Archivio | aprile 12, 2011

Il Pdl contro i libri di testo “comunisti”. Proposta una commissione d’inchiesta. G.C.: “Gettano fango su Berlusconi”

Il Pdl contro i libri di testo “comunisti”
Proposta una commissione d’inchiesta

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La ‘commissione d’inchiesta’ del Pdl al lavoro – fonte immagine

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Prima firmataria Gabriella Carlucci: “Gettano fango su Berlusconi”. Il Pd: “Parlano di libertà e non sopportano la libertà e l’autonomia d’insegnamento sancita dalla Costituzione”. L’Unione degli studenti: “Censura di stampo fascista”

Il Pdl contro i libri di testo "comunisti" Proposta una commissione d'inchiesta Gabriella Carlucci

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ROMA – Il Pdl critica i testi scolastici, specie quelli di storia, colpevoli di “gettare fango su Berlusconi” e chiede quindi una commissione d’inchiesta. Sono 19 i deputati del Pdl, guidati da Gabriella Carlucci, secondo cui nei libri vi sarebbero frasi da vero e proprio “indottrinamento” per “plagiare” le giovani generazioni a fini elettorali”. A loro giudizio i testi danno una visione della storia, specie quella attuale, asservita al centrosinistra.
Perciò di fronte a questa situazione definita “vergognosa” i parlamentari Pdl ritengono che il parlamento “non può far finta di nulla e per questo chiedono l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta “sull’imparzialità dei libri di testo scolastici”. Il progetto di legge è stato già depositato alla Camera il 18 febbraio scorso.

“Ormai i rappresentanti del Pdl vedono i comunisti dappertutto. E’ il caso di dire che, pur essendo del Partito della libertà, non sopportano la libertà e l’autonomia, e per questo vedono letteralmente rosso”. Lo dice la senatrice del Pd, Vittoria Franco, commentando la proposta di legge, depositata alla camera dall’onorevole carlucci sull’istituzione di una commissione d’inchiesta sui libri scolastici ritenuti “partigiani”.

Forse, aggiunge Franco, “l’onorevole Gabriella Carlucci non sa che esiste il principio, sancito dalla Costituzione, della libertà di insegnamento nella quale rientra anche l’autonomia nella scelta dei libri di testo. Di analoga libertà, fino a prova contraria, godono gli editori nel pubblicare i volumi. E’ chiaro che questo ennesimo tentativo liberticida della commissione d’inchiesta rientra nei ripetuti attacchi alla scuola pubblica sferrati da Berlusconi e dalla Gelmini con dichiarazioni anche recenti”.

Il Pdl, conclude la senatrice, “vorrebbe una scuola pubblica di regime, completamente asservita al potere del governo, in cui si lavori contro la capacità critica delle nuove generazioni. Sulla commissione d’inchiesta ci sarebbe da sorridere se la situazione della scuola italiana non fosse così grave proprio a causa delle politiche di tagli di questo governo”.

Durissimo il commento dell’Unione degli Studenti: “Apprendiamo sconcertati la notizia secondo cui l’On. Gabriella Carlucci, seguita da 18 deputati, voglia istituire una Commissione parlamentare di inchiesta “sull’imparzialità dei libri di testo scolastici” giustificando questo con il fatto che la descrizione della storia politica recente del nostro paese sia sbilanciata sui valori della Costituzione e della Resistenza. L’On. Carlucci fa intendere così che l’educazione a questi valori sia un male, nonostante siano sanciti in una carta che dovrebbe unire tutto il Paese: la carta costituzionale”.

“La giustificazione di tale proposta continua con una sequela di fatti storici accertati definiti come ‘attacchi al premier’ e ‘difesa dell’opposizione di governo’, rimaniamo sinceramente sbigottiti da come si possa costruire un’allarme e un livello di fantasticazione tale per distogliere l’attenzione dei problemi reali della scuola. Non comprendiamo come possano essere messi sotto attacco, senza alcuna competenza nel settore, degli intellettuali e studiosi come quelli citati dalla Carlucci nello stesso modo con cui sono stati additati gli insegnanti delle scuole pubbliche”, proseguono gli studenti.

“La chiara allusione di una proposta del genere ad una censura de facto che ricalca lo stile delle dittature fasciste viene liquidato dicendo che questi libri non saranno messi al rogo, ma verranno segnalati agli autori i quali se non li correggeranno subiranno il ritiro dei testi dal mercato. Queste sono evidentemente le dichiarazioni più gravi e ricordiamo all’On. Carlucci e al suo governo che la Costituzione Italiana che loro tanto attaccano, sancisce la libertà di insegnamento e la libertà di pensiero, e le loro proposte sono fuori da ogni quadro democratico e costituzionale”, conclude l’Unione degli studenti.

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12 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/scuola/2011/04/12/news/il_pdl_contro_i_libri_di_testo_comunisti_proposta_una_commissione_d_inchiesta-14850620/?rss

Processo breve, via alla battaglia. Il Pd legge la Costituzione in Aula

Processo breve, via alla battaglia
Il Pd legge la Costituzione in Aula

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Il sottosegretario Gianni Letta preoccupato: “Giornate incerte, affanose e amare”. Allarme nel Pdl per possibili assenze strategiche: deputati precettati. Il voto finale previsto nella serata di domani

Processo breve, via alla battaglia Il Pd legge la Costituzione in Aula

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ROMA – È iniziato in aula alla Camera l’esame del ddl sul processo breve 1 con la norma che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati che cancellerebbe il processo Mills in cui è imputato Silvio Berlusconi. Dopo la bocciatura della richiesta di rinvio in commissione avanzata dal Pd, Umberto Bossi sfoggia ottimismo: “Non ci saranno sorprese”. Ma l’opposizione non si arrende. I parlamentari del Democratici hanno messo in scena una singolare forma di ostruzionismo, leggendo in Aula gli articoli della Costituzione. “Noi siamo e vogliamo essere il partito della Costituzione. Mi pare che oggi, qui in Parlamento, venga una ferita molto seria all’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Abbiamo voluto sottolinearlo”, spiega il segretario Pier Luigi Bersani.

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LA DIRETTA TV 3

LA SCHEDA: IL PROCESSO BREVE
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VIDEOSCHEDA: IL PROCESSO MILLS 5

La delicatezza della fase è tutta nei numeri. L’Aula ha approvato l’articolo 2 del ddl ma la maggioranza non è mai andata oltre i 310 voti: decisiva la presenza dei 13 ministri. E’ per questo che domani, come avvenuto la settimana scorsa, il Consiglio dei ministri sarà “contingentato”: è stato infatti convocato a un orario insolito, le 14, così da svolgersi durante la pausa dei lavori parlamentari.

Il calendario.
La Camera andrà avanti in seduta notturna dalle 21.30. Domani mattina i lavori riprenderanno alle 9.30 e si interromperanno alle 13.30. Alle 15 in aula è previsto il question time con i ministri, poi dalle 16 riprende l’esame del provvedimento fino alle dichiarazioni di voto e al voto finale, intorno alle 20.

L’ansia di Letta.
Le ansie nella maggioranza alle prese con la strenua difesa di una delle leggi salva-premier si avvertono nelle parole con cui Gianni Letta ha deciso (una delle rare volte) di commentare il passaggio parlamentare: “Quella che si prospetta sarà una settimana incandescente e oggi è una giornata difficile. “Alle nostre solite responsabilità – aggiunge il sottosegretario – in questi giorni aggravate dalla guerra in Libia e dalla questione degli immigrati, si aggiungono queste giornate incerte, affannose e amare”.

Il riferimento al dibattito è esplicito. Così come la preoccupazione nello stato maggiore del Pdl 6su possibili assenze strategiche di deputati da qui a domani sera, quando Montecitorio dovrebbe dare il via libera al provvedimento. E il gruppo parlamentare in vista del voto. Mario Mantovani, che insieme a Daniela Santanché ha organizzato le truppe azzurre davanti al Tribunale di Milano 7, ammette che “la situazione è difficile ma mercoledì andrà tutto bene. Anzi, molti dei nostri sono già partiti alla volta di Roma per essere presenti fin dal primo momento in Aula. Siamo convinti di arrivare fino in fondo nei tempi previsti”.

Alfano difende il ddl
. Per il ministro della Giustizia Angelino Alfano l’ostruzionismo delle opposizioni non ha fondamento nel merito del provvedimento. La “prescrizione breve”, dice il Guardasigilli, contestata dall’opposizione nel dibattito parlamentare sul processo breve “incide in termini molto tenui solo sugli incensurati”: quindi, secondo Alfano, “argomenti e modalità dell’ostruzionismo” utilizzati “legittimamente” dall’opposizione “hanno poco a che fare con il merito” della proposta di legge in discussione.

Il Pd reagisce.
Parole che per il Pd confermano tutti i sospetti: “Il ministro della Giustizia ammette che le norme sulla prescrizione breve avranno ricadute sui processi, quindi deve informare il Parlamento – dice la capogruppo in commissione giustizia Donatella Ferranti – bisognerebbe sospendere l’esame del ddl alla Camera”

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12 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/politica/2011/04/12/news/camera_processo_breve-14835233/

«Giappone, in arrivo cibi radioattivi» Verdi e veterinari lanciano l’allarme

«Giappone, in arrivo cibi radioattivi»
Verdi e veterinari lanciano l’allarme

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NAPOLI – I Verdi della Campania e alcuni docenti di Veterinaria lanciano un allarme: «Sono in arrivo nel Porto di Napoli cibi radioattivi surgelati provenienti dal Giappone e introdotti nel mercato tramite la camorra» ha detto Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi. Oggi hanno tenuto un’iniziativa pubblica per «ricordare il disastro nucleare di Fukushima e il dramma del terremoto giapponese a distanza di un mese». I Verdi hanno distribuito materiale contro il nucleare e hanno allertato l’opinione pubblica «sul possibile arrivo di cibo contaminato in Italia e sulla realizzazione del sito nazionale di scorie nucleari nella provincia di Caserta».

«Siamo estremamente preoccupati, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, che tramite il Porto di Napoli – denunciano il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ed il prof. Vincenzo Peretti della Facolt… di Veterinaria della Federico II – arrivino in Italia cibi contaminati e radioattivi di provenienza Giapponese». «Ogni anno infatti vengono importati da quel Paese in Italia – aggiungono – 13 milioni di pezzi di pesce surgelato che viene pescato nel mare nipponico attualmente pieno di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. Il pesce fresco, che non è mai di provenienza giapponese, non ci preoccupa; sono i derivati ed i surgelati che riteniamo pericolosissimi e rispetto ai quali lanciamo l’ allarme».

«La criminalità organizzata – continuano Borrelli e Peretti – infatti sta già garantendo il passaggio di questi prodotti alla dogana evitando i controlli per introdurli subito nel mercato alimentare per questo chiediamo alle autorità preposte massima allerta». «Infine, invitiamo i cittadini campani – concludono Borrelli e Peretti – a vigilare sull’ arrivo di tutte le scorie nucleari italiane nella ex Centrale del Garigliano scelta dal governo per diventare il sito nazionale dei raccolta dei rifiuti nucleari. I lavori della mega vasca di contenimento sono stati completati adesso arriveranno i fusti di meteriali radioattivi a cui ci opporremo fisicamente».

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Lunedì 11 Aprile 2011 – 18:11    Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Aprile – 11:46
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CASERTA – Immigrati, risse e tentativi di fuga. Caos a Santa Maria Capua Vetere

Immigrati, risse e tentativi di fuga
Caos a Santa Maria Capua Vetere

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di Andrea Ferraro

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CASERTA – Risse, tentativi di fuga, interventi delle forze dell’ordine per ripristinare la calma. È soprattutto di notte che si vivono momenti di tensione nell’ex caserma Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, dove ieri da Civitavecchia sono arrivati altri quindici profughi, tanti quanti erano i posti liberi.

Nella notte tra domenica e lunedì le forze dell’ordine hanno dovuto sedare una rissa dopo aver neutralizzato due tentativi di fuga, di cui uno conclusosi con il ricovero in ospedale di un immigrato per lesioni a una gamba (era già accaduto nei giorni scorsi: ieri 15 i ricoveri, per diversi motivi, al Melorio). Per tentare la fuga vengono utilizzate brandine e lenzuola, mentre per evitare di tagliarsi con il vetro disseminato lungo tutto il perimetro del muro alto più di cinque metri sono utilizzati maglioni e giubbotti. La convivenza non è facile.

Nessuno accusa l’organizzazione, il personale della Croce Rossa, che gestisce la struttura, e dell’Asl, impegnato anche di notte con visite mediche che spesso sono un pretesto per uscire dalla piazzola che ospita le tende, un «recinto delimitato con filo metallico» dice chi è potuto entrare nella tendopoli, ancora interdetta ai giornalisti. In mille convivono in 8mila metri quadrati. Spesso le liti scoppiano per dei furti, contrasti tra diverse fazioni, piccole prepotenze come le file non rispettate durante la distribuzione dei pasti o pasti sottratti, cosa che ha suggerito di modificare le modalità.

E a proposito di pasti, confezionati da una ditta specializzata, domenica in molti hanno protestato per l’utilizzo dell’aceto che ha dato un gusto al contorno quasi sconosciuto. Nel mirino anche l’acqua minerale. E una nuova protesta è stata inscenata ieri: il conducente del furgone è stato costretto ad allontanarsi prima di tornare scortato. «La qualità non è assolutamente da mettere in discussione», dice la coordinatrice sanitaria, Antonella Guida. Paolo Monorchio, commissario della Croce Rossa di Napoli, aggiunge «che la ditta invia duecento pasti in più proprio per evitare problemi» e di voler chiedere che siano cucinati riso e legumi senza pasta.

Ad alimentare la tensione, oltre alla pressante richiesta di sigarette, anche le preoccupazioni per un futuro incerto sebbene i primi permessi di soggiorno temporanei siano in arrivo. La senatrice del Pd, Anna Maria Carloni, intanto, dopo aver visitato la struttura, chiede «che sia smantellata entro due giorni». «La tendopoli – dice – è come un carcere. I profughi sono in un campo desolato e recintato. Sono come dei detenuti pur non essendo criminali. Una volta identificati e avendo chiesto il permesso di soggiorno vanno lasciati liberi. Chiedo anche a Caldoro di mobilitarsi affinché la struttura venga subito smantellata». Oggi è previsto l’arrivo di una delegazione del consiglio regionale.

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12 aprile 2011

fonte: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=145218&sez=CAMPANIA

ENGLAND – Aids: anche i gay potranno donare il sangue, dopo 10 anni senza sesso

Il Governo ha deciso di modificare l’attuale norma che le proibiva del tutto

Aids: anche i gay potranno donare
il sangue, dopo 10 anni senza sesso

Per gli esperti è la soglia limite che assicura che non siano portatori di virus Hiv

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MILANO – Astinenza sessuale decennale per gli omosessuali inglesi che intendono donare il sangue. Dopo anni di polemiche e di dibattiti il governo britannico ha deciso di modificare l’attuale norma che proibisce a tutti i gay e a tutte le lesbiche di donare il sangue. Nelle prossime settimane il ministro della Salute Anne Milton assieme a Lynne Featherstone, responsabile del dicastero delle Pari opportunità, presenterà un progetto di legge che modificherà parzialmente il divieto. Finalmente anche gli omosessuali potranno donare il sangue, ma solo quelli che da dieci anni non hanno rapporti sessuali.

SOGLIA LIMITE – In Inghilterra ci sono circa 86.500 cittadini con il virus Hiv e un quarto di questi non sa nemmeno di essere infetto. Secondo le stime della Terrence Higgings Trust, un’associazione che lotta contro l’Aids, il 42% delle persone che nel 2009 ha contratto il virus è omosessuale. Con la nuova norma i gay che hanno una vita sessuale attiva continueranno a non poter donare il sangue. Secondo gli esperti la soglia limite di 10 anni assicura che gli omosessuali che si presentano nelle strutture mediche non sono portatori di virus HIV e non hanno contratto malattie veneree. Il governo ha deciso di modificare la vecchia legge perché quest’ultima è considerata discriminatoria e contrasta la norma sull’eguaglianza dei cittadini. Tuttavia il SaBTO, comitato consultivo britannico sulla sicurezza del sangue, dei tessuti e degli organi, ha bocciato la proposta di fissare a cinque anni la soglia di astinenza sessuale per i donatori omosessuali: un limite simile – ha sentenziato il comitato – avrebbe aumentato del 5% la possibilità di contrarre l’HIV attraverso una trasfusione di sangue.

POLEMICHE – Gli attivisti gay hanno accolto con favore la nuova norma, anche se speravano in una legge più radicale. Secondo i portavoce dei movimenti omosessuali britannici si poteva fare molto di più poiché in Inghilterra vi sono molte coppie omosessuali monogame che fanno sesso sicuro e che conoscono i pericoli della malattie veneree. Dall’altra parte invece gli avversari della proposta affermano che già oggi circa il 7% degli omosessuali attivi sessualmente si reca nelle strutture ospedaliere per donare il sangue mentendo sul proprio orientamento sessuale e aggirando la legge. La nuova norma – concludono gli oppositori – non farà altro che accrescere questo trend. Per adesso il governo sembra voler tirare dritto e conferma che questa è la proposta più giusta che potesse essere ideata: «Il divieto totale è ingiusto e discriminatorio – ha commentato una fonte molto vicina al governo – ma noi abbiamo il dovere di proteggere la salute dei cittadini. La soglia limite di 10 anni è sicuramente necessaria».

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Francesco Tortora
11 aprile 2011

fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_11/gay-aids-donazione_6760ef2e-6433-11e0-a775-19c5c2b0b4ec.shtml

Cagliari, operaio muore intossicato nella raffineria Saras dei Moratti. E’ sciopero

Cagliari, operaio muore intossicato
nella raffineria Saras dei Moratti

Altri due lavoratori feriti e ricoverati in ospedale. I sindacati proclamano lo sciopero. Procura indaga per omicidio colposo

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ROMA – È morto poco prima dell’alba Pierpaolo Pulvirenti, trentenne siciliano, uno dei tre operai rimasti feriti ieri sera in un incidente sul lavoro nella raffineria della Saras a Sarroch, impianto della famiglia Moratti. Subito soccorso, dopo esser stato investito da idrogeno solforato mentre effettuava alcuni lavori, ha accusato oltre all’intossicazione anche un arresto cardiaco: era stato rianimato e ricoverato nel Reparto di Rianimazione dell’ospedale SS. Trinità di Cagliari dove, però, è deceduto.

I sindacati hanno proclamato un giorno di sciopero nella raffineria. Questa mattina già al primo turno, appresa la notizia della morte dell’operaio, gli operai hanno deciso di dare vita alla manifestazione di protesta con l’astensione dal lavoro. Gli ingressi all’impianto sono rimasti sbarrati per maestranze e dirigenti.

Pulvirenti era stato trasferito nel reparto di rianimazione dopo essere stato rianimato sul posto dai medici del 118. Nelle stesse ore alcuni colleghi di lavoro della vittima sono stati ascoltati dai carabinieri in ospedale. Il giovane stava lavorando con un coetaneo, in un impianto per effettuare lavori di pulizia della sostanza tossica contenuta: le esalazioni li avrebbero storditi. Un terzo collega, precipitatosi in loro soccorso, è scivolato dalle scale dell’impianto ed è caduto a terra procurandosi diversi traumi.

Stazionarie le condizioni degli altri due operai coinvolti nell’incidente. Un lavoratore, investito dal getto di idrogeno solforato, Gabriele Serrano, di 23 anni, è ricoverato nell’ospedale Brotzu Luigi Catania si è fratturato una gamba cadendo da una scala mentre cercava di prestare soccorso agli altri due ed è stato ricoverato nell’ospedale Marino.

Gli operai, che lavorano per una impresa d’appalto esterna, la Star Service di Catania, stavano eseguendo lavori di manutenzione straordinaria in un impianto in fermata, chiamato Dea, per il lavaggio dell’ossido di zolfo. Quando hanno aperto il cunicolo che consente di raggiungere la torre in due sono stati colpiti dal gas. Il terzo, accortosi dell’accaduto, ha cercato di raggiungerli ma è caduto.

Il sostituto procuratore di Cagliari, Alessandro Pili, ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. Sul fatto indagano i carabinieri che durante la notte hanno sentito i due colleghi del giovane siciliano morto nell’ incidente e che sono rimasti per tutto il tempo davanti alla sala di Rianimazione, nell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, a vegliare il loro amico e compagno di lavoro. Uno dei due ha pregato incessantemente sino all’alba. Il magistrato nelle prossime ore potrebbe incaricare il medico legale che dovrà effettuare l’autopsia sul corpo di Pierpaolo Pulvirenti.
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Martedì 12 Aprile 2011 – 09:55    Ultimo aggiornamento: 12:36
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Le rotte degli schiavi che portano all’Italia. Un ‘affare’ secondo solo a quello della droga

Rapporto del Copasir: ogni anno un milione di persone vittime della tratta di esseri umani

Le rotte degli schiavi che portano all’Italia

Gli sbarchi sono un business per le organizzazioni criminali, secondo solo a quello della droga

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L'arresto degli scafisti che nei giorni scorsi hanno gettato in mare i clandestini che trasportavano (Ansa)
L’arresto degli scafisti che nei giorni scorsi hanno gettato in mare i clandestini che trasportavano (Ansa)

ROMA – L’allarme lo lancia Francesco Rutelli, leader Api: «Stiamo guardando ai barconi, ma sottovalutiamo il problema dei problemi». Gli sbarchi sono soprattutto «un business che per le organizzazioni criminali è secondo solo a quello della droga», spiega l’ex presidente del Copasir, annunciando una mozione del Nuovo Polo al Senato. «Il governo deve essere disponibile ad assumere la leadership di un’operazione umanitaria su vasta scala» e deve impegnarsi «per ottenere l’attivazione di una operazione di polizia internazionale», spiega. Su questo sì, l’Europa ci potrebbe appoggiare, assicura Rutelli che cita una relazione del Copasir del 2009, ancora inedita. Secondo la quale sono circa un milione gli esseri umani «trafficati» ogni anno nel mondo, 500 mila solo in Europa. E 12 milioni e 300 mila le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale. L’80% è costituito da donne e ragazze, in più del 50% dei casi minorenni. Ecco la relazione, assieme ad alcune cifre sugli sviluppi recenti della crisi che rendono ormai superata e inattendibile ogni analisi e previsione. Basti pensare che il prezzo medio di un «biglietto» per Lampedusa, arrivato già a 1.200-1.400 euro a persona, si è impennato fino a circa 4.000 euro in queste settimane, periodo in cui si stima che i trafficanti abbiano guadagnato circa 26 milioni di euro. A fronte di uno stipendio medio dei poliziotti tunisini di circa 600. Secondo la Croce Rossa internazionale il conflitto libico ha spostato al confine con la Tunisia almeno 700 mila persone. E il governo Gheddafi ha liberato circa 15 mila profughi ristretti nei campi libici.

Le rotte
Sono ben definite e tutte portano in Italia. I migranti partono dall’Egitto su tre direttrici: due nel deserto verso la Libia e una, quella proveniente da Sri Lanka, Bangladesh e Corno d’Africa, via mare. Dalla Libia, ancor prima del conflitto, i clandestini dell’Africa subsahariana, risaliti nel deserto a bordo di camion, partivano da 5 aree tutte nella Tripolitania. Il Marocco è un Paese di transito dei flussi dell’Africa centrale e nord-occidentale diretti in Europa, Italia inclusa. Dall’Algeria molti sono sbarcati direttamente in Sardegna. Mentre la Tunisia, ancor prima della crisi politica, è sempre stata tappa intermedia per immigrati provenienti da Niger, Ciad, Ghana, Liberia, Mali, Sierra Leone, dall’Algeria, dal Marocco, dall’Iraq, dalla Palestina e dallo Sri Lanka. Ma anche Malta da luogo di transito ora si fa luogo di smistamento.

Le indagini
La media delle persone denunciate in Italia per riduzione in schiavitù negli ultimi anni si è tenuta costantemente sopra i mille l’anno. Nel 2007, 645 sono state le denunce per sfruttamento della prostituzione minorile, 108 per acquisto di schiavi, 278 per tratta di persone. Nel 2008 sono state 2.183 le persone denunciate per traffico di migranti, 361 per riduzione in schiavitù, 13 per acquisto di schiavi, 326 per prostituzione minorile, 97 per tratta.

Emergenza e business
La popolazione africana è destinata a crescere del 38% nel prossimo decennio (da 922 milioni a 1,27 miliardi), mentre l’Europa perderà 10 milioni di persone. Il reddito annuo pro capite in Tunisia è di circa 7.000 euro, in Marocco di 4.000, in Egitto di 5.000, in Costa d’Avorio di 1.700. In Italia di 31.000, in Francia e Spagna di 33.000, in Germania di 34.000.

Secondo il National Intelligence Council il traffico di esseri umani fa entrare nelle casse della criminalità tra i 7 e i 13 miliardi di dollari.

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Virginia Piccolillo
12 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_12/le-rotte-degli-schiavi-che-portano-all-italia_a786c47e-64c5-11e0-99a5-e45596b05597.shtml