latella in onda su Sky. Mantovano ha anche chiesto al governo di riconoscere ai 20mila tunisini clandestini giunti in Italia la protezione umanitaria, cioè un permesso di sei mesi che permetterà loro di andare nei Paese dell’area Schengen.
11:57
Berlusconi: “Stasera a Lampedusa rimarranno 2.500 immigrati” 11
Entro stasera a Lampedusa dovrebbero rimanere 2.500 immigrati, grazie agli “ultimi imbarchi”, ha detto il premier Silvio Berlusconi
11:56
Berlusconi: “Sinistra usa profughi per attaccarci” 10
”Sono reduce da una telefonata con il prefetto Caruso per parlare della situazione di Lampedusa. All’opposizione interessano i profughi, ma solo per attaccarci”.
11:54
Arrivato a Lampedusa barcone che rischiava di affondare 9
Sono sbarcati pochi istanti fa molo Favaloro di Lampedusa gli oltre cento immigrati soccorsi a circa 5 miglia dall’isola da una motovedetta della Guardia di finanza e un’altra della Guardia costiera. Il barcone su cui si trovavano ha rischiato di affondare poco prima di essere avvistato dai finanzieri. A bordo c’è anche un giornalista freelance che si è fatto la traversata dalla Tunisia fino a Lampedusa. Le sue condizioni di salute sono buone. Tra i migranti arrivati ci sono anche delle donne. Anche le condizioni degli immigrati sembrano buone
11:50
Recuperati 68 cadaveri a largo della Libia 8
Sono 68 i cadaveri di migranti morti durante la traversata verso l’Italia, recuperati davanti alle coste della Libia. La notizia, anticipata dai Gesuiti, viene confermata all’Agi da don Mose’ Zerai, presidente dell’agenzia Habesha che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. Il sacerdote aveva ricevuto una richiesta di aiuto lanciata attraverso un satellitare dagli stessi immigrati.Il ritrovamento risale a giovedì scorso ma don Zerai spiega che non è possibile verificare se si tratta dei migranti a bordo del barcone con 335 persone a bordo che risulta disperso da due settimane, o del barcone che aveva 68 persone a bordo e di cui non si ha più notizia. I corpi infatti sono stati già sepolti, senza alcuna identificazione.
11:49
Ventimiglia, prima famiglia in centro accoglienza 7
Al centro di prima accoglienza di Ventimiglia, allestito per dare ospitalità agli immigrati maghrebini che cercano di raggiungere la Francia, la notte scorsa è arrivato anche un nucleo familiare, il primo da quando la struttura è stata aperta la scorsa settimana. ”Sono arrivati qui da noi tardi – spiegano alla Croce Rossa, che gestisce la struttura – si tratta di padre, madre e due figli di circa 10 e 11 anni. Erano affamati e molto stanchi”. Ieri sera sono stati distribuiti circa 150 pasti, mentre con l’ultimo treno sono arrivati una ventina di immigrati. Anche la notte scorsa, in molti hanno tentato di passare la frontiera. Questo pomeriggio, alle 17, a Ponte San Ludocivo, al confine con la Francia, i ‘giovani padani’ hanno organizzato un presidio per protestare contro i respingimenti alla frontiera da parte delle autorità francesi.
11:47
Berlusconi: “L’opposizione semina odio contro di me” 6
“All’opposizione non interessa il bene comune”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente ad un convegno di ‘Rete Italia’. Il prfemeir parla del problema dell’immigrazione e soprattutto di Lampedusa: “La situazione è difficile. Sono arrivati 346 anche questa notte. La cosa che ci ferisce di più è questa opposizione che continua a seminare odio contro di me”, dice il premier. “Io sto cercando di porre rimedio ai danni della guerra”, aggiunge il Cavaliere.
11:45
Berlusconi: “Domani a Tunisi per accordo” 5
Il premier Silvio Berlusconi conferma: “Andrò a Tunisi a vedere se un governo non forte e non eletto riuscirà a imporsi e evitare nuove partenze”: così ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo collegamento telefonico al convegno di Rete Italia a Riva del Garda.
10:37
Previsto per domani arrivo nave San Marco a Napoli 4
La nave San Marco, con a bordo circa 470 immigrati provenienti da Lampedusa, potrebbe arrivare nel porto di Napoli nelle prime ore della giornata di domani. Lo si apprende da fonti della Prefettura. Al momento è in corso una riunione tecnico-operativa in questura per definire gli ultimi dettagli relativi alle operazioni di trasferimento degli immigrati. Una volta giunta al porto di Napoli, infatti, dovrebbero essere accompagnati con una decina di autobus alla caserma “Andolfato” di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove nei giorni scorsi i vigili del fuoco hanno allestito una tendopoli.
10:26
Tre barconi arrivati a Lampedusa 3
Tre barconi di immigrati sono arrivati a Lampedusa con a bordo almeno 300 persone. L’ultimo è stato recuperato pochi minuti fa. Secondo quanto riferiscono fonti della Guardia di Finanza, era in difficoltà perché lo scafo imbarcava acqua. A bordo del primo barcone, giunto sull’isola alla prime luci dell’alba, c’erano 133 extracomunitari, fra cui tre donne, a bordo del secondo un centinaio. Si tratta dei primi sbarchi nell’isola da martedì notte.
09:41
Manduria, situazione tranquilla 2
È tranquilla la situazione nella tendopoli di Manduria dopo la fuga in massa avvenuta ieri sera di centinaia di immigrati tunisini e il loro successivo rientro a conclusione di una manifestazione per chiedere ‘liberta. Secondo dati non ufficiali, oggi nel campo ci sarebbero 1.350 persone, 250 in meno di quelle che c’erano ieri mattina.
09:40
Nuovi sbarchi nella notte 1
Sono ripresi stanotte gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. Secondo quanto riferito dalla Capitaneria di porto dell’isola, nelle ultime ore sono approdate due imbarcazioni con circa 250 nordafricani a bordo. Nel frattempo nella rada Lampedusana sono arrivate le tre navi di supporto alla Superba e alla San Marco per le operazioni di evacuazione dei tunisini dall’isola che dovrebbero completarsi in giornata.

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fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/03/dirette/lampedusa_nuovi_imbarchi_di_immigrati-14436401/?ref=HREA-1

YEMEN – Polizia spara sui dimostranti due morti e feriti a Taiz / VIDEO: The beginning of clashes between demonstrators and security forces Taiz

The beginning of clashes between demonstrators and security forces Taiz

Da: | Creato il: 03/apr/2011

YEMEN

Polizia spara sui dimostranti
due morti e feriti a Taiz

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Scontri nel Paese dove continuano le manifestazioni contro il presidente Ali Abdullah Saleh. Anche nella capitale Sana’a ci sono decine di feriti. Poco prima il presidente aveva lanciato un appello per mettere fine alle proteste

Polizia spara sui dimostranti due morti e feriti a Taiz Proteste anti-governative a Taiz, in Yemen

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SANA’A – Almeno due persone sono morte e 250 sono rimaste ferite a Taiz, nel sud dello Yemen, dove la polizia ha sparato, caricato e lanciato gas lacrimogeni per disperdere una protesta contro il presidente Ali Abdullah Saleh. I manifestanti avevano tentato di raggiungere l’ufficio del governatore. Decine di feriti anche nella capitale Sana’a, dove gli agenti hanno attaccato i manifestanti e 10 di loro hanno riportato ferite da arma da fuoco.

Poco prima Saleh aveva lanciato un appello a interrompere le proteste. “Chiediamo all’opposizione di mettere fine alla crisi facendo cessare i sit-in, i blocchi stradali e gli omicidi”, ha affermato ricevendo un gruppo di sostenitori, e “di far rientrare la rivolta in alcuni reparti militari”. Saleh ha ribadito di essere pronto a “trasferire il potere ma in una cornice costituzionale e pacifica”.

Un attivista ha raccontato all’agenzia Reuters che i manifestanti sono stati circondati da tank e che per tre ore sono stati sparati gas lacrimogeni e proiettili in aria. Fonti mediche hanno confermato di aver soccorso centinaia di persone che avevano inalato il gas e curato feriti a decine.

Dal febbraio scorso migliaia di manifestanti partecipano ad un sit-in di protesta organizzato nella località per chiedere le dimissioni del presidente yemenita, al potere da 32 anni. Saleh, nei giorni scorsi, aveva detto che avrebbe lasciato il potere dopo le elezioni del 2012 1, solo dopo aver saputo chi sarebbe stato il suo successore.

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03 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/03/news/yemen_manifestante_ucciso-14438364/?rss