Archive | aprile 27, 2011

QUANDO L’IMBECILLITA’ PRESCINDE DALL’INTELLIGENZA – Silvio Garattini: «Agopuntura all’ospedale? Allora ben vengano maghi e fattucchiere»

Vorrei che il dottor Garattini ci spiegasse perché, come per l’omeopatia, per esercitare l’agopuntura, in Italia, sia d’obbligo la laurea in medicina. Non si capisce. Se sono favole (cosa che non sono), allora, la classe medica dovrebbe ignorarle del tutto, tali discipline, e non farne ulteriore strumento di fonte di guadagno.

mauro

Domani su «Oggi» / La replica della Regione: «Non c’è approssimazione»

«Agopuntura all’ospedale? Allora
ben vengano maghi e fattucchiere»

fonte immagine

L’attacco di Silvio Garattini contro l’Usl di Grosseto che ha introdotto le medicine alternative nei suoi ambulatori

fonte immagine

.

MILANO – «A quando maghi e fattucchiere negli ospedali?». È la battuta provocatoria con cui Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, commenta la decisione dell’ospedale di Grosseto di accogliere al suo interno ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia. La struttura è la stessa in cui alcuni giorni fa erano stati sorpresi alcuni sanitari mentre fumavano e scherzavano nel reparto di rianimazione, e le foto erano finite su Facebook. La critica di Garattini è contenuta in una intervista del settimanale Oggi, che sarà in edicola mercoledì e di cui è stata data un’anticipazione dal Mario Negri.

«MEDICINA ALTERNATIVA SENZA PROVE» – La medicina alternativa, al contrario di quella ufficiale, «è completamente senza prove. L’agopuntura è tutta in discussione anche per le molteplici modalità con cui può essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla, i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano e possono variare da preparazione a preparazione. Non vi è nessun controllo, sono stati messi in commercio solo con una notifica e non sono obbligati a presentare alcuna documentazione che ne garantisca l’efficacia». «La pseudo-ragione che determina la scelta di mettere le due medicine sullo stesso piano – continua il farmacologo – si basa sul diritto dei cittadini a essere liberi nella scelta o nel rifiuto delle terapie. Nessuno contesta questo diritto. Se, però, si accettasse il principio secondo cui bisogna accontentare i desideri di tutti, perchè non dare spazio in ospedale anche a fattucchiere, a maghi e guaritori in cui una parte del pubblico ripone grande fiducia? E perchè non garantire la disponibilità di amuleti a carico del Servizio Sanitario Nazionale, visto che nel paese vi sono molti scaramantici?». «La via delle due medicine – conclude Garattini – è anche un attentato a un bene prezioso: il Servizio Sanitario Nazionale, la cui sostenibilità nel tempo è legata al rimborso dei trattamenti basati sull’evidenza. È bene che i politici riflettano sulla necessità di privilegiare la razionalità anzichè rincorrere tutto ciò che può portare consensi e voti».

«GARATTINI ANACRONISTICO» – La posizione di Garattini è «anacronistica»: non si fanno attendere le reazioni al duro attacco dello scienziato. Aldo Liguori, docente di Agopuntura alla Sapienza di Roma controbatte: «La Toscana non ha fatto altro che accogliere le indicazioni date dalla risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2009 che imponeva di inserire agopuntura, omeopatia e fitoterapia all’interno dei servizi sanitari nazionali. La medicina cinese ha già provato la sua efficacia nelle terapie del dolore. L’agopuntura non ha controindicazioni a differenza dei rimedi farmacologici. E poi, nel caso di Grosseto, si parla di medicina “complementare”, non “alternativa”. La Cina, l’India e il Brasile sono già molto avanti in questo campo: se non ci adeguiamo, rischiamo di rimanere assai indietro».

«NON E’ MEDICINA APPROSSIMATIVA»Anche l’assessore alla Sanità della regione Toscana, Daniela Scaramuccia, è intervenuta facendo notare che la Toscana non è nuova ad affiancare alla medicina tradizionale altre cure complementari e che da anni il servizio sanitario pubblico offre le prestazioni di ambulatori di agopuntura, omeopatia, fitoterapia: sono più di cento ad oggi. Con il risultato che nella regione, negli ultimi anni, un cittadino su sei ha fatto uso di medicine non convenzionali e in 700 mila si curano con le medicine complementari. «Ma questo non c’entra niente con maghi e fattucchiere, un accostamento che ritengo offensivo – stigmatizza l’assessore -. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono state riconosciute medicine complementari sulla scorta delle definizioni date dalla stessa comunità scientifica. Peraltro nelle affermazioni di Garattini ci sono anche diverse imprecisioni. L’ospedale del grossetano che ha accolto ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia non è quello di Grosseto, ma il “Petruccioli” di Pitigliano. L’obiettivo, a Pitigliano come nel resto della Toscana, è quello di sperimentare l’integrazione delle medicine complementari con la medicina tradizionale e valutare, attraverso i canoni della ricerca scientifica e della medicina basata sulle prove, l’esistenza e validità di risultati clinici misurabili. Una sperimentazione controllata dell’efficacia dei trattamenti integrati e l’opposto quindi della medicina approssimativa di cui ci accusa Garattini».

.

Matteo Cruccu
26 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/salute/11_aprile_26/garattini-contro-medicine-alternative-grosseto_65152fa6-6fe5-11e0-9dd7-595a41612a44.shtml

Annunci

LO STUDIO – Errori e distrazioni, colpa dei neuroni che dormono

LO STUDIO

Errori e distrazioni, colpa dei neuroni che dormono

.

Ricerca su Nature: se non si riposa abbastanza, alcune parti del cervello vanno ‘off-line’ perché troppo affaticate, mentre il resto rimane sveglio. Col risultato che le prestazioni peggiorano, si perdono colpi e si sbaglia di più

.

DI ALESSIA MANFREDI

.

Errori e distrazioni, colpa dei neuroni che dormono

.

LE stoviglie sporche che invece che in lavapiatti finiscono nella credenza o le chiavi di casa che proprio non vogliono saltar fuori: capita a tutti quando non si è abbastanza riposati di commettere piccoli errori o di andare soggetti a distrazioni anche nelle azioni che si ripetono ogni giorno. La colpa potrebbe essere di qualche neurone particolarmente stanco che si addormenta, “staccandosi”, anche solo per qualche istante, mentre il resto del cervello rimane sveglio.

E’ questo l’effetto della carenza di riposo notturno: episodi di “sonno locale”, che si verificano quando si è svegli, e riguardano non tutto il cervello ma solo singoli neuroni, con effetti immediati sul rendimento fisico e sulla capacità di svolgere precisi compiti. Si perdono colpi, insomma, si fa confusione ben prima di avere la sensazione di non farcela più e di dover per forza mettersi a dormire.

Lo hanno osservato in uno studio sui ratti pubblicato su Nature ricercatori dell’università di Madison, Wisconsin, negli Stati Uniti, guidati dall’italiano Giulio Tononi. Quando gli animali sono forzati a rimanere svegli più a lungo rispetto ai loro ritmi normali, qualche neurone va “off-line”. La probabilità che questo succeda aumenta con la durata della veglia: meno si dorme, più si verificano episodi simili, che riguardano, presumibilmente i neuroni che durante la veglia si sono stancati di più. E maggiori sono le défaillance.

Finora il sonno è stato considerato uno stato profondamente diverso dalla veglia: “Nel sonno normale i neuroni alternano brevi periodi in cui scaricano ad altri altrettanto brevi in cui smettono di scaricare e lo fanno tutti insieme”, spiega Chiara Cirelli, professore di psichiatria alla Scuola di medicina e salute pubblica dell’ateneo americano, co-autrice dello studio, ormai da diversi anni negli Stati Uniti. “Sappiamo che quando abbiamo sonno o non riusciamo a riposare abbastanza facciamo errori, facciamo fatica a concentrarci e il nostro livello di attenzione e vigilanza cala”. Sono episodi di micro-sonno, come quei ‘colpi’ che capitano a volte a chi guida. “Ma in quei casi, si tratta di vero sonno, tutti i neuroni vanno a dormire”, continua la scienziata.

Quello che emerge da questo esperimento è invece una cosa diversa: anche prima di questa fase una minoranza di neuroni – due o tre sui 20 che in uno degli esperimenti di questo studio sono stati registrati – si “addormenta” se l’animale viene privato del sonno, mentre l’elettroencefalogramma continua ad indicare che è sveglio e attivo. E le conseguenze a livello di capacità sono immediatamente percettibili. “Non ci aspettavamo che fosse così facile osservarle anche in condizioni non estreme”, ammette la ricercatrice. Eppure è evidente: “Quasi da subito si fa più fatica a svolgere un compito motorio, si sbaglia di più”. Per ora gli scienziati si sono concentrati sui neuroni della corteccia motoria, ma è presumibile che il fenomeno sia diffuso e riguardi anche altre aree cerebrali.

In conclusione, ben prima di sentirsi stanchi ci sono chiari segnali nel cervello che bisognerebbe interrompere certe attività, in particolare se si fa un lavoro che richiede continua attenzione, avvertono gli scienziati. L’affaticamento si accumula e spesso il soggetto non se ne rende neppure conto. “La percezione della stanchezza è soggettiva”, conclude Cirelli, “e si dissocia dall’oggettività delle prestazioni, che risentono in modo diretto della privazione di sonno”.

.

27 aprile 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/scienze/2011/04/27/news/errori_quotidiani_neuroni_si_addormentano-15450436/?rss

RIFLESSIONI – GLI IDIOTI, LA LEGA E BERLUSCONI

GLI IDIOTI, LA LEGA E BERLUSCONI

https://i1.wp.com/www.comedonchisciotte.org/images/bossi02g.jpg

.

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it
.

Se non ci fosse di mezzo una guerra civile, un intervento aereo internazionale ed una situazione di rischio nell’intero Mediterraneo, ci sarebbe da ridere.
Noi non ridiamo di certo, nell’incertezza che ancora grava sul numero di morti in Libia, e su quanti dovranno ancora morire prima che la guerra finisca, ma constatiamo che tutti gli idioti e gli individui in malafede che hanno “creduto” in Berlusconi difensore della sovranità nazionale, nel suo governo appoggiato dal puntello xenofobo-leghista ed alimentato dal consenso degli evasori fiscali, dei socialmente stupidi e degli ignoranti manipolati, oggi incassano una smentita integrale e si prendono, purtroppo soltanto in senso figurato, una bella legnata sui denti.

Fino a ieri o all’altro ieri, c’erano coloro che esaltavano Berlusconi ed il suo miserabile blocco di potere quale baluardo dell’autonomia dello stato italiano nei rapporti internazionali, dei sovrani interessi del paese e di quelli dell’industria nazionale.

Il trattato di amicizia con la Libia di Gheddafi, l’intesa con il rais per bloccare sulle coste d’Africa i migranti, gli interessi in termini di approvvigionamento energetico e gli affari in Libia, dal gas alle ferrovie, avrebbero costituito una prova della volontà berlusconiana e del suo esecutivo di tenere alta la bandiera dell’Italia, muovendosi nello scacchiere mediterraneo [ed internazionale] con una qualche autonomia. Gli industrialotti locali hanno pregustato, e in qualche caso concretamente ottenuto, alcune commesse dalla Libia, fino a poco fa un paese abbastanza tranquillo e abbastanza ricco.

Autonomia nazionale rispetto a chi e a cosa, si chiederà qualcuno? Ma rispetto agli USA, naturalmente, alla grande finanza ed alla famosa “manina di oltre oceano”. Finalmente! Hanno pensato qualche idiota, apostata marxista e neocapitalista, qualche intellettuale da operetta e qualche teorico fallito [facilmente riconoscibile in rete] … Finalmente qualcuno che non partecipa ai Britannia Party e si muove con un po’ di indipendenza, in modo goffo ma spregiudicato, facendo marameo alle amministrazioni americane [e cucù alla Merkel], disattendendo ogni volta che gli è possibile i diktat d’oltre oceano ed i sovrani, onninvasivi interessi della finanza anglo-americana.

Tanto più che i contatti con i “cattivi” della terra, come il terribile Putin del celebre lettone, sembravano fruttuosi, tali da portare, ad esempio, alla partnership Eni-Gazprom ed alla partecipazione alla costruzione degli ambiti gasdotti [non importa se con o senza tangenti].

Ma poi si è visto che di intenzioni che si suppongono buone sono lastricate le vie dell’inferno, ed il baciamano fatto a Gheddafi da Berlusconi si è rovesciato nella partecipazione dell’Italia ai bombardamenti sul compound-caserma del rais a Tripoli. Una partecipazione limitata, per la verità, che prevede l’impiego di qualche aereo – del resto, l’Italia mette già a disposizione le basi ed è parte dell’alleanza NATO – non più di una ventina, anche se in un alcune dichiarazioni si parla di otto velivoli [27 aprile, 8 aerei pronti al decollo con il loro carico di morte, secondo La Russa], in altre di dodici aviogetti.

Ma non importa il numero, quello che conta è “il pensiero” …

Ed il pensiero è che Berlusconi e l’Italia da lui soggiogata sono asserviti alle grandi potenze d’occidente, tanto che il recente incontro del cavaliere con Sarközy ci ha rivelato, secondo un Bossi furente, che l’Italia è ormai diventata una colonia della Francia … anche grazie a Berlusconi.

Quella che è sembrata ad alcuni la resa di Berlusconi ai francesi, arriva contestualmente ad una serie significativa di eventi, dall’affaire Lactalis-Parmalat ai bombardamenti per compiacere gli “alleati”, fra i quali Sarközy.

L’Italia colonia della Francia nel Mediterraneo?

Forse … e speriamo almeno di diventare con il tempo “territorio metropolitano francese”, come sono la Guadalupa e la Martinica.

Non si può sempre dire di sì – come fa Berlusconi, quando si trova davanti a qualcuno più potente e determinato di lui [quasi tutti] – ha tuonato Bossi, con i suoi parlamentari, esponenti di partito e ministri nell’inedita veste dei pacifisti che si preoccupano di fermare la guerra e di proteggere i popoli nordafricani, in ciò confortati da una base allineata ed improvvisamente apprensiva per le sorti dei libici!

Se fino a ieri la lega padano-bossiana, dai vertici alla base, dal parlamento italiano al più profondo nord, voleva mitragliare i barconi degli scafisti, condannando i poveri migranti ad una fine atroce ed illudendosi, in questo modo feroce, di risolvere alla radice il problema dei flussi migratori, oggi la stessa, dai vertici alla base, da Borghezio al bottegaio delle valli bergamasche, si scopre improvvisamente pacifista, contraria ai “bombardamenti umanitari”, attenta alla tutela dei diritti dei popoli più sfortunati ed animata da un Humanitas che fino a ieri non avremmo neppure sospettato …

Un’altra conversione di massa leghista, dopo di quella al crocefisso ed al cattolicesimo romano?

C’è da dubitarne, purtroppo, e qualche sospetto in proposito dovrebbe nascere persino nei bimbi che hanno da poco raggiunto l’età scolare.

C’è dunque una frattura in quel blocco politico che mantiene in carica, ad ogni prezzo [anche a costo della svendita dell’Italia] Berlusconi, e questa frattura si ripropone nella base elettorale, formata da evasori fiscali, socialmente idioti, ignoranti manipolati, beoti, farabutti, ingenui, distratti, eccetera?

Calderoni contro La Russa? L’impresario veneto o lumbard contro il bauscia milanese o brianzolo, berlusconiano con tanto di SUV?

La spaccatura sembra seria, questa volta, al punto che c’è stato il prudente rinvio del consiglio dei ministri, per non far affiorare le divisioni interne allo stesso esecutivo.

La Lega farà veramente cadere il governo, a breve termine, come sperano i fantasmi dell’opposizione, privi di sostanza e di programma politico, a partire dal patetico Bersani?

Azzardo una previsione, in proposito: io dico di no.

La Lega si comporterà – alla fine della fiera, dopo aver abbaiato ed essersi agitata, dopo aver soddisfatto il suo popolino con proclami roboanti – come fecero anni addietro, in una situazione vagamente simile, i comunisti italiani di Diliberto e Cossutta, che spaccarono Rifondazione, ma poi rimasero con il culo saldamente posato sulle poltrone … di governo.

Ma nel frattempo qualche aereo italiano parteciperà ai bombardamenti su Tripoli, Parmalat diventerà in gran parte francese, e grazie ad una grande OPA politico-economica, alla quale Berlusconi non ha né la forza né la volontà di opporsi [probabilmente non gliene importa nemmeno …] la Francia fagociterà l’Italia, mangiandosi le parti buone e sputando i resti.

Finirà così?

Forse, del resto per sapere quello come andrà a finire, in questa Italia ormai priva di sovranità, con un governo incapace, un’opposizione inesistente ed una guerra alle porte, potrebbero non bastare – non dico le mie superficiali note – ma i vaticini della Sibilla Cumana

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2011/04/27/gli-idioti-la-lega-e-berlusconi-di-eugenio-orso.html
27.04.2011

Da Genova, «no» al nucleare e «sì» all’accoglienza ai migranti. 30 città europee pronte a firmare

La proposta

Da Genova, «no» al nucleare e «sì» all’accoglienza ai migranti

.

fonte immagine

27 aprile 2011

.

di  Beppe Risso
.

Genova – Trenta città europee pronte a firmare un documento condiviso per dire no al nucleare e sì all’accoglienza dei migranti.

I presupposti ci sono tutti ed è l’auspicio del Luca Dallorto, vicepresidente di Eurocities Forum Ambiente, associazione che raccoglie oltre cento tra le città più importanti d’Europa impegnate in progetti di cooperazione sociale, ambientale ed economica.

«I temi di questo incontro – spiega Dallorto – nascono alcuni mesi fa durante un incontro a Copenaghen prima della crisi del Nordafrica e prima dell’emergenza nucleare di Fukushima. Volevamo parlare di sostenibilità energetica e rapporti con la sponda Sud del Mediterraneo e alla luce dei gli ultimi accadimenti ci aspettiamo di approvare una “Carta di Genova” in cui da parte delle principali città europee ci sia la volontà di dire basta al nucleare e puntare alle energie rinnovabili. Sull’immigrazione credo che si dirà il principio di accoglienza e cittadinanza globale. Nell’era della globalizzazione non ci si può arroccare su posizioni nazionalistiche e di difesa dei privilegi e questa rivoluzione in corso nel Mediterraneo lo sta mettendo in luce».

Ecco alcune delle città presenti al Forum di Genova: Oslo, Vienna, Rotterdam, Nizza, Praga, Stoccolma, Amsterdam, Copenaghen, Helsinki.
.

Siria, crepe nel regime di Assad. E i tank si avvicinano a Damasco / VIDEO: Libya 2.0? Arab blood domino effect

Libya 2.0? Arab blood domino effect

Da: | Creato il: 27/apr/2011

The UN has condemned the violence in Syria, urging an investigation into the bloody crackdown against anti-government protesters. EU states also want the Security Council to put pressure on the country, while Washington is also considering imposing sanctions. It’s raising fears that Syria could be the next Libya – with a no-fly zone and foreign air strikes – as our Middle East correspondent Paula Slier reports.
RT on Facebook: http://www.facebook.com/RTnews
RT on Twitter: http://twitter.com/RT_com

Siria, crepe nel regime di Assad
E i tank si avvicinano a Damasco

In 30 lasciano il partito Baath e denunciano le forze di sicurezza
Continua l’assedio contro Daraa

.

Il regime di Damasco sembra aver dato oggi un nuovo giro di vite alla dura repressione delle manifestazioni per la democrazia; mentre aumenta la pressione internazionale affinchè il presidente Bashar al Assad ponga fine alla violenza; e mentre un’organizzazione per la difesa dei diritti umani pone ad oltre 450 il numero dei morti dall’inizio della rivolta, ormai quasi sei settimane fa.

Allo stesso tempo continuano però ad emergere nuove crepe all’interno del regime. Oggi, 30 membri del partito Baath, al potere da 40 anni, si sono dimessi in massa, dopo aver firmato un documento in cui si stigmatizzano «le pratiche dei servizi di sicurezza nei confronti di cittadini inermi a Banias (Nord-Ovest) e nei villaggi vicini, in particolar a Baida» che «sono contrarie a tutti i valori umani e agli slogan del partito». E ancora, i 30 firmatari denunciano il comportamento dei servizi di sicurezza e dei shabbiha (sostenitori del regime), «che incitano al confessionalismo e suscitano sentimenti di ostilità nella popolazione».

In uno dei tanti video pubblicati anche oggi su YouTube dagli attivisti antiregime si può vedere una lunga colonna di carri armati e di pullman bianchi carichi di soldati. Sono arrivati stamane alle porte di Damasco, si afferma nell’audio; mentre altri testimoni, sempre via web, dicono di aver contato almeno 30 carri armati sul raccordo anulare della capitale. Altri blindati sono stati dispiegati a Duma, dove i militari hanno istituito nuovi posti di blocco e controllano i documenti di indentità a chiunque. La città di Daraa, epicentro delle manifestazioni e della repressione delle forze di sicurezza sin dal 18 marzo, rimane intanto di fatto sotto assedio. Da quando lunedì scorso è stata al centro di una massiccia operazione militare delle forze di sicurezza, in cui decine di manifestanti hanno perso la vita, la città è senza elettricità, acqua corrente e telecomunicazioni, secondo quanto riferiscono varie fonti locali.

Le scorte alimentari, affermano altre fonti citate dall’emittente Tv al Arabiya, cominciano a scarseggiare, mentre bande di shabbiha si danno ai saccheggi di negozi e abitazioni. Le fonti del regime hanno dal canto loro invece annunciato l’arresto di due diverse «cellule terroriste estremiste», nel Sud del Paese e nella regione costiera a Nord-Ovest di Damasco, mentre la Tv di Stato ha trasmesso le immagini della «confessione» di un certo Mustafa Ayyash, presunto capo della cellula terroristica di Daraa. L’agenzia ufficiale Sana ha invece pubblicato le foto di armi e munizioni sequestrate durante l’arresto dei presunti terroristi, e dei funerali di sei membri delle forze di sicurezza, «sei martiri», si afferma nel testo, uccisi da «gruppi di criminali armati».

Sul fronte diplomatico Roma, Parigi, Londra, Berlino e Madrid hanno deciso di convocare gli Ambasciatori siriani per condannare «l’escalation della repressione» in Siria e chiedere di «porre fine senza indugi all’uso della forza». Intanto, l’Unione europea ha annunciato per venerdì prossimo un vertice per discutere di eventuali sanzioni contro il regime di Damasco, mentre il Consiglio per i diritti umani dell’Onu terrà sempre venerdì una sessione speciale sulla crisi siriana. Secondo un’organizzazione dei diritti umani siriana, sono almeno 400 le persone che hanno perso la vita dall’inizio della rivolta, a metà marzo. Venerdì, i rappresentanti permanenti dei 27 Paesi dell’Unione europea (Ue) si riuniranno per discutere della situazione in Siria e di eventuali sanzioni contro il regime. Gli Stati Uniti hanno già annunciato nei giorni scorsi sanzioni «mirate» contro i principali dirigenti siriani. Sempre Washington ha chiesto e ottenuto di tenere una sessione speciale del Consiglio dei diritti umani dell’Onu, venerdì prossimo, per discutere della situazione siriana.

.

27 aprile 2011

fonte:  http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/399795/

ROMA – Talenti, 6 giovani aggrediti da neofascisti. Centri sociali in corteo verso Casa Pound / VIDEO: Altro che famiglie, ecco il vero volto di casapound a via Val D’Ala

Altro che famiglie, ecco il vero volto di casapound a via Val D’Ala

Da: | Creato il: 27/apr/2011

Ieri sera nel quartere Talenti sei giovani studenti tra i 16 e i 18 anni delle scuole medie superiori della zona, due ragazze e quattro ragazzi tra 16 e i 18 anni, sono stati aggrediti da una quindicina di esponenti di casa pound provenienti dall’occupazione di Via Val d’Ala. Tre dei giovani hanno dovuto ricorrere alle cure mediche con prognosi che vanno dai 7 ai 10 giorni. La loro unica colpa era di stare a chiacchierare sotto le proprie case, come in una sera qualunque, e per alcuni di loro di essere attivi politicamente nei propri istituti.

I neofascisti di casa pound mostrano il loro volto firmando come primo atto politico della loro presenza in IV municipio un aggressione squadrista. L’unico scopo di questi figuri è quello di inquinare la normale dialettica politica e sociale in un quartiere che sta vedendo in questi anni un forte protagonismo dell’associanismo di base, degli studenti, dei precari, ormai è caduta la maschera di “occupazione abitativa” di Via Val D’Ala 200: delle 18 famiglie che dovevano vivere la non ce ne è neanche una e quella occupazione è solo un covo da cui partono aggressioni.

Le istituzioni, dal IV Municipio alla Regione Lazio passando per il Comune di Roma, si devono assumere le loro responsabiltà: non possono continuare a fare delle organizzazioni neofasciste la loro longa manus inondadoli di patrocini e finanziamenti e usandoli come strumento di “governance” dei territori dove sono in difficoltà a governare, e poi chiudere gli occhi di fronte alle aggressioni e allo squadrismo.

VIA VAL D’ALA 200 VA CHIUSA!
FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI TERRITORI!

Talenti, 6 giovani aggrediti da neofascisti
Centri sociali in corteo verso Casa Pound

Petardi e cassonetti incendiati. Scambio di accuse dopo il pestaggio nella notte. Alemanno: no a ritorno anni di piombo

.

ROMA – Un esponente del centro sociale Astra, Luca Blasi, ha riferito questa mattina che sei ragazzi, uno dei quali dei collettivi studenteschi, sono stati «aggrediti nel quartiere Talenti a Roma da un gruppo di neofascisti». Al momento non è stata presentata alcuna denuncia alle forze dell’ordine da parte degli aggrediti.

Nel tardo pomeriggio un centinaio di militanti dei centri sociali, caschi in testa, si sono diretti verso l’edificio di via di Val D’Ala occupato da Casa Pound. Il corteo percorre via dei Prati Fiscali, seguito da alcune pattuglie della polizia allertate dai cittadini.

Momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine, con lanci di fumogeni e petardi, quando è stata sbarrata la strada al corteo. I manifestanti sono tornati indietro rovesciando e incendiando cassonetti. In via Val d’Ala blindati della polizia sono rimasti a presidiare l’edificiooccupato dai militanti di Casa Pound Italia; via Valsavaranche è stata chiusa al traffico dai vigili urbani.

«Stanotte 15 persone, tra cui è stato riconosciuto un noto esponente di CasaPound, hanno aggredito i ragazzi tra i 16 e i 18 anni – ha detto Blasi – mandandoli all’ospedale con teste spaccate e diverse contusioni». Secondo l’esponente del centro sociale «il tutto è accaduto a Talenti, verso mezzanotte, nel quartiere dove loro abitano. Tre macchine li hanno accerchiati e poi sono stati malmenati. Tra gli aggressori è stato riconosciuto il portavoce dell’occupazione di via Val D’Ala».

I ragazzi erano seduti su un muretto in via Cecco Angiolieri quando le persone scese dalle macchine si sono dirette verso di loro con caschi, spranghe e mazze di legno e hanno iniziato a pestarli, racconta un esponente del collettivo Senza Tregua, Alessandro Mustillo, in una conferenza stampa nell’aula consiliare del IV Municipio. Mustillo ha detto di essere amico di uno dei giovani aggrediti, di nome Alberto.

I giovani feriti sono sei: quattro ragazzi e due ragazze tra i 16 e i 18 anni, tutti studenti: «Hanno picchiato anche due ragazze – ha proseguito Mustillo – senza un reale motivo. Sono arrivati in macchina e non avevano il viso coperto. Per questo i ragazzi aggrediti sono riusciti a riconoscere volti noti nel quartiere e riconducibili all’ occupazione in via Val d’Ala di Casa Pound». Le vittime al Policlinico Gemelli sono state curate e dimesse con prognosi dai tre ai sette giorni.

«Si sono avvicinati al nostro amico, uno l’ha preso per il collo e gli ha tirato un pugno in faccia racconta Silvia, 15 anni, del collettivo Senza Tregua – Quando è caduto per terra altri cinque si sono avvicinati per prenderlo a calci. Poi da lì sono intervenuti i miei amici ed è iniziata una rissa. Era quasi mezzanotte, stavamo chiacchierando come facciamo di solito nel nostro punto di ritrovo quando quindici-venti persone si sono messe dall’altro lato della strada. Avevano dei caschi in mano e ho visto anche una spranga. Poi si sono avvicinate per parlare con Alberto, uno dei miei amici, e l’hanno aggredito. Non ho capito più nulla. Uno di loro mi ha tirato un pugno sul fianco mentre alla mia amica è andata peggio: le hanno tirato un casco in testa». In merito all’aggressione Silvia ha commentato: «I motivi di questo gesto sono scontati. Noi facciamo una politica nel quartiere e nelle scuole che forse dà fastidio. Tra gli aggressori ho riconosciuto sicuramente qualcuno di Casa Pound e diversi di Blocco studentesco. Se ci ripenso la cosa incredibile è che non si sono preoccupati che ci fossero delle ragazze in quel gruppo».

«L’aggressione è stata condotta e diretta dalle stesse persone che in questi giorni hanno occupato lo stabile in piazza Capri prima e via Val d’Ala dopo – scrive il collettivo Senza Tregua – mascherando con un finto pretesto abitativo un’occupazione che in realtà è la sede da cui partono queste azioni squadriste. Riteniamo che la responsabilità politica di quanto accaduto sia da attribuire direttamente al sindaco Alemanno e a quanti dell’amministrazione comunale garantiscono appoggi e coperture a chi compie sotto l’indifferenza dell’amministrazione azioni di questo tipo in tutta la città. È giusto che i cittadini e l’opinione pubblica sappiano cosa accade quotidianamente a Roma e d’ora in avanti considereremo ogni azione di questo tipo responsabilità diretta del sindaco e dell’amministrazione comunale. Non possiamo tollerare che a poche ore dal 25 aprile squadracce di fascisti girino in città ad aggredire studenti nei quartieri. Dal canto nostro continueremo la nostra lotta dalle scuole al territorio, contro i fascisti e i loro protettori in doppio petto, forti di posti di lavoro nelle municipalizzate, conquistati con azioni simili».

«Casa Pound Italia non c’entra assolutamente nulla con l’aggressione. Come al solito però gli antifascisti militanti non perdono occasione per fomentare l’odio e alimentare quella logica degli opposti estremismi nella quale sguazza chi cerca alibi ai propri comportamenti violenti e mafiosi – scrive in una nota Casa Pound Italia – A questi predicatori di violenza mascherati da agnellini vogliamo ricordare che sono loro quelli che attaccano armati di tutto punto le occupazioni a scopo abitativo, incuranti dei gravissimi problemi delle famiglie che le abitano. Sono loro che rovesciano e danno fuoco ai cassonetti. Sono loro che proferiscono minacce di morte contro chi si limita a farsi portavoce di istanze sociali. E sono ancora loro che aggrediscono di notte chi ha osato fare politica in una zona che ritengono di loro esclusiva proprietà. Basta guardare le immagini dell’attacco all’occupazione della scuola Parini su YouTube, per capire come agiscono i centri sociali. Quanto a noi, che invece siamo abituati ad agire a volto scoperto e a prenderci la responsabilità delle nostre azioni, vogliamo chiarire da subito che non tollereremo che venga messa in piedi la vigliacca strategia già usata più di una volta dagli antagonisti: creare un problema di ordine pubblico per sgomberare un’occupazione che dà fastidio. Val d’Ala 200 non si tocca».

Le immagini su Youtube mostrano il presidio antifascista del 5 aprile contro l’occupazione della scuola Parini, a piazza Capri, in IV Municipio, coordinata da CasaPound Italia «per trovare una sistemazione a 17 famiglie in stato di gravissima emergenza abitativa. Occupazione poi abbandonata per Val d’Ala 200. Ci accusano di essere dei violenti – spiegano dal movimento di destra – Basta guardare queste immagini. Nel video, oltre a Andrea Alzetta e a Nunzio D’Erme, si vedono chiaramente pronunciare frasi minacciose anche due delle persone che oggi ci hanno accusato di una fantomatica aggressione a Talenti: Alessandro Mustillo e Luca Blasi. Sono loro i fomentatori d’odio. E questo lo vogliamo ricordare a tutti, anche per evitare che si ripetano errori già commessi in passato. Un esempio su tutti: ci fu chi disse che l’aggressore del 15enne rimasto ferito durante gli scontri di Roma era un ragazzo di CasaPound. Invece si rivelò essere uno del servizio d’ordine dei centri sociali».

«Condanno con la massima forza questo gravissimo episodio e chiedo agli inquirenti di fare luce non solo sulle responsabilitaà più immediate ma anche su quelle politiche – ha detto il sindaco Gianni Alemanno interpellato sull’aggressione – Esprimo la mia solidarietà alle vittime e mi auguro che al più presto possa essere fatta chiarezza. Non vogliamo un ritorno della violenza politica a Roma, gli anni di piombo nella capitale sono già costati troppo».

.

Mercoledì 27 Aprile 2011 – 12:39    Ultimo aggiornamento: 19:55
.

DIKTAT DI ISRAELE – Palestina: Hamas e Fatah raggiungono un accordo di riconciliazione

«C’è accordo su tutti i punti». Netanyahu: «Abu Mazen scelga tra Hamas o Israele»

Palestina: Hamas e Fatah raggiungono un accordo di riconciliazione

I colloqui al Cairo tra le due fazioni sulla formazione di un governo e sulle elezioni entro un anno

fonte immagine

.

MILANO – Un accordo è stato firmato fra Hamas e Fatah, le due principali fazioni palestinesi, sulla formazione di un governo e sulle elezioni entro un anno nel quadro in un accordo di riconciliazione. «C’è accordo su tutti i punti», ha riferito il capo della delegazione di Fatah, Azzam al-Ahmad. Anche nel marzo 2009 sembrava che Hamas (che controlla Gaza) e Fatah (che governa in Cisgiordania) avessero raggiunto un accordoper le elezioni, ma non se ne fece nulla a causa della profonde rivergenze tra le due fazioni.

FIRMA – I colloqui attuali si sono svolti al Cairo tra la la delegazione di Hamas, guidata da Mussa Abu Marzuq (responsabile di Hamas a Damasco) e Mahmud Zahar (responsabile degli Esteri di Gaza), e quella di Fatah comandata da al-Ahmad. La mediazione era svolta dal capo dei servizi segreti egiziani, Murad Mouafi, alla presenza del ministro degli Esteri egiziano, Nabil al-Arabi.

ISRAELE: «HAMAS O NOI» – Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha commentato che l’Autorità nazionale palestinese del presidente Abu Mazen (in mano a Fatah) deve scegliere «tra la pace con noi e la pace con Hamas».

.

Redazione online
27 aprile 2011

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/11_aprile_27/hamas-fatah-accord_2f49a2ba-70e1-11e0-ab04-b531fdc27c0d.shtml