Archivio | aprile 8, 2011

La scoperta più importante della fisica degli ultimi 50 anni

La scoperta più importante della fisica degli ultimi 50 anni

.

bosone di Higgs – fonte immagine

.

di Vittorio Pellegrini*

.

https://i0.wp.com/st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2011/04/tevatron.jpg

.

Accelerare protoni e antiprotoni gli uni contro gli altri a velocità prossime a quelle della luce. Poi “raccogliere” con certosina minuzia i frammenti di questi urti per indagare le forze fondamentali della natura. Questo è quello che fanno i fisici delle alte energie utilizzando acceleratori di particelle come il Tevatron al “Fermilab” di Chicago. I risultati hanno fino a ora permesso di verificare il modello standard, la teoria che descrive le particelle elementari, compreso il bosone di Higgs non ancora osservato, e tre delle quattro forze (gravità esclusa) della natura. Ma i fisici, per loro missione, hanno l’esigenza di tentare di falsificare le teorie che sembrano funzionare.

Questo accade raramente e forse oggi ci troviamo di fronte a uno di questi eventi, risultato di un esperimento (CDF) effettuato al Fermilab da un team di ricercatori di varie nazionalità, tra cui molti italiani appartenenti ai gruppi dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). I risultati suggeriscono l’esistenza di una nuova particella che potrebbe svelare la presenza di una sconosciuta quinta forza della natura. Per capire di più chiediamo spiegazioni a Giorgio Chiarelli, dirigente di ricerca dell’INFN, membro del team che ha riportato la scoperta e responsabile del gruppo di Pisa dell’esperimento CDF.

Questi esperimenti al Tevatron sono stati progettati per invalidare il modello standard oppure per renderlo invincibile con l’osservazione del bosone di Higgs?

Il nostro esperimento prende dati dal 1985. A quell’epoca il modello standard delle particelle elementari doveva ancora essere provato in dettaglio e noi l’abbiamo fatto. Nel 1995 abbiamo scoperto il quark top (che era previsto) ed ora cerchiamo il bosone di Higgs. Nel modello standard è questa particella che fornisce massa a tutte le altre. E’ un po’ una piramide rovesciata. Al vertice c’è’ il bosone di Higgs. Se non fosse osservato dovremmo rivedere tutta la piramide.

I vostri dati però indicano un anomalo alto numero di “frammenti” ad una energia di circa 140 GeV (un massa che corrisponde circa a quella di un atomo di oro). Cosa c’è di tanto strano?

La nostra analisi studia la produzione associata di alcune particelle elementari che può essere dovuta sia a processi previsti dal modello standard (che noi chiamiamo “fondo”) che alla produzione di una nuova particella. Quello che abbiamo osservato è un eccesso di eventi nella regione attorno a 140 GeV. Questo eccesso è statisticamente significativo. Non è dovuto al bosone di Higgs (perchè ne vedremmo troppi). Ci sono alcune teorie che prevedono o nuove particelle o nuove forze. Questo eccesso potrebbe però essere anche dovuto ad una comprensione non adeguata dei processi del modello standard che costituiscono il fondo.

Un esperimento che riporta una potenziale scoperta può generare scetticismo anche tra i fisici stessi. Quali sono i punti deboli della vostra osservazione e quali sono i test necessari per corroborarla?

Quando ci si muove in un terreno di scoperta, è bene innanzitutto controllare e ricontrollare i propri dati. Dopodiché si pubblica per permettere la verifica da parte di colleghi. Noi l’abbiamo fatto. Physical Review Letters, la più autorevole rivista USA del settore ha già accettato la pubblicazione che abbiamo sottomesso lunedì. Ora è il momento della verifica da parte di altri esperimenti (sia effettuati da noi che al CERN). Quanto al punto debole, la definizione di eccesso si basa su una comprensione del fondo dettata dalle teorie correnti. La nostra osservazione (ma già questo sarebbe di per se interessante) potrebbe dimostrare che queste non sono in grado di descrivere i processi del modello standard in modo adeguato.

Questi progetti richiedono dei massicci investimenti e collaborazioni internazionali. Quale è l’apporto Italiano in questo esperimento?

Alcuni gruppi italiani dell’INFN tra cui quello di Pisa sono tra i “padri fondatori” dell’esperimento (insieme a università in USA e a laboratori giapponesi). Con il pieno supporto dell’INFN abbiamo ideato, costruito, e operato parti dell’esperimento, e ricopriamo ruoli chiave nel team e diamo un contributo importante all’analisi dei dati. Il lavoro che oggi ha tanta risonanza, è parte della tesi di dottorato di un membro di CDF-Pisa (Viviana Cavaliere) che è stata la persona che ha presentato questo risultato in un seminario tenutosi ieri presso il Fermilab. La possibilità che ci dà l’INFN di supportare giovani brillanti nel loro lavoro è una delle chiavi di questo successo che ci permette di provare a non farli fuggire all’estero.

*Fisico, Scuola Normale Superiore di Pisa

.

08 aprile 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/103093/103093/

Siria, sale la protesta contro il regime / VIDEO: 19 protesters killed in Syria

19 protesters killed in Syria

Da: | Creato il: 08/apr/2011

At least 19 people were shot and killed today by the authorities in Syria as protests against the government continue. This amateur footage shows crowds demonstrating in the city of Daraa. The clashes came when security forces opened fire on people throwing stones.

State television in Syria has until now ignored the unrest, insisting that the country was calm. But for the first time it has now broadcast film of people lurking behind a hedge, who were described as “vandals.”


http://www.euronews.net/

Le manifestazioni si sono scatenate dopo la preghiera del venerdì

Siria, sale la protesta contro il regime

Una cinquantina di morti a Daraa tra poliziotti e manifestanti. Scontri anche a Homs e Damasco

Manifestazione in Siria (Ansa)
Manifestazione in Siria (Ansa)

MILANO – Non si placa in Siria la protesta anti-regime. scontri sono in atto in diverse città del Paese. Ancora una volta il bilancio più grave è quello dei combattimenti in corso a a Daraa, nel sud della Siria, dove almeno una trentina di persone sono state uccise dalle forze di sicurezza. Lo riferiscono fonti mediche locali citate dai siti di monitoraggio sugli eventi siriani che trasmettono anche su Twitter. Nella città meridionale, in base al racconto di alcuni testimoni, la folla inferocita ha poi dato fuoco ad una sede del partito Baath e ha distrutto la statua di Basil al-Assad, fratello scomparso dell’attuale presidente.
ma, secondo, la tv di Stato siriana vittime vi sarebbero anche tra le forze di polizia. I manifestanti avrebbero ucciso 19 poliziotti e ne avrebbero feriti altri 75.

HOMS – Almeno due manifestanti, secondo la tv satellitare araba Al Jazeera, sarebbero morti e decine di altri sarebbero rimasti feriti invece a Homs, città a circa 180 km da Damasco, nel corso sempre di uno scontro tra manifestanti e forze di sicurezza. La città della Siria settentrionale è «assediata dalla polizia e dalle forze di sicurezza», arrivate con i «carri armati», come ha denunciato al servizio in arabo della Bbc l’attivista siriana per i diritti umani Najati Tayyara. La città, secondo l’attivista, è circondata dalle forze di sicurezza che impediscono alle auto di uscire dal centro abitato.

SCONTRI A DAMASCO – Violenti scontri si sono registrati anche nella periferia della capitale siriana Damasco. Secondo quanto riferisce la tv satellitare Al-Arabiya, agenti della sicurezza in borghese sono entrati all’interno della moschea di al-Rifai, nel quartiere di Kfar Suseh, picchiando i fedeli che intendevano uscire in corteo dopo la preghiera del venerdì. Per la concorrente Al-Jazeera, la polizia è intervenuta anche nel quartiere di Duma, dove ha impedito lo svolgimento di una manifestazione e interrotto le linee di telefonia fissa e mobile della zona.

.

Redazione online
08 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_08/siria-protesta_653d8908-61ec-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml

Illegittima Difesa: La Russa va allo stadio di San Siro con il volo di Stato

Illegittima Difesa: La Russa va allo stadio di San Siro con il volo di Stato

.

fonte immagine

.

Emergenza nazionale: il ministro si mobilita per vedere l’Inter. Nel 2007 il centrodestra attaccò duramente l’allora Guardasigilli Mastella che si servì di un volo di Stato per assistere al gran premio di Monza

.

di Gianni Barbacetto

.

Può un ministro della Repubblica usare l’aereo di Stato come fosse un taxi per andare allo stadio? Ignazio La Russa lo fa. Lo ha fatto martedì 5 aprile, per andare da Roma a Milano, dove giocava la sua Inter, e poi tornare in nottata nella capitale. E lo ha fatto altre volte in passato. Come un Clemente Mastella qualsiasi. È atterrato a Milano, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, attorno alle 18.30 di martedì. Ha viaggiato a bordo di un aereo P180 dell’Arma dei carabinieri proveniente da Roma. È poi ripartito attorno alle 23, con un aereo dell’Aeronautica militare, identificativo MM 62210.

In mezzo, la partita allo stadio di San Siro, dove l’Inter è stata sconfitta 5 a 2 dallo Schalke, la squadra decima in classifica del campionato tedesco. Dopo la batosta sportiva, il ministro della Difesa ha avuto anche tempo di dare una stoccatina all’allenatore dell’Inter, Leonardo, dichiarando alla Gazzetta dello Sport: “Kharja non l’avrei tolto, avrei levato Motta. Con una condizione così carente, l’atteggiamento tattico dovrebbe essere meno fantasioso”.

La Russa stava vivendo a Roma giornate difficili. Nella mattinata di martedì 5, l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati aveva deciso di sanzionarlo con la censura, per il suo comportamento in aula del mercoledì precedente, quando aveva tirato un “vaffa” al presidente Gianfranco Fini. Dopo quello show, il ministro rimette piede a Montecitorio proprio nel pomeriggio di martedì 5, mantenendo un basso profilo e sedendosi nei banchi dei deputati del Pdl e non in quelli (peraltro tutti occupati) del governo. “Ho attraversato gli anni di piombo senza una condanna”, dichiara all’agenzia Dire, “comando il mio partito a Milano da 17 anni, anche negli anni della corruzione. E mai mi è stato contestato qualcosa”.

Poi cerca di dare una spiegazione del suo ormai proverbiale nervosismo: “Non è semplice superare quello che è successo in questi mesi nel mio partito, sto metabolizzando la rottura con Fini”. Poi via, verso San Siro, a bordo dell’aereo di Stato. Incassata la sonora sconfitta in campo, il ministro torna a Roma, con un altro aereo, ma sempre a spese del contribuente. La mattina del giorno dopo, la Camera vota il conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato, con l’obiettivo di bloccare il processo a Silvio Berlusconi per il caso Ruby. La maggioranza è traballante, dunque tutti i deputati Pdl sono precettati in aula, compresi i 14 ministri che (come La Russa) hanno un seggio a Montecitorio.

Il centrodestra attaccò duramente Clemente Mastella, quando era ministro della Giustizia del governo Prodi e usò un volo di Stato per andare, nel settembre 2007, al Gran premio di Monza di Formula 1. La Padania allora titolò: “L’inGiustizia vola al Gran premio”. E il Giornale argomentò: “Non dicevano di voler tagliare i costi della politica? Forse usare l’aereo di Stato più faraonico che ci sia per assistere al Gp di Monza non è il miglior modo di risparmiare. O no? Per dire: il Gran premio lo trasmettevano pure su Raiuno, il cui segnale, ci risulta, dovrebbe arrivare fino a Ceppaloni”. Anche la partita Inter-Schalke è stata trasmessa in tv ed era visibile dunque anche a Roma, su Sky e Mediaset premium. Il malcostume di centrosinistra diventa accettabile quando ha protagonisti di centrodestra?

Ci sono dei precedenti. Il 25 maggio 2009 il ministro La Russa, accompagnato dal coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini e da altri esponenti di partito, era arrivato a bordo di un Boeing 737 dell’Aeronautica militare all’aeroporto Baccarini di Grosseto. Per partecipare a un aperitivo elettorale in sostegno di un candidato locale del Pdl. Lo stesso La Russa ha firmato nel 2009 il contratto alla Fonsai dell’amico Salvatore Ligresti che si è aggiudicato l’appalto dei servizi assicurativi per i rischi aeronautici connessi al trasporto aereo di Stato e di governo. In quella occasione, la copertura assicurativa è stata allargata non soltanto ai presidenti della Repubblica, della Camera e del Senato, agli ex capi di Stato e ai presidenti del Consiglio, ma anche agli estranei imbarcati sui voli. Una copertura assicurativa amplissima: i passeggeri dovranno essere risarciti in caso di infortunio, avvelenamento, punture di insetti e molto altro; pochissimi i rischi esclusi, tra cui i danni da fusione nucleare.

Anche Berlusconi è stato al centro di polemiche per i voli di Stato: fu messo sotto indagine (e poi archiviato) per i viaggi con cui nel maggio-giugno 2008 andava a villa Certosa, in Sardegna, accompagnato da vari ospiti, tra cui il cantante Mariano Apicella. Il ministro senza portafoglio Michela Vittoria Brambilla ha invece querelato il Fatto Quotidiano per aver raccontato le sue avventure in elicottero, a spese dei contribuenti. La direttiva sui voli di Stato voluta nel luglio 2008 dal governo Berlusconi stabilisce che per autorizzare il volo devono sussistere “comprovate e inderogabili esigenze di trasferimento connesse all’efficace esercizio delle funzioni istituzionali”; e che devono non essere “disponibili voli di linea né altre modalità di trasporto compatibili con l’efficace svolgimento di dette funzioni”. La partita dell’Inter rientra nelle funzioni istituzionali del ministro della Difesa? La regina di Spagna, Sofia, quando ha dovuto correre da Madrid a Londra per andare a trovare il fratello, Costantino di Grecia, ricoverato in ospedale, ha preso un volo Raynair, comprando il biglietto online con la carta di credito. Altro stile.

.

Da Il Fatto Quotidiano del 8 aprile 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/08/la-russa-volo-stato-ministro-difesa/102998/

Notte bianca del Pd contro la distruzione della scuola pubblica: fiaccolata al Miur

Notte bianca del Pd contro la distruzione
della scuola pubblica: fiaccolata al Miur

https://i1.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20110408_fiaccolata_trastevere.jpg

.

ROMA – Sketch teatrali, letture, testimonianze. E una fiaccolata di bambini arrivata fin sotto il ministero dell’Istruzione per gridare «no alla distruzione della scuola pubblica». La notte bianca della scuola, dell’università e della ricerca, organizzata dal Pd in diverse città d’Italia, a Roma prende il via davanti ad uno degli istituti più antichi della capitale, il Regina Margherita di Trastevere, e prosegue alla Casa delle Culture dove prendono la parola politici, ma anche insegnanti e presidi. Per salvare la scuola pubblica «bisogna cambiare Governo, senza se e senza ma – afferma il capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro – Bisogna scegliere un Governo che punti sulla cultura, sulla promozione delle nuove generazioni e sull’uguaglianza. Oggi abbiamo una platea di bambini, bambine, ragazze e ragazzi che domani saranno la nuova classe dirigente – aggiunge Finocchiaro -. Per loro possiamo fare una sola cosa: cambiare Governo».

«A Roma con il centrodestra, ormai la scuola è “Fai da te” le fa eco il segretario dei democratici romani, Marco Miccoli -. Nei giorni in cui abbiamo fatto volantinaggio davanti a diversi istituti romani abbiamo visto genitori che portavano di tutto: dalla carta igienica ai gessi, dai cancellini alle sedie… Questa non è una Notte bianca per la Scuola ma per salvare la scuola». E le ragioni degli insegnanti, dei genitori e degli alunni hanno mosso la fiaccolata partita nel tardo pomeriggio dall’istituto Regina Margherita e arrivata al ministero dell’Istruzione, dove le fiaccole si sono spente «per simboleggiare i tagli che spengono la scuola».

«Sono qui perchè veniamo continuamente lasciati dal soli ad affrontare il problema quotidianamente di una scuola senza fondi – dice Simona Ferrari, la mamma di due piccoli alunni del Regina Margherita – è inconcepibile che ci troviamo a avere scuole che non funzionano, bidelli che mancano e insegnanti che faticano a seguire i nostri figli». «Ho un figlio al liceo Visconti e sono sette anni che il governo non da fondi a questa scuola – afferma Bruno Panico – mentre la scuola privata viene continuamente foraggiata quella pubblica ha sempre più difficoltà a sopravvivere».

.

Venerdì 08 Aprile 2011 – 22:10    Ultimo aggiornamento: 22:41
.

Precari in piazza, attacco al governo “Basta barzellette, ci rubano il futuro”

Precari in piazza, attacco al governo
“Basta barzellette, ci rubano il futuro”

fonte immagine

.

Domani a Roma e in molte città le manifestazioni promosse da “Il nostro Tempo è adesso”. Molte adesioni all’appello dei ragazzi del comitato. E una polemica con Berlusconi e le sue freddure davanti a una platea di neolaureati

.

di CARMINE SAVIANO

.

Precari in piazza, attacco al governo "Basta barzellette, ci rubano il futuro"

.

Sono impiegati nei call center, studenti, a paghe da fame in qualche (magari bellissimo) laboratorio. Sono il 30% della forza-lavoro giovanile (un record, triste). E hanno un unico comune denominatore: la precarietà. Domani a Roma e in tante città italiane 1 faranno sentire la loro voce in tante manifestazioni promosse dal comitato “Il nostro Tempo è adesso”. Una mobilitazione per denunciare le condizioni di lavoro, e di vita, di una grande fetta di giovani italiani. Tante adesioni. E un messaggio rivolto al presidente del Consiglio dopo il suo ultimo, imbarazzante, show 2: “Davvero Berlusconi pensa che i suoi successi personali siano da prendere ad esempio per i giovani italiani? Gli chiediamo di sollevarci dalla sua presenza…”. E’ davvero raggelante, in effetti, guardare in successione le storie sul lavoro che i ragazzi raccontano – anche sul nostro sito 3 – e le battute dispensate dal presidente del Consiglio a una platea di neolaureati. Che nemmeno ridevano.

A Silvio. Il messaggio dei precari al premier è duro, diretto. Prima i dati: “Il 30% di disoccupazione giovanile, due milioni di giovani che non studiano non lavorano e non si formano, l’esercito di lavoratori precari rimasti senza lavoro e senza reddito con la crisi economica”. Poi la richiesta: “Adesso siamo noi a chiedere un sacrificio al Presidente del Consiglio. Gli chiediamo di farsi da parte per aver trascinato la nostra generazione e questo Paese in un baratro di povertà, depressione e disoccupazione”. E ancora: “Gli chiediamo di farsi da parte per raggiunti limiti d’età e per furto aggravato di presente, di futuro e di dignità a questo paese”.

L’apprezzamento per Bagnasco. Messaggio di tutt’altro tenore per il presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “Era ora che anche la Conferenza Episcopale Italiana, dopo le recenti dichiarazioni del Papa, si esprimesse in modo inequivocabile sull’emergenza sociale dovuta alla precarietà lavorativa per milioni di giovani”. Poi ancora, il resoconto dettagliato delle cifre che raccontano, meglio di tutto, la condizione precaria: “Ormai almeno due generazioni di lavoratori sono in grande maggioranza segnati da contratti a termine, senza diritti e con retribuzioni da fame”. Si tratta di “quasi un milione e mezzo di lavoratori para-subordinati, senza congedi parentali e malattia e privi di qualsiasi strumento di sostegno al reddito quando il lavoro scade, oltre due milioni i lavoratori a tempo determinato che vivono con l’ansia della scadenza”.

Le manifestazioni. Domani a Roma la manifestazione principale. Una street parade con partenza alle ore 15.00 da piazza della Repubblica ed arrivo al Colosseo, dove sarà allestito un palco dal quale parleranno i promotori, lavoratori precari, studenti e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo e fra questi molti degli attori del cast del film Boris. E durante il percorso verranno effettuate azioni dimostrative simboliche, piazze tematiche, attraverso le quali saranno veicolati i temi centrali della mobilitazione. Altri appuntamenti a Napoli, Torino, Milano e Palermo. E non manca l’appoggio dei cervelli in fuga, con flash mob e sit-in a Washington e Bruxelles.

.

08 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/scuola/2011/04/08/news/precari_in_piazza-14682656/?rss

GERMANIA – Tempesta di sabbia sull’autostrada, almeno dieci morti e 60 feriti

GERMANIA

Tempesta di sabbia sull’autostrada
almeno dieci morti e 60 feriti

Tempesta di sabbia in Germania, inferno in autostrada

L’incidente sull’arteria che collega Rostock e Berlino. Coinvolti un’ottantina di veicoli, in entrambi i sensi di marcia. Un camion che trasportava sostanze pericolose ha preso fuoco e le fiamme si sono propagate ad altri automezzi

Tempesta di sabbia sull'autostrada almeno dieci morti e 60 feriti

.

BERLINO – Almeno dieci morti e 60 feriti, 30 dei quali in modo grave. E’ il bilancio di uno spaventoso incidente causato da un’insolita tempesta di sabbia sull’autostrada che collega Rostock e Berlino, nel Nord della Germania. All’origine della sciagura un vento fortissimo che ha sollevato dai campi un vortice di sabbia e terra all’altezza del villaggio di Kavelstorf. La visibilità è stata improvvisamente ridotta a poche decine di metri e un’ottantina di veicoli che viaggiavano in entrambi i sensi di marcia sono rimasti coinvolti in tamponamenti a catena.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA 1

Un camion che trasportava idrogeno ha preso fuoco e le fiamme si sono propagate ad altri veicoli. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per spegnere l’incendio. Molti automobilisti sono rimasti intrappolati tra le lamiere.

L’autostrada  19 è stata chiusa a tempo indeterminato. Da settimane il Mecklemburgo Pomerania è colpito da un’inusuale siccità e nei prossimi giorni la bassa pressione rischia di provocare nuove tempeste di vento.

L’ultimo grave incidente sulle autostrade tedesche risale al 1990 quando vi furono 11 morti a causa di un banco di nebbia.

.

08 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/08/news/tempesta_germania-14693092/?rss

BERLUSCONI – Bunga bunga e battutacce agli studenti. Nessuno ride (guarda il video)

Bunga bunga e battutacce agli studenti
Imbarazzo per il nuovo show del premier

.

fonte immagine

.

Esibizione di Berlusconi davanti a una platea di neolaureati del progetto “Campus Mentis”. Dal palco il Cavaliere inanella i suoi “cavalli di battaglia”. Comprese le battute a luci rosse. Gelo del pubblico per una gag sul sesso orale

Bunga bunga e battutacce agli studenti Imbarazzo per il nuovo show del premier

.

ROMA – Come una convention. Con battute, applausi e l’elenco delle tecniche per “vendere” se stessi e un prodotto. Mancavano le majorettes ma le risate della platea (a volte forzate) e il Cavaliere nei panni del bravo presentatore rendevano comunque bene l’idea. Silvio Berlusconi torna a indossare i panni del venditore, in perfetto stile Publitalia, regalando un’ora di vero e proprio show alla platea dei neolaureati del progetto “Campus Mentis” dell’Università La Sapienza. Dal palco il Cavaliere inanella, uno dietro l’altro, i suoi “cavalli di battaglia”. Comprese le battute a sfondo sessuale che, ormai, sembrano diventate una costante delle sue apparizioni pubbliche 1. La reazione della platea e del ministro Giorgia Meloni che lo affianca, oscilla tra qualche risate e alcuni momenti di vero imbarazzo.

VIDEO Nessuno ride alla barzelletta 2

Davanti ad una platea di ventenni e trentenni, il premier si sente a suo agio. Ricorda quando anche lui era giovane e bacchetta un neolaureato poco intraprendente che dice di volere fare solo “un po’” di carriera. “Solo un po’ di carriera? Così cominci male  – lo sgrida il Cavaliere – devi dire un carrierone. Sei tu che devi importi agli altri, non sono gli altri che devono accettarti”. Ed eccolo il Berlusconi che invoca ottimismo e ambizione. E che dice ai ragazzi “di girare con il sole in tasca pronto per essere donato agli altri con gioia”. Per poi gonfiare il petto: “Sentivo incredulità e anche scherno intorno a me quando fissavo dei traguardi, ma li ho sempre raggiunti…”.

Poi tocca al look, altro tasto che il premier considera fondamentale. All’attuale presidente del Senato Renato Schifani consigliò di fare piazza pulita del “riporto”, al ragazzo calvo che siede in prima fila offre “il telefono del mio dottore, così avrai una chioma come dovrebbero averla tutti i giovani”. Ed ancora: al giovane che ha dimenticato di radersi rifila una bacchettata: “La barba induce diffidenza nell’interlocutore, può nascondere una malformazione. Se troppo vasta può nascondere l’espressione del viso”.  A tutti, o quasi, aggiusta la giacca, il nodo della cravatta, contesta l’abbinamento dei colori: “Con un vestito blu – dice – non si mettono le scarpe marroni”.

Puntare in alto. Non porsi limiti, continua il Cavaliere. Che passa in rassegna i suoi successi: a partire dal Milan, per arrivare a palazzo Chigi: “Volevo entrare in politica e due mesi dopo ero presidente del consiglio”. Ambizione e volti glabri, insomma. “Fissatevi un traguardo che dentro di voi sentite di poter raggiungere, molto, molto ambizioso – scandisce il Cavaliere – Dedicate la vita a raggiungerlo, dimenticate ciò che vi può distrarre. Nei confronti dei vostri parenti, amici e collaboratori dovete essere sempre in grado di dare voi qualcosa a loro”. Fosse anche un complimento. E qui Berlusconi ricorda quando i suoi collaboratori lo sfidarono a trovare qualcosa di carino da dire a ognuno degli invitati a una cena. Il premier, sempre più attore, mima l’arrivo di una persona vistosamente claudicante, e fa capire che non sarebbe stato facile trovare anche in lui da elogiare. “Beh, gli ho detto: complimenti per la vigorosa stretta di mano, si vede che lei ha una grande forza interiore …”

Il meglio, però, deve ancora arrivare. Ovvero la fase a luci rosse. Si comincia così. Due ragazze laureate salgono sul palco. Il Cavaliere le accoglie in questi termini: “Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga”.

GUARDA IL VIDEO 3

Finale con barzelletta. Pochi secondi e si scopre che ruota intorno al sesso orale, con un dibattito italo-tedesco se sia meglio dedicarcisi con birra o champagne. La platea sorride con qualche imbarazzo. Finisce così. Senza un accenno all’emergenza immigrazione, alla rivoluzione ai vertici delle Generali e a tutte le questioni che segnano pesantemente la vita del Paese. Forse perché parlando di cose del genere si ride poco.

.

08 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/04/08/news/premier_battute-14673242/

Scafisti gettano tunisini in acqua. Soccorsi al largo di Pantelleria / DOCUFILM: ‘Migranti alla deriva’

Scafisti gettano tunisini in acqua
Soccorsi al largo di Pantelleria

.

Operazione di soccorso per recuperare una cinquantina di migranti. I tre scafisti che hanno costretto i profughi a gettarsi in mare sono stati arrestati. Il traghetto “Flaminia” è salpato nella notte da Lampedusa con circa mille magrebini. Sull’isola ne restano solo 72. Proteste degli extracomunitari per l’aereo che ieri ha riportato in Tunisia una trentina di clandestini

.

dall’inviato di Repubblica FRANCESCO VIVIANO

.

fonte immagine

.

Tre scafisti, probabilmente tunisini, intercettati  nel canale di Sicilia, a un paio di miglia da Pantelleria, hanno costretto i profughi che avevano a bordo – una cinquantina – a buttarsi in acqua, per distogliere la Guardia costiera dall’inseguimento.

I naufraghi sono già stati recuperati dal mare, e la spietata manovra diversiva degli scafisti non ha comunque avuto successo: dopo un breve inseguimento l’imbarcazione è stata bloccata e i tre arrestati.

Lampedusa si svuota. Ha preso il largo da Lampedusa intorno alle 3 del mattino la nave “Flaminia” della Tirrenia con mille tunisini a bordo. Nell’isola restano solo 72 migranti che partiranno nei prossimi giorni. La “Flaminia” è salpata per Catania dove sbarcheranno 500 migranti, il resto ripartirà alla volta di Livorno. Catania potrebbe essere la prima città ad applicare la direttiva annunciata ieri sera dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla concessione dei permessi temporanei ai migranti.

VIDEO Il docufilm: “Migranti alla deriva”

Tensioni sull’isola. Sempre la notte scorsa, sull’isola alcuni tunisini hanno dato vita a disordini dopo il rimpatrio (leggi) di trenta loro connazionali. Si tratta del primo rimpatrio reso possibile dagli accordi del governo con la Tunisia. I tafferugli sono scoppiati nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola dove si è diffusa la notizia dell’aereo per Tunisi decollato dall’aeroporto dell’isola con a bordo immigrati che secondo la polizia risultavano avere precedenti penali e che pertanto sono stati ricondotti in patria. Nel timore di essere rimpatriati anche loro, i 74 tunisini che erano arrivati mercoledì assieme a quelli adesso espulsi, hanno protestato animatamente e solo a tarda notte le forze dell’ordine hanno riportato la calma.

.

08 aprile 2011

fonte:  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/04/08/news/naufragio_pantelleria-14666179/

___________________________________________________________________________

Migranti alla deriva: li racconta un docu-film

.

Un fotogramma del docufilm ‘Migranti alla deriva’

.

di Francesco Bianco

.

“Riflettere sull’incapacità di raccontare la complessità del fenomeno immigrazione da parte dei media”. Questa la finalità di “Goor”, il docu-film realizzato dal laboratorio multimediale della facoltà di Lettere e filosofia di Catania che sarà proiettato a Perugia il 13 aprile alla V edizione dell’International Journalism Festival
.
07 aprile 2011
.

L’ultima beffa del caso Parmalat: La prescrizione blocca i risarcimenti

Il crac – I termini scadono, la sentenza attesa per il 18 aprile servirà a pochi danneggiati

L’ultima beffa del caso Parmalat
La prescrizione blocca i risarcimenti

.

fonte immagine

.

Processo ai banchieri per aggiotaggio, a rischio 80 mila risparmiatori

.

Calisto Tanzi
Calisto Tanzi

MILANO – Dicembre del 2003: dopo un rocambolesco e ancora oscuro viaggio di Calisto Tanzi in Ecuador per la Parmalat non ci sono più speranze. Per il manager scattano le manette. Per la multinazionale si arriva allo spaventoso crac da 14 miliardi e si apre il paracadute della Marzano Bis, l’amministrazione straordinaria. Per oltre 120 mila obbligazionisti del re del latte Uht e delle carte false inizia una dolorosa Via Crucis. Aprile del 2011, il 18 per l’esattezza, tra pochissimi giorni: le banche potrebbero non pagare e per 80 mila di quei risparmiatori si potrebbe chiudere l’ultima finestra per sperare nei rimborsi.

La questione è complessa: il 18 è attesa la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio presso il Tribunale di Milano contro le banche Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank e Morgan Stanley e i cinque manager degli istituti esteri. Le date sono importanti: perché nel caso di aggiotaggio la prescrizione del reato per le persone fisiche scatta dopo sette anni e mezzo. Cioè tra poche settimane. Dunque c’è il rischio di una beffa per chi seguiva il processo speranzoso sulla strade della giustizia. La verità è che per i manager che – secondo l’accusa sostenuta dai magistrati Eugenio Fusco, Carlo Nocerino e Francesco Greco – sono coinvolti nelle vicende del crac, anche se si dovesse arrivare a una sentenza di colpevolezza di primo grado, seppure molto importante, sarebbe penalmente una vittoria di Pirro. Con l’appello, per Carlo Pagliani, Paolo Basso (Morgan Stanley), Marco Pracca, Tommaso Zibordi (Deutsche Bank) e Paolo Botta (di Citi) scatterebbe senz’altro la prescrizione del reato.

Il punto è che l’aggiotaggio è un reato puntuale: se c’è stato deve essere stato compiuto un giorno preciso. Sull’argomento c’è un’ampia manualistica. E inoltre con le nuove norme non sarebbe comunque possibile tentare di dimostrare che si tratterebbe di reiterazione del reato. Già la Chiaruttini nella sua famosa analisi all’inizio del primo processo aveva adombrato il rischio prescrizione. Non che i giudici non se ne siano resi conto: dallo scorso gennaio il processo ha subito un’accelerazione proprio per evitare il rischio di arrivare alla prescrizione addirittura prima della sentenza. Va detto onestamente che il processo principale, quello per le responsabilità del crac vero e proprio, è quello di Parma. Un avvocato di una delle banche considera l’appuntamento milanese una «scheggia». Anche perché la stessa persona sottolinea come la maggior parte dei risparmiatori che si sono costituiti parte civile nel processo (32 mila rappresentati dall’avvocato Carlo Federico Grosso e circa 8 mila rappresentati dalle associazioni dei consumatori) abbiano già sottoscritto degli accordi con le banche nel processo.

Ma sembra un punto di vista di parte. Perché da un punto di vista mediatico e di partecipazione emotiva, al processo sono in molti che attendono di vedere cosa succederà agli istituti di credito tra gli ex creditori di Tanzi. Basterebbe una passeggiata nella blogosfera. La posizione delle banche estere è comunque diversa perché in un’affollata aula del Tribunale meneghino, lo scorso gennaio, Fusco ha chiesto in base alla legge 231 – non aver predisposto delle strutture atte a evitare che i propri dipendenti si possano rendere responsabili di comportamenti contro il mercato – di procedere contro le banche confiscando parallelamente la cifra monstre di 120 milioni.

Contro la 231 non c’è prescrizione. Ma in ogni caso la Cassazione ha già chiarito che non è possibile costituirsi parte civile contro le società per le responsabilità amministrative. Dunque, in soldoni, da un’eventuale sentenza di colpevolezza delle banche come persone giuridiche non arriverà nulla ai risparmiatori. L’unica speranza era la sentenza contro le persone fisiche che avrebbe permesso ai risparmiatori di chiedere di fronte al giudice civile il risarcimento del danno subito. Ma gli unici che potrebbero trarne vantaggio a questo punto sono 1.200 parti civili che non hanno firmato per vari motivi gli accordi con le banche. Per loro, in caso di sentenza favorevole, potrebbe aprirsi qualche spiraglio. Per tutti gli altri, se ancora hanno le azioni che hanno ricevuto sulla base del concordato in cambio dei Tanzi-bond, non resta che sperare in una ripresa del titolo Parmalat in Borsa nella contesa in corso tra Italia e Francia.

.
Massimo Sideri
08 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/economia/11_aprile_08/parmalat-prescrizione_7eb7f8fe-619d-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml

L’INCHIESTA – La confidenza di Ruby Rubacuori: “Silvio pronto a pagare per far mentire i testi”

L’INCHIESTA

La confidenza di Ruby Rubacuori
“Silvio pronto a pagare per far mentire i testi”

.

di EMILIO RANDACIO

.

La confidenza di Ruby Rubacuori  "Silvio pronto a pagare per far mentire i testi" 

.

MILANO – Il canovaccio era già stato scritto. Da mesi. È la stessa Ruby-Karima, in una conversazione del 7 ottobre scorso, depositata per intero solo un mese fa, messa a disposizione dei legali del premier dalla procura milanese, a svelarlo. Parole premonitrici riguardo a come la difesa di Berlusconi ha reagito all’indagine milanese, a come si è incanalato il processo per concussione e prostituzione minorile a carico del Cavaliere, senza una parte lesa.

È al suo fidanzato Luca Risso che Ruby svela il percorso che le è stato indicato. Le date sono importanti, e bisogna tornare indietro di alcuni mesi. La notizia dell’inchiesta sulle feste del bunga bunga viene pubblicata il 26 ottobre. Da agosto, però, Silvio Berlusconi è già al corrente dell’attività dei pm sul “rilascio” dalla questura di Milano della giovane marocchina, assidua frequentatrice delle serate di Arcore. Il premier sa anche che la ragazza è stata interrogata dai pm. Alle 19 e 31 del 7 ottobre Ruby racconta che il premier “mi ha chiamato proprio tre minuti fa”. Berlusconi sa “che ho detto tante cose”. La ragazza giura di averlo tranquillizzato e di essere stata molto reticente con i pm. Di cose, “ne ho nascoste tantissime”.

L’entourage del presidente del Consiglio è perfettamente conscio che, prima o poi, lo scandalo finirà sui giornali. E così sembra non farsi cogliere impreparato. “Se ho fatto quello che ho fatto – così Ruby riporta le frasi che Berlusconi le ha riferito pochi istanti prima – volevo sapere se quello che hai detto era semplicemente per te, non per me, perché di situazioni così ne ho avute tantissime e ne sono uscito sempre intoccabile”. Secondo il resoconto di Ruby, il premier era preoccupato soprattutto per lei, “”È la stessa storia” mi fa, “del fatto di volerti mettere un altro nome, perché volevo che tu non venissi mai messa in cattiva luce o come una che si prostituisce per me, come può pensarla la gente”.

Berlusconi detta la linea che dovranno seguire insieme. La via di fuga è già tracciata: “Con l’aiuto di Giuliante (Luca, tesoriere del Pdl in Lombardia e primo legale di Ruby, ndr) e di altri avvocati che poi metterò io… “. Il meccanismo sembra essere già stato utilizzato. Secondo Ruby, il premier, lo scorso 7 ottobre scorso, al telefono le avrebbe aggiunto che “di gente che spara cazzate su di me ce ne stanno tante e di smentire e pagare persone per mentire cioè, c’ho la capacità di farlo, anche perché come mi chiami Gesù, Gesù può fare tutto”. Ruby sembra avere un’unica preoccupazione, che avrebbe manifestato al presidente: “L’importante è che tu mantieni la promessa. E lui mi fa: “io ogni promessa che ho fatto con te l’ho sempre mantenuta e hai avuto modo di vederle””. Quale? Si riferisce forse a quei 5 milioni di euro che la minorenne marocchina appunta sul suo diario? Nella trascrizione della telefonata, non c’è scritto. Ruby aggiunge solo che il presidente, subito dopo, le chiede “se è andata a prendere, mmm… le cose che ti ho lasciato da Spinelli (il contabile personale del Cavaliere, ndr)”.

Ruby al suo fidanzato riferisce di aver risposto al premier che “la situazione al momento è troppo critica, cioè, non so se sono controllata o meno, però Lele (Mora, ndr) si era incazzato ieri che ero andata a Milano, e la stessa cosa anche il Giuliante che mi ha chiamato e m’ha detto di evitare di andare a Milano”. Anche di fronte a questa difficoltà, al pericolo di essere controllata dagli investigatori della procura di Milano, Ruby viene rasserenata dal Cavaliere. E continua così nel suo “resoconto” al telefono: “Mi fa: “guarda, se riesci a stringere i denti fino al primo di novembre sarà la miglior cosa…. piuttosto che andarti a chiudere di nuovo e avere mille difficoltà e altri interrogatori da cui non puoi uscire”. Io gli ho detto: vabbeh, farò così”.

.

08 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/04/08/news/la_confidenza_di_ruby_rubacuori_silvio_pronto_a_pagare_per_far_mentire_i_testi-14651597/