Archivio | aprile 10, 2011

Dagli archivi FBi spuntano gli Ufo “Tre precipitarono negli Usa nel 1950” / VIDEO: Roswell UFO Incident Confirmed By FBI Documents

Roswell UFO Incident Confirmed By FBI Documents

Da: | Creato il: 09/apr/2011

Roswell UFO Incident Confirmed By FBI Documents
Source:
http://www.youtube.com/user/IwantToBelieve76
Document Source;
http://vault.fbi.gov/hottel_guy/Guy%20Hottel%20Part%201%20of%201/view

Dagli archivi FBi spuntano gli Ufo
“Tre precipitarono negli Usa nel 1950”

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Tra i documenti non più segreti pubblicati su un sito del Bureau, il racconto dell’agente Guy Hottel: negli oggetti volanti non identificati c’erano nove corpi dalle fattezze umanoidi, vestiti “come i piloti dei jet”

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di LUIGI BIGNAMI

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Questa volta il documento sugli Ufo viene niente meno che dall’FBI. Secondo l’agente Guy Hottel, il 22 marzo del 1950 tre oggetti volanti non identificati precipitarono nel New Mexico e furono “catturati” dal servizio investigativo americano. All’interno dei velivoli c’erano nove corpi dalle fattezze umanoidi alti circa 90-100 centimetri. Gli oggetti non identificati avevano un diametro di circa 16 m ed erano leggermente rialzati al centro. Insomma Ufo nel senso più classico del termine. “Gli occupanti erano vestiti come i piloti dei jet”, racconta Hottel nel suo documento. E’ possibile, conclude l’agente dell’FBI, che gli oggetti volanti siano precipitati causa delle interferenze dei numerosi radar presenti nell’area.

Questa testimonianza è in una serie di altri atti resi pubblici dall’FBI negli ultimi giorni in un suo sito Internet dove vengono divulgati documenti non più segreti richiesti dai cittadini statunitensi. Il sito Vault 1 presenta testi che riguardano vari aspetti delle investigazioni dell’FBI, dai diritti civili ai ganster, dalle testimonianze di ricerche su organizzazioni criminali fino a quelli che vengono definiti “fenomeni inspiegati”. I documenti vengono lasciati sul sito fin quando vi è una certa richiesta da parte del pubblico, dopo di che vengono cancellati.

Attualmente tra i documenti c’è, tra gli altri, il caso Hottel. Interessante però è anche il documento che riguarda il caso ufologico noto come “incidente di Roswell”. Si verificò nel luglio del 1947, quando qualcosa di strano per quell’epoca precipitò in prossimità della cittadina di Roswell, nel New Messico. I racconti passati di mano in mano segnalano che dapprima un comunicato stampa pubblicato dalla base aerea che si trovava in prossimità di quella località parlava proprio di un “disco volante”, ma poi le dichiarazioni ufficiali statunitensi spiegarono che si trattava di un semplice pallone sonda e a tal proposito vennero mostrate alcune immagini.

Il caso però ha continuato ad alimentare sospetti e ancora oggi viene avanzata l’ipotesi che a cadere nel deserto non fu un pallone sonda, ma qualcosa di sconosciuto. Ebbene il sito dell’FBI il caso sembra offrire una soluzione: si parla di un oggetto che aveva la forma di un disco esagonale che doveva essere sospeso per mezzo di un cavo a un pallone, il quale aveva un diametro di circa sei metri e mezzo, e si dice anche tuttavia, che secondo comunicazioni telefoniche tra due basi aeree l’ipotesi del pallone sonda fosse poco credibile. In ogni caso il pallone e il disco vennero portati alla base aerea e lì trattenuti senza ulteriori analisi.

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10 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/10/news/ufo_fbi-14752769/?rss

Siria: quattro manifestanti uccisi / VIDEO: [SYRIA] Tear Gas Used on Protesters in Daraa

[SYRIA] Tear Gas Used on Protesters in Daraa

Da: | Creato il: 09/apr/2011

While al-Assad has permitted existence of radio stations playing Western pop music, websites such as Wikipedia, Youtube, Facebook and Amazon had been blocked until recently, when, starting on January 1, all citizens have been able to sign up for high speed internet, and those sites were allowed. However, a 2007 law requires Internet cafes to record all the comments users post on chat forums.

The 2011 Syrian protests are a series of major protests taking place in Syria, which began on 26 January 2011 and are influenced by other concurrent protests in the region. The protests have been described as “unprecedented”.

Dozens of protesters have been killed by Syrian security services in the largest protests to take place in the country for decades. The United Nations Secretary-General Ban Ki-moon has condemned the use of deadly force against protesters as “unacceptable”.

Syria has been governed under an Emergency Law since 1962, resulting in the effective suspension of most constitutional protections for citizens. Hafez al-Assad was in power for 30 years and his son Bashar al-Assad has now been in power for the past 10 years.

Bashar al Assad: «Il paese va avanti sulla strada delle riforme»

In Siria quattro manifestanti uccisi

Le forze di polizia hanno aperto il fuoco a Banias. Tra la folla ci sarebbero anche decine di feriti

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BEIRUT – Secondo un testimone, le forze di polizia siriana hanno ucciso quattro manifestanti nella città portuale di Banias. Tra la folla ci sarebbero anche decine di feriti. Secondo il testimone i nomi dei morti sono stati letti al pubblico attraverso un altoparlante di una moschea. L’uomo, rimasto anonimo per paura di rappresaglie, racconta che la maggior parte degli attacchi delle forze di sicurezza è avvenuta nel quartiere di Ras al-Nabeh nel pomeriggio. Domenica mattina carri armati e soldati hanno circondato la città per impedire alla gente di entrare. Le proteste sono scoppiate in Siria più di tre settimane fa. Fino a ora sono state uccise più di 170 persone.

ASSAD: «IL PAESE VA AVANTI SULLA STRADA DELLE RIFORME» Il presidente siriano Bashar al Assad, il cui regime è oggetto di contestazioni da metà marzo, ha dichiarato oggi che «la Siria va avanti sulla strada delle riforme». Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Sana. «La Siria va avanti sulla via delle riforme generalizzate e spera di trarre idee dalle esperienze dei Paesi europei», ha dichiarato Assad durante un incontro a Damasco con il ministro degli Esteri bulgaro Nikolai Mladenov. Si tratta della prima dichiarazione pubblica del capo di stato siriano dopo il discorso in Parlamento del 30 marzo

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10 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_10/siria-manifestanti-uccisi_b76b42fc-639e-11e0-9ce6-e69a9a96cab4.shtml

Cina, bilancia commerciale in rosso. E’ la prima volta negli ultimi 7 anni

Cina, bilancia commerciale in rosso
E’ la prima volta negli ultimi 7 anni

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Tra gennaio e marzo il disavanzo è stato di 1,02 miliardi di dollari. E’ il primo segnale di un riequilibrio della politica monetaria cinese. Gli Stati partner commerciali chiedono da tempo un apprezzamento dello yuan, il cui scarso valore costituirebbe un aiuto artificiale e sleale alle esportazioni di Pechino

Cina, bilancia commerciale in rosso E' la prima volta negli ultimi 7 anni

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PECHINO – La fiammata dei prezzi delle materie prime (petrolio, rame, ferro ma anche soia), considerata un vero e proprio rischio per la ripresa economica, pesa anche sulla bilancia commerciale cinese che, nel primo trimestre del 2011, ha registrato il primo deficit degli ultimi sette anni. Tra gennaio e marzo il rosso accumulato negli scambi tra la Cina e il resto del mondo è stato di 1,02 miliardi di dollari. Le esportazioni sono cresciute del 26,5% su base annua ma per le importazioni l’aumento è stato ancora maggiore e pari al 32,6% rispetto al primo trimestre 2010.

L’Amministrazione centrale delle dogane ha spiegato il disavanzo proprio con il forte incremento dell’import: “il valore delle importazioni nel primo trimestre – ha sottolineato in un comunicato – ha raggiunto per la prima volta il valore record di 400 miliardi di dollari”.

L’andamento della bilancia commerciale cinese rappresenta un indicatore estremamente sensibile a livello internazionale. Molti dei partner commerciali del Paese, a partire dagli Stati Uniti, sono infatti in pressing per un apprezzamento dello yuan, il cui scarso valore costituirebbe, a loro giudizio, un aiuto artificiale e sleale alle esportazioni di prodotti cinesi.

Di fronte alle richieste americane, il premier Wen Jiabao ha annunciato più volte che la revisione della politica monetaria di Pechino dovrà essere graduale per mantenere la stabilità sociale all’interno della Cina, viste anche le spinte inflazionistiche degli ultimi mesi che potrebbero causare disordini.

Secondo gli analisti, il deficit del primo trimestre è il segno di un primo riequilibrio, dovuto agli sforzi messi in pratica dal governo cinese che stanno dando i loro frutti più velocemente del previsto.

In base alle le previsioni di Mizuho Securities Asia, a fine 2011 la bilancia commerciale cinese registrerà un avanzo inferiore ai 150 miliardi di dollari, contro i 183 miliardi dello scorso anno e i 196 miliardi del 2009. La diminuzione sarà dovuta all’inevitabile aumento dei prezzi dei prodotti cinesi dovuto all’incremento del costo del lavoro nel Paese, alla crescita delle importazioni legate allo sviluppo della domanda interna e al rincaro delle materie prime.

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10 aprile 2011

fonte: http://www.repubblica.it/economia/2011/04/10/news/cina_bilancia_commerciale_in_rosso_e_la_prima_volta_negli_ultimi_7_anni-14761353/?rss

Migranti, l’Ue all’Italia: decreto non apre libera circolazione nell’area Schengen

Migranti, l’Ue all’Italia: decreto non apre libera circolazione nell’area Schengen

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Frattini: Ue rispetti le nostre leggi. Fini: il governo improvvisa
Calderoli: via da Libano per difenderci. Cesa: sconcertante

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ROMA – A Lampedusa erano poco più di 750, in mattinata, i migranti presenti, dopo i due barconi arrivati nella notte con a bordo 108 e 35 persone. 510 migranti, tutti tunisini, si trovano nel centro di accoglienza dell’isola e a partire da domani, come ha annunciato ieri il premier Silvio Berlusconi, saranno rimpatriati con due voli al giorno. Altri 243 sono invece ospitati nella base Loran: si tratta di profughi sub-sahariani provenienti dalla Libia che saranno trasferiti nei centri per i rifugiati sulla terra ferma. In tarda mattinata, inoltre, è giunto un gommone con 7 persone a bordo. Ai migranti giunti a Lampedusa si sono agigunti anche quelli trasferiti con due voli da Pantelelria che porta le presenze totali a circa 1.000.

Bruxelles: immigrazione problema comune. Dopo i duri attacchi di ieri sferrati alla Ue da Berlusconi, Bruxelles ribadisce che l’immigrazione è un problema comune europeo, anche se non vuole commentare le ultime dichiarazioni del premier. «Non commentiamo le parole del premier italiano – ha detto un portavoce della Commissione europea Cezary Lewanowicz – ma ribadiamo fortemente che i flussi migratori provenienti dal Nordafrica sono comune responsabilità dell’Europa, non solo dei Paesi del Mediterraneo, ma di tutti quanti. Per questo serve che l’Europa parli con una sola voce sulla questione».

«Se l’Europa non è concreta, meglio che si divida – aveva detto ieri Berlusconi «In un momento difficile, in cui tutti i governi soffrono di impopolarità con una caduta di gradimento, capisco che ci sia un atteggiamento da tenere nei confronti del proprio elettorato, ma si deve fare i conti con la realtà e con il fatto che l’Europa o è qualcosa di vero e di concreto, oppure non è. E allora meglio ritornare a dividerci e ciascuno a inseguire le proprie paure e i propri egoismi. Credo che la cancelliera non potrà che convenire su una politica di compartecipazione rispetto a un fenomeno di tsunami umanitario».

Frattini alla Ue: serve un’azione comune, l’Europa rispetti le nostre leggi. «Sulla questione immigrazione diciamo all’Europa che non bastano contributi economici. Occorre un’azione politica – ha detto oggi il ministro degli Esteri, Franco Frattini – Noi giochiamo una carta di un’Italia non isolata in Europa che ha cercato di raccogliere consensi su una solidarietà europea che tutti i Paesi dell’area mediterranea condividono. Siamo anche convinti che ogni Paese, in particolare l’Italia, interpreta e applica le sue leggi conformemente all’Europa, ma nessuno può interpretare le nostre leggi in nome o sulla base di principi diversi. Abbiamo stabilito, ad esempio, quali sono i requisiti sulla cui base riconosciamo lo status di permesso temporaneo. Sono requisiti stabiliti dalla legge italiana e a questi requisiti ci atteniamo».

Il decreto di Berlusconi non fa scattare «automaticamente» la libera circolazione nell’area Schengen. Lo ha scritto la Commissaria europea Cecilia Malmstrom, in una lettera preparata venerdì scorso ed inviata al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nella lettera, di cui l’Ansa è venuta in possesso, si sottolinea anche che, «al momento», «non sussistono le condizioni» per attivare la direttiva 55 del 2001 sulla “protezione temporanea”.

Da Ue nulla di nuovo.
Non c’è «nulla di nuovo» nella lettera inviata dal commissario europeo agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Lo rilevano all’Ansa fonti del Viminale. Il fatto che il permesso temporaneo di soggiorno concesso dall’Italia non faccia scattare automaticamente la libera circolazione nell’area Schengen, spiegano al Viminale, «è cosa nota, perchè devono anche essere rispettate una serie di condizioni previste dal Trattato che per noi, in questo caso, sono rispettate». Quanto al fatto che non ci sono le condizioni per attuare la direttiva 55 del 2001 sulla protezione temporanea, al Ministero fanno notare che lo stesso Maroni giovedì scorso in Parlamento aveva riconosciuto che diversi Paesi erano contrari.

Calderoli: difendiamo i nostri confini con soldati nel Libano. Per affrontare il problema immigrazione «occorrono mezzi e risorse e proprio per reperirli proporrò, al prossimo Consiglio dei Ministri, il ritiro delle nostre truppe dal Libano». Lo afferma il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. «Siamo lì dal 2006, siamo inspiegabilmente il contingente più numeroso e ancora oggi non capisco che cosa siamo a fare. A casa e subito dal Libano: pensiamo a difendere i nostri confini prima che sia troppo tardi».

La Russa: in Libano mille soldati come previsto.
«Calderoli ha esplicitato, anche se ha estremizzato, una tesi che io ho già detto in Cdm». Lo dice il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «È prevista una progressiva diminuzione delle nostre truppe in Kosovo e in Libano – rimarca La Russa – dove manteniamo il maggior numero di soldati rispetto agli spagnoli, che hanno il comando. È corretto immaginare di portare i nostri uomini intorno alle 1.000 unità».

Cesa: Calderoli sconcertante. «Le parole di Calderoli sul Libano sono sconcertanti. Ormai, anche la politica estera italiana è ridotta ad un teatrino di dilettanti allo sbaraglio. Chiediamo al Governo almeno un briciolo di serietà: così non si può andare avanti». Lo dichiara Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc.

Fli: Italia resti in Libano.
Futuro e Libertà respinge al mittente la proposta del ministro leghista Roberto Calderoli. «È impensabile pensare di lasciare il Libano. Calderoli tolga risorse dal federalismo o da dove gli pare – afferma Gianfranco Paglia, deputato finiano e medaglia d’oro al valor militare in Somalia, dove ha perso l’uso delle gambe – e la smetta con questa propaganda senza senso. La Lega si preoccupi piuttosto di reperire risorse per i nostri soldati, in modo che non subiscano tagli».

Berlusconi: da lunedì rimpatri in Tunisia.
«Da lunedì cominceranno due voli regolari al giorno per il rientro in Tunisia – aveva detto il premier – È sul fattore psicologico che noi contiamo soprattutto per fermare gli arrivi dal Nord Africa. Immagino che quando in Tunisia si sarà venuti a conoscenza dei rimpatri da Lampedusa, tutti coloro che hanno intenzione di venire qui si domanderanno se ne valga la pena. Credo non ne valga la pena».

Fini: il governo improvvisa, Italia poco credibile.
«Facciamo in modo che l’Italia sia più rispettata e rispettabile in Europa, ad esempio dicendo basta alle improvvisazioni – ha detto il leader di Fli – C’è una ragione se presso gli altri Paesi europei siamo poco credibili». Tra le «improvvisazioni» del governo, Fini ha citato la gestione dei flussi migratori. «Avevo detto – ha aggiunto – che i permessi di soggiorno temporaneo non sarebbero stati validi in Europa, cosa che è sistematicamente avvenuta. E oggi sono tutti lì a dire che l’Ue non si può disinteressare dell’emergenza immigrazione. Ma come può essere credibile un governo in cui, per volere della Lega, trasparivano scetticismo e diffidenza verso l’Europa e che non ha mai nominato il ministro per le Politiche europee perché quella poltrona era promessa a troppi?».

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Domenica 10 Aprile 2011 – 13:01    Ultimo aggiornamento: 20:12
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LA DECISIONE – La Lega Araba chiederà all’Onu una no fly zone su Gaza

La Lega Araba chiederà all’Onu una no fly zone su Gaza

Lo hanno reso noto fonti dell’organismo panarabo. Intanto l’Onu media tregua tra Israele e Hamas

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Soldati israeliani (Ansa)
Soldati israeliani (Ansa)

MILANO – La Lega Araba chiederà alle Nazioni Unite di imporre un no fly zone su Gaza per gli aerei israeliani. Lo hanno reso noto fonti dell’organismo panarabo al termine di una riunione dedicata alla crisi nella Striscia di Gaza. La Lega Araba chiederà alle Nazioni Unite una zona di esclusione aerea per Gaza, sul modello di quella da poco votata per la Libia. La “no-fly zone” servirà per impedire all’aviazione israeliana di bombardare l’area, ha dichiarato Amr Moussa, segretario generale della Lega Araba. «Abbiamo incaricato il gruppo arabo all’Onu di chiedere una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per chiedere che una zona di esclusione aerea sia imposta all’aviazione israeliana su Gaza» ha dichiarato Moussa a margine di una riunione della Lega, al Cairo, in Egitto.

BILANCIO DELLE ULTIME VITTIMEIn tutto, 18 palestinesi sono stati uccisi e quasi 70 feriti, secondo fonti mediche, dall’inizio di una nuova fase di violenza con gli israeliani, a partire da giovedì, quando un missile anti-carro lanciato da Hamas ha colpito un autobus, ferendo gravemente un adolescente in Israele. Si tratta del numero di vittime maggiore dalla fine dell’offensiva israeliana «Piombo fuso» contro la Striscia di Gaza, avvenuta tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, quando morirono 1.400 palestinesi e 13 israeliani.

ONU MEDIA TREGUA CON HAMAS – Il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Robert Serry, ha mediato una tregua tra Israele e le fazioni a Gaza. A confermarlo è stato un funzionario di Hamas: «A seguito della mediazione del coordinatore Onu per il Medio Oriente, che ha avuto contatti con Israele, Hamas e le fazioni a Gaza, si è concordato un cessate il fuoco con Israele», ha dichiarato alla Dpa Salah al-Bardawil, figura di spicco di Hamas. (Fonte Ansa)

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10 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_10/lega-araba-no-fly-zone-gaza_87a5c7cc-6376-11e0-9ce6-e69a9a96cab4.shtml

PERUGIA – Saviano apre Festival del Giornalismo. L’intervento in diretta su Repubblica.it

PERUGIA

Saviano apre Festival del Giornalismo
L’intervento in diretta su Repubblica.it

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Il 12 aprile al Teatro Pavone (ore 21) lo scrittore inaugura la rassegna con un nuovo monologo sulla “macchina del fango”. L’intervento sarà trasmesso in diretta video dal nostro sito

Saviano apre Festival del Giornalismo L'intervento in diretta su Repubblica.it Roberto Saviano

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ROMA – Martedi prossimo, 12 aprile, lo scrittore Roberto Saviano inaugurerà con un suo intervento la quinta edizione del Festival del Giornalismo 1, in programma dal 13 al 17 aprile a Perugia, con una serie di appuntamenti a ingresso libero fino a esaurimento posti. L’autore di Gomorra sarà al Teatro Pavone, ore 21, per un nuovo affondo su quella che egli stesso ha battezzato “la macchina del fango”. Il suo intervento si intitola infatti “Ti opponi? Sarai delegittimato. Come riconoscere e fermare la macchina del fango” e sarà possibile seguirlo in diretta video su Repubblica.it.

Lo scorso autunno, la “macchina del fango 2” è stato uno dei monologhi più duri tra quanti proposti dallo scrittore a Vieni via con me, il programma ideato e condotto assieme a Fabio Fazio su Raitre, campione di ascolti 3 nella storia della rete e di cui gli stessi protagonisti hanno annunciato un seguito. In modo più che naturale, il monologo sulla “macchina del fango ” è quindi finito nel libro assemblato da Roberto dopo il grande successo televisivo, intitolato proprio Vieni via con me, edito da Feltrinelli 4, che in questi giorni porta Saviano a muoversi attraverso le tappe di un tour di presentazione.

Un calendario fitto di impegni, in cui Saviano ha inserito l’onore e l’onere di aprire il Festival del Giornalismo perugino. In cui, ancora una volta, lo scrittore ripropone la sua analisi di un sistema, la “macchina del fango”, su come riconoscerla e come fermarla. “La diffamazione – spiega Saviano – è stata sempre al centro della mia ricerca perché sono nato in una terra in cui chiunque decida di ostacolare il potere criminale viene diffamato”.
“Il meccanismo è evidente – prosegue lo scrittore -, si gioca a buttare fango su chiunque si opponga a certi poteri, ma nel momento in cui il giocattolo della macchina del fango si rompe, nel momento in cui certi meccanismi diventano palesi, sta al cittadino capire come funzionano le cose e modificarne il corso”.

“Spesso mi si chiede come sia possibile che delle parole possano mettere in crisi organizzazioni criminali potenti. In verità ciò che spaventa è che tutti possano d’improvviso avere la possibilità di capire come vanno le cose. Avere gli strumenti che svelino quel che sta dietro”.

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10 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/10/news/perugia_saviano_apre_festival_del_giornalismo-14760185/?rss

Marcegaglia:«Noi imprenditori ci sentiamo soli» / Lavoro, quasi 4 milioni di precari

Marcegaglia:«Noi imprenditori ci sentiamo soli»

Il presidente di Confindustria presenta l’assise generale:
«L’Italia di oggi è un paese diviso»

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Emma Marcegaglia
Emma Marcegaglia

MILANO – «Mai come in questo momento gli imprenditori si sentono soli. In un Paese che stenta sempre di più a crescere mentre l’Europa si divide sempre di più sul rigore, fra pochi Paesi forti e molti a rischio». Sono le parole con cui Emma Marcegaglia ha aperto il suo video messaggio che presenta l’assise generale in programma a Bergamo il 7 maggio della Confindustria, pubblicato sul sito dell’associazione.

L’ASSISE – «L’assise – dice il presidente – chiama ogni singolo imprenditore e ogni associazione della nostra confederazione a dire la sua e esprimersi direttamente su quelle che considera le vere priorità da porre al centro dell’agenda nazionale e della nostra stessa Confindustria. È un grande momento di mobilitazione, è un’iniziativa che si terrà con modalità organizzative studiate apposta per consentire a tutti voi di esprimervi con grande chiarezza e libertà su tutti maggiori impegni, i temi dell’impresa, delle relazioni industriali, della produttività della scuola del , welfare, delle infrastrutture, del fisco, del mezzogiorno, di ricerca e innovazione».

«PAESE DIVISO» – «L’Italia di oggi è un Paese diviso- ha proseguito- e dal mondo delle imprese deve venire un esempio per tutti. Dobbiamo far capire che si può convergere su poche scelte, condivise». E ha concluso «Il caldo invito che vi rivolgo è che partecipiate tutti. È una grande occasione per decidere l’Italia che vogliamo. Uniamo esperienze, passioni, voci e intelligenze. Non è il momento di scaricare sugli altri le colpe».

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Redazione Online
10 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_aprile_10/marcegaglia-imprenditori-sentono-solitudine_f0068b32-638d-11e0-9ce6-e69a9a96cab4.shtml

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Cgia: “Boom della loro presenza nel nord-Ovest”

Lavoro, quasi 4 milioni di precari

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fonte immagine

A seguito della crisi Trentino ed Emilia epicentro del precariato. Ma in valori assoluti il Meridione è al top

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La manifestazione dei precari a Napoli (Gennaro)
La manifestazione dei precari a Napoli (Gennaro)

MILANO – Che siano un esercito senza rappresentanza (e per questo scendono in piazza) era assodato. Che loro fila s’ingrossino sempre più nelle aree più produttive del Paese è in parte una sorpresa. Che in valori assoluti il Meridione recita il ruolo incontrastato come contenitore dei lavoratori senza tutele è invece un dato conclamato. Ma che ormai sfiorino in 4 milioni e i numeri siano impietosi soprattutto in Trentino Alto Adige (+20,7% di precari dal 2008, nonostante la sua forte autonomia) ed Emilia Romagna (+20,3%, dove per anni il sistema delle cooperative ha cercato di frenare il fenomeno fino allo smottamento di questo ultimo triennio) conferma che il lavoro in Italia è il problema numero uno.

L’ANALISI Chi lavora nel turismo (ristorazione e alberghi), chi nei servizi pubblici e sociali: ecco l’identikit-principe del precario di oggi. Va da sé che anche altre categorie professionali non siano esenti da fenomeni di mancanza di tutele e di “progettualità contrattuale”. Ma – riporta uno studio della Cgia di Mestre (l’associazione artigiani piccole imprese) – nella ristorazione è precario oltre un lavoratore su tre (il 35,5%, anche se il dato va depurato della forte stagionalità di questo particolare comparto), come nei servizi sociali e alla persona (il 33,4% e qui il preoccupante stato dei conti pubblici influisce pesantemente), mentre nell’agricoltura sono “precari” 28 lavoratori su 100.

FORMAZIONE E RETRIBUZIONE Dice Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia, che il motivo di principale criticità è il basso livello di studio: «sono coloro che rischiano maggiormente di essere espulsi dal mercato del lavoro (oltre il 38% dei precari ha solo la licenza media, ndr.) perché nella stragrande maggioranza dei casi svolgono mansioni pesanti dal punto di vista fisico». Quelli che gli economisti definirebbero “labour intensive”, non mestieri ad alto valore aggiunto, quindi più a rischio, data la concorrenza a livello globale e i fenomeni migratori che essa comporta. Ma precario è anche sinonimo di bassa retribuzione: tra gli under 35 è mediamente pari a 1.068 euro, inferiore di circa il 25% rispetto alla retribuzione di chi ha un contratto stabile e a tempo indeterminato.

QUESTIONE MERIDIONALE Da Salvemini in poi in tanti si sono interrogati sul ritardo economico e produttivo delle regioni del centro-Sud. Logico che ciò si traduca anche in “tensione occupazionale” e il precariato diventa la norma, non l’eccezione. Sono oltre 2,3 milioni i lavoratori senza stabilità e tutele (il 56% del dato nazionale) tra Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Ma qui un dato sembra andare contro-corrente: scrive la Cgia di Mestre che i precari sono diminuiti in queste regioni in media del 4% dal 2008. Un paradossale virtuosismo? Non proprio, spiega un report di Confartigianato, perché «il tasso di inattività nelle regioni meridionali – nella fascia di popolazione compresa tra i 25 e i 54 anni – è schizzato quasi al 20%». In altri termini un adulto su cinque nel Mezzogiorno è senza alcun lavoro, con punte del 43,3% in Campania, del 40,7% in Calabria e del 38,7% in Sicilia. Come dire: i precari sono sì diminuiti, ma perché ora sono disoccupati.

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Fabio Savelli
09 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/economia/11_aprile_09/esercito-precari-quattro-milioni-savelli_731a2d10-62b4-11e0-9ac7-6bfe8e040bf1.shtml