Archive | maggio 2011

Batterio killer uccide ancora in Germania e Svezia. Esperti: non si sa da dove venga. Forse non dai cetrioli / VIDEO: L’escherichia coli fa crollare l’agricoltura spagnola

L’escherichia coli fa crollare l’agricoltura spagnola

Caricato da in data 31/mag/2011

La Spagna nega in blocco che siano i cetrioli andalusi la causa dell’epidemia di escherichia coli in Germania. L’emergenza sanitaria, che ha provocato quindici morti nel nord dell’Europa, significa emergenza economica per Madrid, le cui esportazioni di frutta e verdura stanno crollando. Secondo la Federazione dei produttori-esportatori quasi tutta l’Europa ha smesso di comprare ortofrutta spagnola

Batterio killer uccide ancora in Germania e Svezia. Esperti: non si sa da dove venga

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ROMA – Il bilancio delle vittime (confermate e presunte) dell’epidemia di E. Coli che ha colpito la Germania è salito oggi a 15 (rispetto alle 14 di ieri), mentre l’istituto tedesco Robert Koch per la Salute pubblica ha accertato che finora sei persone (rispetto alle tre di ieri) sono decedute in seguito alla violenta infezione. Sempre secondo l’istituto, dall’inizio di maggio sono stati accertati in Germania 373 casi di sindrome emolitica uremica (Hus), la versione resistente e più pericolosa del ceppo Ehec del batterio E.Coli.

Una vittima in Svezia, la prima fuori dalla Germania. Una donna di circa 50 anni è morta in un ospedale del sud ovest della Svezia dopo essere stata contaminata dal batterio dell’E. coli probabilmente contratto durante un soggiorno in Germania. Fonti ospedaliere sottolineano il fatto che si tratterebbe del primo caso conosciuto di decesso fuori dai confini tedeschi. La donna è morta in un ospedale di Goteborg dove era stata ricoverata domenica. Dopo la Germania, dove si sono avuti sinora 15 decessi, la Svezia è il paese più colpito in Europa dal batterio killer.

Secondo caso confermato in Svizzera.
Un secondo caso di contagio del batterio Escherichia coli del ceppo enteroemorragico (Ehec) è stato confernato in Svizzera: lo ha detto oggi l’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) citato dall’agenzia di stampa svizzera Ats. Come per il primo caso, la persona colpita si era recata in Germania. Le condizioni di entrambi i pazienti sono stabili e non vi sono complicazioni, ha aggiunto l’Ufsp.

Autorità tedesche: forse non sono i cetrioli all’origine dell’epidemia. Le autorità sanitarie di Amburgo dubitano che all’origine dell’epidemia di E. Coli ci siano i cetrioli importati dalla Spagna. Secondo quanto ha detto oggi il ministro della Sanità di Amburgo, Cornelia Pruefer-Storcks, i patogeni individuati sui cetrioli non corrispondono a quelli rilevati nelle feci di alcuni pazienti (appartenenti al sierogruppo E. Coli Vtec O104). Questi risultati, ha spiegato il ministro, si basano su test effettuati su due dei tre cetrioli contaminati provenienti dalla Spagna. «La fonte dell’infezione non è stata ancora identificata» ha detto la Pruefer-Storcks.

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Martedì 31 Maggio 2011

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=151202&sez=HOME_NELMONDO

GENOVA 10/06/2011 – Seminario sulle diverse forme di discriminazione / VIDEO: GRAZIELLA BERTOZZO: FUORI & DENTRO LE DEMOCRAZIE SESSUALI – INTERVISTA 29.05.11

Seminario UNAR  “Reti territoriali contro le discriminazioni”, città di Genova

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Marco della Gatta, ora Luana Ricci

Luana Ricci, la musicista licenziata perché transessuale dalla cattedrale di Lecce, dopo 18 anni di servizio come organista – fonte immagine

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Con la presente si comunica che UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, vuole promuovere a Genova, il giorno 10 giugno 2011, un seminario sul tema delle diverse forme di discriminazione. Il seminario rientra nel progetto “Reti territoriali contro le discriminazioni” ammesso a finanziamento dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma per l’occupazione e la solidarietà sociale denominato “Progress”.

La realizzazione del seminario vede la collaborazione dell’Associazione Trans Genere e prevede la partecipazione di alcuni membri del Gruppo di Lavoro Nazionale contro le discriminazioni, costituito presso l’UNAR, composto dai referenti decisionali delle maggiori organizzazioni rappresentative, delle federazioni e delle reti nazionali di associazioni operanti nei diversi ambiti delle discriminazioni: orientamento sessuale, razza-etnia, disabilità, religione ed opinioni personali, età, identità di genere.

Il seminario vuole promuovere la capacità di pervenire a strategie di intervento condivise con i decisori politici e amministrativi per l’elaborazione di linee guida e protocolli di azione a livello interistituzionale tra Stato, Regioni e associazionismo per la prevenzione, il monitoraggio e la rimozione delle diverse forme di discriminazione.

Al seminario è auspicabile possano partecipare decision makers, dirigenti e rappresentanti politici regionali delle politiche sociali e delle pari opportunità, alti dirigenti del settore sanitario, abitativo e dei trasporti della regione.

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[ clicca qui per scaricare la versione completa del programma in pdf ]

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Per procedere all’iscrizione
compilare ed inviare via email il presente modulo

Per informazioni rivolgersi a:
info@transgenere.it oppure  ufficio.stampa@transgenere.it

La presidente dell’Associazione

Fabianna Tozzi Daneri

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Tesseramento 2010

fonte:  http://www.transgenere.it/blog/index.php/seminario-sulle-diverse-forme-di-discriminazione-genova/


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GRAZIELLA BERTOZZO: FUORI & DENTRO LE DEMOCRAZIE SESSUALI – INTERVISTA 29.05.11

Caricato da in data 30/mag/2011

Intervista a Graziella BERTOZZO – FACCIAMO BRECCIA http://www.facciamobreccia.org/ realizzata da Federica PEZZOLI il 29 maggio 2011 a margine del Convegno: “FUORI & DENTRO le Democrazie Sessuali” Convegno Transnazionale Organizzato da FACCIAMO BRECCIA in collaborazione con ORGOGLIOSAMENTE LGBTIQ http://orgogliosamentelgbtiq.blogspot.com/
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“Facciamo Breccia organizza il 28 e 29 maggio a Roma, Sala Pintor, Via dello Scalo San Lorenzo, 67 il Convegno transnazionale Fuori e dentro le democrazie sessuali in collaborazione con Orgogliosamente LGBTIQ

Nel 2007, ebbe grande eco mediatica l’omicidio di Giovanna Reggiani e la (con)seguente caccia al rumeno, dipinto come unico responsabile di violenza sessista. Questa retorica fu temporaneamente zittita solo dall’oceanica manifestazione femminista e lesbica del 24 novembre che gridò a gran voce che la violenza contro le donne la fanno gli uomini, senza distinzioni di passaporto.
Nell’estate del 2009, a seguito di alcune aggressioni subite a Roma da persone omosessuali, i media, per un mese, hanno gridato all’emergenza omofobia trattata come una catastrofe naturale inaspettata, come se normalmente lesbiche, gay e trans vivessero bene e riconosciuti/e. In questi e in molti altri casi è stata messa in campo la retorica dell’emergenza (emergenza stupri, emergenza omofobia, emergenza immigrazione tout court) e sono state usate donne, libertà civili, lesbiche, gay e trans per tentare di giustificare il pacchetto sicurezza, l’introduzione del reato di clandestinità, l’attuazione dei respingimenti, l’aberrazione dei CIE, ogni provvedimento governativo o amministrativo razzista attuato. Queste dinamiche sono largamente messe in atto nei paesi del Nord Europa e negli USA per giustificare politiche come “l’emergenza sicurezza” o “la guerra al terrore” e hanno una matrice comune nell’economia neoliberista della guerra. L’uso delle tematiche di genere per giustificare politiche razziste e neocolonialiste disegna un paradigma che chiamiamo democrazia sessuale: un “regime di giustificazione” in cui i discorsi di riconoscimento (più o meno formale) di donne, e magari anche di lesbiche, gay e trans, come marchio distintivo della superiorità dell’occidente convivono con la retorica nazionalista e imperialista che legittima questa presunta superiorità. Questo gioco è produttivo nei paesi del nord Europa ma come funziona in Italia, un paese dove il sessismo è ormai elevato a rango di regime (oltre che di sistema) e i diritti per lesbiche, gay e trans non sono stati scritti neppure formalmente? Come vi interagiscono soggetti istituzionali, anche i più apparentemente distanti, come il Vaticano? Come reagiscono i soggetti tirati in ballo — le donne e lesbiche, gay, trans?
Il convegno Fuori e dentro le democrazie sessuali chiama attiviste/i di movimento, insieme a ricercatrici e ricercatori (tra cui Jasbir Puar, autrice di Terrorist asseblages), a dibattere dell’intreccio tra razzismo, sessismo e omofobia, del tentativo di strumentalizzazione di alcune soggettività a danno di altre, della possibilità di costruire politiche autodeterminate che respingano la necessità di “rassicurare” e la complicità con il razzismo. Facciamo Breccia ha ritenuto, infatti, indispensabile portare questo dibattito nel percorso verso l’Europride che si terrà a Roma il prossimo 11 giugno: è infatti fondamentale unire le lotte antisessista, antirazzista e antilesbo/omo/transfobica”.”
http://www.facciamobreccia.org/content/view/533/94/
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FEDERICA PEZZOLI’S CHANNEL – Clicca il link e diventa Fan su Facebook:
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ALIMENTAZIONE & SALUTE – Sì alle sardine, no ai gamberi

Sì alle sardine, no ai gamberi

immagine ridotta, clicca per ingrandire

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Da portare in tavola: tonnetti, sgombri, cavalla e lampughe. Da evitare: anguille, merluzzi, sogliole e orate. Ecco la guida per scegliere i pesci non avvelenati da mercurio o antibiotici

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di Elisa Manacorda

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Ecco un esperimento facile facile: provate a chiedere, alle bancarelle del mercato rionale, un filetto di pesce serra, tre etti di zerro e una cavalla. Nella migliore delle ipotesi vi rideranno dietro. Perché nelle cassette di polistirolo in bella vista sui banchi del pesce troverete infinite spigole e orate di dimensioni standard (la misura di una monoporzione), tanti filetti di pangasio, il pesce gatto allevato nelle acque del Sud-est asiatico, dove la regolamentazione su prodotti chimici e antibiotici è assai più lasca che dalle nostre parti, e montagne di gamberi del Golfo del Messico dove è stata appena riaperta la pesca dopo i disastri della fuoriuscita di greggio dalla piattaforma Bp un anno fa e molti sono preoccupati degli effetti sulla popolazione ittica dei solventi chimici impiegati per dissolvere la marea nera. Sebbene infatti nel mar Mediterraneo vivano almeno 500 specie di pesce commestibile, sulle nostre tavole ne arrivano, a essere generosi, una decina, mentre consumiamo in abbondanza prodotti che vengono dagli oceani.

“Gli italiani amano il pesce-bistecca: senza spine, veloce da pulire e facile da cucinare”, dice Silvio Greco, biologo marino e docente di Produzioni animali all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. E il problema non è solo italiano. Sono tutti i cittadini europei a consumare pesce sbagliato, e più di quanto i mari del Vecchio continente siano in grado di produrre, tanto da diventare sempre più dipendenti dalle importazioni: se tutti i paesi dell’Unione dovessero consumare solo prodotti ittici nazionali, le scorte finirebbero il 2 luglio prossimo, come denuncia il dossier “Fish dependance day”, appena presentato dalla New Economics Foundation e da Ocean 2012.

Le riserve ittiche dei nostri mari sono insomma al lumicino, e l’80 per cento di tutte le specie presenti nelle acque europee è sfruttato oltre i limiti della sostenibilità.

Il fatto è che il Mediterraneo è un mare al collasso: racchiude appena il 7 per cento delle acque del pianeta, e ospita il 30 per cento di tutto il traffico di petroliere. “Nel Mare nostrum abbiamo rilevato una quantità di catrame pelagico galleggiante 60 volte superiore a quella presente nell’Oceano indiano”, continua Greco. E i pochi studi condotti sino a oggi dicono che dei 37 stock ittici condivisi dai paesi rivieraschi, almeno 30 sono sovrasfruttati: la continua e indiscriminata cattura di pesci impedisce alle specie di riprodursi e ripopolare le acque. Così siamo costretti a importarne il 37 per cento in più rispetto a un ventennio fa.

Pigri e conservatori, anziché sfruttare l’infinita varietà delle acque nazionali, gli italiani si accaniscono sulle specie in pericolo. Come il tonno rosso del Mediterraneo, a rischio non soltanto per la sovrappesca, ma anche per la contaminazione da mercurio e policlorobiofenili (diossina e simili), il pesce spada o il salmone. Errore blu, secondo Greco: “I pesci di grandi dimensioni e dal ciclo vitale lungo hanno più tempo per accumulare nelle loro carni tutti gli inquinanti del mare, come i metalli pesanti (primo tra tutti il mercurio) e gli idrocarburi policiclici aromatici. Meglio sarebbe nutrirsi di pesci di taglia media o piccola anche da adulti”.

Gli italiani amano spigole e orate, ma consumano quelle da acquacoltura, cresciute a forza di mangimi, se è vero che nella classifica dei consumi ai primi cinque posti troviamo quattro specie prevalentemente o esclusivamente allevate (orate, cozze, spigole e trote salmonate). Ma anche in questo caso, finiamo col consumare sempre le stesse cose: “Le specie allevate sono pochissime, circa dieci di pesce, tre di crostacei e sei di molluschi”, continua Greco. Con l’incongruo che normalmente gli esemplari da allevamento sono nutriti con farine di altri pesci selvatici. E’ sostenibile catturare 20 chili di pesce per ottenere un chilo di prodotto da allevamento? Non solo: le farine sono ottenute per lo più da pesci di piccola taglia interi, comprese le viscere, ma anche dagli scarti industriali della lavorazione di prodotti ittici per omogeneizzati per bambini e per la gastronomia. Il risultato è che queste farine contengono il 60 per cento di proteine e il resto di grassi.

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31 maggio 2011

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/si-alle-sardine-no-ai-gamberi/2152505

fonte immagine

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MANOVRE DI REGIME – I repubblichini come i partigiani. Lo propone il Pdl

SIA CHIARO, UNA VOLTA PER TUTTE

I morti sono morti, siano essi partigiani o repubblichini, e pietà e compassione vanno concesse a tutti.

Ma da vivi non erano uguali:

    i partigiani rischiavano ogni giorni la vita, lottando per ridare dignità all’Italia e liberarla dall’occupante nazista, responsabile di rastrellamenti, di deportazioni in campi di concentramento e di sterminio, di impiccagioni e fucilazioni, di stragi efferate;

i repubblichini, ossia i fascisti italiani che avevano aderito alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, collaboravano con i nazisti a rastrellare, a deportare, a impiccare e fucilare, a fare stragi; e spesso erano in prima linea, per cercare di accreditarsi quali alleati affidabili.

Qualche differenza c’è.

dal Blog di Alberto Frati

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Controversa proposta di legge al voto alla commissione difesa della camera

I repubblichini come i partigianiLo propone il Pdl

Stessi riconoscimenti. E stessi contributi. Ed è braccio di ferro in Parlamento. Il Pd per arginare propone sia solo per associazioni «legittimamente belligeranti»

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Mussolini nel luglio 1944 a Sennelager in Germania visita le divisioni repubblichine in addestramento (Istituto Luce)
Mussolini nel luglio 1944 a Sennelager in Germania visita le divisioni repubblichine in addestramento (Istituto Luce)

MILANO – Le Associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale di Salò potrebbero avere lo stesso riconoscimento dell’Anpi e delle altre associazioni ex combattentistiche, ricevendo anche contributi statali: l’apertura è prevista da una proposta di legge del Pdl al voto della commissione Difesa della Camera, su cui si è aperto uno scontro con le opposizioni.

CONTROLLI – La proposta di legge, che ha in Gregorio Fontana il primo firmatario, nasce dalla necessità di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica, visto che tra l’altro ricevono dei fondi dal ministero della Difesa (tra il 2009 e il 2011 hanno ricevuto 1,5 milioni annui complessivamente). Il provvedimento stabilisce i requisiti perché queste associazioni ricevano il riconoscimento di Associazioni di interesse delle Forze Armate: tra i requisiti ci deve essere la loro apoliticità e che i loro statuti rispettino i principi di democrazia interna. I problemi cominciano perché la proposta assegna al Ministero un compito di vigilanza non solo sulla legittimità dei loro statuti, ma sulle attività stesse delle associazioni. E qui il centrosinistra vi ha visto la volontà di sottoporre a controllo l’Anpi, cioè l’Associazione nazionale partigiani.

LEGITTIMAMENTE BELLIGERANTI – Ma l’elemento deflagrante è l’apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò. Il testo infatti prevede che siano riconosciute dal ministero tutte le associazioni di ex «belligeranti», senza limitazioni di sorta. Il braccio di ferro si è protratto nelle scorse sedute della Commissione Difesa, allorché gli emendamenti delle opposizioni che correggevano questi elementi sono stati tutti bocciati. Per bloccare l’iter il Pd ha presentato una propria proposta, a prima firma Antonello Giacomelli, che è stato abbinato al testo Fontana. Questa proposta di legge prevede il riconoscimento solo per le associazioni di quanti sono stati «legittimamente belligeranti», il che escluderebbe i reduci della Repubblica sociale; in secondo luogo la vigilanza del Ministero non è sulle attività ma unicamente sullo statuto delle Associazioni; infine le Associazioni sono sotto l’Alto patronato della Presidenza della Repubblica, per «sottrarle alla maggioranza di turno». «Capisco che qualcuno possa dire – commenta Giacomelli – che l’omissione della dicitura «legittimamente belligeranti» sia solo una dimenticanza, ma ultimamente queste coincidenza si moltiplicano: solo poche settimane fa era stata presentata proprio dal Pdl una proposta che abrogava il divieto di ricostituire il Partito fascista, ed oggi si strizza l’occhiolino ai reduci di Salò. Alla vigilia del 2 giugno è meglio mettere dei punti fermi».

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Redazione online
31 maggio 2011

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fonte:  http://www.corriere.it/politica/11_maggio_31/salo-riconoscimento_15de7050-8b9c-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml

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Sbarco record, mille profughi arrivati in Sicilia su un peschereccio

Sbarco record, mille profughi arrivati in Sicilia su un peschereccio

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Un barcone stipato all’inverosimile. “Non c’era un millimetro di spazio libero”. Malumori nei confronti di Malta: “Erano stati agganciati nelle loro acque, ma non sono stati né soccorsi né accolti”

Sbarco di un barcone di circa 900 clandestini libici nel ragusano

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Un barcone con 917 persone a bordo è stato intercettato e soccorso nella notte da due unità della guardia di finanza a sud di Capo Passero. Fra i quasi mille migranti, libici e di origine subsahariana, anche donne e bambini. Gli immigrati sono stati inizialmente accompagnati nel centro di accoglienza temporanea di Pozzallo, nel ragusano. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche alcune motovedette della Guardia Costiera.

I finanzieri che li hanno accolti nella notte a Pozzallo non credevano ai loro occhi. Sul peschereccio di oltre 20 metri erano stipati molti di più dei 400 migranti stimati in un primo tempo: secondo un conteggio, non ancora definitivo, riferiscono fonti delle fiamme gialle, a bordo c’erano 917 persone, tra cui circa 150 donne e bambini. Una cinquantina di loro è stata trasportata in ospedale. A mezzogiorno un vertici in prefettura servirà fare il punto definitivo, anche sul fronte dell’accoglienza di questo ingente gruppo di profughi. “Tutti erano stremati – spiegano i finanzieri – una massa umana impressionante che aveva occupato ogni millimetro dell’imbarcazione. Tantissimi i bambini e le donne. Questa volta, infatti, sono partite famiglie intere”.

I profughi hanno raccontato di essere partiti dalla Libia quattro giorni fa e di provenire dall’Afria subsahariana. Agganciati prima dai maltesi, la navigazione è stata fatta proseguire verso la Sicilia: i finanzieri li hanno intercettati 14 miglia da Pozzallo e li hanno immediatamente soccorsi.

Lo sbarco record diventa un nuovo motivo di malumori nei confronti di Malta.  ”Nella mattina di ieri – raccontano fonti della guardia di finanza – erano stati agganciati dalle motovedette maltesi nella acque di loro competenza, ma si sono limitati a dare loro un po’ d’acqua e qualche salvagente, senza preoccuparsi di verificare se avessero bisogno di aiuto né tanto meno hanno voluto prenderseli in carico, considerato, peraltro, che il barcone era pieno all’inverosimile. Forse era il caso di condurli subito sulla terra ferma. Invece, sono stati semplicemente monitorati e li hanno fatti proseguire verso l’Italia. E quando e’ toccato a noi li abbiamno soccorsi senza farci domande sulla competenza”.

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31 maggio 2011

fonte:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/31/sbarco-record-mille-profughi-arrivati-su-un-peschereccio/114885/

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Grillo a testa bassa contro Pisapia: «Vince il sistema, l’Italia di Pisapippa»

«Mi ricrederò solo se fermerà l’Expo 2015 e taglierà del 75% gli stipendi dei consiglieri»

Grillo a testa bassa contro Pisapia:
«Vince il sistema, l’Italia di Pisapippa»

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Il comico genovese sul suo blog: è stato l’avvocato di De Benedetti e fa parte del giro. Critiche anche a Vendola

https://i1.wp.com/www.beppegrillo.it/immagini/immagini/pisapia_truman.jpg

L’immagine del post sul blog di Beppe Grillo – fonte

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MILANO – Beppe Grillo non festeggia. La vittoria di Giuliano Pisapia e la fuoriuscita di Letizia Moratti non sono, per il comico genovese, un risultato per cui esultare. Lo dice chiaramente dal suo blog, con un intervento intitolato «L’Italia di Pisapippa». Per Grillo, che irride l’esponente di Sinistra e Libertà paragonandolo con un fotomontaggio al protagonista del film «The Truman Show»- che viveva inconsapevolmente una finta vita in un mega set cinematografico tra attori, registi e comparse – chi ha vinto veramente è in realtà «il Sistema».

«VINCE SEMPRE IL SISTEMA»Il Sistema, scrive Grillo, è «quello che ti fa scendere in piazza perché hai vinto tu, ma alla fine vince sempre lui. Che trasforma gli elettori in tifosi contenti che finalmente ha vinto la sinistra o alternativamente, ha vinto la destra. Qualcuno ha detto al Pdmenoelle che “È facile vincere con i candidati degli altri”. Già, ma chi sono gli altri?». «Pisapia – attacca Grillo – avvocato di De Benedetti, tessera pdmenoelle numero UNO (che ha per l’ingegnere svizzero gli stessi effetti taumaturgici della mitica monetina di Zio Paperone), Fassino deputato a Roma e sindaco a Torino che vuole la militarizzazione della val di Susa, Vendola che costruisce inceneritori insieme alla Marcegaglia, destina 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele di Don Verzé, padre spirituale di Berlusconi e mantiene privata la gestione dell’acqua? Il Sistema ha liquidato Berlusconi e deve presentare nuove facce per non essere travolto. Se sono vecchie, le fa passare per nuove. Se sono nuove le fagocita con la tessera di partito e ruoli di rappresentanza».

«PRONTO A RICREDERMI»Grillo, sostanzialmente, mette alla prova il neosindaco di Milano: «Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell’Expo 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi dei consiglieri comunali, mi ricrederò. Pensate che lo farà? A leggere i giornali sembra che il Movimento 5 Stelle sia stato cancellato dalla politica, spazzato via dal nuovo che avanza. Ha vinto il Pdmenoelle, lo stesso che ha garantito per 18 anni a Berlusconi “una vita che non è mai tardi”, che ha permesso lo Scudo Fiscale, votato l’indulto, che non ha reso possibile l’accorpamento tra elezioni amministrative e referendum (bastava un solo voto, ma erano assenti 10 pdmenoellini, tra cui Fassino, e 2 Idv, pensate che sia un caso?), che ha regalato tre frequenze nazionali pubbliche a Berlusconi chiedendo in cambio solo l’uno per cento del fatturato, che non ha fatto la legge sul conflitto di interessi quando era al governo e neppure ha modificato la legge porcata di Calderoli».

LETTORI DIVISILa sparata di Grillo, tuttavia, non è stata accolta con favore da una parte dei suoi lettori e sono molti, tra le diverse centinaia inviati, i commenti di critica. Molti accusano Grillo e i grillini di qualunquismo, altri li invitano a rilassarsi e a non essere contro a prescindere. «Caro Grillo, criticare è giusto e sacrosanto, ma qualche volta bisogna anche confrontarsi con la realtà – sottolinea Paolo Cincilla – e proporre alternative percorribili, mettersi in gioco e rischiare la propria verginità». Raffaele Cirillo fa invece notre che «Ha vinto colui che è stato scelto e votato dal maggior numero di cittadini milanesi. Il sistema, che lei Beppe Grillo lo voglia scrivere con la maiuscola o la minuscola, è questo: i cittadini votano ed eleggono il proprio sindaco». E Piergiorgio Giarratana: «Ho la netta sensazione che l’unico obiettivo che ti poni è quello di assicurare lunga vita ai tuoi avversari altrimenti non avresti più ragione di esistere neanche tu. sinceramente mi hai stancato. non è possibile che chi vince le elezioni diventa automaticamente un tuo nemico». Tanti però anche i commenti a sostegno del comico, dai suoi supporter storici e dagli attivisti del suo movimento. Uno tra i tanti: «Hai visto Beppe che abbiamo sempre ragione con il M5S – scrive il napoletano Gennaro Giugliano -? Ma se non avevamo ragione potevano mai i quotidiani riprendere la notizia ed aspettare che le tifoserie pd-l e pdl e affini transitassero sul ns spazio? Lunga vita al Movimento 5 Stelle e tenetevi pronti ad allacciare le cinture di sicurezza per le imminenti politiche nazionali»

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Redazione Online
31 maggio 2011

fonte:  http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/31-grillo-italia-pisapippa_4fbb5e08-8b8a-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml

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I poliziotti in piazza contro i tagli “Tremonti e governo, ci avete tradito”

I poliziotti in piazza contro i tagli
“Tremonti e governo, ci avete tradito”

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Le organizzazioni sindacali contro il provvedimento che stabilisce solo assegni “una tantum” e taglia le indennità fisse e continuative. “Troppi sacrifici in cambio soltanto di promesse”

I poliziotti in piazza contro i tagli "Tremonti e governo, ci avete tradito"

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I sindacati di polizia Siulp, Sap, Ugl e Consap hanno manifestato oggi davanti al ministero dell’Economia “per protestare contro Tremonti. Il governo e la maggioranza hanno tradito ancora una volta gli impegni assunti con i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico”, affermano le organizzazioni sindacali sostenendo che “la legge 74/2011 appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale, non prevede la corresponsione delle indennità fisse e continuative alle forze dell’ordine, alle forze armate e ai vigili del fuoco, come pure era stato promesso e nonostante cio’ avvenga con fondi propri, senza chiedere un solo centesimo alle casse dello Stato”.

LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE 1

Nella legge, aggiungono, “si parla semplicemente di ‘assegni una tantum’, penalizzando le pensioni e le liquidazioni del personale, soprattutto dei piú giovani. L’insensibilità dimostrata dal ministro Tremonti, dall’esecutivo e dalla maggioranza che stanno asfissiando la sicurezza dei cittadini e gli operatori che la garantiscono – proseguono le sigle sindacali – sta allontanando sempre di più tutto il mondo del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico dall’azione del governo. Troppi gli impegni presi e non rispettati, troppi i sacrifici chiesti alle donne e agli uomini in divisa in cambio soltanto di promesse e tagli”.

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31 maggio 2011

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2011/05/31/news/i_poliziotti_in_piazza_contro_i_tagli_tremonti_e_governo_ci_avete_tradito-17018437/?rss

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